Sciamanesimo “rispettabile” e sciamanesimo operativo, sebben “cialtrone”

indexLa tradizione sciamanica occidentale e mediterranea, a differenza di quella più esotica (asiatica, americana, africana o aborigena australiana), tipica del neosciamanesimo, è ben lungi dall’essere riconosciuta anche nell’ambito della spiritualità alternativa ed olistica.

Lo sciamanesimo, seppure il nome possa dare questa impressione, non è affatto una pratica esotica. Al contrario, essa fa parte intrinseca della natura umana. Nelle culture sopravissute all’imperialismo culturale occidentale, lo sciamanesimo fu praticato con trasparenza fino a tempi abbastanza recenti.

Queste culture sono il riferimento ispiratore di diversi ricercatori sciamanici, che ne hanno adattato le pratiche alla mentalità occidentale, proponendo insegnamenti e seminari.

Se da un lato è utile trarre ispirazione da queste culture, otterremo ben poco da un punto di vista puramente sciamanico se rimaniamo ancorati a modelli estranei alle nostre radici, senza confrontarci con il patrimonio spirituale che dimora dentro di noi.

Nell’occidente lo sciamanesimo, a causa delle persecuzioni e dei bandi messi in atto per qualche millennio dalle religioni ufficiali e dai sistemi di potere politico, ha sempre adottato sistemi alternativi e clandestini di espressione. Il più diffuso tra questi è stata l’espressione teatrale, veicolata mediante l’intrattenimento comico e drammatico. Laddove nelle culture in cui lo sciamanesimo era socialmente e spiritualmente accettato, gli sciamani erano figure che godevano di grande rispetto e onori, nell’occidente essi sono stati perseguitati, torturati, oppure fraintesi e beffeggiati.

Poiché non era possibile per gli sciamani occidentali, pena la tortura e l’uccisione, operare con il consenso sociale, politico e religioso, l’alternativa per svolgere la loro funzione di guarigione pubblica era l’espressione teatrale e artistica: giullari, danzatori, attori, musicisti, cantastorie, pagliacci, ecc.

In occidente, nelle nostre culture anglosassoni e latine, gli sciamani negli ultimi due millenni, per adempiere i loro servizi hanno dovuto mimetizzarsi, agire in incognito, facendo il possibile per non essere identificati come sciamani. Hanno accettato di essere perseguitati, fraintesi, beffeggiati.
Il paradosso è che in occidente, anche nell’ambito delle spiritualità alternative, che spesso s’inchinano dinanzi allo sciamanesimo esotico, le cose non sono affatto cambiate. Da un lato, così come accadeva in passato, c’è chi continua a osteggiare lo sciamanesimo considerandolo diabolico. Dall’altro, e questo è a mio vedere peggio ancora, ci sono individui, gruppi e siti in rete votati allo sciamanesimo che si permettono di giudicare, disprezzare e beffeggiare altri individui e gruppi che praticano lo sciamanesimo sostenendo che il loro sciamanesimo è falso o ciarlatano.

L’aspetto più preoccupante nella cultura occidentale non è l’ostilità verso lo sciamanesimo tipico delle religioni tradizionali, cui gli sciamani sono da millenni abituati, bensì lo sciamanesimo snob, corporativistico e fondamentalista, che rischia di essere il futuro flagello per lo sciamano occidentale.

Lo sciamano occidentale seguita ad operare in modo incognito, accettando umiliazioni, fraintendimenti e beffe. Egli non è interessato a ricevere riconoscimenti accademici, culturali, popolarità e apprezzamenti sociali. Il suo compito consiste semplicemente nello svolgere il lavoro di guarigione.

 

© Franco Santoro

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