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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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1.9 Ariete/Sagittario

1.9 (Ariete/Sagittario)

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Numero: 9. Gradi: 20°-22½° Ariete. Segni: Ariete/Sagittario. Case: I/IX. Pianeti: Marte/Giove. Polarità: positiva/positiva. Elementi: fuoco/fuoco. Qualità: cardinale/mutevole. Aspetto: trigono. Fase: gibbosa calante. Anatomia: testa, cervello, occhi; fianchi, cosce, fegato. Colori: rosso/blu. Modulazione: Guerriero Avventuroso. HSS: dati non forniti. Spirito: Kahe Nivaya. PTU: Italia, Toscana. Lettere: A/N, I/J, V/W.

Pregi: azione avventurosa, coraggio di esprimere la propria verità, confidente, dinamismo, eroismo, fervore, focalizzazione sull’obiettivo, fiducia, foga, influenza, intraprendenza, ottimismo, visione. Rancori: avventatezza, azzardo, competizione, eccesso, esagerazione, esuberanza, fanatismo, impazienza, imprudenza, impulsività, incoscienza, invasamento, irrequietezza, precipitazione, sfarzo, spreco. Temi: . Individui rilevanti: .

Rilevanza: Sole in Ariete e Luna in Sagittario natali o in transito; Sole natale in Ariete o prima casa e Luna in transito in Sagittario o nona casa e viceversa; collocazione di un pianeta natale o in transito nei gradi del binario.

Misuratori: lunghi viaggi, esplorazione, studi superiori, filosofia, spiritualità, fede, rischi, spiriti guida, credenze; terzo figlio/figlia, primo fratello/sorella del partner, partner del primo fratello/sorella, quarto fratello/sorella, secondo figlio/figlia del primo fratello/sorella, amici degli amici. 8-2, 7-3, 6-4, 5-5, 4-6, 3-7, 2-8, 1-9, 12-10, 11-11, 10-12.

Anatomia: testa, dalla cima del capo al naso (1) e cosce, natiche (9); regione nasale; base metacarpo pollice palmo destro. Animali: aquila, cinghiale, drago, mangusta. Minerali: rubino, spinello. Piante: asparago, cannella, cedro, centaurea, issopo, rabarbaro, santoreggia, tarassaco.

Le domande più importanti sono quelle che mettono in crisi ogni nostra certezza.

Ariete e Sagittario operano insieme qui con massima focalizzazione, combinando in modo assai proficuo coraggio, iniziativa e spirito avventuroso. 1.9 dispensa una luminosità incandescente, un apice infuocato di motivazione, libertà ed entusiasmo. Ciò permette di accedere al potere di stati di coscienza alternativi depositari di conoscenze in grado di apportare gli sviluppi più audaci anche entro i limiti della realtà ordinaria. Questo binario intensifica una chiarezza ardita che si concentra su intenzioni e obiettivi talvolta piuttosto temerari, nutrendosi della fiducia ottimistica nel loro conseguimento, non importa quali siano le avversità. 1.9 convive con elementi spontanei e talvolta ludici, che consentono alle sue imprese di garantire occasioni eccitanti di avventura e animazione. Dovunque sia all’opera questo binario si fa notare per la sua esuberanza e capacità di affrontare ogni tipo di situazione.

Ariete e Sagittario in aspetto di trigono dispongono di un flusso spontaneo, armonioso ed euritmico che può portare grandi benefici quando esiste trasparenza negli intenti e vivida concentrazione. Se questo non è il caso, le qualità di questo aspetto sono sprecate in imprese vacue e ingannevoli.

1.9 è associato alla fase lunare gibbosa, in cui l’enfasi è sul completamento dei cicli precedenti, in questo caso senza inutili perdite di tempo, in modo diretto e talvolta perentorio. In questa fase il ciclo è maturo per fornire benedizioni e ricompense per chi in precedenza ha giocato a fondo la sua parte. È un processo potenziato da una comunicazione dinamica ed entusiasta, che consente di accedere agilmente alle risorse di realtà parallele associate agli aspetti più luminosi della propria natura. Ciò consente di aprire nuovi orizzonti, ampliando le prospettive in maniera spesso del tutto inaspettata. In questo stadio si sviluppa una profonda trasformazione, che richiede l’allineamento del proprio intento a un livello assai espanso. Si tratta in particolare di cogliere l’ardore della propria intuizione più verace, di liberarsi dalla massificazione della coscienza, d’identificare la luminosità originale del proprio unico sentiero piuttosto che farsi abbagliare dalle luci artificiale delle autostrade.

“Il viaggio spirituale è individuale, altamente personale. Non può essere organizzato o regolato. Non è vero che tutti dovrebbero seguire una strada. Ascolta la tua verità”, dice Ram Dass, psicologo e maestro spirituale statunitense, pioniere nell’uso delle sostanze psichedeliche e nella divulgazione in occidente delle spiritualità orientali. Il suo libro più popolare, Be Here Now, descritto come una sorta di bibbia della controcultura e del movimento hippie, spicca per il suo formato inusuale e per le illustrazioni visionarie, tanto che la sua stessa lettura è un viaggio psichedelico.

1.9 esorta ad assumere piena responsabilità per il fuoco che esiste in noi e a essere fedeli alla nostra verità più intima, donandola generosamente. Indipendentemente dal tipo di resistenze che incontri, se smetti di ascoltare ciò che ti blocca e intimidisce, rispondendo alla vera chiamata, allora puoi unirti ai portatori di una vera luce nel mondo. “Il tuo problema è che sei troppo impegnato a trattenere la tua indegnità” osserva Ram Dass. Non sentirsi degni è una specie di orgoglio al contrario inteso a esaltare l’idea fallimentare che abbiamo di noi stessi, per cui diventiamo suoi servi ubbidienti. Questa sottomissione continuerà incessante finché non decidi di ribellarti a quella voce che si ostina a trattarti con indecenza.

In una lettera a suo fratello minore Theo, il pittore Van Gogh scrisse: “Se senti una voce dentro di te dire ‘non puoi dipingere’, allora con ogni mezzo dipingi ragazzo, e quella voce sarà messa a tacere”. I tuoi tesori sono avvolti da strati d’inadeguatezza, giudizi e colpe, intesi a devastarti e a farti soccombere. L’unica via d’uscita è uscire fuori con decisione da questa situazione. L’espressione artistica o qualunque altra forma di creatività diventa in 1.9 un atto di donazione infuso di entusiasmo che non si ferma di fronte a nulla. Scrive lo psicologo Erich Fromm:

Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo.

In 1.9 la creatività e ogni atto di donazione hanno una qualità essenzialmente dinamica, e non hanno alcun interesse a stabilizzarsi e mettere radici. Ciò che le anima è uno spirito inarrestabile di ricerca, che si spinge sempre oltre, esternando le domande che contano. Qual è il senso della mia vita? Chi sono? Cosa mi aspetta? Queste sono le domande più importanti che puoi farti. O forse erano le domande più importanti. Infatti, si tratta di domande antiche, che nel mondo moderno sembrano essersi eclissate da tempo. Queste domande sono state sostituite da un lato da risposte fisse e incontestabili, basate su sistemi di credenze irremovibili, in cui l’atto di fede o l’assioma della prova scientifica diventa spesso l’alibi dietro cui si cela lo sterminio non solo di ogni risposta alternativa, ma anche di qualsiasi domanda. Dall’altro le domande sul senso della nostra vita e su chi siamo davvero, sono state sostituite da domande inutili, intese a distrarci, a rivolgere l’attenzione altrove. Così passiamo il tempo a domandarci come guadagnare più soldi, quale abito indossare o come perdere peso.

Intanto il senso della vita, di chi siamo, di dove stiamo andando, si perde sempre più nella notte dei tempi. Per ritrovarne lo spirito si tratta proprio di andare nell’oscurità, indietro nel tempo, recuperando domande arcaiche, insieme agli antichi tentativi di trovare risposte, e tutta l’incertezza generale che ne deriva. Le domande più importanti sono quelle che mettono in crisi ogni dogma e ci confrontano con i tabù più imbarazzanti. Se siamo attaccati a dogmi e tabù, non ci faremo mai delle domande, e non otterremo mai delle risposte. Continueremo a passare la vita in quarantena, accettando ogni forma di restrizione pur di dimostrare il nostro asservimento a ciò di cui abbiamo paura. Non c’è possibilità di uscire da questa prigionia a meno che non diventiamo consapevoli che essa risiede proprio nei nostri comportamenti ordinari, nella nostra stessa struttura emotiva e mentale. Wilhelm Reich, tra gli psicologi più geniali e denigrati della storia umana, descrive in modo pungente questa situazione in Ascolta piccolo uomo, insistendo che “Solo tu stesso puoi essere il tuo liberatore!” e concludendo con l’invito all’ascolto della propria voce interiore che dice:

Non esiste nulla all’infuori di questo: vivere la propria vita in modo buono e felice! Dirigiti secondo il tuo cuore anche quando questo ti porta lontano dal sentiero dei cuori pavidi. Non irrigidirti anche quando, talora, la vita ti tormenta.

Fintanto che rimani ancorato alla percezione derivata da ciò che ti mostrano i tuoi occhi fisici, ogni realtà alternativa resterà per te inaccessibile, per cui continuerai a credere che non esiste nulla al di fuori di ciò che ti sei abituato a riconoscere come l’unico mondo possibile. Il punto è che ciò che vedi serve proprio a negare e oscurare qualunque altra possibilità di vedere. Puoi capire chi sei nella luce, ma se ti trovi nel buio come fai? Qui non c’è via d’uscita a meno che non decidi di fare uno sforzo di consapevolezza esistenziale. Se tu e gli altri non siete solo dei corpi fisici, allora che altro siete? E, prima di tutto, vorresti essere qualcosa d’altro oltre un corpo fisico? Sì, perché se ti fa piacere essere solo un corpo fisico sarebbe proprio stupido cercare di essere altro. Ma se essere un corpo e basta è una quarantena straziante che ti va davvero stretta e proprio non ne puoi più di tutti i limiti che comporta allora puoi decisamente fare qualcosa per capire che altro sei. Comincia a considerare ogni restrizione di cui hai esperienza sostituendola con la sua controparte di potere e libertà, dando spazio totale alla tua immaginazione. Per esempio, ripeti a te stesso: “non sono ammalato, sono sano”, “non sono impaurito, sono coraggioso”, e così via. Poi immagina delle scene specifiche e dettagliate in cui sei ciò che hai scelto di essere. In seguito, assumi delle posture e fai dei movimenti fisici, che ti consentono di esternare quanto hai immaginato. Continua esprimendo sempre di più all’esterno ciò che scegli di essere, finché non sei tutto quel che vuoi, e poi continua ancora esplorando anche ciò che non sai ancora di volere essere. E ricorda che chiunque tu sia, il tuo ruolo è essenziale sia in questo sia in altri mondi.

BASE ASTROLOGICA: 1.9 relaziona Sole in S1, Ariete, a Luna in S9, Sagittario: S1 costituisce il campo archetipico dominante di origine, identità, iniziativa, volontà, azione, emergenza e affermazione, mentre S9 ne specifica la manifestazione attraverso espansione della coscienza, ricerca della verità, significato, visione, esplorazione, libertà e orientamento verso orizzonti più ampi. Ariete è segno di Fuoco, cardinale, positivo e maschile, governato da Marte; Sagittario è segno di Fuoco, mutevole, positivo e maschile, governato da Giove. Marte attiva, mobilita, inaugura e affronta direttamente; Giove espande, orienta, amplia e collega l’esperienza a una visione più vasta. La direzione S1→S9 indica quindi che l’impulso individuale e l’azione costituiscono il campo prioritario attraverso cui si manifesta la funzione S9 di esplorazione, ricerca e ampliamento della coscienza: l’espansione non sostituisce l’azione, ma ne orienta la direzione e ne amplia progressivamente l’orizzonte. L’integrazione Fuoco–Fuoco produce una concentrazione energetica particolarmente intensa, spontanea e dinamica: l’Ariete fornisce impulso, coraggio e capacità di iniziare, mentre il Sagittario introduce avventura, visione, entusiasmo, fiducia, ricerca filosofica e tensione verso una verità più ampia. Entrambi i segni sono positivi e maschili, rafforzando iniziativa, espressione esterna, autonomia e capacità di mobilitazione; la combinazione può però eccedere in impulsività, impazienza, esuberanza, azzardo, fanatismo o dispersione quando l’energia non è subordinata a un intento limpido. La qualità cardinale dell’Ariete avvia il processo, mentre la mutevolezza del Sagittario lo mantiene aperto all’esplorazione e al rinnovamento della visione. Il rapporto zodiacale Ariete–Sagittario è un trigono di 120°, aspetto di flusso spontaneo fra elementi omogenei, che favorisce la circolazione diretta dell’energia fra iniziativa e visione, azione e significato, coraggio e fiducia; proprio per questa facilità, la combinazione richiede particolare trasparenza degli intenti affinché l’elevata energia non venga dispersa in imprese vacue o ingannevoli. Sul piano delle Case, la relazione è fra I (identità, incarnazione, iniziativa, comportamento spontaneo e orientamento individuale) e IX Casa (ricerca del significato, conoscenza superiore, filosofia, spiritualità, insegnamento, viaggio, esplorazione e visione del mondo). S9 introduce nella funzione identitaria di S1 il problema di ampliare continuamente la definizione di sé, impedendo che l’identità personale venga ridotta al corpo fisico, al luogo di nascita, alla cultura o ad altre appartenenze contingenti. La fase lunare è gibbosa calante, associata al completamento di un ciclo e alla concentrazione dell’esperienza accumulata in una direzione ormai matura, con possibilità di aprire nuovi orizzonti attraverso una visione rinnovata. La Dwadashamsha del Sagittario in Ariete occupa l’intervallo da 20°00′ a 22°30′ Ariete. Anatomia e corrispondenze specifiche comprendono testa, cervello e occhi per S1 e fianchi, cosce e fegato per S9. In termini archetipici, 1.9 configura il Guerriero Avventuroso: un’identità che afferma con decisione la propria direzione e la porta verso territori, esperienze, conoscenze e possibilità ancora inesplorate. In termini multidimensionali, l’azione di S1 viene orientata da S9 verso il superamento dei limiti dell’identificazione ordinaria e verso una concezione più ampia dell’identità, nella quale verità, libertà, immaginazione, esperienza e ricerca spirituale diventano strumenti di espansione della coscienza.

TEMI ESTESI — 1.9: [1] Affermazione della verità: l’iniziativa S1 viene applicata alla ricerca e all’espressione della verità S9, richiedendo il coraggio di riconoscere ciò che si considera autentico e di sostenerlo senza dipendere dalla validazione esterna. Unificante: verità vissuta e agita. Separante: imposizione delle proprie convinzioni o dogmatismo. [2] Identità oltre i limiti ordinari: l’affermazione individuale di S1 viene ampliata da S9 fino a interrogare i limiti dell’identità fisica, culturale e sociale. Unificante: riconoscere un’identità più ampia senza negare l’esperienza incarnata. Separante: rifiuto del corpo o fuga dalla realtà concreta. [3] Azione esplorativa: l’impulso di S1 viene orientato dall’esplorazione di S9 verso nuovi territori, esperienze, conoscenze e possibilità. Unificante: agire per scoprire. Separante: movimento incessante senza integrazione dell’esperienza. [4] Coraggio di oltrepassare i confini: la capacità di S1 di affrontare l’ostacolo viene applicata ai limiti concettuali, culturali e percettivi di S9. Unificante: superamento consapevole delle restrizioni. Separante: azzardo, imprudenza o rifiuto indiscriminato dei limiti. [5] Visione trasformata in iniziativa: la visione ampia di S9 acquista attraverso S1 una forma concreta di mobilitazione e di inizio. Unificante: tradurre una possibilità in azione. Separante: grandiosità progettuale priva di continuità. [6] Ricerca senza dogma: l’impulso di S1 a procedere e S9 a cercare la verità richiedono di mantenere aperte le domande fondamentali senza sostituirle con risposte rigide. Unificante: indagine coraggiosa e continuamente verificata. Separante: fanatismo, assolutismo o rifiuto di ogni verifica. [7] Immaginazione come potere di liberazione: l’energia attiva di S1 viene utilizzata da S9 per immaginare possibilità oltre le restrizioni della realtà ordinaria e trasformarle progressivamente in esperienza espressa. Unificante: immaginazione tradotta in scelta, postura e azione. Separante: fantasia compensatoria o negazione dei dati concreti. [8] Creatività come donazione: l’impulso creativo di S1 viene ampliato da S9 attraverso un’attitudine alla generosità, alla comunicazione e alla trasmissione. Unificante: esprimere e offrire ciò che si è riconosciuto come proprio. Separante: bisogno di influenza, esibizionismo o spreco di energia. [9] Libertà e responsabilità del proprio cammino: S1 afferma la propria direzione mentre S9 rifiuta percorsi imposti e orienta verso una ricerca personale del significato. Unificante: autonomia sostenuta da responsabilità e discernimento. Separante: ribellione automatica, irrequietezza o incapacità di assumere conseguenze. [10] Espansione dell’identità nella molteplicità: l’identità inizialmente affermata da S1 viene progressivamente ampliata da S9 fino a includere ciò che appare diverso, opposto o appartenente ad altri contesti e realtà. Unificante: identità capace di contenere la diversità. Separante: esclusivismo identitario o dissoluzione della propria direzione.

TEMI BASE — 1.9: [1] Affermazione della verità: coraggio di riconoscere e agire secondo la propria verità; autenticità contro imposizione o dogmatismo. [2] Identità oltre i limiti ordinari: ampliamento dell’identità oltre corpo, cultura e appartenenze contingenti; integrazione contro rifiuto della realtà. [3] Azione esplorativa: iniziativa applicata alla scoperta di territori, esperienze e conoscenze; esplorazione contro dispersione. [4] Coraggio di oltrepassare i confini: superamento attivo dei limiti concettuali e percettivi; apertura contro azzardo o imprudenza. [5] Visione trasformata in iniziativa: possibilità e visione tradotte in azione; realizzazione contro grandiosità inconcludente. [6] Ricerca senza dogma: ricerca attiva della verità mantenendo aperte le domande; discernimento contro fanatismo e assolutismo. [7] Immaginazione come potere di liberazione: immaginazione utilizzata per ampliare possibilità e orientare l’azione; creatività contro evasione. [8] Creatività come donazione: espressione dinamica offerta agli altri attraverso entusiasmo e trasmissione; generosità contro esibizionismo o spreco. [9] Libertà e responsabilità del proprio cammino: direzione autonoma sostenuta da responsabilità; libertà contro ribellione automatica o irrequietezza. [10] Espansione dell’identità nella molteplicità: identità personale ampliata fino a includere la diversità senza perdere il proprio centro; integrazione contro esclusivismo o dispersione.

TASSONOMIA 1.9: Esplorazione e spedizioni → spedizioni esplorative; esplorazione geografica; ricerca sul campo; attraversamento di territori sconosciuti; spedizioni scientifiche. Imprenditoria e iniziativa pionieristica → creazione di nuove imprese; iniziative innovative; sviluppo di progetti pionieristici; imprenditoria orientata all’espansione. Ricerca filosofica e spirituale → ricerca del significato; filosofia esperienziale; ricerca spirituale individuale; percorsi di conoscenza; interrogazione dei dogmi. Educazione esperienziale → apprendimento attraverso esperienza diretta; formazione attraverso viaggio e scoperta; educazione interculturale; percorsi formativi orientati all’esplorazione. Viaggio iniziatico e pellegrinaggio → pellegrinaggi di ricerca; viaggi spirituali; percorsi di trasformazione; esplorazione individuale del significato. Avventura e sport esplorativi → alpinismo; trekking esplorativo; spedizioni sportive; attività outdoor ad alta intensità; esplorazione di ambienti naturali. Giornalismo e ricerca sul campo → giornalismo d’inchiesta; reportage di viaggio; ricerca diretta in contesti internazionali; documentazione di realtà culturali differenti. Comunicazione della verità → divulgazione diretta; testimonianza; conferenza; insegnamento pubblico; comunicazione di idee e convinzioni attraverso espressione personale. Creatività e arti dinamiche → performance; arti visive espressive; scrittura creativa; arti fondate sul movimento e sull’esplorazione; creazione artistica come espressione e donazione. Letteratura dell’avventura e della ricerca → narrativa di viaggio; romanzo d’avventura; epica eroica; narrativa filosofica; letteratura iniziatica; racconti di ricerca della verità. Filosofia dell’identità e della libertà → identità personale; libertà individuale; autenticità; filosofia dell’esistenza; filosofia della coscienza; critica dei condizionamenti. Studi interculturali e comparativi → confronto fra culture; antropologia comparata; studi interculturali; ricerca sulle identità culturali; superamento delle prospettive etnocentriche. Ricerca sulle realtà e sulla coscienza → studi della coscienza; esplorazione degli stati di coscienza; ricerca sulle esperienze multidimensionali; indagine delle percezioni non ordinarie. Pratiche di immaginazione trasformativa → visualizzazione intenzionale; esercizi immaginativi; espressione corporea dell’immaginazione; pratiche creative orientate al cambiamento. Leadership ispirazionale → guida attraverso visione, entusiasmo e iniziativa; motivazione collettiva; orientamento verso obiettivi ambiziosi; leadership pionieristica. Missione e servizio esplorativo → missioni culturali; missioni educative; iniziative umanitarie in contesti internazionali; servizio associato a viaggio, ricerca e apertura di nuovi orizzonti.

1.9 configura nel PMF una modalità di esperienza in cui l’IMC assume direttamente la responsabilità dell’Intento e lo orienta verso un’espansione della coscienza capace di oltrepassare i limiti della realtà omologata senza negarla. L’azione non è qui semplice movimento della CUA, ma espressione consapevole dell’Intento: l’individuo riconosce ciò che intende realizzare, mobilita la propria energia e verifica nell’esperienza la coerenza fra identità, scelta e Funzione. Il primo passaggio consiste nel distinguere l’IMC dalla CUA, poiché l’identificazione esclusiva con il corpo, la personalità, la cultura, il ruolo o le condizioni della realtà omologata restringe l’identità a una configurazione temporanea dell’esperienza. La disidentificazione non richiede il rifiuto della CUA, ma il suo utilizzo come strumento operativo: il corpo diventa veicolo dell’Intento, mentre l’identità riconosce una continuità che non dipende dai limiti della forma. In 3D questa dinamica si manifesta soprattutto come liberazione dall’identificazione corporea e dai condizionamenti della realtà omologata; in 4D l’esperienza si amplia attraverso immagini, sentimenti, sogni e forme di percezione che consentono di sperimentare identità non coincidenti con la configurazione ordinaria; in 5D il pensiero e l’immaginazione diventano strumenti consapevoli per orientare l’esperienza e verificare possibilità diverse da quelle stabilite dai modelli acquisiti; in 6D l’espansione tende verso una percezione più ampia della continuità fra le diverse configurazioni dell’esistenza, nella quale la molteplicità non implica separazione ontologica. La ricerca della verità assume quindi una forma esperienziale: l’IMC non sostituisce l’esperienza con una dottrina, ma attraversa ciò che ancora non conosce, verifica, interpreta e integra, trasformando progressivamente conoscenza in orientamento e visione. L’azione esplorativa diventa così una funzione di apertura della CUA verso configurazioni percettive più vaste, comprese quelle associate alle realtà multidimensionali. La realtà omologata costituisce il campo dell’esperienza incarnata, ma non esaurisce ciò che può essere sperimentato; la realtà superna permette invece che l’Intento venga esplorato attraverso l’immaginazione e la connessione multidimensionale prima di richiedere una manifestazione fisica. La realtà ieratica svolge una funzione di passaggio quando l’esperienza interna viene espressa mediante simbolo, ruolo, rituale, arte o rappresentazione, consentendo di sperimentare e trasformare una configurazione senza confonderla con l’identità permanente. La piena operatività di 1.9 consiste quindi nel mantenere comunicanti queste modalità senza assolutizzarne una: l’Intento può essere realizzato nella realtà superna, elaborato nella realtà ieratica o manifestato nella realtà omologata, e la sua compiutezza non dipende necessariamente dalla manifestazione fisica. L’immaginazione assume una funzione liberatoria quando viene utilizzata dall’IMC per riconoscere possibilità escluse dall’identificazione ordinaria; diventa invece separante quando viene assorbita dalla CUA come fuga dalla realtà o come nuova forma di identificazione. La creatività costituisce una modalità concreta di questa liberazione perché permette di dare forma all’Intento, condividere esperienza e offrire ciò che è stato riconosciuto senza trasformarlo in autorità dogmatica. Il cammino individuale richiede pertanto libertà e responsabilità: nessuna struttura esterna può sostituire la verifica diretta della propria esperienza, mentre ogni scelta produce una configurazione della CUA che può essere osservata, corretta e integrata. Il confronto con ciò che appare diverso non viene interpretato come minaccia all’identità, ma come possibilità di riconoscere altre configurazioni della medesima Totalità; l’inclusione della molteplicità amplia l’identità senza cancellare le differenze. In questo processo il Binario funziona come portale operativo attraverso cui la CUA può riconoscere le proprie identificazioni, dialogare con il Doppio e recuperare frammenti di identità, mentre l’IMC mantiene la funzione di osservatore e orientamento. L’energia di 1.9 è pienamente funzionale quando l’impulso individuale rimane collegato al Centro e l’espansione della coscienza non si separa dalla responsabilità dell’azione: la ricerca diventa esperienza, l’esperienza diventa conoscenza, la conoscenza diventa visione e la visione ritorna all’azione come Intento più consapevole. L’esito non è la conquista di un’identità superiore contrapposta a quella ordinaria, ma il riconoscimento progressivo di un’identità multidimensionale capace di utilizzare la CUA, attraversare le dimensioni e le tre realtà, includere la molteplicità e ritornare al Centro senza negare la manifestazione.

A COURSE IN MIRACLES: 1.9 esplora la liberazione come atto di scelta, apertura e fiducia nella verità, presentando il percorso verso Dio non come ricerca di una meta esterna ma come risveglio della mente alla realtà che già le appartiene. La dimensione avventurosa di 1.9 trova nel Corso una traduzione radicalmente interiore: l’impulso a oltrepassare i limiti diventa disponibilità a mettere in discussione le premesse del sistema di pensiero dell’ego, mentre il coraggio consiste nel non attribuire realtà alla paura, alla colpa, al peccato e alla separazione. La ricerca della verità non procede attraverso l’accumulo di nuove credenze, ma attraverso il disimparare ciò che impedisce di riconoscerla; la disponibilità a essere guidati dallo Spirito Santo sostituisce la sicurezza delle interpretazioni personali e consente di trasformare l’incertezza in apertura all’insegnamento. Il tema della libertà assume così una forma precisa: non è la possibilità di perseguire indefinitamente ogni desiderio, ma la liberazione dalla scelta della paura e dalla falsa autonomia dell’ego. Anche l’azione viene reinterpretata: il miracolo è un cambiamento della percezione che può tradursi in una diversa risposta alla situazione, senza bisogno di attaccare, controllare o dimostrare la propria forza. Il Corso presenta inoltre il perdono come una pratica attiva di liberazione, attraverso la quale ciò che sembrava un ostacolo diventa occasione per correggere la percezione e riconoscere gli interessi condivisi. La ricerca di senso si concentra quindi sul rapporto fra verità, identità e scopo: la mente non deve accettare come definitiva l’identità costruita attraverso il corpo, il passato, i ruoli e le separazioni, ma può riconoscere il Sé condiviso della Figliolanza. In questo movimento l’esplorazione non è dispersione nel mondo, bensì estensione della mente oltre le sue precedenti conclusioni; la creatività diventa estensione dell’amore e la comunicazione della verità assume la forma della testimonianza vivente, non dell’imposizione. Il tema del sacrificio viene radicalmente corretto: la salvezza non richiede sofferenza come pagamento, e la rinuncia autentica consiste nell’abbandonare le credenze che sembravano offrire sicurezza attraverso colpa, attacco e separazione. Anche il rapporto con l’ignoto viene trasformato: invece di riempire ciò che non si comprende con dogmi, la mente può mantenere una disponibilità fiduciosa all’apprendimento. Questa apertura non elimina il discernimento, perché il Corso distingue continuamente fra la voce dell’ego e la guida dello Spirito Santo. Il viaggio diventa quindi un movimento dalla paura alla fiducia, dalla percezione separata alla visione, dal conflitto alla pace e dalla ricerca esterna alla scoperta interiore della propria vera funzione. Lezione 101, “La Volontà di Dio per me è la perfetta felicità”: la salvezza non richiede sofferenza e la felicità non è incompatibile con la verità. Lezione 102, “Condivido la Volontà di Dio per la felicità per me”: la liberazione consiste nell’accettare la felicità come propria funzione invece di attribuire valore alla sofferenza. Lezione 103, “Dio, essendo Amore, è anche felicità”: la verità sostituisce la paura e la gioia viene riconosciuta come inseparabile dall’Amore.

GNOSTICISMO: 1.9 considera la conoscenza come risveglio attivo dalla condizione di ignoranza e come movimento verso una realtà più ampia di quella immediatamente percepita. Nel Vangelo della Verità l’ignoranza genera angoscia, paura e smarrimento, mentre la conoscenza produce risveglio, riconoscimento e ritorno alla propria origine; il linguaggio della ricerca è esplicito, perché chi viene chiamato ascolta, risponde, si volge verso colui che lo chiama e ascende. La conoscenza non è quindi semplice informazione, ma trasformazione dell’essere: il passaggio dall’oblio alla consapevolezza viene rappresentato come il risveglio da un sonno e come il recupero di ciò che appartiene veramente all’essere umano. Il Vangelo di Filippo radicalizza il rapporto fra verità e libertà associando l’ignoranza alla schiavitù e la conoscenza alla liberazione; ciò che è nascosto viene contrapposto alla forza apparente delle realtà immediatamente visibili, mentre la rivelazione attraversa il velo che separa l’esterno dal mistero. La Pistis Sophia porta questa dinamica nella forma di un dramma cosmico e spirituale: Sophia entra nel caos, perde la propria luce, subisce l’opposizione delle potenze e innalza ripetutamente la propria invocazione verso la Luce. Le sue ripetute conversioni e ascese mostrano una conoscenza conquistata attraverso crisi, perseveranza, discernimento e orientamento verso l’alto, senza ridurre la liberazione a una fuga passiva dal mondo. L’attraversamento delle potenze e dei livelli cosmici introduce inoltre una dimensione di audacia spirituale: la coscienza deve riconoscere ciò che la trattiene, non identificarsi con esso e mantenere la direzione verso la Luce. Nell’Apocrifo di Giovanni il problema della falsa autorità assume una forma radicale nella figura dell’Arconte che proclama falsamente la propria assolutezza proprio perché ignora la propria origine; la conoscenza implica quindi anche il riconoscimento dell’errore delle potenze che pretendono di definire l’intera realtà. La ricerca gnostica di 1.9 non consiste tuttavia nel sostituire un dogma con un altro: il movimento decisivo è la scoperta di una conoscenza capace di liberare dall’ignoranza, riconoscere l’origine e riaprire il rapporto con la dimensione superiore. La luce, il risveglio, l’ascesa, la chiamata, il superamento delle potenze e il ritorno all’origine costituiscono forme concrete di una stessa dinamica: l’identità non viene accettata nella sua definizione più limitata, ma viene sottoposta a un processo di conoscenza che ne amplia progressivamente l’orizzonte.

SCIAMANESIMO: 1.9 esprime la dinamica della ricerca attraverso il viaggio rituale, l’attraversamento di territori o stati di esperienza non ordinari, l’incontro con potenze spirituali e il ritorno con una conoscenza destinata a essere utilizzata nella vita della comunità. L’esplorazione sciamanica non coincide con un semplice spostamento geografico: il viaggio può attraversare il mondo superiore, quello inferiore o regioni liminali nelle quali il praticante affronta prove, riceve indicazioni, incontra spiriti alleati o avversari e deve mantenere una direzione precisa per poter ritornare. L’iniziazione porta questa dinamica a un livello più radicale, perché la trasformazione del praticante può essere rappresentata attraverso malattia rituale, isolamento, morte simbolica, smembramento e ricomposizione, seguiti dall’acquisizione di nuove capacità e conoscenze. Il coraggio non consiste nell’assenza di paura, ma nella capacità di attraversare una soglia senza interrompere il rapporto con il compito ricevuto. Le pratiche di ricerca visionaria documentate in diverse tradizioni indigene mostrano inoltre come isolamento, digiuno, preghiera e attenzione rituale possano costituire condizioni per ricevere una visione, una guida spirituale, un nome o una funzione. In questo contesto l’esperienza individuale non è fine a se stessa: ciò che viene ricevuto deve essere interpretato e reintegrato nella vita concreta, altrimenti l’esplorazione rischia di trasformarsi in dispersione. La dimensione del servizio completa quindi quella dell’avventura: il viaggio è significativo quando produce una conoscenza, una guarigione, una protezione, un orientamento o una capacità utile alla comunità. Il rapporto con il rischio richiede inoltre discernimento, perché l’apertura all’ignoto non equivale all’imprudenza; l’iniziato deve conoscere le procedure della propria tradizione, riconoscere le potenze incontrate e sapere quando procedere, resistere o ritornare. La ricerca spirituale diventa così una forma di educazione esperienziale nella quale il sapere non viene semplicemente trasmesso, ma acquisito attraverso attraversamento, prova, incontro e trasformazione. Anche il rapporto con la molteplicità assume rilievo: il praticante può entrare in relazione simbolica con animali, antenati, spiriti del luogo e altre forme di vita, ampliando il proprio senso di appartenenza oltre l’identità individuale senza cancellare la propria responsabilità concreta. La dimensione guerriera e quella avventurosa convergono nella capacità di affrontare l’ignoto, proteggere il proprio cammino, attraversare una crisi e tornare trasformati; il risultato autentico dell’impresa non è l’esaltazione personale, ma una maggiore capacità di orientare la vita e di servire gli altri.

SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 1.9 esplora le forme contemporanee della ricerca spirituale come esperienza personale di liberazione, espansione della coscienza, ricerca della verità e superamento dei limiti convenzionali. In questo ambito la spiritualità non viene necessariamente ricevuta come appartenenza definitiva a una tradizione, ma può assumere la forma di un cammino individuale nel quale meditazione, pratiche esoteriche, guarigione, ricerca interiore, esperienze transpersonali, immaginazione e confronto con stati non ordinari di coscienza diventano strumenti di esplorazione. La ricerca di una verità personale può comportare la messa in discussione di dogmi culturali e religiosi, ma la libertà della ricerca richiede anche discernimento: l’apertura a possibilità non convenzionali non coincide con l’accettazione indiscriminata di ogni credenza. Le spiritualità alternative sviluppano inoltre una forte dimensione esperienziale, nella quale la conoscenza viene cercata attraverso pratiche concrete: meditazione, visualizzazione, rituale, lavoro energetico, respirazione, pratiche corporee, esercizi di consapevolezza e forme di esplorazione della coscienza. L’immaginazione può assumere una funzione trasformativa quando viene utilizzata per modificare la percezione di sé e ampliare le possibilità di esperienza, mentre il corpo può diventare uno strumento di accesso a dimensioni della consapevolezza non riducibili alla rappresentazione ordinaria dell’identità. La dimensione del viaggio è quindi anche interiore: attraversare una crisi, mettere in discussione un’identificazione precedente, incontrare aspetti rimossi della propria esperienza e ricostruire una visione più ampia del proprio cammino. La ricerca può inoltre assumere una forma interculturale, combinando elementi provenienti da yoga, buddhismo, sufismo, esoterismo occidentale, psicologia transpersonale e movimenti di guarigione senza necessariamente ridurli a un’unica dottrina. In questo contesto la creatività spirituale diventa comunicazione e trasmissione: ciò che viene scoperto individualmente può essere condiviso attraverso libri, insegnamento, pratiche, comunità e forme artistiche. Il tema dell’audacia emerge nella disponibilità a esplorare territori della coscienza che le convenzioni dominanti tendono a ignorare, mentre quello della responsabilità impedisce che l’esplorazione degeneri in fuga dalla realtà, grandiosità o rifiuto dei limiti concreti. La ricerca autentica mantiene quindi insieme apertura e verifica, esperienza e discernimento, libertà e responsabilità. In questa prospettiva 1.9 trova una delle sue espressioni più caratteristiche nel passaggio dalla spiritualità come insieme di credenze alla spiritualità come cammino personale di ricerca, nel quale l’individuo è chiamato a sperimentare, interrogare, attraversare e integrare ciò che incontra.
Elizabeth Clare Prophet (4SpPi) (Long Branch, 8 aprile 1939) leader spirituale, autrice statunitense, fondatrice (The Summit Lighthouse, Church Universal and Triumphant). La sua elaborazione delle dottrine dei Maestri Ascesi integra preghiera, visualizzazione, meditazione, karma, reincarnazione, guarigione e lavoro con la “Presenza IO SONO”, proponendo un percorso nel quale il praticante è chiamato a sviluppare consapevolezza, disciplina e autodeterminazione spirituale. The Lost Years of Jesus si colloca inoltre nella sua ricerca di una dimensione spirituale capace di mettere in relazione cristianesimo esoterico e tradizioni orientali. La sua collocazione in Spiritualità alternative è più adeguata rispetto al Cristianesimo confessionale perché il suo sistema combina elementi cristiani con una cosmologia esoterica e una dottrina dei Maestri Ascesi.
Donald Michael Kraig (Chicago, 28 marzo 1951) occultista statunitense; Modern Magick (1988; 2010) presenta la magia cerimoniale occidentale come un percorso progressivo di pratica, nel quale esercizi, rituali, teoria e storia vengono organizzati in una sequenza di apprendimento. 
Ruth White (8Nf) (Brooklyn, 20 novembre 1867) maestro spirituale, guaritrice inglese; Energy Healing for Beginners (2003)

ASTROLOGIA: 1.9 considera l’astrologia come strumento di esplorazione del significato, ampliamento della prospettiva e ricerca di corrispondenze fra esperienza individuale, cicli cosmici e processi di coscienza. La pertinenza di 1.9 emerge nelle forme dell’astrologia che utilizzano il tema natale e i cicli planetari non come sistemi di determinazione rigida, ma come strumenti per interrogare identità, direzione, possibilità, sviluppo e trasformazione. L’astrologia psicologica e umanistica può leggere la carta come una configurazione dinamica nella quale la persona è chiamata a riconoscere potenzialità, conflitti e possibilità evolutive; la dimensione esplorativa consiste quindi nell’utilizzare il simbolismo astrologico per ampliare la comprensione dell’esperienza anziché per ridurla a categorie fisse. La ricerca astrologica può inoltre estendersi alla filosofia della coscienza, alla comparazione fra sistemi simbolici e alla relazione fra biografia individuale e cicli più ampi. Il viaggio astrologico diventa così una forma di ricerca di senso: il simbolo non costituisce una risposta conclusiva, ma apre domande sulla direzione dell’esistenza, sull’identità e sulle possibilità di trasformazione. La componente pionieristica di 1.9 trova spazio anche nello sviluppo di approcci che collegano astrologia e psicologia, nella ricerca di nuovi metodi interpretativi e nell’apertura dell’astrologia a prospettive interculturali. Il rischio interno alla disciplina è invece quello di trasformare l’intuizione simbolica in dogma o di sostituire il discernimento con interpretazioni assolute; la ricerca senza dogma richiede pertanto di mantenere la distinzione fra linguaggio simbolico, esperienza personale e affermazione fattuale.
Siegfried Schmid (4Pi) (Frick, 2 aprile 1937) astrologo, psicologo svizzero.
Oskar Schmitz (9NfpUi) (Bad Homburg, 16 aprile 1873) astrologo umanistico tedesco. Der Geist der Astrologie (1922) costituisce un riferimento storico significativo per la riflessione sull’astrologia come sistema di interpretazione e visione del mondo; tuttavia, per evitare un’aggiunta generica, non vengono attribuiti all’autore ulteriori contenuti 1.9 non sufficientemente documentati. 
Herbert Schoeder (11) (Herford, 18 aprile 1938) psicologo, astrologo tedesco; all’incrocio fra psicologia del profondo, filosofia della religione, mitologia comparata e astrologia esoterica rende la sua opera pertinente a 1.9 per l’ampliamento dell’astrologia verso una ricerca interdisciplinare della coscienza e del significato; coautore di Gnosis im Mythos des 20. Jahrhunderts, dove l’interesse per il mito, la gnosi e la psicologia si combina con la ricerca esoterica.

CRISTIANESIMO: 1.9 esprime il cristianesimo come fede dinamica nel Cristo vivente e risorto, nella quale la verità ricevuta diventa immediatamente chiamata, movimento, testimonianza e missione. Il centro è Cristo vittorioso sulla morte, la cui risurrezione apre una condizione nuova dell’esistenza e rende possibile una vita guidata dalla potenza dello Spirito. Il 1.9 trova qui una delle sue espressioni cristiane più forti nell’immagine del fuoco: Gesù dichiara di essere venuto a portare il fuoco sulla terra, Giovanni annuncia colui che battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco, ed è a Pentecoste che lo Spirito si manifesta attraverso lingue come di fuoco, trasformando i discepoli da persone raccolte e timorose in testimoni capaci di parlare pubblicamente a popoli diversi. La fede non rimane quindi contemplazione passiva, ma diventa energia di trasformazione e impulso all’azione. Il Vangelo presenta ripetutamente una logica di partenza radicale: lasciare reti, professione, casa e sicurezze per seguire Cristo; Pietro e gli altri dichiarano di avere lasciato tutto, mentre la chiamata rivolta al discepolo ricco mostra la radicalità della sequela. Il modello del 1.9 emerge anche nel comando di andare verso tutte le nazioni: la comunità cristiana non è destinata a rimanere chiusa nel luogo originario, ma a muoversi verso territori, popoli e culture differenti. Gli Atti degli Apostoli trasformano questa dinamica in una vera geografia della missione: Filippo riceve l’ordine di percorrere la strada deserta verso Gaza, parte senza conoscere in anticipo l’incontro che lo attende, raggiunge il carro dell’etiope e porta l’annuncio oltre i confini culturali del gruppo originario; Paolo attraversa città e regioni, affronta opposizioni, prigionia, persecuzioni e naufragi e continua a dirigersi verso la meta affidatagli. Il viaggio cristiano assume così un carattere operativo: cercare, andare, incontrare, annunciare, attraversare ostacoli, assumere responsabilità e portare la buona notizia in luoghi nuovi. Anche la tempesta e il naufragio di Paolo mostrano una fede che non coincide con l’assenza di rischio: nel pericolo egli mantiene la fiducia nella parola ricevuta, incoraggia gli altri e continua verso la destinazione stabilita. Il 1.9 legge quindi la vocazione cristiana come disponibilità a uscire dai confini conosciuti quando la chiamata lo richiede, con coraggio, perseveranza e libertà interiore. La ricerca della verità non è puramente intellettuale: è una ricerca incarnata nel cammino, nell’incontro, nella missione e nella trasformazione della vita. La supremazia di Cristo si manifesta precisamente nella capacità del Cristo risorto di generare uomini e donne nuovi, liberati dalla paura e inviati nel mondo; il fuoco dello Spirito non li separa dalla realtà, ma li rende capaci di attraversarla, illuminarla e trasformarla. In questa prospettiva il 1.9 comprende fede e azione come un’unica dinamica: ascoltare una chiamata, riconoscerne la direzione, lasciare ciò che impedisce di seguirla, partire e perseverare fino alla testimonianza.

CATTOLICESIMO: 1.9 sviluppa questa dinamica cristiana attraverso la centralità di Cristo risorto, la vita nello Spirito Santo e la vocazione alla santità come trasformazione concreta dell’intera persona. Il fuoco costituisce un’immagine decisiva: nella tradizione cattolica esso simboleggia l’energia trasformante dello Spirito, dalla manifestazione di Dio attraverso il fuoco fino alla Pentecoste, quando lo Spirito viene effuso sugli apostoli sotto forma di lingue come di fuoco. Il Cristo risorto non rappresenta quindi soltanto la vittoria sulla morte, ma la sorgente di una nuova energia spirituale che viene comunicata ai suoi discepoli e li rende capaci di agire. Il 1.9 trova espressione nella santità come risposta radicale alla grazia: non semplice perfezionamento morale, ma disponibilità a lasciarsi trasformare e a tradurre questa trasformazione in scelte, opere, missione e servizio. La sequela evangelica implica la capacità di abbandonare sicurezze, beni, abitudini e identità precedenti quando diventano impedimenti alla chiamata; la fede assume così la forma di una disponibilità totale alla volontà di Dio. La tradizione cattolica offre numerose figure nelle quali contemplazione e azione, ardore spirituale e iniziativa concreta, ricerca di Dio e attraversamento del mondo si uniscono. Il pellegrinaggio, la missione ad gentes, l’evangelizzazione, la fondazione di comunità, l’opera caritativa e l’esperienza missionaria esprimono il movimento di una fede che non vuole rimanere confinata. Anche il martirio può essere letto nel registro del 1.9 come radicalità della testimonianza: la fedeltà a Cristo prevale sulla conservazione della propria sicurezza e può arrivare all’offerta della vita. Caterina da Genova offre una declinazione diversa ma pienamente pertinente: nel Trattato del purgatorio la purificazione dell’anima è descritta come un processo ardente e irresistibile nel quale l’amore di Dio conduce l’essere verso la sua piena trasformazione, mostrando il fuoco non come distruzione fine a se stessa ma come forza purificatrice e liberatrice. Il cattolicesimo del 1.9 comprende quindi la vita cristiana come un cammino nel quale la grazia ricevuta esige risposta, discernimento e movimento; la fede diventa pellegrinaggio, missione, servizio, testimonianza e capacità di affrontare l’ignoto confidando nella presenza di Dio. La risurrezione di Cristo costituisce il fondamento della speranza e della vittoria sulla morte, mentre lo Spirito rende presente nel credente la forza necessaria per vivere questa vittoria nella storia. Il 1.9 valorizza così una santità ardente, missionaria e intraprendente, capace di trasformare l’esperienza interiore in azione nel mondo senza perdere il proprio orientamento verso Cristo.

PROTESTANTESIMO: 1.9 interpreta la fede cristiana come affidamento radicale alla promessa di Dio e come libertà resa operativa dalla Parola, dalla grazia e dalla vocazione personale. Il suo nucleo 1.9 emerge nella decisione di fondare l’esistenza non sulle sicurezze umane ma sulla fiducia nella promessa divina: la fede rende possibile agire senza possedere in anticipo tutte le garanzie, perché la direzione viene ricevuta dalla Parola e assunta nella responsabilità personale. La figura del credente è quindi quella di chi ascolta, si fida, parte e agisce. La centralità di Cristo rende la fede cristiana una risposta a una persona vivente e non soltanto l’adesione a un sistema dottrinale; la grazia libera dalla necessità di conquistare la salvezza attraverso la propria autosufficienza e proprio per questo rende possibile una vita nuova orientata al servizio. Il carattere esplorativo del 1.9 appare nella libertà con cui la Parola viene portata fuori dai confini originari, tradotta, predicata, studiata e resa accessibile a popoli e lingue differenti. La missione, l’evangelizzazione, la predicazione itinerante, la traduzione biblica e la fondazione di comunità in territori nuovi costituiscono forme concrete di questa spinta verso l’esterno. La Riforma stessa può essere considerata, sul piano storico-religioso, come un atto di forte esposizione: una contestazione delle strutture consolidate condotta sulla convinzione che la verità evangelica debba essere nuovamente posta al centro della vita della Chiesa. Il principio della vocazione permette inoltre di leggere l’esistenza quotidiana come campo concreto della fede: il credente non è chiamato soltanto a una vita religiosa separata, ma a esercitare responsabilmente la propria vocazione nel lavoro, nella società e nella comunità. In questo senso il 1.9 associa fede e iniziativa, libertà e responsabilità, convinzione interiore e trasformazione delle condizioni concrete. Il fuoco dello Spirito assume il carattere di una fede viva che non si accontenta della conservazione, ma genera testimonianza, predicazione, servizio e movimento. La figura del cristiano 1.9 è dunque quella di chi può lasciare una posizione acquisita quando la coscienza illuminata dalla Parola lo esige, affrontare opposizione e incertezza, attraversare territori culturali nuovi e mantenere la direzione senza confondere il coraggio con la presunzione. La libertà evangelica diventa così energia per l’azione: non libertà da ogni vincolo, ma libertà per seguire Cristo, servire il prossimo e portare la Parola oltre i confini conosciuti.

ORTODOSSIA: 1.9 manifesta il cristianesimo come partecipazione viva alla Pasqua di Cristo, alla luce della risurrezione e alla discesa dello Spirito Santo, con una particolare intensità nella simbologia del fuoco, della luce e della trasformazione. La Pentecoste occupa qui un posto centrale: lo Spirito promesso da Cristo discende sugli apostoli come lingue di fuoco e li trasforma in testimoni del Cristo risorto, inaugurando la missione della Chiesa. La tradizione ortodossa interpreta questa effusione non come un episodio relegato al passato, ma come una realtà continuamente vissuta nella Chiesa: il credente riceve lo Spirito e viene chiamato a custodire, alimentare e manifestare il fuoco ricevuto. La conseguenza è una fede dinamica nella quale la luce pasquale deve diventare vita, santità, testimonianza e comunione. Il 1.9 si esprime con particolare forza nell’immagine dei pescatori trasformati in annunciatori: persone ordinarie ricevono la potenza dall’alto e vengono inviate nel mondo, trasformando la paura in coraggio e la chiusura in missione. La tradizione liturgica della Pentecoste collega infatti la discesa dello Spirito alla proclamazione del Cristo risorto come Re e Signore e alla missione degli apostoli verso il mondo. Il fuoco non uniforma le persone: ciascuno riceve doni differenti secondo la propria vocazione, ma tutti partecipano alla medesima vita dello Spirito. Questa combinazione fra unità e differenziazione è profondamente 1.9: una stessa sorgente spirituale produce percorsi, ministeri, carismi e forme di testimonianza molteplici. Il monachesimo, il pellegrinaggio, la missione, l’ascesi, la predicazione, il martirio e la ricerca della santità possono quindi essere letti come diverse modalità di un unico movimento verso la trasformazione in Cristo. L’ascesi non è fuga sterile dal mondo, ma progressivo distacco da ciò che impedisce la piena comunione con Dio; il pellegrinaggio rende fisico il movimento spirituale; la missione porta la luce ricevuta verso altri popoli; il martirio rappresenta la forma estrema della fedeltà. Il 1.9 trova inoltre una corrispondenza particolarmente intensa nell’immagine della luce vera ricevuta nella vita ecclesiale e nella chiamata a far crescere la fiamma interiore fino a renderla testimonianza visibile. Cristo risorto è il centro e la meta, mentre lo Spirito è la potenza che rende possibile il passaggio dalla contemplazione alla manifestazione, dalla camera chiusa del discepolo alla strada, dalla paura alla proclamazione, dalla morte alla vita. L’Ortodossia del 1.9 appare così come una spiritualità pasquale ardente, nella quale la luce del Risorto accende persone capaci di uscire, annunciare, servire, affrontare la prova e portare nel mondo la vita ricevuta da Dio.


Caterina da Genova (Genova, 5 aprile 1447) mistica italiana, santa cattolica; Trattato del purgatorio.
Pio IV (4) (Milano, 31 marzo 1499) 224º papa cattolico. 



ISLAM: 1.9 esprime l’Islam come fede capace di tradursi in partenza, attraversamento, perseveranza, testimonianza e costruzione di una nuova comunità. Uno dei nuclei più potenti è la hijra, l’emigrazione del Profeta Muhammad dalla Mecca a Medina, evento che segna una svolta radicale e inaugura una nuova fase religiosa e storica: lasciare il luogo dell’opposizione, affrontare l’incertezza del viaggio e dirigersi verso una destinazione nella quale la fede possa essere vissuta e organizzata in una nuova forma comunitaria. Il Corano associa esplicitamente la migrazione alla perseveranza e allo sforzo nella via di Dio, presentando coloro che lasciano le proprie case per Dio, sopportano le difficoltà e perseverano come persone impegnate in un cammino che richiede coraggio, sacrificio e fiducia. Il 1.9 emerge quindi nella combinazione fra fede e movimento: credere significa essere disposti a lasciare una condizione precedente, affrontare il rischio dell’ignoto e assumere una direzione. Anche la figura di Muhammad presenta questa dimensione operativa: dalla predicazione iniziale sotto opposizione fino alla formazione della comunità di Medina, la fede islamica si sviluppa attraverso decisioni concrete, alleanze, viaggi, conflitti, negoziazioni e responsabilità collettive. Nella tradizione dei primi musulmani, ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb costituisce una figura particolarmente forte per il tema della conversione radicale: la sua trasformazione da oppositore dell’Islam a uno dei suoi più energici sostenitori mostra la possibilità di una conversione capace di rovesciare completamente la direzione dell’esistenza e di concentrare una personalità impetuosa al servizio della nuova fede. Il coraggio islamico non si riduce tuttavia alla dimensione militare: comprende la capacità di sostenere persecuzioni, abbandonare la propria casa, affrontare l’esilio, perseverare nella prova e mantenere la fiducia in Dio. Il concetto di ṣabr, la perseveranza paziente, assume qui una funzione fondamentale perché il coraggio non consiste soltanto nell’impeto iniziale, ma nella capacità di continuare quando il percorso diventa difficile. Anche il jihād, inteso nel suo senso ampio di sforzo e impegno nella via di Dio, può essere letto nel registro 1.9 come energia orientata verso un fine spirituale e morale, purché distinto dalle sue successive interpretazioni storiche e militari. Nel sufismo questa dinamica assume una forma ancora più interiore: il viaggio esteriore diventa viaggio dell’anima, ricerca di Dio, superamento degli ostacoli interiori e trasformazione dell’essere. La trasmissione del sufismo verso nuovi territori costituisce inoltre una forma di esplorazione culturale e spirituale: la tradizione di Inayat Khan, incaricato dal proprio maestro di portare il messaggio in Occidente, mostra una vocazione al superamento dei confini geografici e culturali e alla ricerca di un linguaggio capace di mettere in relazione tradizioni differenti. Il 1.9 trova quindi nell’Islam una combinazione di fede assoluta, movimento, coraggio, perseveranza, viaggio, responsabilità comunitaria e ricerca spirituale: non una religione della conservazione immobile, ma una tradizione nella quale una convinzione religiosa può esigere l’abbandono delle sicurezze, l’attraversamento di territori sconosciuti e la costruzione concreta di una nuova forma di vita. Mansione lunare (Ibn ‘Arabi): 2 Al Butain, The Belly of Aries, 12°51’22” Aries, The Universal Soul, the Preserved Tablet Hâ’(unstressed h), The One Who Calls Forth. Nomi di Dio: 9 الجبار‎ al-Jabbār, Colui che costringe al Suo volere; 82 Al-‘Afuw (العفو) The Forgiver; 36 Al-Ali (العلى) The Highest. 92 An-Nafi’ (النافع) The Creator of Good. 36 الْعَلِيُّ AL-‘ALEE The Most High, The Exalted, 1.9.
Sirkar Van Stolk (Rotterdam, 27 marzo 1894) autore olandese, biografo di Hazrat Inayat Khan.

EBRAISMO: 1.9 interpreta l’esperienza ebraica attraverso la dinamica dell’uscita, del viaggio, della liberazione e della fedeltà a una chiamata che conduce oltre i confini conosciuti. Il modello fondamentale è Abramo, chiamato a lasciare il proprio paese, la propria parentela e la casa paterna per dirigersi verso una terra che Dio gli avrebbe mostrato: il cammino precede la conoscenza completa della destinazione e richiede fiducia nella promessa. L’Esodo porta questa dinamica a una dimensione collettiva: Mosè conduce Israele fuori dall’Egitto, attraversa il deserto e affronta una lunga sequenza di prove nella quale la liberazione non coincide con il semplice abbandono dell’oppressione, ma richiede un viaggio, una trasformazione comunitaria e l’apprendimento di una nuova forma di vita. Il passaggio del Mar Rosso costituisce una delle immagini più potenti del 1.9: davanti a una situazione apparentemente senza uscita, il popolo è chiamato a procedere, mentre la liberazione si manifesta attraverso il passaggio verso uno spazio nuovo. La successiva entrata nella Terra promessa introduce il tema della conquista e dell’attraversamento del territorio, mentre Giosuè riceve ripetutamente l’esortazione a essere forte e coraggioso nell’assumere la responsabilità della propria missione. La Bibbia ebraica presenta inoltre numerose figure profetiche che affrontano il rischio dell’isolamento, della persecuzione e del conflitto con il potere: Elia affronta i profeti di Baal sul Carmelo e invoca una manifestazione del Dio d’Israele attraverso il fuoco; Geremia continua la propria missione nonostante il rifiuto; Davide affronta Golia quando altri esitano; Ester entra nella presenza del re assumendo personalmente un rischio per la salvezza del proprio popolo. Il fuoco di Elia costituisce un’immagine particolarmente intensa del 1.9 perché unisce fede, ardore, confronto pubblico e manifestazione della potenza divina. Il coraggio biblico non è tuttavia semplice audacia personale: nasce dall’Alleanza e dalla certezza che la missione ricevuta possiede un fondamento che supera l’individuo. Anche i racconti dei Maccabei mostrano una forma estrema di fedeltà capace di affrontare persecuzione, guerra e morte pur di non rinunciare alla Legge. In questo quadro la ricerca non è principalmente intellettuale: è un movimento dell’intera esistenza verso una promessa, una terra, una vocazione, una giustizia o una rivelazione. Il 1.9 trova nell’Ebraismo una delle sue forme più antiche nel paradigma dell’uomo e del popolo che ascoltano una chiamata e partono, attraversano il deserto, affrontano il pericolo, combattono le proprie paure e mantengono una direzione anche quando il risultato non è immediatamente visibile. La libertà diventa così esodo, la fede diventa cammino, il coraggio diventa fedeltà e la ricerca di Dio diventa un’avventura storica nella quale la promessa deve essere vissuta concretamente.

BUDDHISMO: 1.9 considera il Buddhismo come una grande tradizione della ricerca, nella quale il Risveglio nasce da una decisione radicale di attraversare i limiti dell’esistenza ordinaria, affrontare la paura, sperimentare vie differenti e perseverare fino alla liberazione. La vita del Buddha offre un paradigma esemplare: Siddhārtha abbandona la condizione privilegiata nella quale era cresciuto, incontra la vecchiaia, la malattia e la morte, entra nella vita ascetica, studia sotto maestri differenti, sperimenta pratiche estreme e infine riconosce che nessuno degli estremi conduce alla liberazione, elaborando la Via di Mezzo. La ricerca non viene dunque presentata come un’attività intellettuale, ma come un’esplorazione esistenziale condotta attraverso esperienze concrete, rinunce, prove, errori, disciplina e trasformazione. La scena del Risveglio sotto l’albero della Bodhi costituisce il culmine di questa avventura: il Buddha rimane saldo davanti alle manifestazioni di Māra, affronta paura, tentazione e pressione interiore e raggiunge il Risveglio. Le tradizioni buddhiste conservano numerosi racconti nei quali il praticante deve affrontare paura e ostacoli senza arretrare. Nel canone pāli, l’incontro con Māra diventa una forma ricorrente di confronto con ciò che cerca di distogliere il praticante dalla concentrazione e dalla liberazione; figure come Soma, Kisāgotamī e Uppalavaṇṇā mostrano che il coraggio spirituale non appartiene soltanto all’eroe maschile, ma può essere espresso da monache capaci di affrontare direttamente la paura e di non lasciarsi intimidire. Il Dhammapada presenta il cammino come qualcosa che deve essere percorso personalmente: i Buddha indicano la via, ma ciascuno deve compiere lo sforzo necessario per attraversarla e liberarsi dai legami di Māra. Questo rende il 1.9 particolarmente affine alla dimensione operativa della ricerca: conoscere la direzione non basta, occorre camminare. Il pellegrinaggio, la vita itinerante dei monaci, la predicazione del Buddha e la diffusione del Dharma attraverso territori e culture differenti estendono questa dinamica nello spazio storico. Il coraggio buddhista, tuttavia, assume una forma specifica: non è aggressività né conquista di altri, ma conquista della paura, dell’ignoranza, dell’attaccamento e delle reazioni che impediscono la libertà. L’eroismo consiste nel rimanere presenti davanti a ciò che normalmente genera fuga, nel disciplinare la mente e nel continuare il cammino anche quando la liberazione appare lontana. Il fuoco del 1.9 trova quindi nel Buddhismo una traduzione diversa rispetto alle tradizioni teistiche: è l’ardore della pratica, dell’energia, della vigilanza e della ricerca del Risveglio, capace di consumare ignoranza e attaccamento. La grande avventura buddhista è infine il passaggio dalla ricerca esterna alla conquista dello spazio interiore: il praticante attraversa il mondo per scoprire che il territorio decisivo da esplorare è la mente stessa, e che la vera vittoria consiste nella liberazione.

INDUISMO: 1.9 esprime una spiritualità nella quale la ricerca della verità può assumere la forma di un viaggio interiore radicale, di un’ascesi, di una disciplina e, al tempo stesso, di un’azione decisa nel mondo. La Bhagavad Gītā offre uno dei modelli più diretti: Arjuna si trova davanti alla necessità di agire in una situazione estrema, paralizzato dal dubbio e dal conflitto interiore, mentre Kṛṣṇa lo conduce progressivamente verso una comprensione nella quale conoscenza, devozione e azione vengono ricomposte. Il momento conclusivo è paradigmatico per il 1.9: Arjuna dichiara di avere superato il proprio smarrimento, di essere libero dal dubbio e di essere pronto ad agire secondo l’insegnamento ricevuto. La trasformazione spirituale non conduce quindi alla passività, ma alla capacità di assumere una decisione e portarla fino in fondo. Il dharma diventa una direzione concreta dell’esistenza e il karma yoga insegna ad agire senza fare dell’attaccamento al risultato il fondamento dell’azione. Il 1.9 riconosce qui il principio secondo cui la chiarezza spirituale deve diventare movimento, responsabilità e opera. Accanto alla Bhagavad Gītā, le grandi tradizioni dello yoga presentano la ricerca spirituale come disciplina che richiede perseveranza, superamento delle abitudini, controllo della mente, concentrazione e disponibilità a oltrepassare i limiti ordinari dell’esperienza. Le vie ascetiche, i pellegrinaggi, la ricerca del guru, il ritiro, la meditazione e le pratiche di tapas rappresentano differenti forme di esplorazione dell’essere. Il tapas, con la sua idea di calore e ardore generato dalla disciplina, introduce inoltre un’immagine affine al nucleo igneo del 1.9: la trasformazione nasce da un’intensità sostenuta, non da una curiosità occasionale. L’eroe spirituale indiano non è necessariamente un conquistatore esteriore; può essere colui che affronta le forze interiori, attraversa prove, rinuncia a ciò che lo vincola e persevera nella ricerca del Sé. La tradizione bhakti aggiunge una dimensione di abbandono totale al divino: la devozione può assumere la forma di una disponibilità radicale a vivere per Dio, mentre il pellegrinaggio e la ricerca del maestro trasformano la spiritualità in movimento concreto. Nel caso di Ram Dass, questa dinamica appare nella svolta prodotta dal viaggio in India del 1967, dall’incontro con Neem Karoli Baba e dall’incontro fra bhakti, meditazione, yoga e servizio; Be Here Now rese queste pratiche accessibili a un vasto pubblico occidentale, mentre la sua pratica del karma yoga collegò ricerca spirituale e servizio. Il 1.9 trova quindi nell’Induismo una forma di avventura spirituale che comprende tanto l’azione eroica quanto l’esplorazione della coscienza: partire, cercare un maestro, affrontare le proprie limitazioni, assumere il proprio dharma, agire senza attaccamento e orientare progressivamente l’intera esistenza verso la realizzazione spirituale.
Ram Dass (4PiSrUp) (Boston, 6 aprile 1931) psicologo, maestro spirituale statunitense; Be Here Now; “Solo quando saprò chi sono, saprò cosa è possibile”; “Mi resi conto che, sebbene tutto ciò con cui conoscevo me stesso, anche il mio corpo e questa stessa vita, se n’era andato, ero ancora pienamente consapevole! Non solo, ma questo ‘io’ consapevole stava guardando l’intero dramma, compreso il panico, con calma compassione. Immediatamente, con questo riconoscimento, provai un nuovo tipo di calma, una profondità mai sperimentata prima. Avevo appena scoperto … un luogo in cui l’’io” esisteva indipendentemente dall’identità sociale e fisica”.

MITOLOGIA: 1.9 esplora la mitologia attraverso le figure dell’eroe che parte, affronta l’ignoto, oltrepassa un confine, conquista qualcosa che prima non apparteneva agli esseri umani e ritorna trasformato. Uno dei nuclei più diretti è il mito di Prometeo, che affronta il potere divino per sottrarre il fuoco e consegnarlo all’umanità: il fuoco diventa conoscenza, tecnica, autonomia e potere di trasformazione, mentre l’atto prometeico introduce il tema del rischio assunto in nome di una conquista destinata a modificare la condizione umana. La stessa struttura appare nei viaggi degli Argonauti, nella ricerca del vello d’oro e nelle imprese di Giasone, dove l’eroe deve lasciare il proprio mondo, riunire compagni, attraversare mari e territori sconosciuti e affrontare prove successive per raggiungere un obiettivo preciso. Eracle porta il principio dell’impresa a una forma ancora più radicale attraverso le dodici fatiche: l’eroe entra ripetutamente in territori pericolosi, affronta esseri mostruosi, discende nell’Ade, sottrae ciò che sembra inaccessibile e supera prove che richiedono forza, coraggio, astuzia e perseveranza. Perseo affronta Medusa e libera Andromeda, mentre Teseo penetra nel labirinto, affronta il Minotauro e trova una via d’uscita da uno spazio costruito precisamente per impedire il ritorno. Odisseo rappresenta una forma diversa della stessa dinamica: il viaggio diventa esplorazione continua di mondi, popoli, pericoli, tentazioni e possibilità, con una direzione costante verso Itaca nonostante naufragi, deviazioni e perdite. Il ciclo di Gilgamesh presenta invece la ricerca della vita oltre il limite della morte: dopo la perdita di Enkidu, Gilgamesh intraprende un viaggio verso Utnapishtim, attraversa montagne e spazi estremi e cerca una conoscenza capace di modificare la condizione umana, scoprendo infine che l’immortalità individuale non può essere conquistata nel modo immaginato. Nella mitologia nordica, la ricerca di conoscenza di Odino comprende il sacrificio personale e l’attraversamento di prove estreme, mentre il suo viaggio verso la sapienza delle rune mostra che la conoscenza superiore può esigere un prezzo concreto. Anche nelle tradizioni indiane il modello dell’impresa appare nella ricerca dell’immortalità attraverso la zangolatura dell’oceano, nelle peregrinazioni degli eroi e nelle discese negli spazi cosmici, mentre figure come Hanuman uniscono forza, fedeltà, coraggio, velocità e capacità di oltrepassare limiti apparentemente invalicabili. Il principio 1.9 attraversa inoltre miti nei quali l’eroe discende nel mondo dei morti e ne ritorna, come Orfeo, Inanna o altri protagonisti delle tradizioni del Vicino Oriente e del Mediterraneo: il viaggio verso il basso diventa una prova di identità e una ricerca di ciò che è stato perduto. Il fuoco, il sole, la luce rubata agli dèi, l’arma conquistata, l’oggetto sacro recuperato e il sapere ottenuto dopo una prova costituiscono varianti dello stesso schema: entrare in uno spazio proibito, affrontare un rischio, acquisire una potenza nuova e portarla nel mondo degli esseri umani. Il 1.9 privilegia quindi la mitologia dell’impresa e della soglia: eroi viaggiatori, fondatori, conquistatori di conoscenza, liberatori, esploratori del cosmo e degli inferi, figure che non accettano il limite come definitivo e trasformano l’ignoto in territorio attraversabile. La ricerca mitologica non è semplice curiosità, ma un movimento totale dell’essere che coinvolge corpo, volontà, coraggio, immaginazione, rischio e responsabilità. L’eroe non riceve necessariamente una ricompensa personale: spesso ciò che conquista diventa patrimonio della comunità, come il fuoco di Prometeo, la liberazione ottenuta da Perseo o la conoscenza riportata dal viaggiatore. In questa prospettiva il 1.9 identifica il mito con una grammatica universale della partenza: qualcosa chiama oltre il confine conosciuto, l’eroe risponde, affronta prove che modificano la sua identità e ritorna con una nuova possibilità per sé e per gli altri.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 1.9 esplora la filosofia e la psicologia come ricerca attiva della verità, della libertà, dell’identità e del significato, attraverso il superamento dei limiti concettuali, personali e sociali. Il 1.9 privilegia il pensiero che non si accontenta delle spiegazioni ricevute, affronta l’ignoto, mette alla prova le convinzioni consolidate e trasforma la ricerca in esperienza concreta. La filosofia diventa esplorazione radicale delle possibilità dell’esistenza, mentre la psicologia considera il processo attraverso il quale l’individuo può liberarsi dal condizionamento, assumere responsabilità, sviluppare le proprie potenzialità e orientare autonomamente il proprio cammino. In questo quadro la ricerca può essere interdisciplinare, sperimentale, antropologica, esistenziale o critica e può estendersi dal corpo alla società, dalla coscienza alla cultura. Erich Fromm e Wilhelm Reich costituiscono due riferimenti fondamentali per la relazione fra libertà, trasformazione personale e critica delle strutture che limitano la vita. Fromm analizza il rapporto fra libertà, amore, autonomia e conformismo, mentre Reich porta la ricerca verso il corpo, l’energia, la sessualità e i meccanismi sociali della repressione.
Silvano Agosti (vedi SPETTACOLO)
Gabriele Bonomo (Nicosia, 13 aprile 1694) teologo, matematico, filosofo italiano; intreccia teologia, matematica e filosofia e mostra una disponibilità a confrontare la cultura teologica con le nuove acquisizioni scientifiche. Il suo interesse per Leibniz e Newton e per la matematica rappresenta una forma storica di ricerca interdisciplinare, pertinente al 1.9 per l’apertura verso modelli conoscitivi nuovi e per il superamento dei confini disciplinari.

Duccio Canestrini (Rovereto, 1º aprile 1956) antropologo, giornalista, scrittore italiano; Antropop e Andare a quel paese utilizzano il viaggio e l’antropologia come strumenti per interrogare identità, comportamenti e differenze culturali. Il suo approccio è pertinente al 1.9 perché trasforma l’uscita dal proprio ambiente abituale in metodo di conoscenza e considera l’incontro con l’altro come occasione per ampliare il proprio spazio percettivo e culturale. “Capire, in senso etimologico, è capacità di contenere. Vuol dire fare spazio dentro di sé per accogliere nuovi stimoli, o per lo meno per prendere in considerazione la diversità, prima di rifuggirla con timore”.
Viktor Frankl** (7NfUr) (Vienna, 26 marzo 1905) neurologo, psichiatra, filosofo austriaco, fondatore della logoterapia e dell’analisi esistenziale, pone al centro la volontà di significato e la capacità dell’essere umano di assumere una posizione responsabile anche davanti alla sofferenza. Man’s Search for Meaning sviluppa questa prospettiva a partire dall’esperienza dei campi di concentramento e mostra la ricerca del significato come orientamento concreto dell’esistenza, non come semplice costruzione teorica. Il 1.9 emerge nella capacità di mantenere una direzione interiore nelle condizioni estreme, trasformando la libertà residua e la responsabilità personale in possibilità di risposta; Homo patiens (Homo patiens. Soffrire con dignità).
Erich Fromm*** (7Sv) (Francoforte sul Meno, 23 marzo 1900) psicologo, psicoanalista, filosofo tedesco; la libertà come capacità di essere se stessi e di agire creativamente, opponendosi alla fuga dalla responsabilità e al conformismo sociale. Escape from Freedom (Fuga dalla libertà) analizza i meccanismi attraverso cui l’individuo può rinunciare alla propria autonomia per ottenere sicurezza; The Art of Loving (L’arte di amare) considera l’amore una capacità attiva fondata su cura, responsabilità, rispetto e conoscenza; To Have or to Be? (Avere o essere?) contrappone una modalità esistenziale fondata sul possesso a una modalità fondata sull’essere, sull’esperienza e sulla partecipazione. La sua ricerca 1.9 emerge nella valorizzazione dell’autonomia, della creatività, dell’amore maturo e della capacità di assumere consapevolmente la propria esistenza. Psychoanalysis and Religion; The Forgotten Language; Liebe, Sexualität und Matriarchat; “La creatività richiede il coraggio di lasciare andare le certezze”; “La domanda fondamentale è infatti: qual è lo scopo della vita? Diventare più umani o produrre di più?”, “Che cos’è, dunque, l’uomo? Noi l’abbiamo conosciuto come forse nessun’altra generazione precedente; l’abbiamo conosciuto nel campo di concentramento, in un luogo dove veniva perduto tutto ciò che si possedeva: denaro, potere, fama, felicità; un luogo dove restava non ciò che l’uomo può “avere”, ma ciò che l’uomo deve essere; un luogo dove restava unicamente l’uomo nella sua essenza, consumato dal dolore e purificato dalla sofferenza. Cos’è, dunque, l’uomo? Domandiamocelo ancora. È un essere che decide sempre ciò che è”, “Se una persona ama solo un’altra ed è indifferente a tutti gli altri, il suo amore non è amore ma attaccamento simbiotico o egocentrismo allargato”, “L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te” L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo”, ” In amore il paradosso è che due esseri diventano uno rimanendo due”, “L’amore è la sola risposta sana e soddisfacente al problema dell’esistenza umana”, “L’amore è l’unione con qualcuno o qualcosa, al di fuori di sé, a condizione di mantenere la separazione e la propria integrità”, “L’uomo è l’unico animale per il quale la propria esistenza è un problema che deve risolvere”, “La sanità di mente è solo ciò che sta nella cornice di riferimento del pensiero convenzionale”, “Il pericolo del passato era che gli uomini diventavano schiavi. Il pericolo del futuro è che gli uomini possono diventare robot”, “Non ci può essere vera libertà senza che la libertà venga meno”, “Non c’è nessuna attività, nessuna impresa che viene intrapresa con così terribili speranze e aspettative e che fallisce così regolarmente, come l’amore”, “Non c’è nessun significato nella vita tranne il significato che l’uomo dà alla propria vita scoprendo i propri poteri”.
Jane Goodall (9) (Londra, 3 aprile 1934) antropologa, etologa inglese. La sua ricerca sugli scimpanzé nella riserva di Gombe costituisce un esempio paradigmatico di ricerca sul campo fondata sull’osservazione diretta e sulla lunga permanenza nell’ambiente studiato. In the Shadow of Man documenta questa esperienza e il cambiamento prodotto dalle sue osservazioni nella comprensione del comportamento degli scimpanzé. La successiva attività internazionale per la conservazione della natura amplia la ricerca scientifica verso l’azione concreta e la responsabilità ecologica, elemento coerente con il passaggio 1.9 dalla scoperta all’intervento. “Molte malattie umane provengono da virus che sono ‘saltati’ da animali all’uomo. Le condizioni dei mercati della carne selvatica e del traffico, dove spesso ci sono animali stipati, consentono al virus di passare all’uomo con più probabilità”.
Giuseppe Masi (Firenze, 4 aprile 1915) scrittore, filosofo, poeta italiano, Lo spiritualismo ellenistico.

Wilhelm Reich*** (11PrSUf) (Dobrzcynica, 24 marzo 1897) medico, psicoanalista austro-statunitense; porta la psicoanalisi oltre l’interpretazione esclusivamente verbale, sviluppando l’analisi del carattere e una ricerca centrata sull’interazione fra psiche, corpo, sessualità ed energia. Character Analysis studia le difese caratteriali come strutture corporee e psichiche; The Function of the Orgasm approfondisce la funzione dell’eccitazione e della scarica sessuale nella dinamica dell’organismo; The Mass Psychology of Fascism collega repressione sessuale, struttura caratteriale e autoritarismo sociale. Successivamente Reich sviluppa la teoria dell’orgone e conduce ricerche sperimentali sull’energia biologica, mantenendo una spinta interdisciplinare che lo porta dalla psicoanalisi alla biologia e alla fisica. Il suo percorso 1.9 è caratterizzato dalla ricerca radicale, dall’opposizione alle strutture repressive e dalla volontà di verificare concretamente ipotesi sulla vita, sul corpo e sulla libertà; scoprì l’energia che tutto pervade che chiamò “orgone” e la descrisse come “una potente massa libera primordiale che opera attraverso l’universo come la forza fondamentale della vita” e “la realtà scientifica che molti chiamano Dio”. Sviluppò strumenti con lo scopo di scoprirla e re-impiegarla con propositi di guarigione e ambientali. Fu costantemente perseguitato nel suo sforzo di ricerca e le sue pubblicazioni furono bruciate o pesantemente censurate. La sua vita controversa ebbe fine in una prigione federale americana dove stava scontando una condanna di due anni per aver divulgato il suo “accumulatore di energia orgone”. In particolare studiò l’energia sessuale e la funzione dell’orgasmo, cercando di misurare i diversi stadi dell’orgasmo e la sua energia fondamentale (l’orgone). Secondo la sua visione l’energia sessuale non espressa è la principale causa di rancori e il risultato di condizionamenti. Il suo libro, La Rivoluzione Sessuale, promuoveva la contraccezione libera, l’aborto e un’educazione sessuale più aperta. Reich condusse anche vaste ricerche sulle origini della vita e costruì contenitori per accumulare l’energia orgone nell’atmosfera che egli considerò come una forza entropico-negativa presente in natura, responsabile della concentrazione e dell’organizzazione della sostanza. Credeva che nei contenitori si potesse trattare il cancro e altre malattie, ma la stampa popolare le descrisse come scatole del sesso che avevano lo scopo di provocare lunghe erezioni. Fu interessato anche allo studio di veicoli non-ordinari dichiarando che l’energia orgone veniva usata come propellente dagli UFO. Arguì che la malattia era principalmente dovuta a blocchi dell’energia orgone dentro il corpo e condusse molti test scientifici per provare la sua teoria. Molte delle sue scoperte furono confermate da Einstein con il quale Reich ebbe rapporti controversi. Reich fu il pioniere delle psicoterapie body-oriented e emotions-based e un’importante autorità nella terapia Gestalt di Fritz Perls, nella terapia primordiale di Arthur Janov e nell’analisi bioenergetica di Alexander Lowen. Fu l’ispiratore di artisti e musicisti come Patti Smith, Kate Bush, Frank Zappa e Suzanne Vega. Una delle sue opere (Ascolta, Piccolo Uomo!) scritta nel 1946 è una penetrante dissezione dell’uomo ordinario, che Reich chiama il “piccolo uomo”. Come dice l’autore il libro “riflette l’agitazione interiore di uno scienziato e medico che ha osservato il piccolo uomo per molti anni e ha visto, prima con stupore, poi con orrore, che cosa fa a se stesso; come soffre, si ribella, onora i suoi nemici e uccide i suoi amici; come, dovunque acquisisce potere “in nome della gente”, ne fa cattivo uso e lo trasforma in qualcosa di più crudele della tirannia che ha precedentemente sopportato per mano di sadici d’alto ceto”The Sexual Revolution (La rivoluzione sessuale);The Murder of Christ (L’assassinio di Cristo); The Mass Psychology of Fascism; The Invasion of Compulsory Sex-Morality; The Oranur Experiment; Ether, God and Devil; Listen Little Man!* (Ascolta piccolo uomo).  “Lasciare la vita scorrere liberamente sarà il primo passo verso la libertà e verso la pace sulla terra”, “Se sapete che cos’è l’oceano, che sia calmo, che stia muovendosi o che sia pienamente sveglio, saprete che cos’è Dio e saprete di che cosa hanno parlato tutti i Cristi nella storia dell’uomo. Se non sapete che cosa sia l’oceano, siete semplicemente perduti, non importa chi voi siate. Se avete paura di immergervi nelle sue profondità, forse conoscerete che cosa sia l’oceano solo in uno specchio, ma non potrete impedire di essere una parte dell’oceano, una parte che emerge dalle sue profondità e che ritorna nella sua immobilità. E nell’uscire e nel rientrare nell’oceano, portate con voi la sua profondità; non una piccola parte di profondità messa a confronto delle grandi profondità oceaniche. Non un milligrammo di profondità messo a confronto con mille tonnellate di profondità. La profondità è la profondità, non importa che si tratti di un grammo o di una tonnellata. È una qualità e non una quantità. Agisce pienamente tanto in una lucciola, quanto in un elefante. Il minuscolo nervo di una farfalla ha fondamentalmente la stessa funzione del nervo più grosso di una balena”.
Slavoj Zizek** (Lubiana, 21 marzo 1949) filosofo marxista, sociologo, politologo sloveno; combina Hegel, Marx e Lacan in una critica dell’ideologia, della cultura e dei meccanismi inconsci che strutturano il comportamento sociale. The Sublime Object of Ideology rappresenta un riferimento centrale del suo metodo, nel quale l’analisi filosofica e psicoanalitica viene utilizzata per mettere in discussione ciò che appare naturale o ovvio. Il 1.9 emerge nella volontà di affrontare direttamente le contraddizioni delle strutture sociali e di sottoporre a critica radicale le convinzioni dominanti. “le epidemie virali ci rammentano la contingenza ultima e l’insensatezza della vita: per quanto spettacolari possano essere gli edifici spirituali che noi, il genere umano, fondiamo, una stupida contingenza naturale come un virus o un asteroide può decretarne la fine… per non citare la lezione dell’ecologia, ossia che noi umani, senza nemmeno rendercene conto, possiamo contribuire a questa fine”, “Sono d’accordo con Sofocle: la più grande fortuna è non essere mai nati – tuttavia, come dice anche la battuta, pochissime persone sono riuscite nell’impresa”.

ARTE: 1.9 esprime un’arte di forte intensità, movimento, esplorazione e apertura verso dimensioni che oltrepassano la rappresentazione ordinaria. Il 1.9 privilegia l’immaginazione che trasforma la percezione, la ricerca di una visione nuova, il rapporto diretto con la natura, la luce, il colore e lo spazio, insieme alla capacità dell’artista di rompere convenzioni e sviluppare un linguaggio autonomo. In Vincent van Gogh questa spinta assume una forma esemplare nella pittura come esperienza visionaria della natura, nella forza del colore e nella trasformazione del paesaggio in energia espressiva.

Albert Anker (Ins, 1° aprile 1831) pittore svizzero.
Fra Bartolomeo (1Ub) (Prato, 21 agosto 1473) pittore italiano; Cristo tra i quattro evangelisti; Minerva; Giudizio Universale; Assunzione della Vergine.
Lorenzo Bonechi (Figline Valdarno, 12 aprile 1955) artista italiano; figurazione, simbolismo sacro, architettura e aspirazione trascendente, forme geometriche essenziali. Il ciclo Le città celesti interpreta la Gerusalemme celeste attraverso portali, mura, torri, alberi e strutture geometriche, trasformando lo spazio architettonico in immagine di una realtà ulteriore. Il viaggio in Grecia e Turchia e lo studio dell’arte bizantina e delle icone russe ampliarono la sua ricerca, mentre il passaggio verso campiture pure e forme rigorose mostra una progressiva concentrazione dell’immagine sulla sua dimensione simbolica. Il 1.9 emerge nella tensione verso un territorio spirituale nuovo, nella costruzione di città visionarie e nella ricerca di una forma capace di collegare mondo terreno e dimensione trascendente. Corteo rustico; San Galgano; Il tempio; La pergola; Le città celesti.
Vincent van Gogh (4Nf) (Zundert, 30 marzo 1853) pittore olandese; osservazione oltre la rappresentazione naturalistica attraverso colore, pennellata e movimento, trasformando paesaggio e natura in esperienza emotiva e visionaria. La notte stellata costituisce un esempio centrale: il cielo viene costruito attraverso vortici, luce radiante e pennellate dinamiche, mentre la composizione unisce osservazione, immaginazione e intensificazione espressiva. Anche Gli ulivi mostra la libertà di modificare forme, contorni e ritmo cromatico per rendere più intensa l’esperienza della natura. Il suo percorso 1.9 emerge nella ricerca incessante di un linguaggio pittorico personale e nella capacità di spingere la pittura verso una visione più intensa del mondo. Teschio con sigaretta accesa; Dolore; Notte stellata; La ronda dei carcerati; A. Kurosawa, Sogni; A. Resnais, Van Gogh; M. Pialat, Van Gogh; J. Schnabel, At Eternity’s Gate; R. Altman, Vincent & Theo.
Jul (Maisons-Alfort, 11 aprile 1974) (Julien Berjeaut) disegnatore, fumettista francese; Silex and the City.
Giulio Camagni (Udine, 25 marzo 1973) fumettista, pittore italiano.
Cecil Collins (12PrSp) (Plymouth, 23 marzo 1908) pittore inglese; pittura visionaria fondata su immagini spirituali, archetipiche e simboliche, con figure di angeli, folli, pellegrini, Cristo e immagini di luce. The Promise, The Quest, The Music of Dawn e Fool and Angel esprimono una ricerca orientata verso una realtà spirituale oltre la percezione ordinaria. Il tema del Fool rappresenta per Collins la creatività poetica e la capacità di conservare uno sguardo libero dalla meccanizzazione della società, mentre le immagini della luce, della resurrezione e dell’alba traducono artisticamente un movimento verso una realtà rinnovata. La sua dichiarazione “My face is set towards the dawn” sintetizza efficacemente questa tensione verso una nuova visione. The Promise; The Quest; The Music of Dawn; The Poet; Fool and Angel.
Paola Pallottino (Roma, 9 aprile 1939) illustratrice, storica dell’arte, paroliera italiana.
Massimo Rotundo (Roma, 11 aprile 1955) fumettista, illustratore, pittore italiano.
Camillo Sitte (Pp) (Vienna, 17 aprile 1843) architetto, urbanista, pittore austriaco; Wiener Mechitaristenkloster.

LETTERATURA: 1.9 privilegia generi fondati sul viaggio, sull’avventura, sulla ricerca, sull’esplorazione di territori sconosciuti e sul superamento di condizioni date. Vi rientrano il romanzo d’avventura e di formazione, la narrativa di viaggio e di esplorazione, la fantascienza spaziale, il fantastico e la speculative fiction, le distopie e le utopie, il romanzo di ricerca e di iniziazione, la narrativa di frontiera, il romanzo storico centrato su imprese e trasformazioni, la letteratura investigativa quando l’indagine diventa ricerca radicale della verità e le forme sperimentali che utilizzano il viaggio come struttura narrativa o metafora della trasformazione. Un tratto comune è la presenza di una direzione: il protagonista parte, attraversa una soglia, entra in un territorio fisico o mentale sconosciuto, affronta prove e ritorna modificato oppure raggiunge una nuova condizione. La fantascienza 1.9 amplia questo schema fino allo spazio, al futuro e al contatto con forme di vita o civiltà differenti, utilizzando l’ignoto per interrogare i limiti dell’umanità. La narrativa fantastica introduce invece mondi alternativi, realtà parallele e possibilità non ordinarie, mentre la distopia mette il protagonista davanti a sistemi sociali che devono essere attraversati, contestati o compresi. Il romanzo picaresco e quello autobiografico possono assumere una forma 1.9 quando l’esistenza viene vissuta come successione di spostamenti, incontri, rischi e trasformazioni. Anche la poesia sperimentale può appartenere a questa area quando rompe le forme linguistiche convenzionali per esplorare nuovi territori percettivi e immaginativi. Il nucleo 1.9 non consiste quindi semplicemente nell’azione o nell’avventura esteriore, ma nella letteratura come strumento di esplorazione: andare verso ciò che non è ancora conosciuto, mettere alla prova identità e convinzioni, confrontarsi con l’alterità e trasformare il viaggio in conoscenza.

Aleksandr Afinogenov (Алекса́ндр Никола́евич Афиноге́нов) (Skopin, 4 aprile 1904) drammaturgo russo.
Kingsley Amis (Londra, 16 aprile 1922) scrittore, poeta britannico; BP (The Old Devils); The Alteration*; The Anti-Death League*; Russian Hide-and-Seek.
Théodore Aubanel (10NiPpSb) (Avignon, 26 marzo 1829) poeta francese provenzale.
Marcel Aymé (4Sb) (Joigny, 29 marzo 1902) scrittore francese di letteratura per ragazzi; Uranus.
Sebastiano Bagolino (Alcamo, 25 marzo 1562) poeta italiano.
Russell Banks (1) (Newton, 28 marzo 1940) scrittore, poeta statunitense; Cloudsplitter.
Donald Barthelme (Up) (Filadelfia, 7 aprile 1931) scrittore statunitense; Unspeakable Practices, Unnatural Acts* (Atti innaturali, pratiche innominabili).
Hervé Bazin (3) (Angers, 17 aprile 1911) scrittore francese; Vipère au poing.
Samuel Beckett** (8) (Dublino, 13 aprile 1906) drammaturgo, scrittore irlandese, esponente del Teatro dell’assurdo, antinatalista;  Nobel per la letteratura 1969; Aspettando Godot – En attendant Godot – Waiting for Godot (1952), Finale di partita – Fin de partie – Endgame (1956), L’ultimo nastro di Krapp – Krapp’s Last Tape – La dernière bande (1958), Giorni felici – Oh les beaux jours – Happy Days (1961), Va e vieni – Come and go – Va-et-vient (1965), Respiro – Breath – Souffle (1968), Catastrofe – Catastrophe (1982), Cosa dove – What Where – Quoi où (1983); Murphy (1938), Watt (1953), Mercier e Camier – Mericer et Camier – Mercier and Camier (1946), Molloy (1951), L’innominabile – L’Innomable – The Unnamable (1953), Come è – Comment c’est – How It Is (1961). “Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio”, “Passi gli anni di studio sprecando coraggio per gli anni di vagabondaggio attraverso un mondo che educatamente si tiene alla larga dalla volgarità d’imparare”, “Non c’è niente di più comico dell’infelicità”; “Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano”, “A cavalcioni di una tomba e di un parto difficile. Giù nel buco, indugiando, il becchino mette il forcipe. Abbiamo tempo per invecchiare. L’aria è piena delle nostre grida”, “La nascita è stata la sua morte”, “Beckett… prende di mira i genitori come criminali irresponsabili anche se, ovviamente, nella vita la cortesia glielo ha impedito dall’esprimere i suoi veri sentimenti. Hamm denuncia i suoi genitori in Endgame come “progenitori maledetti” e Molloy è amaramente incapace di perdonare sua madre per averlo messo al mondo. In privato ho conosciuto Beckett per esprimere una rabbia passiva verso coloro che insistevano per avere una famiglia” (John Calder, The Philosophy of Samuel Beckett). in Waiting for Godot Vladimir ed Estragon progettano continuamente di partire, ma rimangono immobili, trasformando il viaggio in un’attesa senza compimento. La tensione fra impulso al movimento e impossibilità di muoversi diventa così una radicale interrogazione sull’azione, sulla speranza e sul significato. Nella trilogia Molloy, Malone muore e L’innominabile il motivo del viaggio ritorna in forma ancora più estrema: i personaggi cercano, si spostano, attraversano spazi e perseguono una meta, ma il percorso conduce progressivamente alla perdita delle certezze e dell’orientamento. Il 1.9 emerge quindi non come avventura vittoriosa, ma come spinta inesauribile a cercare nonostante l’assenza di garanzie, nella tensione fra partenza e immobilità, ricerca e fallimento. La sua pertinenza è dunque significativa proprio come forma limite e rovesciata dell’archetipo dell’esploratore.
Josefa Berens-Totenohl (5) (Meschede, 30 marzo 1891) scrittrice, pittrice tedesca.
Donato Carrisi (Nv) (Martina Franca, 25 marzo 1973) scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, regista italiano; PB (Il suggeritore); DD (La ragazza nella nebbia); Il tribunale delle anime; L’ipotesi del male; L’uomo del labirinto; La casa delle voci; “La sofferenza ha un compito. Serve a ricomporre i legami tra le cose dei vivi e quelle dei morti. È un linguaggio che sostituisce le parole. Che cambia i termini della questione”[1].
Giacomo Casanova (8Ui) (Venezia, 2 aprile 1725) avventuriero, scrittore, agente segreto italiano; Icosameron; F. Fellini, Il Casanova di Federico Fellini. Icosameron rappresenta un caso particolarmente pertinente per il 1.9 perché costruisce un viaggio fantastico all’interno della Terra cava, trasformando l’esplorazione geografica in scoperta di un mondo radicalmente diverso. Il romanzo anticipa il motivo del “mondo perduto” e combina avventura, invenzione scientifica, viaggio sotterraneo e costruzione di una civiltà alternativa. La stessa figura autobiografica di Casanova, avventuriero e viaggiatore, rafforza il tema della vita come movimento continuo attraverso ambienti, culture e situazioni imprevedibili.
Martina Cole (Aveley, 30 marzo 1959) scrittrice britannica di romanzi sul crimine.
Francis Dannemark (10Ub) (Momignies, 13 aprile 1955) scrittore, poeta belga.
Enrico Deaglio (1.9/10) (Torino, 11 aprile 1947) giornalista, scrittore italiano.
Luca Doninelli (Leno, 31 marzo 1956) scrittore, giornalista italiano; Le cose semplici; La conoscenza di sé.
José Echegaray (5) (Madrid, 19 aprile 1832)matematico, drammaturgo, politico spagnolo, NL.
Raymond Z. Gallun (11) (Beaver Dam, 22 marzo 1911) scrittore di fantascienza statunitense; The Planet Strappers porta il paradigma 1.9 nella fantascienza spaziale: l’esplorazione di nuovi ambienti e l’espansione dell’esperienza umana oltre la Terra diventano elementi strutturali della narrativa. La fantascienza di Gallun è quindi pertinente al tema della conquista di nuovi territori conoscitivi e dell’apertura dell’immaginazione verso possibilità tecnologiche e cosmiche. 
Cinzia Giorgio (Nv) (Venosa, 1º aprile 1975) scrittrice italiana; L’enigma Botticelli.
Remy de Gourmont (9Pr) (Bazoches-au-Houlme, 4 aprile 1858) poeta, romanziere francese.
Ota Hofman (Sv) (Praga, 10 aprile 1928) autore cecoslovacco di letteratura per l’infanzia.
Nick Hornby (Sv) (Redhill, 17 aprile 1957) scrittore, sceneggiatore britannico; About a Boy; A Long Way Down*; An Education; Brooklyn; Fever Pitch*, High Fidelity (Alta fedeltà).
Richard Hughes (9) (Weybridge, 19 aprile 1900) scrittore, poeta britannico.
Vivian Lamarque (Tesero, 19 aprile 1946) scrittrice, poetessa italiana.
Curzio Maltese (Milano, 30 marzo 1959) giornalista, scrittore italiano; La questua.
Lucifero Martini (Firenze, 25 marzo 1916) scrittore, poeta italiano.
Giampiero Mughini (1.9/10) (Catania, 16 aprile 1941) giornalista, scrittore italiano.
Sean O’Casey (3Sp) (Dublino, 30 marzo 1880) scrittore irlandese; The Plough and the Stars.
Margaret Oliphant (Wallyford, 4 aprile 1828) scrittrice, poetessa scozzese; spazi liminali, apparizioni, passaggi e viaggi per mettere in relazione i vivi con i morti e il mondo ordinario con una realtà ulteriore. Questa esplorazione dell’invisibile non è semplice evasione fantastica: diventa uno strumento per interrogare religione, identità, modernità e limiti della percezione.
José Rodrigues dos Santos (Beira, 1º aprile 1964) giornalista, scrittore portoghese; O Codex 632 costruisce la ricerca come indagine operativa: Tomás Noronha, storico e crittografo, viene coinvolto nella soluzione di un’indagine rimasta irrisolta e deve decifrare manoscritti, codici ed enigmi legati alla vera identità di Cristoforo Colombo. La ricerca conduce così dalla documentazione storica a una ricostruzione delle grandi esplorazioni geografiche e della scoperta dell’America. Il 1.9 emerge dalla combinazione fra ricerca della verità, decifrazione, viaggio storico e confronto con una questione capace di modificare la conoscenza consolidata.
Enric Sió (Badalona, 5 aprile 1942) fumettista spagnolo; Aghardi è uno dei casi più nettamente pertinenti al 1.9 dell’elenco. La storia mette in scena una spedizione internazionale di scienziati che attraversa il Sudamerica e il Tibet alla ricerca di tracce extraterrestri e di antiche civiltà, fino alla scoperta del regno sotterraneo di Aghardi. Ricerca scientifica, viaggio attraverso territori remoti, mistero, civiltà perdute, esplorazione del sottosuolo e apertura verso realtà non ordinarie costituiscono una combinazione diretta dei temi 1.9. L’avventura diventa contemporaneamente ricerca geografica, antropologica e cosmologica.
Boris Strugatsky (Борис Натанович Стругацкий) (Up) (Leningrado, 14 aprile 1933) scrittore russo di fantascienza, in coppia con il fratello Arcady; Tentativo di fuga; Lunedì inizia sabato; La città condannata; La chiocciola sul pendio.  In È difficile essere un dio, l’esploratore terrestre Anton entra in una società aliena arretrata e deve confrontarsi con il limite fra osservazione e intervento; in Picnic sul ciglio della strada, l’area della Zona diventa un territorio pericoloso e incomprensibile nel quale gli stalker affrontano fenomeni e oggetti che superano radicalmente la conoscenza umana. Il 1.9 emerge nella spinta verso l’ignoto, ma anche nella trasformazione dell’esplorazione in interrogazione dei limiti dell’uomo e della sua capacità di agire in un mondo che non comprende pienamente. “L’uomo nasce per pensare … Solo che non ci credo. Non ci ho mai creduto, e continuo a non crederci, e per cosa sia nato l’uomo, non ne ho idea. È nato, tutto qui. Raschia come meglio può”, “Ogni uomo è un mago nel suo cuore, ma diventa un mago solo quando inizia a pensare meno a se stesso e più agli altri, quando il suo lavoro diventa più interessante per lui che semplicemente divertirsi nel vecchio significato di quella parola”, “Non hai mai notato… quanto è più interessante l’ignoto del conosciuto? L’ignoto ci fa pensare, fa scorrere un po’ più veloce il nostro sangue e dà origine a vari deliziosi pensieri. Fa cenno, promette. È come un fuoco tremolante nel cuore della notte. Ma non appena l’ignoto diventa noto, è altrettanto piatto, grigio e poco interessante come tutto il resto”.
Enrique Vila-Matas (Barcellona, 31 marzo 1948) scrittore, saggista spagnolo; El viaje vertical costruisce il viaggio come trasformazione personale: un uomo anziano, dopo l’abbandono della moglie, intraprende un percorso fisico che diventa progressivamente ricerca di una nuova identità e di una diversa possibilità di vita. Exploradores del abismo porta ancora più esplicitamente la ricerca verso l’ignoto e l’abisso, utilizzando il viaggio come metafora della ricerca del significato e dell’esplorazione di territori interiori e letterari. Il 1.9 emerge nella trasformazione del viaggio in apertura verso possibilità impreviste e nella disponibilità a entrare nell’ignoto senza una conclusione già stabilita.
Anne Waldman (4Nr) (Millville, 2 aprile 1945) poetessa statunitense (Jack Kerouac School of Disembodied Poetics); Fast Speaking Woman* poesia performativa e ritmica che trasforma la parola in azione sonora. Il 1.9 emerge nella volontà di oltrepassare i confini convenzionali della poesia, coinvolgere il corpo e la voce e utilizzare l’immaginazione come strumento di apertura culturale e trasformazione.; IP. “Il nostro bisogno di re-immaginare il nostro mondo attraverso la laringe vibratoria, questo è ciò che conta. Risveglia il mondo a sé stesso. Attraverso idee, immagini, suoni”.
Bob Woodward (6Ni) (Geneva, 26 marzo 1943) giornalista, saggista statunitense; All the President’s Men.

MUSICA: 1.9 esprime una musica di movimento, slancio, libertà, ricerca e trasformazione, nella quale il suono diventa impulso ad andare oltre una condizione conosciuta. Il 1.9 comprende inni all’avventura e alla strada, brani dedicati alla conquista della libertà, alla partenza e all’esplorazione, musiche che trasformano il conflitto in energia d’azione, canti di viaggio e di ricerca spirituale, composizioni orientate verso la luce, la speranza e una nuova possibilità dell’esistenza. Sono pertinenti anche forme musicali nelle quali il ritmo produce espansione e liberazione, il rock e il folk legati alla ribellione e all’indipendenza, la world music intesa come incontro fra culture e superamento delle frontiere, il reggae e il soul quando trasformano aspirazioni collettive in visioni di liberazione, e la musica pop quando assume la forma di un’affermazione personale, di una decisione o di un invito ad avanzare. Il 1.9 privilegia quindi il brano come forza propulsiva: partire, attraversare, cercare, superare un ostacolo, conquistare una nuova libertà, accendere una luce e portarla oltre il proprio limite.
Jean-Louis Aubert (12) (Nantua, 2 aprile 1955) cantautore, compositore rock/pop, produttore francese (Téléphone); “Isolement”; “Reflets du vide”.
Chester Bennington (8Nv) (Phoenix, 20 marzo 1976) cantautore, musicista statunitense (Linkin Park, Stone Temple Pilots, Dead by Sunrise); “Lost in the Echo” (2012). “New Divide” sviluppa il tema del superamento di una separazione e della ricerca di una nuova possibilità oltre ciò che è crollato. Le immagini del fulmine, delle rovine e delle ceneri vengono contrapposte alla richiesta di trovare una ragione, attraversare la distanza e raggiungere la verità “across this new divide”. Il 1.9 emerge nella volontà di trasformare perdita, errore e conflitto in un attraversamento verso una nuova condizione.
John Butler (Torrance, 1º aprile 1975) cantautore, musicista bluegrass australiano; “Better Than”; “Inspiration”. “One Way Road” è molto più direttamente pertinente al 1.9 di “Better Than”: il brano contrappone il percorso imposto dai poteri economici e politici alla scelta di cambiare direzione, trasformando la chitarra in uno strumento di opposizione e di lotta nonviolenta. L’immagine della strada che può essere invertita e l’affermazione della volontà di “turn it all around” esprimono movimento, libertà, resistenza e capacità di scegliere autonomamente la propria direzione. Il brano appartiene all’album April Uprising e combina critica sociale e impulso all’azione.
Sébastien Chato (2Sf)(Marseille, 5 aprile 1961)cantante pop latino francese; “Soy”; “C’est la vie”; “Gracias a la vida”.
Lodovica Comello (1.9/8) (San Daniele del Friuli, 13 aprile 1990) cantante pop, attrice, conduttrice italiana; “Encender nuesta luz” (Chicas, amigas de verdad Haciendo realidad Los sueños y las fantasías Con decisión y sin dudar Con los pies sobre la tierra Hasta el cielo vuelo Tocando el sol Volando voy No hay nada que me detenga Seré lo que quiero Que importa que piensan de mí Yo voy dejando mi huella Hasta el cielo vuelo Todo está en el corazón Somos las chicas guerreras Conquistando, luchando Voy por lo que quiero No me detiene un “no puedo”); “Il cielo non mi basta” (2017; Mi prenderò solo un po’ di te Un istante di complicità Un deserto di felicità Che passerà e lascerà la polvere Che come il vento ci confonderà); “Alcancemos las estrellas”; “Tienes el talento”. “Non cadiamo mai” porta ancora più chiaramente nel 1.9 il tema del salto nell’ignoto: sogni, movimento, strade e cieli attraversati, rifiuto di guardare indietro, equilibrio fra vertigine e follia e capacità di continuare senza fermarsi. L’immagine del salto senza cadere sintetizza una fiducia attiva che trasforma il rischio in esperienza e il movimento in possibilità.
Sal Da Vinci (New York, 7 aprile 1969) (Salvatore Michael Sorrentino) cantante pop/canzone napoletana, attore italiano; “Il mercante di stelle” (E continuo a domandarmi Quale strada sceglierò La mia vita mi risponde Basta dare tutto quel che ho Sono ogni sera mercante di stelle E le più belle le regalerò A chi mi apre la porta del cuore A chi all’amore non sa dire no A chi ha in tasca una speranza Non la vuol gettare via E dipinge la realtà di fantasia A chi è stato innamorato e ora non lo è più Io gli do una stella così può salirci su Sono ogni sera mercante di stelle Ed il cielo mio sei tu) vita concepita come cammino, la scelta della strada come responsabilità personale e il sogno come possibilità da mantenere viva. Il protagonista offre simbolicamente stelle a chi conserva speranza, affronta il proprio destino e attende un nuovo giorno; la canzone associa quindi viaggio, immaginazione, generosità e fiducia nella possibilità di trasformare la realtà. 
Natalie Dessay (7) (Lione, 19 aprile 1965) soprano francese.
Leone Di Lernia (2) (Trani, 18 aprile 1938) conduttore, cantautore trash-demenziale italiano.
Jürgen Drews (7SfNi) (Nauen, 2 aprile 1945) cantante pop/Schlager tedesco; “Das ist der Moment”.
Ella Eyre (Londra, 1º aprile 1994) cantante pop britannica; “Ego”.
Perry Farrell (New York, 29 marzo 1959) cantautore, musicista alternative rock, scultore statunitense (Jane’s Addiction); “Let’s all pray for this world” 1.9: purificazione, ricerca della luce, superamento della paura, richiesta di forza e apertura verso una dimensione superiore vengono trasformate in un’invocazione musicale rivolta al mondo. Il brano unisce preghiera e azione interiore, presentando la ricerca della luce come risposta alle forze distruttive e alla paura (2019; Opening prayers to cleanse the mind Reach out, find out we are all divine Pray for safety in the night Aim your vessel toward the guiding light End your fears, may they all cease Melodies to slay the silent beast Ask for strength to be my best Pry from Satan those he has possessed Let’s all pray for this world Let’s all pray for this world Send it high where angels soar Let’s all pray for this world); “Go All the Way”; “Human Condition”; “Awesome”. “Go All the Way” è una scelta più direttamente 1.9 rispetto ai brani già presenti nel tuo elenco perché il titolo stesso concentra il tema dell’andare fino in fondo: superare esitazione e limite, assumere pienamente l’esperienza e portare l’impulso vitale verso il suo compimento. È pertinente al versante più audace e propulsivo del 1.9, nel quale l’energia non viene trattenuta ma condotta fino alla sua destinazione.
Giusy Ferreri (2Nv) (Palermo, 18 aprile 1979) cantante, cantautrice pop italiana; “Il party”; “La distanza” (2017; Proteggiamo i ricordi Dentro i nostri fantasmi Aspettiamo che tutto torni più normale Poi decideremo insieme da che parte stare Io saró la distanza Tra il mio corpo e l’inferno Ma non posso portarti in cielo se non voli Posso solo insegnarti come camminare a piedi nudi; “Ma il cielo è sempre più blu”; “Non ti scordar mai di me”; “Prometto di sbagliare”; “Partiti adesso”; “Momenti perfetti”; “Ma il cielo è sempre più blu”; “Immaginami”.
Anders Fridén (Göteborg, 25 marzo 1973) cantante, musicista, compositore nu-metal svedese (In Flames); “The Quiet Place” (2004; Spinning further, deeper I know you’re out to try me I’m not in this to be a slave Push the dirt Make me feel Locate what swallows life night bird you build my world And then I close my eyes And then I close my eyes Judge me now Used to be afraid to let it show, bow down A king in my own mind Everything’s in place So much brighter from today Drown the monster Make all bad dreams go away Whatever it takes to keep your hands free Open scars The quiet place All the bridges fall to the ground And you say you sacrificed And then I close my eyes And then I close my eyes).
Richard Gotainer (4) (Longuyon, 30 marzo 1948) cantante di cabaret e musica demenziale, umorista francese; “La ballade de l’obsédé” (1982; Le soir quand j’suis tout seul, sur le lit d’ma chambrette Dans ma tête je lutine des minous de minettes Des nanas cousues mains que j’imagine partout Tout seul je fais la fête, j’mets la literie tout sens dessus dessous J’suis un malade du porte-jarretelle, c’est la ballade obsessionnelle); “Le mambo du decalcó”.
Samantha Jade (SUv) (Perth, 18 aprile 1987) cantante pop, attrice australiana; “Step Up” costituisce una nuova pertinenza rispetto a “Firestarter”: il brano insiste sull’idea di farsi avanti insieme, affrontare le difficoltà senza arretrare e continuare a muoversi anche quando la situazione diventa difficile. Il suo nucleo 1.9 è espresso proprio dal movimento deciso e dalla disponibilità a superare gli ostacoli assumendo una posizione attiva.  
Goran Karan (Belgrado, 2 aprile 1964) cantante pop/crossover croato.
John Kay (Tilsit, 12 aprile 1944) cantautore, chitarrista hard rock canadese (Steppenwolf); “Born to Be Wild” (Get your motor runnin’ Head out on the highway Looking for adventure In whatever comes our way); “The Pusher”.
Hayley Kiyoko (Los Angeles, 3 aprile 1991) cantautrice dream pop, attrice, regista statunitense; “Demons” (2020; please, forgive me, I’ve got demons in my head There’s something in the water I don’t like the flavour, I don’t like the taste Searching for nirvana Something that’ll take it all away from me Don’t bother me, my misery It’s holding me Won’t let me speak Please, forgive me, I’ve got demons in my head Tryna eat me, tryna feed me lies until I’m dead It’s creeping in, it’s gonna get me by the end of the night I’m sinking deeper, still I’m reaching for the end of the light Burning in the lava You can’t go and pray this type of pain away)
Karel Kryl (Kroměříž, 12 aprile 1944) cantautore folk, compositore ceco.
Kovacs (Sharon Kovacs) (Baarlo, 15 aprile 1990) cantante olandese.
Boby Lapointe (4PiUf) (Pézenas, 16 aprile 1922) cantante francese di canzoni con giochi di parole, inventore della Numerazione Bibi.
Tom Lehrer (Manhattan, 9 aprile 1928) cantautore, musicista, matematico statunitense; “We Will All Go Together When We Go”.
Vesta Lugg (Ottawa, 22 marzo 1995) attrice, cantante canadese, “Touch Me”.
Nellie McKay (Nv) (Londra, 13 aprile 1982) cantautrice, musicista rock/pop britannica.
Herbie Mann (Brooklyn, 16 aprile 1930) flautista jazz statunitense.
Luca Maris (Nv) (Napoli, 8 aprile 1977) cantautore pop/canzone napoletana italiano; “Luna e sole” (2016; Luna ritmo oscuro simbolo di un viaggio Processo naturale che scandisce la notte Capirne e rubarne un po’ il segreto Attraverso la musica diventa verso La luna non conosce discriminazioni Il suo ritmo non conosce confini Madre di ogni terra Di tutte le lingue Basta amarla sai per farsi capire Ogni paese ha il suo ritmo E i ritmi si fondono tra loro La luna non conosce razzismo e col suo ritmo È come un rito per il corpo e per la mente Sole ritmo e luce simbolo di un viaggio Processo naturale che scandisce il tuo giorno Capirne e rubarne un po’ il segreto Attraverso la musica diventa verso Il sole non conosce discriminazioni Il suo ritmo non conosce confini Padre di ogni terra Di tutte le lingue Basta amarlo sai per farsi capire Il sole non conosce discriminazioni Il suo ritmo non conosce confini Padre di ogni terra Di tutte le lingue Basta amarlo sai per farsi capire Ogni paese ha il suo ritmo E i ritmi si fondono tra loro Il sole non conosce razzismo e col suo ritmo È come un rito per il corpo e per la mente La luna e il sole vivono tra le persone Il loro ritmo non conosce confini Sconfiggono le guerre i fanatici ostili Basta amare sai per farsi capire) sviluppa un’immagine universalistica del ritmo come linguaggio capace di oltrepassare frontiere culturali, linguistiche e nazionali. Il brano associa viaggio, luce, ritmo, fusione fra culture e superamento delle discriminazioni, fino alla visione di una musica capace di unire persone e popoli. “Messaggio perfetto”; “Rosso intenso”.
Cristian Mini (Forlì, 4 aprile 1972) cantante, cantautore pop rock italiano (Canclan).
Marti Pellow (8NiPUfSR) (Clydebank, 23 marzo 1965) cantante pop/soul scozzese (Wet Wet Wet).
Gianni Ravera (5Ni) (Chiaravalle, 9 aprile 1920) cantante, impresario, produttore italiano.
Hussam Al Rassam (29 marzo 1978) cantante e attore iracheno.
Johann Abraham Peter Schulz
(Luneburgo, 31 marzo 1747) compositore tedesco.

Jill Scott (4Ur) (Filadelfia, 4 aprile 1972) cantautrice R&B/soul, musicista statunitense; GA (“Cross My Mind”; “Gold Bless the Child”; “Daydreamin'”); “Golden”.
Jay Sean (Londra, 26 marzo 1981) cantante pop/R&B, produttore britannico; “Down”.
Selena (Selena Quintanilla Pérez)(11NfSr) (Lake Jackson, 16 aprile 1971) cantante cumbia/ranchera statunitense; “Back to You”; “Dreaming of You”; “Wolves”; “Como la flor”; GA; G. Nava, Selena; M. Zamora, Selena.
Ravi Shankar (Varanasi, 7 aprile 1920) musicista, compositore indiano; GA (Full Circle; West Meets East).
Otis Spann (Jackson, 21 marzo 1930) pianista, cantante blues statunitense; “Someday”; “Take a Little Walk with Me”; “The Blues Never Die”.
Luigi Tenco (5Sp) (Cassine, 21 marzo 1938) compositore, cantautore italiano; “Mi sono innamorato di te”; “Quando”; “Ciao amore”.
Jonathan Tunick (New York City, 19 aprile 1938) compositore statunitense di colonne sonore cinematografiche; AA (A Little Night Music).
Valeriya (Алла Юрьевна Перфилова) (Atkarsk, 17 aprile 1968) cantante russa, NR.
Sergei Vasilenko (Сергей Никифорович Василенко) (Mosca, 30 marzo 1872) compositore russo.
Veronica Ventavoli (Pescia, 17 aprile 1979) cantante italiana; “L’immaginario”.
Bunny Wailer (Kingston, 10 aprile 1947) cantante reggae, percussionista giamaicano; “Dream Land”. “Rise and Shine” rappresenta un’espressione molto forte del 1.9 collettivo: dalla memoria della schiavitù e della perdita della libertà nasce un movimento verso la liberazione. Il passaggio dalla condizione di prigionia alla decisione di “rise and shine” trasforma la sofferenza storica in energia di emancipazione, dignità e riscatto. È quindi una canzone nella quale il tema della liberazione non rimane aspirazione, ma diventa chiamata all’azione collettiva.
William Walton (4) (Kingston, 10 aprile 1947) compositore inglese.
Simon Webbe (Manchester, 30 marzo 1978) cantante pop inglese; “Lay Your Hands”; “Star”; Coming Around Again” mette in scena il passaggio dalla chiusura alla riapertura della vita: dalla “darkness” alla luce, dal gelo che si scioglie alla sensazione che il peso venga rimosso dalle spalle e che i piedi tornino liberi di muoversi. La canzone insiste sulla possibilità di cogliere una nuova occasione e di abbandonare le sofferenze precedenti. È una forma luminosa e ottimistica del 1.9, fondata sulla ripresa del movimento e sulla fiducia nel cambiamento.

SPETTACOLO: 1.9 esprime lo spettacolo come esperienza di viaggio, impresa, scoperta e trasformazione, privilegiando opere nelle quali i protagonisti escono dal territorio conosciuto, affrontano prove concrete e attraversano situazioni capaci di modificare radicalmente la loro identità. Il cinema 1.9 comprende quindi l’avventura, l’esplorazione geografica, le spedizioni, i viaggi per mare e per terra, la sopravvivenza in ambienti estremi, le imprese storiche, la ricerca di territori sconosciuti, il viaggio iniziatico, la fantascienza esplorativa e le narrazioni nelle quali un personaggio assume un rischio considerevole per raggiungere una meta. Comprende anche il cinema di liberazione e di frontiera, quando l’azione nasce dal rifiuto di una condizione imposta e dalla volontà di conquistare una nuova possibilità di esistenza. Un’altra forma importante è il viaggio interiore rappresentato attraverso un’azione esterna: il protagonista affronta una spedizione, una guerra, una fuga, una traversata o una prova fisica e, nel processo, scopre una dimensione nuova di sé. Il 1.9 valorizza inoltre la figura dell’esploratore, del pioniere, del viaggiatore, del ribelle, del sopravvissuto e di chi accetta di entrare in un territorio che non offre garanzie. La natura può diventare antagonista, ma anche spazio di rivelazione; il deserto, la giungla, il mare, la montagna, lo spazio cosmico e i territori sconosciuti funzionano come luoghi nei quali l’essere umano è costretto a mettere alla prova coraggio, inventiva e capacità di adattamento. Il fuoco, la luce, la libertà, la strada e l’orizzonte costituiscono immagini ricorrenti di questa cinematografia. Il 1.9 comprende inoltre opere nelle quali la ricerca della verità richiede un’indagine rischiosa e quelle in cui una visione apparentemente impossibile diventa il motore di un’impresa concreta. Lo spettacolo diventa così una forma di esperienza vicaria dell’avventura: non soltanto assistere a un’azione, ma essere condotti attraverso una soglia, entrare nell’ignoto e partecipare simbolicamente al rischio della trasformazione.
Silvano Agosti (4PiSfp) (Brescia, 23 marzo 1938) regista, sceneggiatore, filosofo, scrittore, poeta italiano; Nel più alto dei cieli; La seconda ombra; La ragion pura. L’uomo proiettile sviluppa il tema della fuga dalle convenzioni sociali e della ricerca di una forma di esistenza alternativa. Il viaggio assume una dimensione esistenziale e diventa possibilità di sottrarsi ai condizionamenti ordinari e di esplorare forme diverse di libertà personale.
Andrea Arnold (Dartford, 5 aprile 1961) regista, sceneggiatrice, attrice britannica; AA (Wasp); BA (Red Road; Fish Tank); American Honey segue una giovane protagonista che abbandona l’ambiente familiare e si unisce a un gruppo itinerante che attraversa gli Stati Uniti vendendo abbonamenti porta a porta. Il viaggio, l’abbandono di una condizione precedente, la ricerca di autonomia e l’esplorazione di nuovi ambienti sociali costituiscono un’espressione significativa del 1.9.
María Luisa Bemberg (1.9/8) (Buenos Aires, 14 aprile 1922) regista, sceneggiatrice argentina; An (Camila).
Susanne Bier (Copenaghen, 15 aprile 1960) regista, sceneggiatrice danese; AA (Hævnen); An (After the Wedding); Brothers; The Night Manager. A Second Chance pone i protagonisti davanti a una situazione estrema che li costringe a prendere decisioni radicali e ad affrontare conseguenze capaci di modificare irreversibilmente le loro vite. La pertinenza 1.9 riguarda la capacità di agire sotto pressione, assumere responsabilità e prendere una direzione quando non esiste una soluzione semplice.
Dirk Bogarde (3Nr) (Londra, 28 marzo 1921) attore, cantante britannico; BA (The Servant; Darling); Il portiere di notte.
Rory Bremner (7) (Edimburgo, 6 aprile 1961) comico britannico.
Tim Curry (5Pi) (Warrington, 19 aprile 1946) attore, cantante, compositore britannico; The Rocky Horror Picture Show; Paradise Garage*.
Uli Edel (Neuenburg am Rhein, 11 aprile 1947) regista tedesco; An (Der Baader Meinhof Komplex); Christiane F.; Rasputin: Dark Servant of Destiny; The Mists of Avalon.
Nils Gaup (Kautokeino, 12 aprile 1955) regista, attore, sceneggiatore norvegese; An (Pathfinder). The Last King (Birkebeinerne) porta l’azione nella Norvegia medievale e costruisce una fuga attraverso un ambiente invernale estremo, con due uomini incaricati di salvare il futuro erede al trono. L’impresa fisica, il viaggio attraverso la natura e la responsabilità di proteggere una vita affidata alle proprie capacità costituiscono un nucleo 1.9 molto netto.
Lina Gennari (Bologna, 22 marzo 1911) attrice italiana.
Peter Greenaway (Newport, 5 aprile 1942) regista, pittore, sceneggiatore, scrittore gallese; The Draughtsman’s Contract; A Zed & Two Noughts; The Belly of an Architect; Prospero’s Books; Drowning by Numbers.
Yılmaz Güney (Adana, 1º aprile 1937) attore, regista, scrittore turco, PO (Yol). Sürü sviluppa una forte dimensione di viaggio, attraversamento geografico e conflitto con strutture sociali oppressive. La vicenda di una famiglia curda costretta a spostarsi attraverso territori difficili trasforma il viaggio in esperienza di alienazione, sopravvivenza e ricerca di una possibilità di vita diversa. Il movimento fisico diventa così anche ricerca di libertà e confronto con una realtà sociale che impedisce ai protagonisti di determinare autonomamente il proprio destino.
Linda Hunt (4Si) (Morristown, 2 aprile 1945) attrice statunitense; AA (The Year of Living Dangerously).
Ján Kadár (Budapest, 1º aprile 1918) regista slovacco.
Ted Kotcheff (11Up) (Toronto, 7 aprile 1931) regista, produttore canadese; GB (The Apprenticeship of Duddy Kravitz).
Barry Levinson (Baltimora, 6 aprile 1942) regista, sceneggiatore, produttore statunitense; AA/GB/GG(Rain Man), An/GG (Bugsy), SB (Wag the Dog); Man of the Year; Diner. The Natural presenta un protagonista che, dopo una lunga interruzione, ritorna verso la propria vocazione sportiva e affronta una serie di prove per riconquistare la possibilità perduta. Il tema della seconda partenza, della perseveranza e del ritorno alla propria direzione rende il film pertinente al versante 1.9 della ripresa e dell’affermazione personale.
Sean Maguire (11Nfv) (Ilford, 18 aprile 1976) attore, cantante inglese.
Maïwenn(9Ni) (Les Lilas, 17 aprile 1976) attrice, sceneggiatrice, regista francese.
Cynthia Nixon (New York, 9 aprile 1966) attrice statunitense; EA (Sex and the City).
Jim Parsons (Nv) (Houston, 24 marzo 1973) attore statunitense; EA/GG (The Big Bang Theory).
Mary Petruolo (Marcianise, 28 marzo 1989) attrice italiana.
Robert Pirosh (Baltimora, 1º aprile 1910) sceneggiatore, regista statunitense; AA (Battleground) sceneggiato a partire anche dalle sue esperienze durante la Seconda guerra mondiale, concentra l’azione sulla sopravvivenza di un gruppo di soldati accerchiati a Bastogne durante la battaglia delle Ardenne. La resistenza in condizioni estreme, la capacità di mantenere la propria posizione e la solidarietà del gruppo sotto pressione costituiscono una significativa espressione del coraggio operativo e della perseveranza del 1.9.
Godfrey Reggio (New Orleans, 29 marzo 1940) regista, sceneggiatore, produttore statunitense; Koyaanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi costruisce l’avventura attraverso esplorazione visiva delle trasformazioni del mondo contemporaneo, mettendo lo spettatore davanti a realtà che richiedono un cambiamento di prospettiva. In Powaqqatsi, il confronto fra modi di vita tradizionali e modernizzazione amplia ulteriormente questa ricerca verso culture e territori differenti.
Paul Rudd (4) (Passaic, 6 aprile 1969) attore, sceneggiatore, produttore statunitense.
George Seaton (9) (South Bend, 17 aprile 1911) regista, sceneggiatore, produttore statunitense; AA (Miracle on 34th Street; The Country Girl). AN (Airport; Bernadette).
Catherine Spaak (7) (Boulogne-Billancourt, 3 aprile 1945) attrice, cantante, conduttrice francese-italiana.
Vincent Vaughn (7) (Minneapolis, 28 marzo 1970) attore, sceneggiatore, produttore statunitense.
Venantino Venantini (Fabriano, 17 aprile 1930) attore italiano.
Emma Watson (6) (Parigi, 15 aprile 1990) attrice franco-britannica; Harry Potter.

POLITICA & ECONOMIA: 1.9 esprime iniziativa, autonomia, coraggio nell’azione pubblica, affermazione della verità, ricerca di nuove possibilità e capacità di trasformare una visione in decisione e intervento concreto. Considera la politica e l’economia come ambiti nei quali identità, libertà, responsabilità e progettualità si confrontano con strutture consolidate, conflitti, trasformazioni sociali e necessità di apertura verso nuovi assetti. La combinazione valorizza l’esplorazione di alternative, l’assunzione del rischio, la capacità di oltrepassare confini istituzionali e culturali e la costruzione di condizioni più ampie di autonomia e partecipazione.
Mahmoud Abbas (Safed, 15 novembre 1935),politico palestinese.
Caracalla (Lugdunum, 4 aprile 188)imperatore romano.
Daniel Ellsberg (4Up) (Chicago, 7 aprile 1931) economista, attivista statunitense, RL.
Nigel Farage (6PUi) (Londra, 3 aprile 1964) politico inglese.
Hassan Fathy (Alessandria d’Egitto, 23 marzo 1900) architetto, urbanista egiziano, RL.
Filippo IV d’Asburgo (9Sv) (Valladolid, 8 aprile 1605) re di Spagna.
Thomas Jefferson (Shadwell, 13 aprile 1743) politico statunitense, 3° presidente; scrittore prolifico e linguista; J.Ivory, Jefferson in Paris. Negatore della divinità di Cristo.
Adolphe Thiers (1) (Marsiglia, 15 aprile 1797) politico, storico francese.

SCIENZA: 1.9 considera la ricerca scientifica come esplorazione dei territori ancora sconosciuti della conoscenza, attraverso osservazione, sperimentazione, iniziativa e disponibilità a mettere alla prova concezioni consolidate. Esprime il coraggio di affrontare problemi complessi, ampliare i confini dell’esperienza e trasformare intuizioni e ipotesi in percorsi concreti di ricerca. La combinazione favorisce l’indagine interdisciplinare, la ricerca sul significato della realtà e l’apertura verso fenomeni, dimensioni e possibilità che richiedono nuovi strumenti concettuali o sperimentali
Gus Grissom (7Pf) (Mitchell, 3 aprile 1926) aviatore, astronauta statunitense.
Harold Saxton Burr (Lowell, 18 aprile 1889) professore di anatomia, ricercatore bioelettrico statunitense; Blueprint for Immortality; The Nature of Man and the Meaning of Existence.
Paolo Zellini (Trieste, 23 marzo 1946) matematico, saggista italiano; Breve storia dell’infinito.

17PSM220322-1.9, Pronto soccorso multidimensionale: 1.9 combina Ariete e Sagittario e apre il ciclo dell’Ariete del corso di pronto soccorso multidimensionale. Il lavoro comincia dal respiro, inteso come movimento dello spirito dentro e fuori di noi e come interazione fra la sfera materiale e quella immateriale. Respirando consapevolmente riconosciamo il corpo e il momento in cui ci troviamo, ma anche una parte di noi che non si identifica con il piano materiale e che può purificare le idee corrotte che ci sono state trasmesse riguardo alla nostra identità. L’Ariete rappresenta l’emergenza nel senso di emergere, quindi l’inizio, la nascita, l’apparizione di qualcosa di nuovo, e la sua energia è spontanea, istintiva, legata alla sopravvivenza, alla protezione e all’autodifesa. Nel lavoro con 1.9 occorre distinguere due forme di emergenza: quella relativa alla sopravvivenza dell’identità fisica e quella relativa alla sopravvivenza e all’emersione dell’identità multidimensionale. L’identità fisica nasce da un contratto fondato sulla data di nascita e termina con la data di morte; questo contratto ci vincola a una concezione lineare del tempo, a una sola direzione di esistenza e a un’identificazione con il corpo, il luogo, la cultura e le condizioni in cui siamo nati. L’identità multidimensionale, invece, non è sottoposta a questo contratto e trascende i limiti temporali dell’identità ordinaria. Uno dei primi compiti dell’energia dell’Ariete consiste quindi nel distinguere fra queste due identità e nel rivendicare, legittimare e riconoscere il proprio vero sé multidimensionale. Nel primo passo del lavoro le due identità vengono poste in una condizione di confronto radicale: l’Ariete, in quanto numero uno, non concepisce ancora la coesistenza di due possibilità equivalenti, ma richiede una scelta. L’obiettivo del pronto soccorso multidimensionale è permettere al sé multidimensionale di prevalere, lasciando che il corpo fisico continui comunque a esistere e a essere curato, ma senza farne il fondamento dell’identità. Per compiere questo passaggio occorre recuperare le prove personali dell’esistenza di un sé che non coincide con il corpo, individuando esperienze dirette che dimostrino di essere qualcosa di più di un organismo fisico a cui è stato attribuito un nome. Queste esperienze diventano una sorta di documento o passaporto multidimensionale: possono essere condensate in una parola o in poche parole il cui significato è conosciuto direttamente da chi le ha vissute. La loro validità non dipende dal riconoscimento della realtà ordinaria, ma dalla loro capacità di richiamare un’esperienza autentica. Il semplice atto di nominare queste esperienze costituisce un gesto di coraggio, perché significa dichiarare «io sono questo» anche quando l’ambiente esterno non riconosce tale identità. A questa dichiarazione viene associata una postura corporea: le parole vengono trasferite nel corpo e la postura diventa un codice, una forma non verbale di identificazione. Non esiste una postura ideale; ciò che conta è che essa abbia un significato per chi la assume e risuoni con la propria esperienza. In questa fase non si tratta ancora di entrare in relazione con altri, ma di compiere un atto di identificazione, di affermare ciò che si è e di non dipendere dalla validazione esterna. Lo scontro fondamentale non è quindi con altre persone, culture o paesi, ma fra il sé autentico e il sé falso che si identifica esclusivamente con il corpo fisico. La dichiarazione del proprio sé multidimensionale viene poi accompagnata dalla richiesta di sostegno alle forze di luce e di verità che risuonano con questa identità. Nel primo passo è necessario chiedere il sostegno con grande insistenza, persino in modo «egoistico», come farebbe un essere appena nato che necessita di tutta l’energia possibile per continuare a emergere. Il sostegno può manifestarsi sul piano fisico, attraverso un cambiamento concreto della situazione, oppure sul piano multidimensionale, anche quando la situazione fisica non cambia o persino peggiora. È quindi essenziale distinguere questi due livelli e imparare a riconoscere soprattutto il sostegno multidimensionale, senza condizionare la propria fiducia alla sola conferma della realtà fisica. L’invocazione delle forze di luce viene accompagnata dal respiro, dalla postura, dal mantra e dall’immaginazione, fino a evocare il fuoco spirituale di Ariete e Sagittario. Questa combinazione di due segni di fuoco amplifica l’energia dell’iniziativa, dell’espansione, dell’audacia e della vitalità. Il fuoco viene immaginato come capace di bruciare il contratto di morte associato all’identificazione con la nascita fisica e con i condizionamenti che impongono fedeltà a un luogo, a una cultura o a una realtà fondata sulla morte. Il corpo fisico non deve essere distrutto né sacrificato: continua a vivere, può ammalarsi, guarire e infine morire, ma questi eventi non costituiscono il fondamento dell’identità multidimensionale. L’identità multidimensionale può coesistere con il corpo e con molte altre identità, ma nel momento iniziale occorre stabilire quale identità abbia la priorità e impedire che identità predatorie, abusive o distruttive ne corrompano il nucleo. L’immaginazione viene quindi utilizzata come alleata della verità, aprendosi a sogni e fantasie di luce con decisione, mantenendo contemporaneamente i piedi a terra e orientandosi verso il cielo. Dopo questa esperienza il lavoro si sposta dalla periferia dell’essere verso strati più profondi e vicini al centro. Per compiere questo spostamento è necessario un atto di forza e di coraggio, un salto quantico sostenuto dai riferimenti precedentemente individuati, cioè le parole e la postura. La parte che compie questo salto non viene necessariamente considerata l’identità definitiva, ma può essere intesa come un’identità di transizione, strategica e temporanea, che permette di uscire dalla costrizione, dall’inganno e dalla manipolazione e di procedere verso una maggiore libertà. Essa può essere chiamata guerriero, ribelle o iniziatore: è la parte che rende possibile il primo movimento, senza il quale il viaggio non può cominciare. La pratica quotidiana consiste nel dedicare almeno un momento della giornata, preferibilmente tre o dodici, alla dichiarazione della propria identità multidimensionale attraverso una formula equivalente a «io sono questo, non quello», collegandola alle esperienze che costituiscono le proprie credenziali. L’atto deve essere compiuto anche in presenza di opposizione, perché le voci interne o esterne che contestano tale identificazione mostrano proprio quanto essa non dipenda dalla validazione della realtà ordinaria. La dichiarazione viene accompagnata dalla postura e dalla documentazione di ciò che accade durante la pratica, attraverso annotazioni o disegni, poiché molti effetti possono essere facilmente dimenticati o minimizzati. Il secondo passaggio consiste nel chiedere rinforzi e insistere nella richiesta di sostegno, affrontando anche i blocchi legati alla sensazione di non meritarlo o alle esperienze in cui chi avrebbe dovuto sostenere è stato invece fonte di difficoltà. Il sostegno va poi osservato e registrato, considerando che può manifestarsi immediatamente, in seguito, sul piano fisico o a livello interiore e multidimensionale. Il lavoro individuale di 1.9 ha inoltre una dimensione collettiva: quando una persona rivendica il proprio sé multidimensionale, sostiene anche coloro che compiono lo stesso lavoro e contribuisce al risveglio di chi non è ancora consapevole di possedere questa dimensione. Un’altra strategia fondamentale è la mobilitazione permanente: quando l’energia diminuisce, quando ci si sente logorati o predati, non bisogna rimanere passivi, ma prendere l’iniziativa, cambiare postura, muovere il corpo, spostarsi fisicamente o modificare ciò che si sta facendo. L’energia dell’Ariete risponde alla difficoltà attraverso il movimento e l’azione immediata. Una pratica successiva consiste nell’accelerazione temporale: attraverso il respiro ci si immagina proiettati molto avanti nel tempo, fino a un futuro in cui il corpo fisico non costituisce più il riferimento dell’identità. In questa esperienza, evocata anche come uno spostamento di circa cento anni, la data di nascita e la data di morte perdono il loro potere identificativo e rimane il respiro. In questo spazio non c’è più un corpo fisico individuale a cui attribuire esclusivamente l’identità, ma esiste il respiro come espressione della vita, capace di entrare in relazione con altri corpi e altre forme della realtà fisica. La multidimensionalità non viene quindi intesa soltanto come esistenza di sé paralleli in altre dimensioni, ma anche come possibilità di riconoscere, nella stessa realtà fisica, altre forme corporee con cui è possibile stabilire una connessione. La pratica invita a radicarsi inizialmente nel proprio corpo, poi a concentrarsi sul respiro e a permettere che esso si estenda simbolicamente ad alberi, foglie, animali, altre persone e altre forme fisiche. Questo non viene inteso come un atto di dominio, ma come una forma di liberazione e di apertura di una rete di energie, creando varchi nelle strutture che confinano la forza vitale in un’unica forma. La pratica può essere svolta nella natura o in un ambiente urbano tranquillo e richiede soltanto brevi periodi di attenzione. Un’ulteriore pratica può essere svolta con un partner: ciascuno dichiara la propria identità multidimensionale e l’altro, in qualità di testimone, ripete e riconosce la dichiarazione, legittimando simbolicamente la sovranità dell’altro come quando un paese riconosce l’esistenza di un altro paese. Dopo questa reciproca legittimazione, i due partecipanti chiedono insieme sostegno alle forze di luce e condividono successivamente ciò che hanno sperimentato. Il lavoro si estende poi al Sole e alla Luna, utilizzati come riferimenti per distinguere differenti livelli dell’esperienza: la Luna viene associata al corpo emotivo e alla quarta dimensione, mentre il Sole viene associato al corpo mentale e alla quinta dimensione. La loro presenza permette di ampliare la consapevolezza oltre il livello puramente fisico e di riconoscere ciò che esiste anche quando non è immediatamente percepibile. Il lavoro con il Sole e la Luna porta quindi a riconoscere le molte identificazioni attraverso cui l’essere umano definisce se stesso, come il paese, l’ideologia, la religione, il genere e altre appartenenze, senza negarle ma osservandole come identificazioni parziali. La pratica consiste nell’individuare dapprima le diversità più vicine e successivamente quelle più estreme, fino a considerare ciò che appare maggiormente contrario alla propria identità attuale. Finché l’opposto viene percepito come antagonista, esso mantiene una separazione e contribuisce a vincolare l’identità al corpo e alla realtà ordinaria. Attraverso la luce del Sole e della Luna si invita invece l’opposizione a diventare un’altra espressione di ciò che siamo, permettendo alle diversità di coesistere senza che una debba distruggere l’altra. L’obiettivo non è creare un’identità uniforme o un pensiero unico, ma un’identità più ampia capace di comprendere tutte le diversità e le opposizioni. In questo senso 1.9 conduce da una prima dichiarazione radicale dell’identità multidimensionale verso una consapevolezza sempre più inclusiva, nella quale le differenze possono coesistere senza produrre separazione. Il rituale conclusivo mantiene il carattere tipicamente arietino: è rapido, deciso, immediato e incisivo, e viene compiuto dopo l’invocazione del Sole e della Luna. Si riconosce la loro presenza, si considera ciò che rappresentano sul piano fisico e multidimensionale, si porta alla luce ciò con cui ci si identifica e si include progressivamente anche ciò che appare opposto. La conclusione del lavoro consiste nell’aprirsi a un’unica identità che non elimina la molteplicità, ma la comprende, permettendo che tutte le diversità possano unirsi e diventare una moltitudine integrata.


Sigillo: una lancia vistosa emerge da un cratere, in seguito al rilascio di rimostranze e di energie bloccate. Quando i rancori di separazione sono liberati, vengono condotti nel mondo inferiore, così che quando sono maturi possono sorgere e raggiungere realtà parallele di mondi superiori come energia di guarigione. Questo sigillo è il custode della saggezza del guerriero, colui che benedice i libri sacri (Kitabe). Nella visione ci sono molte trasformazioni che portano finalmente a un cerchio di pietre. Da questo cerchio di pietre emerge un gruppo di guerrieri saggi, con lance e scudi, pronti a combattere e muoversi gioiosamente ovunque per portare conoscenza e saggezza. Diffondono la saggezza a tutti i costi, liberando credenze marce, tutto quanto ha occultato chi e dove siamo, e permettendo la rivelazione della verità. Il sigillo sostiene l’esperienza e il riconoscimento di vere percezioni e conoscenza.

Riferimento epico: 1.9 corrisponde alla Nazione di Azaherai ALI, dello Stato di Akirwa, un glorioso arcipelago di navigatori ed esploratori guerrieri. Alabhai, la capitale, è il secondo centro di Akirwa per estensione e uno dei principali porti di emergenza multidimensionali. Qui giungono e si allineano nei porti alabhaini alcuni tra i più grandi vascelli serbatoio di buio provenienti dalle realtà separate. La capitale ha un fascino immane, anche per via dei suoi abitanti caratterizzati da una natura euforica e impavida indicibile.
Azaherai è famoso per il mistero del suo vessillo nazionale raffigurante una lancia rossa (Azaheroha), la medicina spirituale suprema di Kirway. L’originale è ospitata negli Azaheroi Aw situati nell’isola settentrionale (Azaralaj). Quest’isola è il più vasto territorio dell’arcipelago e comprende i centri di Navallalow e Agapei Nebuli. L’isola meridionale (Aziaruri) ospita le forze di difesa meridionali del Sistema degli Stati Handoriani. L’arcipelago di Nautili, e in particolare l’isola mediana di Naluzzi, riveste ruolo decisivo per i servizi d’informazione del ProvOrdo (Anusdhanseva) con sede nel Quadrante di Allahui, capoluogo dell’Unità Insulare e sede del Vicariato Trinitario. L’eroe nazionale è Alabhan, a cui è dedicata la capitale. Aruhai è un altro santo eroe, da cui prende il nome la terza grande isola dell’arcipelago. Amaretti è il nome del sistema di navigazione principale di Akirwa, mentre le principali squadre sono Ali, Abrati e Nautili.

Trinità di Azaherai – ALI

Code Authority Capital Quadri rilevanti
1.9.1 Nomady of Middle Azaralaj Agapei Nebuli A.Arinci, A.Nacini, A.Nestoi, A.Alsemi, Alflorencili, A.Perili, A.Alibei
1.9.2 Aziaruri Arrow Nightred Arrow Azialrurialshaw, Angorana A., Amuleta A., Afeedlot A., Al Bitter A., Alireful A., Alpistol A., Arrowsglow
1.9.3 Admiralty of Aj (ALI, The Highest)
Ami
 
1.9.4 Neti (AFUW, The Forgiver)
Neti (Apti) NAFI, Nabi, Arsi
1.9.5 Aglow Alabhai Apodi, Aditi, Aioli, Aspri, Avrei, Amici, Narow, Askew, Aveni, Assai, Azali, Nidri
1.9.6 Aruhai Aliesi Abboni, Algedi, Alumni, Aurati, Absidi
1.9.7 Nautili Alnivai

Armeleti, Attesti, Ardenti, Addersi, Abbetow, Allauhi, Anmonti, Armenti

1.9.8 Amaretti Alannuli Asunderi, Accumuli, Nuptiali, Alpriori, Aslantow, Areolani, Afootlow
1.9.9 Aziarurai Azinagini Astrolabi, Neviazari, Addleshaw, Astragali, Anautili, Alstimuli, Acocopeli, Navaratri, Aziaspili, Alripieni, Alsyllabi, Alraimbow; Alnucelli, Alsparrow
1.9.10 Nomady of Low Azaralaj Navallahlow Arseylini, Annuntiati, Altocumuli, Azargoliti, Alfiurinori, Nethermoti, Newspeari, Alquiltow, Nulabagosi, , Needletowi, Arenallani, Azarsemili
1.9.11 Nomady of High Azaralaj Azaheroi Aw Anselmiloni, Alenirovili, Nalamrahali, Azara Aloei, New Apriori, Alkapikirvi, Astrolimeni, Alpalevrini, Norigeniali, Areadeniali, Alcougartow, Nierlimaji, Anima Mundi
1.9.12 Nomady of Aj (Ali)
Abodes of Aj (Ali)
Abodes of Ni, Abundancetow, North Abodes
1.9 ALABHAI    

 

Nomi Azaheraiani: Alabhai, Agapei, Amaretti, Alnivai, Aruhai, Aj, Aliesi, Azaheroi, Nautili; Abhiraj (brillante), Abhirati (felice), Aboli (silenzioso), Abrati (felice), Adi (primario), Adri (montagna), Ahuti (offerta), Ali (potente), Ami (nettare), Amiti (sconfinato), Amodi (felice), Amrati (immortale), Anadi (senza inizio), Anurati (devozione), Anusati (ricerca), Apti (adempimento), Atimati (molto saggio), Avrati (sempre nuovo), Namazi (orante), Nazni (aggraziato), Neti (infinito).

 

Unità territoriale: ITALIA, TOSCANA, Firenze (1); Pistoia (2); Pisa (3); Lucca (4); Siena (5); Giglio, Monte Argentario (6); Massa (7); Grosseto (8); Livorno (9); Prato (10); Arezzo (11); Elba, Capraia, Pianosa (12).

Unità territoriale provvisoria
REGIONE D1-9:
ITALIA, Toscana
D1-9: ITALIA, TOSCANA, Firenze [Cc]: Fiesole [Cc]; Arezzo [Cc]: Anghiari [gs], Cortona [Ccc], Sansepolcro [Ccc] Grosseto [Cc]: Orbetello [Ccc], Pitigliano [Cc], Sorano, Sovana [Ccc] Is. Giglio, Monte Argentario (6), Livorno [Cc]: Massa Marittima [Cc], Piombino [Cc]: Is. Elba, Capraia, Pianosa (12); Massa [Cc]: Carrara, Camerino, Pontremoli [Ccc] Prato [Cc], Lucca [Cc], Bagni di Lucca, Borgo Mozzano, Torre del Lago, Vagli Sotto, Viareggio (4), Pisa [Cc]: S.Miniato [Cc], Volterra [Cc]; Pistoia [Cc], Pescia [Cc]; Siena [Cc]: Castelnuovo, Chiusi [Ccc], Colle Val d’Elsa [Ccc], Montalcino [Ccc], Monte Oliveto [Cc], Montepulciano [Cc], Pienza [Ccc], Poggibonsi, S.Gimignano, S. Quirico, Sovicille (5).


NOTE

[1] Ram Dass, cit. in Stephen Bacon, Practicing Psychotherapy in Constructed Reality: Ritual, Charisma, and Enhanced Client Outcomes, Lexington, 2018, p. 214. “Your problem is you are too busy holding on to your unworthiness.”
[2] Erich Fromm, L’arte di amare, Milano, Mondadori, 1963, pp. 34-35.
[3] Wilhelm Reich, Ascolta, piccolo uomo, Milano, Sugarco, 1994, p.18.
[4] Ibidem, pp. 117-118.
[5] Donato Carrisi, Il suggeritore, Longanesi, 2009, p. 63.

 

 

 

 

 

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