24 marzo

indexLasciare la vita scorrere liberamente
sarà il primo passo verso la libertà
e verso la pace sulla terra.

Wilhelm Reich, nato il 24 marzo 1897, con Sole in Ariete, Luna in Sagittario, psicoanalista austriaco.

Se sapete che cos’è l’oceano, che sia calmo, che stia muovendosi o che sia pienamente sveglio, saprete che cos’è Dio e saprete di che cosa hanno parlato tutti i Cristi nella storia dell’uomo. Se non sapete che cosa sia l’oceano, siete semplicemente perduti, non importa chi voi siate. Se avete paura di immergervi nelle sue profondità, forse conoscerete che cosa sia l’oceano solo in uno specchio, ma non potrete impedire di essere una parte dell’oceano, una parte che emerge dalle sue profondità e che ritorna nella sua immobilità. E nell’uscire e nel rientrare nell’oceano, portate con voi la sua profondità; non una piccola parte di profondità messa a confronto delle grandi profondità oceaniche. Non un milligrammo di profondità messo a confronto con mille tonnellate di profondità. La profondità è la profondità, non importa che si tratti di un grammo o di una tonnellata. È una qualità e non una quantità. Agisce pienamente tanto in una lucciola, quanto in un elefante. Il minuscolo nervo di una farfalla ha fondamentalmente la stessa funzione del nervo più grosso di una balena. (da: L’assassinio di Cristo)

Che devo fare? Che dobbiamo fare? Questa è la tua domanda, che echeggia attraverso i secoli… Molti uomini grandi, coraggiosi, solitari t’hanno detto da gran tempo ciò che devi fare. Ma tu hai ripetutamente deformato, annientato, spezzettato i loro insegnamenti; hai continuato a prendere le cose dal lato sbagliato… Hai fatto tutto ciò, ed hai costruito la tua casa sulla sabbia, perché non osi, perché sei incapace di sentire in te stesso ciò che è vivo, perché uccidi l’amore del tuo bimbo, soffocandolo in lui ancor prima che nasca; perché non sopporti alcuna manifestazione viva e libera, nessun moto libero e naturale… Piccolo uomo, hai paura di pensare perché il vero pensiero è tutt’uno con forti sensazioni fisiche; e tu temi il tuo corpo, piccolo uomo. Molti grandi ti hanno gridato: “Ritorna alle tue origini! Ascolta la tua voce interiore e segui i tuoi sentimenti veri. Mantieni in alta considerazione l’amore!” Ma ti mostrasti sordo, perché hai perso la sensibilità e l’orecchio per queste parole, che si spengono in ampi deserti; e quei solitari che gridano si bruciano nella terribile aridità del tuo deserto, piccolo uomo… Costruisci la tua casa sulla roccia granitica. Questa è la natura che tu tormenti a morte: l’amore fisico del tuo bimbo, il sogno d’amore di tua moglie, il tuo stesso sogno di vita di quando avevi sedici anni. Abbandona le tue illusioni per un piccolo pezzetto di verità. Manda al diavolo i tuoi uomini politici e diplomatici. Prendi in mano il tuo destino e costruisci una casa sulla roccia. Dimentica il tuo vicino ed ascolta ciò che dice il tuo intimo. Anche il tuo vicino te ne sarà grato.

La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un’invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l’anima del popolo? Smettete di scusare il popolo e ciò che fa… Per la prima volta Cristo si rende conto dell’abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca. Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente… Cristo è circondato da un’atmosfera di silenzio esteriore e di intima incandescenza pacifica, come se fosse protetto da uno scudo. Non c’è nulla in realtà che lo tocchi o che lo possa toccare. È aldilà dello stupido spettacolo che si svolge davanti ai suoi occhi… Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l’uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo. La moglie di Pilato cerca invano di salvarlo. Avverte la silenziosa, calda incandescenza che è in Cristo in quei momenti. E proprio su questo silenzioso splendore di fiducia, che va molto oltre la miserabile cattiveria umana, che in seguito si fonderà la forza silenziosa dei primi cristiani pacifici… Cristo rimarrà in silenzio quando si contorcerà di dolore. Rimarrà in silenzio quando le forze gli mancheranno. Rimarrà in silenzio quando la gente lo insulterà e lo sbeffeggerà, anche se sarà questo che più lo addolorerà, ma come da lontano… La tranquilla e silenziosa incandescenza della Vita vivente non può venire distrutta con nessun mezzo. È una fondamentale manifestazione dell’energia stessa che fa muovere l’universo. Questo splendore lo si trova nel cielo notturno. È il fremito silenzioso del cielo illuminato che vi porta a dimenticare i brutti scherzi. È la tranquilla incandescenza degli organi sessuali delle lucciole. Aleggia sulle chiome degli alberi all’alba e al tramonto, e lo si scopre negli occhi di un bambino fiducioso… È lo splendore che si nota di notte sulla superficie dell’oceano o sulla cima degli alberi. Non c’è nulla che possa distruggere questa forza splendente e silenziosa. Essa penetra ovunque e governa ogni movimento di ogni cellula dell’organismo vivente. È ovunque e riempie tutto lo spazio che è stato svuotato dagli uomini inariditi. È la causa dello splendore delle stelle e del loro ammiccare. Lo splendore della pelle è per il vero medico un segno di salute, così come la mancanza è segno di malattia. Quando si ha la febbre, lo splendore aumenta poiché esso combatte l’infezione mortale. È l’incandescenza della forza vitale che continua anche dopo la morte dell’organismo. È l’incandescenza dell’anima, ma dopo la morte non rimane come ‘forma’. Si disperde nell’infinito oceano cosmico, nel ‘Regno di Dio’ da cui proviene. (brani da L’assassinio di Cristo di Wilhelm Reich)

 

Nascita di Romolo

“Homo homini lupus, foemina foeminae lupior, sacerdos sacerdoti lupissimus”

Il 24 marzo 771 a.C. è la data di nascita tradizionale di Romolo, primo re di Roma, insieme al suo gemello Remo figlio di Marte e di Rea Silvia, sacerdotessa vestale figlia del re di Alba Longa, diretto discendente di Enea. Conosciamo credo tutti la leggenda dei gemelli trovati e allevati da una lupa, sebbene il fatto che anche un picchio contribuì all’operazione sia meno noto. Il potere sciamanico del Lupo come alleato e animale guida era diffuso ampiamente nelle tradizioni misteriche dell’Italia preromana. Eredi di tali trasmissioni erano i Luperci, “lupacchiotti”, membri di una confraternita sciamanica e sacerdotale dell’antica Roma, portatori dell’energia del Lupo e dell’Ariete, e noti per la celebrazione dei Lupercalia, una cerimonia intesa a commemorare il salvataggio di Romolo e Remo da parte della Lupa. Tale ritualità risaliva a tempi assai più remoti della fondazione di Roma. Da considerare inoltre che il termine “lupa” era il nomignolo attribuito alle prostitute, che in questo caso era una “ierodula”, ovvero una prostituta sacra connessa ai sacri misteri del lupo. Narra la leggenda che nella città di Albalonga la giovane Rea Silvia, sacerdotessa della dea Vesta e quindi vincolata alla castità, partorì segretamente due gemelli, concepiti per intervento del dio Marte. Amulio, usurpatore del trono di Numitore, padre di Rea Silvia, venne a conoscenza della nascita di questi potenziali eredi al trono e ordinò la loro uccisione. Il servo incaricato dell’esecuzione, preso da compassione, abbandonò i gemelli in una cesta al flusso della corrente del Tevere. La cesta si arenò tra due alberi (il Germalo e il Fico Ruminale) e fu trovata da una Lupa che li portò nella sua grotta e li allattò. In seguito, il pastore Faustolo scoprì i bambini e li portò alla compagna Acca Laurentia, chiamata anch’essa la Lupa per i motivi forniti sopra, che si prese cura di loro. Quando i gemelli crebbero uccisero l’usurpatore Amulio e ristabilirono sul trono il nonno Numitore. Poiché avevano ricevuto una specifica visione, decisero di lasciare Albalonga e fondare una nuova città, scegliendo proprio il posto in cui erano stati ritrovati dalla Lupa. In disaccordo tra di loro, essi si affidarono al responso di una divinazione onde stabilire a chi sarebbe spettato l’onore di dare il nome alla città. Chi avesse avvistato più uccelli avrebbe avuto questo incarico. Remo ne vide sei, mentre Romolo ne avvistò dodici, come i segni zodiacali. Romolo iniziò quindi a tracciare sul colle Palatino il perimetro dell’insediamento. Tuttavia la disputa tra i due fratelli seguitò e in una lite Romolo uccise Remo, pronunciando in seguito un giuramento: “muoia chiunque oltrepassi queste mura” e decidendo di chiamare la nuova città con il nome di Roma. Secondo la leggenda Romolo ascese al cielo, mentre passava in rassegna l’esercito allorché fu avvolto da una nuvola e di lui non si vide più traccia.

 

Altre celebrità nate oggi:

William Morris, nato il 24 marzo 1834, Sole in Ariete, Luna in Vergine, poeta e artista inglese, vedi Rossa o blu?

James Ingall Wedgwood (1.7) (24 March 1883 – 1951) first Presiding Bishop of the Liberal Catholic Church, member of the Theosophical Society and a co-Masonic order.

Corbin Harney (March 24, 1920, Bruneau, Idaho – July 10, 2007, near Petaluma, California) elder and spiritual leader of the Newe (Western Shoshone) people. He inspired the creation in 1994 of the Shundahai Network, which works for  environmental justice and the abolition of nuclear weapons.

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