Protetto: Settore Uno, Primo Livello Base

TESTO GUIDA PROVVISORIO IN LINGUA ITALIANA PER IL PRIMO LIVELLO DELLA FORMAZIONE  OPERATIVA IN ASTROSCIAMANESIMO

©  1996,  2003 (quinta ed.), Franco Santoro, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scozia, Regno Unito, www.astroshamanism.org

IL SETTORE UNO

S1j

Segno: Ariete (Aries, Aries, Widder, Bélier, Farvardin)

Casa: Prima.

Pianeta: 1) Marte. 2) Mercurio.

Raggio: primo (volontà/potere), settimo (magia cerimoniale/legge).

 Elemento: Fuoco/Positivo.

Qualità: Cardinale.

Direzione: Est.

Stagione: Primavera.

Spirito Totem: Kahe Pah Sadoh.

Stato epico: Akirwa, Awrika.

indexAnimali: gli animali governati da Marte sono in genere predatori ed aggressivi. La loro violenza è finalizzata all’ottenimento del cibo e alla difesa del territorio o della prole. Quando combattono nell’ambito della loro specie raramente lo fanno fino alla morte, mentre nell’uccisione delle prede sono rapidi. Antilope (velocità, azione), aquila (visione, ispirazione, spirito, grandezza, coraggio), ariete (forza, fecondità, iniziazione), avvoltoio (animale sacro di Ares, purificazione, visione nuova, morte e rinascita), cane (animale sacro di Ares), cinghiale (coraggio, temerarietà), civetta (saggezza, conoscenza, mistero), condor, falco, falco rosso (totem Luna degli Alberi in Boccio), corvo, gallo (intelligenza, vigilanza), gufo (saggezza, divinazione, mistero), lupo (perdono, intimità, passione, luce, psicopompo, fedeltà, astuzia, saggezza), nibbio, pantera (rivendicazione del potere, liberazione graha), pecora, pettirosso (coraggio), picchio (protezione, coraggio, rinascita), ragni e insetti velenosi, squalo, tasso (aggressività), tigre (potenza, ferocia, passione, devozione, sensualità), volpe (astuzia, trasformismo).

indexPiante: le piante governate da Marte in genere sono spinose, vivono in luoghi aridi, e hanno fiori o frutti di colore rosso. Hanno proprietà acri e pungenti, e le loro radici sono spesso a forma di cono. Marte è in relazione con il sistema di difesa delle piante (corteccia, spine, ecc.). Aglio (protezione), agrifoglio (protezione, guerriero), aloe, anemone, arnica, artemisia, asparago (sesso), banana (spiritualità), basilico (protezione), biancospino (fertilità, creatività), brionia, cacao, cactus, caffè, canapa, cannella, cappero, carciofo (protezione), cardo selvatico, carota (sesso), cipolla (protezione), coriandolo (sesso), crescione (protezione), cumino (pace), damiana, felce, fico d’India, garofano rosso, genziana, ginestra, lampone, mango (protezione, sesso), ontano (resurrezione), ortica, papavero, pepe nero (protezione, purificazione), peperone (protezione), pino silvestre, porro (forza fisica, protezione), rabarbaro, ravanello (protezione), rosa canina, santoreggia, senape, tabacco, tè, tarassaco (totem del Falco Rosso, esplorazione, sperimentazione), tiglio, violetta, zenzero.

indexMinerali: acciaio, corallo rosso, diaspro rosso, eliotropio, ematite (forza, radicamento, registrazione delle memorie, antistress, esperienza), ferro, granato (volontà, orgoglio, forza), magnetite, malachite (purificazione, potere), opale rossa (totem del Falco Rosso, forza vitale, speranza, sesso, potere, visualizzazione), rubino, topazio, tormalina, zolfo, tutte le pietre rossastre.

Spiriti: Khamael, Samuel (Angeli). Huitzilopochtli (Aztechi). Nergal (Babilonesi). Belatucadrus, Cocideus (Britannici). Babd, Brigantia, Cernunnus, Morrigan, Teutates (Celti). S. Pietro, S. Eustachio, S. Uberto (Cristiani). Capitan Fracassa, Capitan Spaventa, Capitan Matamoros (Commedia dell’Arte). Amon, Knum, Neith (Egizi). Laran (Etruschi). Ares; Achille, Amazzoni, Atena, Dione, Giasone, Ercole, Nike, Frisso ed Elle (Greci). Indra, Agni, Durga (Indù.). Odino, Tyr, Wotan (Nordici). Marte, Pallas, Minerva; Mah-Bellona (Romani). Oggún (Santeria). Gad (12 Tribù d’Israele).

indexTarocchi: The Tower/La Torre (Marte), The Emperor/L’Imperatore (Ariete), Knight of Wands/Cavaliere di Bastoni (Ariete 10-30°), Knight of Pentacles/Cavaliere di Denari – Knight of Disks (Ariete 0-10°), Two of Wands/Due di Bastoni (Marte in Ariete), Three of Wands/Tre di Bastoni (Sole in Ariete).

Anatomia: funzioni organiche e cerebrali della testa (dalla punta della testa al naso), sistema muscolare. Meridiano della vescica.

Associazioni: energia, fuoco, attività, passione, febbre, bruciature, tagli, guerra, conflitto, calore, violenza, assassinio, esercito, mascolinità, fortificazioni, coltelli, macelli, chirurgia, competizione, ingegneria, costruzione ed industrie meccaniche; odori pungenti, desiderio sessuale, attrazione, inizi.

Calendario: Equinozio di primavera; Ostara; Festival di Kore e Demetra; S. Nicola di Flue: patrono Svizzera (21 marzo). Tristia: morte di Attis; S. Zaccaria: patrono architetti (22 marzo). Quinquatria: nascita di Minerva; S. Giuseppe Oriol: patrono scuole elementari e prigioni (23 marzo). S. Caterina di Svezia: patrona Svezia (24 marzo). Hilaria: resurrezione di Attis; Festa dell’Annunziata; Grecia: giornata nazionale (25 marzo). S. Ruperto: patrono Austria e Baviera; S. Giovanni d’Egitto: patrono veggenti (27 marzo). S. Eustachio: patrono cacciatori (29 marzo). Festa romana di Luna (31 marzo). Giorno di Hathor; Fortuna Virilis di Venere; Pesce d’aprile (1 aprile). S. Francesco di Paola: patrono Cosenza; S. Maria di Egitto (2 aprile). S. Pancras di Taormina (3 aprile).  Magna Mater romana di Cybele S. Isidoro di Siviglia: patrono informatica (4 aprile). Festa romana di Fortuna: dea della fortuna (5 aprile). Hana Matsuru: festa giapponese dei fiori; Nascita del Buddha: buddismo Mahayana (8 aprile). S. Michele dei Santi: patrono Costarica (10 aprile). Giorno di Anahit: dea armena dell’amore; S. Stanislao: patrono Polonia (11 aprile). S. Teresa di Gesù delle Ande: patrona Cile (12 aprile). S. Martino I: patrono parrucchieri (13 aprile). Festa di Bast (15 aprile). S. Caterina Tekakwitha: patrona Irochesi (17 aprile).

indexCinema: Opere di guerra, d’azione, di pugili e cappa e spada, kung-fu, western, imprese eroiche, competizione, lotta, avventure, violenza, coraggio. R.Aldrich, Quella sporca dozzina. J.G.Avidsen, Rocky. J.Boorman, Senza un attimo di tregua. R.Brooks, I professionisti. T.Burton, Mars Attacks!. J.Cameron,  Terminator. M.Cimino, Il cacciatore. R.Clouse, Gli avventurieri del pianeta Terra. J.Ford, Sfida infernale. M.Gibson, Braveheart. H.Hawks, Il sergente York. W.Herzog, Aguirre, furore di Dio. W.Hill, Undisputed. T.Kotcheff, Rambo. S.Kubrick, Full Metal Jacket; Orizzonti di Gloria. A.Kurosawa, I sette samurai. D.Lean, Il ponte sul fiume Kwai. A.Lee, La tigre e il dragone. A.Lyne, Flashdance. R.Mamoulian, Sangue e arena. G.Miller, Mad Max.  F.G.Schaffner, Patton generale d’acciaio. M.Scorsese, Toro scatenato. R.Scott, I duellanti. T.Scott, Allarme rosso. M.N.Shyamalan, Il sesto senso. S.Spielberg, Duel. J.Sturges, Sfida all’O.K. Corral. B.Tavernier, Capitan Conan. R.Tognazzi, La scorta. P.Verhoeven, Atto di forza – Total Recall. K.Vidor, Duello al sole. R.Walsh, Duello all’ultimo sangue. E.Zwick, Vento di passioni.

Attori: W.Beatty (st), JP.Belmondo, M.Brando (MO/ARcjn SU,AS/SG), C.Cardinale (st;MO/PI), C.Chaplin (MO/SCcjnAS), J.Christie (st), J.Crawford, B.Davis, D.Day (st), T.Hill (st), W.Holden, C.Lambert (st), A.Kurosawa (MO/VI), E.Murphy (MO/SC), G.Peck (st), A.Perkins (st), A.Quinn (st;MO/CA), O.Sharif (st), S.Signoret, R.Steiger, G.Swanson, S.Tracy.

Colori: rosso, nero, rosso cadmio.

Fisionomia: lineamenti del corpo ben definiti, sopracciglia marcate (spesso allineate con  il naso in una forma simile al simbolo dell’Ariete), zigomi alti, collo lungo, carnagione rossa e lentiggini, capelli grezzi e rossi, modo di camminare attivo con la testa che tende a spingersi in avanti.

Letteratura:  Opere su temi analoghi a quelli della filmografia. Bhagavad Gita. Il Corano. I Nibelunghi. T.Abelar, Il passaggio degli stregoni. L.Ariosto, Orlando Furioso. A.Besant, Autobiografia. R.Bradbury, Cronache marziane. E.Burroughs, Tarzan. C.Castaneda, A scuola dallo stregone; L’isola del Tonal. Y.Daidosi, Codice del Samurai. R.H.Davis, Soldati di fortuna. A.Greenbank, Sopravvivere. E.Hemigway, Uomini in guerra; Verdi colline d’Africa. A.Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica. F.Marinetti, Guerra sola igiene del mondo. D.Millman, La via del guerriero di pace. Omero, Iliade. M.Roscher, Venere e Marte. V.Sanchez, Gli insegnamenti di Don Carlos. W.Shakespeare, Enrico IV. I.Shaw, I giovani leoni. A.Stilwell, Tecniche di sopravvivenza. L.Trungpa, Shambhala. S.Tzu, L’arte della guerra. S.Wilde, Affermarsi.

Autori: Baudelaire (MO/CA), Beckett (MO/SG), J.Campbell (st;MO/CA), Gogol, E.Jong, Swinburne (st), Verlaine (MO/LE), E.Zola (st).

Lettere: Greche: A (A) – alpha (alfa); Ō (Ω) – ōmega (ω mega). Romane: A; N.

Luoghi: Italia, Malta, San Marino, Vaticano (PTU); Danimarca, Inghilterra, Finlandia (1), Francia, Germania (2), Giappone, Grecia e paesi balcanici, India (2), Palestina, Romania (1), Siria, Sudafrica (2), Svizzera (2). Ancona, Augusta, Avebury, Bergamo, Birmingham, Blackburn, Brunswick, Capua, Cracovia, Ferrara, Firenze, Leicester, Marsiglia, Napoli, Padova, Silbury Hill, Sparta, Utrecht, Verona. Deserti, luoghi pericolosi o disabitati, fortezze, arsenali e zone militari, territori di conquista.

Misuratori: madre del padre, padre della madre, partner del terzo fratello o secondo figlio, quinto figlio, ex-partner del partner, padre del padre del partner, amici del primo fratello, primo figlio del terzo figlio, secondo figlio del secondo figlio o terzo fratello, sesto fratello, datore di lavoro della madre, casa del padre. 12-2, 11-3, 10-4, 9-5, 8-6, 7-7, 6-8, 5-9, 4-10, 3-11, 2-12.

Musica:  J.Asher, Feet in the Soil. Bach, Toccata e Fuga. C.Bais, Aries. Cusco, “9”, in Planet Voyage; Eurythmics, “I Need A Man/Missionary Man”, in Greatest Hits. P.Gabriel, Passion. S.Haun, Victory. G.Holst, “Mars”,  Planets Op. 32. G.Jones, “Pull Up to the Bumper” in Nightclubbing. Iron Maiden, Iron Maiden. Led Zeppelin, “Immigrant Song” in Led Zeppelin III. K.Loggins, “Now or Never” in Leap of Faith. M.Oldfield, QE2; “Punkadiddle” in Platinum. Pink Floyd, “One of These Days” in Meddle. Rossini, Guglielmo Tell: Ouverture. G. Roth, “2” in Initiation; Totem. Sousa, Marches. Stairway, “Lynx” in  Medicine Dance. Star Sounds, “Mars” in Planets. Tangerine Dream, Atem; Force Majeure. Tchaikovski, Marche Slave. Pr. Trance, Shaman’s Breath; The Breath of Fire. Vangelis, Chariots of Fire. V.A., Dynamic Meditation; Chakra Breathing. R.Wagner, Cavalcata delle  Valchirie; Parsifal. Colonne sonore: Braveheart; Flashdance, The Empire Strikes Back. Temi militari.

Musicisti: J.S.Bach, B.Bartok, A.Franklin (MO/CA), Mussorgski, Rachmanikov, D.Ross (MO/TA), R.Shankar, O.Spann (VEcjnUR/AR).

Note: do.

Occupazioni: tutte le professioni militari, pompiere, macellaio, fabbro, arrotino, pilota, meccanico, collaudatore, stunt-man, autista di ambulanze, addetto al pronto soccorso, guardia del corpo, metalmeccanico, chirurgo, atleta, lottatore, fabbricante o venditore di armi, cacciatore, esploratore, occupazioni che comportano aggressività, iniziativa e coraggio.

Ore: mezzanotte – 1; mezzogiorno – 13.

Persone celebri: (Arte) M.Ernst, F.Goya (st;MO/CA), G.Moreau, O.Redon, Van Gogh (10/st;MO/SG;AS/CA). G.Casanova (MO/SG). (Astrol.) P.Choisnard, D.Rudhyar. (Polit.) O.Bismarck, H.W.Goering, E.Einaudi, T.Jefferson, N.Kruscev, C.Magno, J.Murat, G.Savonarola, P.Togliatti. (Psicol.) E.Fromm (MO/SG), W.Reich (MO/SG). (Relig.) Beniamino, Mosé, Maometto, S.Pietro (Scienza) Hahnemann, Leonardo da Vinci.

Qualità: prontezza, auto-affermaziione, chiarezza, coraggio, entusiasmo, eccitamento, identità, soddisfazione, risoluzione, franchezza, spontaneità.

Rancori: Eccessi: impazienza, impulsività, competizione, disprezzo, crudeltà, violenza, aggressività, ostilità, antagonismo, rabbia, ruvidità, anger, irritabilità, lussuria, stress. Deficit: passività, repressione della rabbia, mancanza di iniziativa, debolezza generale, fatica cronica, paura di agire o competere, mancanza di auto-affermazione e spontaneità, espressione fisica limitata. Fisici: ferite alla testa, febbri alte, tagli, bruciature, complicazioni chirurgiche, mal di testa, raffreddori, insonnia, malattie del sistema genitale, urinario e muscolare, congiuntivite, eczema, sinusite, infiammazioni, infezioni.

 

Per favore sii consapevole che il Testo Guida Provvisorio in Lingua Italiana per il Primo Livello della Formazione Operativa in Astrosciamanesimo opera esclusivamente come strumento ausiliario, intenzionalmente transitorio e incompleto, per le trasmissioni energetiche e gli insegnamenti esperienziali che si sviluppano durante la Formazione. Il Testo Guida, in quanto tale, non descrive i contenuti della Formazione e non si presta ad essere adoperato come manuale di auto-apprendimento. Il linguaggio impiegato e tutte le relative omissioni o imprecisioni sono relative all’autore e non si riferiscono necessariamente all’insegnamento a cui tale lavoro si ispira. Il presupposto di base in questo contesto è che pretendere di esternare il contenuto di questa tradizione mediante l’espressione intellettuale o letteraria è impresa vana, arrogante e stolta. Per favore abbi cura  di tenere in mente che le idée e le pratiche di ciascuna Lezione riflettono la natura del Settore a cui si riferiscono e possono apparire contraddittorie se confrontate con quelle di altre Lezioni.

 

Oh Spirito Cerchio, Spirito Guida, Grande Forza di Amore ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove. Io chiamo le sette Direzioni e i dodici Settori. Io mi avvedo della loro natura divina e permetto ad essi di essere nuovamente uniti nell’Amore e nell’Estasi. Io convoco rispettosamente lo Spirito del Settore 1. Resta con noi, insegnaci le tue lezioni e mostraci il tuo sentiero sacro. Proclamo l’asservimento di questo Lavoro all’illuminata Risoluzione del Gioco in armonia con il mio Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

 

S1 seal colourIl Settore 1 incorpora l’espressione semplice e diretta dell’energia. Esso è caratterizzato dal principio dell’affermazione e dell’espressione energetica pura, senza alcun impedimento, e finalizzata alla sopravvivenza e alla difesa del corpo fisico, emozionale, mentale e spirituale, sia nell’identificazione individuale che in quella sociale, nazionale, religiosa, planetaria, galattica e universale. Questa attitudine si traduce qui in un’azione nitida e realizzatrice, spontanea, diretta, unilaterale, non deliberata e tesa alla soddisfazione immediata di desideri e obiettivi.

L’energia di Marte è pura e non possiede una connotazione precisa. E’ come un distributore di benzina che fornisce carburante, ma si astiene dall’indicare in quale direzione deve spostarsi l’auto. Tale scelta spetta all’autista.  Posso usare l’energia per realizzare i miei obiettivi più elevati o per attaccare, distruggere e contribuire così alla preservazione di rancori e sofferenze. Ciò che conta è il modo in cui decido di usare l’energia, vale a dire l’Intento.

Se non sono consapevole del mio Intento, chiunque, invece lo sia, può manipolare l’energia e me stesso onde realizzare il suo proprio Intento. L’energia per muoversi necessita di un Intento. Posso esserne consapevole o meno. In quest’ultimo caso, sono destinato alla manipolazione da parte di qualcuno che posso percepire sia come visibile (Livello Uno) o invisibile (Livello 2). Se questi ha un Intento benevolo, le conseguenze potranno essere piacevoli, mentre in caso contrario le cose andranno diversamente. Tuttavia, in entrambe le circostanze sono sempre ugualmente inconsapevole del mio Intento e ciò non è affatto una situazione di potere poiché mi espone al pericolo costante di invasioni e mi impedisce di essere padrone della mia vita.

L’esplorazione del Settore 1 è solitamente in relazione con l’agire e il muoversi verso ciò che voglio attraverso l’impiego dell’energia vitale e della forza aggressiva tradizionalmente associata con la polarità maschile. La vita sociale che ha prevalso nel corso della storia umana sembra avere negato e represso l’impiego naturale dell’energia del Settore 1. Nei bambini l’espressione spontanea di questa energia è la prima ad essere bloccata in quanto ostacola l’imposizione e l’assestamento ipnotico della realtà virtuale del mondo degli adulti. Tale blocco causa una profonda ferita che determina la separazione dall’Intento originario, la privazione del rapporto con lo Spirito Guida e l’abbandono della percezione di altre dimensioni.

Ogni volta che nel corso della vita l’energia del Settore 1 viene stimolata ed inizia a muoversi, si trova prima o poi di fronte ad un no. In questo no è racchiuso il ricordo di quella profonda ferita conseguente alla separazione. In tale ferita dimora il mistero e la spiegazione stessa del mio essere qui in questo corpo fisico. L’energia circolava liberamente e ad un certo punto fu costretta a bloccarsi e a condensarsi, identificandosi in una forma illusoria dai contorni apparentemente ben definiti: l’ego. Molte spiegazioni ed interpretazioni potrebbero essere date di quanto accaduto. Nel contesto astrosciamanico del Settore 1 esse servono a ben poco. Qui si impiegano metodi essenzialmente pratici, finalizzati alla guarigione ed al recupero dello spazio estatico in situazioni in cui è necessario agire con emergenza e coraggio.

Ciò che importa è stabilire il contatto con la pura espressione originaria dell’energia, dare ad essa la possibilità di esprimersi pienamente in un contesto sacro di protezione, per poi divenire consapevoli del momento in cui essa incontra la ferita. A questo punto, il compito consiste nell’impiegare gli opportuni strumenti per trasformare questa ferita in una ferita sacra. Ciò avviene solo se sono disposto a lasciare andare la mia piccola storia personale per diventare il veicolo di una nuova grande storia: quella mitica ed eroica. Quando manco questo proposito, tendo a ripetere continuamente le vicende della mia piccola storia, cercando conforto immediato attraverso l’uso di rimedi ad essa relativi, che in realtà non fanno altro che prolungare o rimandare la mia agonia.

Con il Settore 1 si tratta di collegare il mio sé ai modelli universali e a una realtà mitica, sacrificando la storia personale in modo che quella nuova e reale possa trovare manifestazione nella vita. In breve, il lavoro consiste nell’esplorare la propria ferita, quella più centrale in questo momento, e poi di permettere ad essa di estendersi verso la dimensione più ampia di cui è parte. Si tratta di favorire il passaggio dal livello di identificazione personale con la piccola storia (vale a dire la storia dell’ego) a quello della consapevolezza di una grande storia, concedendo alla prima di guidare il processo. In tal modo, la mia piccola storia, pur con tutti i suoi limiti, diventa la porta di accesso a quella grande storia che è sempre disponibile ad essere invitata nella mia vita per riempirla di luce e benedizioni.

Il Settore 1 è portatore della vibrazione energetica originaria. È come un vento primordiale che soffia costantemente in ogni direzione. Esso ricopre tutto ciò che esiste o che può essere concepito. I suoi sussurri e silenzi danno forma al linguaggio universale di tutte le dimensioni. Questo linguaggio non si compone di simboli e il suo significato non può essere tradotto negli idiomi correnti. In effetti le espressioni di questa energia non possiedono un significato. Essi sono il significato stesso. Qui non ci sono parole, poiché ciò che viene enunciato è diretto e non può essere ridotto ad una forma simbolica. È un linguaggio di energia, non di simboli. I simboli sono intesi a separarmi dall’energia. Ciò è difficile da comprendere per la mente convenzionale. Mi sono tagliato fuori dall’energia e ho creato un sogno fondato sulla credenza nella separazione.

Questo sogno è una realtà separata composta di una lunga concatenazione di simboli che sono riflessi in ogni cosa che faccio e nel modo in cui comunico con i linguaggi ordinari. Questi linguaggi contribuiscono alla preservazione della separazione. Essi sono dualistici in natura e fondati su simboli di simboli. Ciò rende molto ardua la possibilità di raggiungere l’energia pura. Un simbolo è qualcosa che rappresenta qualcosa. Un simbolo di un simbolo è qualcosa che rappresenta qualcosa che rappresenta qualcosa e così via.

Il linguaggio dell’energia, che io chiamo idioma sacro, rappresenta solo sé stesso. Non necessita di nascondersi dall’energia. È l’energia stessa. Prendiamo la parola inglese light (luce) per esempio. Il primo livello simbolico che incontro qui è la computazione di questa parola: l-i-g-h-t. Queste lettere alfabetiche sono segni simbolici che, quando vengono messi insieme nell’ordine indicato, danno forma ad un altro livello simbolico: quello della parola light. Ad un terzo livello simbolico mi avvedo del suono che la parola rappresenta. Qui light è il simbolo del suono fonetico [lait], ovvero la pronuncia di light. Quindi giungo ad un quarto livello simbolico relativo a ciò che il suono significa. Questo può essere fornito mediante l’uso di altre combinazioni simboliche di lettere e parole, come “il mezzo di illuminazione che rende possibile la vista”, per citare la definizione di un dizionario, o attraverso un’immagine che rappresenta una fonte di luce (sole, lampada, fuoco, ecc.).

Riassumendo, dapprima la mia mente elabora la computazione delle lettere della parola, in seguito ricevo la parola nel suo insieme, poi il suono e infine la rivelazione di ciò a cui quel suono corrisponde mediante una definizione o un’immagine di natura pure simbolica. Malgrado tutti questi passaggi, sono ancora incapace di conseguire l’esperienza diretta del termine light. Certo, posso avere un’idea di cosa significa. Ma se mi trovo nel buio e necessito la luce, l’idea della luce non mi sarà di grande aiuto.

L’idioma sacro, il linguaggio primordiale dell’energia, è estraneo alle precedenti concatenazioni simboliche poiché appartiene solo all’esperienza. Le sue espressioni sono l’esperienza stessa e, se ci fosse un equivalente di light nel suo linguaggio, il risultato dell’uso di tale termine sarebbe l’immediata manifestazione della luce. Si tratta di un sistema creativo di comunicazione. È assai potente e, al fine di separarmi da esso, impiego i simboli. Lo faccio perché temo di affrontare l’energia. Ho paura di confrontarmi con l’energia a causa di una grande ferita.

Questa ferita è Mahagraha, il Demone Grigio (vedi Astrosciamanesimo, Libro Uno, Capitolo 7 “Demoni e Graha”), e riguarda l’accumulo di tutto ciò che è accaduto dal momento della separazione in poi. L’impatto di tale ferita è tremendo in quanto rivela la natura del mio autentico Intento e della mia vera Funzione qui. Dietro questa ferita dimora l’energia originale. Se opero rettamente posso riuscire a raggiungerla e averne esperienza. Allora una sensazione di grande beatitudine mi pervade e il sogno della separazione si dissolve per dare spazio alla realtà dell’unità. Tutti i simboli che ho costruito da tempi immemorabili si sbriciolano e io mi ritrovo con l’energia che risiedeva dietro di essi. Può essere una specie di illuminazione, ma può anche essere il panico.

Ogni mia identificazione, abitudine, sicurezza o viaggio dell’ego si frantuma. Ciò può causare molto dolore, sebbene l’intera situazione è solo un’illusione. Ecco perché la tendenza a fuggire da una connessione diretta con l’energia è così forte. La mia fuga si sviluppa mediante la proliferazione di simboli e la loro caotica e incessante manifestazione in codesto universo tridimensionale. Questi simboli sono antidolorifici e narcotici. In alcune circostanze possono essere utili. Il problema è che li ho impiegati così a lungo da diventarne dipendente. E al fine di curare questa dipendenza ho adottato altri analgesici e così via fino a giungere al punto in cui mi ritrovo strangolato da un pandemonio madornale in cui non ho la minima idea di che cosa fare.

L’energia originaria circolava ovunque connettendo tutto con tutti. La percezione dell’ego, al contrario, fornisce la sensazione di vivere in scatole simboliche isolate intese a tenermi separato dall’ambiente circostante. Questo processo è evidente nelle relazioni. Creo relazioni speciali il cui scopo consiste nel concatenare serie di simboli. Dapprima, mi separo da Dio, la Guida, lo Spirito Cerchio, la mia natura multi-dimensionale, il Mondo dell’Alto, il Mondo del Basso, ecc. Ciò causa una perdita terribile. Poi mi ritrovo solo su questo masso tondeggiante che gira vorticosamente in un angolo remoto dell’universo. E il dolore di tale perdita diventa insopportabile. Ho bisogno di alleviarne la ferita. Indi, trovo qualcosa che mi consente di recuperare temporaneamente ciò che ho perso. Qualcuno in grado di operare come simbolo di Dio, la Guida, ecc. Mi innamoro e ciò apporta grande sollievo poiché mi aiuta a dimenticare il dolore. Quando sono con questa persona mi sento unito a Dio, la Guida, ecc. Poi succede l’irreparabile e mi separo da questo partner speciale. Il dolore è nuovamente insopportabile e devo fare qualcosa per fermarlo. Allora trovo un altro simbolo (qualcun altro) inteso a sostituire il simbolo precedente (colui da cui mi sono separato).

Il ciclo continua.  Allora insisto a creare più simboli di simboli di simboli e così via. Più mi addentro in questo ciclo, più simboli vengono prodotti e scartati. Vengono creati da me stesso e dalla mia paura di affrontare Mahagraha, la ferita primordiale. Essi causano ulteriore dolore e complicazioni, tagliandomi fuori dall’energia originaria. Il recupero finale di questa energia consiste nel tornare al punto di partenza. Significa trovare il mio vero sentiero attraverso la lunga concatenazione di simboli e fino all’esperienza primigenia. Questo processo appare doloroso alla percezione dell’ego, ma nessun progresso effettivo è possibile finché non sono disposto ad affrontare questo viaggio di ritorno.
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248px-Aries.svgAriete:  Il simbolo grafico è composto da due semicerchi affiancati che si prolungano verso il basso fino a congiungersi in un unico punto. L’immagine suggerisce la stilizzazione delle corna dell’Ariete stesso, la fioritura di un germoglio, lo zampillare di una fontana, o la prima lettera dell’alfabeto greco (alpha-alfa).

Questo segno ha inizio con l’equinozio primaverile: quando il Sole passa apparentemente dall’emisfero meridionale a quello settentrionale ed il giorno e la notte hanno la stessa durata.

Il periodo stagionale dell’Ariete è quello dell’esplosione primaverile: il momento in cui fuoriesce la forza della natura a lungo trattenuta durante il letargo invernale. È la parte del ciclo annuale che racchiude il condensato delle forze dell’anno trascorso, le quali trovano qui la loro via d’uscita e l’inizio di una nuova vita. Gli animali riprendono le loro attività dopo la pausa o il letargo invernale e, insieme agli uomini, sono presi dall’urgenza di agire, di iniziare nuove situazioni e rapporti, di creare e procreare. Si tratta ancora tuttavia di una situazione di estremo pericolo: le condizioni del tempo possono riproporsi nelle loro avversità ed è necessario stare all’erta per farsi strada nella conquista di spazi ignoti e pieni di incognite. Solamente i più forti possono sopravvivere in questa prima fase primaverile ove è necessario usare con coraggio la massima energia per operare come pionieri del nuovo ciclo annuale.

Secondo alcuni antichi astrologi il processo di separazione si sviluppò quando tutti i pianeti si trovarono in congiunzione nel segno dell’Ariete. Questo periodo stagionale è un momento esplosivo di fioritura nell’ambito del processo di frammentazione dell’ego, così come un’occasione notevole per liberare intenti malsani e principiare un corso di azione fondato sul recupero dell’unità originaria.

Il primo segno dello Zodiaco rappresenta l’emergere immediato di una coscienza, chiara e apparentemente individuale, dalla confusione collettiva e dal buio indefinito. Tale emersione ha una finalità precisa nell’ambito del ciclo annuale ed è destinata ad esaurirsi (a sacrificarsi) una volta che il suo compito è stato portato a termine. Nel processo di contaminazione dell’ego, finisce invece con l’essere bloccata e condensata. Essa si separa dal processo creativo divino ed assume una sua identità illusoria che può sopravvivere unicamente in un habitat altrettanto illusorio, che è appunto il mondo che la maggior parte degli esseri umani credono di vedere.

L’Ariete rappresenta l’espressione più pura dell’ego: la più forte, ma anche quella, per certi versi, più facile da identificare e guarire. Il riconoscimento di questo ego è generalmente semplice e privo delle complicazioni e sottigliezze che proliferano allorché la separazione evolve in altri segni. In questo stadio arietino il lavoro consiste nel donare e sacrificare l’energia transitante e nel dirigerla coscientemente verso l’Intento. È un atto di offerta e sacrificio che nulla ha a vedere con la mortificazione o il dolore. Significa trascurare i desideri dell’ego ed esprimere energia affinché il mondo raggiunga i suoi massimi obiettivi. Può anche voler dire trascurare il punto di vista dell’ego riguardo quelli che sono i desideri dell’ego, manifestandoli invece apertamente, così che posso raggiungere il mio obiettivo insieme a quelli del mondo. In questo processo l’energia che era bloccata o congelata è destinata a sciogliersi e fluire verso la sua fonte originaria.

L’Ariete, come l’Agnello pasquale, è un essere che risorge dalla morte e che quindi non può temerla. Ed è questa la specificità della Pasqua cristiana: la resurrezione del Figlio di Dio. “Il periodo della Pasqua è un periodo di gioia, non di dolore. Guarda il tuo Amico resuscitato e celebra la sua santità con me. Perché la Pasqua è il periodo della tua salvezza insieme alla mia” (UCIM, T453).

L’Ariete riporta ai tempi in cui la pastorizia era una delle attività più importanti per la sopravvivenza degli uomini. “Era inevitabile che l’Ariete, con la sua superba caparbietà ed esuberanza, fosse assunto come simbolo della vitalità della natura che faticosamente risorge dal letargo invernale. L’Ariete è quindi la Nascita e la Rinascita. Il popolo ebraico fu particolarmente sensibile a questo simbolismo, e l’agnello pasquale ebraico trapassò con ulteriori significati nel Cristianesimo sotto la forma dell’Agnello di Dio (Cristo) che viene a togliere i peccati del mondo col proprio sacrificio: l’agnello è l’animale sacrificale per eccellenza”.[1] Ed il sacrifico è proprio uno dei temi dominanti dell’Ariete, tanto che la passione del Cristo (la Pasqua cade sempre in Ariete) e la leggenda del Vello d’Oro (in cui similmente l’ariete dal vello d’oro è sacrificato da coloro che ha salvato) sono state poste sotto questo segno.

Il primo segno zodiacale, espressione dell’inizio del ciclo annuale e della rappresentazione pura dell’energia, reca quindi già in sé il tema del sacrificio e dell’annullamento. Tale situazione, apparentemente anomala, può essere chiarita come segue, nelle parole di Sicuteri: “Un’energia è fonte di vita: quando essa viene applicata produce una modificazione del campo di applicazione; determina qualcosa che prima non c’era. Nel suo prodursi generoso, l’energia realizza, ma anche progressivamente si logora, diminuisce sino ad estinguersi. […] Una cosa realizzata, quindi, esprime il sacrificio dell’energia. L’Ariete zodiacale appunto, è il sacrificio mediante l’applicazione dell’energia. Le fioriture primaverili dell’albero, sono bellissime, ma la realizzazione delle foglie eppoi del frutto implica il sacrificio della fioritura, che poi si estingue”.[2]

L’Ariete sente la responsabilità di iniziatore del ciclo annuale e non può perdere tempo. Occorre fare presto, essere chiari e diretti, tralasciare ogni tipo di complicazione e affrontare con coraggio ogni ostacolo anche a costo del proprio sacrificio. “Azioni e non parole” è il motto di questo segno. Il segno dell’Ariete “è una rappresentazione cosmica della potenza animalesca del fuoco che sgorga, brillante ed esplosivo, nel primo tempo della manifestazione. Si tratta del fuoco creatore e distruttore al tempo stesso, cieco e ribelle, caotico e prolisso, generoso e sublime, che si espande in tutte le direzioni a partire da un punto centrale. Questa forza ignea coincide con lo sgorgare della vitalità originaria, con lo slancio primitivo della vita, con l’impulso brutale e puro di un processo iniziale, con la scarica dirompente, folgorante, indomabile, con la forza che indomita trascina, con la vampa”.[3]

Il ciclo dell’Ariete incorpora la Pasqua cristiana, ortodossa ed ebraica (Pesach), e tutte le altre similari celebrazioni equinoziali di epoca pre-cristiana. Elementi delle tradizioni pagane sopravvivono nell’usanza delle uova di Pasqua, impiegate come amuleti di fecondità e protezione.

 Plaza de Cibeles, Madrid.

Plaza de Cibeles, Madrid.

Nelle tradizioni misteriche di Attis e Cibele, la settimana successiva all’equinozio coincideva con la celebrazione della passione e resurrezione di Attis. Questa festività, di notevole rilievo nella vita pubblica dell’antica Roma, si concludeva con processioni estatiche di tambureggiamento danzante (Hilaria) dirette dai Coribanti, i sacerdoti castrati di Cibele. Cibele (vedi immagine a lato) era la Madre degli Dei frigia e la Magna Mater romana, pure associata con la Grande Cacciatrice, protettrice delle Amazzoni. I tamburi a cornice, i tamburelli e i cimbali erano a lei sacri. Il mito racconta dell’amore di Cibele per il giovane Attis. Secondo la narrazione più tarda, Attis venne ucciso da un cinghiale, mentre versioni recenti fanno riferimento alla castrazione. Attis sta per sposare la figlia di Mida, il re di Pessinus, quando la gelosa Cibele interviene portando la pazzia tra gli invitati al matrimonio. Mida si castra e Attis, preso dal rimorso, fa altrettanto. Egli è quindi trasformato in un albero di pino. Cibele lo piange fintanto che Attis resuscita e così vivono entrambi felici. Intorno al 204 a.C. una meteora nera, che incorporava l’essenza della dea, fu trasportata dall’Asia Minore a Roma, ove venne installata solennemente sul colle Palatino. Tale evento portò miracolosamente a compimento la profezia che se Cibele fosse giunta a Roma, la guerra contro Annibale sarebbe stata vittoriosa. Con il predominio della religione cristiana, il tempio di Cibele a Roma venne distrutto e nello stesso esatto punto fu eretta la basilica del Vaticano.

indexNella tradizione cristiana la Settimana Santa, o Grande Settimana, dalla Domenica delle Palme al giorno di Pasqua, è un periodo di solenni ritualità e celebrazioni. L’Eucarestia e l’Ultima Cena sono commemorate il Giovedì Santo, mentre il Venerdì Santo ricorda la Crocifissione e il Sabato Santo la sepoltura del Cristo. I servizi di mezzanotte sono il preludio alla celebrazione della Resurrezione la domenica di Pasqua. In diverse città e paesi siciliani durante la Pasqua si celebrano battaglie tra fazioni di diavoli e angeli chiamate Abballu di li diavoli. Fazioni di paesani impersonano i diavoli e cercano di impedire l’incontro tra la Madonna e il Cristo siti ai poli opposti della strada. Altri cittadini, vestiti da angeli, colpiscono i diavoli e alla fine li sconfiggono tra le ovazioni generali. In diverse paesi il tamburo svolge un ruolo precipuo durante la settimana pasquale.

Nel villaggio spagnolo di Calanda, il venerdì santo, dopo la rompida de la hora (rottura dell’ora) a mezzogiorno, centinaia di tamburi iniziano a battere ininterrottamente per 26 ore. La passione dei paesani tambureggiatori è tale che le loro mani sanguinano e lasciano ampie chiazze rosse sulla pelle dei tamburi.

Altra festività cristiana di rilievo è quella dell’Annunziata il 25 marzo. La festa celebra l’Annunciazione, allorché l’angelo Gabriele informò la Vergine Maria riguardo il suo imminente concepimento ad opera dello Spirito Santo. Solo alcuni secoli or sono questo giorno rappresentava legalmente l’inizio dell’anno in molti paesi europei, e tutt’ora si colloca in prossimità del periodo di conclusione e inizio dell’anno fiscale di tanti paesi.

Usanza comune a molti paesi nel mondo è quella di fare scherzi il primo di aprile (il pesce d’aprile o All Fools’ Day nel mondo anglosassone). Secondo una leggenda la creazione terminò il primo d’aprile, giorno in cui il Signore se ne risalì in cielo, lasciando gli uomini inebetiti sulla terra. Questi, non avendo le idee chiare su cosa fare, principiarono ad agitarsi onde procurarsi cibo e trovare riparo per la notte. Ne derivò una grande confusione. Allora gli uomini più scaltri, per avere maggiore spazio e operare in tranquillità, inviarono gli uomini più inetti lontano a procurare cose inesistenti. Da qui nacque la costumanza, tipica del primo d’aprile, di mandare in giro i creduloni a cercare cose introvabili. L’ultima settimana nel segno dell’Ariete coincideva a Roma con la celebrazione del festival di Cerealia in onore del ritorno di Proserpina da sua madre Ceres.

indexBologna era un tempo circondata da una cinta muraria con 12 porte. Le mura vennero demolite un secolo or sono, mentre quasi tutte le porte sono rimaste e seguitano a delimitare la struttura di un antico cerchio sacro. Ciascuna porta è associata ad un segno zodiacale. Porta San Felice corrisponde all’Ariete. Data la sua posizione strategica sull’asse dell’antica via Emilia in direzione della città rivale di Modena, questa porta costituiva il principale bastione militare. Di conseguenza fu spesso danneggiata nel corso di battaglie e sommosse. Proprio dinanzi alla porta esiste un ampio complesso militare con caserme e deposito di veicoli pesanti. La zona adiacente, che è pure l’area in cui ho vissuto per molti anni, comprende l’Ospedale Maggiore, il centro principale di pronto soccorso e chirurgia cittadino, e le più rilevanti strutture bolognesi adibite agli sport competitivi (stadio, piscina, palazzo dello sport, ecc.). La maggior parte delle vie di questa zona ha inoltre nomi relativi a eventi e personaggi bellici.

Secondo la suddivisione astrosciamanica del territorio di Cluny Hill College, il campus della Findhorn Foundation, l’area dell’Ariete comprende l’intera zona della cucina comunitaria. Si tratta di un luogo costantemente attivo sin dalle prime ore del mattino, caratterizzato dalla presenza e l’impiego di numerose strutture e utensili di metallo (tra cui primeggiano ben in evidenza una serie di affilati coltelli) e dalla tradizionale preponderanza di personale maschile.

indexNella Commedia dell’Arte l’energia dell’Ariete è associata alla figura del militare rappresentato da diversi Capitani, taluni seri (Capitan Spaventa) e altri buffoneschi (Capitan Matamoros). Quest’ultimo dispone di grande fantasia e si vanta di aver compiuto imprese valorose tridimensionalmente inesistenti. Esibisce un costume alquanto pacchiano e una spada dalla lunghezza smisurata che lo impaccia di continuo nei suoi movimenti. Capitan Spaventa di Vall’Inferna è invece un militare serio ed ambizioso, dall’aspetto elegante e intelligente.

Nelle tradizioni amerindiane della Ruota di Medicina il periodo dell’Ariete (21 marzo – 19 aprile) corrisponde alla Luna degli Alberi in Boccio, il cui animale totem è in genere il Falco Rosso. E’ la posizione che insegna ad impiegare ed incanalare l’energia, ad avere coraggio, ad essere intrepidi, ad esplorare territori sconosciuti, a risvegliarsi con l’entusiasmo della vita e dell’azione. Il potere di tale condizione si consuma in fretta quando l’impulsività eccede e viene meno la perseveranza e la tenacia per portare a termine le proprie imprese.

 

Prima Casa: La cuspide della Prima Casa costituisce l’Ascendente che corrisponde al grado di intersezione tra il cerchio dell’orizzonte e l’eclittica, vale a dire il punto che si levava ad est al momento e nel luogo della nascita. Nel corso di una giornata, ogni segno zodiacale passa attraverso questo punto impiegando una media di circa due ore, mentre ciascuno dei 360° dello Zodiaco appare all’orizzonte orientale ogni quattro minuti circa. Di conseguenza, per determinare accuratamente l’Ascendente è necessario disporre, in aggiunta alla data e al luogo di nascita, di un orario di nascita il più preciso possibile.

La posizione dell’Ascendente è di grande importanza per l’astrologia tradizionale, tanto che essa vi pone sovente le basi per l’interpretazione dell’intera carta natale. L’Ascendente e l’intero sistema delle case, erano dapprima considerati come i dati più rilevanti, poi in seguito al predominio delle società materialiste e alla conseguente necessità di evitare calcoli complicati e di velocizzare le informazioni attraverso gli oroscopi commerciali, i segni zodiacali ed il Sole presero il sopravvento.

L’Ascendente indica un punto essenziale per il percorso dell’anima, sebbene il modo in cui viene valutato dagli astrologi vari sensibilmente. In chiave astrosciamanica esso identifica la modalità operativa o il percorso iniziatico che può consentire al soggetto di svolgere efficacemente il suo lavoro nell’ambito della realtà ordinaria e in armonia con la sua natura multidimensionale. In altre parole, l’Ascendente indica il cammino atto a consentire il recupero del rapporto con quest’ultima natura e la comprensione del proprio Intento nel contesto tridimensionale.

I pianeti che si trovano in prossimità dell’Ascendente (con una distanza anche fino a 15° da entrambi i lati) esercitano un’influenza notevole poiché mostrano – insieme al segno zodiacale e la posizione e gli aspetti del relativo governatore – le qualità potenziali e gli strumenti esteriori che il nato può scegliere di coltivare per realizzare il suo Intento. Tuttavia la tentazione di impiegare tali potenziali nell’ottica del sistema di credenza fondato sulla separazione è notevole in quest’area.

A differenza dell’Immum Coeli (vedi Settore 4), o cuspide della Quarta Casa, che rappresenterebbe l’identità originaria dell’anima o della natura multidimensionale, l’Ascendente pare riferirsi al modo in cui l’individuo si trova ad agire nel mondo fisico, la sua identità sociale in relazione con il concetto jungiano di persona, vale a dire la maschera attraverso cui egli si esprime o che gli altri proiettano su di lui. Tale vestigia può essere connessa con l’Intento orizzontale di base o il relativo cammino iniziatico dell’anima nel contesto tridimensionale della realtà ordinaria. In una situazione ideale questo Intento può essere in armonia con la natura multidimensionale dell’Immum Coeli (vedi Settore 4) e del Medium Coeli (vedi Settore 10), ed allinearsi con la Funzione. In caso contrario, l’Ascendente finisce col rappresentare la fonte da cui derivano notevoli conflitti e rancori.

Quando, come è sovente il caso durante l’infanzia, la natura multidimensionale non viene riconosciuta e nutrita dall’ambiente famigliare e sociale, l’individuo è forzato a dare forma ad un’identità alternativa. Al fine di essere accettato e integrato nella realtà esterna, egli sceglie di rinunciare alla sua identità multidimensionale e, di conseguenza, inizia a perdere le relative connessioni. Queste ultime, sebbene siano autentiche e vive, lo confrontano con le sofferenze e le paure insopportabili derivate dal mancato riconoscimento del mondo esterno. Ed è proprio per fuggire da quelle sensazioni che egli crea un’identità separata e fondata sulla paura. Tale identità inizia quindi a muoversi come un fantoccio lungo il Sacro Cerchio promuovendo suoi propri bisogni e intenti. Per gli individui che sono riusciti a mettere a tacere con efficacia la natura multidimensionale, questa identità appare l’unica possibile e, di conseguenza essi si muovono lungo i vari Settori ricercando ciò di cui credono di avere bisogno. Per coloro che al contrario non riescono in questa impresa, è invece difficile trovare una chiara identificazione e di conseguenza sapere qual è la ragione della propria permanenza in codesto mondo. In quest’ultima evenienza le cose iniziano a diventare chiare solo allorché l’identità multidimensionale principia a risvegliarsi.

L’Ascendente e la Prima Casa identificano, oltre ai tratti più evidenti della personalità e dello scopo di base dell’individuo, anche le sue caratteristiche fisiche più evidenti, il suo viso, le condizioni di salute,  quelle del periodo dell’infanzia, il processo di nascita ed ogni componente del suo aspetto esteriore in generale. Questo punto delinea la natura individuale distintiva del soggetto, il suo orientamento specifico e il modo in cui muove il suo corpo nel contesto del piano orizzontale. È il cancello di accesso tra esterno e interno. Nell’astrosciamanesimo la posizione dell’Ascendente viene sovente impiegata come punto di partenza od entrata per accedere alle realtà non ordinarie dell’asse orizzontale e verticale. Tale accesso può essere identificato da una tenda, una porta, una caverna, un’apertura nel terreno, un ponte o da qualsiasi altro significatore di un punto di partenza che il ricercatore è invitato a visualizzare o percepire come esemplificazione del suo ingresso nel Sacro Cerchio. Questo punto è anche quello del ritorno una volta che il viaggio si conclude.

Il pianeta che governa il segno dell’Ascendente viene considerato da molti astrologi come il governatore[4] o il pianeta dominante dell’intera carta natale. Tramite il segno della casa in cui si colloca, esso influenzerebbe  l’approccio esistenziale della persona. Questi accresce in motivazione e forza allorché crea un rapporto diretto con gli Spiriti Totem connessi con tali energie, o semplicemente vive esperienze ad esse relative.

Quando non si ha nulla da perdere, allora si diventa coraggiosi. Siamo timidi solo quando c’è qualcosa a cui possiamo ancora attaccarci.[5]

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Le Amazzoni: razza leggendaria di donne guerriere. Il loro nome – dal greco a (senza) e mazōs (seno), ovvero “senza seno” – identifica l’usanza di bruciare il seno sinistro onde facilitare il tiro con l’arco.

 

marsMarte: Il simbolo grafico esiste in due versioni: una antica, composta dalla croce sopra il cerchio, l’altra, più recente, con una freccia inclinata sopra il cerchio. La materia (croce) e la penetrazione della materia o guerra (freccia) dominano lo spirito (cerchio). La versione moderna del simbolo suggerisce l’idea della lancia e dello scudo o quella dell’organo genitale maschile in erezione.

Marte ha un diametro di poco superiore alla metà di quello della Terra e possiede calotte polari bianche di anidride carbonica congelata. Il suo colore appare rossastro e la superficie dei territori desertica e rocciosa. Il periodo di rivoluzione solare di Marte è di un anno e 322 giorni, mentre i suoi satelliti, scoperti nel 1877, sono due: Deimo e Fobo. Un secolo e mezzo prima, questi ultimi furono già accuratamente descritti da Jonathan Swift, autore de I viaggi di Gulliver. Cydonia, un settore di Marte fotografato nel 1976 dalla sonda Viking I, pare possedere una topografia identica all’area megalitica di Avebury in Inghilterra, mentre Silbury Hill, la limitrofa collina misteriosa, sembra coincidere con un’altura marziana chiamata Tholus.

Ares (Marte), unico figlio di Zeus e Hera, è il dio della guerra, della forza bruta, del coraggio, della passione e del desiderio. In Grecia, a causa del suo carattere rozzo e impulsivo, viene ben poco amato dagli dei (compreso i genitori) e dagli uomini, mentre a Roma diventa invece, dopo Giove, la divinità più importante.

Ares possiede una statura gigantesca ed emette grida “simili a quelle di diecimila uomini” specialmente quando viene ferito. È rappresentato con gli attributi classici del guerriero (elmo, corazza, scudo, spada e lancia) e del fuoco (la torcia), talvolta su un carro trainato da quattro cavalli oppure a piedi. Lo accompagnano sovente varie figure demoniache, tra cui i figli Deimo (la Paura) e Fobo (il Terrore), ed Eris (la Discordia) ed Enio (dea della guerra).

I suoi animali sacri sono l’avvoltoio ed il cane. Nelle battaglie Ares non prende mai una posizione definitiva, tanto che può combattere sia a fianco di una parte che di un’altra. Non nutre quindi alcun interesse per le cause dei conflitti o per chi ha torto e ragione. La sua natura collerica lo espone talvolta a sconfitte umilianti e pesanti specialmente ad opera di forze più intelligenti come Atena ed Eracle. Ares è protagonista di molte imprese amorose con mortali e dee. La più celebre è quella clandestina con Afrodite da cui nascono, oltre a Deimo e Fobo, Eros, Antero, e Armonia.

La posizione di Marte nel tema natale può dare indicazioni sul modo naturale in cui l’energia viene diretta, sui punti di forza, sulle capacità di azione, su ciò che provoca rabbia, che è in grado di smobilitare i desideri e per cui si è pronti a lottare e combattere. Marte costituisce il primo gradino nel processo di individuazione, ovvero come io emergo e mi separo dal collettivo. Mostra come opero al fine di conseguire  ciò che desidero ed è inoltre un elemento di identificazione della natura effettiva dei bisogni sessuali. Esso indica l’approccio sessuale che può dare maggiore appagamento e consentire l’espressione concreta o la rivisitazione in chiave energetica di componenti legate alla sfera più istintiva e animale.

Nel mondo animale, ma anche tra molti esseri umani, v’è una connessione molto stretta tra sesso e lotta, tra imposizione di sé e fusione nell’altro. Questa opposizione apparente è rappresentata dagli Spiriti di Marte e Venere. Solo coloro che riescono a dare espressione al loro Marte, possono veramente aprirsi in modo autentico ed integrale ai rapporti di amore, così come al lavoro di guarigione e al proprio sentiero spirituale. La passione sessuale, similmente a quella spirituale, è il risultato combinato dell’espressione delle energie guerriere di Marte con quelle pacifiche di armonia di Venere. L’equilibrio tra questi due tipi di energia è fonte sovente di difficoltà sia nei rapporti umani che in quelli con gli Spiriti.

Marte e Venere mostrano i tipi di partner che attiriamo e ogni area di potenziale conflitto tra polarità. In un uomo la posizione di Marte (segno, casa e aspetti) è solitamente connessa con lo specifico archetipo maschile con cui egli si identifica o a cui aspira, mentre in una donna è simile al concetto junghiano di animus[6] o alle caratteristiche dei Demoni e dei Doppi Multidimensionali.

La posizione di Marte in un tema femminile tende a mostrare quali aspetti dell’archetipo maschile provocano maggiore attrazione (e repulsione) o vengono proiettati su partner esterni. Il lavoro astrosciamanico in quest’area consiste nel recuperare queste qualità, sviluppando una relazione santa, vale a dire uno stato in cui il partner interiore è pienamente integrato e riconosciuto, indipendentemente dal fatto di essere in una relazione di coppia tridimensionale o meno.

 

Strumenti di guarigione

Durante i primi quattro o cinque giorni di lavoro seleziona tre dei seguenti strumenti e pratica tali tecniche almeno una volta. Poi abbi cura di scegliere una sola di queste tre tecniche e praticala per un minimo di 21 giorni, quotidianamente oppure a giorni alterni o, in caso di pratiche complesse, almeno due volte la settimana.

1) I movimenti del Settore 1 comportano l’assorbimento ed il rilascio di una gran quantità di energia utile per affrontare sforzi fisici e situazioni in cui occorre affermare il proprio potere, oppure per superare momenti di debolezza, depressione e stanchezza. Un passo tipico di danza consiste in una serie di movimenti acuti, angolari, veloci, ben definiti, con una fine ed un inizio netti, percussivi, accompagnati da espirazioni rapide, esplosive e rumorose. Tutti i movimenti o gli stimoli che possono evocare situazioni di emergenza, attacco, guerra, lotta, aggressività, caccia alla preda, sono ideali per le danze del Settore 1. Una situazione tipica che posso immaginare è quella di farmi largo tra la folla con l’intento di prendere a tutti i costi un autobus che sta per partire. Per entrare nell’energia del Settore 1 è necessario sentire che il raggiungimento dell’autobus è una questione in cui è in gioco la mia stessa vita. Si tratta di attivare i meccanismi di sopravvivenza e di emergenza, permettendo ad essi di avere la priorità assoluta nel perseguimento di tale obiettivo. Non importa quindi se ci sono altre persone che vogliono prendere quell’autobus, ciò che conta è che io riesca a prenderlo anche a costo di usare le maniere forti. Poni l’attenzione sul terzo chakra o sul secondo (hara), muoviti centrato su quel punto e raccogli energia dalle gambe e dallo stomaco. Fai questo, o un simile esercizio, ogni giorno per almeno sette minuti.

Rappresentativi dell’energia del Settore 1 (e pure 10) sono inoltre i movimenti di Tensegrità. Il termine denomina un sistema di movimenti, sviluppati dai quattro discepoli di don Juan (Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar, Carol Tiggs e Carlos Castaneda), seguendo i precisi modelli degli antichi sciamani messicani. Questi sciamani scoprirono, attraverso il lavoro sul sogno, una serie di passi che consentono di raccogliere energia, di promuovere il benessere psicofisico e di ridistribuire l’energia dispersa. Durante i loro viaggi nelle realtà non ordinarie essi riuscivano ad entrare in stati di elevata consapevolezza, in cui potevano provare sensazioni estatiche e un indescrivibile senso di benessere interiore. Alcuni di questi uomini e donne di conoscenza desiderarono riportare nella realtà ordinaria questo tipo di esperienza. Dopo un lungo e faticoso lavoro, essi riuscirono a scoprire una serie di movimenti fisici in grado di riprodurre sulla Terra quegli stati di benessere e forza interiore. Questi movimenti, chiamati passi magici, vennero impiegati come pratiche sciamaniche. Essi furono trasformati in un sistema estremamente segreto trasmesso rigorosamente di generazione in generazione. Don Juan ed un altro sciamano Yaqui (Lujan) hanno insegnato a ciascuno dei quattro discepoli una serie di passi in seguito raccolti da parte delle chacmool.[10]

La caratteristica più significativa dei passi magici è che praticandoli, si può diventare consapevoli della forza coesiva che tiene insieme i nostri campi energetici. Gli sciamani sostengono che possiamo percepire questa forza e la sua energia direttamente così come scorre nell’universo. Quando ciò accade, siamo in grado di vedere l’essere umano come un corpo energetico simile ad una sfera luminosa. Fino a quando non diventiamo un tutt’uno con questa sfera, continueremo a sentirci incompleti. I passi magici, insieme ad altri strumenti meno pubblicizzati, ma altrettanto efficaci, hanno lo scopo di agevolare questo processo.[11]

2) Il materiale di rilascio nel Settore 1 riguarda gli elementi di affermazione e imposizione dell’identità asservita all’ego ed il proliferare dei rancori conseguenti all’impossibilità inevitabile di oggettivare effettivamente tale identità a causa dell’illusione su cui essa si basa. Ebbene, si tratta di un’affermazione mozzafiato. Un esempio di pratica di rilascio funziona come segue: dopo aver aperto il Sacro Cerchio e chiesto protezione alla tua Guida, visualizza una sfera di luce rossa che si muove in ogni punto del Sacro Cerchio e del tuo corpo. Mentre essa si muove, afferma con chiarezza il tuo Intento e invita ogni rancore e blocco ad uscire allo scoperto. Dichiara apertamente che sei pronto a lasciarli andare e chiedigli di uscire gradualmente così che tu li possa liberare in modo consapevole. Man mano che fuoriescono fai muovere la sfera rossa su di essi e sul tuo corpo. Fai attenzione ai punti del corpo che senti maggiormente in evidenzia e lascia che da questi fuoriesca l’energia bloccata. Per incoraggiare questo processo abbandonati ad urla e a gesta, fai uscire la rabbia e tutte le tossine che senti dentro di te. Acconsenti che questo materiale sia usato come concime fertilizzante per il tuo Intento e per apportare luce, pace ed estasi nella tua vita. Ogni forma di attacco o rabbia è un tentativo di proiettare la colpa ed il peso dei rancori o graha su un agente esterno. L’attacco comporta sempre la proiezione del senso di separazione, che in definitiva va accettato come una responsabilità propria, piuttosto che essere attribuito agli altri. Non vi può essere rabbia a meno che non mi percepisco come separato e non credo di essere stato attaccato e di essere quindi giustificato a sua volta ad attaccare. L’attacco e la rabbia non sono mai giustificati. La rabbia si sviluppa come l’effetto di attacchi che risultano nel senso di colpa e nella conseguente paura di una punizione. Tale paura di un’imminente punizione genera ulteriore rabbia e così questo ciclo malsano prolifera fino al punto di manifestare un intero universo fondato sulla rabbia, colpa e paura. Questo significa che se io solo provo a perforare con uno spillo il coperchio di codesta realtà separata, sono destinato ad essere disintegrato dalla furia deflagrante di ciò che emerge.

3) Il Canto e la Scala di Marte: Quando ti trovi in situazioni di rabbia e aggressività o hai difficoltà a rapportarti con la tua energia, non riesci ad esprimerla apertamente, ti senti impotente, debole, represso, o impulsivo, teso, prepotente, incapace a gestire avversioni e rancori verso chi ti circonda, e il diavolo sa che altro ancora, puoi impiegare la Scala di Marte e il Canto relativo:

NAIZY DAY HO HI MAH, NAIZY DAY HO HI MAH, NAIZY DAY HO HI MAH,

NAIZY DAY HO HI MAH, KAH KAH.

La semplice pronuncia del Canto è di per sé sufficiente a richiamare energia quando ti senti stanco o è necessario compiere sforzi particolari, come per esempio sollevare dei pesi o salire una lunga scala. Per praticare la Scala di Marte, all’inizio si fanno alcuni profondi respiri oppure si impiega una qualsiasi tecnica che consente di entrare in uno stato di consapevolezza rilassata. Può essere utile disegnare il simbolo grafico di Marte e porlo dinanzi a sé oppure, se disponi di un Sacro Cerchio, sistemarti presso il Settore 1 o nel punto in cui si trova Marte nel tema natale. In questa Scala si impiega il colore rosso e si lavora con il corpo energetico in generale, senza fare riferimento ad un chakra particolare. Ogni oggetto o strumento relazionato con il Settore 1 può essere impiegato per intensificare l’energia del processo.

Prima di procedere, apri il Sacro Cerchio, stabilisci l’Intento, e intona il Canto di Marte.

Stadio 1) stato di spegnimento e blocco totale dell’energia. Immagina l’aura oscura, pesante, incapace di ricevere e dare energia. Il Settore 1 viene represso internamente e qui macera nell’impossibilità di dare espressione ai propri desideri. Intravedi situazioni in cui l’istinto di agire ed andare verso ciò che vuoi viene mortificato da blocchi e paure insormontabili. Il soffocamento del Settore 1 è totale e, nell’apparente stato di rassegnazione esteriore, la sua energia inizia disperatamente a provocare distruzione, lacerando con rabbia le varie componenti veicolari. L’intensificazione massima di questa esperienza di blocco costituisce il contenuto del primo sacrificio a Marte. Tutto ciò che è stato esperito, senza alcuna eccezione, viene raccolto e concentrato in una sfera per essere poi portato verso l’alto e ivi donato. Dopo poco, intona il Canto di Marte. L’articolazione del canto, in questo come nei successivi stadi, segnala il consenso alla liberazione od offerta di quanto vissuto precedentemente ed avvia il processo di trasformazione ed innalzamento della relativa energia. Una volta completato il canto, che può essere ripetuto anche più volte, preparati per il prossimo stadio.

Stadio 2) stato di espressione incontrollata e violenta dell’energia. Comincia ad evocare una situazione in cui eri pieno di rabbia. Inizia a percepire il costante accumulo dell’energia del Settore 1, trattenendola sempre di più, come un pneumatico gonfiato in eccesso e destinato ormai a scoppiare. Quando la furia arriva al limite massimo ed il corpo è rovente, lasciati totalmente esplodere. Permetti alla rabbia di travolgerti: scalciando, urlando, muovendo i pugni, impazzendo, liberando qualunque cosa vuole uscire. Se hai difficoltà, puoi provare a recitare. L’importante è essere totali, ed investire il massimo dell’energia in questo processo. Rabbie e rancori indicibili fuoriescono come un vomito insanguinato e bollente, liberando blocchi e repressioni millenarie. Una volta arrivato al culmine, fermati e comincia a muoverti lentamente nell’atto di raccogliere e spingere verso l’alto l’energia che è stata liberata. Tutto ciò che è stato espresso viene recuperato integralmente ed offerto come secondo sacrificio a Marte. Intona il canto procedendo come sopra. Poi visualizza la tua aura soffusa di luce rossa, mentre una sfera di fuoco inizia ad avvolgerla, ruotando e bruciando ogni residuo lasciato dalla fase precedente.

Stadio 3) stato di espressione focalizzata e violenta dell’energia. Immagina una situazione di accesa competizione: sport, arte marziale, duello, battaglia, lotta per la sopravvivenza. Sei totalmente presente, e devi affrontare un confronto all’ultimo sangue, in cui vi sarà un vinto e un vincitore. Senti la voglia di vincere a tutti i costi, di spazzare via l’avversario, di farlo soccombere senza alcuna pietà. Puoi visualizzare anche le proiezioni di persone reali del tuo passato e presente con cui continui ad avere in sospeso rabbia e rancori. In questa fase hai la possibilità di affrontarli energeticamente e di metterli a tacere una volta per tutte, in una lotta ultima e definitiva. Nell’ambito delle Scale Planetarie, il processo avviene nel mondo interiore e le persone che vedi o immagini sono intese solo come proiezioni. Ciò che fai non può avere alcuna ripercussione sulla realtà delle persone in questione. Le scale sono finalizzate a trasformare la percezione di quella che consideriamo essere la realtà. Se impieghi questi strumenti con rispetto e totalità, vi potranno essere cambiamenti radicali nella vita. Per quanto clamorosi possano essere gli effetti, essi saranno unicamente frutto del mutamento della tua percezione e della relativa ripercussione all’esterno. Se ti assale il timore di provocare, nel corso dell’espressione di questo stadio, danni effettivi alle persone con cui ti confronti, puoi ripetere più volte la parola tumah battendo ritmicamente le mani. Con questo atto stabilisci universalmente che stai operando al tuo interno, escludi radicalmente qualsiasi intenzione di provocare alterazioni su altri esseri e, come ulteriore precauzione, crei amorevolmente uno spesso strato di protezione sulle persone in questione. Porta al massimo l’energia competitiva e bellicosa di Marte, poi fermati e nuovamente raccoglila per proiettarla verso l’alto come terzo sacrificio. Durante la lotta, se uccidi definitivamente l’avversario, prendi tempo per osservare il suo corpo privo di vita, toccalo e lasciati sporcare dal suo sangue, poi offrilo come offerta a Marte. Intona quindi il canto. Visualizza la sfera di fuoco che ruota liberamente nell’aura, luminosa e senza ostruzioni.

Stadio 4) stato di espressione individuale e celebrativa dell’energia. Inizia a muoverti, correre, danzare, sentendo un piacere enorme, come su una spiaggia meravigliosa. Sei solo con te stesso e l’espressione intensa del tuo fisico ti apporta benessere, eccitazione, gioia, euforia. Arrivato al culmine di questa energia, la spingi ancora al livello superiore e adempi al quarto sacrificio. Canto di Marte.

Stadio 5) stato di espressione focalizzata e creativa di energia (identificazione con l’ego). Adesso disponi di energia pura e libera per iniziare qualcosa, per fare ciò che hai sempre voluto fare. Sei pervaso dalla gioia di realizzare sogni e desideri, di partire finalmente e metterti al lavoro. Tutta quell’energia che era prima bloccata dalla rabbia e dal rancore, è ora a tua disposizione. L’energia pura di Marte si presenta come un guerriero forte e coraggioso, e dichiara di essere al tuo completo servizio. Usala per intraprendere nella vita quelle azioni che ti consentono di realizzare ciò che vuoi. Non importa se si tratta di desideri che potrebbero sembrare egoistici, cerca anzi di dare piena soddisfazione a ciò che consideri essere il tuo ego, dagli la possibilità di avere tutto il potere che ha sempre cercato. Immagina ed esprimi tutto questo donando intensità e significato ad ogni movimento. Proclama ad alta voce i tuoi desideri ed osserva come si realizzano. Quando arrivi al culmine, raccogli l’energia per spingerla ancora verso l’alto quale quinto sacrificio. Canto di Marte.

Stadio 6) stato di espressione focalizzata e creativa di energia (identificazione con il Tutto). Ora il tuo senso di identificazione si amplia e si estende a tutto il pianeta. Senti l’energia che si irradia all’esterno verso il mondo e l’universo: le necessità e i desideri più autentici del pianeta sono le tue. Usa l’energia di cui disponi per costruire qualcosa di utile per la Terra, per prendere iniziative a favore del benessere collettivo. Ti colleghi con il Centro del tuo essere, e lasci confluire in esso tutto ciò che è dentro e fuori di te, senti che non esiste separazione, quanto incredibili e illimitati siamo tutti. Anche questo stadio viene usato come sacrificio, poiché ciò che credi di essere in connessione con scopi alti può sempre rappresentare un processo di mistificazione dell’ego. Con questa ultima offerta ti liberi di tutto ciò che sei in grado di produrre, sia nel bene che nel male, e ti rendi finalmente disponibile alla volontà dello Spirito. Canto di Marte.

Stadio 7) stato di ricezione della benedizione. Ora sei totalmente ripulito e vuoto. La vera forza di Marte può arrivarti nella sua espressione più cristallina, riversandosi su di te, senza alcun sforzo da parte tua. Solo la disponibilità a ricevere. Dopo qualche minuto di silenzio, ritorna lentamente allo stato vigile di coscienza. Riprendi contatto con l’ambiente, e porta l’energia che hai riequilibrato nella realtà quotidiana.

4) I Paheka Sadohe Korah (Canti degli Spiriti Totem e Guide) sono canti concepiti per attivare il campo energetico di ciascun Settore e permettere una connessione con il relativo Spirito Totem e Guida Ausiliaria. La loro struttura implica la ripetizione del nome dello Spirito Totem seguito dal termine Sadoh (che può essere tradotte come Spirito Guida). Il canto del Settore 1 è quindi Kahe Pahe Sadoh. Per cortesia, usa questa pratica solo se intendi stabilire o stimolare una relazione con lo Spirito Totem del Settore 1. Se decidi di usare questo canto, puoi sia intonarlo per accompagnare un viaggio sciamanico nel Settore 1 o come una pratica autonoma da svolgere preferibilmente una o due volte al giorno per almeno cinque minuti durante un periodo di 28 o 21 giorni.

5) Dalla figura di un uomo seduto in una posizione estremamente scomoda è tratta la postura di Emergenza. Questa posizione è forse associata ai miti di emergenza degli indiani Navajo e Pueblo. Una tribù di questi ultimi (i Tewa) abitava un tempo in una località del mondo sotterraneo posta sotto un lago. Essi erano immortali e vivevano insieme agli animali e agli esseri soprannaturali. In sintesi, ad uno di essi fu chiesto più volte di trovare una via d’uscita dal lago. Alla fine questi accettò ed esplorò le quattro direzioni orizzontali e vi trovò solo nebbia. Poi provò ad andare verso l’alto e qui scoprì una terra disabitata. La tribù emerse allora dal lago ed iniziò a popolare quel luogo che era poi la superficie della Terra. La postura di Emergenza è connessa con gli sforzi, le lotte e le sofferenze delle prime antichissime migrazioni sulla Terra. Nel corso di quelle operazioni molti perirono, mentre altri, dopo aver superato condizioni terrificanti, riuscirono a passare. E’ una posizione che ci rapporta con il duro spirito pionieristico di quei tempi e, di conseguenza, la sua pratica è una delle più difficili e scomode. Ci si abbassa con il corpo fino a sedere in posizione accovacciata con le ginocchia piegate e il dorso in avanti. I talloni sono tenuti il più possibile sul pavimento, mentre la mano sinistra è sotto il ginocchio sinistro e quella destra sul ginocchio destro. La faccia è rivolta in avanti con gli occhi chiusi.

6) Il Settore 1 è spesso un terribile banco di prova per l’ego e per la sua riluttanza ad affrontare situazioni che possono creare disagio. Alcuni atteggiamenti di apparente innocuità e passività sono talvolta ricettacoli di rancori e rabbie indicibili. Un utile esercizio consiste nel permettere di affermare te stesso ogni volta che noti qualche comportamento scorretto (per esempio, quando qualcuno fuma in un locale per non fumatori, quando vieni offeso o se qualcuno ti passa davanti nella coda ad uno sportello, ecc.). Ad un altro livello e una tantum, puoi deliberatamente assumere modi e maniere egoistici per creare imbarazzo al tuo ego ordinario. Per esempio, acquistare un francobollo per una cartolina con una banconota da 500 Euro senza fare una piega e pretendendo subito il resto, fischiare o cantare mentre viaggi in autobus, rimanere fermo ad un semaforo, con una lunga coda di auto, dopo che è scattato il verde, passare davanti a tutti in una fila allo sportello, fingere di aver dimenticato il portafoglio al momento in cui ricevi il conto dopo che hai pranzato al ristorante. Fai qualcosa del genere almeno ogni giorno o tre volte la settimana e mandami una descrizione delle tue esperienze.

7) Le posture totemiche astrosciamaniche sono usate specificatamente per contattare lo Spirito Totem di ciascun Settore. Esse appartengono alla tradizione sciamanica del ProvOrdo Etnai e sono il risultato di antiche trasmissioni. Alcune di queste posture sono derivate dalle icone riprodotte all’inizio di ciascuna lezione. Queste posizioni sono usate per incontrare il relativo Spirito Totem e integrare o liberare la sua energia. Puoi impiegarle usando le indicazioni fornite nella Lezione Due in “Esplorazione dei Settori”. L’immagine di Kahe Pahe Sadoh, lo Spirito Totem del Settore 1, la puoi trovare a  p. 1 di questo testo.

8) Ogni pratica che consente l’espressione della rabbia o aggressività senza causare danni a sé stessi o agli altri ed in contesti di protezione o di rituale è particolarmente indicata per il riequilibro del Settore 1 “Quando ti senti pieno di rabbia, non è necessario prendertela con qualcuno: sii semplicemente arrabbiato! Lascia che sia una meditazione. Chiudi la porta della tua stanza, siedi da solo e lascia uscire tutta la rabbia che hai in te. Se provi il desiderio di picchiare, picchia un cuscino. Fai qualsiasi cosa ti senti: il cuscino non protesterà mai. E’ un aiuto, un aiuto straordinario. Non si può neppure immaginare quanto sia utile un cuscino. Picchialo, mordilo, sbattilo! Ti sentirai ridicolo, stupido, ma la rabbia è ridicola; non ci puoi far nulla. Per cui lascia che esploda e godila come un fenomeno di energia. E’ realmente un fenomeno di energia. Se non fai del male a nessuno, non c’è nulla di riprovevole. Praticando questa meditazione, vedrai che pian piano scomparirà l’idea di far male a qualcuno. Fanne una pratica quotidiana: bastano 20 minuti ogni mattina. E poi osservati per tutto il giorno. Sarai più calmo, perché avrai espulso l’energia che si trasforma in collera; l’energia che si tramuta in veleno sarà stata espulsa dal tuo sistema. Ripeti questa meditazione per due settimane come minimo, e dopo la prima settimana sarai sorpreso di scoprire che in qualsiasi situazione ti trovi, la rabbia non c’è più”.[12]

9) Un altro esercizio per sbloccare la rabbia repressa consiste nell’ansimare come un cane. Si tratta di tirar fuori la lingua, lasciarla penzolare e poi camminare a carponi e ansimando. Fallo per 15 minuti ogni giorno o un giorno sì e uno no. Usa l’intimità della tua stanza per questo esercizio o un luogo in cui nessuno può sentirti o interromperti. Puoi anche usare uno specchio per abbaiarti o ringhiarti contro. Sii totale in questa tecnica e permetti al tuo corpo di essere coinvolto.

10) L’esercizio fisico ed in particolare la corsa o jogging, quando sono svolti con sacralità, sono strumenti di grande potenza per l’espressione del Settore 1 e per il benessere generale di ogni Settore. Quando corri con totalità, il flusso dei pensieri convenzionali cessa di ostruire la consapevolezza, i blocchi dei rancori vengono rilasciati e l’energia può così circolare liberamente. Una tecnica consiste nel correre sul posto per almeno quindici minuti, preferibilmente nudi, alzando al massimo le ginocchia, tenendo le braccia alzate (o muovendole su e giù) e intonando canzoni e gridi selvaggi. Questa fu in vero per diverso tempo la mia pratica preferita. Per l’occasione puoi impiegare sottofondi di accompagnamento atti ad intensificare la corsa (tambureggiamenti, ritmi dinamici, ecc.). Un’altra possibilità consiste nel correre ad alta velocità in un ambiente naturale, andando avanti fino allo sfinimento per poi lasciarsi cadere esausti sul terreno. Ebbene, questo è Marte! Se non fa al caso tuo, usa una tecnica più tranquilla (ma, per favore, non troppo tranquilla).

11) Varie tecniche di meditazione di Osho, tra cui la Dinamica e la Mandala, sono particolarmente adatte per attivare il Settore 1. La maggior parte delle meditazioni del noto maestro indiano iniziano con una forte espressione di energia liberatoria – attraverso grida, canti, salti, movimenti frenetici e caotici –  e terminano con la celebrazione, la quiete ed il silenzio. Osho insiste molto sulla necessità della catarsi.

“Se non attraversi una profonda catarsi, dovrai affrontare molte nuvole. Sarà faticoso, e tu sei così impaziente che potresti ritornartene nel mondo”. All’inizio, quando si esplora il mondo interiore, dopo le prime immagini di incanto ed estasi che di fatto fungono da richiamo, è raro vedere cose piacevoli od avere sensazioni di beatitudine. “Incontri inferni e sofferenze, repressi lì dentro e in agguato. Rabbia accumulatasi in molte esistenze. Vi è una confusione indescrivibile…. Per questo quando si inizia a guardare dentro di sé si resta molto perplessi…. I Buddha parlano di questo paradiso, parlano di questo regno di Dio che è in te, e quando tu entri in te stesso, non incontri altro che inferno! Non vedi affatto la terra del Buddha, ma solo campi di concentramento hitleriani. Ovviamente pensi subito che sia tutto una stupidaggine, è meglio restarne fuori: perché continuare a mettere il dito sulle piaghe? Fa anche male! E dalle piaghe inizia ad uscire pus e fetore… Ma la catarsi aiuta. Se ti abbandoni alla catarsi, se passi attraverso le meditazioni caotiche, ti ripulisci da tutte queste nuvole, elimini tutte queste oscurità, alla fine l’attenzione diventa più facile. Per questo insisto perché all’inizio si facciano le meditazioni caotiche e solo in seguito le meditazioni silenziose: all’inizio le meditazioni attive e poi quelle passive. Ti puoi inoltrare nella passività solo dopo aver espulso dal tuo essere tutto il marcio accumulato”.[13]

12) Una camminata medicina  è un’escursione intrapresa nella realtà ordinaria, usando la stessa attitudine impiegata durante i viaggi sciamanici. Per questa esperienza è preferibile usare un giorno intero ed essere soli. Se possibile, puoi iniziare la camminata intorno all’alba. Scegli un luogo in mezzo ad un’area naturale. Prendi una bottiglia di acqua con te, il tuo diario, e ciò che ritieni necessario. Durante la camminata è ideale evitare di mangiare e limitarsi solo a bere o cibarsi di ciò che si trova spontaneamente lungo il percorso. Renditi conto che lo scopo della camminata è di radicare il tuo Intento nell’ambiente naturale e raggiungere uno stato di equilibrio tra realtà ordinaria e non-ordinaria. Inizia e termina la camminata con una cerimonia. Focalizzati sul tuo Intento, poi inizia a camminare. Mentre ti muovi, rimani all’erta. Sii sensibile a dove ti attira l’energia e  muoviti in quella direzione. Sii cosciente degli esseri (parenti, amici, insegnanti, partner, ecc.) che ti vengono in mente mentre cammini. Ricorda che pensare riguardo altre persone è sciamanicamente tanto efficace quanto incontrarle fisicamente. Esercita il perdono ed esprimi I tuoi veri sentimenti verso chiunque incontri. Durante la camminata puoi trovare un oggetto che puoi raccogliere e conservare quale significatore della tua camminata. Assicurati di dare qualcosa in cambio (semi, capelli, saliva, ecc.). Concludi la camminata con una breve cerimonia e trascrivi la tua esperienza nel tuo diario.

13) Uno dei maggiori potenziali del Settore 1 riguarda la capacità di liberare i condizionamenti sociali derivati dall’identità pluralizzata o impersonale. Tale identità si manifesta sovente in modelli di linguaggio fondati sull’uso del tu, si o ogni altro tipo di generalizzazione. Per un minimo di 21 giorni, parla in prima persona. Prova a sostituire il pronome il tu, il noi  o il si con l’io. Se stai parlando di te,  per esempio, invece di dire “quando sei stanco, prendi un caffè” o “quando ci si sente stanchi, si prende un caffè”, dici “quando sono stanco, prendo un caffè”. Evita anche le generalizzazioni e riferisci tutte ciò che tendi a generalizzare alla tua percezione. Invece di dire: “Giovanni è una persona molto felice” usa “Percepisco Giovanni come una persona molto felice”. Nota come ti senti allorché usi la prima persona in tutte queste circostanze e sii consapevole anche di come gli altri ti percepiscono. Trascrivi le tue osservazioni.

14) Per 21 giorni pratica questo esercizio quotidianamente prima di andare a letto. Rivedi la tua giornata e domandati quanto segue: a) è stato chiaro il mio Intento oggi? b) qual era il mio Intento? c) ho parlato con una buona voce (significa qui: dire la verità ed essere autentico senza accusare o lamentarsi)? d) ho lasciato andare i miei rancori offrendoli al mio Intento? e) le mie azioni sono state messe al servizio della settima generazione?[14] Limitati semplicemente a porti le domande e a rispondere, prendendo atto di cosa hai fatto durante il giorno e senza giudicarti. L’esercizio non serve a deprimerti o colpevolizzarti. Il suo scopo è quello di portare consapevolezza riguardo le tue azioni.

15) Posizionamento nel Cerchio: Questo è un adattamento della pratica descritta nella Guida di Lavoro (7. Esplorazione della carta), che puoi scegliere di usare come tecnica regolare o applicazione del Rituale di Base del Sacro Cono. Allorché hai identificato le necessarie informazioni sulla tua carta natale, si tratta di muoversi, fisicamente nel Sacro Cerchio o sciamanicamente nello Spirito Cerchio, in tre diverse posizioni: 1) il segno dell’Ariete; 2) il segno in cui si trova la cuspide della prima casa o Ascendente; 3) il segno ove si trova Marte. La tecnica richiede idealmente un minimo di 12 pratiche. A conclusione di ciascuna esplorazione è necessario prendere nota di sensazioni e impressioni.

16) Le battute di tambureggiamento astrosciamanico sono colpi base di percussione su tamburi a cornice usati per richiamare l’energia di ciascun Settore. Essi si fondano su una semplice struttura relativa agli elementi e alle qualità dei segni zodiacali. Le percussioni ideali per questo tipo di pratica sono i tamburi a cornice, ovvero i tamburi il cui diametro è di gran lunga superiore alla profondità (tamburello, bodhran, bendir, tammorra, riq, kanjira, ecc.) o altri strumenti da suonare a mani nude. La percussione relativa all’Ariete è una battuta prodotta da un colpo chiamato tak. L’indice o l’anulare colpisce il tamburo vicino al bordo e rimane fermo in quel punto per un attimo senza rimbalzare. Il ritmo di base è essenzialmente in 1/1. Può anche essere suonato in combinazione con i ritmi di altri Settori. In questo caso la serie di singole battute è seguita dal colpo e dal numero specifico relativo al Settore in combinazione. Per esempio, la combinazione Settore 1 e Settore 6 consiste di un colpo tak (Settore 1) seguito da tre colpi kah (Settore 6). Se scegli di usare questo strumento di guarigione, è preferibile praticarlo quotidianamente per almeno sette minuti. Il tambureggiamento può essere pure accompagnato dal canto.

17) Yoga: Le posture relative all’Ariete sono quelle dei guerrieri e richiedono molta energia, come Virabhadrasana e le sue varianti. Per dettagli sulla pratica, consultare un manuale di yoga.

18) Un lavoro di visualizzazione e movimento in armonia con il ritmo stagionale è quello dell’embrione primaverile: Senti dentro di te il piccolo nocciolo di un embrione primaverile, racchiudi in esso tutta la tua voglia di essere, vivere, agire nel mondo, realizzare, scoprire, tutto in questo seme concentrato, ogni tuo desiderio, motivazione per vivere nel mondo, tutto in questo seme. Fuori è ancora gelido inverno, e tra poco avrai la possibilità di uscire. Ti occorre una forza tremenda, perciò devi rimanere in contatto con l’essenza del tuo seme, non farti distrarre dall’esterno, e spingere con forza per uscire allo scoperto, per spuntare dal terreno e perforarlo. Senti questa forza pervadere tutto il tuo corpo, senti la tensione dello sforzo, senti l’opposizione del terreno e il tuo spingere implacabile per affermare il tuo essere. Compi con il corpo l’atto proprio di uscire allo scoperto dal sottosuolo, spingendo, con forza. Senti tutto il coraggio e l’audacia di questo atto. Una volta uscito, muoviti con la consapevolezza di essere un pioniere in una terra ancora da scoprire, fuori è ancora freddo e desolato, ma dentro di te possiedi la forza per affrontare qualsiasi ostacolo.

 

GUIDA DI LAVORO

1. Strumenti di guarigione: Nei primi quattro o cinque giorni pratica almeno tre dei metodi descritti nella sezione Strumenti di guarigione, poi scegline uno e impiegalo quotidianamente, a giorni alterni o minimo due volte la settimana per almeno 21 giorni o un ciclo lunare (28 giorni). Inviami un breve riassunto delle tue esperienze con la pratica e indica di quale metodo si tratta.

2. Esplorazione del Settore 1: Impiegando le indicazioni generali fornite in L’esplorazione dei Settori nella Lezione 2, incontra lo Spirito Totem del Settore 1. Inviami un breve riassunto della tua esperienza.

3. Attivazione del Settore 1: Attiva il pezzo del Settore 1 delle tue Parti del Sacro Cerchio. Procedi a svolgere ciò solo dopo che hai effettuato l’esplorazione del Settore 1. Puoi sia disegnare, pitturare, incidere o fare qualunque cosa decidi per attivare il pezzo. Scegli in base alla guida che ricevi. Lascia che la decisione su come costruire il pezzo emani da dentro. Ricorda che si tratta di un lavoro sacro e che esso non deve necessariamente soddisfare la vista degli occhi o corrispondere a particolari canoni artistici. La sola cosa che conta è che ciò che fai sia il risultato della tua connessione di potere. Inviami un riassunto dell’esperienza di attivazione.

4. Seminario: (Si applica solo se hai preso parte a sessioni di gruppo o individuali sul Settore 1) Inviami un riassunto sulle tue esperienze, riflessioni e sensazioni durante la sessione sul Settore 1.

5. Domande:

1.   Quali sono gli animali, i minerali, le piante, i colori, i paesi, la gente o gli oggetti che, in base alla tua percezione ed esperienza (senza quindi riferirti alla lista delle corrispondenze fornite nella prima pagina) sono in relazione con il Settore 1?

2.   Vi sono film, lungometraggi, libri, opere musicali o teatrali che per te sono connessi con il Settore 1? In caso positivo menziona il loro titolo.

3.   Quali sono le tue zone d’ombra o punti limite? Quali situazioni o persone ti provocano forte o incontrollabile attrazione, ostilità, rabbia, passione? Cosa fai quando questo ti succede?

4.   Per che cosa sei disposto ad agire con tutte le tue energie e a qualunque costo? Che cosa ti attizza ed eccita nella vita? Per che cosa sei capace di essere totale ed esprimerti senza alcuna inibizione?

5.   Quali sono le tue attività fisiche preferite?

6. Dati astrologici:  Il Settore 1 riveste un ruolo rilevante nella tua carta allorché il Sole, la Luna, la Terra, Marte, oppure più di tre pianeti si trovano nel segno dell’Ariete o nella Prima Casa, in prossimità di un angolo (Ascendente, Medium Coeli, Discendente, Immum Coeli) sito nel segno dell’Ariete o congiunto a Marte.

7. Esplorazione della carta: Nota quale casa nella tua carta comincia con il segno dell’Ariete. L’area relativa è una zona in cui l’energia del Settore 1 si esprime abbondantemente. Osserva pure se vi sono pianeti in quella casa e quali sono. Impiega il tuo Sacro o Spirito Cerchio e ivi posizionati per almeno cinque minuti. Apriti a ciò che giunge alla tua mente, alle tue emozioni e al tuo corpo. Nota qualunque cosa attira la tua attenzione, non importa quanto triviale essa sia. Trascrivila. Poi muoviti nell’area in cui è posizionato Marte. Osserva in quale segno e casa si trova e quali aspetti forma con gli altri pianeti. Sistemati nel punto in cui si colloca Marte, apriti alla tua intuizione e prendi nota. Infine guarda il segno dell’Ariete, osserva se vi sono pianeti o angoli e quali sono. Siediti nel segno dell’Ariete e trascrivi le tue osservazioni. Inviami un breve riassunto dell’intera esperienza.

 

LETTURE OPZIONALI

Questo sezione contiene rapporti di viaggi astrosciamanici e articoli vari in allineamento con il Settore 12. La loro lettura è consigliata, ma solo se ciò risulta gradevole ed agevole.

 

La Via del Guerriero

Il guerriero è in rapporto con l’energia di Marte nelle sue rappresentazioni diurne/yang/maschili (Ariete) e notturne/yin/femminili (Scorpione). In quanto tale il guerriero trova una collocazione sia nella direzione Est che nella direzione Ovest. Nelle opere di Carlos Castaneda, contenenti gli insegnamenti dello sciamano messicano yaqui don Juan Matus, la figura del guerriero è ampiamente promossa. Secondo don Juan, un uomo di conoscenza è un guerriero che si muove con timore, rispetto, attenzione e assoluta fiducia in se stesso. In questo senso, lo spirito del guerriero è l’attitudine fondamentale presente in tutto ciò che il cammino della conoscenza esige.[7]

Ovviamente, la Via del Guerriero non ha nulla a che vedere con le guerre umane. Non è in relazione con la violenza o l’intenzione di distruggere qualcosa e qualcuno. La guerra è contro i miei limiti e le mie debolezze, una lotta con le forze che si oppongono alla trasformazione, una battaglia intesa a recuperare la scelta di decidere come e cosa essere. Il tratto più tipico del guerriero è di cercare l’impeccabilità in ciascuna delle sue azioni.

L’impeccabilità è la capacità di dare il meglio di me stesso in ogni cosa che faccio. Significa possedere la determinazione di scegliere ciò che maggiormente si allinea con il mio Intento e fare del mio meglio per realizzarlo. Anche la più apparentemente insignificante azione è vista come una grande sfida, l’opportunità di scavalcare i propri limiti, di esprimere potere, di lasciare andare l’ego.

Un guerriero possiede diversi strumenti. La sua arma fondamentale è la volontà incorruttibile di sostenere e manifestare il suo Intento. Ciò gli consente di non essere spazzato via dalla corrente della paura e dei pensieri oziosi. Qui non ci sono possibilità di compromesso. Il guerriero fa di ogni suo atto una battaglia ultima in cui la consapevolezza di una morte imminente è sempre presente. La morte è in vero uno dei suoi più grandi alleati poiché gli permette di mantenere un senso nobile di distacco verso gli altri. Usando volontà, strategia, impeccabilità, controllo e la consapevolezza incessante della sua morte imminente, egli impara a ridurre i suoi bisogni al minimo. In questo modo la vita diventa molto semplice poiché si fonda su continue decisioni e scelte intese all’allineamento con l’Intento. Ciò crea gioia e amore in ogni momento. Non essendo afflitto e manipolato da bisogni e obiettivi illusori, egli può accedere dimensioni di abbondanza illimitata esistenti oltre l’allucinazione di scarsità prevalente nella realtà convenzionale.

 

Energia e potere

Il nostro autentico coraggio è la forza di essere veramente noi stessi, di conoscere ciò che sentiamo davvero e di dire chi siamo realmente. Questa può essere una prospettiva spaventosa perché riconoscere chi siamo realmente significa che dobbiamo prima darci il permesso di entrare nelle nostre più profonde ferite, e di essere consapevoli della tensione di quegli spazi, in modo che la guarigione abbia inizio. La nostra vulnerabilità diventa così la nostra forza.

Il falso coraggio – che appare o vuole essere forte a tutti i costi, che si prende sempre cura  degli altri e li protegge dal dolore o dalla verità – non è vero coraggio. Il suo costo sono la rabbia e il falso orgoglio, l’inganno, la finzione e la mancanza di vera fiducia. Noi crediamo di diventare forti quando rafforziamo le nostre difese, ma in questo caso il muro che ci protegge  diventa la paura e la negazione. Non c’è alcun potere autentico in questo tipo di  difesa. E’ una falsa guerra e la sua offesa più grande consiste nel bloccare la nostra abilità di esprimerci e guarire. Guarire significa riconoscere e trasformare la vergogna per ciò che abbiamo o non abbiamo fatto.[8]

Nell’astrosciamanesimo e in ogni percorso di crescita spirituale lo sviluppo del potere individuale rappresenta uno tra gli insegnamenti fondamentali. La parola potere è spesso causa di numerosi fraintendimenti poiché nel corso della storia umana, sia collettiva che personale, è stata asservita a motivazioni legate all’ego o ad Intenti privi di collegamento con la Funzione. Nella mia accezione, il potere non ha nulla a che vedere con l’autorità od il controllo sugli altri. Esso indica semplicemente la quantità di energia vitale disponibile ed il modo in cui essa viene impiegata.

Per intraprendere con determinazione e concretezza un percorso di crescita e consapevolezza spirituale è necessario disporre, amministrare e generare potere. Ciò significa non solo essere dotati di energia (cosa che in genere è un dato di fatto comune a chiunque sia in vita), ma anche essere in grado di impiegarla coerentemente, di non disperderla in situazioni estranee all’Intento, di recuperarla quando se ne ha bisogno e di svilupparne in dosi aggiuntive allorché si è chiamati ad operare processi di guarigione su sé stessi e gli altri. Alcune tradizioni sciamaniche insegnano che il potere personale di un individuo è dato da cinque fattori principali:

1) L’energia dei suoi antenati e l’eredità genetica.

2) La quantità di energia, passione o amore sviluppata dai suoi genitori durante l’atto sessuale che ha portato al concepimento.

3) La qualità e il tipo di energia presenti nell’universo, sulla Terra, nella società, nel gruppo o nella sua famiglia al momento della nascita.

4) Il modo in cui questa energia è stata impiegata e trasformata dal momento della sua nascita.

5) Il modo in cui questa energia è trasformata ed impiegata ora.

Sui primi tre fattori non è possibile intervenire, a meno che non si acquisisca la capacità cosciente di viaggiare nella dimensione temporale, in quanto si tratta, come nel caso della carta natale astrologica, di dati che esprimono caratteristiche prestabilite. Con essi l’individuo in questione rimarrà sempre in rapporto, a diversi livelli di evoluzione, per tutta la durata della vita fisica. Gli ultimi due fattori si basano invece sull’Intento e sul suo eventuale collegamento con la Funzione. Essi riguardano il modo in cui ho impiegato l’energia dal momento della nascita e come continuo ad usarla nel presente. Sono i soli fattori su cui ho effettivo potere e fortunatamente si tratta dei fattori più importanti. Io non sono vittima dei miei genitori o delle posizioni dei pianeti al momento della nascita.

La maggior parte delle persone tende a pensare che gli eventi della vita sono al di fuori del loro controllo solo perché si lascia ingannare dal fatto che gli effetti accadono nel mondo esterno, e quindi al di fuori di loro. I sociologi chiamano questo tipo di attitudine verso la vita: external locus of control (luogo esterno di controllo). E’ un modo di vivere che crea solitamente squilibrio, passività, frustrazione, insicurezza, impotenza e malessere. Quelle persone che invece hanno un internal locus of control (luogo interno di controllo), ovvero coloro che considerano gli eventi esterni come frutto di un’emanazione interna, sono più creative, felici, sicure di sé, fiduciose e capaci di realizzare i loro obiettivi.

Durante il Primo Livello del Corso vengono esplorati ed impiegati metodi atti a preservare e amministrare il potere di cui già disponiamo e a svilupparne in dosi ulteriori attraverso l’unione tra Intento e Funzione. Nell’astrosciamanesimo parto dal presupposto di base che la realtà ordinaria è il riflesso del mondo interiore e di altre realtà cosiddette non ordinarie. E’ soprattutto in questi spazi che sono chiamato ad agire per combattere le mie battaglie ed intraprendere autentiche imprese eroiche.

Il vero coraggio del Settore 1 è il coraggio di guardarmi dentro e di affrontare a viso aperto i miei mostri interiori, non quello di mendicare attenzione all’esterno attraverso l’esibizione del potere. Gli avversari ed i nemici che mi appaiono nella vita quotidiana sono solo il riflesso dei miei Demoni interni. Per quanto li combatta e distrugga, essi non cesseranno mai di tormentarmi fin tanto che non accetto di affrontarli direttamente e di vedere l’effettiva realtà della loro natura.

Nell’espressione più pura del Settore 1 non c’è spazio per gli antagonismi e non è possibile essere in due, né in tre o quattro, ecc. Posso essere solo uno. Tutto quello che appare come qualcosa di esterno a me stesso, ha quindi ad essere incorporato nella mia unità. Nel lavoro sciamanico sul Settore 1 l’obiettivo è quello di raggiungere questa unità a tutti i costi, anche spietatamente e senza esclusione di colpi. Tale situazione è sovente esemplificata in confronti rituali di guerra e lotta in cui esistono solo due possibilità: quella di vincere o perdere, di vivere o morire. Qualunque cosa accada, al termine di tali rituali bellici (simulati energeticamente) solo un individuo ha a rimanere. Chi vince incorpora dentro di sé l’avversario e diventa un tutt’uno con lui. Ai fini pratici poco importa chi vince o perisce: ciò che conta è che al termine il due sia diventato uno.

 

La ricerca della visione

La ricerca della visione (Vision Quest) è un periodo coraggioso e solitario di meditazione, preghiera e rinuncia, allo scopo di incontrare uno Spirito Guida e ottenere una visione di guarigione o una medicina per sé stessi e gli altri (intesi come parti di sé stessi). Si tratta di un lavoro molto intenso che consente di creare un collegamento con le radici della Terra e di trovare o ridefinire, a tutti i costi, il proprio vero Intento. In genere viene praticata in un luogo selvaggio (un bosco, una montagna, un deserto, ecc.), dormendo all’aperto,  digiunando e rimanendo soli per la durata di due o anche molti più giorni.

“Sul piano mitico, una ricerca della visione è un viaggio eroico, un cimento simbolico di prove apparentemente insormontabili che ha luogo in una regione sacramentale di potere naturale cosicché possiamo renderci conto che siamo molto di più di ciò che le nostre credenze limitate ci hanno fatto credere…. Sul piano fisico, la ricerca della visione è un esercizio di sopravvivenza, (in cui) l’individuo vive in uno stato sensibilizzato di consapevolezza corporea e sente la connessione con gli elementi e le cose viventi del mondo naturale. Stati fisici di debolezza e vuoto … provocano emozioni e paure … (e) il corpo risponde alla sfida fornendo all’individuo fonti inaspettate di forza e vitalità. A livello transpersonale, ricerchiamo la visione per trovare la conoscenza del Sé. Questa conoscenza è arricchita dalla saggezza dell’inconscio collettivo ed è la base per il riconoscimento della nostra posizione fisica e spirituale su Grande Madre Terra. La percezione del nostro vero posto nella natura non è tuttavia possibile se non muoviamo i primi passi esitanti per andare oltre i margini della nostra esperienza. La ricerca della visione fornisce un mezzo antico e sperimentato per intraprendere questi primi passi”.[9]

Uno degli aspetti di base del Primo Livello di Astrosciamanesimo si fonda sulla definizione del proprio Intento attraverso la visitazione di ciascun Settore e Mondo del Sacro Cerchio. Per poter affrontare una ricerca della visione tale definizione è indispensabile. E’ necessario che sia sicuro riguardo ciò che sto cercando poiché in caso contrario non mi sarà possibile riconoscerlo quando lo incontro e correrò quindi il rischio di essere depistato. L’Intento non deve essere comprensibile o significativo per gli altri: ciò che conta è che lo sia per me. In una ricerca della visione opero da solo e in condizioni piuttosto dure: se la mia motivazione è debole e se mi faccio facilmente dissuadere dalle situazioni esterne o tendo ad agire per compiacere gli altri, è probabile che non sono ancora pronto per questo tipo di lavoro. Da notare inoltre che, onde procedere lungo il sentiero sciamanico, non è indispensabile fare uso di questa pratica così come viene descritta di seguito.

A seconda delle tradizioni e dei lignaggi di ciascun individuo le caratteristiche tecniche e il contenuto delle esperienze possono variare enormemente. Per evidenziare l’apertura e la volontà di eliminare ogni tipo di barriera alcune tradizioni invitano a restare completamente nudi e a dormire all’aperto senza alcun riparo, ad eccezione di quelli forniti sul posto dalla natura. Nel mondo contemporaneo, a causa delle leggi e delle mentalità prevalenti, è difficile trovare luoghi in cui mi posso permettere di girare indisturbato in tale stato. Data la sacralità del lavoro, è preferibile rinunciare ad atteggiamenti che possono essere fonte di provocazioni spiacevoli sul piano politico e sociale. Ciò che conta è sempre l’Intento dell’azione: gli aspetti coreografici e rituali sono di grande utilità nella misura in cui non creano seri problemi per me stesso e gli altri.

La ricerca della visione, grazie al contributo di diversi ricercatori, è ritornata ad essere una pratica piuttosto diffusa nell’ambito della spiritualità contemporanea. In genere questo lavoro si sviluppa in quattro stadi. Il primo è quello della separazione e consiste nel lasciare andare ogni legame energetico con la vita convenzionale: lavoro, relazioni, famiglia, amici, casa, abitudini, ecc. E’ un’operazione che richiede un lungo e graduale lavoro di preparazione (preferibilmente almeno sei mesi). Durante questo periodo, e soprattutto in quello immediatamente precedente all’inizio della vision quest, mi confronto spesso con situazioni di crisi e conflitto che hanno la funzione di servire da fertilizzante per la visione. Questo processo si accentua durante il primo o secondo giorno di ricerca allorché inizio a sconvolgere e a rallentare le modalità dei miei automatismi e ritmi consueti. Seguono alcuni commenti esperienziali:

“I primi due giorni sono i più terribili. Mi sono impegnato a restare fermo nello spazio del Sacro Cerchio. Nessuna possibilità di distrarmi facendo escursioni o passeggiate nella natura, nessuno a cui parlare. Senza diario, libri, televisione, giornali, cibo, sigarette, bevande o qualsiasi altro aggeggio con cui trastullarmi. Solo il mio corpo ed un ambiente che diventa sempre più ostile. Ma questo è nulla ed in qualche modo era prevedibile, poiché faceva parte della sfida che avevo deciso di intraprendere. Il peggio è che non c’è neanche la mia Guida, né mi arrivano visioni estatiche o apparizioni di esseri angelici, o di chissà quale Spirito che viene a raccontarmi qual è la mia missione nel mondo. Non ci sono gli Animali di Potere, ma solo insetti repellenti e fastidiosi che nemmeno mi consentono di meditare in pace. Essi si nascondono molto bene e poi pizzicano improvvisamente senza alcun preavviso. Comincio ad avere paura di non farcela. E quando giunge la notte, la paura si trasforma in panico e terrore. Ogni piccolo rumore sembra un annuncio di tortura o morte sicura. Sono venuto qui per ricevere una visione spirituale e invece tutto quello che riesco a pensare è solo se ce la farò a sopravvivere fino al mattino! La cosa mi butta ancora più giù. Questa situazione va avanti ancora durante il giorno seguente con picchi di noia atroce e stati di disperazione senza pari. Non c’è più alcuna traccia dei miei grandi ideali e ogni  possibilità di fuga si sbriciola all’istante. Tra vomiti e imprecazioni, continua così fino al momento dell’incontro con la soglia”.

La soglia è l’iniziazione vera e propria. Dopo aver liberato le tossine e  incontrato i Demoni più terribili del Sacro Cerchio, sono giunto ormai allo stremo delle forze. Ecco che arrivo ad un punto di non ritorno. Ora, se riesco ad andare oltre le limitazioni e a persistere nell’Intento, sono pronto per ricevere la visione. “E’ indicibile ciò che succede in quel momento.” prosegue il racconto dell’esperienza, “Arrivato al massimo livello di oscurità e miseria, ecco che proprio non posso andare oltre. Ho da fare una scelta: morire o continuare a vivere, ma non certo come prima. Mi era capitato alcune volte di avere un’idea di tale stato nei miei viaggi sciamanici, ma ora invece ci sono proprio in mezzo con tutto il mio corpo fisico. Non c’è più la mente che mi contesta dicendo che è frutto della mia immaginazione o suggestione. Ci sono totalmente e non posso nemmeno raccontarlo a qualcuno perché sono da solo. Inoltre non posso neanche aprire gli occhi e ritornare alla realtà ordinaria, perché questo non è un viaggio sciamanico! È la realtà della mia vita ora! Questa constatazione mi fa rabbrividire e allo stesso tempo provoca in me un senso di benessere del tutto inopportuno, data la gravità della situazione. La cosa mi sconcerta, ma pure stranamente mi dà sollievo. Un eco di voce rimbomba dentro di me e sembra gridare: ‘sei proprio sicuro di non potere aprire gli occhi?’. Esausto, mi abbandono disteso sul terreno. Sento la mia disperazione, ma ora vedo che c’è qualcosa oltre il suo confine. Ed è proprio oltrepassando questo confine che accade il miracolo. All’improvviso tutto cambia e sembra una gran burla. Ho solamente aperto gli occhi, anche se mi sembra di averli aperti da un altro lato. Gli insetti che mi tormentano e disgustano, adesso vengono a cantarmi delle canzoni e a massaggiarmi il corpo. E sono belli, affascinanti, luminosi e perfino erotici. Saltano fuori degli scoiattoli e altri animaletti, mai visti, che mi salgono sulle spalle e mi accarezzano con le zampine. Alcuni di loro si mettono a fissarmi a corta distanza e giocano a nascondino oppure mi portano del cibo. Un gruppo di marmotte, e questo è troppo, mi racconta delle storielle divertenti e si presenta uno per uno cominciando con i nonni e terminando con i pronipoti. Per non parlare poi degli alberi e di quello che cominciano a dirmi….”

Questa testimonianza è ovviamente solo un esempio. Tuttavia, sebbene l’intensità e le modalità di sviluppo variano enormemente, in genere, dopo una prima fase di catarsi, i ricercatori si aprono ad un’esperienza fuori dall’ordinario attraverso cui procede una rivelazione o visione. Poiché il ricercatore è ora aperto e vulnerabile, tale esperienza è in grado di apportare una trasformazione radicale e lasciare un segno permanente di guarigione nel suo sistema. In quel momento l’allucinazione dell’ego si dissolve e la medicina può operare con tutto il suo potere. Spesso è possibile avere un incontro decisivo con lo Spirito Guida e ricevere risposte chiare ai quesiti rivolti. Una volta ottenuta la visione, nel terzo stadio (trasformazione o incorporamento), questa viene resa consapevole e integrata nella vita ordinaria. È una fase molto ardua in quanto si tratta di incorporare l’essenza dei doni e delle lezioni ricevute. Mi trovo dinanzi alla scelta cruciale di accettare la visione o meno, di seguire il sentiero indicato o di rimandare ancora. Il ricercatore può fare chiarezza sul da farsi e, nel caso di incertezza, decidere di aspettare per ricevere ulteriori segnali.

Nell’ultimo stadio (riunione) lascio il luogo in cui mi sono isolato e mi ritrovo in gruppo per celebrare cerimonie di purificazione e condivisione. Via via mi preparo a compiere l’operazione principale: quella del ritorno alla vita quotidiana e dell’impiego del contenuto della visione. In una ricerca della visione non vi sono successi o fallimenti, né possibilità di valutazione esterne riguardo alla qualità del lavoro svolto. Poco importa se ho avuto visioni od incontri con Guide e similari. Ciò che conta è essermi aperto alla sfida di un’esperienza di totalità ed essere disposto ad accettarne le lezioni. Per quanto ne sia consapevole o meno, e sia che accadano episodi clamorosi o insignificanti, durante una vision quest, ogni partecipante riceve sempre un grande insegnamento. Lo Spirito comunica a tutti senza discriminazione e le sue parole, prima o poi, diventano chiare.

 

Rapporti astrosciamanici

Per favore, sii consapevole che è preferibile leggere i seguenti rapporti dopo che hai intrapreso almeno una tua propria esplorazione del Settore 1.

1) Questa comunicazione, ricevuta nel momento di passaggio della Luna dal segno dei Pesci a quello dell’Ariete, emana da Kahe Pah, Spirito del Settore 1, ed è stata tradotta approssimativamente come segue: “Con il Settore 12 hai la visione d’insieme e senti la disponibilità eterna dell’Amore. Con il Settore 1 accetti la finzione della separazione, fondata sulla fiducia di quanto esperito nel Settore 12, e parti per la tua strada. Lascia che al Settore 12 segua il Settore 1. Il collegamento tra il Settore 12 e il Settore 1 costituisce il lavoro di base, poiché è proprio in questo punto che la separazione è più netta perché il Sacro Cerchio giunge al suo punto apparente di interruzione. Qui esiste la frattura maggiore…. Nel Settore 1 vige solo l’azione, non vi sono concetti e non c’è tempo per pensare. Si va avanti e non si aspetta nessuno. Ciò che conta è andare in una direzione, trovare il bersaglio e colpire. La paura è bandita, si va e si prende. Occorre grande coraggio per inoltrarsi lungo questo sentiero: il coraggio di andare per la propria strada, di svolgere il proprio lavoro e di ottenere a tutti i costi il supporto attraverso la spontanea esibizione di audacia, motivazione e intraprendenza. Nel Settore 1 ti focalizzi totalmente sull’Intento e senti che ogni componente cellulare si dirige automaticamente verso di esso. In questo processo hai una fiducia scontata. Il senso di sopravvivenza è essenziale: la consapevolezza immanente del Settore 12 diventa qui un bagliore istantaneo dal quale ricevere una dose immediata di energia per procedere in una situazione di totale emergenza. Nel Settore 1 ti prendi la responsabilità totale per la tua visione e sei determinato a portarla avanti con estremo vigore. Qui non esiste alcun riguardo per gli ‘altri’ e l’interesse è rivolto unicamente alla propria relazione con lo Spirito. Gli <altri> meritano di essere considerati solo se dimostrano di possedere il coraggio eroico di passare attraverso le prove di fuoco del Settore 1: quelle della lotta all’ultimo sangue tra Guerrieri”.

2) In questo viaggio nel territorio del Settore 1, la zona di accesso appare come una lunga strada di un grande deserto. Essa mi conduce ad un passo formato da due grandi corni. Quel punto costituisce l’ingresso al Settore 1. Le condizioni atmosferiche sono estremamente dure ed occorre muoversi con vigore trovando la massima motivazione possibile nell’Intento. Un Uccello Predatorio atterra allorché giungo in prossimità del punto d’ingresso. Egli mi impedisce l’entrata. Comprendo subito che solamente dopo la lotta e l’uccisione dell’Uccello, sarà possibile varcare la soglia del Settore 1. Memore delle parole dello Spirito del Settore 1, avverto che qui pare non ha proprio più senso procedere attraverso la compassione, l’amore ed il senso di fusione con l’altro tipico del Settore 12. Per quanto inaccettabile per l’etica convenzionale, qui si è protagonisti di un altro tipo di fusione, apparentemente crudele e spietata, che si attua attraverso la soppressione dell’altro. L’altro, una volta sacrificato, non esiste quindi più, o meglio, l’altro continuerà sacralmente ad esistere nel soppressore stesso. E’ un’unione fondata sull’aggressione e sul sacrificio. Dopo una breve lotta, sopprimo l’Uccello e riverso il suo sangue sul mio corpo. Poco dopo, appena varcato l’ingresso, incontro un Guerriero con una grande spada, scudo ed elmetto con corna. Anche qui si tratta di uccidere: uno dei due deve avere la meglio. Dopo aver abbattuto il Guerriero, arrivo al Forte in cui dimora lo Spirito del Settore 1, emanazione di Marte. Cerco di aprire la porta del Forte, ma non ci riesco, ed allora inizio a sfondarla. Il mio pugno irrompe attraverso il portone. Mi apro un varco e mi trovo di fronte i Guardiani del Forte. Con essi scateno una lotta sanguinaria. Armato di una Medicina, ricevuta precedentemente dalla Guida, combatto contro ognuno di loro e li sconfiggo. Il Forte per qualche istante sembra privo di vita ora. Poi, all’improvviso, vengo assalito da Guardiani invisibili e nuovamente si scatenano lotte furibonde, anche se più sottili. Alla fine, rimango di nuovo solo. Temendo la possibilità di un nuovo attacco, grido, in aperta sfida, a chiunque sia rimasto, di farsi avanti. Urlando, affermo che ne ho abbastanza, che voglio farla finita con le azioni ripetitive e che sono pronto a dare inizio ad un nuovo ciclo. Sono pronto a dimostrare ancora la mia volontà di procedere ad ogni costo lungo il mio sentiero. Chiedo allo Spirito del Settore 1 di essere messo alla prova ora. In quel preciso momento, nella realtà ordinaria, suona il telefono e sento, dal messaggio che comincio ad udire nella segreteria telefonica, che si tratta di A.[15] Mi viene l’immediata tentazione di andare a rispondere e a stento riesco a trattenermi da qualcosa di tenace e potente che sembra sospingermi a interrompere il viaggio interiore. Mi rendo conto che è questa la prova e rifiuto di cedere. Dopo aver chiesto alla Guida e allo Spirito del Settore 1 garanzie affinché tale mio atto non abbia alcuna influenza sulla realtà effettiva di A. e che sia anzi inteso come espressione di amore, inizio ad affrontare la mia forma interiore di A. Inizia una lotta all’ultimo sangue, dopo la quale abbatto definitivamente quella forma interiore con lo Strumento di potere usato per uccidere i Guardiani. Ritorno quindi al viaggio con totalità, appagato dalla soppressione di ogni processo con A. La voce dello Spirito del Settore 1 mi possiede gridando: “Non c’è nulla al di fuori di me, tutto è dentro di me!”. Seguono poi canti di potere e guerra sacra. Dopo tutte queste lotte, mi fermo per un meritato riposo. La voce dello Spirito del Settore 1 ritorna e io mi metto in posizione di sfida nei suoi riguardi. Egli afferma: “Ci sei solo tu, nient’altro che tu con il tuo Intento e la tua Funzione. Nel Settore 1 sei da solo e ti occupi solo di te stesso, eliminando tutto ciò che è esterno, poiché in questo contesto non ha alcun diritto ad esistere”. Sembrano parole terribili, ma al termine del viaggio, seppur pieno di ferite sanguinanti, sento di aver riportato una grande vittoria nel mio percorso lungo il Sacro Cerchio.

3) In un successivo viaggio nel Settore 1, chiedo alla Guida: “Come posso portare chiarezza nel mio percorso di crescita spirituale e dove sto sbagliando?”. La Guida risponde prontamente: “Il tuo errore è quello di non prenderti cura di ciò che ti è stato assegnato, è il tuo insistere nell’occuparti di ciò che non è di tua competenza, la tua avidità nel volere tutto subito, senza rispetto per le forze e gli esseri che sono in gioco. Nessuno può permettersi di comportarsi così e quando tu entri in questo cerchio vizioso commetti una violazione, pagandone presto le conseguenze con stress, agitazione e situazioni che ti portano sempre più lontano dall’Intento. Data la peculiarità del tuo percorso i tuoi errori ti trascinano subito negli spazi terminali. Rimani ancorato alla semplicità dei compiti che ti sono assegnati. Segui l’essenza delle istruzioni ed evita di perderti: questo è l’errore più grande che tu puoi fare. Stai accumulando una grande quantità di informazioni, senza prenderti cura di esse, tanto che iniziano ad essere invase da parassiti ed erbacce di ogni risma. Ben lungi dal fare attenzione a ciò che accade, inizi a piantare altri semi ed a seguire altri sentieri ed infine ti ritrovi nel caos totale. Fai attenzione! Mantieniti saldo ai compiti primari e, quando ti arrivano informazioni accessorie, lasciale scorrere e non trattenerle, non essere avido. Occorre avere pazienza. Non puoi occuparti di tutto. Ora hai la responsabilità della tradizione che ti è stata affidata, prenditela totalmente e smettila di fare il bambino stupido. Alimenta il flusso costantemente: è questa la tua funzione. Ciò avviene attraverso l’azione chiara verso questo Intento. In qualunque situazione ti trovi, è tuo compito eseguire quanto ti è stato mostrato. Fai pure le tue libere ricerche, ma ricordati sempre dell’operatività di base. Chiedi quali forme di tale operatività puoi sviluppare, usa ogni strategia. Fai ciò in modo concreto, agendo ed evitando ogni disquisizione intellettuale. La chiarezza che ti giunge è quella dell’adesione totale ai tuoi compiti e dell’apertura a istruzioni vere. Non affrettarti ad avere subito la visione completa. Non è possibile e fin tanto che sei qui non accadrà mai. Confida di operare per aggiungere lavoro al lavoro. Cerca la chiarezza e non perderti. Non c’è un obiettivo da raggiungere in futuro. Lo puoi raggiungere solo in questo momento, quando adempi ai tuoi compiti con chiarezza. Ogni momento di operatività comporta il raggiungimento dell’obiettivo. Crea ordine nella tua casa ed elimina ciò che non serve. Preparati per situazioni di emergenza. Tieni a portata di mano gli oggetti essenziali e togli di mezzo ciò che confonde”. Dopo alcune ore sono stato colmato da un incredibile senso di chiarezza e benessere che ha continuato a rimanere con me per tutto il giorno. Chiarezza, chiarezza, chiarezza, è questo una delle benedizioni più grandi del Settore 1”.

4) Nel Settore 1, sei da solo e fai tabula rasa di tutto ciò che c’è e c’è stato. Rimani solo. Ciò ti consente di iniziare da zero e di creare ora in accordo con l’Intento connesso alla Funzione. Attraverso la spinta generata dall’identificazione con l’Intento si procede all’eliminazione sistematica di tutto ciò che è estraneo e non coerente. Questo processo avviene per mezzo dell’annientamento totale e la soppressione sacrificale di queste ultime componenti. Tutto è sacrificato e soppresso, per esser poi incorporato. Nel Settore 1 si smobilita la forza del Guerriero, il sistema di difesa ed attacco, il coraggio, l’iniziazione, la chiarezza totale riguardo l’Intento. La chiarezza richiesta in questo contesto è massima. Si tratta di una situazione di emergenza in cui la visione ha ad essere estremamente nitida e lucida. Nessuna dispersione o indecisione è ammessa. La forza è bruta ed istintiva. Il Guerriero del Settore 1 è il Guardiano della Soglia ed il primo baluardo difensivo. Le componenti di base del lavoro su Settore 1 riguardano la visitazione del materiale suddetto e lo stimolo della componente guerriera. Essa va asservita all’Intento. In genere il Guerriero non è riconosciuto o si trova ad essere manipolato da forze cosiddette antagoniste. Queste forze svolgono un ruolo di primo piano nel Settore 1. Il Guerriero è spesso incorporato in persone o situazioni esteriori con cui ci si trova in aperto o velato conflitto. Si tratta qui di affrontare direttamente queste figure nella loro forma interiore e di sopprimerle. Il primo passo è quindi quello di lasciare perdere le ombre delle figure esterne ed affrontare l’avversario interno per diventare lui stesso. Non vi sono possibilità di compromesso. Esistono solo due soluzioni nel Settore 1: sopprimere o essere soppressi. Il rischio è totale. Anche coloro che non si trovano in uno stato di apparente avversità vengono, in questa fase di eliminazione totale, soppressi. Non importa quanto amorevole sia il rapporto con essi, nella prima fase del lavoro sul Settore 1 si ha a rimanere soli. Ogni componente esterna va incorporata e riportata aggressivamente verso l’Intento. Il secondo passo ci permette di dimorare nella landa devastata dalla nostra guerra ed in cui ci troviamo ora ad essere soli. Qui possiamo percepire il nostro potere e la nostra radicale responsabilità nell’intraprendere un corso nuovo. Qui noi iniziamo un nuovo processo e diventiamo i capostipiti di una nuova razza. Con il terzo passo la nostra storia individuale si ricongiunge con quella collettiva e mitica. Si evidenzia lo scopo strategico delle precedenti fasi e si procede all’aggancio con l’epica universale. Ci prepariamo a prendere parte ad una nuova battaglia in cui siamo parte integrante di un esercito tribale da cui esalano le nostre tradizioni d’origine più sacre. In questo contesto recuperiamo il nostro senso di appartenenza e ripetiamo il processo del primo passo non più da soli, ma insieme alle forze e agli alleati dell’universo. L’incorporamento degli avversari avviene a livello collettivo fino al punto in cui in tutti e nel tutto si ritrova la propria totale identificazione. La storia e la lotta individuale si ricongiunge a quella mitica dell’universo, così come l’Intento si collega alla Funzione.

 

sartem1SARTEM: Testa di Marte raffigurata sul marchio ed etichetta delle Confezioni Sartem, la bottega artigiana di alta moda dei miei genitori. Quella testa era incisa originariamente sulla pietra di ematite nera dell’anello di fidanzamento regalata da mia madre, Marisa (sole in Bilancia), a mio padre, Nunzio (sole in Ariete). Mio padre, ispirato dall’immagine, decise di impiegarla come marchio della loro ditta. I miei genitori erano incessanti lavoratori e, a parte le pause per i pasti e per dormire, passavano le loro giornate nel laboratorio, che era tra l’altro all’interno stesso della nostra casa. Di conseguenza il laboratorio è il luogo in cui passai buona parte della mia infanzia, circondato da stoffe, pelli di camoscio, velluti ed etichette marziane. Sono assai grato a Marisa e Nunzio per quei primi anni, così come per quelli successivi. Essi mi permisero di vivere esperienze sciamaniche di importanza decisiva per il mio percorso in un contesto pieno di amore e devozione.
In queste righe Sabina descrive la sua esperienza nel Settore 1 durante il Corso Operativo di Astrosciamanesimo tenuto a Roma nel 1996:

Marte: Il Signore in Rosso. Mi perdonerà mai per averlo così sottovalutato? Durante il primo incontro con Marte ho provato un senso di blocco, di durezza. Non riuscivo a muovere un passo e non ho fatto altro, posso ben dirlo adesso, che ricacciare dentro di me una furia rabbiosa che, invece avrebbe voluto esplodere in tutta la sua devastante dirompenza. La sua energia si esprimeva in me con una tale violenza che per forza dovevo inibirne le manifestazioni esteriori. Ballare non mi bastava, avrei distrutto tutto intorno a me. Dunque, ancora una volta, non avevo capito niente. Durante l’incontro non ero riuscita ad approfittare della grande occasione che mi era stata offerta. Non ero riuscita ad incanalare l’energia di Marte nelle modalità che mi erano state indicate, con tanta pazienza, dal conduttore. Avevo ricacciato il Signore della guerra dentro di me. L’avevo sottovalutato. Fu grave errore. La sera del ventiquattro dicembre, una settimana dopo l’incontro, ebbi una discussione terribile con mio padre. Ero una pentola a pressione, la tensione aumentava giorno dopo giorno e l’esplosione della mia rabbia avvenne nel momento meno opportuno, naturalmente. I motivi del mio furore erano assolutamente futili, ma dopo aver lasciato scorrere quel fiume d’ira, mi sentii libera, chiesi scusa (non lo avevo fatto mai prima d’allora) e tutto andò a posto come mai lo era stato prima. Marte si era vendicato, ma da quel male ne nacque un gran bene poiché dopo quella sfuriata mi prese un senso di leggerezza che non avevo mai provato prima. Avevo perso un’occasione, però, non ero riuscita a piegare tutta quell’energia al mio favore. Durante l’incontro infatti, avevo paura di muovermi, in poche parole mi vergognavo, non riuscivo a lasciarmi andare. La presenza delle mie due (ora carissime) compagne di Corso mi infastidiva. Loro ballavano, erano coinvolte, io invece, mi sentivo come un blocco di pietra. Il mio corpo non voleva saperne di muoversi e provavo tanto disagio e insicurezza. Non ho avuto visioni durante quell’incontro, ero troppo presa dalla mia pesantezza e dalla mia immobilità. In un momento capii che l’esperienza di quel Corso mi avrebbe portato a conoscere di me stessa aspetti per lo più spiacevoli. Ciò che mi faceva tanto piacere, invece, era la certezza che, finalmente, avrei potuto riflettere sulle mie apparenti mancanze caratteriali e psicologiche guardandole da un punto di vista diverso e insolito.

6) Dopo una mattinata passata al computer, in uno stato di sfinimento, decido di andare a letto, anche se sarei tentato a mangiare o ad annaspare inconcludente per la casa. Sento che ciò che scrivo e dico si ripercuote su di me per cercare conferme attraverso modalità difficilmente identificabili. Andando a letto ho sentito che stavo per essere avvolto da un processo di intorpidimento ed ho sentito la necessità di invertirlo. Mi sono quindi alzato per prendere il registratore (con cui documento i miei viaggi interiori) intendendo con questo gesto significare la mia volontà a proseguire il rapporto con le Guide. Per quanto insignificante, questo gesto ha assunto componenti mitiche. Io stesso ho scelto di vederlo come un mito, ricordandomi che l’inconscio non distingue rispetto la consistenza delle azioni, ma in base a come esse vengono esperite. Rifletto su quanto tendo a dimenticarmi delle tecniche che sono più pratiche, semplici ed efficaci. Intendo ancorarmi a queste pratiche. Procedo ad inviare i materiali di scarto attraverso la Medicina donatami dalle Guide. Di nuovo appare evidente la facilità con cui la mente tende ad occultare il ricordo di queste semplici pratiche, disponibili nell’immediato, e a ricercare invece soluzioni complicate e differite nel tempo. Le stesse pratiche che io promuovo, di cui scrivo, che applico nei Corsi, tendono ad essere dimenticate. Il mio prendere il registratore diventa quindi un grande atto mitico. Ciò perché avrei potuto non farlo. Quando, dopo aver preso il registratore, mi sono seduto sul letto, ho avvertito una qualità nuova di energia. Nonostante l’opposizione della mente, le sensazioni fisiche di disagio e la fame indotta psichicamente, ho sentito una forte presenza di energia di luce accanto a me. Addormentandomi ho avuto una delle esperienze più significative di contatto con la Guida: all’interno di una chiesa, siedo e giocherello sul banco. Entra una donna incappucciata, preceduta da un tintinnio di campane, che mi invita a fare silenzio. Le persone che sono con me decidono di uscire ed io sto quasi per andarmene con loro. Poi mi rendo conto di essere oggetto di un depistaggio e decido di rimanere un po’. Sono attratto da questa specie di suora di clausura. Il suo volto è coperto. Anzi non ha proprio alcun volto. Il suo cappuccio è appoggiato su una testa che non c’è. La consapevolezza di questo particolare coincide con il mio risveglio. Mi ritrovo sul letto della mia stanza, di cui posso toccare le lenzuola e vedere ogni dettaglio. Allo stesso tempo mi sembra di continuare ad essere nel sogno, o meglio, la situazione e le immagini del sogno coesistono contemporaneamente alla mia presenza nella stanza. Inizio a sentire una forte energia nel corpo ed un flusso di luce che mi prende alla testa. Uno spiraglio si apre al mio interno. Odo una voce che mi chiama e che inizia a comunicare con me. Una voce che arriva distinta e netta, così come la figura della sua presenza reale. La prima parola che dice è il mio cognome . Sento che si sta rivolgendo direttamente a me e che è proprio come una figura in carne ed ossa. Provo uno stupore ed una paura estrema. Ho a che fare con uno spirito femminile. Da lei mi arrivano altri messaggi significativi e altri ancora (la maggior parte) che dimentico o non riesco a comprendere. Capisco invece di avere a che fare con una presenza reale e la cosa mi sconvolge perché, pur credendo che ciò fosse possibile, da tempi immemorabili non mi accadeva. Da un lato sono terrorizzato, dall’altro provo una meraviglia ed una gioia indicibile. Sento poi che la paura sta cercando di chiudere il varco di comunicazione. Con ogni sforzo provo a mantenere l’apertura di questo canale ma via via esso si estingue e la figura scompare. Mi rendo conto che il suo mantenimento richiede una qualità di dosaggio che sta tra lo sforzo ed il lasciare andare. Avverto il conflitto tra la Via del Guerriero e quella dell’Avventuriero. Sento quanto per me sia poco adatto un percorso di guerra, poiché noto che le esperienze più significative emanano sempre da un contesto di accettazione e non di lotta. Allo stesso tempo mi rendo conto che una certa dose di sforzo è necessaria. Sono felice dei risultati ottenuti oggi. Essi sono giunti dopo una rottura di schemi. Ho infatti fatto qualcosa che era contrario alle procedure rituali di base. Da un lato si è aperto il baratro del senso di colpa, dall’altro la vetta della luce dell’accettazione e del perdono. Facendo lo sforzo di seguire quest’ultimo, mi sono abbandonato alla visione.

 

Sono grato per il supporto ricevuto dallo Spirito del Settore 1 e da esso riconoscente mi congedo. Oh Spirito Cerchio, Spirito Guida, Grande Forza di Amore ed Estasi Che Si Muove Per Ogni Dove, grazie per avermi donato protezione. Io libero le sette Direzioni e i 12 Settori. Io onoro la loro natura divina e proclamo l’asservimento al Piano di Salvezza e all’Intento connesso alla Funzione. Kahesha Opa!

 

NOTE:

[1] Bruno Cerchio, Simbologia astrologica, Ed. Mediterranee, p. 75.
[2] Roberto Sicuteri, Astrologia e mito: simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo, Astrolabio, p. 30.
[3] André Barbault, in Dizionario dei simboli, Rizzoli, p. 101.
[4] Per informazioni sui pianeti governatori vedi Franco Santoro, Astroshamanism Book One: A Journey into the Inner Universe, Findhorn Press, 2003, pp. 163-165.
[5] Carlos Castaneda, The Wheel of Time, Penguin, 1998, p. 155.
[6] “Nell’inconscio di ogni uomo si nasconde una personalità femminile, e in quello di ogni donna una personalità maschile” (C.G.Jung, The Archetypes and the Collective Unconscious, p. 284). All’aspetto femminile di un uomo Jung diede il nome di anima e per l’aspetto maschile di una donna egli impiegò il termine animus.
[7] Carlos Castaneda, A scuola dallo stregone: una via yaqui alla conoscenza, Ed. Astrolabio, pp. 163-164.
[8] Mattie Davis-Wolfe; David Thomson, “Roots – Lesson #4”, p. 9, in Walking the Sacred Wheel: Second Year’s Journey of Initiation Around the Sacred Wheel, Sacred Circles Institute, 1995.
[9] Steven Foster & Meredith Little, The Sacred Mountain, citato in Mattie Davis-Wolfe; David Thomson, “Budding of the Trees Moon”, p. 14, in Walking the Sacred Wheel: A Year’s Journey of Initiation Around the Sacred Wheel, Sacred Circles Institute, 1995.
[10]Il termine chacmool  si riferisce ad alcune figure umane monumentali di basalto situate in Messico nelle piramidi di Tula e dello Yucatan. Esse vengono considerate come i guardiani delle piramidi intese come luoghi di potere. La loro funzione è quella di proteggere gli uomini di conoscenza, le loro case, ed i luoghi dove si pratica il lavoro sul sogno. Nell’ambito del sistema di don Juan, ereditato da Carlos Castaneda, il ruolo di chacmool  è stato affidato a tre donne: Kylie Lundahl, Renata Murez e Nyei Murez. Esse hanno impiegato sette anni per integrare i passi magici in un sistema adatto all’uomo contemporaneo.
[11] I passi di Tensegrità  sono illustrati in Carlos Castaneda, Tensegrità, Rizzoli, e da una serie di video distribuiti dalle Edizioni Il Punto d’Incontro.
[12] Osho, Il libro arancione: tecniche di meditazione, Ed. Mediterranee, p. 35.
[13] Osho, op. cit., pp. 34-35.
[14] Il concetto di “fino alla settima generazione” era un principio guida di molte antiche culture tribali in America. Prima di prendere importanti decisioni si considerava quali sarebbero state le conseguenze di quelle decisioni sui nipoti fino alla settima generazione e se esse sarebbero state benefiche. Le azioni erano valutate in base ai loro effetti sulle future generazioni.
[15] Una persona allora oggetto di proiezioni di inquietudine e passione nella realtà ordinaria del ricercatore in questione.

 

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