La Stella – Acquario: Viaggio astrosciamanico nei Tarocchi

indexLa Stella è la diciassettesima carta degli Arcani Maggiori, che nella maggior parte dei mazzi tradizionali è associata con l’Acquario.

Nei Tarocchi di Rider Waite la Stella raffigura una donna nuda inginocchiata presso una pozza d’acqua, con un piede nell’acqua e l’altro sul terreno. Tiene due brocche: una con la mano destra, dalla quale versa un liquido nell’acqua, e una con la sinistra, che usa per versare il liquido sulla terra. Sullo sfondo si vede un uccello su un albero, mentre al di sopra della donna c’è una grande stella a otto punte, insieme a sette stelle più piccole, per un totale di otto stelle.

Da una prospettiva gnostica le otto stelle rappresentano le otto sfere stellate al di là dei pianeti visibili, la  porta del Cielo e ciò che esiste oltre la consapevolezza umana. A questo riguardo la donna nuda è collegata a Sophia, una rappresentazione dell’anima umana nella sua purezza, l’estrema e più bassa emanazione di Dio, e la mistica Sposa di Cristo. Versando acqua sulla terra e nella pozza la donna mostra maestria nell’arte sciamanica di combinare le polarità, che è ciò che permette alla fine la vera ascensione ai regni più elevati.

Dopo le figure burrascose del Diavolo e della Torre, la Stella porta un radicale e sereno cambiamento, che dona un inevitabile senso di calma e sollievo. Annuncia la fine di un periodo di turbolenza e il ritorno di pace e stabilità.

Questo mi ricorda una famosa poesia di Giacomo Leopardi, intitolata La quiete dopo la tempesta “Passata è la tempesta: odo augelli far festa, e la gallina, tornata in su la via, che ripete il suo verso. Ecco il sereno rompe là da ponente, alla montagna; sgombrasi la campagna…” Questo specialmente perché la vera calma a cui Leopardi si riferisce alla fine della poesia, lungi dal risiedere nella cessazione provvisoria di problemi e sofferenze, dimora in una dimensione che esiste oltre la nostra mortale consapevolezza, generalmente fornita solo con la morte. “il duolo spontaneo sorge e di piacer, quel tanto che per mostro e miracolo talvolta nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana prole cara agli eterni! Assai felice se respirar ti lice d’alcun dolor: beata se te d’ogni dolor morte risana”.

La morte in questo caso è la morte della personalità, l’identità egoica basata sulla falsa percezione e la separazione. Non è una morte fisica, ma piuttosto un momento di epifania in cui ciò che era offuscato dall’ego finalmente emerge, procurando un senso di inaspettato sollievo, equilibrio e armonia. Il temporale può arrivare di nuovo, e tuttavia la Stella porta l’accresciuta consapevolezza che lo spazio di calma tornerà e che la sua presenza può essere continua se impariamo a rimanere connessi.

La Stella è generalmente una delle carte più attraenti, che la maggior parte delle persone ama, perché dà un’immediata sensazione di guarigione e pace, suggerendo un aiuto inaspettato, o un dono che spesso arriva all’improvviso. Di conseguenza è gradita nelle letture, specialmente in momenti di sofferenza e buio. Poiché la Stella è molto lontana nel cielo, non fornisce necessariamente soluzioni pratiche ai problemi terreni, che probabilmente resteranno tali se non si agisce in modo pragmatico.

Tuttavia la Stella porta il dono della speranza, della benedizione e dell’ispirazione, che sono sicuramente argomenti molto motivanti al fine di promuovere azioni pratiche. Per questo quando la Stella arriva in una lettura può essere un segno che siamo sulla pista giusta e anche che le nostre intenzioni sono benedette. E tuttavia, al fine di manifestare queste intenzioni abbiamo bisogno di andare oltre, abbracciare la benedizione e fare ciò che è necessario.

La Stella ha una profonda connessione con i misteri della Vergine Maria, alla quale si fa riferimento anche con il titolo di Stella Maris, Stella del Mattino e Regina del Cielo. Maria è spesso tradizionalmente raffigurata con una corona di 12 stelle sul capo (Apocalisse 12:1).

Durante il recente Ritiro di Fine Anno, abbiamo celebrato un rituale il primo gennaio, che nel calendario cattolico è una solennità dedicata a Maria, Madre di Dio.  Questo rituale è stato accompagnato dal suono di diverse versioni di Stella Splendens, un popolare canto polifonico dal Llibre Vermell de Montserrat. In quell’occasione ogni partecipante ha stabilito una connessione con la propria stella.

Secondo molte leggende c’è una stella che brilla per ognuno di noi durante la vita e mostra anche la via del ritorno a casa quando la vita qui è finita.

La connessione con le stelle dimora nelle radici più profonde della nostra natura. I nostri corpi fisici sono il risultato di una fusione generata dall’esplosione di una grande stella, una supernova che ha prodotto infine tutti gli ingredienti del mondo fisico.

Come fa notare Robert Kirshner, professore di astronomia di Harvard, “le supernove hanno creato gli elementi che diamo per scontati – l’ossigeno che respiriamo, il calcio nelle nostre ossa, e il ferro nel nostro sangue sono prodotti delle stelle”.

Siamo nati dalle stelle, e la connessione con il regno delle stelle ci consente di essere collegati alla nostra dimora originale, da dove proveniamo noi e il nostro autentico intento. Il potere delle stelle è l’elemento di trasformazione dell’universo intero e le stelle operano come insegnanti, educandoci ad andare avanti e a rinnovarci.

Dedico il canto “Stella Splendens” a tutti i lettori e a tutti coloro che non cessano di essere innamorati della Stella, e delle stelle, sostenendo costantemente il suo, e loro, tenero appassionato abbraccio con la Terra.

Lo dedico anche a coloro che hanno momentaneamente perduto il loro amore per la Stella e le stelle, sapendo che quest’amore continua ad essere disponibile sempre, su nel cielo e nel riflesso delle stelle giù sulla terra, e dentro di noi. Dopo tutto, come canta Des’ree “in questo grande meraviglioso universo, siamo le stelle sulla terra”.

Amo assai “Stella Splendens”! Al solo udire un piccolo frammento della sua musica le stelle iniziano a vibrare dentro e fuori di me, spontaneamente, senza alcuno sforzo. Sì, perché, che ci piaccia o non, siamo fatti di stelle, e anche quando siamo impantanati in pensieri cupi, le stelle continuano a far brillare la luce di chi siamo veramente.

E allora, per l’amor di Dio, godiamoci queste stelle!

E poi, se ci mettiam a danzarla questa musica, ebbene, quello che arriva è ciò che vogliamo sapere sulle stelle (ma abbiamo paura di ascoltare e sentire).

Tratto da Franco Santoro, Viaggio astrosciamanico nei Tarocchi (clicca qui per accedere all’opera)

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