La Via della Vergine

provoled-5_edited-1C’è un grande uomo che fa sentire ogni uomo piccolo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire ogni uomo grande. (G.K.Chesterton)

La Vergine è l’apice dell’impulso operativo che segue al segno del Leone. E’ l’emanazione più diretta dell’energia solare, con la capacità di creare nella realtà fisica di terza dimensione, e apportare effetti pragmatici sul pianeta.

Qui, la Vergine rappresenta il ponte tra Sole e Terra inteso a trasferire pura energia orgasmica in concreti atti di servizio. […]

Il periodo stagionale della Vergine comprende il ciclo in cui l’uva è raccolta e lavorata per diventare vino. Dopo l’apice romantico, il piacere, il calore e il riposo del Leone, riserve di forza sono state incamerate e si rendono disponibili per il lavoro, per custodire le benedizioni ricevute nella stagione estiva.

Si tratta di un momento cruciale di attenzione, discriminazione e cura, poiché la qualità di quest’opera avrà ripercussioni nelle stagioni a venire.

La Vergine è una zona di sintesi il cui obiettivo è rendere tangibile l’Intento originario attivato dal Sole. Questo processo richiede tempo, pazienza, discriminazione mentale e incessante rilascio dei blocchi alla percezione della realtà. E’ uno stato che sovente provoca un’agitazione sacra nei nativi Vergine. Il tipo di realtà di cui essi fanno esperienza nella loro visione richiede notevoli sforzi per essere realizzato al di fuori.

Non ci sono affatto problemi per la Vergine quando si tratta di affrontare il duro lavoro fin tanto che esiste chiarezza d’Intento e adesione alla propria Identità Multidimenionale Centrale (che è l’identità olistica e spirituale, distinta dall’identità fondata sulla separazione, o ego). Infatti, ciò è proprio quello che rende la vita estatica per la Vergine. Tuttavia, quando manca la connessione con l’Intento l’esistenza diventa molto spiacevole e misera. Quando il sistema di deviazione della coscienza prende il sopravvento e prevale l’identificazione con l’ego, le facoltà della Vergine alla fine alimentano i conflitti e il senso di separazione.

La Vergine mantiene la consapevolezza strutturale della distribuzione dei frammenti separati dell’anima così come essi sono rappresentati nella nostra realtà separata, e nella sua esemplificazione per eccellenza,  ossia il corpo umano. Di conseguenza, questo segno ha la capacità spontanea di identificare connessioni e perciò operare con uno spirito pragmatico di guarigione e servizio.

La Vergine è molto analitica, sebbene quest’attitudine sia pratica invece che intellettuale. Lo scopo è di mettere ogni cosa al posto giusto in modo che essa possa essere riconosciuta e ritrovata. Ciò consente a qualsiasi cosa di essere a portata di mano quando serve. La Vergine si adopera per assicurare che ognuno e ogni cosa abbia la sua collocazione nella rete della vita. Qui esiste anche un’ulteriore qualità, che comporta trovare la natura autentica di ciò che è percepito nella diversità delle forme e la sua connessione con il tutto.

La Vergine considera lo scopo essenziale di ogni parte e il modo in cui esse possono contribuire alla rete della vita, esprimendo la loro natura autentica e la connessione con l’unità originaria. Tutti i Settori del Sacro Cerchio rappresentano le principali parti frammentate dell’unità originaria. Lo Spirito Guida, o l’Identità Multidimensionale Centrale, è la lavagna magnetica che consente a ciascuna parte del puzzle di ritrovare la sua collocazione nell’immagine più ampia.

La Vergine corrisponde alla fase di selezione e assimilazione nel ciclo dei segni. E’ una fase che richiede un attento lavoro di discriminazione tra ciò che è utile e quello che necessita essere rilasciato. Ogni cosa è attentamente analizzata, classificata e assegnata ad uno specifico e proficuo uso. Ciò comporta filtrare e incorporare l’essenza di ogni forma e scartare il resto. Qui è essenziale focalizzarsi sulle risorse che sono estratte piuttosto che sui materiali di scarto. Se ciò non accade il materiale di rilascio rischia di essere trattenuto, bloccando il processo di assimilazione e producendo effetti tossici

È il processo di discriminazione tra grano e pula, dell’opera del setaccio, che è pure lo strumento da cui sono originati i tamburi sciamanici nelle tradizioni occidentali. Nel corpo fisico tale funzione è svolta dall’intestino, la parte principale del canale di alimentazione che inizia con la bocca (Toro) e termine con l’ano (Scorpione). L’intestino comprende la zona tra lo stomaco (Cancro) e l’ano (Scorpione). Esso è diviso in due sezioni: l’intestino tenue, dove accade la maggior parte della digestione e le sostanze nutritive sono assorbite, e l’intestino crasso, che predispone il rilascio dei materiali di scarto. L’intestino è l’area cruciale di discernimento tra che va lasciato andare e ciò che va tenuto per diventare parte del corpo.

Nello sciamanesimo tradizionale l’intestino degli animali, specialmente quello di pesci e balene, è spesso usato dagli sciamani come strumento di iniziazione al primo livello di base. Una volta che lo sciamano ha acquisito la comprensione esperienziale dell’anatomia sciamanica, egli è pronto per passare al secondo livello, che comporta l’interazione diretta con l’anatomia. Mircea Eliade lo descrive come segue: lo sciamano “discende nel ventre di un gigante o mostro per apprendere scienza e saggezza. Per questo motivo lo sciamano rimane nel ventre del pesce per tre anni: per imparare i segreti della Natura, per decifrare l’enigma della vita, e apprendere il futuro.”

 

© Franco Santoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *