Il menu non è il pasto

menuLa carta astrologica. proprio come una mappa geografica, serve per descrivere le moltepliici caratteristiche di un territorio e per consentirci di scegliere in che direzione andare, così come un menu ci indica quali cibi e bevande sono disponibili in un ristorante.

Ma Il menu non è il pasto, la mappa non è il viaggio!

La carta astrologica converte la percezione umana illusoria della realtà in un linguaggio accessibile alle nostre menti iper-limitate. È un portale tra la nostra realtà separata e l’effettiva natura dell’universo. La mappa astrologica apre una finestra nell’autismo della coscienza umana che consente di percepire in trasparenza l’anatomia e patologia della nostra vera identità multidimensionale.

Ma la carta astrologica serve per viaggiare direttamente nel territorio, per averne un’esperienza diretta, e non per farsi delle masturbazioni mentali, con tutto il rispetto per tali pratiche, riguardo quel territorio!

Come possiamo pretendere di interpretare una carta natale, di definire noi stessi e gli altri se continuiamo a rimanere bloccati in una mente separata, che concepisce solo se stessa ed esclude tutto il resto!

Pretendere di capire noi stessi, gli altri e l’universo senza muoverci dallo stato di coscienza in cui ci troviamo, è come illudersi di capire cosa succede fuori nel mondo, rimanendo sempre dentro in casa e guardando solo alla finestra.

La carta natale mostra potenzialmente dove e come trovare le parti della nostra anima, gli stati di coscienza che ci permettono di capire chi siamo e in che modo entrare in quegli stati.

Ci mostra come possiamo capire chi siamo. Non ci dice chi siamo! E non lo capiremo mai se seguitiamo a guardare la carta! Nessuno lo comprenderà mai!

Chiunque pretende di capirlo interpretando la vostra carta natale, definendo chi siete, analizzando ogni dettaglio della vostra vita e addirittura dicendovi cosa accadrà nel vostro futuro, sta prendendo in giro voi e se stesso. Ma non solo, e questo è decisamente più grave, vi sta privando della vostra capacità di viaggiare e di accedere all’essenza della vostra anima.

Per capire chi siamo occorre che accettiamo di riprenderci in mano la nostra vita, che usciamo dalla camera a gas delle definizioni che abbiamo dato a noi stessi e agli altri, dal campo di concentramento che seguita a violentare e devastare la nostra anima.

La carta natale è una porta, ma una porta la possiamo tenere chiusa o aperta. Vi sono due lati di una porta, quello interno e quello esterno. Il lato interno ci consente di vedere la porta da dentro. Ma se vogliamo uscire non basta sapere dov’è la porta, bisogna aprirla.

Nell’astrosciamanesimo impieghiamo la carta natale come una mappa geografica multidimensionale finalizzata all’esplorazione diretta delle parti dell’anima.

La prima fase del lavoro consiste nell’individuare mediante la carta natale, o in mancanza di questa attraverso altri strumenti di orientamento, gli spazi e stati di coscienza prioritari cui il soggetto necessita accedere per recuperare parti vitali della sua anima.

La seconda fase implica l’esperienza diretta di quegli stati di coscienza, l’incontro con quelle parti dell’anima e possibilmente il loro recupero provvisorio e definitivo, che comporta l’articolazione di altre fasi.

Questo processo è rigorosamente esperienziale. Inoltre, si fonda sull’esperienza della persona in questione, e non di quella dell’astrologo o dello sciamano, la cui funzione è operare come facilitatore dell’esperienza.

Qui non è lo sciamano che viaggia in un’altra realtà e poi ritorna avendo capito tutto, definendovi e interpretandovi, mentre voi per tutto il tempo restate lì ad ascoltare come ebeti. Siete voi stessi che avete l’esperienza, che riconoscete quelle parti dell’anima, che contattate le vostre guide, che vedete cosa succede, mentre il facilitatore sciamanico vi aiuta e sostiene in questo processo.

Si tratta di riprendervi in mano la vostra vita, di recuperare la vostra anima, santo cielo! Non di cambiare la persona o il contesto a cui la vendete.

Molte persone s’illudono di capire chi sono, di comprendere il significato della vita, facendo riferimento a quello che sentono dire o leggono da altri riguardo quello che sono. Passano la vita adottando pensieri e idee altrui, studiando la mappa geografica, leggendo tutto quello che trovano di luoghi che non visiteranno mai, rimanendo sempre fermi, senza spostarsi mai, in uno stato costante di coma multidimensionale, di anoressia dell’anima.

La mappa non è il viaggio! Il menu non è il cibo!

© Franco Santoro