Scambio di corpi: il tabù più grande

shadowkaliEsiste un presupposto comune alla base di tutte le interazioni umane. Tutta la nostra percezione è basata su questo presupposto. Da esso dipende ogni aspetto della vita umana, senza distinzione di cultura, età, genere e razza. E per la nostra realtà separata tale presupposto è così cruciale che se mancasse, la vita umana, così come l’abbiamo sperimentata sino ad ora, non avrebbe alcun senso. Perché questo presupposto è la condizione sine qua non su cui si basano tutte le culture e i comportamenti umani. Ma che cos’è?

È la convinzione che il nostro corpo fisico, così come lo percepiamo, ci appartiene e rappresenta ciò che siamo. Questa è una credenza che la maggior parte di noi dà per scontata e non si preoccupa di mettere in discussione. Tuttavia, per coloro che si concedono almeno un momento per scrollarsi di dosso la loro mente condizionata, è inevitabile farsi domande come queste: come facciamo a sapere che siamo i proprietari delle nostre teste o dei nostri piedi? Come possiamo realmente determinare la differenza tra quelli che crediamo essere i nostri corpi e i corpi degli altri o l’ambiente?

Possibili risposte a tali domande sono state esplorate da sciamani e ricercatori spirituali attraverso la storia dell’umanità, e sono state presentate come argomenti di grande interesse nel corso di indagini scientifiche. Ad esempio, proprio per far riferimento a una recente ricerca, alcuni neurologi del Karolinska Institutet, una delle più grandi università di medicina d’Europa, hanno reso noti qualche mese fa degli esperimenti sull’induzione della consapevolezza di uno “scambio di corpi”, in cui dei soggetti percepivano il corpo di un’altra persona come appartenente a se stessi. Servendosi di circuiti televisivi chiusi per creare la percezione illusoria hanno indotto nei volontari uno scambio di corpi virtuale, facendo credere addirittura alle donne di essere nel corpo di un uomo e viceversa. Alcune delle loro scoperte sono pubblicate sulla rivista PLoS One in un articolo intitolato “If I Were You: Perceptual Illusion of Body Swapping” (Se io fossi te: Illusione percettiva dello scambio di corpi), disponibile online se sei interessato a conoscere tutti i dettagli dell’esperimento.

In accordo con quanto sopra, la cosa più sorprendente del corpo fisico, quando lo osserviamo da una prospettiva scientifica, è che non c’è un singolo istante in cui esso è così come sembra essere. Non c’è nulla di separato, solido o fisso nel corpo. È un’aggregazione di infinite unità che si muovono e si trasformano ad una velocità che la mente ordinaria e i sensi si rifiutano di riconoscere. L’impressione illusoria di una forma statica è il prodotto del nostro presupposto umano di essere confinati nei nostri corpi e che questi corpi ci appartengono come proprietà private fisse per tutta la durata della nostra vita. Come risultato di questa privatizzazione della realtà, ogni proprietà deve essere confezionata secondo una data forma per distinguerla da altre proprietà. Ha bisogno anche di recinzioni che delimitano i confini tra una proprietà e l’altra. Inoltre vi è una quantità enorme di articoli di legge che regolano tutti questi accordi di proprietà, una serie intricata di contratti (altrimenti chiamati relazioni). Ed è questo che ha prodotto, e ancora produce, la nostra realtà separata.

Naturalmente, non c’è nulla di sbagliato nell’aderire alla percezione di un corpo separato. Ogni corpo è libero di credere quello che vuole, tuttavia quando una credenza è indiscussa e diventa la realtà, ogni libertà è inevitabilmente perduta. E poiché molte persone continuano a soffrire e a lottare a causa di questa credenza, è legittimo domandarsi se ha senso continuare a credere in essa ostinatamente.

La scienza oggigiorno dimostra che il 99 per cento del nostro corpo è composto di spazi vuoti. Il nostro mondo fisico è essenzialmente un sistema spaziale e il fatto che lo percepiamo come solido e separato è il risultato evidente di un condizionamento culturale. Questa è comune conoscenza scientifica. L’atomo è fondamentalmente vuoto tranne alcuni minuscoli frammenti di materia. Poiché l’universo intero è composto di atomi, il mondo fisico che vediamo e tocchiamo è costituito quasi totalmente di spazi vuoti. Anche il pavimento su cui poggia il nostro corpo è essenzialmente vuoto. Non ci cado dentro semplicemente perché questi frammenti di materia ruotano a tale velocità che mi danno l’illusione di essere solidi. E credo in questa illusione semplicemente per preservare la falsa percezione dell’integrità del mio corpo fisico e impedire che si disintegri, muti forma e si mischi con altri corpi, che è quello che fa comunque, malgrado la mia illusione. Tuttavia è quest’illusione che genera il mondo in cui la maggior parte degli esseri umani crede di vivere.

Questa è ancora conoscenza scientifica ed ha sempre avuto senso per la maggior parte delle prospettive spirituali o filosofiche. E allora come mai c’è una tale drammatica contraddizione tra l’acume della nostra conoscenza scientifica e spirituale e l’idiozia del nostro illusorio sistema di credenza sulla separazione.

Il folklore e la mitologia della maggior parte delle culture abbondano di storie che raccontano dell’inizio del tempo, quando gli animali potevano parlare e gli uomini potevano con facilità cambiare forma in animali o piante e viceversa. Poi qualcosa cambiò e tutto questo gradualmente divenne tabù. Secondo molte tradizioni sciamaniche questo cambiamento, che ha prodotto i nostri attuali sistemi di credenza, è stato il risultato dell’attività di predatori invisibili. Sono quelli che hanno creato la nostra percezione illusoria della realtà per renderci schiavi e realizzare i loro intenti rapaci. La consapevolezza di questi esseri predatori è comune a tutti i sentieri sciamanici ed esoterici, sebbene i nomi e le caratteristiche usate per descriverli possono essere differenti.

Don Juan e gli sciamani dell’antico Messico, come racconta nei suoi libri Carlos Castaneda, chiamano queste entità Voladores. Essi si nutrono regolarmente della consapevolezza umana e sembra che si installino sulla sommità del capo, dove operano come i tentacoli di una piovra, estraendo la nostra energia. Castaneda diceva che secondo gli sciamani dell’antico Messico, i Voladores erano responsabili di aver impiantato la nostra mente egoica separata, e i relativi sistemi di credenza, e che tutto questo ha avuto luogo circa 10.000 anni fa. Prima di allora gli uomini erano esseri interi e completi, poi la loro consapevolezza fu separata e furono trasformati in schiavi catalettici.

Sebbene quanto sopra possa apparire come una favola mitologica o un’altra teoria cospiratoria, quello che desidero sottolineare qui è che la maggior parte degli sciamani sono fondamentalmente persone pratiche, indifferenti ai miti o ad altri condizionamenti filosofici, religiosi e sociali. Essi sanno essenzialmente come opera l’universo. Se li interroghi sulla realtà di questo mondo, chiedendo una risposta onesta, potrebbero non parlarti di un universo fondato su libertà, armonia, amore e pace, in cui crei la tua realtà, realizzi il tuo luminoso potenziale o altri slogan pubblicitari spirituali. Naturalmente, se si accorgono che stai dormendo e che queste sono le uniche cose che puoi ascoltare, non interferiranno con i tuoi sedativi, e potrebbero raccontarti le cose di cui sopra. Tuttavia se sei abbastanza obiettivo per ricevere almeno una piccolissima parte della loro esperienza, probabilmente ti diranno che le cose sono radicalmente differenti da come sembrano essere e che quasi tutto quello che hai creduto per tutta la vita è ben lontano dall’essere reale.

Ciò che questi sciamani ci direbbero suonerebbe ancora spaventoso e inaccettabile, perfino se siamo aperti ad ascoltarli. Ed è per questo che è molto improbabile che ci raccontino qualcosa. La loro conoscenza dimora al di fuori del dominio dei linguaggi ordinari. È basata su una sincera esperienza pragmatica, priva di qualsiasi connotazione culturale e linguistica. E quest’esperienza è il linguaggio dimenticato, che i linguaggi ordinari occultano regolarmente. Pertanto, a meno che io non abbia una diretta esperienza di questo linguaggio dimenticato, non c’è modo di poter attingere a ciò che quegli sciamani potrebbero raccontarmi sulla loro verità.

La verità non può essere comunicata attraverso linguaggi finalizzati a promuovere bugie. Tuttavia con quei linguaggi posso ancora trasmettere racconti strategici, che possono creare un varco nelle nostre menti sedate e consentire un’esperienza diretta della verità. Queste storie sono ancora bugie e non pretendono di essere la verità. Hanno lo scopo di generare paradossi e destabilizzare gli effetti di stagnanti bugie. Questo viene fatto con la fiducia pragmatica che, in alcune circostanze eccezionali, i paradossi possono causare una breccia nella nostra mente addormentata, consentendo all’esperienza provvisoria della verità di emergere. La speranza è che l’accumulo graduale di quelle esperienze provvisorie guiderà più esseri umani verso una comprensione cosciente del modo in cui opera l’universo.

Nella loro esperienza quotidiana gli sciamani sono consapevoli delle testimonianze inquietanti e spaventose che riguardano la vita umana, un sinistro scenario nascosto che è esistito sin dall’inizio dei tempi. Gli sciamani riconoscono una gran varietà di esseri, alcuni che dimorano in realtà parallele, fondamentalmente inconsapevoli del nostro mondo, e altri che operano in altre dimensioni, ma in stretta connessione con l’umanità. Alcuni di questi esseri sembrano comportarsi con dignità, rispetto e sollecitudine, mentre altri sembrano crudeli, sprezzanti e spietati. Tuttavia, ciò che principalmente distingue gli sciamani dagli esseri umani ordinari è il fatto di avere uno spirito guida, o alleato, e una ferma connessione con i loro sé multidimensionali. Nella loro conoscenza questo è l’unico modo per acquisire la forza necessaria a spostarsi oltre il confine del corpo fisico e della realtà separata.

“Il corpo è un recinto che il Figlio di Dio immagina di aver costruito per separare parti del suo Sé da altre parti. Ed è all’interno di questo recinto che pensa di vivere, per poi morire quando si deteriora e si sgretola”. (UCIM, LII.5.1:1-2).

Finché il corpo fisico continua ad essere considerato la nostra identità non c’è modo di venir fuori dalla separazione. Il problema non è il corpo fisico in sé. È piuttosto l’idea di avere “il mio corpo fisico” opposto a quelli dei presunti altri. È questa credenza che crea un recinto nelle nostre menti e impedisce loro di espandersi nella più vasta realtà della vita, inclusa la vera natura del mondo fisico.

Attraverso la storia dell’umanità gli sciamani hanno sempre avuto una consapevolezza alternativa del regno fisico, che ha permesso loro di usare il muta-forma e altre forme di scambio di corpi come caratteristica di base del loro lavoro. La nozione esperienziale principale dello sciamanesimo è l’interrelazione e l’unità di tutto ciò che esiste. Questo pragmaticamente implica la capacità di andare oltre l’identificazione illusoria con il proprio corpo fisico, e la sua relativa storia personale, spostandosi o trasformandosi in altre forme fisiche, anche a livello cellulare. È la nostra percezione del corpo fisico separato dalla totalità dell’esistenza che fondamentalmente causa tutte le sofferenze e i rancori che incontriamo nella vita. Ed è questa percezione che deve in primo luogo essere corretta prima che qualunque guarigione possa aver luogo.

Ognuno di noi ha la capacità di mutare forma a livello fisico, attuare uno scambio di corpo e diventare qualsiasi possibile forma esistente. Il muta-forma non è un’abilità magica che si sviluppa dopo anni di pratica. Il muta-forma avviene continuamente sotto i nostri occhi, sia che l’accettiamo o meno. Accade quando beviamo, mangiamo, respiriamo, andiamo al bagno, facciamo sesso, ecc. Per esempio, quando mangio, quello che prima era una mela o un pesce diventa me (o io divento lui?). Azioni estremamente palpabili di importanti scambi di corpi accadono in tutti gli aspetti della nostra vita, per non parlare di tutti quelli che sono più difficili da scoprire. Mentre la nostra attenzione è totalmente focalizzata nel promuovere il culto della nostra personalità e il suo corpo separato, questo corpo continua a cambiare tutto il tempo ed è sempre collegato alla rete della vita.

Il muta-forma quindi è svegliarsi e uscire dalla trance di essere in un corpo fisico fisso. È divenire consapevoli di ciò che accade oltre il nostro mondo sognante. Il muta-forma implica anche incoraggiare le parti positive, consentire loro di risplendere e promuovere importanti cambiamenti nella nostra vita e nell’ambiente. Ci sono molti individui coinvolti in questo processo di muta-forma, che inevitabilmente comporta riconoscere l’intero pianeta come il nostro corpo fisico. Quando ci rendiamo conto che siamo fisicamente uno con ogni cosa, allora pace e rispetto per tutti gli aspetti del nostro ambiente possono realmente avere luogo. Confido che tutti noi siamo in grado di recuperare la nostra capacità di sperimentare con gli altri un senso di empatia più profondo, che oltre a permetterci di sperimentare le emozioni o lo stato mentale di un altro essere, ci permette di diventare pienamente il corpo di quell’essere. Questo è il culmine dell’empatia, come anche il tabù più grande.

Franco Santoro

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