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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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12.5 Pesci/Leone

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Numero: 137. Gradi: 12½°-15° Pesci. Segni: Pesci/Leone. Case: XII/V. Pianeti: Giove/Sole. Polarità: negativa/positiva. Elementi: acqua/fuoco. Qualità: mutevole/fissa. Aspetto: quinconce. Fase: balsamica. Anatomia: piedi, sistema linfatico; cuore, colonna vertebrale. Colori: viola-rosso/giallo. Modulazione: Ispiratore Eccellente. HSS: Muolliz: Makaiz. Spirito: Taepeh Surahim. PTU: Grecia, Attica, Centrale. Lettere: M/Z, E/R.

Pregi: leadership, carisma, misticismo, olismo, mediumismo, teatralità, mutaforma. Rancori: invasamento, vittimismo, possessione, tirannia emotiva. Temi: . Individui rilevanti: .

L’integrazione tra sensibilità emotiva, compassione, immaginazione con generosità, radiosità e visibilità sono un aspetto centrale di questo binario. Quando 12.5 bussa alla porta ci presenta l’opportunità di tramutare le situazioni quotidiane in accadimenti miracolosi, se solo siamo disposti a riformare fermamente i nostri ruoli nella commedia e nel dramma della vita. Ciò che necessita essere chiarita, senza alcuna possibilità di dubbio, è la nostra funzione di attori o celebranti nelle vicende e negli scenari in cui i nostri corpi fisici sono coinvolti. Lo spirito di questo binario è un magnifico attore, in grado di recitare tutti i ruoli possibili, con massima partecipazione ed eccellenza, a condizione che non ci sia alcuna identificazione. L’assenza di identificazione è tuttavia un fattore esclusivamente interiore, per cui all’esterno nulla trapela. La bravura di un interprete è data dalla capacità di immedesimarsi totalmente sul piano fisico ed emotivo con la parte che recita, così da dare l’illusione al pubblico che tutto ciò che viene espresso sia reale. 12.5 è un artista multidimensionale che nella realtà fisica si comporta come in una rappresentazione teatrale, senza però rivelare la sua funzione di attore, mentre nell’intimo della mente e dell’immaginazione è affrancato da ogni identificazione con i personaggi che interpreta. Questa indipendenza si estende anche nella vita materiale, laddove egli è libero di cambiare i ruoli delle sue recite.

12.5 mescola la ricettività, l’empatia e l’invisibilità di un’eminenza grigia con la drammatica autoespressione e la nobile vitalità di un sovrano. Questo binario promuove la successione ciclica di ogni variante espressiva, per cui grandezza, potere, orgoglio, devozione si alternano a depressione, vittimismo, rabbia, insieme a ogni altro valore intermedio. L’impatto che ne risulta all’esterno è inteso a richiamare l’attenzione, a creare sospensioni provvisorie dell’ordine costituito e la sovrapposizione spontanea di piani paralleli. Con 12.5 l’aspetto teatrale o rituale permane in ogni occasione, anche quando l’attore non è cosciente di essere tale, come nei programmi di candid camera.

L’aspetto di quinconce tra Pesci e Leone stimola dislivelli e sfaldamenti nella percezione della realtà ordinaria, che diventa simile all’esperienza onirica, causando spesso intontimento e confusione. Questa condizione, quando è consapevole può favorire l’espansione della coscienza e l’accesso a spazi epifanici e di geniali intuizioni.

Durante questo binario la Luna si sta avvicinando alla sua pienezza, per cui risulta pressante l’incitamento all’espressione esterna di quanto è maturato nelle due settimane precedenti. Questo è un momento di emergenza inteso a smaltire energie in eccesso onde evitare che interferiscano con la lucidità richiesta nell’espressione di quanto ti sta davvero a cuore. 12.5 è anche il contesto ideale per giocare in anticipo e intraprendere azioni che richiedono autorità, potere e coraggio. La medicina per eccellenza qui riguarda l’uso della realtà teatrale.

12.5 ti sprona a creare una realtà alternativa tra il mondo interiore e quello esteriore, tra le emozioni più intime e la vita quotidiana. In mancanza di questa realtà alternativa, ciò che esiste dentro di noi seguiterà a esprimersi in modo violento e doloroso nella vita ordinaria. Faremo cose orribili o altri ci faranno cose orribili, e a essi risponderemo con altrettante cose orribili. Questa realtà alternativa è una realtà teatrale in cui ciò che è dentro viene espresso senza avere conseguenze sulla realtà ordinaria. Un attore interpreta una parte e questo è chiaro per lui e per tutti. Può esprimere ogni tipo di emozione e fare qualunque cosa, anche le più orribili, ma il suo comportamento non pregiudica la realtà quotidiana. Nella realtà teatrale, tutto può essere rappresentato e quando lo fa viene liberato senza causare inconvenienti, trasformandosi e consentendo poi di operare nella realtà quotidiana con saggezza e armonia.

Se sei un attore in un film, il tuo compito è recitare una parte, anche se non sei necessariamente d’accordo con il ruolo che interpreti. Non avrebbe alcun senso, a un certo punto, durante la proiezione, intervenire per chiarire con gli spettatori che si tratta solo di un film, che stai recitando una parte, e che in realtà la pensi diversamente. Tutti già lo sanno. Sei un attore in un film.

BASE ASTROLOGICA: 12.5 relaziona Sole in S12, Pesci, a Luna in S5, Leone: S12 costituisce il campo archetipico dominante di interiorità profonda, dissoluzione, trascendenza, immaginazione, compassione, dimensioni invisibili e superamento dei confini dell’identità, mentre S5 ne specifica la manifestazione attraverso identità cosciente, cuore, creatività, autoespressione, leadership, autorità, celebrazione e irradiazione della vita. Pesci è segno d’Acqua, mutevole, negativo e femminile, governato da Giove; Leone è segno di Fuoco, fisso, positivo e maschile, governato dal Sole. Giove amplia, integra e orienta verso una comprensione più vasta, mentre il Sole manifesta, irradia e rende visibile ciò che viene riconosciuto come propria funzione. La direzione S12→S5 indica quindi che la sensibilità, l’immaginazione e l’accesso a dimensioni interiori e transpersonali di S12 costituiscono il campo prioritario attraverso cui si manifesta la funzione S5 di espressione, creatività, presenza e leadership: l’autoespressione non è fine a se stessa, ma diviene forma visibile di un contenuto che proviene da livelli più profondi della coscienza. L’integrazione Acqua–Fuoco mette in relazione ricettività e irradiazione, invisibilità e visibilità, compassione e affermazione, dissoluzione dell’identità e manifestazione del Sé; l’Acqua dei Pesci permette di percepire e accogliere ciò che oltrepassa la forma individuale, mentre il Fuoco del Leone gli conferisce presenza, calore, forma espressiva e capacità di incidere nella realtà. Lo squilibrio può produrre identificazione con ruoli, bisogno di riconoscimento, teatralizzazione dell’esperienza, vittimismo o appropriazione egoica di un’esperienza spirituale da un lato, oppure fuga dalla visibilità, dissoluzione dei confini e incapacità di dare forma concreta a ciò che viene percepito dall’altro. La combinazione mutevole/fissa crea una tensione fra fluidità e stabilizzazione: S12 dissolve e modifica configurazioni, mentre S5 tende a consolidare un’identità, una forma espressiva o una posizione; l’integrazione richiede di poter assumere pienamente un ruolo senza trasformarlo in identità definitiva. Il quinconce Pesci–Leone, pari a 150°, introduce un rapporto di adattamento continuo fra interiorità transpersonale e manifestazione personale: ciò che emerge dall’invisibile deve trovare una forma espressiva adeguata senza essere ridotto alla persona che lo rappresenta. Sul piano delle Case, la relazione è fra XII Casa, associata a interiorità, ritiro, inconscio, dimensioni invisibili, dissoluzione e trascendenza, e V Casa, associata a creatività, autoespressione, teatro, generatività, piacere, celebrazione, figli, talento e manifestazione individuale. S5 fornisce quindi alla funzione S12 un campo nel quale ciò che è interiore e invisibile può essere rappresentato, celebrato e reso accessibile, mentre S12 impedisce che l’espressione della V Casa venga assolutizzata come proprietà dell’ego. La fase lunare balsamica accentua il carattere conclusivo, liberatorio e di rilascio del processo: la manifestazione non serve soltanto a costruire una nuova identità, ma anche a esprimere, trasformare e lasciare andare forme ormai esaurite. La Dwadashamsha di Leone in Pesci occupa l’intervallo da 12°30′ a 15° Pesci, secondo la suddivisione di ciascun segno in dodici intervalli di 2°30′. In termini multidimensionali, 12.5 esprime un archetipo nel quale la coscienza attraversa ruoli, immagini e forme espressive molto diverse senza confonderle con la propria identità essenziale: l’esperienza interiore cerca una manifestazione visibile, mentre la manifestazione rimane collegata a una sorgente che la oltrepassa. Il teatro, la rappresentazione, il rito, l’arte e la creatività diventano pertanto modalità privilegiate per dare forma a contenuti profondi senza doverli trasferire direttamente nella realtà ordinaria. Il Settore 5 comprende infatti teatro, rappresentazione, leadership, autorità, celebrazione, creatività, irradiazione e trasformazione del potere personale in servizio.

TEMI ESTESI — 12.5: [1] Espressione dell’invisibile: la sensibilità e l’immaginazione di S12 cercano attraverso S5 una forma visibile, creativa e comunicabile. Unificante: rendere percepibile un contenuto interiore senza ridurlo all’identità personale. Separante: teatralizzare l’interiorità o utilizzare l’espressione per costruire un’immagine di sé. [2] Ruolo e non-identificazione: 12.5 permette di assumere pienamente ruoli diversi mantenendo interiormente la consapevolezza che nessun ruolo esaurisce l’identità. Unificante: partecipazione totale alla funzione senza identificazione. Separante: fusione con il personaggio, bisogno di riconoscimento o perdita del riferimento interiore. [3] Teatro come trasformazione: rappresentazione, arte e ritualità possono creare uno spazio nel quale emozioni, conflitti e impulsi vengono espressi e trasformati senza essere trasferiti direttamente nella realtà ordinaria. Unificante: esperienza rappresentata, elaborata e reintegrata. Separante: confusione fra rappresentazione e realtà oppure agito distruttivo. [4] Sensibilità e irradiazione: la ricettività di S12 viene trasformata in presenza capace di trasmettere ciò che è stato percepito. Unificante: sensibilità che diventa comunicazione, creatività e servizio. Separante: ipersensibilità passiva o esibizione compensatoria. [5] Autorità senza appropriazione: la funzione S5 introduce potere, leadership e capacità di assumere una posizione visibile, mentre S12 richiede di non considerare tale posizione come proprietà definitiva dell’ego. Unificante: autorità esercitata come funzione. Separante: tirannia, prestigio, protagonismo o vittimismo come forme opposte della stessa identificazione. [6] Ciclicità dell’identità espressiva: 12.5 può attraversare successive configurazioni di grandezza, vulnerabilità, visibilità, ritiro, potere e devozione senza doverle stabilizzare in un’unica definizione personale. Unificante: libertà di trasformare la propria modalità espressiva. Separante: oscillazione compulsiva fra grandiosità e vittimismo. [7] Realtà alternativa e contenimento: quando un contenuto interiore è troppo intenso per essere espresso direttamente nella realtà omologata, la dimensione simbolica e rappresentativa offre un campo intermedio nel quale può essere manifestato e trasformato. Unificante: separazione funzionale fra rappresentazione e azione concreta. Separante: fuga dalla realtà o trasferimento immediato dell’impulso nell’esperienza ordinaria. [8] Adattamento fra dissoluzione e forma: il quinconce richiede di adattare continuamente la fluidità di S12 alla stabilità espressiva di S5. Unificante: forma sufficientemente stabile da contenere un contenuto in trasformazione. Separante: rigidificazione dell’esperienza oppure dispersione senza forma. [9] Epifania e discernimento: la combinazione fra dimensione invisibile e manifestazione creativa può produrre esperienze nelle quali la realtà ordinaria appare temporaneamente sospesa o percepita secondo prospettive differenti. Unificante: utilizzare queste aperture per ampliare la coscienza mantenendo discernimento. Separante: confusione, credulità o assolutizzazione dell’esperienza soggettiva. [10] Creatività multidimensionale: arte, teatro, simbolo e rappresentazione possono diventare strumenti per collegare esperienza interiore e manifestazione senza confondere i differenti livelli della realtà. Unificante: traduzione creativa fra dimensioni dell’esperienza. Separante: estetizzazione dell’esperienza o utilizzo dell’arte come evasione. [11] Rilascio e conclusione: la fase balsamica orienta l’espressione anche verso il completamento e la liberazione di forme, ruoli e identificazioni non più funzionali. Unificante: manifestare ciò che deve essere concluso e lasciarlo andare. Separante: aggrapparsi al ruolo, al riconoscimento o a una configurazione esaurita.

TEMI BASE — 12.5: [1] Espressione dell’invisibile: dare forma visibile ai contenuti interiori senza ridurli all’identità personale; manifestazione contro teatralizzazione dell’ego. [2] Ruolo e non-identificazione: assumere pienamente una funzione senza confonderla con il Sé; partecipazione contro fusione con il personaggio. [3] Teatro come trasformazione: utilizzare rappresentazione e simbolo per esprimere e trasformare contenuti senza trasferirli direttamente nella realtà ordinaria; elaborazione contro agito. [4] Sensibilità e irradiazione: trasformare ricettività e immaginazione in presenza, creatività e comunicazione; trasmissione contro passività o esibizione. [5] Autorità senza appropriazione: esercitare leadership e potere come funzioni collegate a un intento più ampio; servizio contro dominio o prestigio. [6] Ciclicità dell’identità espressiva: attraversare configurazioni espressive diverse senza fissarle come identità definitiva; libertà contro oscillazione fra grandiosità e vittimismo. [7] Realtà alternativa e contenimento: creare uno spazio simbolico nel quale l’esperienza possa essere espressa e trasformata senza conseguenze immediate sulla realtà ordinaria; contenimento contro fuga o agito. [8] Adattamento fra dissoluzione e forma: accordare la fluidità di S12 alla stabilità di S5; forma ricettiva contro rigidità o dispersione. [9] Epifania e discernimento: utilizzare alterazioni della percezione per ampliare la coscienza senza assolutizzare l’esperienza soggettiva; apertura contro confusione. [10] Creatività multidimensionale: collegare esperienza interiore e manifestazione mediante arte, teatro, rito e simbolo; traduzione contro evasione. [11] Rilascio e conclusione: utilizzare l’espressione per completare e lasciare andare forme e ruoli esauriti; liberazione contro attaccamento all’identità.

TASSONOMIA 12.5: Spiritualità, mistica e pratiche contemplative → mistica espressiva; spiritualità incarnata; pratiche contemplative attraverso arte e rappresentazione; celebrazione del sacro; leadership spirituale non autoritaria. Psicologia, vita interiore e stati di coscienza → psicologia dell’identità; dinamiche dei ruoli; non-identificazione; immaginazione; stati di coscienza; elaborazione simbolica dell’esperienza. Arti performative e teatro → teatro simbolico; teatro rituale; performance; drammatizzazione; recitazione; cinema; rappresentazione di stati interiori. Arti visionarie e creative → arte visionaria; arte simbolica; cinema immaginativo; fotografia; poesia; creatività ispirata; rappresentazione dell’invisibile. Ritualità, celebrazione e rappresentazione del sacro → rituali; cerimonie; liturgie; celebrazioni; rappresentazioni sacre; teatro iniziatico; performance contemplative. Leadership e guida → leadership ispirativa; guida spirituale; autorità carismatica; direzione creativa; coordinamento di comunità; responsabilità esercitata come servizio. Educazione del talento e creatività → pedagogia artistica; educazione immaginativa; sviluppo del talento; formazione espressiva; educazione emozionale; accompagnamento creativo. Intrattenimento, spettacolo e cultura pubblica → spettacolo; eventi culturali; cinema; performance pubbliche; narrazione simbolica; esperienze immersive. Generosità, mecenatismo e servizio → filantropia; patronato artistico; sostegno alla creatività; opere caritative con dimensione culturale; valorizzazione del talento; servizio attraverso l’espressione. Identità, autorealizzazione e rappresentazione del Sé → autoespressione; identità creativa; ricerca del Sé; protagonismo consapevole; autorealizzazione; trasformazione dei ruoli; manifestazione del potenziale. Guarigione, riconciliazione e trasformazione → arti terapeutiche; teatro terapeutico; espressione delle emozioni; elaborazione del trauma simbolico; pratiche di riconciliazione; trasformazione attraverso rappresentazione. Realtà simboliche, immaginazione e ricerca del trascendente → immaginazione simbolica; sogno; visualizzazione; mitologia; archetipi; realtà interiori; ricerca di stati di coscienza non ordinari.

PMF 12.5: 12.5 configura un processo nel quale una dimensione profonda dell’esperienza viene portata verso la manifestazione creativa, espressiva e riconoscibile senza essere ridotta alla persona che la manifesta. La funzione di S12 apre alla dimensione interiore, alle realtà multidimensionali, all’immaginazione e a contenuti che eccedono l’identificazione ordinaria; S5 specifica questa apertura trasformandola in presenza, creatività, rappresentazione, capacità generativa e assunzione temporanea di un ruolo. In 3D la CUA tende a identificarsi con corpo, personalità, storia, posizione sociale e immagine riconosciuta dagli altri: 12.5 utilizza questo livello per dare forma concreta a ciò che emerge dall’esperienza interiore, ma richiede di distinguere la funzione esercitata dall’identità permanente. Il ruolo può essere pienamente assunto nella realtà omologata senza diventare una definizione assoluta della CUA. La realtà omologata costituisce quindi il campo nel quale creatività, leadership, rappresentazione, servizio e capacità generativa diventano comportamenti verificabili, mentre il riconoscimento sociale rimane una conseguenza eventuale della funzione e non il suo criterio ultimo. In 4D l’esperienza si sposta verso sentimenti, forme pensiero, immaginazione e configurazioni simboliche: la CUA può sperimentare identità, personaggi e modalità espressive differenti, utilizzandoli come strumenti per esplorare possibilità che nella realtà ordinaria non sarebbero immediatamente accessibili. La realtà superna permette qui una creazione libera, nella quale immagini, scenari e identità possibili non dipendono dalla loro realizzazione fisica; per 12.5 questa libertà è importante perché consente di sperimentare forme di espressione senza doverle trasformare automaticamente in identità o in eventi della realtà omologata. La realtà ieratica svolge la funzione di ponte: teatro, rito, arte, cerimonia e rappresentazione permettono di incarnare temporaneamente un contenuto della realtà superna, renderlo percepibile e sottoporlo a esperienza senza imporne necessariamente la manifestazione nella realtà omologata. Il corpo può assumere il ruolo di attore e la persona quello di interprete, mentre l’IMC mantiene la possibilità di osservare la rappresentazione senza confonderla con ciò che è. Questa distinzione rende la rappresentazione uno spazio operativo di trasformazione: un contenuto può essere espresso, osservato, elaborato e lasciato andare senza produrre direttamente le conseguenze proprie dell’azione ordinaria. In 5D la creatività cessa progressivamente di essere uno strumento per affermare la centralità individuale e diventa espressione dell’interconnessione: il talento viene riconosciuto come funzione disponibile alla coscienza e può essere utilizzato per generare, ispirare, sostenere e servire. La leadership non coincide più con il dominio sugli altri, ma con la capacità di rendere visibile una direzione che può essere condivisa; la presenza non cerca necessariamente conferma, perché la sua sorgente non dipende dal riconoscimento esterno. L’IMC permette alla CUA di attraversare questa trasformazione senza perdere continuità: la CUA può assumere ruoli diversi, mentre l’IMC rimane il riferimento attraverso cui vengono riconosciute le diverse configurazioni dell’esperienza. Quando l’identificazione prevale, la creatività diventa costruzione dell’immagine personale, il ruolo diventa identità, la leadership diventa potere e la rappresentazione diventa ricerca di riconoscimento; quando l’IMC rimane riconosciuto, gli stessi processi diventano strumenti per rendere disponibile una funzione senza appropriarsene. La relazione fra realtà superna, ieratica e omologata assume così una funzione precisa: la realtà superna apre possibilità creative, la realtà ieratica consente di sperimentarle e trasformarle attraverso forme simboliche, la realtà omologata permette di verificarne l’eventuale manifestazione concreta. Nessuna delle tre realtà deve essere assolutizzata: la compiutezza di un Intento non dipende necessariamente dalla sua materializzazione, e una rappresentazione può essere pienamente funzionale anche quando non produce un evento fisico. In 6D il processo si libera ulteriormente dalla necessità di conservare una particolare immagine, funzione o configurazione della CUA: ciò che è stato espresso può essere riconosciuto come forma temporanea attraverso la quale la coscienza ha svolto una funzione, senza richiedere permanenza. Il rilascio del ruolo non rappresenta quindi una perdita della propria identità, ma il riconoscimento della permanenza dell’IMC oltre le forme assunte dalla CUA. 12.5 realizza la propria funzione quando l’esperienza proveniente da livelli più profondi può essere trasformata in creazione, rappresentazione e azione senza essere sequestrata dall’identificazione personale, quando il potere espressivo può diventare servizio e quando la visibilità può essere utilizzata come veicolo della coscienza anziché come compensazione della separazione. La configurazione unisce così esperienza interiore e manifestazione, immaginazione e forma, ruolo e non-identificazione, creatività e servizio, permettendo alla CUA di esprimere pienamente una funzione senza confonderla con la propria identità essenziale e di riportare ogni forma espressiva alla continuità dell’IMC e all’Unità.

A COURSE IN MIRACLES: 12.5 porta in primo piano la distinzione fra funzione e identità, fra forma assunta nella percezione e realtà della mente, fra ciò che viene rappresentato nel mondo e ciò che si riconosce interiormente come vero. La capacità di assumere un ruolo senza identificarvisi trova una corrispondenza precisa nell’insegnamento secondo cui il corpo e le situazioni che sembrano costituire la nostra identità appartengono al livello della percezione, mentre la mente può scegliere quale scopo assegnare loro. Il problema non è dunque la partecipazione piena alla forma, ma il suo utilizzo da parte dell’ego per dimenticare la propria funzione. Una parte importante del processo consiste nel riconoscere che le immagini, i ruoli, le aspirazioni di grandezza, il bisogno di essere riconosciuti e anche il vittimismo possono diventare mezzi attraverso i quali la mente rafforza la separazione; lo Spirito Santo può invece reinterpretare le stesse forme e assegnare loro un altro scopo. In questo senso la realtà teatrale di 12.5 trova un equivalente particolarmente preciso nella capacità di guardare ciò che accade senza trasformarlo in una definizione assoluta di sé: la funzione viene compiuta pienamente, ma non diventa un’identità separata. La creatività può così essere liberata dal bisogno di autoaffermazione e diventare estensione, mentre la visibilità può essere utilizzata senza trasformarsi in ricerca di specialità. Il rapporto fra invisibilità e irradiazione assume anche la forma della distinzione fra il piccolo sé che vuole essere visto e la funzione della mente che permette alla luce di estendersi senza appropriazione personale. La fase di rilascio propria di 12.5 è particolarmente vicina all’abbandono degli scopi inventati dall’ego: ciò che deve essere lasciato andare non è la capacità di agire, creare o assumere responsabilità, ma l’idea che tali forme possano fornire un’identità stabile o una salvezza separata. Anche le esperienze insolite, epifaniche o apparentemente capaci di aprire realtà alternative richiedono discernimento: non devono essere assolutizzate come prova della propria specialità, perché il cambiamento decisivo riguarda la percezione e il suo contenuto, non la produzione di nuove forme di prestigio spirituale. In questa prospettiva, la funzione non consiste nell’essere un personaggio eccezionale, ma nel non dimenticare ciò per cui la mente è stata creata; la rappresentazione può diventare uno spazio nel quale l’ego viene osservato senza essere seguito e nel quale emozioni, immagini e ruoli possono essere reinterpretati senza essere trasferiti automaticamente nell’agire. La relazione fra funzione, felicità, perdono e salvezza rende particolarmente pertinenti le lezioni 64 e 65, perché entrambe insistono sulla necessità di non sostituire alla funzione ricevuta altri scopi costruiti dalla mente. 64. Che io non dimentichi la mia funzione. 65. La mia unica funzione è quella che Dio mi ha dato. I titoli italiani sono verificabili nell’edizione italiana e nella numerazione ufficiale delle lezioni.

GNOSTICISMO: 12.5 riguarda il passaggio dall’esperienza interiore e dalla conoscenza di realtà invisibili alla loro manifestazione attraverso simboli, pratiche, insegnamenti e trasformazione della coscienza. La tensione fra dissoluzione dell’identità ordinaria e assunzione di una funzione visibile trova una forma concreta nelle correnti che distinguono la personalità dalla coscienza e utilizzano discipline iniziatiche per favorire il risveglio. Un riferimento rappresentativo è Samael Aun Weor, che nel neognosticismo del XX secolo elaborò una sintesi di gnosticismo, cristianesimo esoterico, alchimia, yoga e tradizioni iniziatiche, orientata al risveglio della coscienza e alla trasformazione dell’essere umano.
Samael Aun Weor (Bogotà, 6 marzo 1917) esoterista colombiano/messicano, autore, docente e fondatore del “Movimento cristiano universale gnostico” con il suo insegnamento di “La dottrina” di sintesi di tutte le religioni; il suo sistema sviluppa il lavoro sulla disidentificazione psicologica, la trasformazione degli aggregati dell’ego e il risveglio della coscienza, integrando pratiche esoteriche, simbolismo alchemico e letture della Pistis Sophia. Fra i testi dedicati a questo percorso figurano Psicologia rivoluzionaria, La rivoluzione della dialettica e La Pistis Sophia svelata.

SCIAMANESIMO: 12.5 riguarda la trasformazione di esperienze visionarie, emotive e non ordinarie in forme rituali capaci di essere contenute, espresse e reintegrate nella vita individuale e comunitaria. Il ruolo dello sciamano, del guaritore o del celebrante permette di assumere una funzione senza identificarla necessariamente con l’identità personale; canto, danza, maschera, racconto, gesto e rito costituiscono forme attraverso cui ciò che appartiene all’esperienza invisibile viene reso percepibile e trattato secondo le regole della tradizione. La realtà rituale offre così uno spazio distinto dalla vita ordinaria, nel quale conflitti, paure, lutti e relazioni con antenati o potenze spirituali possono essere rappresentati e trasformati. La relazione fra esperienza visionaria e forma rituale richiede discernimento: l’esperienza non viene automaticamente assolutizzata, ma viene interpretata, contenuta e ricondotta alla comunità. 12.5 valorizza quindi la capacità di attraversare forme diverse, assumere una funzione e poi lasciarla, evitando che il ruolo rituale diventi appropriazione personale dell’autorità. La conclusione del rito e il ritorno alla vita ordinaria sono parte integrante del processo, perché ciò che viene aperto nella rappresentazione deve poter essere chiuso e reintegrato senza confondere i livelli dell’esperienza.

SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 12.5 articola il passaggio dall’esperienza interiore alla sua espressione, mantenendo distinta la realtà spirituale dal ruolo attraverso cui viene comunicata. Contemplazione, intuizione e silenzio possono così generare una presenza attiva senza trasformare il maestro, il guaritore o il celebrante nel centro dell’esperienza. Joel S. Goldsmith sviluppa questo orientamento insistendo sul superamento del senso personale, sulla meditazione contemplativa e sulla disponibilità a essere strumento della Verità anziché tentare di servirsene.
Joel S. Goldsmith (New York, 10 marzo 1892) mistico, autore, maestro, guaritore spirituale statunitense, fondatore del movimento The Infinite Way (titolo del suo libro principale, 1947), privo di un’organizzazione e basato sulla meditazione contemplativa, con brevi periodi di meditazione frequenti durante il giorno. La ragione principale per meditare è che nel silenzio interiore si può ricevere la guida intuitiva. “La tua preghiera non sarà una domanda o una ricerca di qualsiasi cosa; sarà chiedere e cercare e bussare per avere più luce, più saggezza spirituale, più discernimento”, “Tutti nel mondo conoscono la parola ‘Dio’, ma ci sono poche persone al mondo che conoscono Dio. Per la maggior parte di noi Dio è rimasto una parola, un termine, un potere al di fuori del sé; Dio stesso non è diventato una realtà vivente se non per quelle poche persone che sono conosciute come mistici”, “L’immortalità si ottiene in proporzione al superamento del senso personale, sia qui che nell’aldilà. del nostro vero Sé – la Realtà di noi stessi, la Coscienza divina – raggiungiamo l’immortalità. E questo può essere raggiunto qui e ora”, “Sii disposto a essere usato da Dio; sii disposto a essere usato dalla Verità. Sii disposto a essere uno strumento attraverso il quale la Verità si rivela, ma non tentare di usare Dio. Non cercare mai di usare Dio, la Verità. Se comprendessi la natura di Dio, non pregheresti mai Dio per nessuna cosa”.

ASTROLOGIA: 12.5 mette in relazione ricettività simbolica e capacità di darle una forma leggibile e comunicabile. L’interpretazione astrologica può diventare così mediazione fra configurazioni invisibili e rappresentazione ordinata, mentre almanacchi e manuali trasferiscono il sapere dell’astrologo dalla consultazione individuale alla divulgazione pubblica. Sepharial esprime bene questo versante attraverso un’attività che unì ricerca esoterica, interpretazione astrologica e diffusione editoriale.
Sepharial (9UbNp) (Birmingham, 20 marzo 1864) astrologo, teosofo, autore inglese, pseudonimo di Walter Gorn Old, fu anche curatore di Old Moore’s Almanac e autore di numerosi manuali, contribuendo alla divulgazione dell’astrologia britannica fra XIX e XX secolo.

CATTOLICESIMO: 12.5 può essere letto attraverso la relazione cattolica fra grazia ricevuta e forma concreta della vita, fra contemplazione e azione, fra carisma personale e comunione ecclesiale. La Scrittura offre già il fondamento: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14) e “così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16); la visibilità cristiana è quindi ordinata alla gloria di Dio e alle opere, non all’autoesaltazione. La Prima Lettera ai Corinzi distingue i carismi e li riconduce all’unità del corpo (1 Cor 12,4-27), mentre Ef 4,11-13 presenta ministeri e funzioni differenti finalizzati all’edificazione del corpo di Cristo. L’autorità viene reinterpretata come servizio anche in Gv 13,1-15, dove Cristo lava i piedi ai discepoli, e in Mc 10,42-45, dove la grandezza viene definita attraverso il servizio. La liturgia rende visibile questa dinamica mediante parole, gesti, segni, spazi, vesti, musica e celebrazione, ma il segno rimanda a una realtà che lo trascende. La tradizione cattolica della vita consacrata offre inoltre una forma concreta di assunzione di un ruolo senza ridurre l’identità alla funzione: ministero, consacrazione, apostolato e carisma vengono esercitati nella Chiesa e ordinati alla sua missione. Il discernimento cattolico richiede perciò di distinguere carisma autentico e ricerca di prestigio, testimonianza e protagonismo, autorità come servizio e appropriazione del potere. Il riferimento a 12.5 non sostituisce queste categorie, ma permette di osservare la loro particolare configurazione nella relazione fra interiorità, espressione e funzione. Camillo De Piaz può essere richiamato per il rapporto fra vita religiosa, cultura, traduzione e impegno civile, senza anticipare nell’introduzione i dati propri del suo profilo.
Camillo De Piaz (Tirano, 24 febbraio 1918) saggista, traduttore italiano, membro dell’Ordine dei Servi di Maria, strettamente legato a padre David Maria Turoldo.

PROTESTANTESIMO: 12.5 assume una configurazione netta nella predicazione carismatica, dove parola, voce, musica, gesto e presenza pubblica diventano strumenti di proclamazione. La forza espressiva può servire l’annuncio oppure spostarne il centro sul predicatore; autorità e visibilità richiedono quindi una continua distinzione fra messaggio e persona. Jimmy Lee Swaggart rappresenta questa tensione nella forma moderna del televangelismo pentecostale, combinando predicazione, musica gospel e comunicazione televisiva davanti a un pubblico di massa.
Jimmy Lee Swaggart (9Pv) (Ferriday, 15 marzo 1935) predicatore pentecostale, pioniere del televangelismo statunitense, pianista e cantante gospel, trasferì il modello revivalista pentecostale dalla predicazione itinerante alla radio e poi alla televisione, facendo della performance vocale, musicale e gestuale una componente centrale della comunicazione evangelistica. La crisi pubblica del 1988 e la confessione televisiva mostrano anche il conflitto fra ruolo religioso pubblico, vulnerabilità personale e perdita dell’autorità istituzionale. 

ORTODOSSIA: 12.5 trova nella liturgia una relazione disciplinata fra invisibile e visibile: icona, canto, incenso, gesto, processione, luce e spazio sacro rendono sensibile una realtà che non viene identificata con chi la rappresenta. Il celebrante assume pienamente il proprio ruolo senza esserne la sorgente, mentre la dimensione spettacolare viene subordinata alla funzione liturgica. L’icona offre un modello affine: non mira all’autoespressione dell’artista, ma rende visibile attraverso forme codificate una realtà che la trascende.

ISLAM: 12.5 riguarda il passaggio dalla dimensione interiore e invisibile alla sua manifestazione nella pratica, nella parola, nella condotta e nella funzione religiosa, mantenendo però la distinzione fra esperienza spirituale e appropriazione personale. I temi dell’espressione dell’invisibile, della non-identificazione con il ruolo, della realtà simbolica come campo di trasformazione, della sensibilità che diventa comunicazione, dell’autorità come servizio e del discernimento delle esperienze interiori trovano corrispondenze concrete nella tradizione islamica. Il Corano collega esplicitamente il ricordo di Dio alla trasformazione del cuore: «Ricordatemi e Io vi ricorderò» (2:152), «Ricordate Allah con un ricordo frequente» (33:41) e «In verità, nel ricordo di Allah i cuori trovano riposo» (13:28); quest’ultimo riferimento è centrale per il rapporto fra interiorità, purificazione e manifestazione della presenza spirituale. Il Corano presenta inoltre Dio come «il Manifesto» (al-Zāhir) e afferma «Egli è il Primo e l’Ultimo, il Manifesto e il Nascosto» (57:3), formulazione che offre un riferimento diretto al rapporto fra invisibile e visibile centrale in 12.5. Il tema della luce e della manifestazione trova un ulteriore riferimento nella Āyat an-Nūr (24:35), mentre la prossimità divina è espressa in «Siamo più vicini a lui della sua vena giugulare» (50:16). In questo quadro emerge in modo netto la tradizione sufi, perché il tasawwuf porta al centro la purificazione del cuore, il dhikr, la presenza e il rapporto esperienziale con il Divino: il dhikr è una pratica fondamentale del sufismo e può assumere forme vocali o interiori, individuali o comunitarie; nelle diverse ṭuruq può comprendere recitazione, invocazione, canto, samāʿ, movimento rituale e contemplazione. È precisamente qui che la componente 12.5 diventa più evidente: la dimensione S12 dell’invisibile, della mistica, dell’interiorità e della dissoluzione dei confini dell’identità incontra la funzione S5 della manifestazione, della celebrazione, dell’espressione, della presenza pubblica e dell’irradiazione; la mistica non rimane quindi soltanto esperienza interiore, ma può diventare parola, canto, rito, guida, insegnamento e presenza visibile. La tradizione sufi costituisce perciò un campo privilegiato di applicazione di 12.5, senza identificare 12.5 con il sufismo né dedurre la dottrina sufi dal modello: l’analogia emerge dai contenuti effettivi della tradizione, soprattutto dalla trasformazione del cuore attraverso il ricordo, dalla disciplina spirituale e dalle forme rituali attraverso cui l’esperienza del Divino viene espressa. Abdal-Hamid Kishk e Muhammad al-Yaqoubi appartengono a questo ambito del corpus. Mansione lunare (Ibn Arabi): 27 م Mîm (m), Al Fargh al Thani, The Second Spout, 4°17’09” Pisces, Humanity, The Uniter. Nome di Dio: 70 Al-Muqtadir (المقتدر) The Creator of All Power. 13 Al-Musawwir (المصور) The Shaper of Beauty. 10 Al-Mutakabbir (المتكبر) The Greatest. 75 Az-Zahir (الظاهر) The Manifest One. 
Abdal-Hamid Kishk (عبد الحميد كشك) (10 marzo 1933) predicatore egiziano islamico, sufi. La sua predicazione pubblica trasformò l’insegnamento religioso in una forma di comunicazione capace di raggiungere un vasto pubblico, collegando studio delle scienze islamiche, predicazione, insegnamento e intervento sui problemi della società; questo rende pertinente la sua presenza rispetto al passaggio fra contenuto spirituale interiore e manifestazione pubblica.
Muhammad al-Yaqoubi (محمد أبو الهدى اليعقوبي) (7 maggio 1963) leader religioso islamico siriano, sufi. La sua attività unisce insegnamento delle scienze islamiche e formazione spirituale nel tasawwuf, con particolare rilievo per la trasmissione di Qurʾān, Hadith, fiqh e discipline del cuore; la sua funzione di guida religiosa costituisce quindi un ulteriore esempio del passaggio dalla formazione interiore alla trasmissione pubblica della tradizione.

EBRAISMO: 12.5 può essere sviluppato attraverso il rapporto fra ciò che appartiene alla dimensione interiore e la sua traduzione nella vita mediante Torah, mitzvot, preghiera, purificazione e responsabilità comunitaria. La Torah e il Tanakh costituiscono il riferimento scritturale, mentre Talmud e Halakhah articolano l’attuazione concreta della relazione con Dio nella condotta quotidiana; la Kabbalah è pertinente quando il rapporto fra dimensione nascosta e manifestazione, simbolo, emanazione e trasformazione interiore assume rilievo. La dinamica di 12.5 può essere ricercata nel passaggio dall’esperienza interiore alla forma rituale e etica, nella tensione fra dimensione nascosta e manifestazione e nella possibilità di esercitare una funzione senza assolutizzare l’identità personale. Non sono stati forniti dall’utente nominativi da inserire nel profilo e non ne vengono aggiunti autonomamente.

BUDDISMO: 12.5 può essere sviluppato attraverso la trasformazione dell’esperienza interiore mediante consapevolezza, meditazione e pratica, con particolare attenzione alla non-identificazione e al rapporto fra esperienza della coscienza e condotta. Il Dharma, gli insegnamenti del Buddha e la pratica della Sangha forniscono il quadro di riferimento; meditazione, karma, dukkha e nirvana permettono di esaminare il rapporto fra esperienza, attaccamento, trasformazione e liberazione, mentre il bodhisattva introduce, nelle tradizioni pertinenti, la traduzione della realizzazione interiore in azione orientata agli altri. La dinamica di 12.5 è pertinente soprattutto dove la pratica consente di attraversare stati interiori e forme dell’esperienza senza assumerli come identità definitiva, e dove ciò che viene compreso interiormente trova espressione nella condotta. Non sono stati forniti dall’utente nominativi da inserire nel profilo e non ne vengono aggiunti autonomamente.

INDUISMO: 12.5 l’induismo si attua attraverso il rapporto fra dimensione interiore, realizzazione, disciplina e manifestazione nella vita, distinguendo l’esperienza della coscienza dalle forme personali attraverso cui essa viene espressa. I Veda e le Upanishad costituiscono riferimenti fondamentali per il rapporto fra conoscenza, realtà e dimensione ultima; la Bhagavad Gita è pertinente al rapporto fra esperienza spirituale, funzione e azione, mentre Yoga, dharma, karma, atman, brahman e moksha permettono di articolare differenti aspetti della trasformazione interiore e della sua espressione nella condotta. La dinamica di 12.5 trova quindi applicazione soprattutto nel rapporto fra realizzazione interiore e compimento della propria funzione, senza ridurre quest’ultima all’identità personale, e nel passaggio dalla consapevolezza alla manifestazione concreta attraverso disciplina e azione. Non sono stati forniti dall’utente nominativi da inserire nel profilo e non ne vengono aggiunti autonomamente.

MITOLOGIA: In 12.5 emergono soprattutto tradizioni nelle quali l’invisibile assume forma, l’identità cambia attraverso una trasformazione e una forza interiore viene resa visibile mediante una figura, un ruolo o una prova. Il riferimento più preciso per Pesci è il mito dei due Pesci che, secondo la tradizione greco-romana, salvano Afrodite ed Eros durante la fuga da Tifone, oppure sono gli stessi dèi che assumono forma di pesce: la metamorfosi diventa quindi un mezzo di protezione e attraversamento, mentre i Pesci vengono poi collocati fra le stelle. Per Leone, il mito del Leone Nemeo introduce un’immagine opposta e complementare: una creatura invulnerabile che non può essere sconfitta con le armi ordinarie e viene domata da Eracle mediante il corpo; dopo l’uccisione, la pelle dell’animale diventa la veste-protezione dell’eroe e il Leone viene posto fra gli astri. Un parallelo più insolito e molto aderente ai temi del ruolo, della mutazione e della non-identificazione è Proteo, capace di assumere successivamente forme diverse — leone, cinghiale, serpente, toro, albero, acqua e fuoco — per sottrarsi a chi cerca di costringerlo a rivelare la verità; la trasformazione delle forme senza fissazione in una sola identità costituisce un motivo particolarmente vicino alla dinamica di 12.5. Un altro nucleo pertinente è Dioniso, la cui tradizione collega trasformazione, alterazione della condizione ordinaria, danza, musica e rappresentazione: Diodoro gli attribuisce anche l’organizzazione di spettacoli e competizioni musicali, collegando la dimensione rituale alla nascita dello spazio scenico. Nel loro insieme questi nuclei permettono di leggere 12.5 attraverso quattro immagini concrete: il pesce che assume o offre una forma alternativa per attraversare il pericolo, il leone che concentra potenza e visibilità, Proteo che attraversa molte forme senza esaurirsi in esse, e Dioniso che porta esperienza trasformativa nella rappresentazione rituale e spettacolare.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 12.5 può essere applicato qui attraverso percezione incarnata, espressione, identità e ruolo, rapporto fra esperienza pre-riflessiva e sua manifestazione, trasformazione delle configurazioni del Sé e distinzione fra ciò che viene vissuto interiormente e la forma pubblica attraverso cui viene espresso. In Maurice Merleau-Ponty questo trova un riferimento preciso nella fenomenologia della percezione e soprattutto nel nesso fra corpo, percezione ed espressione: il corpo non è un semplice strumento attraverso cui una coscienza preesistente comunica un contenuto, ma partecipa alla costituzione del significato; espressione, gesto, linguaggio e arte appartengono quindi alla stessa dinamica incarnata. In John Rawls l’applicazione si sposta sul piano politico-morale: justice as fairness, libertà e uguaglianza dei cittadini, cooperazione sociale, consenso per intersezione e ragione pubblica permettono di leggere il rapporto fra convinzioni interiori e ruolo pubblico senza imporre nello spazio comune una concezione privata del bene; la ragione pubblica richiede infatti che l’esercizio del potere politico sia giustificabile attraverso ragioni che cittadini diversi possano ragionevolmente condividere.
Maurice Merleau-Ponty (8Sp) (Rochefort-sur-Mer, 14 marzo 1908) filosofo fenomenologico francese. La sua riflessione sull’espressione e sul corpo permette di approfondire 12.5 nel punto in cui un contenuto non viene semplicemente trasferito dall’interiorità all’esterno, ma prende forma attraverso gesto, percezione, linguaggio e comportamento incarnato.
John Rawls (Baltimora, 21 febbraio 1921) filosofo politico e morale statunitense. Political Liberalism è particolarmente utile per il tema della distinzione fra convinzioni personali e funzione pubblica: il pluralismo ragionevole richiede un terreno condiviso e la ragione pubblica limita l’uso delle convinzioni comprensive private nella giustificazione dell’esercizio del potere politico.

ARTE: 12.5 riguarda la trasformazione di contenuti interiori, immaginativi e invisibili in forme sensibili e comunicabili, attraverso creatività, immagine, rappresentazione, spazio e presenza pubblica. Sono centrali la relazione fra interiorità ed espressione, il rapporto fra ruolo e non-identificazione, la teatralità come trasformazione e l’uso della forma artistica per contenere e rendere visibile un’esperienza senza ridurla all’identità dell’artista. Tra gli autori più pertinenti: Ansel Adams, per la fotografia contemplativa; Yann Arthus-Bertrand, per la visione planetaria; Jean Rustin, per l’interiorità figurativa; Ronald Searle, per deformazione e satira; Oliviero Toscani, per provocazione e comunicazione pubblica.
Ansel Adams (9Ui) (San Francisco, 20 febbraio 1902) fotografo statunitense. Moonrise, Hernandez, New Mexico (1941) è particolarmente pertinente per 12.5: la fotografia trasforma un paesaggio reale in una visione altamente contemplativa, dove luce lunare, montagne, abitazioni e cielo costruiscono una relazione fra esperienza sensibile e dimensione immaginativa. L’opera appartiene inoltre alla sua ricerca sulla visualizzazione fotografica, nella quale la forma finale dell’immagine viene concepita interiormente prima della realizzazione.
Yann Arthus-Bertrand (5Pv) (Parigi, 13 marzo 1946) fotografo, ambientalista francese. La Terre vue du ciel / Earth from Above (1999) sviluppa una visione dall’alto della Terra nella quale la fotografia diventa strumento di percezione planetaria e di sensibilizzazione ambientale; la trasformazione della prospettiva ordinaria in una visione complessiva è pertinente alla relazione fra esperienza individuale e dimensione più ampia di 12.5.
Vincent Fourcade (Parigi, 27 febbraio 1934) designer d’interni francese. In collaborazione con Robert Denning sviluppò interni caratterizzati da lusso teatrale, scenografico e fortemente immersivo; questa trasformazione dello spazio abitativo in ambiente rappresentativo è pertinente al tema di 12.5 della realtà come scena e della forma come contenitore di un’immaginazione interiorizzata.
Jean Rustin (3Nr) (Montigny-lès-Metz, 3 marzo 1928) pittore francese. Dopo una prima fase astratta, dagli anni Settanta sviluppò una figurazione centrata su corpi e figure umane isolate, spesso in situazioni ambigue e psicologicamente intense; la sua pittura rende visibile una realtà interiore attraverso la rappresentazione del corpo e della vulnerabilità, in stretta consonanza con 12.5.
Ronald Searle (5Ni) (Cambridge, 3 marzo 1920) artista inglese; creatore di St Trinian’s e, con Geoffrey Willans, della serie Molesworth; la caricatura, la deformazione e la teatralizzazione dei comportamenti trasformano la realtà sociale in una rappresentazione satirica, coerente con il tema 12.5 della realtà come scena e della funzione liberatoria della rappresentazione.
Oliviero Toscani (Pv) (Milano, 28 febbraio 1942) fotografo italiano, noto per la progettazione di campagne pubblicitarie controverse per il marchio italiano Benetton. Le campagne Benetton trasformarono la fotografia pubblicitaria in uno spazio di dibattito pubblico su differenze, integrazione, AIDS, guerra e pena di morte; il passaggio dall’immagine commerciale alla provocazione sociale è pertinente a 12.5 per l’uso della rappresentazione pubblica come strumento di trasformazione della percezione. Nel 1984 la campagna con bambini e giovani di diverse etnie usò l’immagine come metafora di una società fondata sulla tolleranza; nel 2017 Toscani realizzò inoltre per Benetton una campagna dedicata all’integrazione.

LETTERATURA: In 12.5 la letteratura riguarda la trasformazione dell’esperienza interiore in parola, narrazione e immaginazione, con particolare rilievo per metamorfosi, identità, ruoli, realtà alternative, dimensioni invisibili, memoria e rapporto fra individuo e mondo. La scrittura può creare uno spazio rappresentativo nel quale contenuti interiori, conflitti e stati di coscienza vengono espressi e trasformati senza coincidere con la realtà ordinaria. Tra gli autori più pertinenti: Ovidio, per la metamorfosi; Arthur Machen, per il fantastico; N. Scott Momaday, per parola e luoghi sacri; Vyacheslav Ivanov, per il simbolismo; Giorgos Seferis, per mito e memoria.
Gotham Chopra (4Si) (Boston, 23 febbraio 1975) autore, regista statunitense, The Seven Spiritual Laws of Superheroes: Harnessing Our Power to Change the World (2011), scritto con Deepak Chopra, interpreta Superman, Batman e altri supereroi come metafore spirituali per affrontare potere, responsabilità, equilibrio e scopo; la trasformazione del personaggio immaginario in strumento di comprensione interiore è direttamente pertinente a 12.5.
Ranulph Fiennes (4) (Windsor, 7 marzo 1944) esploratore, scrittore, poeta britannico. La sua attività di esploratore e scrittore unisce esperienza fisica estrema, attraversamento di ambienti sconosciuti e trasformazione dell’esperienza in narrazione; per 12.5 è pertinente il rapporto fra immersione nell’esperienza e successiva trasformazione in racconto condivisibile.
Jiří Fried (Praga, 1° marzo 1923) scrittore, sceneggiatore ceco, Hobby, Mancanza di tempo corrisponde al titolo originale Nedostatek času; la sua attività di sceneggiatore aggiunge al profilo il rapporto fra narrativa e rappresentazione audiovisiva, pertinente al tema di 12.5 della trasformazione di una realtà interiore in forma scenica.
David Garnett (8) (Brighton, 9 marzo 1892) scrittore, editore britannico. Lady into Fox (1922) racconta la metamorfosi improvvisa di Silvia Tebrick in una volpe e la progressiva trasformazione del suo comportamento; l’opera costituisce un caso diretto di identità, ruolo e trasformazione della forma, temi centrali per 12.5.
Homer Hickam (Coalwood, 19 febbraio 1943) scrittore statunitense, veterano del Vietnam. Rocket Boys: A Memoir (1998) racconta la formazione dell’autore adolescente a Coalwood e la costruzione di razzi da parte di un gruppo di ragazzi dopo il lancio dello Sputnik; la trasformazione di un ambiente chiuso in uno spazio di immaginazione, aspirazione e realizzazione concreta è pertinente a 12.5. Dal libro fu tratto il film October Sky (1999).
Vyacheslav Ivanov (Вячеслав Иванович Иванов) (Mosca, 28 febbraio 1866) poeta, drammaturgo, critico letterario russo, associato al movimento del simbolismo. La sua concezione simbolista della poesia e il suo interesse per Dioniso, mito, rito e teatro rendono la sua opera pertinente alla trasformazione dell’esperienza spirituale e mitica in forma poetica e scenica, soprattutto nel rapporto fra rappresentazione e dimensione invisibile.
Marlon James (Uv) (Kingston, 24 novembre 1970) scrittore giamaicano, Bp A Brief History of Seven Killings (2014) ricostruisce il tentato assassinio di Bob Marley attraverso molteplici voci e prospettive, estendendo la narrazione su tre decenni e diversi continenti; la moltiplicazione dei punti di vista e delle identità narrative è pertinente al tema 12.5 della pluralità dei ruoli e della rappresentazione della realtà attraverso prospettive differenti. Il romanzo vinse il Man Booker Prize 2015.
Erich Kästner (9Si) (Dresda, 23 febbraio 1899) scrittore, poeta, sceneggiatore tedesco, satirico, pacifista, letteratura per ragazzi, Carlottina e Carlottina è Das doppelte Lottchen (1949), mentre La conferenza degli animali è Die Konferenz der Tiere (1949); quest’ultima trasforma gli animali in protagonisti di una rappresentazione allegorica capace di mettere in scena e criticare il comportamento umano, rendendo particolarmente pertinente il rapporto fra personificazione, teatro simbolico e trasformazione sociale in 12.5.
Erich Loest (Mittweida, 24 febbraio 1926) scrittore tedesco. La sua narrativa e la sua attività giornalistica sono segnate dal confronto con la storia tedesca, la divisione del paese e l’esperienza della Repubblica Democratica Tedesca; il rapporto fra esperienza personale, memoria e trasformazione narrativa della realtà storica è pertinente a 12.5.
Arthur Machen, pseudonimo di Arthur Llewelyn Jones (Caerleon-on-Usk, 3 marzo 1863) scrittore gallese. The Great God Pan (1894) presenta un esperimento che permette di percepire una realtà soprannaturale normalmente invisibile; The Three Impostors; or, The Transmutations (1895) riunisce racconti collegati da identità, trasformazioni e realtà nascoste. Le due opere sono direttamente pertinenti alla relazione 12.5 fra invisibile, percezione e rappresentazione narrativa.
Navarre Scott Momaday (10) (Lawton, 27 febbraio 1934) scrittore statunitense, cresciuto a stretto contatto con i Navajo e con gli Apache occidentali, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 1969 per il romanzo Casa fatta di alba (House Made of Dawn, 1968); I nomi (The Names: A Memoir) (1976), The Ancient Child (1989). “Siamo quello che immaginiamo. La nostra stessa esistenza consiste nell’immaginarci. Il nostro destino migliore è immaginare chi e cosa siamo. La più grande tragedia che ci può capitare è di non essere immaginati”, “Una parola ha potere in sé e per sé. Viene dal nulla nel suono e nel significato; dà origine a tutte le cose. I luoghi sacri sono le definizioni più vere della terra; rappresentano la terra immediatamente e per sempre; sono le sue bandiere e i suoi scudi. Se vuoi conoscere la terra per quello che è veramente, imparala attraverso i suoi luoghi sacri. Alla Devil’s Tower o al Canyon de Chelly o ai Cahokia Mounds, tocchi il polso del pianeta vivente; senti il suo respiro su di te. Diventi tutt’uno con uno spirito che pervade il tempo e lo spazio geologici.”, “I coyote hanno il dono di essere visti raramente; si mantengono al limite della visuale e oltre, entrando e uscendo dalla copertura sulle pianure e sugli altopiani. E di notte, quando il mondo intero appartiene a loro, discutono al fiume con i cani, le loro voci più acute e acute piene di autorità e rimprovero. Sono un vecchio consiglio di pagliacci e vengono ascoltati”.
The Way to Rainy Mountain (1969) combina memoria personale, tradizione Kiowa, storia e mito, costruendo un’opera nella quale parola, territorio, memoria e immaginazione concorrono alla percezione di una realtà più ampia; è quindi strettamente pertinente a 12.5.
Ovidio (Sulmona, 20 marzo 43 a.C.) poeta romano, Heroides, Amores, Ars Amatoria. Metamorphoses costituisce l’opera di Ovidio più direttamente pertinente a 12.5: il poema organizza una successione di trasformazioni corporee, identitarie e narrative nelle quali l’identità passa da una forma all’altra senza cessare di appartenere alla continuità del racconto.
Jules Renard (1) (Châlons-du-Maine, 22 febbraio 1864) scrittore francese, Pel di carota è Poil de Carotte (1894), romanzo incentrato sull’esperienza del giovane François Lepic e sul rapporto conflittuale con la famiglia; la costruzione di un’identità personale attraverso ruoli familiari imposti e successiva presa di coscienza è pertinente a 12.5.
Giambattista Roberti (Bassano del Grappa, 4 marzo 1719) scrittore, poeta italiano. La moda è un poemetto satirico che osserva il comportamento sociale attraverso la rappresentazione dei costumi e delle apparenze; il rapporto fra ruolo sociale, immagine pubblica e identità è pertinente a 12.5.
Gino Rocca (Mantova, 22 febbraio 1891) scrittore, drammaturgo italiano. La sua attività teatrale rende pertinente a 12.5 il rapporto fra personaggio, ruolo e rappresentazione scenica, soprattutto nella trasformazione dei conflitti e delle tensioni umane in forma drammatica.
Giorgos Seferis (Urla, 13 marzo 1900)poeta, saggista, diplomatico greco (Nobel). La sua poesia utilizza frequentemente mito, memoria, viaggio, esilio e paesaggio come forme attraverso cui l’esperienza individuale viene trasformata in una dimensione simbolica più ampia; questo rapporto fra interiorità, luogo e mito è pertinente a 12.5.
Max Shulman (2Sv) (Saint Paul, 14 marzo 1919) scrittore, giornalista statunitense. La sua narrativa umoristica e satirica utilizza frequentemente personaggi e situazioni esasperate come dispositivi di rappresentazione delle convenzioni sociali; l’umorismo come distanziamento dal ruolo e dalla situazione è pertinente al versante teatrale e trasformativo di 12.5.
Jean Teulé (Pv) (Saint-Lô, 26 febbraio 1953) romanziere, fumettista, sceneggiatore francese, Le Magasin des Suicides (2007) costruisce una realtà familiare e commerciale paradossale nella quale la morte viene trasformata in spettacolo e prodotto, mentre il cambiamento di un singolo personaggio altera progressivamente l’intero sistema familiare; il rapporto fra rappresentazione, ruolo e trasformazione è pertinente a 12.5. La sua poesia, legata a viaggio, paesaggio, natura e interiorità, sviluppa il passaggio dell’esperienza personale in immagini simboliche; l’uso della forma poetica come mediazione fra percezione interiore e mondo visibile è pertinente a 12.5.
Jonathan Tropper (Riverdale, 19 febbraio 1970) scrittore statunitense. This Is Where I Leave You (2009) riunisce una famiglia dopo la morte del padre e mette in scena il ritorno temporaneo a ruoli familiari precedenti, con conseguente ridefinizione delle identità adulte; il rapporto fra ruolo, famiglia, perdita e trasformazione è direttamente pertinente a 12.5.
John Updike (5Ni) (Reading, 18 marzo 1932) scrittore statunitense, Rabbit series (Pul.). La serie di Rabbit, iniziata con Rabbit, Run (1960), segue Harry Angstrom attraverso decenni di trasformazioni personali e sociali; la continuità di un’identità che assume ruoli diversi senza mai stabilizzarsi definitivamente è pertinente al tema 12.5 dell’identità ciclica e della tensione fra ruolo e persona.
Jakob Wassermann (4Uv) (Fürth, 10 marzo 1873) scrittore tedesco d’origine ebraica. La sua narrativa affronta frequentemente identità, appartenenza, conflitto fra individuo e società e ricerca di una collocazione personale; il tema dell’identità non riducibile ai ruoli sociali è pertinente a 12.5.

MUSICA: In 12.5 la musica riguarda la trasformazione di contenuti interiori, immaginativi e invisibili in suono, voce e forma espressiva, creando uno spazio nel quale emozioni, stati di coscienza, visioni e realtà alternative possono essere percepiti, condivisi e trasformati. Tra gli autori più rappresentativi: Karen Carpenter, Jan Garbarek e Chris Martin.
David Ackles (Rock Island, 20 febbraio 1937) cantautore statunitense.
Tunde Adebimpe (St. Louis, 26 febbraio 1975) musicista, cantante statunitense.
Kate Alexa (Melbourne, 2 marzo 1988) cantante australiana.
Haddad Alwi** (Giacarta, 13 marzo 1966) cantante, attore nasheed indonesiano, “Astaghfirullah” appartiene all’album The Way of Love (2003), di carattere religioso islamico, e sviluppa il tema del pentimento, della richiesta di perdono e del ritorno a Dio.
Michael Angelo (Uv) (Chicago, 23 febbraio 1956) chitarrista heavy metal statunitense.
Amal Arafa (أمل عرفة) (18 marzo 1970) attrice, cantante, scrittrice siriana.
James Arthur (Middlesbrough, 2 marzo 1988) cantante, musicista britannico.
Michael Bolton (9) (New Haven, 26 febbraio 1953) cantautore statunitense.
Rukmini Devi Arundale (Madurai, 29 febbraio 1904) teosofa indiana, danzatrice, coreografa, danza Bharatnatyam.
Elkie Brooks (6) (Salford, 25 febbraio 1945) cantante britannica.
Joacim Cans (Mora, 19 febbraio 1970) cantante svedese (Hammerfall).
Karen Carpenter** (2UiPv) (New Haven, 2 marzo 1950) cantante, batterista statunitense, (Carpenters), “Calling Occupants of Interplanetary Craft” (1976; All Hit Radio! Alright, you’re listening to All Hit Radio And it’s 53 degrees at 30 minutes past the hour And right now on our all request line I’ve got Mike Ledgerwood on the phone Hey, babe, what would you like to hear? We’ve been observing your Earth Hey babe, I’m sorry, I can’t hear you too well You’re gonna have to speak a little closer into the phone Okay, babe? What would you like to hear again? We are observing your Earth Hey Mike, I’m sorry babe, but that’s not on our playlist And by the way, you sound great over the phone Anyway, if you’d give us your request We’ll be glad to play it for ya, babe So let’s hear it! We are observing your Earth Uh, listen Mike, I’m sorry babe but we can’t- And we’d like to make I’m sorry Mike, we there’s- A contact (uh) With you, baby In your mind you have capacities, you know To telepath messages through the vast unknown Please close your eyes and concentrate With every thought you think Upon the recitation we’re about to sing Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary, most extraordinary craft Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary, most extraordinary craft You’ve been observing our Earth And we’d like to make A contact with you We are your friends Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary, ultra emissaries We’ve been observing your Earth And one night we’ll make A contact with you We are your friends Calling occupants of interplanetary, quite extraordinary craft And please come in peace, we beseech you Only our love we will teach them Our Earth may never survive So do come, we beg you Please, interstellar policeman Oh won’t you give us a sign Give us a sign That we’ve reached you Oh do With your mind you have ability to form And transmit thought energy far beyond the norm You close your eyes, you concentrate Together, that’s the way To send the message we declare World Contact Day Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary craft Calling occupants of interplanetary, most extraordinary craft Ah ah ah ahh Ah ah ah ahh Ah ah ah ahh Calling occupants Calling occupants Calling occupants of interplanetary, anti-adversary craft), “Please Mr Postman”. In “Rainy Days and Mondays” la voce di Karen dà forma pubblica a uno stato interiore di malinconia e solitudine; Richard Carpenter riferisce che Karen, quando la cantava, diceva di entrare «in un mondo diverso», elemento direttamente pertinente alla trasformazione dell’esperienza interiore in rappresentazione musicale. “Superstar” mette in scena un’identità fondata sull’assenza, sull’attesa e sull’immaginazione dell’altro, mentre l’interpretazione di Karen accentua la dimensione drammatica del personaggio narrante. “Goodbye to Love” porta nella forma pop un’esperienza di perdita e solitudine trasformata in espressione vocale e strumentale; il sito ufficiale di Richard e Karen Carpenter la definisce una delle loro registrazioni più ammirate e sottolinea la forza della voce di Karen e l’atmosfera drammatica dell’arrangiamento. “This Masquerade” è ancora più direttamente pertinente al tema della rappresentazione: il titolo stesso introduce la metafora della maschera e della distanza fra ciò che viene mostrato e ciò che viene vissuto interiormente. “Only Yesterday” collega memoria, passato e presente attraverso una trasformazione del vissuto emotivo in immagine musicale, mentre “Solitaire” sviluppa il tema dell’isolamento e della separazione attraverso la figura del solitario. I sei brani compaiono nella discografia dei Carpenters e nella raccolta Interpretations.
Lee Chae-rin (Seul, 26 febbraio 1991) rapper, cantautrice sudcoreana. Ha trascorso parte dell’infanzia in Giappone e Francia e a tredici anni si trasferì da sola a Parigi per studiare; nel 2015 pubblicò il brano solista Hello Bitches, centrato sull’affermazione di una presenza scenica autonoma.
Philippe Chatel (8Pv) (Parigi, 23 febbraio 1948) compositore, autore, cantante francese; autore di Émilie Jolie (1979), spettacolo musicale per bambini costruito come un universo narrativo e teatrale nel quale personaggi e realtà immaginative prendono forma attraverso la musica.
Charlotte Church (7) (Cardiff, 21 febbraio 1986) cantautrice gallese, Voice of an Angel. Il suo percorso artistico comprende il passaggio dalla formazione classica e dalla fama infantile alla musica pop e alla successiva attività di cantautrice e interprete.
Kristinia DeBarge (Pasadena, 8 marzo 1990) cantautrice statunitense.

Johan Edlund (Stoccolma, 9 marzo 1971) cantante, chitarrista, tastierista svedese (Tiamat, Lucyfire). Con i Tiamat ha sviluppato una musica caratterizzata da temi esoterici, mistici e visionari, con il passaggio dal death metal a forme più atmosferiche e psichedeliche.
Jenny Frost (Sv) (Wallasey, 22 febbraio 1978) cantante, conduttrice britannica.
Jan Garbarek** (2SPv) (Mysen, 4 marzo 1947) sassofonista, compositore norvegese, “East of the sun and west of the moon” (1981; East of the sun and west of the moon We’ll build a dream house of love dear Close to the sun in the day Near to the moon at night We’ll live in a lovely way dear Sharing our love in the pale moonlight Just you and I, Forever and a day Love will not die, We’ll keep it that way Up among the stars We’ll find a harmony of life to a lovely tune East of the sun and west of the moon dear East of the sun and west of the moon), “Twelve Moons”, “We are the Stars”. Twelve Moons, già presente nel profilo, è un album del Jan Garbarek Group registrato nel 1992 e pubblicato nel 1993; comprende anche “Brother Wind March”, “There Were Swallows…”, “The Tall Tear Trees”, “Huhai” e “Witchi-Tai-To”.
Janet Gardner (Juneau, 21 marzo 1962) cantante statunitense (Vixen).
Skylar Grey (Mazomanie, 23 febbraio 1986) cantautrice statunitense; coautrice e interprete di “Coming Home” (2010), brano dei Diddy–Dirty Money, costruito sul tema del ritorno e della riconciliazione con la propria casa.
Amal Hijazi (Beirut, 20 febbraio 1977) cantante libanese.
Arthur Honegger (2Ub) (Le Havre, 10 marzo 1892) compositore svizzero.
Marlon Jackson (Uv) (Gary, 12 marzo 1957) cantautore, ballerino, coreografo statunitense.
Kader Japonais (Abdelkader Haibaoui) (Bab El Oued, 11 marzo 1979) cantante algerino di musica raï.
Brian Jones (6Pv) (Cheltenham, 28 febbraio 1942) musicista ingl (Rolling Stones).
Ronan Keating (Sv) (Dublino, 3 marzo 1977) cantante pop irlandese. (Boyzone), Father and Son.
Ali Baba Khan (12.5/4) (علي بابا خان) (Peshawar, 5 marzo 1993) cantante pakistano Sufi e di Pashtun.
Queen Latifah (2) (Newark, 19 marzo 1970) cantante, rapper statunitense, GrA.
Herbert Léonard (5Pi) (Strasburgo, 25 febbraio 1945) cantante francese, specialista di aerei russi della seconda guerra mondiale. Quelque chose tient mon cœur.
Lisa Loeb (Bethesda, 11 marzo 1968) cantautrice, attrice statunitense.
Joel Madden (Waldorf, 11 marzo 1979) cantante statunitense (Good Charlotte), “Anthem”.
Chris Martin* (6SvNr) (Exeter, 2 marzo 1977) cantante, chitarrista, pianista (Coldplay), “Paradise” (When she was just a girl, she expected the world But it flew away from her reach So she ran away in her sleep and dreamed of Para-para-paradise, para-para-paradise, para-para-paradise Every time she closed her eyes When she was just a girl, she expected the world But it flew away from her reach and the bullets catch in her teeth Life goes on, it gets so heavy The wheel breaks the butterfly, every tear a waterfall In the night, the stormy night, she’d close her eyes In the night, the stormy night, away she’d fly And dream of para-para-paradise Para-para-paradise Para-para-paradise She’d dream of para-para-paradise).
In “Every Teardrop Is a Waterfall” (2011), Martin identifica esplicitamente la musica con la possibilità di trasformare qualcosa di negativo in qualcosa di positivo e di rendere una situazione più sostenibile attraverso l’evasione creativa.
Fratello Metallo (padre Cesare Bonizzi) (Offanengo, 15 marzo 1946) frate francescano, cantautore heavy metal italiano, Venere, entrò nel convento nel 1975, fu ordinato sacerdote nel 1983 e dal 1990 utilizzò le proprie canzoni come mezzo di comunicazione, predicazione e preghiera; compose musica rock, new age e metal e definì il proprio stile metrock. Dopo aver annunciato nel 2009 il ritiro dalla musica, passò dal metal alla musica classica.
Sergey Nikitin (Mosca, 8 marzo 1944) compositore, bardo russo. Laureato in fisica e successivamente specializzato in biofisica, lavorò come ricercatore prima di dedicarsi pienamente all’attività musicale; è noto anche per le canzoni per bambini e per l’attività in duo con la moglie Tatiana Nikitina.
Steve Priest (SPv) (Hayews, 23 febbraio 1948) bassista, cantante britannico (Sweet).
Billy Sherwood (Las Vegas, 14 marzo 1965) bassista, cantante statunitense.
Shirel (7Pi) (Parigi, 19 marzo 1978) cantante, attrice francese.
Beanie Sigel (Filadelfia, 6 marzo 1974) rapper, attore statunitense.
Ola Svensson (Lund, 23 febbraio 1986) cantante pop svedese.
Antonio Vivaldi (6Sf) (Venezia, 4 marzo 1678) prete veneziano, compositore barocco, violinista, Le quattro stagioni.
Mary Wilson (2Prv) (Detroit, 6 marzo 1944) cantante statunitense (Motown The Supremes) l’unico membro originario delle Supremes presente per tutti i sedici anni di attività del gruppo e, dopo la carriera nelle Supremes, sviluppò anche un’attività di autrice, attrice, attivista e ambasciatrice culturale; tra le sue opere soliste Mary Wilson (1979) e Walk the Line (1992).

SPETTACOLO: In 12.5 lo spettacolo riguarda la trasformazione di contenuti interiori, emotivi, immaginativi o invisibili in una forma pubblica capace di essere vista, ascoltata e vissuta da altri. Il rapporto fra S12 e S5 porta in primo piano l’attore, il regista e il performer come mediatori fra realtà interna e rappresentazione: ciò che appartiene all’immaginazione, alla memoria, al desiderio, alla paura o alla dimensione simbolica viene assunto in un ruolo, in un personaggio, in una scena o in un racconto e diventa esperienza condivisa. Il tema centrale non è quindi soltanto l’espressione, ma la capacità di entrare completamente in una forma senza coincidere con essa: l’interprete può assumere un’identità, una maschera o una funzione scenica e contemporaneamente conservarne la consapevolezza come rappresentazione. Da qui derivano i temi della metamorfosi, del travestimento, della moltiplicazione dei ruoli, della teatralizzazione della realtà e della sospensione temporanea delle regole ordinarie. La componente S5 introduce inoltre presenza, carisma, autorità, visibilità e capacità di catalizzare l’attenzione collettiva; quella S12 introduce immaginazione, empatia, dissoluzione dei confini, stati di coscienza e accesso a realtà simboliche. Lo spettacolo può quindi funzionare come spazio di contenimento e trasformazione, nel quale emozioni e conflitti vengono rappresentati anziché agiti direttamente nella vita ordinaria. La separazione fra rappresentazione e realtà rimane essenziale: quando è mantenuta, la scena permette di attraversare esperienze intense, cambiare prospettiva e liberare contenuti interiori; quando viene perduta, il ruolo può trasformarsi in identificazione, esibizione compulsiva, manipolazione o confusione fra personaggio e persona. Anche il rapporto con il pubblico assume rilievo, perché la presenza dell’interprete può produrre momentanee sospensioni dell’ordine abituale e modificare la percezione degli spettatori. Cinema, teatro, televisione e performance diventano così strumenti per rendere visibile l’invisibile, incarnare realtà alternative e sperimentare differenti forme dell’identità senza stabilirne una come definitiva.
Javier Bardem (7Sb) (Las Palmas de Gran Canaria, 1º marzo 1969) attore spagnolo, Oscar (No Country for Old Men). In Biutiful (2010) interpreta Uxbal, padre di due figli e uomo coinvolto nella criminalità clandestina di Barcellona, che dopo la diagnosi di un tumore terminale cerca di dare un senso alla propria vita e di prepararsi alla propria morte: il film collega esperienza interiore, trasformazione e dimensione spirituale.
René Clément (4Ni) (Bordeaux, 18 marzo 1913) regista, sceneggiatore francese, Oscar/Leone (Jeux interdits), Oscar (Au delà des grilles).  Jeux interdits (1952) segue Paulette, una bambina di cinque anni rimasta orfana durante l’esodo del 1940, che costruisce con Michel un mondo rituale e simbolico attraverso il seppellimento degli animali morti; la dimensione infantile trasforma la realtà traumatica in una rappresentazione alternativa.
Robert Donat (Manchester, 18 marzo 1905) attore britannico, Goodbye, Mr. Chips, Oscar.  In The 39 Steps (1935) interpreta un uomo comune coinvolto suo malgrado in una vicenda di spionaggio, assumendo progressivamente una funzione diversa da quella della propria vita ordinaria; Treccani sottolinea proprio l’integrazione fra vicenda di spionaggio, ritmo della commedia e carisma dell’attore.
Christophe Gans (1Upv) (Antibes, 11 marzo 1960) regista, sceneggiatore francese specializzato in film horror e fantasy. Le Pacte des loups (Brotherhood of the Wolf, 2001) trasforma la leggenda della Bestia del Gévaudan in un racconto nel quale mistero, ritualità, identità nascoste e rappresentazione della paura si sovrappongono; Silent Hill (2006) porta invece i protagonisti in una realtà alternativa dominata da immagini, mostri e trasformazioni dello spazio.
Aamir Khan (12SiUPb) (Bandra, 14 marzo 1965) attore, regista indiano. I
n Taare Zameen Par (Like Stars on Earth, 2007), da lui prodotto e interpretato, un insegnante riconosce il mondo interiore e la diversa capacità percettiva di un bambino considerato problematico e trasforma il suo rapporto con l’apprendimento attraverso l’arte; in PK (2014) interpreta un extraterrestre che, entrando nella società umana, ne osserva dall’esterno le convenzioni religiose e sociali.
Mercedes McCambridge (Joliet, 16 marzo 1916) attrice statunitense, Oscar (All the King’s Men).La sua interpretazione vocale del demonio in The Exorcist (1973) costituisce un esempio particolarmente netto di trasformazione della voce dell’interprete in presenza narrativa invisibile e perturbante.
Eva Mendes (Miami, 5 marzo 1974)attrice statunitense. In The Place Beyond the Pines (2012) interpreta Romina, madre di un bambino il cui destino viene condizionato dalle azioni del padre Luke e dalle conseguenze che si trasmettono alla generazione successiva; il film sviluppa identità, eredità e trasformazione attraverso un arco narrativo di quindici anni. In Lost River (2014), suo ultimo film, interpreta Cat, una donna inserita in un universo degradato e surreale nel quale realtà sociale, spettacolo e dimensione fantastica si sovrappongono.
Zero Mostel (Brooklyn, 28 febbraio 1915) attore statunitense. In The Producers (1967) interpreta Max Bialystock, produttore teatrale che organizza deliberatamente uno spettacolo destinato al fallimento per guadagnare; la rappresentazione diventa così un dispositivo nel quale realtà economica, teatro e finzione vengono deliberatamente sovrapposti. In Rhinoceros (1974) interpreta John in una città i cui abitanti si trasformano inspiegabilmente in rinoceronti, una metamorfosi collettiva che rende esplicito il tema della trasformazione dell’identità.

Stephen Nichols (5Pi) (Cincinnati, 19 febbraio 1951) attore statunitense.

**Cochi Ponzoni (**10Sr) (Milano, 11 marzo 1941) attore, cantante italiano.
ADD: Negli anni Sessanta iniziò come cabarettista nei locali milanesi Cab 64 e Derby Club e formò con Renato Pozzetto il duo Cochi e Renato; fra i film più pertinenti Cuore di cane (1976), Sturmtruppen (1976) e Tre tigri contro tre tigri (1977). Cuore di cane, tratto da Bulgakov, è inoltre direttamente legato al tema della trasformazione dell’identità attraverso la metamorfosi del protagonista.
Frank Tashlin* (Weehawken, 19 febbraio 1913) regista, scrittore, disegnatore statunitense. The Girl Can’t Help It (1956) trasforma il mondo della pubblicità, del divismo e della musica pop in una satira visiva dominata dalla performance; il film segue un agente che cerca di trasformare la compagna di un gangster in una stella musicale. Will Success Spoil Rock Hunter? (1957) porta ancora più direttamente sul rapporto fra persona, immagine pubblica e ruolo: un pubblicitario deve fingere di essere l’amante di una celebre attrice per ottenere il suo volto come testimonial, mentre il successo modifica progressivamente la sua identità sociale.
Norman Taurog (Chicago, 23 febbraio 1899) regista, sceneggiatore statunitense, Skippy, Oscar. The Trouble with Girls (1969), con Elvis Presley, è ambientato in una compagnia itinerante di spettacolo e mette in relazione performance, ruoli sociali e rapporti umani all’interno di un ambiente nel quale la vita quotidiana e la rappresentazione sono continuamente intrecciate.

POLIT/ECON.: In 12.5 il tema politico-economico riguarda soprattutto il rapporto fra visione interiore e manifestazione pubblica: trasformare una concezione del mondo in istituzioni, decisioni, riforme o forme concrete di organizzazione collettiva, evitando però che il ruolo pubblico diventi appropriazione personale del potere. Sono quindi pertinenti leadership, trasformazione istituzionale, responsabilità pubblica, ideali collettivi e tensione fra autorità e servizio.
Mikhail Gorbachev (7Pf) (Privol’noe, 2 marzo 1931) politico russo. La perestrojka e la glasnost rappresentano un tentativo di trasformare dall’interno il sistema sovietico attraverso riforma istituzionale e maggiore apertura pubblica.
Gordon Brown (Pv) (Glasgow, 20 febbraio 1951) politico britannico, primo ministro. Da cancelliere sostenne una maggiore indipendenza operativa della Bank of England e, come primo ministro durante la crisi finanziaria del 2008, intervenne con misure di stabilizzazione del sistema bancario.
Rosa Luxemburg (Zamość, 5 marzo 1871) rivoluzionaria socialista. In The Accumulation of Capital (1913) analizzò l’espansione del capitalismo e la necessità di incorporare settori non capitalistici, collegando struttura economica, conflitto e trasformazione storica.
Mario Monti (11Sr) (Varese, 19 marzo 1943) economista, politico italiano. Economista specializzato in economia monetaria e industriale, fu commissario europeo alla concorrenza e poi presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, durante la crisi del debito sovrano europeo.

Sigillo: una figura conica emerge dalle acque e dispensa la sua luce. Le acque (le emozioni) si concentrano sull’intento. Un Sole emerge dal mare assumendo le sembianze di un essere sublime che si rende totalmente disponibile. La visione incita all’esibizione nelle realtà multidimensionale e implica l’intento di trovare un modo definito e coerente di operare nella realtà quotidiana in allineamento con le proprie esperienze in realtà alternative. Queste realtà si rivelano subito senza complessità accedendo al potere creativo dell’immaginazione, il primo contesto in cui esprimersi ed esibirsi. Quando entri nel mondo interiore trovi tutta l’attenzione e l’amore di cui hai bisogno, e che erroneamente ricerchi nella realtà esterna. Dentro di te sono presenti le massime versioni luminose di tutte le persone e situazioni che vedi o hai visto fuori. La prima cosa da fare è essere consapevole dell’attenzione e dell’amore che ricevi dal mondo interiore, da ogni parte di te, di cui percepisci il riflesso nel mondo ordinario, in modo spesso ambiguo, altalenante o antagonista. Senti questo amore, ricevilo, siine consapevole, riprendi il dialogo con ogni parte di te dall’interno. Si tratta di una comunicazione molto semplice, priva di parole, fondata sull’intesa immediata, un’empatia radicale che fa piazza pulita di ogni separazione. 12.5 ti consente di unificarti pienamente con il mondo frammentato convenzionale. Qui puoi chiedere un supporto esplicito affinché la presenza dell’unità ti accompagni in ogni momento. Ma per fare questo è necessario che tu sia disponibile a diventare un governatore della visione. La medicina di 12.5 richiede che tu sia un leader visionario, fiero della connessione con le realtà multidimensionali, di cui diventi un tramite, un riflesso luminoso. Il binario ti esorta a non coinvolgerti in dispute e conflitti, a rimanere connesso con la luce, a lasciare che sia essa a gestire il rapporto con la realtà separata. Si tratta di dare il permesso alla luce di operare. Questa è la tua unica funzione. Non aspettarti che gli altri siano consapevoli di ciò che fai. È tua responsabilità farlo sia per te sia per gli altri.

Riferimento handoriano – Stato di Muolliz, Nazione di Makir (MUTAKABBIR): comprende Makanetnaie, o Etnaimakan, il cui motto è “questo è il luogo da cui tutti vengono e vanno”, l’isola statale sacra per eccellenza, sita all’interno dell’isola di Ztasur. M. è caratterizzata da forme di esibizione di bellezza estetica indicibilmente provocanti e rappresenta l’apoteosi muolliziano di ogni forma di spettacolo e teatralità. Ogni capitale di trinità di questa nazione funge anche come capitale nazionale per splendore, potere e sacralità, insieme alla capitale nazionale ufficiale, Mandir. Rilevanti sono Zahir, sita nell’isola di Zar, è celebre per i suoi festival e per i bassi edifici dorati posti lungo ampie strade ai margini della costa; Mutakabbir, il centro più grande; Muktadir, Manohar, ecc. Copiose le vicende epiche dei suoi eroi, tra cui Manohar (il collezionista di cuori rubati), Mehar, Zinger, Zamindar e Madhur.
12.5.0 Mandir
12.5.1 Maqam as Sirr, Meeting Place
12.5.2 Mu’akhkhir
12.5.3 Zar
12.5.4 Zuhr
12.5.5 Zahir; Mehar
12.5.6 Madhur, Minbar, Zinger, Ztasur
12.5.7 Manohar, Mansoor
12.5.8 Musawwir, Muqtadir
12.5.9 Mutawatir
12.5.10 Mutakabbir
12.5.11 Makanetnaie,
12.5.12 Zam Zamindar

Riferimenti Handoriani
HSS 12-5
State of Muolliz
Nation of Makir (ZAHIR)
Island of Ztasur: Makanetnaie, or Etnaimakan, i.e. the place where we all come from and we will all return.
Handorian Heroes: Mutakabbir (aware of his greatness), Madhur (sweet), Mandir (temple), Manohar (one who steals the heart), Mansoor (victorious), Mehar (compassion), Zar (gold), Zahir (manifest), Zinger, Ztasur.
Ilibisi Heroes: Zamindar, Zander, Mala Fide.

Unità Territoriali Provvisorie
REGION D12-5: GREECE
D12-5: GREECE, ATTICA, Athens (5); West Attica: Elefsina (6); East Attica: Pallini (7); Islands: Andikythira; Kythira; Methana (8), Saronic Islands: Angistri; Aegina. Salamis, Poros (9), Dokos, Hydra, Spetses (12); Piraeus (11). CENTRAL: Phthiotis: Lamia (10); Evia: Chalchis (1); Boeotia: Livadeia (2); Phocis: Amphissa (3); Evrytania: Karpenisi (4)
D12-5-1 GREECE, Central Greece, Evia: Avlon; Distos; Eretria; Karystos; Konistres; Kymi; Marmari; Styra; Taminei;
D12-5-2 GREECE, Central Greece, Evia: Avlon; Distos; Eretria; Karystos; Konistres; Kymi; Marmari; Styra; Taminei;
D12-5-3 GREECE, Central Greece, Phocis: Amphissa
D12-5-4 GREECE, Central Greece, Evrytania: Karpenisi;
D12-5-5 GREECE, Attica, Athens: Athens
D12-5-6 GREECE, Attica, West Attica: Elefsina
D12-5-7 GREECE, Attica, East Attica: Pallini
D12-5-8 GREECE, Attica, Piraeus: Andikythira; Kythira
D12-5-9 GREECE, Attica, Piraeus: Angistri; Aegina; Methana; Poros
D12-5-10 GREECE, Central Greece, Phthiotis: Lamia
D12-5-11 GREECE, Attica, Piraeus: Piraeus
D12-5-12 GREECE, Attica, Piraeus: Ambelakia; Salamis

 

 

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