Tocco Astrosciamanico e Pronto Soccorso Multidimensionale, Seminario Base (parte 4)

AstroshamanicHealing Touch e Pronto Soccorso Multidimensionale,
Seminario 1, parte 4, 14-15 gennaio 2012
(10.6), Sole in Capricorno, Luna in Vergine

Oggi è domenica, 15 gennaio 2012, il Sole è in Capricorno, la Luna in Bilancia, ossia siamo nel binario 10.7.

Il termine emergenza deriva dal latino emergĕre, composto dalla particella e (venir fuori) e il verbo mergĕre (tuffare, sommergere). Nel linguaggio comune questa parola ha due significati. Quello matrice, in relazione alla sua derivazione etimologica, indica l’atto concreto dell’emergere, l’affioramento, il venire alla luce di qualcosa precedentemente nascosto o ignorato. In botanica rappresenta l’azione di sviluppo della protuberanza del fusto, delle foglie e altri organi similari. Il significato secondario, improntato sul modello inglese del termine emergency, indica una situazione imprevista di grave pericolosità, una circostanza critica che richiede un pronto intervento o l’adozione di misure eccezionali.
La parola emergenza celebra il connubio di due percezioni distinte della realtà, che risultano generalmente inconciliabili, ossia una situazione di emergenza può essere auspicabile o deprecabile a seconda della percezione della realtà prevalente.
Per esempio, quando il rivestimento della larva si lacera, emerge la farfalla che, una volta dispiegate le ali, prende il volo. Nell’accezione matrice questo processo è una situazione di emergenza per la farfalla, nel senso che essa emerge, viene alla luce, così come lo è, nella seconda accezione, per la larva, la quale, come conseguenza dell’emergenza della farfalla, si trova in uno stato di emergenza, una circostanza critica che richiede un pronto intervento.

e là, sul monte cui temean le genti
per lampi e voci e per auguste larve,

alta una nera, ad esplorar gli eventi,
aquila apparve.
Da Al corbezzolo, di Giovanni Pascoli, (10.7.5) Sole in Capricorno, Luna in Bilancia, Asc. Leone.

La natura del pronto intervento in una situazione di emergenza cambia radicalmente in base alla percezione della realtà di chi compie l’intervento. Laddove in una realtà separata l’intervento è inteso a porre fine all’emergenza, in una realtà fondata sull’unità l’intervento è finalizzato a incoraggiarla.
Nel caso dell’esempio precedente, sebbene l’emergenza della farfalla implichi la fine della vita della larva, questa favorisce completamente il processo. In effetti la vita della larva è finalizzata alla realizzazione dell’emergenza.
Una volta che la larva si avvede dell’emergenza, essa cessa di nutrirsi e ricerca un sito sicuro ove ancorarsi. Soddisfatta tale condizione la larva si lacera e fuoriesce la crisalide, il secondo stadio di mutazione. In questo stadio la crisalide rimane immobile e, in seguito a notevoli modificazioni, si lacera nuovamente, favorendo il terzo stadio di trasformazione, con l’emergenza della farfalla.

La larva ben lungi dall’opporsi all’emergenza, la favorisce. Ma cosa potrebbe succedere nel caso in cui la larva considerasse questo processo di emergenza come un pericolo da evitare? Cosa accadrebbe se la larva avesse interesse solo a preservare la sua vita? Che accaddrebbe se fosse ignara dell’emergenza e della natura della farfalla?
La larva in questo caso farebbe di tutto per evitare l’emergenza della farfalla, che sarebbe considerata in effetti il nemico numero uno per la sicurezza della vita della larva stessa.
A tale riguardo non è necessario usare congiuntivi e condizionali, la cui natura indica il livello massimo di perversione delle lingue umane. Basta usare il presente, perché questo è quello che succede nella realtà umana.
La realtà umana, essendo separata, è una realtà di larve che vivono onde bloccare l’emergenza della crisalide e della farfalla. Una motivazione vana poiché il loro corpo, nonostante gli immani sforzi di preservarlo nello stato di larva, si trasforma inevitabilmente in crisalide e farfalla. Tuttavia poiché nella realtà separata umana tale processo non è compatibile, perché c’è spazio solo per le larve, l’unico modo per avvedersi della crisalide e della farfalla è di spostarsi oltre la percezione della terza dimensione, impiegare una prospettiva multidimensionale.
In uno scenario multidimensionale, la larva è la terza dimensione, la crisalide è la quarta dimensione e la farfalla è la quinta dimensione.
In una situazione di emergenza possiamo scegliere se adottare il punto di vista della larva inconsapevole e separata o della larva consapevole e multidimensionale.

E s’aprono i fiori notturni,

nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da Il gelsomino notturno di Giovanni Pascoli, (10.7.5)
Sole in Capricorno, Luna in Bilancia, Asc. Leone

La larva separata farà di tutto per ostacolare l’emergenza, ma ogni suo tentativo sarà vano in quanto la forza della crisalide e della farfalla è superiore a quella della larva. Quindi la larva inevitabilmente perisce. Tuttavia, poiché la larva separata nega qualunque altra realtà al di fuori di quella delle larve, dopo il trapasso essa perde coscienza dell’esistenza della crisalide e della farfalla. Poiché non può concepire altro che la condizione di larva, la sua consapevolezza ritorna in seguito probabilmente al livello di larva, laddove lo stato di crisalide e farfalla rimane nel suo inconscio.
In una situazione di emergenza possiamo scegliere di adottare il punto di vista della larva multidimensionale, la quale favorisce consapevolmente l’emergenza della crisalide e della farfalla. La larva multidimensionale esiste in vero simultaneamente alla crisalide e alla farfalla. La sua esistenza non fa parte di un processo lineare. Essendo parte del tutto la sua coscienza può muoversi liberamente dalla condizione di larva a quella di farfalla in qualsiasi momento.
L’uomo fisico è una larva multidimensionale che lacerandosi permette l’emergenza della natura di quarta dimensione (crisalide), la quale consente poi l’emergenza della natura di quinta (la farfalla).
Tale processo avviene in qualsiasi momento della vita, sebbene ad un certo punto, con la morte del corpo fisico, esso avviene in maniera radicale e inarrestabile.
Per tutta la vita la larva separata può riuscire a evitare la mutazione, ma giunge un momento in cui la negazione non è più possibile.

“There is no help for you outside of yourself; you are the creator of the universe. Like the silkworm you have built a cocoon around yourself….
Burst your own cocoon and come out as the beautiful butterfly, as the free soul. Then alone you will see Truth.” Swami Vivekananda, (10.7.5) Sole Capricorno, Luna Bilancia, Asc, Leone.

L’uomo fisico alla fine muore inevitabilmente e per ironia dal suo corpo in putrefazione si generano larve, crisalidi e farfalle. Sebbene, qui non ci stiamo riferendo a crisalidi e farfalle fisiche o di terza dimensione, è da questa dimensione stessa che ci giunge l’insegnamento, onde renderlo più accessibile per chi non ha occhi per vedere oltre. Tuttavia, nonostante questo, gli uomini seguitano ad essere ciechi anche dinanzi a ciò che sono in grado di vedere senza alcuno sforzo.
Le crisalidi e le farfalle cui ci riferiamo sono corpi alternativi che esistono dentro di noi, se solo siamo disposti a rinunciare al nostro attaccamento alla condizione di larva. Fin tanto che la nostra vita si fonda sulla sopravvivenza esclusiva della larva, non comprenderemo mai dov’è la crisalide o la farfalla.
In una situazione di emergenza si tratta di essere consapevoli di due corpi, quello che emerge e quello che supporta l’emergenza. In una realtà separata la difficoltà risiede nel fatto che l’emergenza non solo non è supportata, ma è anche ostacolata. Di conseguenza onde poter emergere è necessario procedere con estrema cautela.
Il primo passaggio di emergenza consiste nel passare dallo stato di larva a quello di crisalide, ossia la trasformazione da corpo di terza dimensione, o corpo fisico, a corpo di quarta dimensione, o corpo emotivo.
Questa è la fase più delicata, poiché per esercitare tale passaggio è necessario inoltrarsi in spazi colmi di terrore e negazione. Si tratta di una barriera che contiene tutto ciò che la coscienza umana ha rimosso. In effetti la coscienza umana contemporanea si fonda sulla negazione di questa barriera e del corpo di quarta dimensione. Passare dalla terza alla quarta dimensione significa rilasciare tutti i valori e i riferimenti su cui si basa la coscienza umana, vuol dire percepire che sono sorti per nascondere un’altra realtà. Nel momento in cui quest’altra realtà emerge, quella umana, come la larva, si lacera. Ne consegue che in una realtà fondata sulla negazione della crisalide e della farfalla, tale lacerazione ben lungi dall’essere incoraggiata è percepita come l’evento più nefasto possibile.
Quando un essere umano attraversa i momenti apparentemente più pericolosi e dolorosi della sua esistenza, si trova nelle condizioni migliori per esercitare il passaggio dimensionale, per collegarsi con il corpo di quarta dimensione.
Chi è in crisi si avvede improvvisamente che esiste una realtà ben diversa da quella in cui aveva riposto la sua totale fiducia in precedenza. Attorno a lui le altre persone continuano a svolgere la loro vita fondata sulla negazione dello spazio di crisi in cui egli si trova. Sebbene la persona in questione desideri uscire dallo spazio di crisi, questo non è possibile, perché la crisi è reale. In effetti entra in crisi un’illusione. La crisi è un risveglio da un sogno.
Chi si risveglia, si avvede che il sogno non c’è più. Per una larva testarda il risveglio avviene solo con la morte. Per una larva integrata il risveglio ha luogo quando essa si avvede che esiste la morte, che ciò che ha cercato di mantenere in vita, pensando che fosse immortale, è solo un passaggio di una sequela di trasformazioni. D’improvviso  la larva si rende conto che esiste la crisalide e che la vita fondata solo sulla larva è una totale illusione.
E’ una presa di coscienza traumatica, che genera una crisi inevitabile.
Una crisi che può maturare immane potere.
La persona in questione è già in trasformazione. Non seguita più a scappare, si è arresa. Diventa crisalide, rimane immobile. Non torna più indietro, e allo stesso tempo non sa dove andare, per cui resta ferma. Ed è in questa immobilità che matura la farfalla.
L’individuo cessa di rispondere come un automa ai pensieri fondati sulla separazione e diventa ricettivo ad una realtà parallela fondata sull’unità. Egli si collega al corpo di quinta dimensione, quella mentale, in cui il pensiero è una scelta esperienziale e non una descrizione, un comando.
A questo punto, nell’immobilità, nel rifiuto di operare come un fantoccio, manovrato da emozioni e pensieri verso cui non esercita nessuna scelta, matura la capacità di decidere, di rispondere come atto di libera scelta.
Nel lavoro di addestramento al pronto soccorso multidimensionale, sviluppiamo questa capacità imparando a focalizzare la nostra attenzione e a compiere azioni coerenti.
Pratica di focalizzazione:
Per 5 minuti fissiamo l’attenzione su qualcosa che vogliamo realizzare.
Costruiamo interiormente la scena in cui si realizza questo intento.
Portiamo attenzione alle mani, permettendo che la mano destra incorpori l’intento.
Ora con un movimento della mano diamo forma a ciò che pensiamo, come un mago che crea quello che vuole con un gesto della mano.
Tocchiamo poi con la mano il nostro corpo, consentendo ad esso di allinearsi e dare vita all’intento.
Riconosciamo che l’agente del tocco è il nostro pensiero.
Poi tocchiamo oggetti vicino a noi.
Ci alziamo in piedi, portiamo l’attenzione al respiro e lasciamo che il corpo esprimi un movimento che rappresenta l’intento.
Il corpo si allinea con un pensiero, un intento, che noi stessi abbiamo scelto. Siamo a conoscenza della fonte del pensiero. Non è un pensiero che è arrivato. E’ un pensiero che abbiamo scelto consapevolmente.
Entriamo nell’essenza del pensiero tramite il respiro.
Lasciamo che il nostro corpo sia posseduto dal pensiero che abbiamo scelto.
Poi ci fermiamo e assumiamo una postura fissa, diventando trasmettitori di quel pensiero, dell’intento.
In seguito, coi muoviamo, seguendo l’onda che abbiamo generato trasmettendo.
Incontriamo altre forze ed energie, creando connessioni.
Ora attuiamo una configurazione di gruppo.
Portiamo attenzione alle memorie connesse con il nostro intento e respiriamole profondamente. Permettiamo a queste memorie di essere vive qui nel presente. Per la mente separata che riconosce solo il corpo fisico la memoria non è reale. Per questa mente la morte e il dolore sono inevitabili.
In un’emergenza si tratta di attivare il corpo emotivo tramite il ricordo dell’intento, di quello che scegliamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *