La ferita sacra

Mars, miniature from MS De Sphaera 15th cent.L’energia dell’Ariete nella sua espressione pura è neutrale, non possiede una connotazione precisa. È come il carburante di un auto, fornisce energia, ma si astiene dall’indicare in quale direzione spostarsi. Tale scelta spetta all’autista.

Puoi usare l’energia per realizzare obiettivi elevati o per attaccare, distruggere e contribuire così alla preservazione di rancori e sofferenze. Ciò che conta è il modo in cui scegli di usare l’energia, vale a dire l’Intento.

Se non sei consapevole del tuo Intento, chiunque, invece lo sia, può manipolare l’energia e te stesso onde realizzare il suo proprio Intento.

L’energia per muoversi necessita di un Intento. Puoi esserne consapevole o meno. In quest’ultimo caso, sei destinato alla manipolazione da parte di qualcuno, visibile o invisibile. Se questi ha un Intento benevolo, le conseguenze potranno essere piacevoli, mentre in caso contrario le cose andranno diversamente. Tuttavia, in entrambe le circostanze sei sempre ugualmente inconsapevole del tuo Intento e ciò non è affatto una situazione di potere, poiché ti espone al pericolo costante di invasioni e ti impedisce di essere padrone della tua vita.

L’esplorazione dell’Ariete è solitamente in relazione con l’agire e il muoversi verso ciò che vuoi attraverso l’impiego dell’energia vitale e della forza aggressiva tradizionalmente associata con la polarità maschile.

La vita sociale che ha prevalso nel corso della storia umana sembra avere negato e represso l’impiego naturale dell’energia dell’Ariete. Nei bambini l’espressione spontanea di questa energia è la prima ad essere bloccata in quanto ostacola l’imposizione e l’assestamento ipnotico della realtà virtuale del mondo degli adulti.

Tale blocco causa una profonda ferita che determina la separazione dall’Intento originario, la privazione del rapporto con lo Spirito Guida, e l’abbandono della percezione di altre dimensioni.

Ogni volta che nel corso della vita l’energia dell’Ariete viene stimolata ed inizia a muoversi, si trova prima o poi di fronte ad un “no”. In questo no è racchiuso il ricordo di quella profonda ferita conseguente alla separazione. In tale ferita dimora il mistero e la spiegazione stessa del tuo essere qui in questo corpo fisico.

L’energia circolava liberamente e ad un certo punto fu costretta a bloccarsi e a condensarsi, identificandosi in una forma illusoria dai contorni apparentemente ben definiti: l’ego.

Molte spiegazioni ed interpretazioni potrebbero essere date di quanto accaduto. Nel contesto astrosciamanico dell’Ariete esse servono a ben poco. Qui si impiegano metodi essenzialmente pratici, finalizzati alla guarigione ed al recupero dello spazio estatico in situazioni in cui è necessario agire con emergenza e coraggio.

Ciò che importa è stabilire il contatto con la pura espressione originaria dell’energia, dare ad essa la possibilità di esprimersi pienamente in un contesto sacro di protezione, per poi divenire consapevoli del momento in cui essa incontra la ferita.

A questo punto, il compito consiste nell’impiegare gli opportuni strumenti per trasformare questa ferita in una ferita sacra. Ciò avviene solo se sei disposto a lasciare andare la tua piccola storia personale per diventare il veicolo di una nuova grande storia: quella multidimensionale, mitica ed eroica.

Quando manchi questo proposito, tendi a ripetere continuamente le vicende della tua piccola storia, cercando conforto immediato attraverso l’uso di rimedi ad essa relativi, che in realtà non fanno altro che prolungare o rimandare l’agonia.

Con l’Ariete si tratta di collegare il tuo sé ai modelli universali e a una realtà mitica, sacrificando la storia personale in modo che quella nuova e reale possa trovare manifestazione nella vita. In breve, il lavoro consiste nell’esplorare la propria ferita, quella più centrale in questo momento, e poi permettere ad essa di estendersi verso la dimensione più ampia di cui è parte.

Si tratta di favorire il passaggio dal livello di identificazione personale con la piccola storia (vale a dire la storia dell’ego) a quello della consapevolezza di una grande storia, concedendo alla prima di guidare il processo.

In tal modo, la tua piccola storia, pur con tutti i suoi limiti, diventa la porta di accesso a quella grande storia che è sempre disponibile ad essere invitata nella tua vita per riempirla di luce e benedizioni.

© Franco Santoro

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