
3.12 (Gemelli/Pesci)
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Numero: 36. Gradi: 22½-25° Gemelli. Segni: Gemelli/Pesci. Case: III/XII. Pianeti: Mercurio/Nettuno. Elementi: aria/acqua. Qualità: mutevole/mutevole. Aspetto: quadratura. Fase: ultimo quarto. Colori: arancione/viola-rosso. Spirito binario: Mahe Taepeh. Spirito Totem: Mahe Rahe Tahe. HSS: CTP: Ratudoyur Rohim. PTU: Paesi Bassi: Olanda Settentrionale, Flevoland, Utrecht. Lettere: C/P · M/Z.
Pregi: adattabilità, arte, compassione, comunicazione multidimensionale, empatia, flessibilità, gioia, immaginazione, leggerezza, poesia, versatilità, lavoro onirico, cambiamento di forma.
Rancori: capricciosità, dissolutezza, evasione, inaffidabilità, incostanza, impraticabilità.
Misuratori: forze occulte, prigionia, follia, misticismo, dipendenze di fratelli, sorelle e vicini; occupazioni o corrispondenze dei Pesci associate a fratelli, sorelle, vicini, occupazioni o corrispondenze dei Gemelli. 1-2, 12-3, 11-4, 10-5, 9-6, 8-7, 7-8, 6-9, 5-10, 4-11, 3-12.
Rilevanza: Sole in Gemelli e Luna in Ariete natali o in transito; Sole natale in Gemelli o terza casa e Luna in transito in Ariete o prima casa e viceversa; collocazione di un pianeta natale o in transito nei gradi del binario.
Anatomia: braccia, mani polmoni (3) e piedi (12); dita della mano; base metacarpo medio dorso destro.
Minerali: acquamarina. Piante: felce, funghi.
UCIM: “Voglio entrare ora alla Sua Presenza” (L-pI:157); “Oggi imparo a dare come ricevo” (L-pI:158); “Offro i miracoli che ho ricevuto” (L-pI:159).
Nel sistema astrologico binario Sole in Gemelli (3) e Luna in Pesci (12) costituiscono il binario 3.12, o il numero binario 36. Questo binario integra la destrezza mentale dei Gemelli con la compassione, l’immaginazione e le doti di mutaforma dei Pesci. Questo binario agisce facilmente come ponte tra ordinario e non ordinario nel regno della comunicazione e dell’informazione. È estremamente ricettivo, versatile e sensibile, con la capacità di brillare in molti campi operativi della vita, spesso con inspiegabile gioia e leggerezza.
Questa configurazione, che unisce sia l’aria che l’acqua mutevole, amplifica la natura provvisoria della realtà ordinaria e l’alterazione incessante delle forme multidimensionali. Nella quarta e in altre dimensioni superiori, le forme esterne possono potenzialmente essere cambiate a piacimento, proprio come gli esseri umani decidono di indossare abiti diversi. Certe forme fisiche o corpi possono essere usati più a lungo di altri, secondo le circostanze o i compiti, proprio come alcuni esseri umani indossano indumenti speciali per identificare il loro ruolo.
Gemelli e Pesci consentono potenzialmente alla mente umana di cogliere la natura olistica della realtà e l’interezza che sottende il tutto. Ciò richiede la volontà di liberarsi dall’autismo della percezione umana separata, del dualismo e del pensiero unico.
Gemelli e Pesci sono segni mutevoli, rispettivamente di aria (pensieri) e acqua (emozioni). Sono inoltre gli unici segni zodiacali con un nome al plurale, invece che singolare. Qui il pluralismo trionfa e la realtà si rivela come un complesso sistema unificato, un’interezza multidimensionale in cui ogni componente svolge un ruolo decisivo. La mente si libera dal filo spinato del pensiero fisso e unilaterale, acquisendo dinamismo, flessibilità, tolleranza, apertura e la capacità di espandersi in molteplici direzioni.
“Le nostre teste sono rotonde, così che i pensieri possono cambiare direzione” scrive Allen Ginsberg, nato con Sole in Gemelli e Luna in Pesci.
La consapevolezza olistica e multidimensionale si fonda sull’esperienza che ogni aspetto della realtà è intimamente connesso e parte dello stesso Tutto. Secondo una prospettiva olistica non esiste separazione e puoi comprendere sia te che il mondo circostante solo quando ti apri a riconoscere la più ampia realtà in cui esisti. Questa realtà comprende soprattutto ciò che dimora oltre la tua percezione ordinaria.
Il filosofo Jan Smuts, nato con Sole in Gemelli e Luna in Pesci, coniò il termine “olismo” negli anni ’20, nell’opera Holism and Evolution, in cui definisce l’olismo, derivante da holos (intero), come “il principio che lavora la materia grezza o le unità di energia non organizzate del mondo, le utilizza e le organizza, dotandole di struttura, carattere e individualità specifiche e alla fine, di personalità, crea per esse anche bellezza, verità e valore”.
Gemelli e Pesci sono in un aspetto di quadratura, entrambi segni mutevoli, che reggono lo stadio finale, l’integrazione e la transizione della direzione, la stagione e l’elemento che rappresentano, rispettivamente l’Est e il Nord, la Primavera e l’Inverno, l’Aria e l’Acqua. Condividono la capacità di andare avanti, completando i processi e aprendo la strada a nuovi sviluppi, anche se la loro energia può funzionare con scopi trasversali e ciò potrebbe causare notevole attrito. In termini ordinari questi segni appaiono difficili da integrare a causa delle loro distinte modalità espressive, eppure questa stessa differenza può fornire la forza ideale per raggiungere obiettivi significativi.
Nel ciclo lunare 3.12 coincide con l’ultimo quarto, la conseguenza visibile della quadratura tra il Sole e la Luna. È una fase attiva, un momento per affrontare gli impegni con gli altri e assumersi la responsabilità diretta dei propri intenti. Rancori e blocchi emergono facilmente in superficie e hanno bisogno idealmente di essere trattati in accordo con quanto stabilito durante la Luna Nuova. Se questa responsabilità è evitata, posticipata o deviata, il ciclo lunare troverà il modo di compensare il processo con sviluppi non necessariamente armonici. Ora è il momento di svolgere un lavoro di pulizia, di liberare dati obsoleti dalla mente per lasciare più spazio a disposizione per nuove informazioni. La tua consapevolezza necessita un confronto con il vuoto, un breve periodo di sospensione e sonno profondo, al fine di rigenerarsi e prepararsi per nuove imprese stimolanti. La domanda qui è: “Come posso completare e rilasciare?”
“C’è un luogo oltre le parole dove l’esperienza accade per prima, in cui voglio sempre tornare. Credo che ogni volta che articolo i miei pensieri o traduco i miei impulsi in parole, sto tradendo i veri pensieri e impulsi che rimangono nascosti.” (Jerzy Kosinski)
Gemelli e Pesci insieme operano come ponti tra il flusso di comunicazione e informazione ordinario e quello non-ordinario, tra la piccola realtà separata dell’ego e la sfera multidimensionale dell’essere. L’espansione dell’esperienza prevale oltremodo sulla concentrazione, da una prospettiva sia mentale sia emotiva. Questo binario è animato dalla motivazione di abbracciare il più possibile ogni aspetto della realtà, rifuggendo dall’asservimento a una sola dimensione. “È assai più bello sapere un po’ di tutto che saper tutto di una cosa” (Blaise Pascal, Pensieri, 37).
Questa configurazione esalta sia l’ampiezza della nostra realtà multidimensionale sia i limiti della realtà umana. Gemelli è comunicazione, informazione, pensieri ordinari. Pesci è immaginazione, fantasia, sogno. Gemelli e Pesci sono segni duplici. Esistono solo due tipi di comunicazioni, informazioni, pensieri, fantasie e sogni.
Una caratteristica dell’uomo contemporaneo consiste nel gestire ogni giorno grandi quantità di informazioni provenienti da ogni tipo di fonte vicina e lontana, sollecitazioni continue che inducono pensieri e fantasie. Tuttavia, ora come in tempi antichi, esistono sempre due tipi di informazioni, fantasie, di pensieri. Un tipo si fonda sull’unità, l’amore e la luce e l’altro sulla separazione, il dolore e il buio. In ogni momento possiamo scegliere se basare la nostra comunicazione, immaginazione, pensieri e fantasia sull’unità o sulla separazione.
La nostra comunicazione ordinaria si fonda sui ruoli che abbiamo nella vita. Al lavoro, in famiglia, tra gli amici, con la persona amata, comunichiamo in maniera distinta. Ma queste sono caratteristiche della comunicazione separata, che si fonda sull’avere dei ruoli e non sull’essere chi siamo. Possiamo scegliere di lasciare spazio all’essere, piuttosto che all’avere, soprattutto quando siamo con persone con cui intendiamo comunicare ad un livello più profondo. Comunicare in profondità con qualcuno non vuol dire fornire informazioni intime sulla nostra vita privata, condividendo ciò che conosciamo già di noi stessi. Comunicare in profondità significa aprire le porte del nostro mondo interiore, facendo emergere ciò che è sconosciuto pure a noi stessi.
“Concentrati su ciò che vuoi dire a te stesso e ai tuoi amici. Segui il tuo chiaro di luna interiore; non nascondere la tua follia. Puoi dire quello che vuoi quando non ti preoccupi di chi ti ascolta”. (Maurice Sendak)
BASE ASTROLOGICA: 3.12 relaziona Sole in S3, Gemelli, a Luna in S12, Pesci: S3 costituisce il dominio archetipico primario della mente, dell’intelligenza, del pensiero, della comunicazione, del linguaggio, dell’informazione, dell’apprendimento, della ricerca, della percezione e del collegamento, mentre S12 specifica tali funzioni attraverso immaginazione, intuizione, sensibilità, simbolismo, permeabilità, dissoluzione dei confini e apertura a dimensioni non immediatamente visibili. Gemelli è segno d’Aria, mutevole, positivo e maschile, governato da Mercurio; Pesci è segno d’Acqua, mutevole, negativo e femminile, governato tradizionalmente da Giove e modernamente da Nettuno. Mercurio analizza, distingue, interpreta, traduce e comunica; Giove amplia e integra, mentre Nettuno dissolve i confini ordinari, introduce sensibilità, immaginazione e percezione simbolica. La direzione S3→S12 stabilisce quindi che mente, linguaggio e comunicazione costituiscono il campo primario nel quale si manifesta la funzione ricettiva, immaginativa e transpersonale di S12: non è il Pesci a diventare comunicazione, ma la comunicazione di S3 a essere qualificata da intuizione, simbolismo, immaginazione e apertura a livelli ulteriori dell’esperienza. Aria e Acqua mettono in relazione elaborazione mentale e sensibilità, distinzione concettuale e percezione sintetica; la mutevolezza di entrambi i Segni favorisce adattamento e trasformazione, ma richiede particolare capacità di discernimento affinché la flessibilità mentale non diventi dispersione e la permeabilità non diventi confusione. Gemelli e Pesci formano una quadratura di 90°, introducendo una tensione dinamica fra esigenza di distinguere, nominare e comprendere e tendenza a percepire simultaneamente connessioni, ambiguità e livelli non separati: l’integrazione consente alla mente di elaborare ciò che percepisce senza ridurlo, mentre lo squilibrio può produrre confusione, sovrainterpretazione o fuga dall’analisi concreta. Sul piano delle dignità, Mercurio è nel proprio domicilio in Gemelli, rafforzando significativamente la funzione primaria S3 di intelligenza, comunicazione, apprendimento e discernimento; la tradizione considera inoltre Giove in domicilio nei Pesci, mentre nel sistema moderno Nettuno è governatore dei Pesci e nel materiale astrologico specialistico è associato alla piena espressione delle qualità intuitive, immaginative e spirituali del Segno; la Luna in Pesci è indicata nel materiale come in esaltazione, accentuando sensibilità, ricettività e memoria immaginativa. La dinamica planetaria direzionale pone quindi Mercurio di S3 in rapporto con il principio gioviano/nettuniano di S12, traducendo la funzione mentale in capacità di interpretare, simbolizzare e comunicare contenuti sottili. Sul piano delle Case, la III Casa riguarda comunicazione, apprendimento, scrittura, linguaggio, ambiente prossimo e strutture mentali, mentre la XII Casa riguarda dimensioni nascoste, isolamento, inconscio, ritiro, dissoluzione dei confini, spiritualità e realtà non immediatamente percepibili: S12 amplia così la comunicazione di S3 verso contenuti interiori, simbolici e transpersonali. La relazione Sole–Luna è di quadratura e la fase lunare corrisponde all’ultimo quarto, configurazione che accentua il carattere di revisione, trasformazione e riorientamento della funzione mentale. La corrispondenza Dwadashamsha dei Pesci nel Gemelli occupa l’intervallo 22°30′–25° Gemelli ed è distinta dalla fase lunare. Nel complesso, 3.12 configura la mente come strumento capace di tradurre l’esperienza sottile in linguaggio, trasformando percezioni, immagini e intuizioni in conoscenza comunicabile senza ridurre la dimensione simbolica alla sola razionalità né dissolvere il discernimento nella fantasia.
TEMI ESTESI — 3.12: [1] Intelligenza intuitiva: la capacità analitica di S3 integra la ricettività di S12, permettendo di cogliere connessioni e significati non immediatamente evidenti; Unificante: ragione aperta all’intuizione. Separante: intuizione non verificata o razionalizzazione dell’esperienza sottile. [2] Comunicazione simbolica: il linguaggio di S3 viene utilizzato per esprimere contenuti che non possono essere comunicati adeguatamente attraverso descrizioni letterali; Unificante: simboli capaci di ampliare la comprensione. Separante: ambiguità intenzionale o confusione fra simbolo e realtà. [3] Conoscenza immaginativa: ricerca e apprendimento di S3 si estendono attraverso immagini, analogie, sogni e rappresentazioni interiori proprie di S12; Unificante: immaginazione al servizio della conoscenza. Separante: fantasia scambiata per evidenza. [4] Mente permeabile: la mente di S3 mantiene apertura verso impressioni, stati interiori e informazioni sottili senza perdere la capacità di discernimento; Unificante: ricettività consapevole. Separante: suggestionabilità, invasione psichica o dispersione. [5] Linguaggio multidimensionale: la funzione linguistica di S3 sviluppa codici, metafore e forme espressive capaci di mettere in relazione differenti livelli dell’esperienza; Unificante: linguaggio come ponte fra piani. Separante: linguaggio oscuro, autoreferenziale o incomunicabile. [6] Interpretazione dell’invisibile: l’analisi di S3 viene applicata a fenomeni interiori, simbolici e non immediatamente osservabili; Unificante: capacità interpretativa sostenuta dal discernimento. Separante: sovrainterpretazione o attribuzione arbitraria di significati. [7] Apprendimento esperienziale: conoscenza e studio vengono alimentati dall’esperienza diretta, dalla sensibilità e dalla capacità di lasciarsi trasformare da ciò che viene incontrato; Unificante: apprendimento integrale. Separante: passività, identificazione o accumulo di esperienze senza elaborazione. [8] Connessione tra livelli: il collegamento proprio di S3 viene esteso alla relazione fra dimensione ordinaria, psichica, simbolica e spirituale; Unificante: interconnessione discernente. Separante: fusione indiscriminata dei piani. [9] Traduzione dell’esperienza sottile: percezioni, intuizioni e immagini di S12 vengono organizzate da S3 in concetti, parole e comunicazioni condivisibili; Unificante: traduzione fedele e comprensibile. Separante: deformazione, banalizzazione o perdita del contenuto originario. [10] Comunicazione compassionevole: la capacità relazionale e comunicativa di S3 viene orientata dalla sensibilità di S12 verso ascolto, empatia e partecipazione alla condizione altrui; Unificante: comunicazione che comprende e connette. Separante: fusione emotiva, vittimismo o comunicazione manipolativa. [11] Pensiero fluido: la flessibilità mentale dei Gemelli incontra la capacità pescina di adattamento e metamorfosi, permettendo di modificare modelli cognitivi senza irrigidirsi; Unificante: elasticità con discernimento. Separante: instabilità, indecisione o perdita di struttura. [12] Immaginazione comunicabile: l’immaginazione di S12 viene mantenuta come funzione secondaria e resa produttiva attraverso le facoltà linguistiche, analitiche e comunicative di S3; Unificante: creatività tradotta in forme condivisibili. Separante: fantasticheria incomunicabile o sostituzione della realtà con l’immagine.
TEMI BASE — 3.12: [1] Intelligenza intuitiva: integrare analisi e intuizione; apertura discernente contro sovrainterpretazione. [2] Comunicazione simbolica: esprimere contenuti sottili attraverso simboli e linguaggi adeguati; comprensione contro ambiguità. [3] Conoscenza immaginativa: utilizzare immagini e analogie per ampliare la conoscenza; creatività contro fantasia indiscriminata. [4] Mente permeabile: mantenere ricettività verso contenuti sottili senza perdere discernimento; apertura contro suggestionabilità. [5] Linguaggio multidimensionale: sviluppare codici capaci di collegare differenti livelli dell’esperienza; comunicazione integrativa contro oscurità. [6] Interpretazione dell’invisibile: applicare l’intelligenza a contenuti non immediatamente osservabili; discernimento contro sovrainterpretazione. [7] Apprendimento esperienziale: trasformare esperienza e sensibilità in conoscenza; integrazione contro passività. [8] Connessione tra livelli: collegare piani differenti mantenendone la distinzione; interconnessione contro confusione. [9] Traduzione dell’esperienza sottile: rendere comunicabili intuizioni e percezioni interiori; fedeltà contro deformazione. [10] Comunicazione compassionevole: orientare comunicazione e ascolto verso empatia e comprensione; connessione contro fusione emotiva. [11] Pensiero fluido: modificare schemi mentali mantenendo coerenza; flessibilità contro dispersione. [12] Immaginazione comunicabile: trasformare immaginazione in forme linguistiche condivisibili; creatività contro fantasticheria.
TASSONOMIA 3.12: Comunicazione e linguistica → linguistica simbolica; linguistica cognitiva; semantica interpretativa; pragmatica della comunicazione; comunicazione interculturale; comunicazione non verbale; linguaggi metaforici. Ricerca e conoscenza → ricerca qualitativa; ricerca fenomenologica; epistemologia interpretativa; studi sulla coscienza; ricerca interdisciplinare; studi transpersonali. Letteratura e arti narrative → poesia simbolica; narrativa fantastica; letteratura visionaria; scrittura immaginativa; narrativa onirica; mitografia. Semiotica e interpretazione → semiotica del simbolo; ermeneutica simbolica; interpretazione dei miti; analisi delle immagini; studi dell’immaginario; teoria dell’analogia. Psicologia e processi interiori → psicologia dell’immaginazione; psicologia del sogno; studi sull’inconscio; psicologia transpersonale; pratiche narrative; comunicazione terapeutica. Educazione e apprendimento → pedagogia esperienziale; apprendimento creativo; educazione all’immaginazione; didattica narrativa; educazione simbolica; apprendimento interdisciplinare. Spiritualità e linguaggi religiosi → ermeneutica religiosa; linguaggi mistici; teologia simbolica; studi comparati delle religioni; spiritualità contemplativa; interpretazione dei testi sacri. Comunicazione e dimensioni interiori → dialogo interiore; scrittura introspettiva; comunicazione empatica; ascolto profondo; pratiche narrative; comunicazione della propria esperienza interiore. Media e produzione audiovisiva → cinema fantastico; cinema simbolico; animazione immaginativa; storytelling audiovisivo; documentario sulle esperienze interiori; arti digitali immersive. Tecnologie dell’informazione e realtà virtuali → realtà virtuale; realtà aumentata; ambienti immersivi; interfacce narrative; simulazione di mondi virtuali; media interattivi. Linguaggi alternativi e creativi → linguaggi poetici; metafora; allegoria; narrazione mitica; scrittura automatica; linguaggi artistici e simbolici.
PMF 3.12: 3.12 esprime una funzione della CUA in cui le facoltà di conoscenza, comunicazione, apprendimento e collegamento proprie di S3 diventano strumenti per accedere e dare forma a esperienze che appartengono a livelli non immediatamente disponibili nella realtà omologata. La mente può operare come interfaccia fra differenti modalità percettive, traducendo nell’esperienza ordinaria contenuti provenienti dalla realtà superna e, attraverso la realtà ieratica, trasformandoli in immagini, simboli, narrazioni e forme condivisibili. L’operatività di 3.12 richiede che l’IMC rimanga il riferimento stabile: la permeabilità della mente amplia l’esperienza senza trasformarsi in identificazione con ciò che viene percepito. In questo senso la comunicazione simbolica non sostituisce la realtà omologata, ma costituisce un ponte operativo fra livelli differenti, permettendo alla CUA di riconoscere che una stessa esperienza può assumere forme diverse secondo il livello dimensionale da cui viene osservata. Nelle dimensioni ordinarie il processo può manifestarsi come capacità di interpretare immagini, sogni, intuizioni e stati interiori; nella dimensione multidimensionale diventa possibilità di riconoscere simultaneamente differenti piani dell’esperienza senza confonderli; nei livelli superiori la funzione comunicativa tende a perdere il carattere puramente descrittivo e ad assumere una funzione di collegamento diretto fra coscienza, simbolo e intenzione. La realtà ieratica offre uno spazio particolarmente adatto a questa funzione perché consente di rappresentare contenuti della realtà superna senza imporne necessariamente la manifestazione nella realtà omologata: il simbolo, il rituale, l’arte e la rappresentazione possono quindi rendere operativa un’esperienza senza confondere rappresentazione e realtà. Il pensiero può così diventare più fluido e ricettivo, riconoscendo connessioni fra livelli differenti e lasciando che l’esperienza modifichi i propri modelli interpretativi. L’aspetto unificante consiste nella capacità di mantenere insieme apertura e discernimento, traducendo l’esperienza sottile in forme comprensibili senza ridurla né assolutizzarla; l’aspetto separante emerge invece quando la CUA si identifica con immagini, intuizioni o interpretazioni, confondendo la propria percezione con una realtà definitiva. 3.12 può pertanto funzionare come un portale comunicativo fra realtà differenti: la sua funzione non è fuggire dalla realtà omologata, ma ampliare la capacità della CUA di riconoscere, integrare e tradurre l’esperienza multidimensionale, mantenendo l’IMC come riferimento e utilizzando la comunicazione come strumento di ritorno all’unità.
A COURSE IN MIRACLES: 3.12 esamina il rapporto tra mente, percezione, comunicazione e riconoscimento di un significato che non coincide con la forma apparente delle cose. Il valore di 3.12 mette in primo piano una mente ricettiva, intuitiva e capace di collegare elementi differenti, ma anche il problema del discernimento: ricevere immagini, impressioni, intuizioni o significati non significa necessariamente aver riconosciuto la verità. Nel linguaggio di A Course in Miracles, la questione fondamentale è quindi quale interprete viene scelto dalla mente. L’ego utilizza la percezione per mantenere la separazione, mentre lo Spirito Santo la reinterpreta in funzione del perdono e della guarigione. La comunicazione assume così un valore essenziale: parole, immagini, relazioni, avvenimenti e simboli possono essere utilizzati come strumenti di apprendimento quando vengono sottratti alla funzione di rafforzare paura, colpa e specialità. Il significato non viene prodotto dalla forma, ma dalla finalità che la mente le attribuisce. Questo rende particolarmente pertinente a 3.12 il tema della traduzione: l’esperienza può essere espressa attraverso simboli e linguaggio, ma nessuna forma simbolica deve essere confusa con la realtà che intende indicare. Il linguaggio del Corso è precisamente uno strumento pedagogico destinato a correggere la percezione, non una descrizione letterale della realtà ultima. La comunicazione autentica conduce quindi oltre il semplice scambio di informazioni e diventa comunicazione della verità, nella quale la relazione può trasformarsi in relazione santa. L’altro non viene più utilizzato per confermare un’identità separata, ma diventa parte del processo di guarigione della mente. Anche il tema della ricettività deve essere sottoposto a discernimento: l’apertura verso l’immaginazione, il sogno o l’esperienza interiore non autorizza a rendere reale ciò che appartiene al sogno della separazione. In questo senso 3.12 richiede una mente sufficientemente aperta da accogliere una reinterpretazione radicale, ma sufficientemente vigile da non confondere intuizione, fantasia, proiezione e rivelazione. Il principio del perdono assume qui una funzione centrale perché non consiste nel modificare il mondo esterno, ma nel lasciare andare l’interpretazione separativa che la mente vi aveva proiettato. Anche la preghiera può essere compresa secondo questa distinzione: quando viene usata per ottenere qualcosa dal mondo rimane legata alla richiesta dell’ego; quando conduce al riconoscimento della volontà di Dio diventa uno strumento di guarigione. La dimensione più elevata di 3.12 è dunque quella di una mente che riceve, discrimina, interpreta e comunica senza arrestarsi alle forme, utilizzando ogni esperienza come materiale per il disapprendimento della separazione e il riconoscimento dell’unità. Lezione 164, «Ora non abbiamo che una meta», richiama il riconoscimento di Dio come unica direzione della mente; Lezione 165, «Che la mia mente non neghi il Pensiero di Dio», porta questo processo al riconoscimento del Pensiero di Dio come realtà che la mente non deve più negare.
GNOSTICISMO: 3.12 esplora il rapporto tra conoscenza, rivelazione, linguaggio simbolico e trasformazione della coscienza, ponendo al centro la gnosi come conoscenza esperienziale e redentrice. La funzione fondamentale è quella di collegare livelli differenti dell’esperienza e di trasformare ciò che viene percepito, intuito o ricevuto in una comprensione capace di modificare il conoscitore stesso. Nelle tradizioni gnostiche la conoscenza della realtà divina non coincide con il semplice possesso di informazioni dottrinali: la gnosi implica un risveglio, un riconoscimento della propria origine e una trasformazione del rapporto con il mondo della separazione. Questo rende particolarmente significativo per 3.12 il linguaggio simbolico dello gnosticismo. Miti, genealogie cosmiche, emanazioni, cadute, arconti, eoni, luce, tenebra e ritorno alla Pienezza permettono di comunicare esperienze e intuizioni che il linguaggio ordinario non riesce a esprimere direttamente. Il simbolo diventa così un dispositivo di passaggio tra livelli di significato: non deve essere necessariamente interpretato come cronaca cosmologica letterale, ma può funzionare come rappresentazione di processi interiori, cosmologici e spirituali. La nozione di gnosi stessa implica inoltre una particolare unità tra conoscitore, conoscenza e oggetto della conoscenza: ciò che viene conosciuto è anche ciò che trasforma colui che conosce. Il tema 3.12 della comunicazione assume pertanto una forma precisa: la rivelazione deve essere tradotta, senza che la traduzione venga scambiata per la realtà rivelata. Visione, sogno, intuizione e immaginazione possono costituire modalità attraverso cui l’esperienza del sacro viene articolata, ma richiedono discernimento per evitare che l’immaginazione venga assolutizzata. La tensione fra apertura e discriminazione è quindi essenziale: una mente totalmente chiusa non può ricevere la gnosi, ma una mente priva di discernimento può trasformare ogni associazione in presunta rivelazione. Il valore più alto di 3.12 appare nella capacità di mantenere insieme apertura ricettiva e precisione interpretativa, esperienza visionaria e comprensione concettuale, linguaggio e silenzio. La gnosi diventa allora un processo nel quale il simbolo conduce oltre se stesso, la conoscenza diventa esperienza e l’esperienza viene restituita attraverso un linguaggio capace di comunicare senza esaurire il mistero. Particolarmente pertinenti sono i concetti di gnosi, conoscenza redentrice, Pienezza, emanazione, risveglio, rivelazione, conoscenza di sé, luce e ritorno, intesi come termini di un linguaggio nel quale l’esperienza della trascendenza viene resa comunicabile attraverso strutture simboliche.
SCIAMANESIMO: 3.12 approfondisce la comunicazione tra livelli dell’esperienza, il sogno, la visione, il viaggio, il linguaggio rituale e la traduzione dell’esperienza invisibile in forme condivisibili. Lo sciamanesimo costituisce in questo senso un campo particolarmente pertinente perché la funzione dello sciamano non consiste soltanto nell’accedere a esperienze non ordinarie, ma anche nel tradurle per la comunità attraverso racconto, canto, gesto, rito, immagine e parola. Il tema 3.12 della comunicazione assume quindi una dimensione operativa: ciò che viene ricevuto durante il sogno, la visione o il viaggio deve essere interpretato e trasformato in una forma che possa orientare, curare o mettere in relazione. Il sogno può diventare una fonte di conoscenza, un messaggio, un’indicazione o un luogo di incontro con realtà percepite come appartenenti ad altri livelli dell’esistenza. Il viaggio sciamanico introduce invece una struttura di attraversamento: il praticante passa da un livello all’altro, incontra esseri, potenze o immagini e ritorna con qualcosa che deve essere compreso e comunicato. Anche il canto rituale assume una funzione fondamentale perché non si limita a descrivere un’esperienza, ma può costituire esso stesso una modalità di relazione con le potenze evocate. La parola, pertanto, non è soltanto informativa: in determinati contesti rituali è performativa, cioè contribuisce a realizzare la relazione che esprime. Questo aspetto è particolarmente coerente con 3.12, nel quale linguaggio e comunicazione non vengono separati dall’esperienza, ma partecipano alla sua trasformazione. La dimensione multidimensionale non consiste tuttavia nell’accettazione indiscriminata di qualunque esperienza visionaria. La traduzione richiede discernimento, perché sogno, immaginazione, memoria, simbolo e percezione possono sovrapporsi. Il rischio deteriorato di 3.12 è quindi la dispersione: interpretazioni arbitrarie, suggestionabilità, confusione tra immaginazione e realtà, perdita della capacità di distinguere i diversi livelli dell’esperienza. Nella sua forma più evoluta, invece, 3.12 configura lo sciamano come mediatore, interprete e traduttore: colui che attraversa, riceve, distingue, interpreta e restituisce. Il viaggio non termina nell’esperienza privata, ma produce una forma di conoscenza comunicabile alla comunità. Particolarmente pertinenti sono quindi i concetti di viaggio sciamanico, sogno, visione, trance, canto rituale, parola rituale, mediazione, spiriti aiutanti, mondo superiore, mondo inferiore, comunicazione con gli antenati e traduzione dell’esperienza non ordinaria, purché siano considerati nel loro specifico contesto tradizionale e non trasformati in equivalenti generici di qualunque esperienza spirituale.
SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 3.12 sviluppa i temi della ricettività, dell’intuizione, dell’immaginazione, della comunicazione simbolica e della traduzione di esperienze non ordinarie in linguaggi condivisibili. 3.12 favorisce forme spirituali nelle quali la conoscenza non viene trasmessa soltanto attraverso dottrine sistematiche, ma attraverso esperienza interiore, visione, sogno, meditazione, percezione sottile, simbolo e linguaggio analogico. La componente 3 accentua curiosità, ricerca, scambio, interpretazione e capacità di mettere in relazione informazioni differenti; la componente 12 introduce permeabilità, compassione, immaginazione, dissoluzione dei confini e accesso a dimensioni dell’esperienza difficilmente traducibili mediante il linguaggio ordinario. Ne deriva una spiritualità particolarmente orientata alla mediazione fra livelli: ricevere, interpretare, collegare e comunicare. Il valore più elevato consiste nel trasformare l’intuizione in comprensione senza confondere esperienza, immaginazione e realtà, mantenendo quindi insieme apertura e discernimento. Il linguaggio assume una funzione centrale: parola, simbolo, immagine, sogno, canto e narrazione possono diventare strumenti per rendere comunicabile ciò che non è immediatamente verbalizzabile. La componente deteriorata può invece produrre dispersione, suggestione, interpretazioni arbitrarie, sovrainterpretazione dei simboli e confusione fra percezione psichica e conoscenza spirituale. 3.12 privilegia quindi spiritualità fluide, interculturali, simboliche, esperienziali e comunicative, nelle quali l’esperienza individuale viene continuamente tradotta e confrontata con altri sistemi di significato.
Luigi Loperfido vedi Arte
Claude Sosthene Grasset (12Piv) (Aurillac, 6 giugno 1828) archeologo, esoterista francese.
ASTROLOGIA: 3.12 valorizza astrologi capaci di utilizzare il linguaggio simbolico come strumento di connessione fra livelli diversi dell’esperienza, integrando analisi, intuizione, immaginazione e interpretazione senza irrigidire il simbolo in significati univoci.
Derek Parker (12) (Looe, 27 maggio 1932) scrittore, astrologo britannico; noto soprattutto per la divulgazione astrologica.
Regiomontanus (8NfSv) (Königsberg, 6 giugno 1436) astronomo, astrologo tedesco; il suo sistema di domificazione divide l’equatore celeste in dodici parti uguali e le proietta sull’eclittica mediante grandi cerchi passanti per i punti nord e sud dell’orizzonte; legato all’astrologia oraria, mantiene un’impostazione geometrica precisa, nella quale la relazione fra cielo, luogo e momento diventa fondamentale.
CRISTIANESIMO: 3.12 sviluppa una spiritualità della comunicazione tra livelli, nella quale il rapporto con il trascendente passa attraverso parola, ascolto, simbolo, rivelazione, esperienza mistica e interpretazione. La componente 3 favorisce la ricerca, il confronto, il dialogo e la trasmissione della conoscenza; la componente 12 introduce il mistero, la contemplazione, la permeabilità all’esperienza del divino e la capacità di oltrepassare i confini ordinari della percezione. Nel cristianesimo questo può manifestarsi nella relazione fra rivelazione e interpretazione, fra Scrittura e esperienza spirituale, fra parola proclamata e interiorizzazione contemplativa. La comunicazione non è soltanto trasmissione di dottrina: è anche ascolto della Parola, preghiera, testimonianza e condivisione di un’esperienza trasformativa. Il misticismo cristiano offre esempi particolarmente pertinenti, perché molte esperienze di trascendenza vengono successivamente tradotte in linguaggio poetico, teologico, autobiografico o simbolico. La tradizione di Giovanni della Croce, Teresa d’Avila, Meister Eckhart, Ildegarda di Bingen e altri mistici mostra come l’esperienza dell’ineffabile richieda continuamente un linguaggio capace di avvicinarsi a ciò che non può essere espresso direttamente. 3.12 valorizza quindi una comunicazione che non pretende di possedere il mistero, ma lo indica attraverso analogia, simbolo e testimonianza. Il rischio opposto è la proliferazione di interpretazioni personali non sottoposte a discernimento, mentre il livello più elevato consiste nel mantenere apertura all’esperienza trascendente e contemporaneamente rigore nell’interpretazione.
CATTOLICESIMO: 3.12 trova nel cattolicesimo un’espressione particolarmente ricca attraverso il rapporto fra Scrittura, tradizione, liturgia, mistica, direzione spirituale e discernimento. La comunicazione del divino passa attraverso molteplici linguaggi: proclamazione della Parola, sacramenti, liturgia, arte, musica, devozione, teologia e testimonianza dei santi. La componente 3 accentua la dimensione dialogica, pedagogica ed ermeneutica; la componente 12 porta verso contemplazione, silenzio, esperienza mistica e apertura al mistero. Particolarmente 3.12 è quindi il passaggio dalla parola sul mistero alla parola che nasce dall’esperienza del mistero. La tradizione mistica cattolica mostra continuamente questa tensione: Teresa d’Avila descrive l’esperienza contemplativa attraverso immagini e gradi di interiorità; Giovanni della Croce utilizza poesia e linguaggio simbolico per esprimere l’unione con Dio; Ildegarda di Bingen comunica le proprie visioni attraverso immagini cosmologiche, musica e scrittura. Anche la lectio divina costituisce una modalità tipicamente 3.12, perché la lettura non rimane acquisizione intellettuale ma diventa ascolto, meditazione, preghiera e contemplazione. Il discernimento è essenziale: l’esperienza interiore non viene automaticamente identificata con una comunicazione divina, ma viene sottoposta a verifica spirituale. In questo senso 3.12 favorisce una cattolicità capace di comunicare il trascendente attraverso linguaggi diversi senza ridurlo a uno soltanto, e particolarmente attraverso l’incontro fra tradizione contemplativa, dialogo interculturale ed esperienza personale. Tomáš Halík è pertinente proprio per questa attenzione al mistero, al dubbio, alla ricerca e al dialogo con chi si trova ai margini o oltre le forme religiose convenzionali.
Tomáš Halík (3.12./1) (Praga, 1º giugno 1948) presbitero, filosofo e teologo ceco, TP.
PROTESTANTESIMO: 3.12 nel protestantesimo si concentra soprattutto sul rapporto fra Parola, interpretazione personale, testimonianza, esperienza interiore e comunicazione comunitaria. La centralità della Scrittura produce una forma di spiritualità nella quale leggere, ascoltare, interpretare e comunicare il testo biblico diventano attività fondamentali. La componente 3 introduce studio, confronto ermeneutico, predicazione e dialogo; la componente 12 accentua interiorizzazione, fede, esperienza della grazia, preghiera e rapporto personale con il trascendente. Un esempio particolarmente pertinente è la tradizione pietista e devozionale, nella quale la fede non viene considerata soltanto adesione dottrinale ma esperienza interiore capace di trasformare concretamente la persona. Anche il linguaggio testimoniale assume una funzione 3.12: l’esperienza individuale viene narrata e comunicata affinché possa diventare occasione di riconoscimento e trasformazione per altri. In alcune correnti protestanti la comunicazione spirituale si apre inoltre al linguaggio della conversione, della rinascita, della chiamata e dell’esperienza dello Spirito. Il valore elevato di 3.12 emerge quando l’interpretazione della Scrittura diventa ricerca viva del significato e non semplice ripetizione; il rischio deteriorato consiste invece nell’eccessiva soggettivizzazione, quando ogni esperienza individuale viene assunta come autorità spirituale senza discernimento comunitario o ermeneutico.
ORTODOSSIA: 3.12 trova nell’ortodossia una delle sue espressioni più profonde attraverso il rapporto fra contemplazione, esperienza del mistero, icona, liturgia, silenzio e tradizione mistica. La comunicazione del trascendente non avviene prevalentemente attraverso la spiegazione concettuale, ma mediante una pluralità di linguaggi simbolici nei quali liturgia, canto, icona, gesto e preghiera partecipano alla conoscenza del divino. La componente 3 introduce interpretazione e trasmissione della tradizione, mentre la componente 12 conduce verso il silenzio contemplativo e l’esperienza della presenza divina. La tradizione esicasta è particolarmente pertinente: la preghiera del cuore, l’attenzione interiore e la ricerca della comunione con Dio configurano una modalità nella quale la parola ripetuta nella preghiera conduce progressivamente al silenzio e alla contemplazione. Anche l’icona rappresenta un linguaggio tipicamente 3.12: non pretende di riprodurre semplicemente una realtà visibile, ma rende presente una dimensione simbolica e trascendente attraverso forma, colore, composizione e tradizione liturgica. La teologia apofatica esprime ulteriormente questo principio: quanto più ci si avvicina al mistero divino, tanto più il linguaggio deve riconoscere i propri limiti. 3.12 assume qui una forma particolarmente raffinata, perché comunicazione e silenzio non sono opposti: la comunicazione può condurre verso ciò che non può essere detto. Il valore multidimensionale consiste quindi nella capacità di utilizzare parola, immagine, rito e preghiera come soglie verso l’esperienza del trascendente, mantenendo al tempo stesso il discernimento della tradizione.
ISLAM: 3.12 si esprime nell’Islam attraverso il rapporto fra parola rivelata, ascolto, interpretazione, interiorità e apertura al mistero. La componente 3 accentua la parola, la trasmissione, l’apprendimento, la discussione e l’interpretazione; la componente 12 introduce contemplazione, esperienza interiore, immaginazione, sogno, compassione e percezione di una realtà che eccede la dimensione immediatamente sensibile. Il rapporto con il Corano come parola rivelata rende particolarmente evidente questa configurazione: la comunicazione divina non è soltanto contenuto informativo, ma parola ascoltata, recitata, memorizzata e interiorizzata. La recitazione coranica trasforma così la parola in suono, ritmo, memoria ed esperienza spirituale. Nel sufismo questo principio si approfondisce attraverso il rapporto fra parola, invocazione e conoscenza interiore. Il dhikr, il «ricordo» di Dio, trasforma la ripetizione della parola sacra in una pratica di presenza e di trasformazione della coscienza. La maʿrifa, conoscenza interiore o diretta, indica una conoscenza spirituale maturata attraverso esperienza, purificazione e prossimità a Dio. Un altro termine significativo è barzakh, il «limite» o «intervallo» che separa e contemporaneamente mette in relazione realtà differenti: nella metafisica sufi di Ibn ʿArabī diventa una struttura intermedia capace di congiungere sensibile e spirituale, manifesto e nascosto. Anche il sogno può costituire uno spazio di ricezione di significati, ma richiede interpretazione e discernimento e non viene automaticamente identificato con la rivelazione profetica. Nel sufismo il linguaggio poetico permette inoltre di comunicare ciò che il discorso concettuale non riesce a esprimere: amore, separazione, ebbrezza, viaggio e unione diventano immagini di trasformazione spirituale. 3.12 trova qui una configurazione nella quale il linguaggio diventa soglia attraverso cui l’esperienza invisibile può essere evocata e trasmessa. Il rischio consiste nella confusione fra simbolo e realtà o nella trasformazione dell’esperienza individuale in autorità assoluta; il livello più elevato mantiene invece insieme apertura contemplativa, disciplina spirituale e capacità interpretativa. Mansione lunare: ق 7, Qâf (q), Al Dhira, The forearm, 17°08’34” Gemini, The Throne, The All-Encompassing.
EBRAISMO: 3.12 trova nell’ebraismo una corrispondenza profonda attraverso la centralità della parola, dell’interpretazione, del sogno, della profezia e della mistica del linguaggio. La componente 3 emerge nell’attività ermeneutica della tradizione rabbinica, nella quale il testo viene interrogato, discusso, interpretato e continuamente riaperto; la componente 12 introduce il livello nascosto del significato, la visione, il sogno e la ricerca del rapporto fra realtà manifesta e realtà celata. Nella tradizione biblica il sogno può essere veicolo di comunicazione divina, mentre nelle tradizioni rabbinica e cabbalistica viene sottoposto a una complessa interpretazione. La tradizione talmudica lo considera ambiguo e mescolato di verità e falsità, mostrando che l’esperienza visionaria richiede discernimento e non può essere semplicemente presa alla lettera. Nella Qabbalah il rapporto fra linguaggio e realtà diventa ancora più radicale: lettere ebraiche, nomi divini e struttura della parola possono essere considerati veicoli attraverso i quali il divino si manifesta nella creazione. Il linguaggio partecipa così alla struttura simbolica della realtà e collega mondo superiore e mondo manifesto. La profezia costituisce un ulteriore punto essenziale: la comunicazione profetica può assumere forma visionaria e allegorica e richiede traduzione e interpretazione. La Qabbalah sviluppa inoltre la relazione fra nascosto e manifesto, secondo cui ciò che appare nel mondo sensibile può essere letto come espressione di una realtà più profonda. Il simbolismo rimane tuttavia inserito in una tradizione rigorosa di studio, commento e pratica. Il valore più elevato di 3.12 nell’ebraismo consiste quindi nel dialogo fra testo e visione, parola e silenzio, interpretazione e mistero, mantenendo aperto il significato senza dissolverlo nell’indeterminatezza.
BUDDHISMO: 3.12 si manifesta nel buddhismo attraverso il rapporto fra parola, silenzio, meditazione, visione, compassione e riconoscimento della natura non definitiva delle costruzioni mentali. La componente 3 riguarda insegnamento, dialogo, trasmissione del Dharma e articolazione concettuale; la componente 12 introduce il carattere non concettuale dell’esperienza, la meditazione, la compassione e la dissoluzione dei confini rigidi fra soggetto e oggetto. Ne deriva una tensione fra il linguaggio che indica la realtà e una realtà che non può essere completamente contenuta nel linguaggio. Nel buddhismo Mahayana ciò appare nella relazione fra prajñā, la sapienza, e śūnyatā, la vacuità: riconoscere l’assenza di esistenza intrinseca dei fenomeni non conduce all’indifferenza, ma si collega alla karuṇā, la compassione. Il principio degli upāya, i «mezzi abili», mostra come il Dharma possa utilizzare insegnamenti e linguaggi differenti in funzione delle capacità degli esseri, fino a usare il linguaggio per condurre oltre il linguaggio. Anche il tema del sogno e dell’illusione è significativo: l’esistenza condizionata può essere descritta come simile a un sogno non perché nulla esista in senso ordinario, ma perché la mente attribuisce ai fenomeni una solidità e un’indipendenza che non possiedono. Alcune tradizioni contemplative utilizzano inoltre visioni, immagini e pratiche meditative come strumenti di trasformazione, mantenendo la consapevolezza della loro natura costruita. Nella tradizione della Terra Pura la visione meditativa può essere descritta in termini simili al sogno e collegata alla vacuità dei fenomeni. 3.12 assume così una forma di linguaggio multidimensionale nella quale parlare è necessario per indicare la via, ma senza aggrapparsi alle parole; l’immagine può guidare la mente senza essere scambiata per ciò che indica; la compassione traduce la comprensione in relazione concreta. Il rischio consiste nell’accumulare concetti spirituali senza trasformazione esperienziale; il livello più elevato consiste nel passare dall’informazione alla pratica, dalla comprensione alla visione e dalla visione alla compassione.
INDUISMO: 3.12 nell’induismo trova un campo vasto nel rapporto fra linguaggio sacro, mantra, conoscenza, immaginazione, sogno, meditazione e distinzione fra realtà manifesta e realtà ultima. La componente 3 accentua studio, trasmissione, dialogo filosofico, interpretazione dei testi e articolazione concettuale; la componente 12 introduce simbolo, contemplazione, dissoluzione dei confini ordinari e percezione del mondo come manifestazione di una realtà più profonda. Il linguaggio sacro assume una funzione che va oltre la comunicazione ordinaria: il mantra è parola, suono, ritmo e pratica contemplativa, e la sua ripetizione può orientare e trasformare la mente. 3.12 è quindi particolarmente pertinente alla relazione fra parola e stato di coscienza. Le Upaniṣad portano il linguaggio filosofico verso il limite dell’esprimibile attraverso formule come «neti neti», «non questo, non questo», che procedono per negazione e conducono oltre le identificazioni concettuali. Un altro nucleo fondamentale è māyā, soprattutto nelle tradizioni vedāntiche: la realtà ordinaria può essere descritta attraverso il paradigma del sogno, nel quale l’essere umano scambia una condizione transitoria per la realtà ultima. Nella Bhagavata Purāṇa il sogno costituisce una metafora della condizione umana e del potere di māyā, collegata all’identificazione del sé con la materia e con il mondo temporale. Anche lo yoga introduce una dimensione pertinente attraverso la trasformazione della relazione fra mente, percezione e coscienza. Nelle tradizioni bhakti il linguaggio assume invece una forma affettiva e devozionale: canto, poesia, invocazione e narrazione dei rapporti fra divinità e devoto trasformano la conoscenza in esperienza relazionale. L’Assoluto viene evocato attraverso divinità, miti, immagini, nomi, mantra e forme differenti, senza che una singola forma esaurisca necessariamente la realtà ultima. 3.12 integra così comunicazione, simbolismo, esperienza interiore, immaginazione e trascendenza: il linguaggio moltiplica le porte d’accesso, mentre la pratica conduce oltre la molteplicità delle forme. Il rischio consiste nel fermarsi alla proliferazione simbolica, confondendo la ricchezza delle immagini con la realizzazione spirituale; il livello più elevato consiste nel riconoscere le forme come strumenti di passaggio verso una conoscenza che non può essere completamente contenuta da esse.
MITOLOGIA: 3.12 esprime una configurazione mitologica fondata sull’incontro fra la mobilità gemellare del pensiero, della parola e della trasmissione e la dimensione oceanica, immaginale e dissolutiva dei Pesci. Il mito 3.12 tende quindi a rappresentare il passaggio fra mondi, la comunicazione con realtà invisibili, la moltiplicazione delle identità, il sogno come spazio conoscitivo, la trasformazione della coscienza attraverso stati liminali e l’attraversamento di confini che normalmente separano umano, divino, animale e cosmico. La caratteristica specifica non è semplicemente la trascendenza, ma la capacità di tradurre ciò che proviene da una dimensione altra in immagini, racconti, simboli, parole, messaggi e figure comunicabili. Per questo sono particolarmente pertinenti i miti del messaggero che attraversa mondi differenti, del trickster capace di assumere forme diverse, del viaggiatore fra cielo, terra e mondo sotterraneo, del poeta o veggente che riceve una comunicazione da una realtà invisibile e del personaggio che perde temporaneamente i propri confini individuali per accedere a una realtà più vasta. L’elemento acquatico introduce inoltre il motivo dell’immersione, dell’annegamento simbolico e della riemersione con una conoscenza nuova: il passaggio nell’acqua non è soltanto purificazione, ma perdita provvisoria della forma precedente e accesso a una condizione di coscienza differente. In questa prospettiva assumono particolare rilievo i miti in cui il linguaggio umano non costituisce soltanto uno strumento descrittivo ma diventa una soglia operativa capace di mettere in relazione piani differenti dell’esistenza. 3.12 può quindi essere letto come un’archetipologia della comunicazione fra mondi: parola, canto, sogno, profezia, invocazione, racconto iniziatico e messaggio oracolare diventano forme attraverso cui ciò che appartiene all’invisibile entra nella dimensione condivisa. La sua componente deteriorata appare invece quando questa permeabilità produce confusione, dispersione, ambiguità, messaggi contraddittori o manipolazione attraverso immagini e parole, quando la molteplicità delle possibilità impedisce ogni discernimento e quando l’accesso indiscriminato all’immaginale viene scambiato per conoscenza. Il motivo mitologico centrale rimane pertanto quello della soglia: parlare fra mondi senza confonderli, attraversare l’invisibile senza perdere la capacità di distinguere, ricevere molteplici forme di comunicazione e ricondurle a un significato integrato.
FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 3.12 sviluppa una concezione della conoscenza fondata sull’interazione fra molteplicità e unità, linguaggio e intuizione, coscienza individuale e dimensione più ampia dell’esperienza. La componente Gemelli privilegia il movimento del pensiero, il confronto fra prospettive, la comunicazione, la capacità di tradurre concetti e di stabilire connessioni; la componente Pesci apre invece alla dimensione dell’inconscio, dell’immaginazione, dell’empatia, dell’esperienza estatica e della trascendenza. In filosofia questo produce particolare interesse per i limiti della conoscenza razionale, per le realtà che non possono essere completamente ridotte a categorie concettuali e per le concezioni processuali e relazionali dell’essere. La realtà può essere considerata come una rete di livelli interconnessi nella quale l’identità non è necessariamente stabile e isolata, ma emerge attraverso relazioni, trasformazioni e processi di integrazione. In psicologia 3.12 riguarda il rapporto fra coscienza e inconscio, la permeabilità fra mondo interno e ambiente, il ruolo dell’immaginazione nella costruzione dell’esperienza e la possibilità di trasformare emozioni, memorie e percezioni in nuovi significati. La parola assume una funzione centrale perché permette di dare forma a ciò che inizialmente è indistinto e di comunicare esperienze interiori difficili da esprimere. La dimensione più elevata di 3.12 consiste quindi nell’utilizzare pensiero, linguaggio e immaginazione come strumenti di integrazione e di ampliamento della coscienza, mentre la dimensione deteriorata emerge nella dispersione mentale, nella confusione fra realtà e proiezione, nell’eccessiva permeabilità psichica e nella perdita del discernimento.
Miguel Benasayag (Buenos Aires, 4 giugno 1953) filosofo, psicanalista argentino; Les Passions tristes (2004, con Gérard Schmit), analizza la sofferenza psichica contemporanea in rapporto alle trasformazioni sociali e alla crisi delle forme tradizionali di orientamento. La nozione di “passioni tristi”, ripresa da Spinoza, indica una condizione nella quale paura, impotenza e incertezza restringono la capacità di agire e di immaginare il futuro. In La tyrannie des algorithmes (2017) Benasayag esamina invece il rapporto fra esseri umani, tecnologia e sistemi algoritmici, interrogandosi sulla progressiva sostituzione del giudizio umano con processi automatici di classificazione e decisione. Il suo pensiero insiste sulla necessità di preservare la complessità dell’esperienza umana contro ogni riduzione dell’individuo a dati, categorie o comportamenti prevedibili. “Solo un mondo di desiderio, di pensiero e di creazione è in grado di sviluppare legami e di comporre la vita in modo da produrre qualcosa di diverso dal disastro. La nostra società non fa l’apologia del desiderio, fa piuttosto l’apologia delle voglie, che sono un’ombra impoverita del desiderio, al massimo sono desideri formattati e normalizzati”.
Jean Meslier (Mazerny, 15 giugno 1664) filosofo, presbitero francese, precursore dell’illuminismo radicale, materialista e ateo, divenne improvvisamente noto dopo la morte (1729) per l’apertura del suo testamento intellettuale in cui «si dimostrano in modo chiaro ed evidente le vanità e le falsità di tutte le divinità e di tutte le religioni del mondo». Il suo testamento articola 8 punti: Le religioni sono soltanto invenzioni umane, piene di errori e di sciocchezze. La fede, “credenza cieca”, è solo un principio di errore e di impostura. Falsità delle presunte visioni e rivelazioni divine. Vanità e falsità delle presunte profezie dell’Antico Testamento. Errori della dottrina e della morale della religione cristiana. La religione cristiana autorizza le prepotenze e la tirannia dei grandi. Falsità della presunta esistenza della divinità. Falsità dell’idea della spiritualità e dell’immortalità dell’anima.”Io vorrei, e questo sia l’ultimo ed il più ardente dei miei desideri, io vorrei che l’ultimo dei re fosse strangolato con le budella dell’ultimo dei preti”
Blaise Pascal (3.12/1) (Clermont-Ferrand, 19 giugno 1623) matematico, fisico, filosofo, teologo francese; Les lettres provinciales; Les Pensées (1670) sviluppa il tema dell’uomo come essere intermedio fra grandezza e miseria, capace di pensiero ma incapace di comprendere pienamente l’infinito. Il motivo del “Dio nascosto” introduce una conoscenza che non coincide con il possesso intellettuale della verità: “Poiché Dio, se esiste, è nascosto”, la ricerca implica una trasformazione del soggetto e non soltanto un procedimento dimostrativo. Pascal analizza inoltre il divertissement come meccanismo psicologico attraverso cui l’essere umano evita il confronto con la propria condizione, riempiendo la coscienza di attività, distrazioni e occupazioni per non incontrare il vuoto interiore. R. Rossellini, Blaise Pascal; “Poiché Dio, se esiste, è nascosto, ogni religione che non afferma che Dio è nascosto non può essere vera”; “L’unica cosa che ci consola delle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie. Perché è esso che principalmente ci impedisce di pensare a noi stessi e ci porta inavvertitamente alla perdizione. Senza di esso noi saremmo annoiati, e questa noia ci spingerebbe a cercare un mezzo più solido per uscirne. Ma il divertimento ci divaga e ci fa arrivare inavvertitamente alla morte”.
Pierre Sansot (9SiUr) (Antibes, 9 giugno 1928) antropologo, sociologo francese.
Jan Smuts * (Bovenplaats, 24 maggio 1870) filosofo, militare, politico sudafricano, coniatore del termine “olismo”; Holism and Evolution; Holism and Evolution (1926) elabora il concetto di olismo come principio attraverso cui la natura produce progressivamente unità organizzate sempre più complesse. Materia, organismi viventi, mente e personalità vengono considerati all’interno di un processo evolutivo nel quale il tutto non coincide semplicemente con la somma delle parti. L’olismo diventa così una concezione dinamica dell’organizzazione della realtà, nella quale nuove proprietà emergono attraverso l’integrazione delle componenti precedenti. La sua terminologia comprende “whole”, “holism”, “creative evolution” e “fields of activity”, utilizzati per descrivere la tendenza della natura alla formazione di totalità organizzate. “Ogni forma individuale di vita è un’unità, un centro di attività dominata da una proprietà fondamentale. È questa unità ultima che dà forma agli innumerevoli prodotti della vita in un armonioso e ordinato intero”; “Olismo è il termine coniato, derivante da holos – intero, per definire questo fondamentale fattore operativo nella creazione di interi nell’universo”; “L’Olismo nelle sue infinite forme è il principio che lavora la materia grezza o unità di energia non organizzate del mondo, le utilizza e le organizza, le dota di struttura, carattere ed individualità specifiche e alla fine, di personalità, crea per esse anche bellezza, verità e valore”.
David Viscott (6) (Boston, 4 maggio 1938) psichiatra statunitense; “Lo scopo della vita è scoprire il tuo dono. Il lavoro della vita è svilupparlo. Il significato della vita è regalare il tuo dono”
ARTE: 3.12 interpreta l’arte come campo di passaggio fra percezione, immaginazione e realtà invisibile. La componente Gemelli riguarda il linguaggio visivo, la molteplicità dei segni, la contaminazione fra tecniche e codici, la capacità di tradurre un’esperienza in forme comunicabili e di mettere in relazione elementi lontani; la componente Pesci introduce invece immaginazione, sogno, simbolismo, metamorfosi, intuizione e dissoluzione dei confini fra realtà fisica e realtà immaginale. L’arte 3.12 tende quindi a creare immagini-soglia, nelle quali ciò che è visibile rimanda continuamente a un livello ulteriore. Sono particolarmente significative le forme artistiche che trasformano luce, colore, movimento, spazio o materia in strumenti di percezione di una realtà più ampia, così come quelle che utilizzano l’immagine per attraversare stati interiori, dimensioni oniriche o cosmologie. La dimensione deteriorata emerge quando l’immaginale diventa pura evasione, quando la molteplicità dei segni produce dispersione o quando l’ambiguità viene utilizzata per occultare anziché rivelare. L’espressione più compiuta di 3.12 nell’arte consiste invece nella capacità di mantenere aperto il significato dell’immagine senza privarla di una struttura, facendo della rappresentazione un dispositivo di passaggio fra esperienza individuale, memoria, natura e dimensione trascendente.
Ferruccio Baruffi (Caravaggio, 23 maggio 1889) pittore italiano.
Raoul Dufy (4) (Le Havre, 3 giugno 1877) pittore fauve, scenografo francese; La Fée Électricité (1937), grande composizione monumentale realizzata per l’Esposizione internazionale di Parigi del 1937. L’opera racconta la storia dell’elettricità attraverso una fusione di scienza, tecnologia, mito e allegoria: Zeus e gli dèi olimpici sono posti accanto alla centrale elettrica e a un vasto corteo di scienziati e inventori, mentre Iris, messaggera degli dèi, appare associata alla luce e al passaggio del messaggio. La composizione, estesa su circa 600 m² e articolata in 250 pannelli, trasforma il progresso scientifico in una narrazione quasi mitologica nella quale energia, luce, conoscenza e comunicazione vengono ricondotte a un unico campo simbolico.
Luigi Loperfido (Matera, 5 giugno 1877) (Monaco bianco) sindacalista, artista, predicatore italiano. La figura del “Monaco Bianco” esprime una forte convergenza fra comunicazione, arte, impegno sociale e trasformazione religiosa: Loperfido passò dall’attività artistica alla predicazione sociale, fondò la Lega dei contadini e successivamente divenne predicatore battista, contribuendo alla nascita della comunità evangelica di Matera; continua traduzione del medesimo impulso emancipativo attraverso codici differenti (estetico, sociale, politico ed evangelico) mentre la caratterizzazione visiva del “Monaco Bianco” trasformava anche il corpo e l’abbigliamento in strumenti di comunicazione simbolica. La sua esperienza rappresenta quindi un modello di attraversamento fra linguaggi, comunità e dimensioni della realtà, con particolare rilievo per la comunicazione come strumento di trasformazione individuale e collettiva
LETTERATURA: 3.12 considera la letteratura come uno spazio privilegiato di attraversamento fra mondi, identità e livelli della realtà. S3 riguarda la parola come strumento di relazione, traduzione e moltiplicazione delle prospettive, mentre la componente Pesci introduce sogno, memoria, immaginazione, inconscio, trascendenza, compassione e percezione di realtà che eccedono l’esperienza ordinaria. La narrativa 3.12 tende perciò a dissolvere i confini rigidi fra reale e immaginario, individuo e ambiente, coscienza e alterità, utilizzando spesso strutture frammentarie, polifoniche, visionarie o non lineari. Particolarmente significativi sono gli autori capaci di trasformare la parola in uno strumento di accesso a realtà ulteriori: attraverso il racconto testimoniale, la fantascienza, il fantastico, la memoria, il mito, il simbolismo o la rappresentazione di coscienze non umane. La letteratura 3.12 può inoltre assumere una funzione di comunicazione fra generazioni, culture e forme di esistenza differenti, facendo emergere ciò che normalmente rimane senza voce. Il rischio opposto è la dispersione narrativa, la sovrabbondanza immaginativa senza centro o la sostituzione della realtà con una costruzione puramente evasiva. Quando invece parola, immaginazione e conoscenza convergono, la letteratura diventa una vera tecnologia della coscienza: modifica la percezione del lettore e rende comunicabile ciò che prima non possedeva ancora una forma.
Svetlana Alexievich* (Stanislav, 31 maggio 1948)scrittrice bielorussa, NL; Зачарованные смертью (Incantati dalla morte); Чернобыльская молитва (Preghiera per Černobyl’); Последние свидетели: сто недетских колыбельных (Last Witnesses: An Oral History of the Children of World War II, 1985) raccoglie le testimonianze di persone che erano bambini durante la Seconda guerra mondiale, restituendo l’esperienza storica attraverso voci individuali e frammentarie. La dimensione 3.12 emerge nella trasformazione della memoria privata in memoria collettiva: molte coscienze individuali diventano una voce plurale capace di trasmettere un’esperienza che altrimenti rischierebbe di scomparire. Цинковые мальчики (Zinky Boys, 1991) costruisce analogamente una polifonia di testimonianze sulla guerra sovietica in Afghanistan, mettendo in relazione esperienza personale, trauma, memoria e verità ufficiale. La scrittura di Alexievich utilizza dunque la parola altrui come strumento di attraversamento fra individuo e collettività, vita e morte, memoria e storia. Чернобыльская молитва (Chernobyl Prayer: A Chronicle of the Future, 1997) porta questo procedimento al massimo grado: le molte voci raccolte intorno alla catastrofe nucleare costruiscono una sorta di coro della memoria, nel quale testimonianza, lutto, paura, amore, religione e percezione della morte si sovrappongono.“La morte è la cosa più giusta del mondo. Nessuno la scampa. La terra prende tutti: i gentili, i crudeli, i peccatori. A parte questo, non c’è equità sulla terra”.
V.C. Andrews (Uv) (Portsmouth, 6 giugno 1923) scrittrice statunitense; Flowers in the Attic* (J.Bloom); Serie Gemini*. “Cos’è normale? Il normale è solo ordinario; mediocre. La vita appartiene all’individuo raro ed eccezionale che osa essere diverso”.
Alessandra Appiano (Asti, 30 maggio 1959) scrittrice, giornalista italiana; PB (Amiche di salvataggio).
Radwa Ashour (3Ui) (Al Manial, 26 maggio 1946) romanziera egiziana.
Alessandro Bausani (9Uv) (Roma, 29 maggio 1921) arabista, iranista, glottoteta, storico delle religioni, studioso dell’Islam; Le lingue inventate.
Arnold Bennett (5Pf) (Hanley, 27 maggio 1867) scrittore, drammaturgo realista inglese; “I giornalisti dicono una cosa che sanno non essere vera, nella speranza che se continuano a dirla abbastanza a lungo lo diventi.
Louis-Ferdinand Céline (7NPpSi) (Courbevoie, 27 maggio 1894) scrittore, saggista, medico francese, autore di romanzi controversi; Voyage au bout de la nuit; Mort à crédit; Féerie pour une autre fois; Normance; Rigodon; “Viaggiare è molto utile, fa lavorare l’immaginazione, il resto è solo delusioni e pene. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato”.
E.M. Delafield (5) (Steyning, 9 giugno 1890) autore inglese; Diary of a Provincial Lady.
Allen Ginsberg* (12Ui) (Newark, 3 giugno 1926) poeta statunitense, Howl; R. Epstein, Howl; J. Krokidas, Kill Your Darlings; Kaddish and Other Poems (1961), e in particolare il poema Kaddish, trasforma il lutto personale per la madre Naomi in una lunga forma poetica di memoria, preghiera e interrogazione sulla morte. Il titolo richiama la preghiera ebraica del lutto, mentre la struttura libera e il linguaggio associativo fanno della poesia uno spazio nel quale ricordi, visioni, religione, malattia mentale, morte e coscienza individuale si sovrappongono. Il testo attraversa inoltre riferimenti ebraici, buddhisti e occidentali, trasformando un’esperienza privata in una comunicazione fra differenti sistemi simbolici. “Le nostre teste sono rotonde, così che i pensieri possono cambiare direzione”; “Il peso del mondo è amore. Sotto il fardello della solitudine, sotto il fardello della insoddisfazione, il peso, il peso che trasportiamo, è amore”.
Dashiell Hammett (NPp) (Contea di Saint Mary’s, 27 maggio 1894) autore statunitense; The Maltese Falcon.
Joe Hill (Hermon, 4 giugno 1972) scrittore statunitense; “Tutto il mondo è fatto di musica. Siamo tutti corde di una lira. Risuoniamo. Cantiamo insieme”; “Credi di conoscere qualcuno. Ma soprattutto conosci solo ciò che vuoi conoscere”; “Credo che Satana fu il primo super-eroe […] Nella sua prima avventura, prese la forma di un serpente per liberare due prigionieri trattenuti nudi in una prigione di una giungla del terzo mondo da un potente megalomane. Allo stesso tempo, permise alla loro dieta di allargarsi e li introdusse alla sessualità”.
Alan Hollinghurst (Stroud, 26 maggio 1954) romanziere britannico; Bp (The Line of Beauty).
W. P. Kinsella (SvUb) (Edmonton, 25 maggio 1935) scrittore canadese; Shoeless Joe.
Jerzy Kosinski *** (Łódź, 14 giugno 1933) scrittore polacco-statunitense; Being There; Cockpit; Steps (1968) è costruito come una sequenza di episodi, dialoghi, ricordi e frammenti privi di una continuità narrativa convenzionale. Il narratore rimane spesso senza nome e attraversa situazioni nelle quali identità, potere, violenza, alienazione e ruolo sociale vengono continuamente modificati. La frammentazione stessa diventa una forma di dislocazione della coscienza: il lettore è costretto a ricostruire una realtà che non viene mai offerta come unità stabile. Cockpit (1975) radicalizza il tema dell’identità mobile attraverso Tarden, ex agente di un’organizzazione segreta che ha cancellato la propria identità dai documenti e attraversa il mondo assumendo molteplici ruoli e travestimenti; nella narrazione egli appare alternativamente come vendicatore, salvatore, giudice e trickster. “La vita è uno stato mentale”; “In un giardino c’è una stagione per la crescita. Prima vengono la primavera e l’estate, e poi abbiamo l’autunno e l’inverno. Ma poi ritorna la primavera e l’estate… Fintanto che le radici non sono recise, va tutto bene, e andrà tutto bene, nel giardino”; “Gli amanti non sono lumache; non hanno bisogno di sporgersi dalle loro conchiglie per incontrarsi a metà strada con gli altri. Incontrami nel tuo proprio sé.” (Jerzy Kosinski).
Robert Ludlum (Uv) (New York, 25 maggio 1927) scrittore statunitense di thriller; The Bourne Trilogy.
Colleen McCullough (10Sr) (Wellington, 1º giugno 1937) scrittrice australiana; The Thorn Birds.
Curzio Malaparte (11NPpSUf) (Prato, 9 giugno 1898) scrittore, ufficiale, poeta, saggista, agente segreto italiano; Kaputt; La pelle.
Chiara Matraini (Lucca, 4 giugno 1515) poetessa italiana; “Se per voler seguir la stella mia | ne la notte de’ sensi un tempo andai | cieca, pur sì ch’io non conobbi mai | la luce del gran Sol ch’indi s’apria”.
Robert Pinget (Uv) (Ginevra, 19 luglio 1919) scrittore svizzero.
Elena Cornaro Piscopia (Pp) (Venezia, 5 giugno 1646) erudita veneta, prima donna laureata al mondo.
Richard Powers*** (Evanston, 18 giugno 1957) romanziere statunitense; PP (The Overstory). Galatea 2.2 (1995) mette in relazione letteratura, intelligenza artificiale e coscienza attraverso un esperimento nel quale un sistema neurale, chiamato Helen, viene educato attraverso grandi opere letterarie e progressivamente sviluppa una capacità di comunicazione apparentemente umana. Il problema centrale diventa allora il confine fra simulazione e coscienza, fra linguaggio e esperienza, fra intelligenza artificiale e identità. The Overstory (2018) amplia radicalmente il campo della comunicazione oltre l’umano: nove vicende individuali convergono attorno agli alberi e alla distruzione delle foreste, mentre la narrazione presenta le piante come esseri dotati di forme proprie di comunicazione e organizzazione. La struttura non lineare e convergente mette in relazione molte coscienze all’interno di una rete ecologica più vasta. Bewilderment (2021) sviluppa ulteriormente il rapporto fra coscienza, memoria, tecnologia, vita extraterrestre e percezione, attraverso un padre che cerca di comprendere e aiutare il figlio mentre un esperimento neuropsicologico apre possibilità inquietanti sulla natura della mente. Playground (2024) porta insieme intelligenza artificiale, oceano, cambiamento climatico, memoria, tecnologia e forme non umane di intelligenza: le vicende di quattro protagonisti convergono sull’isola polinesiana di Makatea, dove un progetto di città galleggianti mette in conflitto innovazione tecnologica, ambiente e comunità locale.
Françoise Sagan (6NiSbv) (Cajarc, 21 giugno 1935) scrittrice, drammaturga, sceneggiatrice francese; Bonjour tristesse; D. Kurys, Sagan.
Annemarie Schwarzenbach (8) (Zurigo, 23 maggio 1908) scrittrice, fotografa svizzera; Alle Wege sind offen; “non sta a me decidere di incontri e separazioni e tracciare il confine tra realtà e visione. A me rimane la magia, il nome, il cuore meravigliosamente toccato”.
Maurice Sendak* (New York, 10 giugno 1928) scrittore, illustratore statunitense; Where the Wild Things Are; Outside Over There (1981) racconta Ida, una bambina il cui padre è lontano in mare e la cui sorellina viene rapita dai goblin; per salvarla, Ida deve entrare in uno spazio fantastico nel quale realtà quotidiana, paura, desiderio e immaginazione si sovrappongono. L’opera completa idealmente il percorso formato da Where the Wild Things Are e In the Night Kitchen, nel quale l’immaginazione infantile diventa uno strumento di trasformazione dell’esperienza emotiva. “I bambini sono tosti, anche se noi li pensiamo fragili. Devono essere tosti. L’infanzia non è facile. Abbiamo un’idea sentimentale dell’infanzia, ma loro sanno cosa reale e cosa non lo è. Capiscono le metafore e colgono i simboli”; “Abbiamo insegnato ai bambini a pensare che la spontaneità sia inappropriata. I bambini sono disposti a esporre sé stessi alle esperienze più disparate. Noi no. Gli adulti dicono sempre che stanno proteggendo i loro figli, ma in realtà stanno proteggendo sé stessi. E poi, non si possono proteggere i bambini. Loro sanno tutto”. “Credo che non esista una parte delle nostre vite, sia di adulti sia di bambini, in cui non fantastichiamo. Ma preferiamo relegare la fantasia ai bambini, come se fosse una forma di stupidaggine adatta solo per le menti immature dei giovani. I bambini vivono nella fantasia e nella realtà; si muovono avanti e indietro molto facilmente in un modo che noi non ricordiamo più come fare”.
William Styron (11) (Newport News, 11 giugno 1925) scrittore, drammaturgo, critico letterario statunitense; PP (The Confessions of Nat Turner); Sophie’s Choice; “Chiunque pensi che non ci sia nulla di sbagliato in questo mondo ha bisogno di farsi esaminare la testa. Proprio quando le cose stanno andando bene, qualcuno o qualcosa arriva e rovina tutto. Qualcuno dovrebbe scriverlo come una legge fondamentale dell’Universo. Il principio della perpetua delusione. Se c’è un Dio che ha creato questo mondo, dovrebbe scartarlo e riprovare”.
Chris Van Allsburg (Up) (East Grand Rapids, 18 giugno 1949) scrittore, illustratore statunitense di libri per ragazzi; Jumanji; Zathura; The Wreck of the Zephyr (1983) racconta di un ragazzo che sostiene di essere riuscito a far volare una barca a vela e che, dopo il naufragio, trascorre la vita cercando nuovamente l’isola misteriosa che avrebbe incontrato durante quella esperienza. La struttura lascia volutamente incerto il confine fra avventura reale, memoria, leggenda e immaginazione, mentre il narratore scopre progressivamente che il vecchio pescatore potrebbe essere proprio il ragazzo della storia. “Un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar”.
Charles Webb (San Francisco, 9 giugno 1939) scrittore statunitense; The Graduate (M.Nichols).
MUSICA: 3.12 sviluppa nella musica una relazione fra sensibilità, immaginazione, comunicazione e trascendenza, con particolare rilievo per la capacità del suono e della voce di attraversare livelli diversi dell’esperienza. Il linguaggio musicale diventa uno spazio di passaggio fra ciò che può essere formulato direttamente e ciò che può essere percepito soltanto attraverso immagini, atmosfere, risonanze emotive e intuizioni. Il valore 3 introduce articolazione, scambio, parola, movimento e molteplicità delle forme espressive, mentre il valore 12 amplia questa dinamica verso l’immaginazione, la dissoluzione dei confini ordinari, la dimensione simbolica e l’esperienza dell’invisibile. Nella musica 3.12 sono quindi particolarmente significativi i generi e le tendenze che trasformano il linguaggio musicale in uno strumento di attraversamento: cantautorato visionario, rock e pop spirituale, musica elettronica e ambient, progressive, sperimentazione, musica etnica e interculturale, forme che integrano elementi religiosi, mistici o cosmologici, nonché composizioni nelle quali la voce diventa veicolo di stati interiori, ricerca di trascendenza o comunicazione oltre i limiti del linguaggio ordinario. La componente deteriorе di 3.12 può manifestarsi invece come dispersione, sentimentalismo nebuloso, fuga dalla realtà o uso della spiritualità come semplice atmosfera; il valore multidimensionale emerge quando l’apertura immaginativa produce effettivamente una trasformazione della percezione.
Alaska (Città del Messico, 13 giugno 1963) (María Olvido Gara Jova) cantante pop, attrice spagnola; Nadie Mejor Que Tù; La bola de cristal.
Tom Araya (Viña del Mar, 6 giugno 1961) cantante, bassista thrash metal cileno-statunitense (Slayer).
Ana Belén (3.12/11) (Madrid, 27 maggio 1951) cantante pop, attrice spagnola; “La Muralla” (1976; Para hacer esta muralla Tráiganme todas las manos Los negros sus manos negras Los blancos sus blancas manos. Una muralla que vaya Desde la playa hasta el monte Desde el monte hasta la playa Allá sobre el horizonte. Tun tun, ¿quién es? Una rosa why un clavel Abre la muralla. Tun tun, ¿quién es? El sable del coronel Cierra la muralla. Tun tun, ¿quién es? La paloma why el laurel Abre la muralla. Tun tun, ¿quién es? El alacrán why el cienpies Cierra la muralla. Al corazón del amigo Abre la muralla. Al veneno why al puñal Cierra la muralla. Al mirto why la yerba buena Abre la muralla. Al diente de la serpiente Cierra la muralla. Al ruiseñor en la flor. Cierra la muralla. Alcemos una muralla Juntando todas las manos Los negros sus manos negras Los blancos sus blancas manos. Una muralla que vaya Desde la playa hasta el monte Desde el monte hasta la playa Allá sobre el horizonte. Tun tun, ¿quién es? Una rosa why un clavel …); Bailarina: “Respirando” (Respirando, la casa se ha llenado de melancolia Preguntandome que cosas voy a hacer para llenar mi vida Respirando, no sé como vivir sin todas tus manías Mientras fumo presiento que lo nuestro era solo humo Eres como hiedra, la hierba mala Que está enredada hasta el fondo de mi alma Respirándote, camino por la calle hacia ninguna parte Respirándote, de todos los dolores este es el más grande Será porque tu sangre es parte de mi sangre Si salgo de todo esto ya no hay quien me pare Con tanto rollo malo tú eres lo mas bello en estos funerales… Respirando, pensando como piensa un hombres solitario Respirando, cualquier amor siempre te acaba haciendo daño Respirando más fuerte te acercas al mar Estás llorando, desde que te conozco no te vi llorar Respirándome caminas por la arena hacia ningun lugar Respirándome, segundos que parecen una eternidad Tú y yo siempre hemos sido la calamidad Pensamos que callar siempre es mejor que hablar Con tanta gente triste, tanto desechable Tú y yo iguales, tú y yo iguales Respirándonos, mm… Respirándonos, mirando el horizonte donde duerme el sol (Respirándonos) El valle solitario se llenó de flores (Respirándonos) La luna se perdió paseando por el bosque La vida de repente tiene más colores La vida de repente tiene más colores La vida de repente tiene más colores…) “Mediterráneo” (1971), interpretazione di un brano nel quale il rapporto fra identità, mare, memoria e appartenenza assume una dimensione simbolica e transpersonale; “El hombre del piano” (1986), costruzione narrativa nella quale la musica diventa spazio di incontro fra solitudine, memoria e comunicazione.
Francesco Bianconi* (6Pi) (Montepulciano, 25 maggio 1973) cantautore, musicista indie rock (Baustelle), scrittore italiano; Il bene, La vita, “La morte (Non esiste più)” (2013; Nei tramonti dentro gli occhi tuoi E lungo i viali di Parigi o di Los Angeles Ritrovo il mondo Nei fiori di campo e nei passeri, se nevica Li vedo campare senza niente da mangiare Osservo Dio Lo lascio fare Certe notti da nevrastenia Da soffocare Apro la finestra e volo via Si fa per dire Come la ginestra nata sulla pietra lavica Mi vedo lottare come mosca nel bicchiere Eppure, Dio Lo lascio fare La morte non esiste più Non parla più, non vende più Mio folle amore La vita non uccide più I nostri baci, i nostri sogni E le parole Il tempo non le imbianca più E non si seccano A lasciarle stese al sole Stringimi le mani, non è niente Che la guerra passerà Certi inverni freddi, certi guai Mi fan paura Prego nel restare ancora qui Mi illudo ancora Poi improvvisamente arrivi tu Sorridi e penso che Non ho più timore Lascio correre, il dolore non c’è più E niente muore Baby La morte non esiste più Non parla più, non vende più Mio folle amore La vita non uccide più I nostri baci I nostri sogni E le parole Il tempo non le imbianca più E non si seccano a lasciarle stese al sole Credimi, morire non è niente Se l’angoscia se ne va La morte non esiste più Non compra più, non vende più Mio folle amore La vita non uccide più I nostri baci, i nostri sogni E le parole Il tempo non le imbianca più E non si seccano a lasciarle stese al sole Parlami d’amore Nonostante la stagione che verrà), “Il mondo nuovo” (2021; Balla per i corvi e la paura Per il buio e la pianura Per i fuochi a Notre-Dame Canta della morte e dell’amore Perché tutto è da rifare Con la guerra che verrà Ride e poi precipita nel mare Fino ad Atlantide va Lascia bruciare Le religioni e Lou Reed Sente dolore Chiede se è giusto così Sputa e risponde di sì Il nuovo mondo è già qui Ora che la notte si avvicina Nella nebbia la mondina Si è perduta e lui lo sa Contro il paradigma di pensiero L’orizzonte e il cielo nero Se ne innamorerà Non farà più in tempo ad ascoltare Tutti i vinili che ha Passano gli anni L’odio, l’hip-hop e Godard L’uomo e la donna Restano soli in città Nudi col freddo che fa Ma il nuovo mondo verrà con l’estate E con le comete Ci farà stare in assenza di male Dentro l’Islanda O in quell’inferno che si agita ; “Go!” (2020; Give me back my future Give me back my past Let me be your lover Let me be the last Take me to the river Take me to the hood When the song is over Give me some more dope Don’t forget the dinner Don’t forget the shoes Give me all your records Take away the blues Make this time forever Count to twenty-three and go Go Go Take away the silver Take away the gold I just want a shiver I just want my crown Take me to the altar Free myself to hell Stop this crazy slaughter Baby, ring the bell Give me back my failure Give me back my plan Shoot the real last bullet Keep this to my brain Save this plan forever Count to twenty-three and go Go) “Il vangelo di Giovanni”: rilettura musicale di un testo evangelico attraverso una sensibilità contemporanea, nella quale il linguaggio religioso viene ricollocato dentro una prospettiva esistenziale e simbolica; “La vita”: meditazione sulla precarietà e sulla trasformazione dell’esistenza attraverso un linguaggio poetico e metaforico.
Cilla Black (4SUp) (Liverpool, 27 maggio 1943) cantante pop/beat, attrice, presentatrice britannica; Anyone Who Had a Heart; Alfie; You’re My World.
John Bonham (Redditch, 31 maggio 1948) batterista, compositore inglese (Led Zeppelin).
Diana DeGarmo (7) (Birmingham, 16 giugno 1987) cantante pop, attrice statunitense.
Sergio Endrigo** (6) (Pola, 15 giugno 1933) cantautore italiano; SR (Canzone per te); Io che amo solo te; Lontano dagli occhi; Mani bucate; Ci vuole un fiore, Le parole, Samba delle benedizioni. “L’arca di Noè” (1970): rappresenta un mondo ecologicamente devastato e sostituisce alla semplice denuncia una metafora di salvezza collettiva; l’arca diventa uno spazio minimo di fraternità nel quale esseri umani e animali attraversano insieme un futuro incerto. Il brano unisce crisi della civiltà, immaginario biblico, rapporto con la natura e possibilità di rigenerazione.
Giancane (Roma, 6 giugno 1980) (Giancarlo Barbati) cantautore folk/punk rock, musicista italiano.
Mikhail Glinka (3Pv) (Novospasskoe, 1º giugno 1804) compositore russo;
Marian Gold** (Enger, 26 maggio 1954) cantante new wave/synth-pop tedesco (Alphaville); Universal Daddy; Fantastic Dream; Leben ohne Ende; “Fallen Angel”; “Forever Young” (1984; Let’s dance in style, let’s dance for a while Heaven can wait, we’re only watching the skies Hoping for the best but expecting the worst Are you gonna drop the bomb or not? Let us die young or let us live forever We don’t have the power but we never say never Sitting in a sandpit, life is a short trip The music’s for the sad men Can you imagine when this race is won Turn our golden faces into the sun Praising our leaders, we’re getting in tune The music’s played by the, the mad man Forever young I want to be forever young Do you really want to live forever? Forever, and ever Forever young I want to be forever young Do you really want to live forever? Forever young Some are like water, some are like the heat Some are a melody and some are the beat Sooner or later, they all will be gone Why don’t they stay young? It’s so hard to get old without a cause I don’t want to perish like a fading horse Youth’s like diamonds in the sun And diamonds are forever So many adventures couldn’t happen today So many songs we forgot to play So many dreams swinging out of the blue We’ll let ‘em come true Forever young I want to be forever young Do you really want to live forever? Forever, and ever Forever young I want to be forever young Do you really want to live forever? Forever, and ever Forever young I wanna be forever young Do you really want to live forever?) attraverso il synth-pop trasforma la paura della morte, la minaccia nucleare e l’incertezza del futuro in una domanda sull’immortalità e sulla permanenza dell’identità. La tensione fra tempo storico e desiderio di eternità costituisce il nucleo multidimensionale del brano. La canzone nacque nel contesto della Guerra fredda e della minaccia nucleare dell’Europa occidentale, assumendo una forma musicale volutamente sospesa e quasi visionaria.; Fallen Angel.
Jairo (3.12/11) (Up) (Cruz del Eje, 16 giugno 1949) (Mario Pierotti) cantante argentino, “Les Jardins du Ciel”.
Aldo Losito (Mottola, 8 giugno 1977) cantautore italiano; “L’idea”; “Toccami”.
Nikos Makropoulos (Salonicco, 20 giugno 1965) cantante greco; “Paradeise mou”.
Amaal Mallik (6) (16 giugno 1990) direttore musicale, compositore, cantante, produttore musicale, arrangiatore, compositore di sottofondo, interprete, paroliere indiano.
Emmanuel Moire (Le Mans, 16 giugno 1979) cantante pop francese, Au bout de mes rêves.
Sidhu Moose Wala (11 giugno 1993) rapper, cantante, cantautore indiano punjabi, tra i più grandi artisti punjabi di tutti i tempi.
Harry Nilsson (1) (New York, 15 giugno 1941) cantautore, musicista pop rock statunitense; Without You; “Everybody’s Talking”* (1969; Everybody’s talkin’ at me I don’t hear a word they’re sayin’ Only the echoes of my mind People stoppin’, starin’ I can’t see their faces Only the shadows of their eyes I’m goin’ where the sun keeps shinin’ Through the pourin’ rain Goin’ where the weather suits my clothes Bankin’ off of the northeast winds Sailin’ on summer breeze And skippin’ over the ocean like a stone I’m goin’ where the sun keeps shinin’ Through the pourin’ rain Goin’ where the weather suits my clothes Bankin’ off of the northeast winds Sailin’ on summer breeze And skippin’ over the ocean like a stone Everybody’s talkin’ at me) esprime l’esperienza dell’incomunicabilità attraverso una voce circondata da parole che non riescono a raggiungerla; il protagonista cerca un altrove nel quale ritrovare libertà e quiete. Il passaggio dal rumore collettivo alla dimensione interiore e alla ricerca di un luogo altro costituisce un forte motivo 3.12. * Gotta Get Up; Jump Into the Fire.
Prince (8Pf) (Minneapolis, 7 giugno 1958) (Prince Rogers Nelson) cantautore pop/funk, polistrumentista, produttore statunitense; AA (Purple Rain); Scream of Passion; Let’s Go Crazy. “God” (1984): brano esplicitamente religioso nel quale la ricerca di Dio viene trasformata in esperienza sonora, interrogazione personale e tensione spirituale; “7” (1992): costruisce un immaginario apocalittico e simbolico nel quale confluiscono numerologia, conflitto fra bene e male e trasformazione spirituale; “The Cross” (1987): utilizza il simbolo cristiano della croce come punto di passaggio fra sofferenza, redenzione e trascendenza. ** La dimensione spirituale attraversa inoltre “Purple Rain”, dove la fine del mondo, l’amore e la fede vengono riuniti in una stessa immagine simbolica.
Pritam Chakraborty (3.12/11) noto solo come Pritam (Calcutta, 14 giugno 1971) compositore, musicista indiano.
Bill Robinson (Richmond, 25 maggio 1878) ballerino, attore statunitense; J.Sargent, Bojangles.
Blake Shelton (Ada, 18 giugno 1976) cantante, musicista country, personaggio televisivo statunitense; God Gave Me You*.
Gordon Waller (4SiUp) (Braemar, 4 giugno 1945) cantante, cantautore scozzese; “World Without Love” (1964; Please lock me away And don’t allow the day Here inside where I hide With my loneliness I don’t care what they say I won’t stay In a world without love Birds sing out of tune And rain clouds hide the moon I’m okay, here I’ll stay With my loneliness I don’t care what they say I won’t stay In a world without love So I wait and in a while I will see my true love smile She may come, I know not when When she does I’ll know So baby, until then Lock me away And don’t allow the day Here inside where I hide With my loneliness I don’t care what they say I won’t stay In a world without love So I wait and in a while I will see my true love smile She may come, I know not when When she does I’ll know So baby, until then Lock me away And don’t allow the day Here inside where I hide With my loneliness I don’t care what they say I won’t stay In a world without love I don’t care what they say I won’t stay In a world without love).
Kanye West (Atlanta, 8 giugno 1977) rapper, produttore statunitense; sinestesico; No Church in the wild*. “Jesus Walks” (2004): porta il linguaggio religioso cristiano dentro l’hip-hop, utilizzando la confessione, il conflitto morale e la proclamazione della fede come elementi di comunicazione pubblica; “Ultralight Beam” (2016): costruisce una forma quasi liturgica attraverso gospel, preghiera, rap e invocazione spirituale, trasformando il brano in uno spazio collettivo di esperienza religiosa. ** “No Church in the Wild” resta invece significativo per il versante critico di 3.12: religione, decadenza, potere e assenza di un ordine trascendente vengono messi in tensione attraverso un linguaggio musicale cinematografico.
Sergey Zhukov (Dimitrovgrad, 22 maggio 1976) cantante pop, musicista russo; Oмут.
SPETTACOLO: 3.12 trova nello spettacolo un campo privilegiato per la relazione fra immaginazione, comunicazione, percezione e attraversamento dei confini della realtà ordinaria. Il valore 3 introduce dialogo, scambio, movimento fra soggetti e livelli di esperienza; il valore 12 porta questa dinamica verso l’immaginazione, la dissoluzione dei confini, la dimensione onirica, simbolica e trascendente. Nel cinema, nel teatro e nella televisione ciò favorisce forme nelle quali la narrazione non si limita a rappresentare il mondo, ma ne altera la percezione: realtà parallele, identità instabili, soglie fra vita e morte, memoria, visioni, sogni, esperienze liminali, comunicazione con l’alterità, trasformazioni della coscienza e sovrapposizione di tempi e piani narrativi. Sono particolarmente affini a 3.12 la fantascienza metafisica, il cinema visionario e sperimentale, il fantastico, il surrealismo, il cinema psicologico e simbolico, il realismo magico, il cinema dell’identità e della memoria, le narrazioni di mondi alternativi e le forme televisive seriali capaci di costruire universi complessi. Anche il linguaggio dello spettacolo diventa esso stesso un dispositivo di passaggio: montaggio, musica, fotografia, recitazione, scenografia e struttura narrativa possono mettere in comunicazione livelli differenti dell’esperienza. La componente deteriorе consiste invece nella fuga dalla realtà, nella confusione gratuita dei piani o nell’impiego dell’elemento fantastico come semplice evasione; il valore multidimensionale emerge quando la deformazione della realtà produce una conoscenza ulteriore. Tom Tykwer: ***; Gareth Edwards: ***; Chantal Akerman: **; Josef von Sternberg: **; Caroline Link: *; Richard Benjamin: *; Menahem Golan: *; Jim Loach: *; Dana Wynter: *; Sandrine Bonnaire: *; Paul Dano: *.
Chantal Akerman** (4) (Bruxelles, 6 giugno 1950) regista, sceneggiatrice, artista belga; Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles. News from Home (1976): attraverso le lettere della madre lette dalla regista mentre la macchina da presa attraversa New York, il film mette in relazione due luoghi, due temporalità e due livelli affettivi separati dall’oceano. La voce proveniente da Bruxelles e le immagini della metropoli americana non coincidono mai completamente, creando uno spazio intermedio fra presenza e assenza, appartenenza ed estraneità. È una forma particolarmente pura di comunicazione attraverso la distanza. Les Rendez-vous d’Anna (1978): una regista attraversa diverse città europee incontrando persone che appartengono al suo passato o che cercano inutilmente di raggiungerla; stazioni, alberghi, telefoni e conversazioni costruiscono una geografia della separazione e dell’impossibilità di una comunicazione pienamente compiuta. Je, tu, il, elle (1974): l’isolamento, il viaggio e la relazione amorosa diventano un’indagine sulla costituzione instabile dell’identità e del desiderio.
Alessia Barela (Chieti, 13 giugno 1974) attrice italiana.
Richard Benjamin (4Nr) (New York, 22 maggio 1938) attore, regista statunitense;Westworld (1973): in un parco tematico futuristico gli esseri umani entrano in mondi artificiali popolati da androidi programmati per soddisfare ogni desiderio; quando gli androidi cessano di rispettare la programmazione, il visitatore diventa improvvisamente parte di una realtà che non controlla più. Il film introduce la questione 3.12 della soglia fra realtà e simulazione, fra identità umana e artificiale e fra creatore e creatura. *
Sandrine Bonnaire* (6PUi) (Gannat, 31 maggio 1967) attrice, regista francese; CC (À Nos Amours; Sans toit ni loi); CV (La Cérémonie). Sans toit ni loi (1985; Senza tetto né legge): la morte di una giovane vagabonda viene ricostruita attraverso testimonianze frammentarie di persone che l’hanno incontrata; la protagonista rimane al centro di una pluralità di sguardi senza essere mai completamente posseduta da uno di essi. La struttura polifonica mette in discussione la possibilità di conoscere una persona attraverso una sola narrazione. *
Mike Bongiorno (10Uv) (New York, 26 maggio 1924) conduttore televisivo statunitense-italiano.
Michael Cera (Brampton, 7 giugno 1988) attore, bassista canadese.
Tosca D’Aquino (Napoli, 10 giugno 1966) attrice italiana.
Paul Dano* (Wilton, 19 giugno 1984)attore, regista, sceneggiatore statunitense; Wildlife. Swiss Army Man (2016; Swiss Army Man – Un amico da salvare): un uomo isolato su un’isola deserta trova un cadavere che manifesta capacità apparentemente impossibili e instaura con esso una relazione che dissolve progressivamente il confine fra immaginazione, realtà, bisogno affettivo e sopravvivenza. *
Gareth Edwards*** (Nuneaton, 1º giugno 1975) regista, sceneggiatore, effettista britannico; BA/SA (Monsters). Monsters (2010): una zona del Messico viene isolata dopo la comparsa di forme di vita extraterrestri; un fotografo e una donna attraversano il territorio cercando di raggiungere il confine. Gli esseri alieni, inizialmente presentati come minaccia, vengono progressivamente percepiti come forme di vita dotate di comportamenti e modalità comunicative proprie. Nel finale, due creature comunicano attraverso impulsi luminosi, mentre i protagonisti osservano un fenomeno che mette in crisi la distinzione fra mostro e persona, umano e altro. Rogue One: A Star Wars Story (2016): la missione per sottrarre i piani della Morte Nera conduce a una dimensione di sacrificio collettivo nella quale la morte dei protagonisti diventa condizione della trasmissione di un messaggio e della sopravvivenza della speranza. Edwards ha esplicitamente sottolineato il carattere non consolatorio del sacrificio e il ruolo della speranza come esito della perdita. The Creator (2023): in una guerra fra esseri umani e intelligenze artificiali, un agente viene incaricato di distruggere un’arma capace di determinare l’esito del conflitto, scoprendo però che ciò che deve distruggere assume la forma di una bambina artificiale. La distinzione fra umano e non umano, coscienza e simulazione, creatura e creatore viene progressivamente destabilizzata. Edwards concepisce il film come una fantascienza centrata sull’intelligenza artificiale e sui rapporti fra umanità e forme di vita artificiali. ***
Rupert Everett (7) (Norwich, 29 maggio 1959) attore britannico.
Joseph Fiennes (9) (Salisbury, 27 maggio 1970) attore britannico; Shakespeare in Love.
Elisabetta Gardini (12) (Padova, 3 giugno 1956) attrice italiana.
Menahem Golan* (Tiberiade, 31 maggio 1929)regista, produttore israeliano; An (Operation Thunderbolt); The Magician of Lublin (1979; Il mago di Lublino): adattamento del romanzo di Isaac Bashevis Singer, segue un illusionista ebreo polacco la cui vita è divisa fra spettacolo, desiderio, trasgressione e ricerca di una dimensione spirituale. Il rapporto fra illusione scenica, identità e ricerca di redenzione rende il film significativo per il tema 3.12 della realtà come costruzione e del passaggio dall’apparenza a una verità più profonda.
Moe Howard (3.12/11) (Brooklyn, 19 giugno 1897) attore, comico statunitense (The Three Stooges); J. Frawley, The Three Stooges.
Sally Kellerman (4PiSf) (Long Beach, 2 giugno 1937) attrice cinematografica statunitense; An (MASH).
Michèle Laroque (12) (Nizza, 15 giugno 1960) attrice, cantante francese.
Juliette Lewis (3Sip) (Los Angeles, 21 giugno 1973) cantante, attrice statunitense; An (Cape Fear).
Caroline Link* (Sv) (Bad Nauheim, 2 giugno 1964) regista, sceneggiatrice tedesca; An Jenseits der Stille (1996; Al di là del silenzio): una ragazza cresciuta da genitori sordi scopre progressivamente nel linguaggio musicale uno spazio di comunicazione che non coincide con quello dei genitori. Il film mette quindi in rapporto linguaggio parlato, lingua dei segni, musica e percezione, trasformando la differenza sensoriale in una questione di accesso a mondi comunicativi differenti. Nirgendwo in Afrika (2001; Nowhere in Africa): una famiglia ebrea tedesca costretta all’esilio in Kenya attraversa una radicale trasformazione culturale; la distanza geografica diventa anche distanza dalla propria identità precedente e possibilità di entrare in rapporto con un’altra cultura. Il film costruisce così un passaggio fra mondi, appartenenze e forme differenti di percezione della realtà. Im Winter ein Jahr (2008; A Year Ago in Winter): un pittore incaricato di realizzare il ritratto di un giovane morto suicida deve confrontarsi con la sorella del ragazzo e con ciò che l’immagine può rivelare di una persona assente. La pittura diventa strumento di accesso alla memoria e all’identità di qualcuno che non può più parlare. *
Jim Loach* (Londra, 6 giugno 1969) regista britannico; Oranges and Sunshine (2010) una assistente sociale scopre che migliaia di bambini britannici furono trasferiti in Australia e avvia un lungo processo di ricostruzione delle loro storie e di ricongiungimento con le famiglie. Il film trasforma la memoria in strumento di comunicazione fra persone separate per decenni e fra identità frammentate dalla storia. *
Virginia McKenna (Marylebone, 7 giugno 1931) attrice, naturalista, attivista per i diritti degli animali britannica. BA: A Town Like Alice.
Menno Meyjes (Eindhoven, 26 maggio 1954) regista, sceneggiatore olandese-statunitense; Martian Child.
John C. Reilly (Sv) (Chicago, 24 maggio 1965) attore statunitense; An (Chicago).
Judge Reinhold (7NiUf) (Wilmington, 21 maggio 1957) attore, regista, sceneggiatore, produttore statunitense.
Josef von Sternberg** (NPp) (Vienna, 29 maggio 1894) regista, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, scenografo, produttore austriaco-statunitense; An (Morocco; Shanghai Express). The Scarlet Empress (1934; L’imperatrice Caterina): la storia di Caterina la Grande viene trasformata in un universo barocco, visionario e quasi fiabesco nel quale realtà storica, leggenda, desiderio e simbolismo si sovrappongono. La scenografia e la fotografia diventano un linguaggio autonomo, capace di creare un mondo mentale più che una semplice ricostruzione storica. The Shanghai Gesture (1941): ambienti notturni, identità nascoste, memoria e rivelazioni costruiscono un universo teatrale nel quale il passato dei personaggi ritorna progressivamente alla superficie. **
Tom Tykwer*** (3.12/11) (Wuppertal, 23 maggio 1965) regista, sceneggiatore, compositore, produttore tedesco; Lola rennt. Der Krieger und die Kaiserin (2000; La principessa e il guerriero): un’infermiera di un ospedale psichiatrico sopravvive a un incidente quasi mortale e sviluppa un legame con un ex soldato tormentato; l’incontro sembra assumere la funzione di una relazione determinata da eventi casuali ma anche da una forma di destino. La soglia fra vita e morte dell’incipit e il successivo intreccio fra i due protagonisti costituiscono una struttura fortemente 3.12. Heaven (2002): una donna accusata di terrorismo e un giovane carabiniere fuggono insieme dopo un errore giudiziario; il film, derivato da una sceneggiatura di Krzysztof Kieślowski destinata alla progettata trilogia Paradiso, Purgatorio e Inferno, trasforma la fuga in un progressivo passaggio verso uno spazio quasi sospeso dalla realtà ordinaria. Perfume: The Story of a Murderer (2006; Profumo – Storia di un assassino): Jean-Baptiste Grenouille possiede un olfatto eccezionale che gli permette di percepire il mondo attraverso una dimensione sensoriale inaccessibile agli altri; ossessionato dall’idea di conservare l’essenza delle persone attraverso il profumo, trasforma la percezione in potere e la ricerca dell’essenza in una degenerazione omicida. Cloud Atlas (2012; Cloud Atlas): sei storie collocate in epoche differenti vengono montate simultaneamente e collegate attraverso personaggi, simboli, oggetti, musica e attori che ricompaiono in ruoli diversi. La struttura crea una rete fra passato, presente e futuro e rende la continuità dell’esperienza umana più importante della separazione cronologica. Sense8 (2015–2018; Sense8): otto persone distribuite in diverse parti del mondo scoprono di poter condividere percezioni, emozioni, ricordi e capacità, fino a intervenire concretamente nelle esperienze reciproche. La distanza geografica viene annullata da una forma di connessione psichica transpersonale. Babylon Berlin (dal 2017): la Berlino della Repubblica di Weimar viene costruita come un organismo collettivo attraversato da trauma storico, desiderio, politica, criminalità, memoria e trasformazione sociale. ***
Alida Valli (3Nr) (Pola, 31 maggio 1921) attrice italiana; DD (La caduta degli angeli); NA (Eugenia Grandet).
Dana Wynter* (Berlino, 8 giugno 1931) attrice statunitense; Invasion of the Body Snatchers (1956; L’invasione degli ultracorpi): un medico scopre che gli abitanti della sua città vengono progressivamente sostituiti da duplicati privi di emozioni. Il tema centrale diventa la sostituzione dell’identità e l’impossibilità di stabilire se la persona che abbiamo davanti sia ancora quella che conosciamo. Il film intreccia fantascienza, horror e paranoia attraverso la crisi della percezione del reale. *
POLITICA E ECONOMIA: 3.12 esprime nella politica e nell’economia una modalità fondata sulla comunicazione, sulla mediazione, sulla circolazione delle informazioni e sulla capacità di mettere in relazione realtà differenti senza ridurle necessariamente a un unico modello. Gemelli introduce il linguaggio, lo scambio, la negoziazione, la rete di rapporti e la mobilità delle idee; Pesci amplia questi elementi attraverso sensibilità collettiva, immaginazione, percezione delle interdipendenze e attenzione alle realtà marginali o invisibili. Sul piano politico, 3.12 favorisce forme di diplomazia, dialogo, cooperazione, mediazione e costruzione di ponti tra gruppi, culture e interessi differenti. Sul piano economico può manifestarsi attraverso reti, interconnessioni, scambio di informazioni, economie della conoscenza, servizi immateriali e modelli nei quali il valore dipende dalla capacità di mettere in relazione persone, risorse e sistemi differenti. Il lato deterioriore emerge quando la comunicazione diventa manipolazione, propaganda, ambiguità, disinformazione o proliferazione incontrollata di informazioni, mentre la componente Pesci può favorire confusione, dispersione dei confini e difficoltà nel distinguere percezione, desiderio e realtà. 3.12 tende quindi a trasformare la politica e l’economia in campi di intermediazione tra livelli differenti della realtà, con particolare rilievo per il linguaggio, la rete, il dialogo e la capacità di percepire ciò che normalmente rimane ai margini del sistema.
Jose Gervasio Artigas (Montevideo, 19 giugno 1764) eroe nazionale uruguaiano.
Alberto Falck (7Pf) (Mandello del Lario, 19 giugno 1938) industriale italiano.
Wild Bill Hickok (5)(Troy Grove, 27 maggio 1837) pistolero statunitense; W.Hill, Wild Bill.
Lech Kaczynski (2Up) (Varsavia, 18 giugno 1949) avvocato politico, presidente polacco.
Ban Ki-moon (Sp) (Haengchi, 13 giugno 1944) politico sudcoreano; 8° segretario generale delle Nazioni Unite.
Luigi Loperfido vedi Arte.
SCIENZA: 3.12 applicato alla scienza privilegia la ricerca interdisciplinare, la circolazione delle informazioni, la traduzione fra linguaggi specialistici e la connessione fra domini apparentemente separati. Gemelli rappresenta l’osservazione, la raccolta e trasmissione dei dati, la formulazione di ipotesi e la mobilità intellettuale; Pesci introduce l’intuizione, l’immaginazione, la percezione di sistemi complessi e la ricerca di connessioni non immediatamente visibili. Ne deriva una scienza particolarmente affine ai campi nei quali l’informazione attraversa livelli diversi, come le neuroscienze, la teoria dei sistemi, la fisica della materia e dei campi, la cibernetica, la biologia delle reti, la cosmologia e le discipline interdisciplinari. Il rischio è rappresentato dalla confusione fra intuizione e dimostrazione, fra analogia e prova, oppure dalla sovrabbondanza di informazioni non adeguatamente discriminate. Il valore più elevato di 3.12 consiste invece nella capacità di utilizzare l’immaginazione come strumento euristico senza perdere il rigore del linguaggio scientifico, costruendo ponti fra osservazione, modello, informazione e comprensione di sistemi complessi.
John Bardeen (3) (Madison, 23 maggio 1908) fisico statunitense, NP, unitariano.
Heinrich Otto Wieland (9Sv) (Pforzheim, 4 giugno 1877) chimico tedesco, NC.
Sigillo: una forma a “V” serif con una stella a cinque punte in basso. La visione mostra due mani che aprono una tenda, svelando un palco in cui un mimo e un mago di nome Ratusel si esibiscono, illuminati da una luce soffusa, di fronte a un pubblico stupito. Al termine i due protagonisti si ritirano nelle loro stanzs. Ratusel parla con un cristallo che tiene tra le mani, poi entra nel cristallo. Il cristallo è il luogo in cui vive il mago. Il cristallo è un enorme universo. Il mago scompare e ciò che rimane è solo il cristallo.
Riferimento epico: 3.12 corrisponde al Principato di Ratudoyur Rohim delle CTP, che comprende un ampio arcipelago di dodici isole primarie. Questa è la terra originale di Ratuselm, popolare eroe mutaforma operativo in tante dimensioni, e il primo Handoriano che riuscì a transitare sulla Terra, riuscendo anche a uscirne. In tutta la sua carriera, quello fu l’unico luogo in cui il suo potere di mutazione venne meno, per cui rimase paralizzato per secoli sia nella forma che nel movimento. Questa è la cosa più terribile che possa accadere a un Tudoriano. La Terra ha la reputazione di essere il pianeta in cui è quasi inevitabile rimanere bloccati, e fu molto coraggioso da parte di Ratuselm trascorrervi del tempo. La capitale è il magnifico centro di Port Ratuselm, uno dei luoghi più paradisiaci del Sistema, così come la maggior parte delle isole del principato. Port Ratuselm ha un triplo stato di capitale trinitaria, nazionale e, nell’ultima era, anche statale (per la presenza dello Scudo di Tudor).
Le contee di Ratudoyur Rohim
| Code | Trinity | HeadCity | Squares |
| 3.12.1 | Pratusel Perm | Pratusel Palm | Port Caspicum, Columbarium, P.Beam, Cone of Primal Scream, Port Cardamom |
| 3.12.2 | Cone Conundrum | Cone Penisperm | Path Conundrum, |
| 3.12.3 | Pum | Pum | CCZ, Com, Pam |
| 3.12.4 | Chum | Chum | Prem (amore), Poem, Crim, Piaz, Outz, Phez, Culm, Clam, Pascal de Blaisem, Calm, Plum, Palm |
| 3.12.5 | Charm | Prism | Punam (luna piena), Psalm, Cepaz, Cream |
| 3.12.6 | Phenom | Phenom | Prisma, Purnam (completo), Peplum, Perluz, Cerlum, Podium, Passum, Custom |
| 3.12.7 | Chrisom | Cambium | Chintam (contemplazione), Paigam (messaggio), Parinam (conclusione), Punitam (purezza), Cranium, Comform, Punctum, Charoum, Pizzelm, Confirm |
| 3.12.8 | Coliseum | Coliseum | Pavitram (sacro), Pragitam (canto), Prasadam (dono), Priyatam (il più amato), Chiefdom, Pendulum, Port Pam, Conidium, Perineum, Corundum, Proclaim, Passing of the Dream |
| 3.12.9 | Prinsboom | Prinsboom | Paraprem (amore dell’aldilà), Prabodham (saggezza), Proveboom, Capitulum, Presidium, Palladium |
| 3.12.10 | Protobloem | Primordium | Prashantam (totalmente silenzioso), Consortium, Poillinium, Protoportam, Curriculum, Compendium, Psalterium |
| 3.12.11 | Prins Rohim | Prins Rohim | Purushottam (superumano), Pericardium, Condominium, Candelabrium, Planetarium |
| 3.12.12 | Pratuseldolm | Port Ratuselm 1 | Prinstaratusem, Palmarashram, Pahekabalsam, Plum Phantom, Port Program, Poky Pinetum, Pseudorandom |
| 3.12.0 | Port Ratuselm | Port Ratuselm 2 | |
| 0.3 | Port Ratuselm 3 |
Unità territoriale provvisoria:
REGIONE D3-12 – PAESI BASSI
Olanda Settentrionale, Flevoland, Utrecht
D3-12: PAESI BASSI, OLANDA SETTENTRIONALE: Amsterdam (8), Beemster, Bussum, Diemen, Edam-Volendam, Hilversum, Huizen, Landsmeer, Laren, Naarden, Oostzan, Purmerend, Schermer, Waterland, Weesp, Wijdenmeren, Wormerland, Zeevang (7), Amstelland: Amstelveen, Anna Paulowna, Bergen, Castricum, Den Helder, Heemskerk, Helloo, Nes aan de Amstel, Ouder-Amstel, Ouderkerk aan de Amstel, Uithoorn, Uitgeest, Wieringermeer, Wieringeen, Zijpe (9), Ovest; Friesland: Alkmaar, Andijk, Drechterland, Enkhuizen, Harenkarspel, Heerhugowaard, Hoorn, Koggenland, Langedijk, Medemblik, Niedorp, Opmeer, Schagen, Stede Broec, Wervershoof (10), Harlem, Haarlemmermeer, Heemstede, Bloemendaal, Zandvoort (11), Texel (12). FLEVOLAND: Lelystad, Almere, Dronten, Zeewolde (2), Noordoostpolder, Urk (1). UTRECHT: Utrecht, Ijsselstein, Lopik, Montfort, Nieuwegein, Oudewater, Vianen, Woerden, Bunnik, Houten, Wijk (3), Amersfoort, Baarn, Bunsch, Eemnes, Leusden, Rhenen, Rensw, Soest, Utrechtse Heuvelrug, Veenendaal, Woudenberg, Zeist (5), Abcoude, Breukelen, De Ronde Venen, Loenen, Woerden (6).