Sulla cattività grahica

Epicamente lo scopo della terza dimensione, della nostra vita fisica, e della modalità C (ossia la nostra operatività sul piano fisico), è di creare rancori (Graha) onde energizzare la quarta, quinta e sesta dimensione, esemplificate dalle modalità B e A (il multidimensionale collettivo e individuale).

In termini epici, la terza dimensione CUA (Configuarzione Umana Arbitraria) è un’impresa multidimensionale finalizzata alla produzione di Graha mediante l’impiego di forza lavoro (Zruddha) in stato di cattività. La maggioranza del pacchetto azionistico di tale impresa è detenuto dall’Impero dei Graha Ilibisi.

Gli agenti handoriani PDB possono operare nel CUA a condizione che consentano alle risorse generate dalla loro attività di essere disponibili agli amministratori delegati dell’Impero dei Graha Ilibisi, ad eccezione di una piccola percentuale riservata al Provisional Order e PDB per coprire le spese di viaggio tra il CUA e la realtà multidimensionale.

Le risorse in questione sono i rancori.

Ne consegue che il rilascio dei rancori fa parte della funzionalità della nostra esistenza fisica, sia che siamo in condizione di schiavitù o sia che operiamo come agenti PDB.

Possiamo avere mille intenti diversi, la funzione è la stessa per tutti.

Se l’intento è consapevole solo in C, ossia se il nostro intento riguarda solo la dimensione della vita fisica, siamo in situazione totale di schiavitù.

L’intento in questo caso serve solo per attrarre rancori e rilasciarli. Questo perché nessun intento può essere effettivamente soddisfatto nella realtà fisica.

Niente nella realtà fisica rimane e tutto ha da essere rilasciato. Ecco perché a meno che non abbiamo un Intento multidimensionale, come A e B, non riusciremo mai a uscire dalla terza dimensione e saremo costantemente frustrati in qualunque cosa intendiamo.

Una sola cosa è certa, nella terza dimensione perderemo tutto ciò che abbiamo, senza alcuna eccezione, perché in effetti non lo abbiamo mai avuto, in quanto multidimensionalmente non esiste affatto.

Lo scopo della vita fisica è epicamente risvegliarsi dall’illusione della terza dimensione, lasciarla andare e iniziare a vivere nella realtà multidimensionale, che dimora in B e A.

Quando ci avvediamo veramente che non siamo effettivamente qui, che non lo siamo mai stati, cesseremo di dare tanta importanza alla vita di terza dimensione, e ci focalizzeremo completamente sulla nostra vera identità.

Saremo allora in grado di impiegare la piccola percentuale contrattualmente garantita al Provisional Order da parte dell’Impero dei Graha Ilibisi. Esiste un fondo di rancori per coprire le spese di viaggio. Si intende qui il viaggio verso la terra di origine, il risveglio, il passaggio dalla morte alla vita. Si tratta solo di imparare a usare questo fondo, ad impiegare i rancori per viaggiare e non per continuare a stare qui. Poiché abbiamo perso la memoria di dove andara, ecco che l’unico luogo possibile continua ad essere CUA.

Nella prospettiva multidimensionale noi siamo già morti, non esistiamo in CUA nella realtà fisica. In quarta dimensione, dove è possibile spostarsi su varie linee di tempo, l’identità che abbiamo come esseri umani è come la durata di un solo respiro nell’arco di un tempo infinito.

In quarta dimensione siamo già morti, e a meno che non vediamo la nostra vita fisica nella prospettiva della sua fine, non riusciremo mai a capire la quarta dimensione.

La nostra vita fisica è un’ologramma a bassa risoluzione della nostra identità di quarta dimensione.

Ogni crisi e rancore acuto che abbiamo nella vita fisica è un’occasione per risvegliarci e comprendere dove siamo veramente. L’occasione per dare all’Impero dei Graha Ilibisi quel che loro spetta, per poi usare la provvigione di rancori per alimentare il viaggio verso casa.

Ogni tentativo per superare la crisi e il rancore è solamente un breve sonnifero inteso a ritardare brevemente il risveglio.

Vi sarà un momento in cui i sonniferi non serviranno più a nulla, perché saremo forzati a risvegliarci. Tuttavia avremo l’opzione di continuare a dormire ancora, ritornando quindi nuovamente in terza dimensione.

Lo scopo della terza dimensione è generare rancori (Graha). E’ una miniera di rancori e gli esseri umani sono i suoi schiavi minatori I rancori sono diamanti, che hanno valore solo per chi è al di fuori della miniera. Dentro la miniera di rancori, i rancori non hanno alcun valore, perché ce ne sono da tutte le parti.

Poiché hanno valore fuori dalla miniera, la tentazione di trattenerli è forte. Tuttavia fin tanto che rimaniamo nella miniera, che siamo schiavi, non serviranno a nulla.

Come gruppo stiamo lavorando su A e B, laddove il C esemplifica la nostra attività di minatori.

Possiamo scegliere di dare meno attenzione al minatore che è in noi, e di identificarci sempre più con chi dimora fuori dalla miniera, colui che usa i diamanti. Nella miniera è così buio che manco vediamo i rancori, non li vediamo perché in effetti i rancori siamo noi, il rancore è lo stesso corpo di terza dimensione.

Se ci fate caso ogni rancore è creato dalla percezione del corpo fisico. Il rancore è separazione e il corpo fisico ci conferma costantemente che siamo separati. Non esiste quindi possibilità di unità fin tanto che usiamo solo il corpo fisico.

L’unico scopo del corpo fisico è di fungere come strumento pedagogico per facilitare il rilascio.

La realtà fisica è un sogno arbitrario del cui motivo abbiamo perso la memoria.

Un modo per recuperare la memoria del sogno, di come è partito e come uscirne, è quello di creare un sogno alternativo (B), di farne esperienza e viverlo pienamente. Questo ci permetterà di comprendere come è nato il sogno, perché siamo nel CUA e come possiamo uscirne.

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