4.7 (Cancro/Bilancia)
Per l’opera completa clicca qui.
Per una guida alla consultazione dell’opera clicca qui.
Aspetto: quadratura. Elementi: acqua/aria. Fase: primo quarto. Gradi: 7½ -10° Cancro. Numero: 43. Qualità: cardinale/cardinale. Spirito: Quiu Ataherah. PTU: Spagna: Valencia, Murcia
Pregi: compassione, grazia, bellezza, armonia, giustizia, gentilezza, intimità, recupero dell’anima. Rancori: difensività, perfezionismo, sfiducia, mancanza di fiducia.
Mansione lunare: 8, ك Kâf (k), Al Nathra, The Gap or Crib, 0° Cancer, The Footstool, The Grateful. Nome di Dio: 43 الكريم al-Karīm, Il generoso. UCIM: 179-181
Nel sistema astrologico binario Sole in Cancro (4) e Luna in Bilancia (7) costituiscono il Binario 4.7, o Numero binario 43. Questo binario mescola emotività e distacco, introversione ed estroversione, intimità e socialità. 4.7 fornisce la capacità di impegnarsi nei rapporti con passione e responsabilità, specialmente quando servono una funzione nutriente e curativa, con implicazioni che si espandono oltre la realtà quotidiana.
Cancro e Bilancia hanno un aspetto di quadratura (90°). Sono entrambi segni cardinali, che reggono l’intraprendenza e la forza iniziale della direzione, la stagione e l’elemento che rappresentano, rispettivamente Sud e Ovest, Estate e Autunno, Acqua e Aria. Condividono una reciproca energia iniziatica e la capacità di attivare cambiamenti, aprendo la strada a nuovi corsi di azioni, sebbene la loro enfasi funzioni in modo diverso. Il Cancro mette in moto tempi di estremi e di intensificazioni, quando l’energia è finalizzata al raggiungimento del culmine, mentre la Bilancia promuove l’equilibrio e l’integrazione, sebbene crei anche il contesto per cambiamenti improvvisi.
Quando la Luna forma una quadratura o un angolo di 90° verso il Sole, inizia il primo quarto. In questa fase attiva, la Luna si muove fuori dall’orbita della Terra verso quella di Marte. È il momento giusto per agire, prendere iniziativa, fare un passo avanti, fare ciò che è giusto e farlo. Qui abbiamo la possibilità di scegliere se essere i protagonisti creativi della nostra vita o le vittime passive degli eventi.
Si tratta di mettersi al lavoro, mettere in pratica le idee, stimolare l’energia, non pensare o vedere. La domanda è: “Cosa faccio adesso per mettere in moto il mio intento?” La chiave qui non è indulgere alla risposta, e semplicemente farlo.
Cancro e Bilancia, due segni doppi, rispettivamente di acqua e aria, mettono in primo piano la coniugazione tra la sfera emotiva e mentale, tra emozioni e sentimenti. Laddove non possiamo fare a meno di provare forti emozioni, quel che conta per l’anima è il sentimento, ossia la valutazione dell’emozione, il significato che gli attribuiamo. In effetti emozioni come rabbia, paura, disgusto, tristezza, anche quando sono presenti in maniera molto forte, non sono mai negative, ma neutrali. Tutto dipende dal modo in cui le valutiamo, che può determinare sentimenti negativi o positivi, come odio, vendetta, gelosia, disprezzo, invidia, amarezza, risentimento o al contrario amore, perdono, accettazione, compassione, gratitudine. Scopo dell’anima è consentire alle emozioni di ritornare alla loro neutralità, così che possiamo essere coscienti del processo mentale che attribuisce loro un giudizio e discriminare tra le valutazioni dell’ego e quelle dello spirito. L’ego fa di tutto per imporre giudizi fondati sulla separazione e il conflitto, per cui qualcosa di negativo diventa giustificabile in ragione di una motivazione positiva: guerra per pace, gelosia per amore.
Alcune citazioni singolari del maestro spirituale Peter Deunov a riguardo: “Che razza di amore è permeato dalla gelosia? Sei geloso perché non sei consapevole che tutto è dentro di te”; “Che cosa indica la gelosia? La gelosia è amore che si manifesta nel mondo fisico. Se sei geloso significa che hai un debito da pagare; se qualcuno è geloso di te, ha un debito da pagare a te”; “Se insegui la felicità, sei una persona ordinaria. Se è invece la felicità a inseguirti, sei una persona straordinaria. Non rincorrere la felicità, lascia che ti rincorra lei”; “In natura esiste una Legge: fintanto che non avete pianto, non potete crescere. O siete voi che dovete piangere o qualcuno lo dovrà fare per voi. Se piangete per qualcuno, lo aiutate. Le persone pensano che piangere sia una debolezza, ma non lo è. Non esiste un singolo essere che non abbia mai pianto”.
4.7 stimola enormemente l’eccitante rete intrecciata dei tre elementi classici delle relazioni amorose: orizzontale, verticale e multidimensionale. L’orizzontale si riferisce a un partner esterno, cioè un essere umano che vive attualmente sulla Terra, qualcuno che puoi avere una relazione. Il verticale è un interlocutore interiore, cioè una sorta di anima o animus in termini junghiani, o un partner spirituale con cui sei in relazione in un’altra realtà, anche se forse non ne sei consapevole. Un partner verticale può anche assumere la forma di un essere umano con il quale hai avuto una relazione in passato, o con il quale avresti voluto avere una relazione, purché fosse qualcuno che non riesci a vedere perché è morto o lontano. Può anche essere qualcuno con cui avrai una relazione in futuro.
Un partner multidimensionale corrisponde al terzo stadio e comprende sia il partner interiore verticale che esterno-orizzontale, con la funzione di sanare la separazione tra i due e promuovere la riconciliazione umana con altre dimensioni. Ora, questa cosa del partner multidimensionale è indubbiamente piuttosto accattivante, perché la maggior parte della gente vorrebbe averne uno. A questo proposito, la buona notizia è che, che ci crediate o no, ne abbiamo tutti uno. Quindi, l’invito è di rilassarsi, scoprire dove si trova e cosa ti impedisce di riconoscerlo pienamente. Questo è un argomento che avrebbe bisogno di ulteriori chiarimenti, che ovviamente non sto dando.
I seguenti sono alcuni suggerimenti rudimentali e provvisori se miri a manifestare una relazione multidimensionale. Prima di tutto, concentrati sulla tua intenzione e collegala alla funzione. Questo significa essere impeccabilmente disponibili ad arrendersi alla tua Guida e all’identità multidimensionale di base. Consenti alla Guida di svelare il tuo vero scopo nella vita. Scopri chi sei nello scenario più ampio della vita. Aderire completamente a questa visione, allineandola regolarmente con viaggi sciamanici, meditazioni, rituali di base e altre pratiche energetiche. Fatelo prima anche considerando l’idea di essere in una relazione con qualcuno. In secondo luogo, chiedi fermamente alla tua Guida e all’identità multidimensionale di base per una connessione con un essere umano amorevole, con il quale puoi relazionarti in accordo con il massimo design possibile, per un beneficio reciproco che coinvolga sia te che lui-lei, i tuoi rispettivi antenati e successori.
Assicurati inoltre di chiarire ciò che desideri sinceramente in questa relazione. Spiega chiaramente che sei aperto a questa esperienza e sostenila con pratiche regolari, sempre in linea con il tuo Intento collegato alla Funzione. Benvenuto, onore e relazione, questo essere prima di lei … entra nella tua vita. Ciò significa che inizi a stabilire un rapporto con questo essere prima del tuo primo incontro con lui-lei. Nel frattempo, prendi cura di tutte le persone con cui ti relazioni, anche se sei sicuro di non essere il tuo partner orizzontale promesso. Tieni presente che questo partner è attratto dalla quantità di amore e passione che esprimi nella tua vita in questo momento e prima di incontrarlo davvero. Ricorda anche che, in effetti, questo partner è sempre stato con te, ed è davvero con te in questo momento. Quindi, ogni momento della tua vita, chiunque tu sia con te, è un’opportunità per comunicare con lui-lei. Una volta che lo incontrerai, onoralo, lei all’inizio della tua relazione, sia da solo che insieme a lei. Continua anche nel caso tu separi. Rilascia gradualmente tutti i condizionamenti su come dovrebbe essere o diventare la relazione. Apri al suo sviluppo trasparente e spontaneo. Ricevi il dono e il vero scopo di questa relazione nel più ampio contesto multidimensionale della tua Funzione.
Una caratteristica distintiva del binario 4.7 consiste nella capacità di trasformare l’esperienza emotiva in relazione consapevole. La sensibilità del Cancro non rimane confinata nella sfera privata, ma cerca naturalmente un punto d’incontro con l’altro attraverso il dialogo, la cooperazione e la ricerca di equilibrio propria della Bilancia. Le emozioni diventano così occasione di confronto e crescita reciproca, favorendo la comprensione dei diversi punti di vista senza rinunciare all’autenticità del proprio sentire. Da questa integrazione nasce una naturale predisposizione alla mediazione, alla diplomazia e alla costruzione di rapporti fondati sul rispetto, sulla correttezza e sulla fiducia reciproca. In questo binario emerge inoltre un marcato senso della giustizia. L’ingiustizia, sia personale sia collettiva, viene percepita con particolare intensità e suscita il desiderio di ristabilire armonia e proporzione. Quando questa qualità rimane collegata al cuore, favorisce equità, imparzialità e capacità conciliativa; quando invece si separa dall’ascolto profondo può trasformarsi in suscettibilità, bisogno di approvazione, indecisione o continua ricerca della soluzione perfetta. Un altro elemento ricorrente consiste nella necessità di integrare cuore e mente. L’intuizione emotiva del Cancro e la riflessione relazionale della Bilancia rappresentano due forme complementari di conoscenza che raggiungono la loro piena efficacia soltanto quando collaborano. Se procedono separatamente, possono generare conflitto interiore, dispersione di energie o difficoltà nel tradurre ciò che si sente in relazioni autentiche e costruttive. Quando invece operano in sintonia, il binario sviluppa una notevole capacità di creare ambienti armoniosi, favorire il dialogo, comprendere le dinamiche umane e mettere le proprie qualità al servizio della crescita comune.
Forse, senza cercarlo e senza ragionarci sopra, potrebbe tornarti alla memoria un momento in cui è accaduto qualcosa di totalmente incredibile, di cui non sapresti dire con certezza se ne eri protagonista o solo testimone. Quel che appare invece chiaro è che, nonostante lo stupore suscitato dall’evento, quanto è accaduto ti è sembrato assolutamente naturale. Ossia, proprio come se avesse risvegliato una memoria assopita, portandoti inoltre all’immediata consapevolezza che quella stessa esperienza si era verificata molte altre volte.
In quell’episodio tutto sembrava svolgersi in una condizione di sospensione la cui durata non poteva essere quantificata. Da un lato pareva trattarsi di un solo istante, dall’altro di un tempo interminabile. Entrambe le percezioni erano simultaneamente vere.
Poi è avvenuto qualcosa di assai sottile, ma decisivo. Nel momento in cui hai ricondotto la tua esperienza al tempo e al luogo preciso in cui ti trovavi, essa ha iniziato lentamente a ritirarsi.
Non si è interrotta di colpo, né è svanita bruscamente; è accaduto piuttosto come in una dissolvenza incrociata, per cui ciò che fino a poco prima appariva limpido, evidente e straordinariamente reale ha progressivamente perduto consistenza, rarefacendosi sempre di più fino a trasformarsi in una traccia sottile, in una scia appena percepibile destinata anch’essa a dissolversi.
E infine tutto è tornato come prima.
Ma la tua vita non lo potrà essere più, come prima. Questo perché hai scoperto che esiste un altro prima.
Qualunque tentativo di commentare lo scritto precedente di Franco Santoro, o qualunque altro suo testo, incontra una difficoltà preliminare. Questi testi non sembrano infatti costruiti per trasmettere un significato univoco né per condurre a una conclusione definitiva. La loro natura appare esplicitamente multidimensionale, per cui ogni interpretazione rappresenta soltanto una possibilità tra molte altre. Le osservazioni che seguono non intendono quindi spiegare il testo né ricostruire le intenzioni dell’autore. Costituiscono semplicemente un esercizio di lettura volto a evidenziare alcune prospettive che il lettore potrebbe considerare insieme alle proprie. Inoltre, nei test di FS, esistono sempre altri interlocutori, più o meno occulti, il più delle volte così scontati da ritenerne trito il riferimento o, forse più propriamente, omessi intenzionalmente onde non causare smarrimento o fraintendimento nel lettore Una delle caratteristiche più evidenti del brano è la progressiva scomparsa dell’autore. Il testo non racconta un’esperienza personale, non propone una testimonianza e non chiede di credere a ciò che viene affermato. Fin dalle prime righe l’attenzione viene spostata sul lettore. L’ipotesi implicita è che l’esperienza descritta appartenga già a lui. L’autore non si presenta come qualcuno che possiede una verità da trasmettere, ma come qualcuno che suggerisce la possibilità di un riconoscimento. Da questo punto di vista assume particolare rilievo la prima e l’ultima parola del testo: “forse”. L’intero brano è racchiuso tra due forse. A una lettura superficiale potrebbero sembrare espressioni di dubbio o incertezza. Un’altra possibilità è che si tratti invece di una scelta deliberata. L’autore rinuncia sistematicamente a imporre una conclusione, pur alternando il forse a formulazioni di grande sicurezza. Nel testo convivono infatti affermazioni molto nette e aperture continue. Questa oscillazione produce un effetto particolare: il lettore viene accompagnato fino alla soglia di un’esperienza senza essere obbligato ad adottarne alcuna interpretazione. Si potrebbe osservare che il “forse” non svolge qui una funzione epistemologica, ma etica. Non indica necessariamente che l’autore dubiti di ciò che descrive. Potrebbe indicare piuttosto la volontà di non invadere lo spazio interiore del lettore. In questo senso il testo sembra adottare una forma di non-violenza interpretativa. Invece di sostituirsi all’esperienza altrui, lascia aperta la possibilità che ciascuno riconosca qualcosa di proprio. Da questa prospettiva il significato del brano non coincide interamente con ciò che vi è scritto. Esso continua nel lavoro immaginativo che può nascere dopo la lettura. Il testo non sembra progettato per concludersi con l’ultima frase, ma per proseguire nella memoria, nelle associazioni e nelle intuizioni del lettore. La sua funzione non è trasmettere un contenuto determinato, bensì favorire l’emergere di contenuti ulteriori. Una possibile lettura consiste quindi nel considerare questo scritto come una sorta di portale narrativo. Non nel senso che conduca verso una particolare dottrina o visione del mondo, ma perché utilizza parole, immagini e ricordi come punti di accesso a qualcosa che eccede il testo stesso. Se questa interpretazione è corretta, il suo successo non dipende dalla comprensione intellettuale del brano, bensì dalla capacità di attivare nel lettore un processo autonomo e imprevedibile. Naturalmente questa è soltanto una delle molte letture possibili.
Temi base 4.7:
[1] Relazione come nutrimento: costruire rapporti che favoriscono crescita, fiducia e sostegno reciproco; unificante: cooperazione, ascolto, reciprocità; separante: dipendenza, isolamento, ricerca di approvazione.
[2] Traduzione dell’emozione in relazione: trasformare il sentire in dialogo, incontro e comprensione; unificante: comunicazione autentica, empatia, condivisione; separante: suscettibilità, chiusura, incomprensione.
[3] Giustizia ed equilibrio: ricercare correttezza, armonia e proporzione nelle relazioni; unificante: equità, mediazione, imparzialità; separante: giudizio, recriminazione, conflitto.
[4] Integrazione di cuore e mente: armonizzare esperienza emotiva e discernimento relazionale; unificante: coerenza, lucidità, collaborazione delle polarità; separante: conflitto interiore, indecisione, oscillazione.
[5] Dialogo come crescita: utilizzare confronto e scambio per ampliare la consapevolezza; unificante: apertura, ascolto, apprendimento reciproco; separante: polemica, difensività, autoreferenzialità.
[6] Campo relazionale condiviso: percepire e armonizzare le dinamiche che emergono negli spazi comuni; unificante: partecipazione, diplomazia, inclusione; separante: ipersensibilità, adattamento eccessivo, conformismo.
[7] Bellezza e armonia vissute: esprimere ordine, eleganza e proporzione come qualità della relazione; unificante: armonizzazione, creatività, ispirazione; separante: estetismo, perfezionismo, apparenza.
[8] Cooperazione creativa: unire capacità differenti in una realizzazione comune; unificante: sinergia, complementarità, servizio condiviso; separante: competizione, confronto sterile, dispersione.
[9] Equilibrio tra interiorità e incontro: custodire il proprio spazio interiore senza rinunciare alla relazione; unificante: fiducia, autenticità, presenza; separante: chiusura difensiva, esposizione indiscriminata, ambivalenza.
Provisional Multidimensional Framework (PMF): La PMF è un impianto strategico sviluppato da Franco Santoro, storicamente noto come Astrosciamanesimo. Non si fonda su dottrine o verità definitive, ma costituisce una griglia operativa che organizza corrispondenze tra diversi livelli di esperienza come supporto all’esplorazione e al discernimento. Per ragioni di sintesi, questo testo privilegia una prospettiva orientata verso la multidimensionalità e l’unità, senza attribuire a tali prospettive un valore assoluto o superiore rispetto a polarità complementari. Le prospettive illustrate nelle sezioni successive non sono considerate alternative o subordinate a questo sistema, ma ulteriori griglie di riferimento applicate al medesimo campo di esperienza.
Nel Sistema Binario, il Binario 4.7 rappresenta una delle 144 matrici fondamentali attraverso cui il rapporto tra il Settore 4 e il Settore 7 viene impiegato come strumento di esplorazione e trasformazione della coscienza. Esso individua un particolare campo operativo nel quale gli obiettivi più autentici che una persona riconosce come propri (Intento) possono progressivamente riallinearsi con la finalità più profonda della sua esistenza, orientata al superamento della separazione e al recupero dell’unità (Funzione). Questo processo favorisce il riconoscimento della propria identità più ampia e originaria (Identità Multidimensionale Centrale – IMC), che trascende l’identificazione esclusiva con la personalità, la storia individuale e il corpo fisico.
Nel Binario 4.7 il Settore 4 richiama costantemente il bisogno di appartenenza, protezione, nutrimento e continuità, mentre il Settore 7 introduce il confronto con l’altro, la reciprocità, la cooperazione e la ricerca dell’equilibrio. La loro interazione rivela come molte relazioni della vita ordinaria possano diventare il luogo in cui emergono le principali esperienze di separazione. Quando la coscienza si identifica esclusivamente con la realtà ordinaria e consensuale (realtà omologata), tende infatti a cercare sicurezza, armonia e riconoscimento nelle circostanze esterne, attribuendo alle persone e agli eventi il potere di confermare o negare il proprio valore. In questa prospettiva il bisogno di appartenenza rischia di trasformarsi in dipendenza, mentre la ricerca dell’equilibrio diviene un continuo tentativo di controllare ciò che, per sua natura, rimane mutevole.
La prospettiva astrosciamanica considera tuttavia questa esperienza non come un errore da eliminare, bensì come il punto di partenza del lavoro. Ciò che nella realtà ordinaria appare come conflitto o contraddizione può essere riconosciuto come manifestazione di parti della coscienza che attendono di essere ascoltate, integrate e ricondotte al Centro. Gli obiettivi immediatamente percepiti dalla personalità (Intento) non coincidono necessariamente con la finalità più ampia del percorso (Funzione); talvolta sembrano perfino entrare in conflitto con essa. Proprio attraverso tale apparente contrasto il Binario 4.7 invita a distinguere ciò che procura una soddisfazione temporanea da ciò che favorisce realmente il recupero dell’unità, trasformando ogni relazione in un’occasione di conoscenza, perdono e riconciliazione.
Questo processo trova il suo spazio privilegiato nella dimensione rituale, simbolica e teatrale dell’esperienza (realtà ieratica), dove le dinamiche della vita possono essere rappresentate consapevolmente senza identificarsi con il ruolo interpretato e senza trasferirne automaticamente gli effetti nella realtà ordinaria. Ciò permette di dare espressione a emozioni, desideri, paure e conflitti, riconoscendone il valore simbolico e aprendoli progressivamente alla loro trasformazione. Attraverso questa pratica diventa possibile costruire un ponte con la dimensione interiore, immaginativa e multidimensionale (realtà superna), nella quale ogni frammentazione è già ricompresa nell’unità del Centro e ogni relazione rivela la sua natura di strumento per il recupero dell’interezza.
Da questa prospettiva il Binario 4.7 non conduce semplicemente verso relazioni più armoniose, ma verso una comprensione radicalmente diversa del loro significato. Ogni incontro diventa un richiamo al Centro, ogni tensione un’opportunità di riconoscere ciò che è ancora vissuto come separato e ogni esperienza un invito a riallineare gli obiettivi immediati della vita con quella finalità più profonda che l’astrosciamanesimo chiama Funzione. In questo modo il rapporto tra i Settori 4 e 7 cessa di essere soltanto una dinamica relazionale e diviene uno dei percorsi attraverso cui la coscienza ricorda progressivamente la propria natura multidimensionale e la sua originaria unità con il Tutto.
A Course in Miracles
Nel binario 4.7 l’insegnamento di A Course in Miracles si concentra soprattutto sulla guarigione della relazione. Se il Cancro custodisce la memoria dell’unità originaria, la Bilancia diviene lo spazio nel quale tale memoria viene verificata attraverso l’incontro con l’altro. La relazione non costituisce quindi un semplice rapporto umano, ma il luogo privilegiato nel quale la separazione può essere riconosciuta, compresa e infine dissolta. L’altro non appare come causa della sofferenza, bensì come lo specchio attraverso cui diventa possibile osservare le proprie proiezioni, i propri giudizi e le proprie richieste inconsapevoli di amore.
Da questa prospettiva il perdono assume una funzione profondamente relazionale. Non consiste nel tollerare l’errore dell’altro, ma nel lasciar cadere l’interpretazione separata che impedisce di riconoscere l’unità sottostante. Il cuore del 4.7 non è quindi l’armonia superficiale, ma una riconciliazione che nasce dalla verità. L’equilibrio della Bilancia diventa autentico solo quando rimane radicato nella memoria del Cancro; diversamente rischia di trasformarsi in diplomazia, adattamento o ricerca di approvazione.
Le lezioni 179-181 sono solo uno tra tanti esempi di questa dinamica.
La Lezione 179 riprende due idee fondamentali: “God is but Love, and therefore so am I” e “I seek but what belongs to me in truth.” L’identità autentica non viene costruita attraverso il riconoscimento degli altri, ma ricordata. Ogni relazione diventa allora un’occasione per riconoscere ciò che già appartiene alla nostra realtà spirituale e non qualcosa da cui dipendere per sentirsi completi. La Lezione 180 approfondisce lo stesso movimento attraverso l’affermazione: “God is but Love, and therefore so am I” unita a “By grace I live. By grace I am released.” La grazia non viene presentata come ricompensa esterna, ma come stato naturale dell’essere. Il 4.7 ricorda così che una relazione sana nasce dalla grazia già presente, non dal tentativo reciproco di colmare un senso di mancanza. La Lezione 181 affronta invece uno dei meccanismi più tipici della Bilancia disfunzionale: il giudizio. L’idea centrale “I trust my brothers, who are one with me” non propone una fiducia ingenua nei comportamenti delle persone, bensì il riconoscimento della loro identità più profonda oltre le apparenze. Il giudizio alimenta la separazione; la fiducia rende nuovamente possibile la relazione come luogo di guarigione.
Il rischio caratteristico del 4.7 emerge quando la Bilancia perde il riferimento al Cancro. La relazione viene allora utilizzata per ottenere conferme, evitare conflitti o mantenere un equilibrio soltanto esteriore. Si preferisce la pace apparente alla verità, la mediazione alla trasformazione, il consenso all’autenticità. A Course in Miracles propone invece una dinamica opposta: ogni incontro diventa una pratica di risveglio, nella quale l’amore non nasce dall’accordo tra gli ego ma dal ricordo condiviso dell’unità originaria. La relazione cessa così di essere un luogo di dipendenza reciproca e diventa uno spazio nel quale ciascuno aiuta l’altro a ricordare ciò che entrambi sono già nella loro realtà più profonda.
Gnosticismo
Dal punto di vista del binario 4.7, lo gnosticismo mette in evidenza una delle questioni più profonde della relazione: come riconoscere l’unità originaria quando l’esperienza ordinaria sembra mostrare soltanto separazione. Il Cancro conserva la memoria della Pienezza (Pleroma), della dimora originaria e dell’appartenenza all’Origine; la Bilancia introduce il tema della relazione, della polarità e del ricongiungimento. La gnosi non consiste quindi soltanto in una conoscenza segreta, ma nel riconoscimento della vera relazione che unisce ogni essere alla propria Origine e, attraverso di essa, a tutti gli altri esseri.
In numerosi testi gnostici la realtà manifesta nasce attraverso una progressiva frammentazione dell’unità primordiale. Le molteplici coppie di eoni (syzygie) rappresentano una struttura relazionale fondamentale: ogni principio trova compimento non nell’autosufficienza ma nella comunione con il proprio complemento. Questa dinamica risuona profondamente con il 4.7. La relazione non viene interpretata come dipendenza, bensì come memoria dell’unità. L’incontro autentico diventa il luogo in cui ciascun polo ricorda la propria origine comune.
Da questa prospettiva anche la figura di Sophia assume un significato particolare. Il suo allontanamento dal Pleroma può essere letto come la perdita dell’armonia originaria tra il desiderio del cuore (Cancro) e l’equilibrio della relazione (Bilancia). La caduta non deriva semplicemente da un errore morale, ma dalla rottura di una relazione costitutiva con la Fonte. Tutto il processo gnostico della redenzione tende allora a ricomporre ciò che è stato separato, affinché Sophia e, simbolicamente, l’anima umana possano ritrovare la loro dimora originaria.
Il 4.7 illumina anche un altro aspetto ricorrente dello gnosticismo: la funzione del Salvatore come mediatore. Il Cristo gnostico non si limita a trasmettere informazioni esoteriche; ristabilisce la possibilità della relazione tra il mondo della separazione e il Pleroma. La conoscenza salvifica è sempre anche una riconciliazione. Essa permette all’essere umano di riconoscere che l’isolamento appartiene alla percezione della realtà separata e non alla sua identità più profonda.
Uno dei rischi caratteristici del 4.7 emerge proprio all’interno di alcune correnti gnostiche. La ricerca della purezza della conoscenza può trasformarsi in una nuova separazione: gli “illuminati” vengono contrapposti agli “ignoranti”, gli iniziati ai non iniziati, gli spirituali ai materiali. In questo modo la Bilancia perde il suo compito di costruire comunione e utilizza invece il discernimento per stabilire distanze e gerarchie. La relazione, anziché favorire il ricordo dell’unità, viene subordinata alla distinzione identitaria.
La degenerazione opposta consiste invece nel sacrificare la verità della gnosi per conservare l’armonia esteriore. Il desiderio di evitare ogni conflitto può ridurre il messaggio gnostico a un generico invito alla tolleranza, dimenticando che la riconciliazione autentica richiede anzitutto il riconoscimento della realtà spirituale. Quando la Bilancia ricerca soltanto equilibrio e consenso, perde il riferimento al Cancro, cioè alla memoria dell’Origine che costituisce il vero fondamento di ogni relazione.
Da una prospettiva astrosciamanica, il binario 4.7 suggerisce quindi che la gnosi non riguarda soltanto il risveglio individuale, ma anche la guarigione del campo relazionale. Non basta ricordare interiormente la propria provenienza multidimensionale; tale memoria deve trasformarsi in un modo nuovo di incontrare gli altri. Ogni relazione diventa così una possibilità di riconoscere il medesimo Centro presente in entrambi, superando progressivamente la percezione della separazione senza annullare la diversità. La vera syzygia non rappresenta semplicemente una coppia cosmica, ma il simbolo della riconciliazione permanente tra memoria dell’Origine e comunione vissuta, tra interiorità e incontro, tra identità e reciprocità.
Un motivo ricorrente della letteratura gnostica conferma questa dinamica relazionale. Nel Vangelo di Tommaso si legge: «Quando farete dei due uno, e farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, il sopra come il sotto… allora entrerete nel Regno» (Loghion 22). Il passo descrive un processo di integrazione delle polarità piuttosto che la loro eliminazione: l’unità viene ritrovata quando ciò che appare diviso riconosce la propria origine comune. Il Cancro custodisce interiormente la memoria di tale unità, mentre la Bilancia la rende esperibile attraverso una relazione riconciliata, nella quale il confronto non produce separazione ma comunione. Anche il Vangelo di Filippo ritorna ripetutamente sul tema dell’unione e della ricomposizione, presentando la salvezza come recupero dell’integrità originaria più che come acquisizione di una conoscenza puramente intellettuale. Da questa prospettiva la gnosi non consiste nell’accumulare dottrine esoteriche, ma nel ristabilire una relazione vivente con la propria Origine e, proprio per questo, con gli altri esseri, trasformando il dialogo e l’incontro in luoghi concreti di risveglio della memoria spirituale.
Tra gli studiosi contemporanei dello gnosticismo merita particolare attenzione Gerd Lüdemann, autore di Suppressed Prayers: Gnostic Spirituality in Early Christianity. L’opera raccoglie e commenta numerose preghiere, inni e testi spirituali provenienti dalla tradizione gnostica dei primi secoli, mostrando come accanto alla riflessione cosmologica e dottrinale esistesse una profonda esperienza contemplativa. Lüdemann non propone una rinascita dello gnosticismo come sistema religioso, ma invita a riscoprire queste fonti come testimonianze della pluralità del cristianesimo delle origini e della ricchezza delle sue diverse forme di spiritualità. In questa prospettiva, la ricerca gnostica viene considerata non soltanto come costruzione speculativa, ma anche come itinerario interiore orientato alla conoscenza diretta del Divino, offrendo un contributo significativo al dialogo contemporaneo sulle origini del cristianesimo e sulle sue tradizioni meno conosciute.
Spiritualità alternative, New Age ed esoterismo
Le spiritualità alternative trovano nel binario 4.7 una delle loro espressioni più caratteristiche quando cercano di ricostruire un rapporto diretto, vivo e armonico con la dimensione spirituale, superando forme religiose percepite come esclusivamente istituzionali o dogmatiche. Il Cancro custodisce la nostalgia dell’Origine, la memoria di una sapienza primordiale e il desiderio di ritrovare una relazione autentica con il Divino; la Bilancia ricerca modalità attraverso cui tale esperienza possa tradursi in incontro, cooperazione, armonia e crescita condivisa. L’interesse per tradizioni differenti, il dialogo tra culture spirituali, le pratiche di gruppo e la convinzione che nessuna tradizione esaurisca da sola la verità riflettono frequentemente questa dinamica. Il loro contributo più autentico consiste nel ricordare che la spiritualità non è soltanto adesione a un sistema di credenze, ma qualità della relazione con Dio, con gli altri, con la natura e con la propria interiorità.
Il rischio emerge quando la Bilancia perde il riferimento al nucleo custodito dal Cancro. La ricerca dell’armonia può allora trasformarsi in relativismo, nel quale tutte le esperienze vengono considerate equivalenti senza più alcun discernimento. Analogamente, il desiderio di dialogo può degenerare nella continua ricerca di consenso, evitando ogni confronto con la verità per timore del conflitto. In questa prospettiva la spiritualità smette di favorire il risveglio e diventa un insieme di pratiche piacevoli, esperienze emotive o relazioni rassicuranti che non conducono più a un’autentica trasformazione interiore.
Un esempio significativo è offerto da Peter Deunov, fondatore della School of Esoteric Christianity, che propose una sintesi tra cristianesimo, vita interiore, musica, movimento e armonia cosmica. La sua Paneuritmia rappresenta il tentativo di tradurre la crescita spirituale in una pratica comunitaria nella quale movimento, relazione e coscienza cooperano armonicamente. Le sue affermazioni riflettono efficacemente il nucleo del 4.7: «Che razza di amore è permeato dalla gelosia?», domanda Deunov, mostrando come la relazione autentica non possa fondarsi sul possesso ma sulla libertà interiore; allo stesso modo, quando afferma: «L’essenza della crescita consiste nel trasformare ciò che viviamo interiormente», richiama implicitamente il passaggio dalla semplice esperienza emotiva alla relazione consapevole. Particolarmente significativa è anche la sua osservazione: «In natura esiste una Legge: fintanto che non avete pianto, non potete crescere», nella quale il dolore non viene negato ma riconosciuto come elemento capace di approfondire la compassione e la comunione.
Anche Janet Farrar, una delle figure più autorevoli della Wicca contemporanea, ha contribuito a presentare la spiritualità come esperienza relazionale piuttosto che come sistema dogmatico. Nelle sue opere il sacro si manifesta attraverso la collaborazione, il rispetto reciproco, l’equilibrio tra i principi maschile e femminile e la partecipazione consapevole ai ritmi della natura. L’interesse del 4.7 non riguarda tanto gli aspetti rituali della Wicca quanto la ricerca di una relazione armonica tra essere umano, comunità e cosmo.
Più vicino all’ambito esoterico occidentale è Bernd Arnulf Mertz, che ha unito astrologia, psicologia ed esoterismo nel tentativo di comprendere le dinamiche interiori dell’essere umano. La sua opera rappresenta il tentativo di mettere in dialogo differenti linguaggi simbolici, mostrando come la conoscenza possa nascere dall’integrazione piuttosto che dalla contrapposizione tra discipline.
Tra le spiritualità contemporanee può essere menzionato anche Cometan (Brandon Reece Taylor) (8) (Preston, 1º luglio 1998), fondatore dell’Astronismo, un nuovo movimento religioso e filosofico sviluppato a partire dal 2013 attorno al testo fondamentale The Omnidoxy. L’Astronismo propone una cosmologia centrata sul destino dell’umanità nel Cosmo, integrando riflessione filosofica, spiritualità e interesse per l’esplorazione spaziale. Secondo la prospettiva del suo fondatore, le diverse tradizioni religiose non vengono semplicemente negate, ma reinterpretate all’interno di una visione cosmocentrica orientata alla ricerca del significato dell’esistenza.
Queste prospettive, pur molto diverse tra loro, convergono in uno dei temi fondamentali del binario 4.7: la spiritualità diventa autentica quando ricostruisce relazioni capaci di riflettere l’unità originaria senza annullare la diversità delle tradizioni e delle persone.
Sciamanesimo
Dal punto di vista del binario 4.7, lo sciamanesimo manifesta anzitutto la funzione di mediazione tra mondi differenti. Se il Cancro conserva la memoria dell’appartenenza alla comunità originaria — comprendente antenati, spiriti, esseri della natura e dimensioni invisibili — la Bilancia rende possibile il dialogo fra tali realtà e la comunità umana. Lo sciamano non opera principalmente come individuo eccezionale, ma come mediatore relazionale, ristabilendo comunicazione là dove essa si è interrotta. La guarigione nasce quindi dal ripristino dell’armonia tra livelli dell’esistenza che la coscienza ordinaria percepisce come separati.
Molte tradizioni sciamaniche attribuiscono infatti grande importanza alla riconciliazione: con gli antenati, con gli spiriti del territorio, con la comunità, con gli animali e con le forze della natura. La malattia viene spesso interpretata come conseguenza di una frattura relazionale piuttosto che di un semplice squilibrio fisico. In questa prospettiva il viaggio sciamanico non costituisce una fuga dalla realtà, ma un ritorno alla memoria delle relazioni originarie che sostengono la vita.
Il rischio tipico del 4.7 compare quando l’elemento relazionale perde il riferimento all’Origine custodita dal Cancro. Lo sciamanesimo può allora trasformarsi in semplice ricerca di esperienze straordinarie, pratiche collettive prive di reale profondità o armonia di gruppo costruita più sul bisogno di appartenenza che sull’autentica esperienza spirituale. La relazione con gli spiriti viene sostituita dall’identificazione con ruoli, tecniche o identità spirituali; il dialogo con il mondo invisibile lascia il posto alla ricerca di consenso all’interno della comunità spirituale. In questo modo la Bilancia continua a produrre relazioni, ma esse non conducono più alla memoria dell’Origine.
Da una prospettiva astrosciamanica, il 4.7 ricorda invece che ogni incontro autentico — sia con un essere umano, sia con un antenato, uno spirito guida o qualsiasi altra realtà multidimensionale — rappresenta anzitutto un atto di riconoscimento reciproco. La funzione dello sciamano consiste nel custodire e facilitare tale riconoscimento, affinché ciò che appare separato possa nuovamente sperimentare la propria appartenenza a un unico campo vivente. In questo senso la relazione stessa diventa medicina: non perché elimini automaticamente ogni sofferenza, ma perché rende di nuovo possibile il ricordo condiviso dell’unità dalla quale ogni autentica guarigione prende origine.
Cristianesimo
Nel binario 4.7 il cristianesimo trova una delle sue espressioni più naturali nella dimensione della comunione. Il Cancro custodisce la memoria dell’appartenenza alla famiglia di Dio, della filiazione divina e della Chiesa come comunità nata dall’amore del Padre; la Bilancia traduce tale memoria nella qualità delle relazioni, nella riconciliazione, nell’ascolto reciproco e nella costruzione della pace. L’unità cristiana non nasce dall’uniformità né dalla semplice condivisione di dottrine, ma dal riconoscimento dell’altro come fratello o sorella in Cristo. Ogni autentica relazione ecclesiale diventa così il luogo nel quale la comunione invisibile con Dio si rende visibile nella storia.
L’insegnamento evangelico conferisce un’importanza decisiva proprio alla qualità della relazione. Gesù riassume infatti l’intera Legge nell’amore di Dio e del prossimo (Mt 22,37-40), mentre il Vangelo di Giovanni pone il comandamento nuovo al centro della vita cristiana: «Amatevi gli uni gli altri; come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,34-35). L’identità cristiana viene quindi riconosciuta non anzitutto dall’appartenenza confessionale, ma dalla qualità della comunione che essa genera.
Anche san Paolo descrive la Chiesa come un unico corpo composto da molte membra: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui» (1 Cor 12,26). L’unità non elimina la diversità, ma la armonizza in una comunione vivente. Questa immagine esprime con particolare efficacia il nucleo del 4.7, nel quale la relazione diventa il luogo attraverso cui ciascuno realizza pienamente la propria vocazione senza perdere la propria identità.
Uno dei rischi più evidenti del binario consiste però nel separare la Bilancia dal suo fondamento cancerino. Il dialogo può ridursi a semplice diplomazia ecclesiastica, il linguaggio della fraternità a cortesia istituzionale, l’ecumenismo a esercizio formale di tolleranza nel quale ciascuno continua interiormente a considerare la propria posizione come l’unica realmente valida. In questo caso permane una gentilezza esteriore che nasconde competizione, diffidenza o desiderio di prevalere. La comunione viene sostituita dall’apparenza della comunione.
Il 4.7 richiama invece una forma più profonda di dialogo. Incontrare l’altro significa riconoscere anzitutto la sua dignità di figlio di Dio, indipendentemente dall’appartenenza confessionale, religiosa o culturale. Il dialogo non nasce dal relativismo né dalla rinuncia alla propria fede, ma dalla convinzione che la verità non ha bisogno della rivalità per manifestarsi. La fedeltà alla propria tradizione e l’apertura all’altro cessano così di essere realtà opposte e diventano aspetti complementari della medesima carità.
Cattolicesimo
Nel cattolicesimo questa dinamica trova una particolare espressione nella concezione della Chiesa come sacramento universale di comunione. L’unità non viene intesa come semplice accordo organizzativo, ma come partecipazione alla medesima vita di Cristo attraverso la pluralità dei carismi, delle vocazioni e delle culture. La cattolicità esprime precisamente questa capacità di custodire la continuità della Tradizione aprendosi, nello stesso tempo, all’universalità del Popolo di Dio.
Un’espressione del binario 4.7 riguarda il dialogo all’interno della Chiesa e tra le diverse confessioni cristiane. Il dialogo non consiste semplicemente nel mantenere rapporti cordiali o nel rispettare formalmente chi la pensa diversamente. Una simile cortesia può infatti nascondere indifferenza reciproca, rivalità o il desiderio di affermare silenziosamente la propria superiorità. La prospettiva del 4.7 richiede invece un incontro molto più profondo: riconoscere nell’altro un fratello o una sorella davanti a Dio, accogliendo sinceramente la sua ricerca della verità senza rinunciare alla propria identità. In questa prospettiva la fedeltà alla Tradizione non si oppone al dialogo, ma ne costituisce il fondamento, perché soltanto chi è radicato nella propria fede può aprirsi autenticamente all’ascolto dell’altro senza timore di perdere se stesso. Il dialogo ecumenico, quello interreligioso e persino il confronto fra differenti sensibilità presenti all’interno della stessa Chiesa diventano così occasioni di reciproco arricchimento, nelle quali la verità non viene imposta attraverso la competizione, ma emerge mediante una comunione sempre più profonda nella carità. Il rischio disfunzionale del binario consiste invece nel sostituire questa comunione con una diplomazia religiosa fatta di formule concilianti, linguaggio corretto e rispetto puramente esteriore, dietro i quali continuano a permanere giudizio, diffidenza o antagonismo.
Una figura cattolica nata con 4.7 è Santa Francesca Saverio Cabrini, fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Il suo apostolato fra gli emigranti italiani negli Stati Uniti mostra come la carità cristiana possa trasformarsi in una rete concreta di accoglienza, educazione, assistenza e promozione umana. La sua missione non si limitò all’assistenza materiale, ma cercò di ricostruire legami comunitari per persone che avevano perduto patria, famiglia e punti di riferimento. In questo modo la relazione divenne il primo luogo della guarigione spirituale e umana, mostrando che evangelizzazione e cura della persona non possono essere separate.
Protestantesimo
Nel binario 4.7 il protestantesimo mette in evidenza soprattutto la responsabilità personale della relazione con Dio e la necessità che tale relazione si traduca in rapporti autentici all’interno della comunità dei credenti. L’accento posto sulla coscienza, sulla lettura diretta della Scrittura e sul rapporto personale con Cristo richiama il movimento mediante il quale il Cancro custodisce l’intimità dell’incontro con Dio, mentre la Bilancia invita a condividere tale esperienza attraverso il dialogo, l’ascolto reciproco e la corresponsabilità ecclesiale. La comunità non vive soltanto grazie a un’autorità esterna, ma cresce nella misura in cui ciascun credente partecipa responsabilmente alla vita spirituale comune.
Questa prospettiva valorizza anche il confronto continuo con la Parola di Dio, che diviene il criterio mediante il quale le relazioni vengono continuamente purificate. Il dialogo non nasce semplicemente dalla tolleranza reciproca, ma dalla disponibilità comune a lasciarsi correggere dal Vangelo. Ogni credente rimane quindi chiamato a un duplice ascolto: quello di Dio e quello del fratello.
Il rischio tipico del 4.7 emerge quando il dialogo lascia il posto alla contrapposizione permanente tra interpretazioni differenti. La libertà di coscienza può allora trasformarsi in individualismo, mentre la pluralità delle letture bibliche rischia di produrre frammentazione, competizione confessionale o incapacità di riconoscere l’azione dello Spirito anche al di fuori della propria comunità. Il binario ricorda invece che il confronto autentico non elimina le differenze, ma permette loro di diventare occasione di crescita reciproca.
Una prospettiva contemporanea è rappresentata dal teologo protestante Gerd Lüdemann, studioso del Nuovo Testamento noto per l’applicazione rigorosa del metodo storico-critico ai testi cristiani delle origini. In opere come Der große Betrug. Und was Jesus wirklich sagte und tat (La grande menzogna. Che cosa Gesù disse e fece realmente) e Intolerance and the Gospel egli distingue costantemente tra la ricerca storica e l’elaborazione successiva della fede ecclesiale. Pur mettendo in discussione numerose interpretazioni tradizionali, considera storicamente fondata la crocifissione di Gesù e ritiene altamente probabile che Pietro e gli altri discepoli abbiano vissuto autentiche esperienze che interpretarono come apparizioni del Cristo risorto: «La morte di Gesù come conseguenza della crocifissione è indiscutibile»; «Può essere considerata una certezza storica che Pietro e i discepoli abbiano avuto esperienze dopo la morte di Gesù dove lui gli è apparso come il Cristo risorto». La sua opera rappresenta uno dei tentativi più radicali di mantenere aperto il dialogo tra fede, ricerca storica e critica scientifica, anche quando tale confronto conduce a conclusioni controverse.
Ortodossia
L’Ortodossia manifesta il binario 4.7 soprattutto attraverso la concezione della Chiesa come comunione vivente. L’unità nasce dalla partecipazione condivisa al mistero di Cristo, nella quale preghiera, liturgia e vita comunitaria costituiscono un’unica realtà. La relazione con Dio non viene vissuta come esperienza esclusivamente individuale, ma come inserimento progressivo nella comunione del Corpo di Cristo, dove ogni fedele cresce insieme agli altri.
La ricchezza della tradizione liturgica orientale esprime bene la dinamica del 4.7: la bellezza non rappresenta un semplice ornamento, ma diventa linguaggio della comunione. Canto, icone, gesti rituali e preghiera comune favoriscono un’esperienza nella quale interiorità e relazione si sostengono reciprocamente. Anche la dimensione sinodale della tradizione ortodossa richiama il valore dell’ascolto, del discernimento condiviso e della ricerca dell’armonia senza annullare la pluralità delle Chiese locali.
Il rischio disfunzionale compare quando la custodia della Tradizione si irrigidisce fino a rendere difficile l’incontro con altre esperienze ecclesiali. L’armonia interna può trasformarsi in chiusura, mentre il desiderio di preservare l’identità rischia di limitare il dialogo con chi appartiene a tradizioni differenti. Il 4.7 ricorda invece che la fedeltà alle proprie radici e l’apertura all’altro non sono realtà incompatibili: una comunione autentica nasce proprio dall’incontro tra identità solide, capaci di riconoscersi reciprocamente senza rinunciare alla propria vocazione.
Islam
Nel binario 4.7 l’Islam mette in luce la possibilità di trasformare la relazione con Dio in una vita ordinata dalla giustizia, dalla fraternità e dalla responsabilità reciproca. Il Cancro custodisce l’abbandono fiducioso al Creatore e il senso dell’appartenenza all’unica comunità dei credenti (Ummah); la Bilancia invita a tradurre tale appartenenza in equilibrio, rispetto, mediazione e cura delle relazioni sociali. La sottomissione a Dio non viene vissuta come annullamento della persona, ma come principio capace di armonizzare la vita individuale e collettiva.
Il Corano richiama ripetutamente questa dimensione relazionale: «O uomini! Vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinché vi conosceste a vicenda» (Corano 49:13). La diversità non viene presentata come motivo di ostilità, ma come occasione d’incontro e conoscenza reciproca. Analogamente: «Riconciliate i vostri fratelli e temete Dio, affinché vi sia usata misericordia» (Corano 49:10). La riconciliazione diviene così una responsabilità spirituale, non soltanto sociale.
Dal punto di vista del 4.7, il rischio consiste nel sostituire la comunione con l’identificazione esclusiva con il proprio gruppo religioso. L’appartenenza può allora trasformarsi in contrapposizione verso chi è percepito come diverso, mentre il dialogo lascia il posto alla difesa dell’identità. Il binario richiama invece una fedeltà che si manifesta attraverso giustizia, misericordia e capacità di costruire ponti senza rinunciare alle proprie convinzioni
Ebraismo
L’Ebraismo esprime il 4.7 attraverso il tema dell’Alleanza. La relazione costituisce infatti il centro dell’intera esperienza biblica: relazione tra Dio e Israele, tra le generazioni, tra maestro e discepolo, tra giustizia e misericordia. Il Cancro custodisce la memoria dell’Alleanza e della storia della salvezza; la Bilancia traduce tale memoria nella responsabilità verso il prossimo e nella costruzione di una comunità fondata sulla Torah.
Fra i testi più rappresentativi emerge il celebre precetto del Levitico: «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Lv 19,18), ripreso successivamente anche da Gesù. Lo stesso spirito compare nel profeta Michea: «Ti è stato insegnato ciò che è bene e ciò che il Signore richiede da te: praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con il tuo Dio» (Mi 6,8). La relazione con Dio e quella con il prossimo risultano inseparabili.
Una caratteristica tipicamente ebraica, molto vicina al 4.7, è inoltre il valore attribuito al dialogo interpretativo. La tradizione rabbinica considera il confronto rispettoso tra differenti interpretazioni come parte integrante della ricerca della verità. L’unità non coincide con l’uniformità, ma con la comune fedeltà all’Alleanza.
Il rischio compare quando la difesa dell’identità prevale sull’incontro. La memoria, destinata a custodire la relazione con Dio, può irrigidirsi in appartenenza esclusiva o in contrapposizione permanente. Il 4.7 invita invece a mantenere unite memoria e apertura, fedeltà e ascolto.
Buddhismo
Nel Buddhismo il binario 4.7 trova una delle sue espressioni più armoniche nella pratica della compassione unita alla saggezza. Il Cancro richiama la sensibilità verso la sofferenza di tutti gli esseri; la Bilancia orienta tale sensibilità verso relazioni equilibrate, non violente e fondate sulla comprensione reciproca. La liberazione non riguarda esclusivamente il singolo individuo, ma modifica il modo stesso di incontrare ogni essere vivente.
Il Dhammapada afferma: «L’odio non cessa mai mediante l’odio; l’odio cessa mediante l’amore. Questa è una legge eterna» (Dhammapada 5). Analogamente: «La vittoria genera odio, il vinto vive nel dolore. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta vive nella pace» (Dhammapada 201). Entrambi i passi illustrano con chiarezza la dinamica del 4.7: la vera armonia nasce superando la logica della contrapposizione.
Ogyen Trinley Dorje, XVII Karmapa della scuola Karma Kagyu, insiste frequentemente sulla responsabilità personale nella costruzione delle relazioni e della pace. Nel volume The Future is Now osserva: «Niente è intrinsecamente o in ultima analisi negativo. Qualsiasi situazione che si presenta è solo relativamente buona o cattiva in base a molti fattori, tra cui, in modo più significativo, come percepisci la situazione e come rispondi a essa.» L’accento non cade sulle circostanze esterne, ma sulla qualità della risposta interiore, che determina il modo in cui la relazione si sviluppa.
Anche Jack Kornfield descrive la vita spirituale come un continuo apprendimento dell’equilibrio relazionale. In A Path with Heart scrive: «Hai in mano un invito: a ricordare il potere trasformante del perdono e della gentilezza amorevole. Di ricordare che non importa dove ti trovi e cosa affronti, nel tuo cuore la pace è possibile.» Altrove ricorda con realismo che anche i maestri attraversano momenti di paura, confusione e fragilità, sottolineando come la maturità spirituale non coincida con la perfezione ma con la capacità di vivere ogni relazione con maggiore consapevolezza e compassione.
Il rischio del 4.7 compare quando la ricerca dell’armonia diventa evitamento del conflitto o desiderio di mantenere un equilibrio puramente psicologico. La pace autentica nasce invece dall’integrazione delle tensioni, non dalla loro negazione.
Induismo
Nel contesto dell’Induismo il binario 4.7 mette in evidenza il tema del dharma come armonia delle relazioni. La vita spirituale consiste nel riconoscere il posto che ogni essere occupa nell’ordine universale, imparando ad agire senza egoismo e senza separare il proprio bene da quello degli altri. Il Cancro conserva il senso dell’appartenenza all’ordine cosmico; la Bilancia ricerca l’equilibrio mediante azioni giuste, relazioni corrette e cooperazione.
La Bhagavad Gītā afferma: «Colui che vede il Sé in tutti gli esseri e tutti gli esseri nel Sé non si allontana mai da questa visione» (Bhagavad Gītā 6,29). Poco dopo aggiunge: «Chi vede con uguale sguardo il piacere e il dolore degli altri come fossero propri è considerato il più elevato degli yogin» (Bhagavad Gītā 6,32). L’esperienza spirituale conduce così a una crescente capacità di riconoscersi nell’altro.
Il 4.7 trova inoltre una particolare consonanza con il principio dell’ahimsa, la non violenza, che non consiste soltanto nell’evitare il danno fisico ma nell’orientare ogni relazione verso rispetto, equilibrio e benevolenza.
Il suo rischio emerge quando la ricerca dell’armonia sociale prevale sulla sincerità del rapporto con il Divino o quando l’equilibrio diventa semplice conformismo. Il binario ricorda invece che la vera armonia nasce da una trasformazione interiore che permette di vedere ogni essere come parte della medesima realtà spirituale.
FILOSOFIA
Nel binario 4.7 la filosofia assume prevalentemente la forma di una ricerca relazionale della verità. Il Cancro custodisce la memoria, l’interiorità, il senso dell’appartenenza e l’esperienza vissuta; la Bilancia introduce il confronto, il dialogo, la reciprocità e la continua ricerca dell’equilibrio. La riflessione filosofica non si sviluppa quindi come costruzione di un sistema chiuso, bensì come processo capace di mettere in comunicazione prospettive differenti senza annullarne le differenze. Per questo motivo il 4.7 mostra particolare affinità con il personalismo, la filosofia del dialogo, l’ermeneutica, l’etica della comunicazione e tutte quelle correnti che concepiscono la verità come qualcosa che si approfondisce nell’incontro tra soggetti piuttosto che nell’affermazione autoreferenziale di una posizione. Il suo obiettivo non consiste nel vincere una disputa, ma nel comprendere più profondamente la realtà attraverso una relazione autentica. Il rischio compare quando il desiderio di armonia degenera in diplomazia superficiale oppure quando il confronto si trasforma in polemica, ricerca del consenso o continua mediazione incapace di prendere posizione.
Una prospettiva è offerta da Peter Sloterdijk (26 giugno 1947), tra i maggiori filosofi tedeschi contemporanei. In Du mußt dein Leben ändern (Devi cambiare la tua vita) interpreta le grandi tradizioni religiose e filosofiche come pratiche di trasformazione dell’essere umano, mentre nella monumentale Kritik der zynischen Vernunft (Critica della ragion cinica) analizza le contraddizioni della modernità e le forme attraverso cui la società continua a convivere con esse. La sua affermazione secondo cui «In una cultura in cui idealismi sclerotizzati trasformano la menzogna in modus vivendi, il progresso della verità dipende dall’esistenza o meno di gente abbastanza aggressiva e libera da dire la verità» richiama una caratteristica essenziale del 4.7: il dialogo autentico non elimina il conflitto, ma lo attraversa senza rinunciare alla ricerca della verità e al rispetto dell’altro.
LETTERATURA
Nella letteratura il binario 4.7 privilegia opere nelle quali la crescita dell’individuo avviene attraverso l’incontro con l’altro. Famiglia, amicizia, coppia, comunità, memoria condivisa, riconciliazione, ricerca dell’equilibrio e trasformazione delle relazioni costituiscono i suoi temi fondamentali. Anche quando affronta il dolore, la guerra o la solitudine, la narrazione tende a interrogarsi sulla possibilità di ricostruire un legame spezzato. Il dialogo non rappresenta soltanto uno strumento narrativo, ma diviene il luogo stesso nel quale i personaggi scoprono la propria identità. Il rischio del 4.7 compare quando la relazione si trasforma in dipendenza, quando il bisogno di essere accettati prevale sulla verità oppure quando l’armonia esteriore nasconde conflitti mai realmente affrontati.
Fra gli autori più significativi emerge Ernesto Sabato (24 giugno 1911), una delle maggiori figure della letteratura latinoamericana del Novecento. Nei romanzi El túnel (Il tunnel) e Sobre héroes y tumbas (Sopra eroi e tombe) esplora la difficoltà dell’incontro umano, la solitudine, la memoria e la ricerca di un significato capace di superare l’alienazione. La sua celebre osservazione secondo cui «La frase “nel passato era meglio” non indica che in passato sono successe meno cose brutte, ma che — fortunatamente — le persone le gettano nell’oblio» mostra come la memoria non sia semplice conservazione del passato, ma continua reinterpretazione dell’esperienza. Ancora più radicale è la sua riflessione sulla condizione umana: «A volte penso che niente abbia senso…», nella quale il desiderio di relazione si confronta con il rischio dell’isolamento e della perdita di significato. La sua opera rimane una costante ricerca di autenticità nei rapporti umani.
Una prospettiva differente è proposta da Alfredo Castelli (26 giugno 1947), creatore di Martin Mystère, uno dei personaggi più originali del fumetto europeo. Attraverso le sue avventure vengono continuamente messi in relazione archeologia, storia, religioni, miti, scienza e civiltà differenti. Il mistero non rappresenta soltanto un enigma da risolvere, ma diventa occasione di dialogo fra culture e sistemi di conoscenza apparentemente incompatibili. La ricerca della verità procede attraverso il confronto tra ipotesi diverse, senza ridurre la complessità del reale a un’unica spiegazione.
Un posto particolare appartiene a Peyo (Pierre Culliford) (25 giugno 1928), creatore dei Puffi. Dietro l’apparente semplicità delle storie emerge una piccola comunità nella quale ogni individuo possiede caratteristiche proprie ma contribuisce al bene comune. Differenze, collaborazione, solidarietà e complementarità diventano gli elementi fondamentali della vita collettiva, offrendo una rappresentazione simbolica della cooperazione che caratterizza il lato costruttivo del 4.7.
Anche Vladimir Majakovskij (19 luglio 1893) occupa un posto significativo. Poeta, drammaturgo, artista e protagonista dell’avanguardia russa, trasformò la parola poetica in uno strumento di partecipazione collettiva e di trasformazione sociale. Nei suoi versi convivono tensione rivoluzionaria, slancio ideale e profonda inquietudine personale. L’immagine della notte che «vende di nuovo il cielo per una manata di stelle spruzzate di tradimento» esprime la continua tensione tra ideale e delusione, tra desiderio di comunione e conflitto storico.
Più raccolta e intimista è invece la scrittura di Marino Moretti (18 luglio 1885), che descrive con finezza psicologica la vita quotidiana, gli affetti familiari, le relazioni ordinarie e le piccole emozioni dell’esistenza. La sua attenzione ai gesti semplici e ai legami umani rappresenta un’altra modalità attraverso cui il 4.7 manifesta la propria ricerca di armonia, mostrando come anche la quotidianità possa diventare luogo di autentico incontro.
Ulteriori contributi possono provenire da autori quali Georges Duhamel, con la riflessione sulla solidarietà nata dall’esperienza della guerra, Verner von Heidenstam, che unisce viaggio, memoria e ricerca interiore, e Robert Desnos, la cui poesia surrealista esplora il dialogo tra realtà visibile e mondo dell’immaginazione. Essi non definiscono da soli il profilo del binario, ma contribuiscono ad arricchirne la comprensione attraverso prospettive differenti sulla relazione, sulla memoria e sulla costruzione dell’identità condivisa.
Musica
Nel binario 4.7 la musica diventa uno dei luoghi privilegiati in cui il mondo interiore del Cancro si apre all’incontro con l’altro attraverso l’armonia della Bilancia. L’esperienza affettiva non rimane chiusa nella memoria personale, ma cerca continuamente dialogo, reciprocità, riconciliazione e condivisione. Molte delle opere riconducibili a questo binario raccontano infatti persone che si cercano, si perdono e si ritrovano, oppure descrivono una presenza invisibile che continua a sostenere il cammino anche quando sembra lontana. La relazione viene vissuta come spazio di trasformazione reciproca, mentre l’amore non coincide con il possesso ma con la capacità di accompagnare, illuminare e custodire l’altro. Il rischio compare quando il bisogno di armonia sostituisce la sincerità del confronto oppure quando la comunicazione si riduce a semplice contatto esteriore, lasciando intatta la solitudine interiore.
La difficoltà di distinguere la comunicazione autentica dalla semplice connessione tecnologica emerge con particolare forza nell’opera di Danilo Amerio (30 giugno 1963). In Milioni di soli descrive una società nella quale la tecnologia promette vicinanza ma produce isolamento: «In un altro medioevo… milioni di soli noi… ci illudiamo di comunicare da una stanza singola» («In un nuovo Medioevo… siamo milioni di persone sole… ci illudiamo di comunicare restando chiusi ciascuno nella propria stanza.»). Il testo non condanna la tecnologia, ma denuncia la perdita della relazione autentica, mostrando come la vicinanza fisica o virtuale non basti a creare un vero incontro. Lo stesso tema ritorna ne Il mercato degli angeli, dove l’immagine poetica degli angeli viene contrapposta a quella dei «demoni travestiti da uomini che in rete si collegano», richiamando la responsabilità etica che ogni relazione comporta. In Anni luce la prospettiva si amplia fino all’universo: «…puntata verso l’universo immenso che non è soltanto mio… io non smetterò perché noi non siamo soli…», esprimendo la fiducia che ogni autentico messaggio di comunione trovi infine qualcuno capace di ascoltarlo. Anche Il posto dove sta Dio sviluppa la stessa intuizione, suggerendo che la presenza divina si manifesti soprattutto nella qualità delle relazioni e nella capacità di riconoscere l’altro.
Lo stesso desiderio di una relazione che orienta l’intera esistenza attraversa numerose canzoni dei Take That. In Rule the World si legge: «You light the skies up above me… You and me we can rule the world… If walls break down, I will comfort you…» («Tu illumini il cielo sopra di me… Tu ed io possiamo cambiare il mondo… Se i muri cadranno, io sarò accanto a te.»). L’immagine della luce non rappresenta il trionfo individuale, ma la forza che nasce dall’unione di due persone. Ancora più esplicita risulta Hold Up a Light: «Hold up a light for me…» («Tieni alta una luce per me…»), dove la luce custodita da uno diventa orientamento per l’altro. In Love Love la maturazione personale passa attraverso la riconciliazione con la propria storia familiare: «You’ll never be your mother or your father… until you understand» («Non comprenderai veramente tua madre o tuo padre finché non avrai compreso.»). Anche The Garden, The Flood, Wonderland, SOS e Shine ritornano costantemente sul valore della fiducia reciproca, della collaborazione e della crescita condivisa.
Una prospettiva affine compare nella musica dei Rascal Flatts attraverso Gary LeVox (10 luglio 1970). In Bless the Broken Road il passato, con tutti i suoi errori e le sue ferite, viene reinterpretato come preparazione all’incontro decisivo: «I set out on a narrow way many years ago… Hoping I would find true love along the broken road…» («Molti anni fa mi incamminai lungo una strada difficile sperando di incontrare il vero amore.»). Il significato della vita non viene trovato evitando le fratture, ma attraversandole. Anche What Hurts the Most mostra come il dolore più profondo non nasca soltanto dalla perdita, bensì dalle parole che non sono mai state dette e da relazioni rimaste incompiute.
L’incontro con il Divino assume invece una forma sorprendentemente quotidiana nelle canzoni di Joan Osborne (8 luglio 1962). In One of Us la domanda «If God had a name, what would it be?» («Se Dio avesse un nome, quale sarebbe?») rompe la distanza tra il sacro e la vita ordinaria, invitando a riconoscere la presenza divina nel volto delle persone comuni. Anche Lumina e St Teresa sviluppano una spiritualità profondamente relazionale, nella quale la luce e la santità non appartengono a un mondo separato, ma attraversano l’esperienza umana trasformandola dall’interno.
Questa stessa ricerca dell’altro attraversa culture molto diverse. La cantante russo-georgiana Diana Gurtskaya (2 luglio 1978), non vedente dalla nascita, canta in Ты здесь (Ty zdes’): «Я знаю точно ты здесь со мной…» («So con certezza che sei qui con me…»). La presenza amata viene percepita prima ancora di essere vista, come un contatto tra anime che precede ogni percezione sensibile. Ancora più intensa risulta Прекрасное далеко (Prekrasnoe dalëko): «Слышу голос из прекрасного далёка…» («Sento una voce provenire da una meravigliosa lontananza…»), dove il viaggio verso una realtà più pura coincide con l’impegno a diventare «più buono e più limpido» e a non abbandonare mai un amico nel momento del bisogno. La distanza non separa, ma richiama continuamente verso una comunione più profonda.
La dimensione interculturale del binario emerge con particolare evidenza nella produzione di Nicole Saba (26 giugno 1974). In Ya Shaghilny («يا شاغلني», Yā Shāghilnī) ricorre continuamente l’idea che la persona amata occupi il centro della coscienza e divenga principio di guarigione: «Yā shāghilnī… inta ad-dawā» («Tu che occupi tutti i miei pensieri… tu sei la cura.»). Anche Wehliftlak Belgaly («وحلفتلك ببالي», Waḥleftlak B-Bālī) sviluppa la stessa dinamica della memoria affettiva trasformata in presenza viva: «Wa-uqsim innak fī bālī lēl wa nahār… rasamtak fī khayālī» («Ti giuro che sei nei miei pensieri notte e giorno… ti ho disegnato nella mia immaginazione.»). Il ricordo non rimane chiuso nella nostalgia, ma continua a orientare l’incontro e ad alimentare la speranza di una comunione autentica.
Anche Haytham Shaker (15 luglio 1983) pone al centro della propria musica il bisogno della vicinanza e della fedeltà reciproca. In Khaleek Gambi («خليك جنبي», Khallīk Ganbī) la richiesta fondamentale è semplicissima: «Khallīk ganbī… uḥḍun qalbī… muḥtāj ḥuḍnak» («Resta accanto a me… abbraccia il mio cuore… ho bisogno del tuo abbraccio.»). La relazione non viene descritta come possesso, ma come sostegno capace di custodire la fragilità umana. Anche Ya Hawa («يا هوى», Yā Hawā) ritorna sul tema della presenza dell’amata custodita nella memoria: «Waḥashtinī ʿuyūn ḥabībtī…» («Mi mancano gli occhi della mia amata…»), dove la distanza non spegne il legame, ma lo rende ancora più intenso.
Una prospettiva spirituale differente, ma sorprendentemente vicina alle dinamiche del binario, compare nella musica di Kailash Kher (7 luglio 1973). In Saiyyan il linguaggio dell’amore umano diventa progressivamente simbolo dell’unione con il Divino, secondo una tradizione profondamente radicata nella mistica indiana. L’amato non è soltanto una persona, ma rappresenta anche la sorgente ultima verso cui tende l’intero essere. Anche Daulat Shohrat Ki Karni ridimensiona il valore della ricchezza, della fama e del successo, ricordando implicitamente che nessuna conquista esteriore può sostituire la qualità delle relazioni e della vita interiore.
Una sensibilità affine attraversa anche la produzione di Toquinho (6 luglio 1946). Se t’innamorerai descrive l’amore come una trasformazione dello sguardo: «Se t’innamorerai tutto sarà più bello… anche il silenzio ti sembrerà…». La realtà esterna non cambia, ma viene percepita diversamente grazie alla relazione. Ancora più universale risulta Acquarello, dove il viaggio della vita assume continuamente la forma di un incontro, di un ritorno, di una memoria che si rinnova senza mai perdere la capacità di stupirsi. La leggerezza poetica della canzone nasconde una riflessione profonda sulla crescita umana come esperienza condivisa.
Il tema della presenza divina nel quotidiano ritorna, con accenti diversi, anche nella musica di Laura Branigan (3 luglio 1952). Brani come Angels Calling evocano la possibilità che il mondo invisibile continui a dialogare con quello umano, mentre Imagination suggerisce che l’immaginazione non costituisce una semplice evasione, ma uno spazio nel quale diventa possibile riconoscere dimensioni della realtà normalmente trascurate. Persino Ti amo, pur appartenendo al repertorio sentimentale, mantiene quella ricerca di autenticità relazionale che attraversa l’intero binario.
Anche Ariana Grande (26 giugno 1993), in No Tears Left to Cry, propone un percorso di ricostruzione della relazione con la vita dopo una ferita profonda. Il ritornello «I’m pickin’ it up… I’m lovin’, I’m livin’…» («Mi rialzo… continuo ad amare, continuo a vivere…») non nega il dolore, ma sceglie di non lasciarsene definire. Ancora più significativo è il passaggio «Comin’ out, even when it’s rainin’ down» («Esco allo scoperto anche quando continua a piovere.»), dove la vulnerabilità non impedisce di riaprirsi all’incontro. La guarigione consiste nel recuperare fiducia senza cancellare ciò che è stato vissuto.
Nel repertorio greco di Despina Vandi (22 luglio 1969) la relazione viene celebrata come principio capace di inaugurare una vita nuova. In Το πρώτο μας φιλί (To Proto Mas Fili) l’immagine del primo bacio coincide con un nuovo inizio: «Ήρθες και άλλαξες τη ζωή μου για πάντα…» («Sei arrivato e hai cambiato per sempre la mia vita…»). Poco dopo il testo aggiunge: «Και όλα ξαναρχίζουν από την αρχή» («E tutto ricomincia dall’inizio.»). La relazione non rappresenta la conclusione di un percorso, bensì l’inizio di una trasformazione condivisa. Anche Gia, Ya Habibi e Simera ritornano continuamente sulla possibilità di costruire un presente nuovo attraverso l’incontro.
Accanto a questi repertori più esplicitamente relazionali trovano posto anche autori che sviluppano il binario in forme meno convenzionali. Brigitte Fontaine (24 giugno 1939), con la sua scrittura sperimentale e visionaria, esplora territori nei quali linguaggio, identità e relazione perdono ogni rigidità, lasciando emergere modalità inedite di comunicazione. Gustave Charpentier (25 giugno 1860), attraverso l’opera Louise, porta invece al centro della scena il conflitto tra amore, appartenenza familiare e desiderio di libertà, mostrando come ogni scelta relazionale comporti inevitabilmente una ridefinizione della propria identità.
Anche figure apparentemente più periferiche contribuiscono ad arricchire il quadro complessivo. La voce intensa di Fréhel (13 luglio 1891) in Si tu n’étais pas là trasforma l’assenza in memoria vivente, mentre Evelyn King (1 luglio 1960), con Shame, affronta il tema della ferita e della delusione affettiva. Jimmy Somerville (22 giugno 1961), attraverso You Make Me Feel, restituisce invece la dimensione liberante dell’essere finalmente riconosciuti e accolti per ciò che si è realmente. Perfino repertori prevalentemente pop, come quelli di David Essex (23 luglio 1947), mantengono al centro la ricerca dell’incontro umano come esperienza capace di dare significato alla vita, confermando come il binario 4.7 trovi nella musica uno dei suoi linguaggi più immediati e universali.
CINEMA E TEATRO
Nel binario 4.7 il cinema e il teatro diventano il luogo nel quale la memoria emotiva del Cancro incontra la capacità della Bilancia di mettere in relazione persone, prospettive e mondi differenti. La narrazione non si limita a raccontare eventi, ma costruisce uno spazio nel quale il dialogo diventa trasformazione, l’identità si forma attraverso l’incontro e persino il conflitto tende, quando possibile, verso una riconciliazione più profonda. Molte opere riconducibili a questo binario ruotano infatti attorno al bisogno di comprendere l’altro, di ricostruire relazioni spezzate, di attraversare mondi diversi o di riconciliare realtà apparentemente inconciliabili. Quando questa dinamica si squilibra, il desiderio di armonia può trasformarsi in dipendenza, idealizzazione, ambiguità relazionale oppure nell’incapacità di affrontare apertamente il conflitto.
Fra le figure più rappresentative emerge Isabelle Adjani, la cui filmografia esplora spesso personaggi sospesi tra amore, identità e disgregazione interiore. In The Story of Adèle H. la protagonista vive un amore assoluto che progressivamente sostituisce ogni rapporto con la realtà. La relazione non conduce più all’incontro, ma diventa un universo autosufficiente che isola completamente la persona. In Camille Claudel l’intensa relazione artistica e affettiva con Auguste Rodin mostra invece il sottile confine tra collaborazione creativa, dipendenza emotiva e ricerca della propria identità. Ancora diversa è la prospettiva di La Reine Margot, dove le relazioni personali devono continuamente confrontarsi con le divisioni religiose e politiche della Francia del XVI secolo, mentre La Journée de la jupe affronta con straordinaria intensità il difficile dialogo fra culture, generazioni e sistemi di valori. Anche Possession, pur muovendosi in territori visionari e psicologici, porta all’estremo la disgregazione della relazione quando ogni possibilità di autentica comunicazione viene meno.
Questa ricerca dell’incontro assume una forma più lieve ma non meno significativa nel cinema di Dan Aykroyd. In Driving Miss Daisy il rapporto fra Daisy Werthan, anziana donna ebrea del Sud degli Stati Uniti, e il suo autista afroamericano Hoke Colburn supera lentamente diffidenze sociali, religiose e razziali, mostrando come la conoscenza reciproca possa trasformare persone appartenenti a mondi apparentemente inconciliabili. La relazione cresce attraverso piccoli gesti quotidiani più che mediante grandi dichiarazioni, offrendo una delle rappresentazioni più convincenti della maturazione relazionale tipica del 4.7.
Il linguaggio della commedia trova un’interessante espressione anche nell’opera di Dany Boon, dove l’incomprensione iniziale lascia spesso spazio alla scoperta dell’umanità dell’altro. Le differenze culturali o sociali non vengono eliminate, ma progressivamente integrate attraverso la conoscenza reciproca, trasformando il pregiudizio in occasione di incontro.
L’interesse per il rapporto tra desiderio, identità e relazione caratterizza anche il cinema di Catherine Breillat. Opere come Anatomy of Hell, The Last Mistress e Bluebeard affrontano in modo radicale il rapporto fra uomo e donna, mostrando quanto la relazione possa diventare luogo di rivelazione ma anche di incomprensione, dominio e vulnerabilità. Pur con uno stile volutamente provocatorio, le sue opere interrogano continuamente il significato stesso dell’incontro umano.
Una prospettiva completamente diversa compare nei film fantastici di Kevin Connor. The Land That Time Forgot racconta la scoperta di un mondo rimasto isolato dall’evoluzione, dove sopravvivono creature preistoriche e forme di vita appartenenti a epoche differenti. Più che un semplice racconto d’avventura, il film mette in scena l’incontro fra tempi diversi e realtà separate, mentre The People That Time Forgot prosegue questa esplorazione mostrando come ogni viaggio verso territori sconosciuti diventi anche un viaggio verso aspetti dimenticati della coscienza. Il tema della ricerca di una terra perduta richiama simbolicamente la nostalgia dell’origine propria del Cancro, mentre il confronto con mondi differenti richiede continuamente la capacità bilancina di stabilire nuove forme di relazione.
La dimensione simbolica raggiunge uno dei suoi vertici nell’opera del regista francese René Laloux. La planète sauvage (Il pianeta selvaggio) rappresenta uno dei grandi classici dell’animazione filosofica del Novecento. Attraverso il rapporto fra gli enormi Draags e i minuscoli esseri umani, il film riflette sulla convivenza fra civiltà diverse, sul potere, sull’incomprensione e sulla possibilità di superare la paura reciproca attraverso la conoscenza. Dietro la straordinaria fantasia visiva emerge continuamente una domanda fondamentale: è possibile costruire una relazione autentica con chi appare radicalmente diverso da noi?
Anche il cinema spirituale trova spazio nel binario attraverso The Rite di Mikael Håfström. Il film segue il percorso di un giovane seminarista inviato a Roma per studiare gli esorcismi pur essendo attraversato dal dubbio. L’incontro con un anziano esorcista lo costringe progressivamente a confrontarsi non soltanto con il male, ma soprattutto con la propria fede, mostrando come il dialogo fra ragione, esperienza e vita spirituale possa trasformare profondamente una persona.
Il tema dell’identità attraversa anche la serie britannica Life on Mars, interpretata da John Simm. Dopo un incidente, il protagonista si risveglia improvvisamente negli anni Settanta senza sapere se si trovi nel passato, in coma oppure in una realtà completamente diversa. L’intera narrazione si costruisce sul dialogo fra due epoche, due modi di concepire la giustizia e due differenti visioni dell’essere umano, facendo della relazione tra passato e presente il vero centro dell’opera.
Accanto a queste produzioni particolarmente archetipiche trovano posto numerose figure che hanno contribuito in modo significativo al linguaggio cinematografico e teatrale. Alessandro Bergonzoni esplora attraverso il teatro e il monologo l’incontro inatteso fra parole, significati e prospettive apparentemente inconciliabili; Carlo Buccirosso porta frequentemente al centro delle proprie interpretazioni la famiglia, la solidarietà e i rapporti umani; Jane Espenson, con serie come Buffy the Vampire Slayer e Warehouse 13, sviluppa narrazioni corali fondate sulla cooperazione fra personaggi profondamente diversi; William Hanna e Wolfgang Reitherman hanno contribuito a creare universi narrativi nei quali amicizia, collaborazione e crescita condivisa costituiscono il nucleo delle storie; Anthony Mann, Sam Wood e Jos Stelling hanno affrontato, ciascuno con linguaggi differenti, il rapporto fra individuo e comunità, mentre interpreti come Kristen Bell, Rupert Graves, Michelle Rodríguez, Campbell Scott, Gary Busey, Janet Leigh, Christian Kane, Karine Silla, Aure Atika, Nancy Allen, Mark Webber, Charles Weidman e Twyla Tharp arricchiscono questo panorama con percorsi artistici nei quali la relazione, il confronto fra identità differenti e la ricerca di equilibrio rappresentano motivi ricorrenti.
Nel complesso, il cinema e il teatro del binario 4.7 mostrano come nessuna identità possa svilupparsi pienamente in isolamento. Ogni autentica trasformazione nasce dall’incontro con l’altro, dalla disponibilità ad ascoltare prospettive differenti e dalla capacità di costruire relazioni che, pur attraversando inevitabili conflitti, rimangano orientate verso una comprensione sempre più profonda.
SCIENZA
Nel binario 4.7 la scienza nasce dall’incontro tra la capacità del Cancro di custodire memoria, continuità e senso di appartenenza e l’attitudine della Bilancia a mettere in relazione elementi apparentemente separati. Più che accumulare dati, questa prospettiva cerca connessioni, proporzioni e armonie. Ogni scoperta amplia il dialogo fra l’essere umano e l’universo, mostrando come fenomeni molto diversi possano appartenere a un medesimo ordine. La conoscenza non è concepita come dominio sulla natura, ma come partecipazione a una realtà più ampia, nella quale ogni parte acquista significato attraverso il rapporto con le altre. Quando questa dinamica si indebolisce, la ricerca rischia di ridursi a specializzazione frammentata oppure a competizione, perdendo la capacità di mantenere una visione unitaria.
Questa prospettiva emerge chiaramente nell’opera dell’astronomo Martin Rees (23 giugno 1942), che invita continuamente a riconoscere quanto limitata sia la conoscenza umana rispetto alla vastità del cosmo. Una delle sue osservazioni più note, «L’assenza di prove non è una prova dell’assenza», richiama l’esigenza di mantenere aperto il dialogo tra ciò che è conosciuto e ciò che rimane ancora invisibile. Analoga apertura compare nell’affermazione: «Quando scopro che ho torto, cambio idea. Cosa fai tu?», che esprime una concezione della ricerca fondata sul confronto, sulla disponibilità reciproca e sulla continua revisione delle proprie convinzioni. Ancora più suggestiva è la sua descrizione dell’universo: «Gli atomi che compongono i nostri corpi… sono semplici costituenti in traccia di un universo la cui struttura su larga scala è controllata da una sostanza piuttosto diversa (e invisibile). Vediamo, per così dire, solo la schiuma bianca sulle creste delle onde, non le onde massicce stesse.» L’immagine ricorda che la realtà osservabile costituisce soltanto una piccola parte di un insieme immensamente più vasto, invitando a un atteggiamento di umiltà e di ascolto nei confronti del mistero.
Questa ricerca dell’unità trova una delle sue espressioni più affascinanti nell’opera di Nikola Tesla (10 luglio 1856). Molte sue riflessioni sembrano anticipare una visione profondamente relazionale della realtà. Scrive infatti: «Sebbene liberi di pensare e agire, siamo tenuti insieme, come le stelle nel firmamento, con legami inseparabili. Questi legami non possono essere visti, ma possiamo sentirli.» La relazione precede così ogni separazione apparente, mentre ciò che unisce gli esseri viventi rimane invisibile pur manifestandosi continuamente nelle loro esperienze. Ancora più sorprendente risulta la riflessione sulla partecipazione reciproca fra tutti gli esseri: «Ogni volta che una persona cara o vicina è stata male, ho sentito dolore fisico… le anime sono legate con fili infrangibili… Dobbiamo comprendere queste verità per poter guarire. Il farmaco è nei nostri cuori e anche nel cuore dell’animale che noi chiamiamo l’universo.» La guarigione non nasce soltanto dall’intervento tecnico, ma dal riconoscimento della profonda interconnessione che attraversa l’intero cosmo. Anche la sua visione della trasmissione senza fili dell’energia manifesta questa ricerca di armonia, immaginando una tecnologia capace di ridurre lo sfruttamento delle risorse e di favorire una convivenza più equilibrata con il pianeta. Non meno attuale appare infine la sua osservazione: «Tutto ciò che è stato grande in passato è stato ridicolizzato, condannato, combattuto, soppresso, solo per emergere ancora più potente…», che ricorda come il progresso scientifico dipenda anche dalla disponibilità a dialogare con idee inizialmente considerate impossibili.
Anche Alan Turing (23 giugno 1912) mette in discussione una concezione rigidamente meccanicistica della ricerca scientifica. La sua affermazione «L’opinione diffusa secondo cui gli scienziati procedono inesorabilmente da un dato di fatto consolidato a un altro dato di fatto consolidato, senza essere mai influenzati da congetture non dimostrate, è del tutto errata» ricorda che ogni autentica scoperta nasce da un continuo confronto tra osservazione, intuizione, immaginazione e verifica. La conoscenza procede quindi attraverso un dialogo permanente fra ciò che è già acquisito e ciò che ancora non possiede una dimostrazione definitiva. Non è un caso che la sua figura continui a rappresentare uno dei simboli più profondi dell’incontro tra matematica, filosofia, informatica e riflessione sull’intelligenza, mostrando come le grandi innovazioni sorgano spesso proprio dall’intersezione fra discipline differenti.
Geografia analogica (PTU): D4-7 Spagna orientale (Valencia – Murcia)
L’attribuzione della PTU D4-7 alla Comunità Valenciana e alla Regione di Murcia non implica che questo territorio possieda una natura esclusivamente riconducibile al binario 4.7. Come per ogni PTU del Sistema Binario, l’associazione costituisce una prospettiva interpretativa che permette di osservare determinati aspetti geografici, storici, culturali e simbolici secondo l’archetipo del binario. Nel caso del D4-7, il territorio viene considerato attraverso la dinamica dell’incontro tra Cancro e Bilancia: il Cancro custodisce appartenenza, memoria, protezione e radicamento, mentre la Bilancia orienta tali qualità verso il dialogo, la cooperazione, la reciprocità e la costruzione di relazioni armoniche. L’interesse principale consiste quindi nell’individuare come questo territorio favorisca storicamente e simbolicamente la mediazione, l’incontro e l’equilibrio fra identità differenti.
La Comunità Valenciana e la Regione di Murcia occupano una delle principali aree di connessione del Mediterraneo occidentale. Fin dall’antichità esse hanno costituito un punto d’incontro fra civiltà iberiche, fenicie, greche, romane, islamiche e cristiane. Più che una semplice successione di dominazioni, questa lunga storia ha prodotto una continua stratificazione culturale nella quale differenti tradizioni hanno imparato a convivere, influenzandosi reciprocamente. Da una prospettiva 4.7, il territorio manifesta quindi una naturale vocazione alla relazione, alla mediazione e allo scambio, mostrando come identità differenti possano mantenere la propria specificità senza rinunciare alla cooperazione.
Anche la conformazione geografica riflette questa dinamica. La lunga costa mediterranea favorisce da millenni commerci, comunicazioni e incontri fra popoli, mentre le fertili pianure irrigate dai grandi sistemi agricoli valenciani e murciani rappresentano uno dei più antichi esempi europei di gestione condivisa delle risorse idriche. L’acqua, elemento tipicamente cancerino, non viene semplicemente posseduta, ma distribuita attraverso regole comunitarie che richiedono cooperazione, equilibrio e responsabilità reciproca. In questo senso la storica organizzazione delle huertas valenciane costituisce una significativa espressione del principio 4.7: la sopravvivenza della comunità dipende dalla capacità di mantenere rapporti equi e stabili fra tutti coloro che condividono il medesimo territorio.
Particolarmente significativa è l’istituzione del Tribunal de las Aguas de Valencia, considerato uno dei più antichi tribunali ancora attivi al mondo. Da secoli i rappresentanti delle comunità agricole si riuniscono pubblicamente davanti alla Cattedrale di Valencia per risolvere in modo rapido, orale e consensuale le controversie relative all’utilizzo dell’acqua. Il suo funzionamento si fonda non tanto sulla contrapposizione giuridica quanto sulla ricerca dell’equilibrio e della riconciliazione all’interno della comunità. Dal punto di vista del binario 4.7 esso rappresenta uno degli esempi più evidenti della trasformazione del conflitto in dialogo e della giustizia come servizio alla relazione piuttosto che come semplice applicazione della norma.
La città di Valencia (D4-7-8) esprime in modo particolare questa funzione di incontro. Storicamente aperta al Mediterraneo e al tempo stesso profondamente radicata nell’entroterra iberico, la città si sviluppa come luogo di mediazione fra culture, commerci e tradizioni differenti. Il grande porto, i quartieri storici, la presenza del Turia e la trasformazione del suo antico alveo in uno dei maggiori parchi urbani d’Europa mostrano una costante ricerca di equilibrio fra sviluppo urbano, qualità della vita e spazi condivisi. Anche la Città delle Arti e delle Scienze, pur rappresentando la modernità, mantiene questa funzione di ponte fra ricerca scientifica, cultura, educazione e vita collettiva.
Anche Murcia (D4-7-6) manifesta chiaramente il tema della cooperazione. L’intera storia della regione è strettamente legata alla gestione dell’acqua in un ambiente relativamente arido. I complessi sistemi di irrigazione, sviluppati soprattutto durante il periodo islamico e successivamente mantenuti e ampliati, hanno richiesto per secoli collaborazione continua, pianificazione comune e fiducia reciproca. Il paesaggio stesso diventa così espressione della capacità di trasformare una condizione potenzialmente difficile in una forma stabile di convivenza.
Una particolare rilevanza simbolica assume inoltre il Mar Menor (D4-7-1), la più grande laguna salata d’Europa. Situato fra mare aperto e terraferma, esso costituisce naturalmente uno spazio intermedio, protetto ma non isolato, aperto ma non disperso. Questa posizione liminale richiama efficacemente uno dei temi fondamentali del binario 4.7: mantenere la propria identità senza interrompere la relazione con ciò che è diverso. Anche le recenti problematiche ambientali che hanno interessato il Mar Menor mostrano come l’equilibrio fra attività umana e ambiente costituisca una responsabilità collettiva, confermando quanto la cooperazione rappresenti una necessità concreta e non soltanto un ideale.
Dal punto di vista culturale, Valencia e Murcia continuano a svolgere una funzione di ponte fra differenti identità linguistiche e regionali. La convivenza fra valenciano e castigliano, insieme alle numerose tradizioni locali, mostra come appartenenza e dialogo possano sostenersi reciprocamente senza richiedere uniformità. Anche numerose feste popolari, pur fortemente radicate nell’identità locale, assumono una dimensione comunitaria che coinvolge l’intera popolazione attraverso forme di collaborazione, partecipazione e servizio reciproco.
Considerata nella prospettiva del binario 4.7, questa PTU appare dunque come un territorio nel quale la relazione non rappresenta un semplice fatto sociale, ma una vera risorsa vitale. L’acqua condivisa, la mediazione dei conflitti, l’incontro fra culture mediterranee, la cooperazione economica, la pluralità linguistica e la continua ricerca di equilibrio fra tradizione e innovazione costituiscono espressioni particolarmente coerenti dell’Intento del binario. La dinamica unificante si manifesta quando tali elementi favoriscono fiducia, dialogo, giustizia, collaborazione e appartenenza reciproca; la dinamica separante compare invece quando prevalgono contrapposizioni identitarie, sfruttamento delle risorse comuni, competizione territoriale o perdita di quella cultura della mediazione che per secoli ha caratterizzato questo spazio mediterraneo.
Chiavi di lettura: Un bel dono oggi (4), Amore senza limiti, Breve passo (11), Chiedete e vi sarà dato, Versione reale
ARTE
Pierre Cardin (7Pp) (Sant’Andrea di Barbarana, 2 luglio 1922) stilista francese.
John Coplans (Pp) (Londra, 24 giugno 1920) artista britannico.
Antoni Gaudi (6) (Reus, 25 giugno 1852) architetto spagnolo, Sagrada Familia. “L’originalità consiste nel tornare alle origini”; “L’architettura è la disposizione della luce, la scultura è il gioco della luce”; “Tutto risale al grande libro della natura, le opere degli uomini sono un libro già stampato”.
Käthe Kollwitz (6Up) (Königsberg, 8 luglio 1867) pittrice, scultrice tedesca.
Richard Texier (9Nv) (Niort, 28 giugno 1955) pittore, scultore francese.
Horace Vernet (4.7/8) (Parigi, 30 giugno 1789) pittore, fotografo francese.
ESOT
Bernd Arnulf Mertz (5NiPpSv) (Berlino, 10 luglio 1924)scrittore, occultista, psicologo, astrologo tedesco.
Janet Farrar (Londra, 24 giugno 1950) saggista, insegnante Wicca britannica.
FIL/PSIC
Cometan (Brandon Reece Taylor) (8) (Preston, 1° luglio 1998) filosofo inglese, fondatore dell’astronismo, The Omnidoxy’s treatise.
Gerd Lüdemann (Visselhövede, 5 luglio 1946) teologo tedesco, Der große Betrug. Und was Jesus wirklich sagte und tat; Suppressed Prayers; Intolerance and the Gospel; “La morte di Gesù come conseguenza della crocifissione è indiscutibile”; “Può essere considerata una certezza storica che Pietro e i discepoli abbiano avuto esperienze dopo la morte di Gesù dove lui gli è apparso come il Cristo risorto”.
Peter Sloterdijk (Nv) (Karlsruhe, 26 giugno 1947) filosofo, saggista tedesco, discepolo di Osho negli anni 70, Du mußt dein Leben ändern: Über Anthropotechnik. Kritik der zynischen Vernunft; “In una cultura in cui idealismi sclerotizzati trasformano la menzogna in modus vivendi, il progresso della verità dipende dall’esistenza o meno di gente abbastanza aggressiva e libera (leggi: «svergognata») da dire la verità”.
LETT.
Gila Almagor (Petah Tiqwa, 22 luglio 1939) attrice, scrittrice israeliana.
Said Aql (Zahle, 4 luglio 1911) poeta, politico libanese. “Costruirò per te ogni notte | Un palazzo luminoso | Con interi blocchi di smeraldo | E pietre di diamante. | Sarà azzurro come i tuoi occhi, | O verde come i tuoi desideri”.
Robert Baer (Los Angeles, 1º luglio 1952) scrittore, ex-agente segreto statunitense.
Joan Bauer (River Forest, 12 luglio 1951) scrittrice statunitense di letteratura per giovani adulti.
Jordan Belfort (New York, 9 luglio 1962) imprenditore, scrittore statunitense.
Edward Bond (Londra, 18 luglio 1934) drammaturgo, poeta, sceneggiatore, regista britannico.
Lily Braun (Zehlendorf, 8 agosto 1916) scrittrice, politica tedesca.
Alfredo Castelli (Nv) (Milano, 26 giugno 1947) fumettista, critico letterario italiano, Martin Mystère.
Giacomo Debenedetti (Biella, 25 giugno 1901) scrittore, saggista italiano.
Robert Desnos (5) (Parigi, 4 luglio 1900) poeta, scrittore surrealista francese.
Mohamed Dib (Tlemcen, 21 luglio 1920) autore algerino.
Georges Duhamel (Parigi, 30 giugno 1884) scrittore, medico francese; PG: Vie des martyrs.
Verner von Heidenstam (Olshammar, 6 luglio 1859) scrittore, poeta svedese, NL, Vallfart och vandringsår (Peregrinazioni).
Mercedes Lackey (9SfUp) (Chicago, 24 giugno 1950) scrittrice statunitense di fantasy, horror, fantascienza, Valdemar, Darkover.
Georges Lecomte (Mâcon, 9 luglio 1867) romanziere, drammaturgo francese.
Vladimir Maiakovski (5SvUr) (Bagdati, 19 luglio 1893) poeta, scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore, artista, pittore sovietico, cantore della rivoluzione, Клоп (La cimice); “La notte verrà | a rodere | e a mangiare. | Vedete? Come un Giuda | vende di nuovo il cielo | per una manata di stelle spruzzate di tradimento”.
Marino Moretti (Cesenatico, 18 luglio 1885) poeta, romanziere, drammaturgo italiano.
Peyo (Pierre Culliford) (6Ni) (Schaerbeek, 25 giugno 1928) fumettista belga, creatore dei Puffi.
Ernesto Sabato (4Ni) (Rojas, 24 giugno 1911) scrittore argentino, El túnel, Sobre héroes y tumbas; “La frase ‘nel passato era meglio’ non indica che in passato sono successe meno cose brutte, ma che – fortunatamente – le persone le gettano nell’oblio”; “A volte penso che niente abbia senso. Su un minuscolo pianeta che va verso il nulla per milioni di anni, siamo nati in mezzo al dolore, cresciamo, combattiamo, ci ammaliamo, soffriamo, facciamo soffrire le persone, urliamo, moriamo, muoiono e ne nascono altri per ricominciare l’inutile commedia”, ““Io, per esempio, mi caratterizzo per ricordare eventi brutti e, quindi, potrei quasi dire che ”ogni volta nel passato è stato peggio”, se non fosse che il presente mi sembra tanto orribile quanto il passato; Ricordo tante calamità, tanti volti cinici e crudeli, tante cattive azioni, che la memoria è per me come la luce paurosa che illumina un sordido museo della vergogna”.
MUSICA
Cheb Akil (Khemis Miliana, 27 giugno 1974) cantante algerino. “Soufrite Ana”
Danilo Amerio (Asti, 30 giugno 1963) cantautore pop italiano, “Il posto dove sta Dio”, “Milioni di soli” (In un altro medioevo in questo mondo così poco etico noi entriamo in un cavo per un sogno telematico milioni di soli noi solo dietro un vetro illuminato chiuso in una scatola ci illudiamo di comunicare da una stanza singola milioni di soli noi no, non ci scaldiamo più mai non so mai se ci sei tu davvero dietro quello schermo mai non so mai tu chi sei mentre il mondo corre resto fermo qui quando volte ti ho cercata dietro quei cristalli liquidi mentre immaginavo di contare tutte le tue felidi milioni di soli noi come artefici di un volo artificiale verso un altro dio ci perdiamo in questo labirinto nel suo finto luccichio milioni di soli noi no, non ci scaldiamo più mai non so mai se ci sei tu davvero dietro quello schermo mai non so mai tu chi sei mentre il mondo corre resto fermo qui a sognare di correre anche se non è vivere ma di sognare non smettere no mai! Ohh, mai non so mai se ci sei tu davvero dietro quello schermo io non so più da quanto tempo sono qui mi chiedo se adesso sei ancora li di fronte a me ti cerco ancora con un click e siamo qui milioni di soli io non so più da quanto tempo sono qui mi chiedo se adesso sei ancora li di fronte a me ti cerco ancora con un click e siamo qui milioni di soli noi), “Il mercato degli angeli” (2009, Sotto un cielo coriandoli coi vestiti da angeli già gli somigliate un po’ piedini svelti frenetici tutto il tempo a rincorrervi per poi sfiniti cadere giù Ma chi sono quei demoni travestiti da uomini che in rete si collegano e abili si nascondono e a volte impuniti rimangono tra i più insospettabili io non so come fai quando apri quei file di foto mute che urlano un mondo impotente che poi non si accorge di te che quei sogni da bambino non hai io non so come fai a sorridere a me se solo farmi male tu vuoi e non so come fai a giocare con noi quando sai che un gioco non è Sotto un cielo a coriandoli riusciremo a proteggerli da questa bestialità smascheriamo quegli uomini del mercato degli angeli sui computer inconsapevoli … ho bisogno d’amore e tu lo sai io non so come fai a restare chi sei e se dormi cosa sognerai io so come fai a sorridere a me se solo farmi male tu vuoi e non so come fai a giocare con noi quando sai che un gioco non è), “Anni luce” (2009, Anni luce di anni al buio a scandagliare questo oceano e un’altra notte che non dormirò con la radio e con la mia parabola puntata verso l’universo immenso che non è soltanto mio di trasmette io no, non smetterò perché noi non siamo solo e io lo so mentre penso a questo spazio infinito io mi chiedo se mi avrai sentito prima che finisca io il mio tempo si esaurisce prima o poi ma non questa mia certezza che ci sei. Chissà se tu mi cerchi come faccio adesso io che ti cerco come sto cercando dio mentre provo a immaginarti a modo mio chissà se tu mi cerchi se mi pensi uguale a te se anche tu hai una luna per sognare un po’ o se hai visto già la mia e non lo so anni luce di anni al buio chiuso dentro il mio solaio solo quando il sole non c’è più mi dicevi io ti mando il mio messaggio musicale nel linguaggio universale che argini non ha di trasmettere io no, non smetterò perché noi non siamo solo ed io lo so).
Benny Benassi (Milano, 13 luglio 1967) disc jockey italiano.
Laura Branigan (New York, 3 luglio 1952) cantante pop statunitense, “Angels Calling”, “Imagination”, “Ti amo”.
Gustave Charpentier (12) (Dieuze, 25 giugno 1860) compositore francese; Louise.
Vince Clarke (Basildon, 3 luglio 1960) tastierista, compositore rock/synth pop britannico (Depeche Mode), Deeptronica.
Missy Elliott (8) (Portsmouth, 1º luglio 1971) rapper, cantante, compositrice statunitense.
David Essex (5SPiNv) (Plaistow, 23 luglio 1947) cantante pop rock, attore inglese.
Brigitte Fontaine (10) (Morlaix, 24 giugno 1939) cantante d’avanguardia, scrittrice, poetessa, autrice, compositrice francese, “Le brouiliard”.
Fréhel (Marguerite Boulc’h) (Parigi, 13 luglio 1891) cantante, attrice francese, Si tu n’étais pas là.
Ariana Grande (10NUi) (Boca Raton, 26 giugno 1993) cantautrice pop, attrice statunitense; “My Everything”; “No Tears Left to Cry”* (Right now, I’m in a state of mind I wanna be in like all the time Ain’t got no tears left to cry So I’m pickin’ it up, pickin’ it up I’m lovin’, I’m livin’, I’m pickin’ it up I’m pickin’ it up, pickin’ it up I’m lovin’, I’m livin’, I’m pickin’ it up Oh, yeah I’m pickin’ it up Yeah, pickin’ it up Yeah Lovin’, I’m livin’, so we turnin’ up Yeah, we turnin’ it up Ain’t got no tears in my body I ran out, but boy, I like it, I like it, I like it Don’t matter how, what, where, who tries it We out here vibin’, we vibin’, we vibin’ Comin’ out, even when it’s rainin’ down Can’t stop now, can’t stop so shut your mouth Shut your mouth, and if you don’t know Then now you know it, babe Know it, babe, yeah Right now, I’m in a state of mind I wanna be in like all the time Ain’t got no tears left to cry So I’m pickin’ it up, pickin’ it up Oh, yeah I’m lovin’, I’m livin’, I’m pickin’ it up. Oh, I just want you to come with me … We on another mentality Ain’t got no tears left to cry To cry So I’m pickin’ it up, pickin’ it up Oh, yeah I’m lovin’, I’m livin’, I’m pickin’ it up Comin’ out, even when it’s rainin’ down Can’t stop now Shut your mouth Ain’t got no tears left to cry Oh yeah, oh yeah … Pickin’ it up, pickin’ it up Lovin’, I’m livin’, so we turnin’ up Yeah, we turnin’ it up).
Diana Gurtskaya (Sukhumi, 2 luglio 1978) cantante russa-georgiana non vedente, “Ты здесь” (Я знаю точно ты здесь, Я знаю точно ты здесь, Я знаю точно ты здесь со мной осенней порой ночной. Спустя один только миг, Спустя один только миг, Меня коснется твоя рука, божественна и легка. Ты здесь, Чувствую я тебя, Радуясь и любя. Ты здесь, Только не уходи, Все у нас впереди. Ты здесь, ты здесь. Прикосновение рук, Прикосновение губ, Прикосновение души к душе, ты рядом со мной уже. Как электрический ток, Из позвонка в позвонок, Проходит нежно волна тепла, О, как долго тебя я ждала), “Прекрасное Далеко” (Слышу голос из прекрасного далёка, Голос утренний в серебряной росе, Слышу голос, и манящая дорога Кружит голову, как в детстве карусель. Прекрасное далёко, не будь ко мне жестоко, Не будь ко мне жестоко, жестоко не будь. От чистого истока в прекрасное далёко, В прекрасное далёко я начинаю путь Я клянусь, что стану чище и добрее, И в беде не брошу друга никогда, Слышу голос, и спешу на зов скорее По дороге, на которой нет следа; Sento una voce da una bellissima lontananza, La voce del mattino nella rugiada d’argento, Sento una voce, e la strada seducente Mi fa girare la testa come una giostra nell’infanzia. Bella lontana, non essere crudele con me, non essere crudele con me, non essere crudele. Da una fonte pura a una bellissima lontananza, inizio il mio viaggio verso una bellissima lontananza, giuro che diventerò più pulito e gentile, e non lascerò mai un amico nei guai, sento una voce e mi affretto a chiamare prima Sulla strada dove non c’è traccia))
Julianne Hough (Orem, 20 luglio 1988) cantante country, attrice, ballerina statunitense.
Kailash Kher (Uv) (Meerut, 7 luglio 1973) cantante pop rock indiano. “Daulat Shohrat Ki Karni” (2023); “Saiyyan” (2007).
Evelyn King (New York, 1º luglio 1960) cantante disco/funk statunitense, “Shame”.
Gary LeVox (Uv) (Columbus, 10 luglio 1970) cantante, cantautore country statunitense (Rascal Flatts), “Bless the Broken Road” (I set out on a narrow way many years ago Hoping I would find true love along the broken road But I got lost a time or two Wiped my brow and kept pushing through I couldn’t see how every sign pointed straight to you That every long lost dream led me to where you are Others who broke my heart, they were like Northern stars Pointing me on my way into your loving arms This much I know is true That God blessed the broken road That led me straight to you Yes, He did I think about the years I spent just passin’ through I’d like to have the time I lost and give it back to you But you just smile and take my hand You’ve been there, you understand It’s all part of a grander plan that is coming true And now I’m just a-rollin’ home Into my lover’s arms This much I know is true That God blessed the broken road That led me straight to you That God blessed the broken road That led me straight to you), “I Won’t Let Go”, “What Hurts the Most”.
Filippo Merola (Roma, 12 luglio 1970) cantante di musica leggera italiano.
Mitch Miller (Rochester, 4 luglio 1911) compositore, cantante, direttore d’orchestra, produttore statunitense.
Jason Orange (5Uv) (Manchester, 10 luglio 1970) cantante pop rock, ballerino britannico (Take That), “Love Love” (You bring me right back down to the Earth from the promised land We’re getting close to the center of the Earth with an honest plan You’ll never be your mother or your father do you understand Until you understand We don’t have too much time here And time it travels far too fast We’re not to far we’re too near Before they take it from our hands Why don’t you teach your heart to fill and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to talk and give your love love, give your love love. Gimme gimme what I need We’ll take you right back down to the Earth from the mother land This is a first class journey to the gods to the son of man You’re at the gates of human revolution don’t you understand Why don’t you understand (Understand) we don’t have too much time here And time it travels far too fast We’re not too far we’re too near Before they take it from our hands Why don’t you teach your heart to fill and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to talk and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to fill and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to talk and give your love love, give your love love. Gimme gimme what I need We don’t have too much time here And time it travels far too fast We’re not too far we’re too near Before they take it from our hands Why don’t you teach your heart to fill and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to talk and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to fill and give your love love, give your love love give it all away Why don’t you teach your heart to talk an give your love love, give your love love. Gimme gimme what I need), “Rule The World” (You light the skies up above me A star so bright you blind me, yeah, yeah Don’t close your eyes Don’t fade away, don’t fade away, oh Yeah, you and me we can ride on a star If you stay with me, girl, we can rule the world Yeah, you and me we can light up the sky If you stay by my side, we can rule the world If walls break down, I will comfort you If angels cry, oh, I’ll be there for you You’ve saved my soul Don’t leave me down, don’t leave me now, oh…), “Hold Up a Light” (You can dance if you like You can sing every line of every song No, you don’t have to steal the show It was your show all along As the orchestra plays the people take the seats There’s no room left in this house It’s only you and me and if life is your stage I’ll be watching Hold up a light for me, hold up a light for me Hold up a light for me, hold up a light for me, oh I’ll be watching…), “SOS”, “The Flood”, “The Garden”, “Wonderland”, “Shine”.
Joan Osborne (6Pi)(Louisville, 8 luglio 1962) cantautrice statunitense, “Right Hand Man”, “One of Us” (1995, If God had a name what would it be? And would you call it to his face? If you were faced with Him in all His glory What would you ask if you had just one question? And yeah, yeah, God is great Yeah, yeah, God is good Yeah, yeah, yeah-yeah-yeah What if God was one of us? Just a slob like one of us Just a stranger on the bus Tryin’ to make his way home? If God had a face what would it look like? And would you want to see If seeing meant that you would have to believe In things like heaven and in Jesus and the Saints And all the prophets? And yeah, yeah, God is great Yeah, yeah, God is good Yeah, yeah, yeah-yeah-yeah … Just tryin’ to make his way home Back up to heaven all alone Nobody callin’ on the phone ‘Cept for the Pope, maybe in Rome), “St Teresa”, “I’ll Be Around”, “Lumina” (1995, Lumina Come and wrap around me Lumina Take me through the snow Eve took a train Eve took a train Went to see her man Melting inside melting away Like butter in the pan Lumina Come and wrap around me Lumina Take me through the snow Eve took a fruit Eve picked a fruit Juice ran down her chin Babies will put things in their mouths Never heard of sin Lumina Open like the sea Lumina Sing me in the dark Eve had to ask, Eve had to ask What is wrong with this Here is the place, now is the time Let’s invent the kiss Lumina Come and wrap around me Lumina Come and wrap around me…), “Ladder”.
Nicole Saba (4.6/7) (نيكول سابا) (26 giugno 1974) cantante libanese, “Ya Shaghilny” (2004; O la mia preoccupazione, dimentica la passion Io e tu siamo la cura E poi con te, questa è la tua passione, non il mio caso Chi può cosa e la tua preoccupazione è la mia mente Oh mio amore, i miei occhi, perché mi hai dimenticato, che il mio cuore e la mia vita hanno sognato O amato dei miei occhi, se vieni da me, tutta la mia vita non ti sarà cara Il tuo amore è notti nella mia mente e cambio la mia situazione con lui Né era nella mia mente che sarei stato trascinato fuori da ciò in cui sarei stato trascinato Dal primo giorno e tu Prendi i miei anni, prendi il mio cuore e i miei occhi E non preoccuparti, amore mio, testardaggine, amore mio, Vieni a chiamarmi e basta separarsi); “Wehliftlak Belgaly” (2004; E ti giuro che sei nella mia mente di notte Giuro su Dio, non mi è permesso stare con teQuando mi è venuto in mente per la prima volta, ti ho disegnato nella mia immaginazione Una foto del mio caro amato che sognava di incontrarlo Sei sempre nei miei pensieri Spero che un giorno sarai soddisfatto, il mio cuore è sempre in te Lo sguardo dei tuoi occhi mi fa rivivere Punteggia tutta la mia nostalgia Accanto a te, vorrei che tu potessi lasciarmi La mia anima l’ha trovata con te Lo sguardo dei tuoi occhi mi fa rivivere Punteggia tutta la mia nostalgia Accanto a te, vorrei che tu potessi lasciarmi La mia anima l’ha trovata con te).
Haytham Shaker (Gedda, 15 luglio 1983) cantante arabo; “Khaleek Gambi” (2006; Resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa Se potessi vivere senza di me Se riesci a completarlo da solo Non posso vivere per un secondo In questo mondo, la mia vita, nella tua distanza Se potessi vivere senza di me Se puoi completalo da solo Non posso vivere per un secondo In questo mondo, la mia vita, nella tua distanza resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa Avvicinati a me, ho bisogno di una melodia Il desiderio è pieno di me, oh tutto ciò che è mio Avvicinati a me, ho bisogno di una melodia Il desiderio è pieno di me, oh tutto ciò che è mio Resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa Giorni e notti con un sogno in cui sei Con il tuo amore rendi gli anni più belli della mia vita Giorni e notti con un sogno in cui sei Con il tuo amore rendi gli anni più belli della mia vita Resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa Resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa Resta accanto a me Abbraccia il mio cuore ho bisogno di un tuo abbraccio Mantieni la tua promessa): “Ya Hawa” (Mi mancano gli occhi della mia amata e di Yamin, che dice che ci sono anch’io Questo è ciò che sogno in ogni momento Mi mancano gli occhi del mio amore Mi manca il suo grembo e tutto ciò che contiene Sto aspettando che torni da me Oh amore, oh amore, rassicurami su ciò che sta arrivando Oh amore, oh amore, dicendo che sono io mi muore il cuore Perché ha detto che non avevo la mia vita se non per lui? Oh hoi, oh hoi, rassicurami su ciò che è assente Oh, oh, oh, oh, oh, oh, il mio cuore sta morendo Dicendo che sono il perché o la mia vita non sarà il perché Dicono che domani dimenticherò il suo capriccio E dimenticare le notti che ho vissuto con lui E voglio dire, era il mio amore Perché sia nelle mie mani, dimenticatelo Nella nostra vita, cose che dimentichiamo E le cose della nostra vita non le dimentichiamo Questo sono io quando chiudo gli occhi nello spirito Per la gioia del tempo che abbiamo visto Questi siamo noi che non siamo tra di noi, questi sono gli anni migliori che abbiamo vissuto Oh amore, oh amore, rassicurami su ciò che è assente Oh, oh, oh, oh, oh, oh, il mio cuore sta morendo Dicendo che sono il perché o la mia vita non sarà il perché)
Jimmy Somerville (7Sr) (Glasgow, 22 giugno 1961) cantautore synth pop scozzese, “You Make Me Feel”.
Taboo (Jaime Luis Gómez) (PvSp) (Los Angeles, 14 luglio 1975) rapper, cantautore (Black Eyed Peas), attore statunitense.
Ares Tavolazzi (Ferrara, 12 luglio 1948) bassista, contrabbassista italiano di musica jazz, membro degli Area e altri gruppi.
Toquinho (Antonio Pecci Filho)(1SrNv) (San Paolo, 6 luglio 1946) chitarrista, cantante brasiliano, “Acquarello”, “Se t’innamorerai” (Se t′innamorerai Tutto sarà più bello Anche la stanza tua .diventerà un castello Se t’innamorerai Poi te ne accorgerai Anche il silenzio ti sembrerà…)
Despina Vandi (Tubinga, 22 luglio 1969) cantante pop greca, “Gia”, “A pa pa”, “To Proto Mas Fili” (“dal nostro primo bacio”, 2005, trad. Un cielo come un abbraccio Un sole sorridente Ho preso dal mare, il colore che indossi e ho dipinto di blu la mia vecchia solitudine ti sto dicendo Coro Sei venuto e hai cambiato la mia vita per sempre Mi perdo nel nostro primo bacio la logica finisce stasera nei tuoi occhi E tutto ricomincia dall’inizio E giuro piccola, non ho paura ora Corro un rischio e mi tuffo, nel mio cuore il profondo Te lo giuro, anima mia, ogni giorno che viene avrà sempre il sapore, dal nostro primo bacio dal nostro primo bacio dal nostro primo bacio Ho lasciato la nuvolosità a ieri e tutto ciò che fa sanguinare il mio cuore Ho rinchiuso le notti di silenzio infinito e ho aperto la porta il mio angelo per te di venire ti sto dicendo), “Ya Habibi” (Oh piccola), “Simera” (Oggi).
Warda Al-Jazairia (22 luglio 1939) cantante algerina, “Ya Habibi La Tekoli”.
POLIT/ECON.
George W. Bush (5Pi) (New Haven, 6 luglio 1946) politico statunitense, 43º presidente USA. Ron Kovic (12UrNv) (Ladysmith, 4 luglio 1946) scrittore, attivista, militare statunitense. Giorgio Napolitano (4PiUf) (Napoli, 29 giugno 1925) politico italiano, 11º presidente. Francisco Sa Carneiro (1PpUi) (Porto, 19 luglio 1934) politico portoghese. Malala Yousafzai (6Pr) (Mingora, 12 luglio 1997) attivista pakistana, NP.
SCIENZA
Martin John Rees (York, 23 giugno 1942) astronomo, cosmologo inglese; Our Final Hour; TP; “L’assenza di prove non è una prova dell’assenza”; “Quando scopro che ho torto, cambio idea. Cosa fai tu?”; “Gli atomi che compongono i nostri corpi e che rendono tutte le stelle e le galassie visibili, sono semplici costituenti in traccia di un universo la cui struttura su larga scala è controllata da una sostanza piuttosto diversa (e invisibile). Vediamo, per così dire, solo la schiuma bianca sulle creste delle onde, non le onde massicce stesse. Dobbiamo immaginare il nostro habitat cosmico come un luogo oscuro, fatto principalmente di materiale abbastanza sconosciuto”.
Nikola Tesla (2Pi) (Smiljan, 10 luglio 1856) inventore, fisico, ingegnere elettrico serbo-statunitense, My Inventions; K.Papić, Tajna Nikole Tesle; History, The Tesla Files; IP; “Sebbene liberi di pensare e agire, siamo tenuti insieme, come le stelle nel firmamento, con legami inseparabili. Questi legami non possono essere visti, ma possiamo sentirli”; “La trasmissione economica dell’energia senza fili è d’importanza fondamentale per l’uomo. Gli permetterà infatti di dominare incontrastato sull’aria, sul mare e sui deserti. L’uomo sarà libero dalla necessità di estrarre minerali o petrolio, trasportare e bruciare combustibili, abolendo così molteplici cause d’inquinamento”; “Ogni volta che una persona cara o vicina è stata male, ho sentito dolore fisico. Questo perché i nostri corpi sono di una costituzione simile, e le anime sono legate con fili infrangibili. La tristezza incomprensibile che ci prende a volte, significa che da qualche parte, magari dall’altra parte del pianeta, è morto un bambino o un uomo nobile. L’intero universo è in alcuni periodi stanco di se stesso e di noi. La scomparsa di una stella e l’apparizione di comete hanno effetti su di noi più di quanto crediamo. … Dobbiamo comprendere queste verità per poter guarire. Il farmaco è nei nostri cuori e anche nel cuore dell’animale che noi chiamiamo l’universo”, “Tutto ciò che è stato grande in passato è stato ridicolizzato, condannato, combattuto, soppresso, solo per emergere ancora più potente, ancora più trionfante dalla lotta”.
Alan Turing (3PpUf) (Londra, 23 giugno 1912) matematico inglese, informatico; M.Tyldum, The Imitation Game; “L’opinione diffusa secondo cui gli scienziati procedono inesorabilmente da un dato di fatto consolidato a un altro dato di fatto consolidato, senza essere mai influenzati da congetture non dimostrate, è del tutto errata”.
SPETTACOLO
Isabelle Adjani (1) (Parigi, 27 giugno 1955) attrice, cantante francese, AN: DD The Story of Adèle H., CC/SB Camille Claudel. CC: L’Été meurtrier, La Reine Margot, La Journée de la jupe, PI Possession. DD: La gifle. PI: Quartet. Aure Atika (3) (Estoril, 12 luglio 1970) attrice, regista francese. Dan Aykroyd (NvUf) (Ottawa, 1º luglio 1952) attore, sceneggiatore, musicista, cantante canadese-statunitense; AN: Driving Miss Daisy. EA: Saturday Night Live. Nancy Allen (NvPp) (New York, 24 giugno 1950) attrice statunitense. Kristen Bell (Huntington Woods, 18 luglio 1980) attrice statunitense. Alessandro Bergonzoni (7NiUf) (Bologna, 21 luglio 1958) comico, cabarettista, drammaturgo, scrittore, umorista, attore italiano. Dany Boon (Daniel Hamidou) (5) (Armentières, 26 giugno 1966) comico, attore, regista, sceneggiatore, produttore francese. Catherine Breillat (Bressuire, 13 luglio 1948) regista, sceneggiatrice, scrittrice, attrice francese Anatomy of Hell, The Last Mistress, Bluebeard. Carlo Buccirosso (Napoli, 7 luglio 1954) attore italiano, DD (Noi e la Giulia), NA (Song’e Napule). Gary Busey (Goose Creek, 29 giugno 1944) attore statunitense; AN: The Buddy Holly Story. Thomas Carter (Austin, 17 luglio 1953) regista, produttore, attore statunitense. Kevin Connor (Londra, 24 settembre 1937) regista inglese, The Land that Time Forgot*, The People That Time Forgot. David Dobkin (Washington, 23 giugno 1969) regista, produttore, sceneggiatore statunitense. Jane Espenson (Ames, 14 luglio 1964) produttrice, sceneggiatrice statunitense; Buffy the Vampire Slayer, Warehouse 13. Rupert Graves (Weston-super-Mare, 30 giugno 1963) attore britannico. Mikael Håfström (4.7/6) (Lund, 1º giugno 1960) regista, sceneggiatore svedese, The Rite. William Hanna (Np) (Melrose, 14 luglio 1910) regista statunitense di fumetti e dei cartoni animati. Christian Kane (SpUv) (Dallas, 27 giugno 1972) attore, cantautore statunitense. René Laloux (Pp) (Parigi, 13 luglio 1929) regista, animatore, sceneggiatore francese, GP: La planète sauvage*. Les Escargots. Janet Leigh (8Pp) (Merced, 6 luglio 1927) attrice, scrittrice statunitense; AN/GG: Psycho. Anthony Mann (Anton Bundsmann) (San Diego, 30 giugno 1906) regista statunitense. Hideo Nakata (Okayama, 19 luglio 1961) regista giapponese. Wolfgang Reitherman (Monaco di Baviera, 26 giugno 1909) animatore, regista tedesco-statunitense. Michelle Rodríguez (Pv) (San Antonio, 12 luglio 1978) attrice, ambientalista statunitense. Karine Silla (Dakar, 6 luglio 1965) attrice, sceneggiatrice, regista, scrittrice francese. John Simm (PUv) (Leeds, 10 luglio 1970) attore britannico; Life on Mars. Campbell Scott (New York, 19 luglio 1961) attore, regista statunitense. Richard Simmons (7Niv) (New Orleans, 12 luglio 1948) personalità statunitense. del fitness. Sylvester Stallone (9) (New York, 6 luglio 1946) attore, sceneggiatore, regista statunitense.Jos Stelling (Utrecht, 16 luglio 1945) regista, sceneggiatore olandese. Twyla Tharp (8) (Portland, 1º luglio 1941) danzatrice, coreografa statunitense. Ulrich Thein (7 aprile 1930) attore, regista tedesco; MF: Anton der Zauberer. Charles Weidman (3Ni) (Lincoln, 22 luglio 1901) ballerino statunitense. Mark Webber (Minneapolis, 19 luglio 1980) attore, sceneggiatore, regista statunitense. Sam Wood (Filadelfia, 10 luglio 1883) regista statunitense.
SPIRIT/REL.
Peter Deunov (Sv) (Nikolaevka, 11 luglio 1864) maestro spirituale bulgaro (School of Esoteric Christianity), creatore della Paneuritmia; “Che razza di amore è permeato dalla gelosia? Sei geloso perché non sei consapevole che tutto è dentro di te”; “Che cosa indica la gelosia? La gelosia è amore che si manifesta nel mondo fisico. Se sei geloso significa che hai un debito da pagare; se qualcuno è geloso di te, ha un debito da pagare a te”; “Se insegui la felicità, sei una persona ordinaria. Se è invece la felicità a inseguirti, sei una persona straordinaria. Non rincorrere la felicità, lascia che ti rincorra lei”; “In natura esiste una Legge: fintanto che non avete pianto, non potete crescere. O siete voi che dovete piangere o qualcuno lo dovrà fare per voi. Se piangete per qualcuno, lo aiutate. Le persone pensano che piangere sia una debolezza, ma non lo è. Non esiste un singolo essere che non abbia mai pianto”.
Francesca Saverio Cabrini (Sant’Angelo Lodigiano, 15 luglio 1850) religiosa italo-statunitense (Missionarie del Sacro Cuore di Gesù), santa cattolica.
Leone IX (Sp) (Eguisheim, 21 giugno 1002) 152º papa, santo cattolico.
Paolo IV (Capriglia, 28 giugno 1476) 223º papa cattolico.
Ogyen Trinley Dorje (Bakor, 26 giugno 1985) insegnante buddista tibetano, capo della Karma Kagyu, The Art is Noble, The Future is Now; “Niente è intrinsecamente o in ultima analisi negativo. Qualsiasi situazione che si presenta è solo relativamente buona o cattiva in base a molti fattori, tra cui, in modo più significativo, come percepisci la situazione e come rispondi a essa”.
Jack Kornfield (16 luglio 1945) autore, insegnante buddhista statunitense; After the Ecstasy, the Laundry, Meditation for Beginners; A Path with Heart: A Guide Through the Perils and Promises of Spiritual Life; “Tra tutti i maestri e gli insegnanti occidentali che conosco, una certa perfezione idealistica non è evidente. Tempi di grande saggezza, profonda compassione e una vera conoscenza della libertà si alternano a periodi di paura, confusione, nevrosi e lotta. La maggior parte degli insegnanti lo ammetterà prontamente”; “Hai in mano un invito: a ricordare il potere trasformante del perdono e della gentilezza amorevole. Di ricordare che non importa dove ti trovi e cosa affronti, nel tuo cuore la pace è possibile “.
Sigillo: due linee verticali con un rombo tra di loro. Questo sigillo promuove una relazione intima con la Guida o il Sé multidimensionale centrale. “Attraverso questa relazione ami chiunque e qualunque cosa esista dentro e fuori di te. Questa è la coppia perfetta. La Guida si distingue sia per la luce che per l’ombra.” Il sigillo migliora la ricerca di parti separate dell’anima, per l’amante perduto. Fornisce la passione per cercarlo faticosamente e finalmente trovarlo, rendendosi conto che non ci ha mai abbandonato. Di conseguenza la sua ricerca diventa una dichiarazione d’amore volta a perfezionare l’estasi dell’incontro finale. Una volta che l’incontro ha luogo, nonostante tutte le difficoltà più evidenti e illusorie, l’unione è irremovibile e il matrimonio multidimensionale si celebra il mondo senza fine. Giorno e notte si uniscono, Sole e Luna si uniscono, proclamando la loro relazione eterna.
Riferimento epico: Stato di Quald: Nazione di Ducodarg
Nazione dello Stato di Quald, sita nel sud-est dello Stato, appendice insulare della penisola di Lobster, da cui è separata tramite il Thoracic Duct, un antico e ampio canale strategico che collega il Mar d’Oriente con il Grande Mare di Pozdah. Questa terra è sicuramente una delle nazioni più romantiche da una prospettiva multidimensionale. L’armonia squisita delle valli ducodariane e delle sue spiagge pittoresche è lo scenario ideale per qualsiasi memorabile avventura amorosa. L’idillio multidimensionale è la forma d’intrattenimento preferita dei Kallexiani in generale, ed è a Ducodarg che questo gioco può risuonare maggiormente per l’esperienza umana. Di conseguenza, i Developer del Sacro Cono, durante il loro intenso addestramento a Haragox presso la Dark Rock di Kallex, in alcune occasioni speciali si trasferirono a Ducodarg per una breve vacanza, specialmente a Quendot e nelle sue città costiere (4.7.7), Dome of Samatet e Dorian Flirt (4.7.12). La capitale è Quendot (4.7.7), un grazioso porto marittimo, noto per le sue immense spiagge con sabbia verde menta e per l’omonima squadra. In origine era una piccola città portuale (un punto) che operava come tappa romantica per i primi navigatori e pionieri, che poi si sviluppò in una metropoli. Ducodarg è anche famosa come luogo originale di sillabazione del nome del Sacro Cono (Pahai Sadoh), svelato nella Trinità Ducale di Drat (4.7.4) nel sito dell’attuale Vicariato della Divulgazione del Nome del Sacro Cono. Ducodarg è la nazione ospitante del Dorian Egg e del Divination Egg. Nella trinità di Ducodar West (4.7.12) si presume che il mitico eroe Kurandah abbia eseguito la sua prima danza estatica di guarigione.
| Code | Trinity | HeadCity | Squares |
| 4.7.1 | Ducod Quartet | Dramatist Egg | D.Deposit, Ducogallivant, |
| 4.7.2 | Dance Ducodarg | Dorian Default | Deflective Egg, Dar al Ducodarg, Dixit, Doubt, Quiet, Damit, Decision to Forget |
| 4.7.3 | Dag | Dag | Dot, Dog, Dar al Defendant, Qat |
| 4.7.4 | Drat | Drat | Dust, Degg, Duct, Derg, Dent |
| 4.7.5 | Quest | Quest | |
| 4.7.6 | Dulcet | Dulcet | Digant (orizzonte), Doulat (tesoro), Detect, Desert, Depart, Donard, Dunbeg, Dencat, Qubbat, Quwwat, Decision to Forget |
| 4.7.7 | Quendot | Quendot | Devagit (canto divino), Dessert, Duelist, Dearest, Daring, Ducobit, Dejedot, Drombart, Dancing, Qarabat |
| 4.7.8 | Drumbeat | Drumbeat | Devadoot (messaggero divino), Dikshant (fine apprendimento), District, Daylight, Diplomat, Deltrout, Delfrog, Ducodegg, Delgamut, Demonegg, Discount, Document |
| 4.7.9 | Ducodeast | Davenport | Defendant, Divergent, Daftdavit, Danceregg, Quendavit, Daftpoint, Delgusset, Quentenet, Deerhurst, Denrabbit, Dew Point |
| 4.7.10 | Driveshaft | Delchariot | Department, Descendant, Detachment, Drumdigest, Drivepoint, Deviousegg, Duttrumpet |
| 4.7.11 | Downdraught | Ducodarfort | Deconstruct, Development, Delegategg, Ducodardiet, Digitalgelt, Quenchariot, |
| 4.7.12 | Ducodar West | Doriachariot | Diffusionist, Dorian Point, Ducodargust, Dugodar Gist, Dorian Flirt, Qurandancing, Ductruculent, Doriangailot, Deje D. |
| 4.7.0 | Quendot |
Unità territoriale provvisoria:
REGIONE D4-7: SPAGNA, Valencia, Murcia
D4-7: SPAGNA, ALICANTE, Alicante: Alicante (3), Marina Alta, Marina Baixa, Comptat, Alcaiá (2), Baix Segura, Baix Vinalopó, Valls de Vinalopó, Alt Vinalopó (4). MURCIA, Murcia (6), Alto Guadalentín, Bajo Guadalentín, Campo de Cartagena [Cc], Mar Menor (1), Altiplano, Noroeste, Orientale, Rio Mula, Ricote, Alta del Segura, Media del Segura (12). CASTELLÓN: Castellón de la Plana (9), Els Ports, El Baix Maestrat, L’Alt Maestrat (10), Alt Palancia, La Plana Baixa, Alt Millars, L’Alcalaten (11). VALENCIA, Valencia (8), Ribera Baxa, Ribera Alta, Navarrés, Cofrents, Costera, Albaida, Lasafor (5).
