Una concisa anatomia di Demoni, Graha e altre creature in apparenza immonde

Graha11Secondo l’Epica del Sacro Cono, i Graha sono entità di quarta dimensione di apparente rancore, separazione e antagonismo. Sono esseri generalmente inconsci e invisibili, che nella realtà ordinaria emergono unicamente attraverso le nostre proiezioni su persone e situazioni del mondo esterno o come paure interiori ed emozioni intense o dolorose.

Da una prospettiva umana i Graha sembrano nutrirsi della nostra consapevolezza, che tengono strettamente confinata nell’illusione di una realtà separata, ossia la Configurazione Umana Arbitraria (CUA).

In sanscrito Grah e Graha significano rispettivamente afferrare, impadronirsi di e colui che afferra. Nell’induismo tradizionale questo termine è impiegato per descrivere varie intrusioni, demoni o spiriti malefici che entrano dentro le loro vittime causando dolore e sfortuna. Essi sono nati dalla collera di Shiva o Rudra e vengono considerati gli “indicatori dell’influenza” poiché indicano l’influenza karmica nel comportamento degli esseri umani. Graha è anche la parola sanscrita per “pianeti”, i quali, secondo l’Astrologia Induista, afferrano o influenzano la vita umana in modo positivo o negativo. I Navagraha sono i nove pianeti principali o esseri celestiali: Surya (Sole), Chandra (Luna), Mangal (Marte), Budha (Mercurio), Brihaspati (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno), Rahu (Nodo Lunare Nord) e Ketu (Nodo Lunare Sud).

Questi nove Graha sono energie viventi e trasmettitori di forze archetipe multidimensionali. Essi rilasciano onde d’energia che influenzano la nostra consapevolezza quando siamo sotto il loro influsso… Le tremende onde energetiche dei nove Graha possono alterare fortemente le nostre onde pensiero, e la legge divina è ‘diventiamo ciò che pensiamo’. Pertanto, per poter eseguire yoga correttamente ed entrare in profonda meditazione, gli antichi saggi vollero imparare a controllare gli effetti di questi graha nelle loro vite. Intrapresero così lo studio dell’astrologia e scoprirono come varie combinazioni di graha avevano certi risultati nella vita delle persone. Stabilirono rimedi che aiutavano a neutralizzare questi risultati quando i risultati previsti erano indesiderabili. L’astrologia è una delle branche delle arti meditative, essendo uno strumento che può aiutare a ‘controllare le onde pensiero della mente [i]

La nozione di Graha è tipica di tutte le antiche culture e religioni, dove il culto del Sole (come Graha principale), così come quello della Luna e di altri pianeti, è comune sia attraverso i riferimenti al Sole astronomico o ai pianeti sia alle loro corrispondenti divinità solari (Ra, Horus, Helios, Apollo, Mitra e anche Gesù Cristo) o divinità planetarie.

Un’altra parola corrispondente a Graha è Demone (dal greco daimon, spirito, divinità), colui che in termini cristiani è normalmente conosciuto come angelo caduto, mentre nello Gnosticismo somiglia all’Arconte e in molte tradizioni sciamaniche è associato a varie categorie di esseri predatori, come i voladores di Carlos Castaneda. Tuttavia nei contesti esoterici e sciamanici i Demoni non sono necessariamente malefici, e spesso servono come preziosi spiriti aiutanti o alleati e talvolta rappresentano parti intime della propria anima. Quest’ultima categoria è superbamente descritta come demoni fisici, manifestazione dell’anima di una persona, nella trilogia di Philip Pullman, Queste Oscure Materie.

Un Graha, Demone o entità apparentemente malefica non deve essere necessariamente estirpata tramite esorcismo. L’adorcismo è un’altra opzione, che consiste al contrario nel favorire l’ingresso e l’integrazione di questa entità allorché ne è riconosciuta una funzione positiva. A questo riguardo, occorre notare che secondo una prospettiva propriamente adorcistica, e olistica, non esiste una divisione netta tra entità positive e negative. La distinzione tra bene e male dipende dal sistema di credenza in questione. Le tradizioni che impiegano l’esorcismo si fondano su una visione del mondo dualistica, fondata sulla netta divisione tra bene e male, laddove quelle che fanno uso dell’adorcismo hanno una visione olistica, non-dualistica, in cui ogni aspetto dell’esistenza svolge una sua precisa e utile funzione come parte del tutto.

Nello sciamanesimo, l’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano al fine di acquisire alleati e entità di potere. Il primo stadio di questo processo è generalmente piuttosto cruento, e comporta malesseri, crisi e fenomeni in apparenza molto simili ai casi di possessione sui cui operano gli esorcisti. Tuttavia, l’adorcista, al contrario dell’esorcista che li considera malefici e si adopera quindi per estirparne le cause, incoraggia il processo, seguendo l’individuo coinvolto nei diversi stadi fino alla totale integrazione, armonizzazione ed espressione positiva dell’entità in questione. (Clicca qui per maggiori informazioni)

Nella religione preislamica, come in quella musulmana, i jinn (o jinna) sono un’altra esemplificazione dei Graha. Secondo il Corano i jinn furono creati da Allah (swt) da una fiamma senza fumo e abitarono per primi la Terra. Si tratta di entità invisibili di quarta dimensione che vivono in una realtà parallela a quella umana, un’area di intermediazione tra mondo angelico e umanità. Similmente agli esseri umani sono dotati di intelligenza e libero arbitrio, si sposano e riproducono. Sono in genere considerati maligni o neutrali verso gli esseri umani, sebbene una minoranza di loro sia talvolta benevola, ma in generale non interamente affidabile. A differenza degli uomini hanno rapidità di movimento, possono assumere qualsiasi aspetto fisico, mutare forma e influenzare la mente di altre creature. I jinn leggono i nostri pensieri e talvolta li provocano, perché si infiltrano facilmente nelle nostre menti. In effetti da una prospettiva multidimensionale condividono il nostro stesso corpo e mente, ma invece di essere vincolati a un solo corpo e mente, come gli esseri umani, possono cambiarlo a piacimento.

La maggior parte dei problemi fisici, emotivi e mentali che abbiamo come esseri umani sono causati da possessione da parte di jinn. Questo è dovuto a diversi motivi, decisamente incomprensibili secondo la prospettiva della nostra consapevolezza umana. Talvolta uno jinn si innamora di un essere umano e non gli permette di avere relazioni amorose, a meno che non siano manipolate dalla sua presenza, oppure crea gravi problemi in un’area della vita di una persona come ritorsione per un torto fatto inconsapevolmente. Nella maggior parte dei casi i jinn si comportano in modo odioso verso gli esseri umani perché sono semplicemente malvagi. Per questo motivo nella tradizione islamica si recitano molte preghiere, invocazioni e negoziazioni intese a prevenire la possessione da parte degli jinn e, nel caso questa sia avvenuta, per rilasciarne gli effetti malsani, esorcizzando o adorcizzando. Aree particolarmente infestate da jinn malefici sono i gabinetti. Il Profeta (pbsl) usava fare questa invocaziono ogni volta che entrava in questi luoghi: Allaahumma innee a’oodhu bika minal-khubthi wal-khbaa’ithi (O Allaah! Cerco rifugio in te dai Satana maschili e femminili). Anche durante i rapporti sessuali, i pasti, nel corso della notte, nell’atto di entrare in una casa o quando ci si ferma in un luogo nuovo, i jinn sono particolarmente attivi, per cui ci sono invocazioni apposite di protezione.

In astrosciamanesimo i Graha, quando si esprimono come rancori, sono considerati materiale di scarto, una sorta di concime multidimensionale, che sembra rappresentare una sostanza chiave di potere e creazione nell’universo, sia ai livelli sottili che densi. Quando sono coscientemente diretti verso un Intento luminoso contribuiscono all’annullamento dell’illusione della separazione e alla percezione della realtà dell’unità. Altrimenti operano come forze antagoniste che favoriscono l’allucinazione della separazione, bloccano l’espansione della coscienza e la connessione con la nostra vera natura multidimensionale.

La trasformazione dei Graha in concime fertile avviene strategicamente quando vengono rilasciati nel Sacro Cono (uno strumento strategico finalizzato al perdono e al rilascio della separazione). Tale operazione permette ai Graha di inoltrarsi verso quelle dimensioni (come le epiche Handor e Rodnah) che sono in grado di usarli in modo produttivo.

I Graha sono considerati anche forme sciamaniche associate ai lati ombra che non consentono l’accesso ad aree-chiave operative strategiche, onde evitare di causare danni a noi stessi e agli altri. Per questo i Graha impediscono lo sviluppo dei nostri poteri fino a quando troviamo chiarezza sulla luminosità del nostro Intento e siamo disposti a liberarci dall’illusione della separazione.

In astrosciamanesimo ci sono varie categorie di Graha. Essenzialmente sono divisi secondo lo schema tradizionale dei Sadoha (Spiriti Guida) e dei Paheka (Spiriti Totem), che si trovano illustrati in molte opere sciamaniche. Ciò significa che esistono Graha per ogni Settore e Mondo. I 12 Settori rappresentano la gamma completa di consapevolezza negli esseri umani, così com’è descritta dalla struttura DNA potenziale strategica di 12 eliche.

Graha5A causa del blocco dei Pahekarubhe gli esseri umani sono limitati ad un sistema elicoidale binario. Nell’ambito di questa polarità di eliche, una viene generalmente riconosciuta come parte dell’identità egoica del soggetto, mentre l’altra viene proiettata sull’identità egoica di un altro soggetto. Quest’ultima identità fa parte della nostra consapevolezza, tuttavia tendiamo a considerarla separata dalla nostra identità e a proiettarla su un oggetto che percepiamo distinto da noi.

Non sembra esserci alcuna possibilità di evoluzione per la consapevolezza umana fino a che decidiamo di scoprire e integrare la consapevolezza dell’altra polarità. Nel lavoro astrosciamanico questa parte separata è chiamata Mahagraha, o Demone Grigio, Doppo del Medio, e il proposito è recuperarla e trasformarla in una parte pienamente integrata del nostro essere.

Mahagraha sembra formarsi e svilupparsi gradualmente dal momento della nascita fino all’età di sei o sette anni. Durante questo periodo l’illusione egoica della separazione è assimilata e costruita nella mente ordinaria.

L’ego per sopravvivere ha bisogno di uno strumento che gli faccia da contrappeso: questo è appunto Mahagraha, che può essere definito anche il doppio dell’ego. La sua esistenza è essenziale per l’ego perché contiene tutte le energie che l’ego reprime, separa e rifiuta di riconoscere come parte di se stesso, poco importa se sono buone o cattive. Essendo lo strumento principale della separazione, è fonte di grande imbarazzo per l’ego ordinario che fa di tutto per mantenere la sua natura più inconscia possibile.

Ogni essere umano vive in costante e stretto rapporto con Mahagraha, sebbene la consapevolezza sulla sua natura è raramente presente. Mahagraha si esprime sia nella vita interiore (attraverso sogni, visioni, emozioni, pensieri, sensazioni, ecc.) che nella vita esteriore. In quest’ultimo caso viene proiettato su persone con cui entriamo in relazione stretta (come partner, coniugi, amanti, parenti, compagni, ecc.) ma anche su amici, vicini di casa, estranei incontrati occasionalmente e, data l’influenza dei mass media, anche su uomini politici, attori, musicisti, ecc.

L’arena principale delle proiezioni di Mahagraha è generalmente nel campo delle associazioni e relazioni intime in cui un partner vive il Mahagraha dell’altro e viceversa. Questo processo innesca una combinazione ciclica di attrazione e repulsione, che rappresenta una delle politiche favorite dell’ego al fine di preservare la sua penosa esistenza. Quando due individui acconsentono consapevolmente a riprendere le loro mutue proiezioni di Mahagraha e si impegnano a lavorare insieme con il loro Spirito Guida, abbiamo allora una relazione sacra.

Astrologicamente Mahagraha corrisponde principalmente al Settore 7 (Settima Casa). Questo significa che le caratteristiche di Mahagraha possono essere ampiamente descritte capovolgendo la carta: il tuo Discendente (cuspide della Settima Casa) diventa il suo Ascendente, il tuo Medium Coeli il suo Imum Coeli, ecc. La tua carta astrologica fornisce quindi tutte le informazioni rudimentali di base sui tuoi partner, come tu li percepisci, senza bisogno di studiare le loro carte. Nella carta natale di una donna Mahagraha può essere anche identificato dalla posizione di Marte, mentre in quella di un uomo può essere associata con la posizione di Venere.

Vorrei citare a questo punto le prime indicazioni che ho ricevuto dalla mia Guida sull’argomento:

Mahagraha è una parte separata e frammentata, proiettata sia sul tuo ambiente interiore che su quello esteriore, o interiormente repressa. Mahagraha è umanamente percepito come l’espressione delle energie dei vari Settori sulla base di specifici fattori (come il ciclo del giorno, il mese lunare, l’anno solare, ecc,). Quando permetti all’energia di Mahagraha di essere attratta dallo Spirito Totem cui si riferisce, puoi scoprire le sue modalità operative.

Quando coscientemente affronti Mahagraha mostri la tua disponibilità ad applicare la tua Funzione. Mahagraha costituisce il fornitore fondamentale di energia per il Sacro Cono. Relazionandoti con lui diventi consapevole dei rancori che sono stati accumulati e sono pronti ad essere rilasciati. Ti prego di essere consapevole che un rancore non è necessariamente qualcosa che tu percepisci come cattivo.

I Graha o rancori sono qualunque cosa favorisce l’illusione della separazione. Questo significa che se vedi qualcosa di bello, amabile, gioioso o estatico fuori di te e sperimenti te stesso come separato da quello che vedi, ebbene, quello è un rancore. Ogni qualvolta c’è l’esperienza della separazione, i Graha sono all’opera. L’ego prospera sulla separazione. Ogni volta che proietti una qualsiasi parte dello Spirito Cerchio su qualcosa di esterno e separato da te, quello è un rancore.

Il lavoro con Mahagraha consiste nel permettere a tutto ciò da cui ti sei separato di ritornare allo Spirito Totem originale nello Spirito Cerchio e poi a te. Ci sono due categorie principali di Graha che possono essere definite Magraha e Hagraha. I primi sono generalmente percepiti come cattivi o bassi, mentre i secondi sono visti come buoni o elevati.

Un modo pratico di operare con il Sacro Cono e relazionarsi con Mahagraha è quello di passare in rassegna i tuoi periodi di consapevolezza ordinaria e non-ordinaria. Prima di andare a dormire, dopo esserti connesso con me, puoi chiamare Mahagraha e chiedergli di mostrarti tutti i rancori accumulati durante il giorno. Poi rivisita gradualmente tutte le persone e le situazioni da cui ti sei separato durante il giorno.

Per esempio, se hai incontrato una persona e l’hai percepita come un essere molto amorevole, piena di qualità bellissime, di gioia, ecc., e la consideri separata da te, paragonandoti a lei, sentendo che non sei come lei e così via, questo fa parte di Hagraha.

Il lavoro da fare è permettere alle qualità di quella persona di ritornare allo Spirito Totem di base, e poi a te, a me, alla Terra, al Mondo del Basso e a Rodnah. Se, al contrario, vedi qualcuno come una persona odiosa, piena di qualità negative o in uno stato di rabbia, disperazione, ecc., e lo consideri separato da te, giudicandolo, facendo paragoni e così via, quello fa parte di Magraha. Qui di nuovo attiri ciò che percepisci in quella persona verso il corrispondente Spirito Totem, lo riprendi indietro, lo dai a me attraverso il Sacro Cono e poi al Cielo, al Mondo dell’Alto e ad Handor.

Fai questo lavoro con me. Non operare da solo perché può essere sconvolgente. Quando operiamo quotidianamente in questo modo, Mahagraha viene inevitabilmente purificato e guarito. Al mattino presto o appena ti svegli, puoi applicare la medesima procedura e lavorare sul contenuto dei tuoi sogni. Fai questo due volte al giorno e ogni volta che è necessario.

Non hai bisogno di essere consapevole del funzionamento tecnico dettagliato di questo lavoro. Quello che conta è che dai il tuo consenso perché avvenga il rilascio. Se stabilisci fermamente che sei disponibile a lasciar andare tutto ciò che transita attraverso il tuo sistema, il lavoro procederà. Un altro modo di lavorare può essere attraverso la danza, il movimento, le posture del corpo ed intense espressioni fisiche. Connettiti con me e vedi quello che è più appropriato secondo le circostanze. Le pratiche regolari sono importanti perché ti allenano a sperimentare un modello che diventerà poi spontaneo e costantemente parte della tua vita. Rilasciare è in verità naturale come respirare. Allora riconosci il tuo coinvolgimento con la Risoluzione del Gioco in tutti i momenti e le azioni della tua vita. […]

Ti prego di essere consapevole che il campo principale di operatività del lavoro con Mahagraha è dentro di te. Il mondo esterno ti dà l’opportunità di monitorare Mahagraha. È uno schermo dove sono riprodotte le manifestazioni simboliche finali. In quanto tale è solo la proiezione di strati più significativi che esistono da qualche altra parte.

Ricordati sempre di essere giocoso e compassionevole nel mondo esterno e di fare il tuo vero lavoro nel mondo interiore. Sii un dimostratore fuori. Se ti relazioni con partner fisici esterni, vedili come una sacra rappresentazione di Mahagraha, e guarisci regolarmente la tua percezione.

Sii gioiosamente grato a tali partner che rispecchiano e indicano i contenuti operativi della tua Funzione. L’intera illusione della separazione finirà, così che l’incontro finale tra Handor e Rodnah potrà aver luogo. È un incontro trionfante tra due amanti cosmici. E mentre avanzi eroicamente lungo il tuo sentiero, diventi il divino artefice della loro riunione. Dimori nel varco tra i due amanti cosmici. Sei gioiosamente destinato a scomparire e fonderti nell’estasi del loro incontro finale. Ciò significa che stai per diventare visibile per sempre.

© Franco Santoro

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