La Temperanza – Sagittario: Viaggio astrosciamanico nei Tarocchi

temperanceIl Sagittario è tradizionalmente associato alla Temperanza, il tredicesimo Arcano Maggiore nella maggior parte dei Tarocchi.

Nei Tarocchi di Rider Waite questa carta raffigura un angelo alato in piedi, con un piede sulla terra e l’altro nell’acqua, mentre versa un liquido da una coppa ad un’altra. Le due coppe non sono parallele e il loro flusso, che sfida la legge ordinaria di gravità, è il risultato della gentile e attenta concentrazione dell’angelo.

La coppa nella mano sinistra versa dell’acqua nella coppa della mano destra, invertendo i ruoli tradizionali della polarità, con la mano destra che diventa ricettiva e femminile, e la sinistra che svolge il ruolo attivo e maschile.

La Temperanza opera come un ponte tra polarità opposte aumentando la mobilità e la capacità di alternare la loro sfera di influenza, mediante la quale nulla rimane bloccato e la rete della vita continua a fluire.

Il Sagittario è un segno mutevole e ogni segno mutevole è preceduto da un segno fisso, che in questo caso è lo Scorpione. I segni fissi esaltano la natura di uno specifico aspetto, che portano al culmine, consentendogli di essere fermo e permanente.

Questo è l’apice dello stadio di identificazione, seguito poi dalla fase di connessione di quella parte identificata con altre parti che hanno pure bisogno di essere identificate, nel processo di recupero. Essere su un sentiero di guarigione implica stabilire un intento e dargli una forma fissa e concreta, poi affidarlo alla rete della vita connettendo quella forma ad altre forme finché l’integrità del cerchio è pienamente risvegliata.

La Temperanza rappresenta la fusione, l’integrazione e la mescolanza di elementi dissimili allo scopo di raggiungere un equilibrio e una sinergia armonici. Questo principio è rappresentato dall’arcobaleno, associato con l’arciere del Sagittario, costituito da sette colori che rappresentano i pianeti visibili del sistema solare.

Nei miti Indù l’arcobaleno è l’arco di Indra, il dio del tuono, del fulmine e dei temporali (associato a Giove, governatore del Sagittario), mentre nella mitologia greca è il sentiero creato dalla dea Iris, che è l’angelo raffigurato nella carta, allo scopo di connettere Cielo e Terra. Iris, similmente a Mercurio, è la messaggera degli dei dell’Olimpo e come lui possiede un caduceo. Viaggia nel mondo sotterraneo per riempire la sua coppa d’oro con l’acqua del fiume Stige, con la quale addormenta gli spergiuri.

Sebbene il sole splendente e la radiosità dell’angelo forniscano molta luminosità, la Temperanza è in definitiva una carta del mondo degli Inferi e, data la sua associazione con il Sagittario, ultimo stadio dell’autunno, rappresenta in effetti il culmine dell’oscurità. Ciò è rappresentato anche dai gigli sullo sfondo, che sono fiori tradizionalmente collegati con l’Ade e la morte, e tuttavia emblema di virtù, fertilità e il principale simbolo del perdono in Un Corso in Miracoli:

“Tuttavia un solo giglio di perdono cambierà l’oscurità in luce, l’altare delle illusioni nel santuario della Vita Stessa. E la pace sarà riportata per sempre alle sante menti che Dio ha creato come Suo Figlio, Sua dimora, Sua gioia, Suo amore, completamente Suo, completamente uno con Lui”. (UCIM, L, II p.,12-5)

La Temperanza è una delle virtù cardinali elencate dai filosofi greci classici e dalla tradizione cristiana, assieme a prudenza, giustizia e fortezza. Il termine greco per “temperanza” è sophrosune che significa moderazione, autocontrollo, salute mentale, e l’equilibrio armonioso dell’anima.

Come dice Jack Crabtree, interpretando la definizione di Platone di sophrosune, in “The Miracle of Sophrosune”, è “la virtù dell’auto-accettazione illuminata, un’auto-accettazione basata su un’accurata comprensione di chi realmente si è, un’auto-accettazione che sfocia in un umile e stabile appagamento e persegue il ruolo del proprio destino nell’umana esistenza.”

Era considerata la più importante tra tutte le virtù umane, il modello per la massima espressione di vita, che abbraccia la realizzazione sia nel mondo interiore che in quello esteriore. L’applicazione di questa virtù di moderazione spesso comporta la capacità di resistere al centro di estremi opposti, il che implica anche, secondo le circostanze, imparare ad andare più verso l’uno piuttosto che verso l’altro.

Il riferimento alla moderazione è stato anche trovato nell’iscrizione del Tempio di Apollo a Delfi, dove la massima ampiamente rinomata “Conosci Te Stesso” era preceduta dal meno conosciuto detto “Nulla di Troppo”, ossia “Nulla di Troppo e Conosci Te Stesso”, che collocava l’arte della moderazione come una priorità per conoscere se stessi. Per un video sul mistero della virtù perduta di sophrosune clicca qui.

Nel Libro Gnostico dei Santi, il compagno del libro I Tarocchi dei Santi, Robert M. Place associa la Temperanza a San Benedetto da Norcia, fondatore delle comunità monastiche cristiane occidentali, che “a differenza di molti martiri e asceti della Chiesa primitiva, fu un esempio di armonia e moderazione. Fu maestro dell’arte di vivere, e come Buddha, capì che l’ascetismo estremo era un’altra trappola dell’ego.”

Il ricercatore che ha viaggiato molte volte attraverso il sacro cerchio, esplorando profondamente tutti gli aspetti della vita rappresentati dai segni dello zodiaco, e imparando le loro lezioni, oltre a diventare un maestro di moderazione, acquisisce la capacità di combinare i diversi aspetti della vita in una sintesi piuttosto che come compartimenti separati.

Questo comporta essere esperienzialmente consapevole delle dinamiche simultanee del Sole e della Luna, così che, per esempio, durante il ciclo buio dell’autunno avanzato, quando il Sole è in Sagittario, egli può anche abbracciare il ciclo luminoso dell’estate e tutte le altre stagioni mentre la Luna vi transita durante le sue lunazioni.

Tipici segni di mancanza di temperanza sono l’incapacità di integrare gli affari con la vita privata, le cose serie con la risata, l’amore con l’attrazione sessuale, l’amicizia con i soldi, ecc. Questo accade quando si sperimenta la vita come una serie di ruoli disconnessi, privi di ogni associazione, e che cambiano periodicamente, senza alcuna possibilità di assimilazione.

La Temperanza implica l’integrazione di tutti gli elementi della vita, che può anche significare fare delle specifiche scelte o seguire una data direzione, mantenendo tuttavia la connessione con tutti gli altri. È un’esemplificazione de La Via di Mezzo, nel Nobile Ottuplice Sentiero buddista, “la via che conduce all’estinzione della sofferenza, vale a dire: giusta comprensione, giusti pensieri, giuste parole, giuste azioni fisiche, giusti mezzi di sussistenza, giusti sforzi, giusta attenzione, e giusta concentrazione” (Samyutta Nikáya LVI, 11).

Nella divinazione la Temperanza può indicare un invito a operare con integrità e maturità nel trattare un certo argomento, che può essere a volte anche non fare niente. “La persona intemperante ha sempre bisogno di fare qualcosa, ma molto spesso una situazione richiede alla persona semplicemente di aspettare. La carta potrà talvolta apparire come un antidoto a carte di sconsideratezza e isterismo.” Perciò in una lettura la Temperanza può semplicemente dirti di prendertela con calma, essere paziente e non trascinare le cose troppo in là.

Un’altra indicazione di questa carta è di espandere la tua percezione e aprirti considerando maggiormente le implicazioni di ogni argomento importante per te. Può anche suggerire la necessità di lasciar andare e applicare il vero perdono in una situazione in cui l’azione è in primo luogo motivata dalla paura, dalla competizione e da un sottile risentimento.

Perciò quando la Temperanza emerge nella nostra vita, è un invito a fermarsi ed essere disponibili a scavare negli aspetti profondi della nostra natura, sfidando i presupposti della nostra identità ordinaria, e di tutto quello che diamo per scontato nella nostra percezione degli altri e del mondo.

La Temperanza richiede una prospettiva che permette a tutti gli aspetti della vita di essere riconosciuti e onorati, portando benefici a entrambe le polarità apparentemente opposte e riconciliandole in modo significativo e profondo.

Franco Santoro

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