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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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9.4 Sagittario/Cancro

9.4x

9.4 (Sagittario/Cancro)

Avvertenza: questa pagina è in costruzione. Le informazioni fornite hanno carattere strategico e provvisorio, non sono da intendere come definitive e possono essere integrate o contraddette da altre prospettive presenti nella pagina. Per ulteriori informazioni si prega di leggere la Liberatoria e la Guida.

Numero: 100. Gradi: 17½-20° Sagittario. Segni: Sagittario/Cancro. Case: IX/IV. Pianeti: Giove/Luna. Polarità: positiva/negativa. Elementi: fuoco/acqua. Qualità: mutevole/cardinale. Aspetto: quinconce. Fase: luna piena. Anatomia: fianchi, cosce, fegato; seno, stomaco. Colori: blu/arancione-giallo. Modulazione: Avventuriero Protettivo. HSS: Vanjuli: Iziglamarod. Spirito: Nivaya Quiu. PTU: Polonia: Lublin. Lettere: I/J – V/W, D/Q.

Pregi: carisma, lungimiranza, ottimismo, profezia, sicurezza. Rancori: dogmatismo, fanatismo, tirannia. Temi: radici luminose.

Individui: Rafael Alberti (Le); Alfio Antico (Mu); Peggy Ashcroft (Sp); Alain Bashung (Mu); William Blake (Le); Joseph Conrad (Le); Charles Filiger (Ar); Edmond Fleg (Le); Jimi Hendrix (Mu); Mark Jansen (Mu); Jacques Lacarrière (Le); Francesco Lana de Terzi (Sc); Bob Lind (Mu); Max Linder (Sp); Harpo Marx (Sp); Nikolaj Nekrasov (Le); Bill Nelson (Mu); Sherwin Nuland (Sc); D. Z. Phillips (Fp); Prem Rawat (In); Sathya Sai Baba (In); Maximilian Schell (Sp); Iain Softley (Sp); Maria Luisa Spaziani (Le); Robert Sternberg (Fp); Italo Svevo (Le); Robert Towne (Sp); Tom Waits (Mu); Peter Wessel Zapffe (Fp).

Discemus gubernaculum esse movendum Quod verum putaver am esse particulam Pro viribus agendum est Vim totam adhibebimus Ad haec nos paremus (Epica, “The Holographic Principle”, 2016)

9.4 è una miscela di fuoco mutevole e acqua cardinale, che integra lo spirito avventuroso, l’espansione, la libertà e la sete di verità del Sagittario con la sensibilità, la compassione, la protezione e la tenacia del Cancro. Questa combinazione dispensa un profondo romanticismo avventuroso, abbondante entusiasmo, ottimismo e idealismo derivati dalla profonda connessione con le proprie radici e tradizioni. 9.4 è motivato da un fervore traboccante che facilmente raggiunge il cuore delle persone e dell’ambiente in cui opera. Gli obiettivi di fondo possono talvolta risultare estremi e gonfiati, ma garantiscono in generale cautela e considerazione verso rischi avventati.

Sagittario e Cancro sono in aspetto di quinconce, un angolo di 150°, cinque-dodicesimi di 360°, che implica paradossi rispetto ai limiti della realtà separata, tanto da causare slittamenti in universi paralleli o, in altri termini, una grande confusione rispetto alla natura della realtà. La diversità estrema dei settori implicati in questo binario consente loro di funzionare al meglio in contesti multidimensionali, in cui è comprensibile e accettata l’esistenza simultanea su diversi piani di realtà. In una realtà separata, al contrario, 9.4 si confronta con l’impatto estremo tra sistemi di credenza inconciliabili: uno in rapporto con i condizionamenti umani fondati sulla preservazione della dimensione fisica e con i relativi modelli di realtà consensuale, l’altro inteso a trascendere e a liberarsi radicalmente dai limiti della materia.  Da un lato una coscienza che seguita a identificarsi con la realtà fisica e a promuoverla costi quel che costi, accettando e giustificando quindi ogni forma di sofferenza e sacrificio, fino all’immolazione della morte, dall’altro la consapevolezza della natura perversa e ingannevole di tale realtà, insieme al risveglio, la crisi e l’eventuale liberazione che ne derivano. Con 9.4, sono potenzialmente stravolti i valori ordinari di maternità del Cancro, per cui il senso della vita risiede nella sopravvivenza dell’umanità o, più propriamente negli ultimi secoli, nel possesso di una propria prole marchiata dai caratteri biologici dei genitori. Ciò determina una situazione paradossale nei confronti di ogni aspetto della realtà consensuale, poiché rivela la presenza della nostra natura alternativa, insieme alla volontà di porre fine alla sua cattività. Nella sfera della ricerca della pura verità, a cui tende inevitabile la freccia del Sagittario, diventa impossibile qui evadere gli aspetti più controversi delle credenze umane, e alla fine dei conti il paradosso della fede ossessiva in un Dio onnipotente e onnisciente, massima espressione di amore, o nella natura romantica di Madre Terra, con la presenza del male e della sofferenza, o con la mostruosità sanguinaria della realtà fisica.

Sole in Sagittario e Luna in Cancro si collocano nello stadio finale della Luna Piena che porta alla fase successiva, la Luna Disseminante. La luna piena è un momento attivo e molto carico, l’apice del ciclo lunare. La sua funzione è di portare equilibrio. Lo scopo della parte finale della Luna Piena mentre si muove in Cancro è di permettere che questo equilibrio operi tramite il rilascio profondo e senza compromessi di emozioni represse, che possono essere più facilmente liberate lavorando con memorie passate. In questa fase occorre essere consapevoli della natura delle emozioni che sono lasciate andare così da impedire a esse di riciclarsi nelle idee e nei pensieri. In particolare si tratta qui di lasciare andare l’attaccamento all’identificazione personale al fine di riconoscere che ogni emozione e pensiero è energia collettiva con radici nel passato.

Il contrasto lancinante che 9.4 evidenzia è quello tra la condizione umana dipendente da un corpo fisico mortale e quella spirituale, che concerne il mistero di un corpo alternativo ed eterno. In un mondo in cui è inevitabile ammalarsi e morire che senso può mai avere essere in buona salute? Per esempio, il tuo corpo umano oggi è in buone condizioni. Oggi ci sono 7.829.541.130 corpi umani viventi nel mondo, di cui 847.958.150 corpi sono ammalati o in pessime condizioni, mentre 156.600 muoiono. Ogni giorno si celebra la lotteria dei viventi, dei morti e degli ammalati. L’unica cosa certa è che ognuno dei 7.829.541.130 corpi umani oggi viventi a un certo punto morirà. Nella maggioranza dei casi si ammalerà pure, soffrendo ed entrando in qualche forma di atroce e prolungata agonia. Quindi, che cavolo può mai significare il fatto che il tuo corpo fisico sia in buona salute oggi? Che almeno per oggi l’hai scampata per cui ti puoi godere la vita, mentre attorno a te seguita la strage e l’agonia incessante? A cosa ti serve stare bene oggi, mentre tanti altri stanno male e quando domani, o in qualunque altro momento futuro, senza alcun preavviso, tu potrai stare male e pure morire, nonché perdere il rapporto con tutto ciò che in questo mondo ti è caro? L’unica utilità di essere in un corpo umano in buona salute in 9.4 consiste nell’impegnarti con ogni forza a trovare un corpo e un mondo alternativo, sia per te sia per tutti i tuoi cari, inclusa l’intera umanità.

Eppure, l’umanità ordinaria e i suoi sistemi di credenza si fondano proprio sulla rimozione di quanto sopra, per cui ogni malessere e insoddisfazione rispetto alla vita convenzionale viene ricondotto regolarmente al difetto di chi lo esperisce poiché il dogma imperante è che la “vita è bella” o è un dono di un creatore amorevole. Da una prospettiva provocatoriamente opposta, come scrive il filosofo P. Zapffe “L’umanità dovrebbe porre fine alla propria esistenza di propria volontà”.

“La depressione, l’angoscia, il rifiuto di mangiare e così via sono considerati senza eccezioni segni di una condizione patologica e vengono trattati di conseguenza. In molti casi, però, questi fenomeni sono indizi di un’esperienza più profonda, più immediata di ciò che è la vita, frutti amari del genio della mente o dell’emozione, che è alla radice di ogni tendenza antibiologica. Non è l’anima a essere malata, ma il suo meccanismo di difesa che o fallisce o viene abiurato perché considerato – giustamente – come un tradimento del dono più potente dell’uomo”, scrive Zapffe, per cui “finché l’umanità seguiterà a vivere nella fatale illusione di essere biologicamente destinata al trionfo, nulla di essenziale cambierà”.
Io sono leggenda, sono diceria, sono la memoria persa dal mito. Un’altra increspatura sul tuo fiume. Un momento in qualche modo perso E quando tutto sarà finito E quando tutto sarà finito. Vinceremo. Brilleremo di nuovo come stelle. Quindi sdraiati accanto a me ora Stai vicino a me ora. Le stelle brilleranno di nuovo (Bill Nelson, “Stars Will Shine Again”) (I am legend, I am rumour I am memory lost by myth Another ripple on your river A moment somehow missed And when all is done And when all is done We will overcome We will shine like stars again So lay beside me now Stay close beside me now Stars will shine again).

Ogni volta che Sole e Luna si trovano in aspetto di quinconce, due volte ogni ciclo lunare, il conflitto diventa indicibile e paradossale, poiché le parti in conflitto coesistono dentro di noi. Non è più possibile espellerne una a vantaggio dell’altra. 9.4 è una combinazione quinconce. Il quinconce è l’aspetto più secondario e incomprensibile possibile, perché è incompatibile per la realtà consensuale.

Considera momenti di grande conflitto, in cui tutte le polarità che dapprima identificavi internamente una alla volta distribuite nel tempo lineare o esternamente nel rapporto con gli altri, te le ritrovi simultaneamente all’opera, sovrapposte tra loro, tanto che non puoi più schierarti da una parte o dall’altra, perché esse coesistono in modo indissolubile. Individua i particolari di una di queste esperienze. Il primo passo di guarigione comporta in questo caso il rilascio dalle credenze e dai condizionamenti. Considera quindi momenti di grande conflitto, mettendo da parte le interpretazioni relative e attenendoti rigorosamente a quello che è successo visibilmente, ai fatti sostanziali. Il Sagittario è in relazione con la navigazione nelle credenze e con la capacità di identificarne la natura senza essere trattenuti da una sola di esse. Qui distingui tra quello che accade e ciò che si crede stia accadendo. L’interpretazione è così devastante e abusiva, per cui esperienza e interpretazione diventano una cosa sola per l’essere umano. Le interpretazioni a cui mi riferisco sono quelle che non sembrano tali. Il Sagittario opera nel periodo più buio dell’anno, in cui dimorano le credenze matrice, quelle materne (Cancro) che producono il genere umano, e di cui quest’ultimo è rigorosamente inconsapevole. Le interpretazioni matrice non sono percepite come contenuti mentali, bensì come componenti emotive e, peggio ancora, come contenuti fisici. In breve, il corpo fisico, la realtà materiale, è la conseguenza di un’interpretazione, di una credenza con cui la mente umana è stata programmata. Ritorna al respiro. Il respiro può essere usato come rappresentativo dello spirito unificato. Quindi respirando permettiamo al nostro respiro, in quanto spirito, di rilasciare le credenze che sono bloccate internamente e che producono a loro volta blocchi esterni. Respira e lascia penetrare il respiro affinché giunga alla matrice delle credenze arbitrarie che governano la tua vita, così da sfollarle e dissolverle. Fallo considerando particolari esperienze della tua vita, che così spurghi delle relative interpretazioni, che stanno alla base effettiva di ciò di cui hai avuto esperienza. Ogni tuo esperienza, in cui ci sono protagonisti specifici, laddove opera un’interazione tra ciò con cui ti identifichi e quanto invece non riconosci come tua identità è il prodotto di una credenza che nell’esperienza relativa si auto-contempla per avvallare la realtà arbitraria della sua esistenza. Con ogni respiro ti liberi delle credenze.

In questa pratica di rilascio delle credenze stiamo lavorando insieme come gruppo, non importa in quale tempo tu la svolga. Ricordalo. Procediamo quindi insieme e sentiamo che questo atto di riconoscimento di particolari esperienze, spurgate della relativa interpretazione, è un’impresa immane di guarigione, il passo decisivo di liberazione. Il problema non è quella data esperienza, ma la sua interpretazione.

Il fuoco del Sagittario è quello più nobile. Qui la visibilità materiale del fuoco non serve più. Il fuoco è solo spirituale e di esso sul piano fisico rimane solo il fumo e le braci. Invoca un essere di fuoco, quale la Tigre. Lascia che questa Tigre si muova nelle tue esperienze, per cui ci sei te ed eventuali altri nelle tue esperienze, ma c’è anche la Tigre che sparge il suo fuoco e brucia ogni interpretazione.

“The Tyger”, poesia raccolta nell’opera Songs of Experience (1794) di William Blake (9.4)
Tyger! Tyger! Burning brightIn the forests of the night:What immortal hand or eyeCould frame thy fearful symmetry?In what distant deeps or skiesBurnt the fire of thine eyes?On what wings dare he aspire?What the hand dare seize the fire?And what shoulder, and what art,Could twist the sinews of thy heart?And when thy heart began to beat,What dread hand? And what dread feet?What the hammer? What the chain?In what furnace was thy brain?What the anvil? What dread graspDare its deadly terrors clasp?When the stars threw down their spears,And water’d heaven with their tears:Did He smile His work to see?Did He who made the Lamb make thee?Tyger! Tyger! Burning brightIn the forests of the night:What immortal hand or eyeDare frame thy fearful symmetry?Tigre! Tigre! Divampante fulgoreNelle foreste della notte,Quale fu l’immortale mano o l’occhioCh’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?In quali abissi o in quali cieliAccese il fuoco dei tuoi occhi?Sopra quali ali osa slanciarsi?E quale mano afferra il fuoco?Quali spalle, quale artePoté torcerti i tendini del cuore?E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?Quale mazza e quale catena?Il tuo cervello fu in quale fornace?E quale incudine?Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terrae il paradiso riempivano di pianti?Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,Chi l’Agnello creò, creò anche te?Tigre! Tigre! Divampante fulgoreNelle foreste della notte,Quale mano, quale immortale spiaOsò formare la tua agghiacciante simmetria?

In questo meraviglioso ciclo del Sagittario siamo nel buio più pesto, ma in questo buio può passare la Tigre luminosa. Ritorna alle tue esperienze più buie possibili. Attenzione, quando sei in quelle esperienze, perché il buio è proprio l’interpretazione, che tu scambi per la luce. L’interpretazione ti dice come stanno le cose, e simula la chiarezza in contrasto con il buio, ma in realtà il buio è proprio l’interpretazione, che è inganno e falsa chiarezza. Il buio è la menzogna che prende il posto della verità, per cui la verità è coperta dal buio. L’infame arbitrarietà dell’esistenza umana è il buio, in cui l’umanità seguita a cercare una perversa protezione materna (Cancro), che la condanna a un’incessante sua proliferazione destinata a inevitabile massacro. Faccio notare qui tecnicamente che nei binari, il secondo elemento, quello lunare, tende a esprimersi in maniera disfunzionale, a meno che non sia integrato con la priorità verso il primo elemento, quello solare (Sagittario). D’altro canto, la disfunzione e perversione si crea non solo quando l’elemento solare è asservito a quello lunare, ma anche quando quest’ultimo è ignorato o represso.

Base astrologica: 9.4 corrisponde a Sole in Sagittario (positivo, Fuoco mutevole) e Luna in Cancro (negativo, Acqua cardinale), C9 e C4; Giove, governatore del Sagittario, è esaltato in Cancro, mentre la Luna, governatrice del Cancro, è nel proprio domicilio. S9 esprime espansione, ricerca, orientamento e superamento dei limiti; S4 specifica questo movimento attraverso memoria, origini, appartenenza, protezione e sicurezza emotiva. S9 e S4 formano un quinconce (150°), aspetto di adattamento tra principi diversi e privi di affinità elementare o modale. C9 e C4 collegano ampliamento degli orizzonti e sistemi di significato con origini, memoria e radicamento; Giove e Luna, espansione con protezione e continuità. 9.4 appartiene allo stadio finale della Luna Piena, verso la fase Disseminante: il culmine del ciclo prepara elaborazione e trasmissione dell’esperienza. Dwadashamsha: Cancro, 17°30′–20° Sagittario.

Temi estesi: [0] 9.4: chiave archetipica dei temi formulati e potenziali, senza significato fisso né esaustivo, nelle espressioni unificanti e separanti. [1] Ricerca delle origini: ampliamento della conoscenza tramite esplorazione di radici, memoria, tradizioni e condizioni originarie che formano credenze, identità e visioni del mondo. Le origini sostengono l’espansione verso significati più ampi. La ricerca può restare vincolata al patrimonio ricevuto o perdere il radicamento nel tentativo di superarlo. [2] Trasformazione della tradizione: ricerca di prospettive più ampie tramite il patrimonio ricevuto, distinguendo ciò che orienta da ciò che richiede revisione o superamento. La tradizione diventa base per nuovi orientamenti. Può irrigidirsi in autorità indiscutibile o essere respinta, privando la ricerca delle proprie radici. [3] Credenze, fede e appartenenza: ricerca di significato considerando il ruolo delle convinzioni ricevute da famiglia, cultura e tradizione. L’appartenenza alimenta una fede capace di aprirsi a significati più ampi. Può invece subordinare la ricerca alle credenze ereditate o dissolvere ogni appartenenza in una ricerca senza base. [4] Mondo e casa: ampliamento degli orizzonti mantenendo il rapporto con origini, appartenenza e continuità personale e culturale. L’esplorazione del mondo rinnova il senso della provenienza. La casa può diventare limite all’espansione o il mondo fuga dalle origini. [5] Visione e memoria: uso dell’esperienza passata e della memoria collettiva per comprendere il presente e orientarsi verso possibilità più ampie. La memoria alimenta una visione capace di oltrepassare il passato. Può invece vincolare la visione a ciò che è stato o essere negata da una visione senza continuità. [6] Universalità e identità: passaggio dalla storia individuale, familiare e locale a culture, popoli, credenze e significato dell’esistenza. L’identità diventa base per riconoscere dimensioni più universali. Può chiudere l’universale entro identità ereditate o dissolversi nell’universalità perdendo radici e appartenenza. [7] Libertà e protezione: esplorazione di nuovi orizzonti mantenendo sicurezza e continuità. La protezione sostiene la libertà di esplorare senza perdere il radicamento. Può trasformarsi in chiusura che limita la libertà o essere rifiutata in un’espansione priva di base. [8] Paradossi delle credenze: confronto tra ideali, sistemi di significato ed esperienza, incluse contraddizioni relative a sofferenza, vulnerabilità e perdita. Il paradosso permette di ampliare le credenze tramite il confronto con l’esperienza. Può irrigidire le credenze contro ciò che le contraddice o lasciare l’esperienza senza un quadro di significato. [9] Viaggio e ritorno: esplorazione di luoghi, culture e conoscenze che amplia l’esperienza e rinnova la comprensione delle origini. Il viaggio consente di ritornare alle proprie radici con una prospettiva più ampia. Può diventare fuga dalle origini o ritorno che impedisce nuove esplorazioni. [10] Trasmissione e generazioni: sviluppo e circolazione di conoscenze, valori, racconti e visioni tramite continuità familiare, culturale e storica. La trasmissione rinnova il patrimonio ricevuto aprendolo a nuovi orizzonti. Può perpetuare credenze senza revisione o interrompere la continuità nel tentativo di superarle.

Temi base: [0] 9.4. [1] Ricerca delle origini: ampliamento della conoscenza tramite radici, memoria e tradizioni. [2] Trasformazione della tradizione: sviluppo di nuove prospettive tramite il patrimonio ricevuto. [3] Credenze, fede e appartenenza: ricerca di significato tramite credenze e appartenenze ricevute. [4] Mondo e casa: ampliamento degli orizzonti mantenendo il rapporto con le origini. [5] Visione e memoria: uso del passato per comprendere il presente e orientare il futuro. [6] Universalità e identità: passaggio dalla storia individuale e locale a prospettive più ampie. [7] Libertà e protezione: esplorazione di nuovi orizzonti mantenendo sicurezza e continuità. [8] Paradossi delle credenze: confronto tra sistemi di significato e contraddizioni dell’esperienza. [9] Viaggio e ritorno: esplorazione del mondo che rinnova la comprensione delle origini. [10] Trasmissione e generazioni: sviluppo e continuità di conoscenze, valori e visioni.

Tassonomia: Filosofia e storia delle idee → filosofia della conoscenza, visioni del mondo, sistemi di pensiero, storia delle idee. Religioni e religione comparata → credenze, tradizioni religiose, mitologie, storia delle religioni. Educazione e trasmissione culturale → apprendimento, formazione, trasmissione intergenerazionale di conoscenze e valori. Geografia, viaggio ed esplorazione → geografia culturale, viaggio, esplorazione, conoscenza dei territori. Antropologia culturale → culture, identità collettive, sistemi simbolici, appartenenza, tradizioni. Folclore e tradizioni popolari → racconti, usi, credenze, patrimoni comunitari.

PMF: 9.4 descrive il passaggio di S9 attraverso S4: ricerca di verità, orizzonte originario e significato esteso mediante memoria, protezione e appartenenza. Il quinconce produce una coesistenza paradossale di sistemi poco conciliabili nella realtà omologata: identificazione con corpo, famiglia, storia, sopravvivenza, e consapevolezza di un’identità multidimensionale non definibile da tali fattori. 9.4 mantiene S4 subordinato a S9: la protezione può diventare cattività, mentre la ricerca deve conservare il radicamento. Se S4 si autonomizza, la sicurezza diventa difesa della separazione; se S9 ignora S4, la trascendenza perde memoria, relazione e contenimento. L’integrazione consente radicamento senza chiusura ed espansione o perdita delle origini. La realtà omologata è piano 3D di corporeità, storia lineare e sistemi consensuali; 4D rende riconoscibili memorie, dinamiche emotive e relazioni non riducibili a forma materiale; 5D e livelli ulteriori consentono prospettive non identificate con la separazione. Il passaggio dimensionale mantiene 3D liberandola da ogni pretesa di esclusività. La realtà ieratica funge da ponte, mettendo in scena il rapporto tra realtà conosciuta e origine senza confondere esperienza simbolica e realtà omologata; la realtà superna apre a immaginazione e percezione multidimensionale. Il Sacro Cerchio permette di riconoscere i diversi stati come prospettive provvisorie orientate al Centro. 9.4 riconosce le credenze matrice che appaiono come realtà, emozione, memoria o identità personale. Il discernimento distingue esperienza e interpretazione senza sostituire una credenza con un’altra. Il rilascio dell’identificazione permette a IMC di riconoscere le configurazioni dei 144 Binari senza coincidere con alcuna. Le parti incompatibili nella coscienza separata possono così integrarsi in una struttura più ampia senza uniformarsi. S9 mantiene la direzione verso verità e origine; S4 memoria, cura e appartenenza; il Centro permette a entrambi di operare senza autonomizzarsi. 9.4 usa quindi la realtà omologata come campo provvisorio di riconoscimento, attraversamento e ritorno alla coscienza multidimensionale, in cui la casa cercata è già presente a un livello più profondo.

TOCCO SUPERNO (TS): questa sezione individua corrispondenze e dinamiche corporee, sviluppandole come metafore e riferimenti per pratiche sul corpo fisico e sui corpi multidimensionali. TS è una pratica multidimensionale sul corpo. Il linguaggio impiegato è metaforico e teatrale, di livello avanzato, rivolto agli addetti ai lavori e da comprendere in questa chiave, senza interpretazioni letterali. In 9.4, con Sole in Sagittario e Luna in Cancro, le corrispondenze generali associano anche e cosce a torace, mammelle e stomaco. Giove, governatore del Sagittario, aggiunge il riferimento al fegato; la Luna governa il Cancro e accompagna le attribuzioni relative al nutrimento e ai liquidi corporei. L’assegnazione specifica di 9.4 è il gluteo sinistro; nella mano corrisponde alla seconda falange del medio sulla superficie dorsale sinistra, il segmento intermedio del dito fra le due articolazioni interfalangee. Gluteo deriva dal greco gloutós, «natica». Per la regione corporea: lat. natis (f); ingl. buttock; fr. fesse (f); ted. Gesäßhälfte (f); sp. nalga (f); rus. ягодица, trasl. jagodica (f). Il termine anatomico latino musculus gluteus (m) designa invece un muscolo gluteo. La localizzazione riguarda la prominenza posteriore sinistra alla base del tronco, comprendente rivestimento cutaneo, tessuto adiposo e muscolatura sottostante. Il grande gluteo contribuisce soprattutto all’estensione e alla rotazione esterna dell’anca, intervenendo quando ci si alza da una sedia, si salgono gradini o si sviluppa una spinta vigorosa. Il medio e il piccolo gluteo, situati più lateralmente e in profondità, partecipano all’abduzione dell’anca e alla stabilizzazione del bacino durante il passo. La regione congiunge così due condizioni corporee: il sostegno nella posizione seduta e la preparazione al movimento. L’appoggio da seduti coinvolge in particolare le tuberosità ischiatiche e i tessuti che le ricoprono, mentre nel cammino la muscolatura glutea contribuisce a mantenere il bacino stabile quando un piede lascia il terreno. Le aree del Cancro introducono funzioni differenti: le mammelle producono latte nell’allattamento e lo stomaco raccoglie e mescola gli alimenti con i succhi digestivi. Il raccordo fisiologico con il movimento passa attraverso il nutrimento e la disponibilità energetica dell’organismo; l’assorbimento dei nutrienti avviene prevalentemente nell’intestino tenue, mentre il fegato partecipa alla loro elaborazione, conservazione e distribuzione. Nella mano, la falange intermedia del medio offre una leva ai movimenti del dito; sul dorso, l’apparato estensore contribuisce alla sua estensione attraverso una distribuzione tendinea che collega le articolazioni. Sul piano simbolico, il gluteo può rappresentare una base dalla quale sostare, alzarsi e ripartire: un riferimento corporeo ai temi del viaggio e del ritorno, mantenendo l’esplorazione come direzione dominante di 9.4. Le tradizioni contemplative attribuiscono particolare rilievo alla costruzione di questa base. Nella Haṭhayogapradīpikā I.20, la descrizione di gomukhāsana, «postura del muso di vacca», dispone ciascuna caviglia sotto la natica opposta. Nello Zen Sōtō, la preparazione dello zazen comprende invece la sistemazione del bacino sul cuscino, affinché l’appoggio sostenga il tronco eretto e la respirazione tranquilla. Questi riferimenti mostrano come una parte spesso poco visibile del corpo contribuisca alla forma complessiva della postura contemplativa. Un esempio di pratica può sviluppare l’attenzione corporea del TS (FS, Il tocco superno, cap. 7), riprendendo da 281123 l’immagine di una dimora originaria che costituisce insieme rifugio e punto di partenza. Siedi comodamente e percepisci gli appoggi, soffermandoti sulla regione del gluteo sinistro. Assumi come intento esplorare mantenendo un riferimento al quale ritornare. Lascia emergere uno spazio multidimensionale di riposo e protezione, riconoscendone pochi particolari concreti: una superficie che sostiene, una luce, una temperatura. Da questa dimora avvia un breve viaggio, conservando la percezione della sua presenza mentre il corpo superno si muove. In 231121, inspirazione ed espirazione rappresentano due poli che possono essere riconosciuti senza risolverne immediatamente il contrasto: applicando questo procedimento, accompagna l’inspirazione con la percezione del corpo che parte e l’espirazione con quella del corpo che riposa, lasciando coesistere movimento e appoggio. Torna infine alla dimora, sospendi le immagini e rimani per qualche respiro nel silenzio; poi riconosci il peso del corpo, il contatto con la seduta e l’ambiente circostante. Per dettagli, vedi 281123 e 231121.

PROVISIONALISMO: 9.4 esplora le credenze matrice attraverso S9, distinguendo esperienza e interpretazione, specie quando quest’ultima appare come emozione, dato fisico o realtà indiscutibile. Origine familiare, memoria, tradizione e appartenenza possono sostenere la ricerca o limitarla; la loro revisione non implica falsità, né la loro conservazione garantisce verità. La dimora può proteggere senza trattenere, il viaggio liberare o generare nuove dipendenze; ritorno e distacco restano possibilità, non obblighi. Fede, scetticismo, dogma e critica possono essere esaminati senza adottarli; anche la sospensione del giudizio resta revocabile. Il contrasto fra corpo mortale e ipotesi di corpi o mondi alternativi consente di esplorare cosmologie incompatibili, compresa l’unicità della realtà fisica, senza confondere possibilità, esperienza, credenza e attuazione. Sofferenza, morte e male interrogano le certezze ricevute, senza imporre risposte metafisiche né giustificare mezzi dannosi in nome di fini superiori. La memoria può custodire fatti, alterarli o costruire identità: Italo Svevo (Le) ne offre un caso letterario attraverso la ricostruzione instabile del passato e dell’io. La ricerca può confermare, trasformare o abbandonare le proprie origini; resta aperta anche la possibilità che alcune verità non richiedano revisione.

A COURSE IN MIRACLES: Il rapporto tra ricerca della verità e bisogno di sicurezza, continuità e appartenenza è centrale in 9.4: la mente cerca di superare il sistema di pensiero che ha costruito la propria storia, pur identificandosi con relazioni, corpo, memoria e mondo. ACIM distingue conoscenza, propria dell’unità, e percezione, che organizza l’esperienza separata; il perdono libera il presente dal passato e l’identità dai significati ereditati e confermati dalla memoria (cfr. ACIM, T-13.IV; T-30.V). La ricerca risale alle credenze fondamentali, riconoscendo come la mente abbia costruito un mondo coerente con la separazione e continui a cercarvi protezione. S4 conserva il conosciuto; S9 cerca una verità non definibile da storia personale o appartenenza: il rifugio può diventare prigione e il superamento della sicurezza essere vissuto come perdita. Le relazioni speciali, fondate su bisogno, reciprocità selettiva e sicurezza, vengono reinterpretate tramite la relazione santa, in cui il passato cessa di riprodursi e l’altro di sostenere un’identità già definita (cfr. ACIM, T-17.V; T-18.V). Anche la memoria cambia funzione: quella ordinaria conserva il passato e lo proietta sul presente; un diverso ricordare recupera quanto la mente ha dimenticato della propria origine. L’Espiazione ricolloca la storia personale in una prospettiva in cui l’identità non dipende da continuità biografica, corporea o familiare: il passato serve a riconoscere e liberare i giudizi che mantengono l’io. La storia testuale amplia questa dinamica: l’edizione FIP resta il riferimento storico principale, mentre Urtext, A Course in Miracles: Complete and Annotated Edition del Circle of Atonement e Concise Edition recuperano o organizzano diversamente il materiale, rendendo più visibili contesto originario, istruzioni personali e processo di ricezione e redazione. Ciò permette di distinguere origine, trasmissione, memoria editoriale e forma ricevuta senza opporre le versioni: le redazioni estese evidenziano maggiormente la dimensione relazionale e concreta di alcuni insegnamenti iniziali, quella tradizionale una forma più sistematizzata e universalizzata. La ricerca dell’origine amplia quindi la comprensione delle stratificazioni senza confondere ricostruzione storica e verità spirituale né sostituire l’esperienza degli insegnamenti. Il mondo separato è vissuto come esilio e il percorso spirituale come ritorno all’origine tramite liberazione dalla falsa identificazione. La sicurezza non risiede nella protezione del corpo o stabilità delle forme, ma in ciò che ACIM considera immutabile; la trasformazione attraversa paure, attaccamenti e bisogni invece di negarli. Il perdono porta così la visione universale di S9 nella memoria emotiva di S4: offesa, perdita, colpa e ferita vengono riesaminate perché cessino di definire il presente. 9.4 evidenzia la tensione tra identità costruita dal passato e identità indipendente da esso, ego e realtà originaria, relazioni speciali e sante, appartenenza particolare ed estensione universale dell’amore. La fase disseminante accentua la trasmissione: quanto riconosciuto tende a essere condiviso senza diventare identificazione ideologica. La ricerca della verità trasforma così memoria e origine in strumenti di riconoscimento e liberazione. Lezioni 345-346: «Oggi offro soltanto miracoli, poiché voglio che mi vengano restituiti»; «Oggi la pace di Dio mi avvolge, e io dimentico ogni cosa eccetto il Suo Amore».

GNOSTICISMO: 9.4 associa ricerca della verità e dell’origine, memoria di una condizione precedente e tensione fra appartenenza al mondo materiale e realtà trascendente. S9 orienta verso il significato ultimo dell’esistenza; S4 introduce origine, genealogia spirituale, memoria perduta e incarnazione. La domanda sulla provenienza e vera appartenenza attraversa molte correnti gnostiche, in cui il mondo visibile non esaurisce la realtà e l’essere umano conserva un legame spesso dimenticato con un’origine trascendente. La gnosi esprime così ricerca della memoria originaria e conoscenza capace di liberare dall’identificazione esclusiva con il mondo ricevuto. «Gnosticismo» comprende però fenomeni diversi, non una dottrina uniforme. La biblioteca di Nag Hammadi ha trasformato gli studi rendendo accessibili testi gnostici prima noti soprattutto tramite gli eresiologi cristiani e permettendo il confronto con fonti dirette. Questi testi mostrano la pluralità del cristianesimo e della spiritualità dei primi secoli, senza identificare ogni scritto non canonico con lo gnosticismo. Gli studi privilegiano quindi tradizioni, contesti e testi specifici rispetto a categorie generali. Per 9.4, l’espansione della conoscenza recupera materiale dimenticato e corregge interpretazioni semplicistiche. La tensione fra origine trascendente e appartenenza al mondo lega origine e identità: se il visibile è solo parte della realtà, quale memoria è stata perduta e quale conoscenza permette il risveglio? Alcuni sistemi rispondono tramite miti di Pleroma, eoni, caduta e Demiurgo; altri con forme sapienziali, contemplative o cristologiche. Variano anche il rapporto con corpo e materia e il grado di distacco dal mondo. Il quinconce esprime il paradosso fra vita concreta e realtà ulteriore, appartenenza biologica e culturale e memoria spirituale, sicurezza e conoscenza destabilizzante. La ricerca delle origini può cercare continuità nella tradizione o superare le forme ricevute per interrogare la realtà. Nag Hammadi ha favorito questa seconda direzione imponendo una revisione delle origini cristiane e mediterranee tramite fonti a lungo marginali o ignote. Il neognosticismo recupera testi e simboli antichi tramite psicologia, esoterismo, filosofia e spiritualità contemporanee: distinto dallo gnosticismo storico, mostra come una tradizione possa generare nuove appartenenze e interpretazioni. Stephan A. Hoeller (9.3/4) ne rappresenta un riferimento moderno. Il suo lavoro trasferisce il linguaggio della gnosi dalla tradizione antica alla ricerca moderna di identità e conoscenza, distinguendo documento storico e reinterpretazione: il valore spirituale attuale di un simbolo non prova un identico significato antico. 9.4 unisce così espansione e radicamento critico: ricerca di materiali, recupero di testi, confronto delle interpretazioni e distinzione fra documento, ricostruzione e riuso. Memoria, tradizione e origine diventano campi di ricerca sulla vera appartenenza umana: esperienza del limite, interrogazione dell’origine, recupero di conoscenza dimenticata, crisi dell’identità ricevuta e ricerca di comprensione più ampia.
Scritti gnostici: l’apostolo tradizionalmente associato con il Sagittario è Giacomo il Maggiore, a cui non è associato alcun scritto. Al Sagittario associamo arbitrariamente L’ Esegesi dell’Anima, uno tra i più antichi scritti gnostici ritrovato tra i manoscritti di Nag Hammadi, di cui riportiamo per ciascun binario alcuni brani: [40] Ma che cosa significa i figli dell’Egitto, uomini grandi nella carne se non il dominio della carne e del regno percettibile e gli affari della terra, da cui l’anima è stata qui corrotta, ricevendo pane da loro, così come il vino, l’olio, i vestiti e l’altra assurdità esterna che circonda il corpo – cose di cui Ella pensa di avere bisogno. [41] Ma a questa prostituzione gli apostoli del signore hanno comandato:(Atti 15;20, e 29;21;25, 1Th 4;3 , 1 Col 6;18 , 2 Col 7;1) [42] Guardati da essa, purificati da essa, riguardo non solo alla prostituzione del corpo ma soprattutto a quella dell’anima. [43] Per questo motivo gli apostoli scrivono alle chiese di dio, che quella prostituzione non potrebbero mai accadere fra noi. [44] Tuttavia la lotta più grande riguarda la prostituzione dell’anima. Da essa risulta anche la prostituzione del corpo. [45] Pertanto Paolo scrisse ai Corinzi dicendo, (1Co 5:9-10) [46] “Vi scrissi nella lettera <<Non associavi con prostitute>> e non intendevo le prostitute di questo mondo ma gli impudichi, gli avari, gli idolatri o i maldicenti finché non lascerete questo mondo.” [47] Egli Parlava spiritualmente “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne” come dice in (Ef. 6:12) “ma i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male”.

SCIAMANESIMO: 9.4 esprime ricerca, espansione e attraversamento dei confini tramite origine, memoria e appartenenza. Il patrimonio ancestrale, con cosmologie, miti, rituali e pratiche, serve una ricerca più ampia: interrogare le origini senza restarne prigionieri. La fedeltà alla tradizione riguarda soprattutto la funzione delle pratiche e la loro capacità di creare relazione con sacro, comunità, natura e dimensioni ulteriori, più che la ripetizione letterale di forme nate in altri contesti. Studiare, rispettare e proteggere una tradizione permette di comprenderne l’essenza e trasformarla responsabilmente nel presente. Il passato offre radici, memoria e continuità; S9 mantiene la direzione verso espansione e nuove possibilità. Ne deriva tensione fra protezione e avventura, appartenenza e attraversamento dei confini. Lo sciamanesimo può riconoscere realtà ordinaria e necessità concrete mantenendo aperti stati di coscienza, mondi simbolici e realtà alternative. 9.4 richiede adattamento fra questi livelli e movimento consapevole fra esperienza quotidiana e apertura multidimensionale, distinguendo esperienza e interpretazione. Lo sciamanesimo contemporaneo non deve riprodurre condizioni culturali di millenni fa: può comprendere le tradizioni nei loro contesti, rispettarne le specificità e sviluppare pratiche adatte al presente e al futuro. La continuità consiste così nel trasmettere funzioni essenziali attraverso forme nuove. 9.4 ritorna alle origini per superarle, protegge la memoria rendendola generativa e usa la tradizione come base di partenza, ritorno e comprensione più ampia.

SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: In 9.4 ampliano la ricerca spirituale oltre le appartenenze tradizionali mantenendo rapporto con origini, memoria religiosa, pratiche ricevute e appartenenza. Molte nascono dalla riscoperta, reinterpretazione e integrazione di patrimoni antichi in contesti contemporanei. S9 guida verso nuovi orizzonti, confronto culturale, pluralità interpretativa e futuro; S4 offre radici, memoria, protezione e continuità. La tradizione diventa patrimonio da comprendere senza assumere autorità assoluta: forme nate in altri periodi possono conservare intuizioni, pratiche e linguaggi vitali, ma il loro trasferimento fra società e culture richiede discernimento. Occorre quindi distinguere ciò che mantiene una funzione reale da ciò che appartiene a condizioni superate. Il ritorno a fonti, origini ed esperienze fondamentali prepara espansione e integrazione: le radici sostengono una spiritualità capace di dialogare col presente e orientarsi al futuro. 9.4 comprende esplorazione di origini e memoria, trasformazione del patrimonio, fede e appartenenza, rapporto fra mondo e provenienza e uso della memoria per sviluppare nuove possibilità, con tensioni fra protezione e avventura, sicurezza e ricerca, realtà ordinaria e dimensioni ulteriori. La sperimentazione e il dialogo comportano rischi di sincretismo superficiale, appropriazione decontestualizzata, commercializzazione del sacro e genealogie spirituali arbitrarie, oltre alla fuga dalla realtà concreta. L’espansione richiede quindi discernimento; anche la tradizione degenera quando continuità diventa immobilismo, le strutture ereditate sfuggono alla verifica o la forma prevale sulla funzione spirituale. Una spiritualità contemporanea può recuperare pratiche e intuizioni antiche senza simulare il passato, dialogare fra tradizioni rispettandone le differenze e creare nuove forme mantenendo il legame con la provenienza. L’apertura a realtà interiori o alternative richiede inoltre di distinguere esperienza e interpretazione senza trasformare ogni percezione in verità oggettiva. 9.4 esprime così un’espansione radicata: origine e memoria sostengono ricerca, sviluppo e protezione di ciò che nutre la vita spirituale senza impedirne l’evoluzione.

CRISTIANESIMO: 9.4 presenta l’espansione universale del messaggio come funzione dominante, sostenuta da appartenenza, memoria delle origini, continuità comunitaria e tradizione. Nato da un evento storico e una comunità concreta, il cristianesimo supera presto confini geografici, etnici e culturali: il Vangelo è annunciato a tutti i popoli verso un’universalità distinta dall’uniformità. La missione trasmette quanto ricevuto oltre i confini originari, generando nuove comunità, lingue e forme culturali. Il mandato di Mt 28,19-20 e la diffusione mondiale esprimono questo movimento. Il Vaticano II riafferma l’invio della Chiesa alle genti e il radicamento del Vangelo nelle diverse culture tramite presenza e inculturazione (AG 1; CCC 849-856). 9.4 considera anche le ambivalenze storiche della missione: fede, educazione, servizio e formazione comunitaria si sono talvolta intrecciati con poteri politici, coloniali e culturali lesivi della libertà. L’universalità richiede quindi discernimento e incontro con persone e culture, non imposizione di una singola forma culturale. Memoria apostolica e Scritture sostengono l’espansione, mantenendo la tensione fra fedeltà all’origine e apertura a nuovi popoli e contesti. L’ecumenismo cerca inoltre riconciliazione fra tradizioni di origine comune senza cancellarne le differenze. Il decreto conciliare Unitatis redintegratio (UR) considera il ristabilimento dell’unità dei cristiani un compito centrale e la divisione un danno alla testimonianza evangelica (UR 1). 9.4 integra così origine e sviluppo, comunità e apertura, fede e dialogo, missione e servizio.

CATTOLICESIMO: 9.4 lega universalità e continuità. Tradizione, magistero, successione apostolica, liturgia e memoria storica sono potenti elementi di conservazione e appartenenza; la cattolicità implica anche vocazione universale e missionaria. C. comprende popoli, culture, Chiese locali, tradizioni liturgiche e patrimoni spirituali diversi entro un’unità aperta alla pluralità. Quanto ricevuto viene custodito, interpretato, insegnato e trasmesso a nuove generazioni e contesti; il magistero sostiene continuità e discernimento nelle trasformazioni storiche. La custodia può diventare immobilismo; l’innovazione senza continuità può perdere il riferimento all’identità cristiana. 9.4 richiede che la tradizione serva l’espansione. Il Vaticano II ne offre un esempio affrontando, nella continuità della fede, mondo contemporaneo, libertà religiosa, ecumenismo, religioni non cristiane e missione. Quest’ultima porta C. oltre i propri confini e al confronto con culture diverse; AG 1 promuove comunità locali mature evitando la riproduzione di una sola cultura. 9.4 evidenzia inoltre le tensioni fra centro e periferie, universalità e particolarità, autorità e partecipazione, memoria e sviluppo. C. esprime così una tradizione radicata nella memoria storica e istituzionale, chiamata dalla propria vocazione universale a superare i propri confini.

PROTESTANTESIMO: 9.4 lega ritorno alle origini e diffusione. La Riforma richiama le fonti della fede, soprattutto Scritture e annuncio evangelico, generando pluralità di comunità, interpretazioni e movimenti. S4 opera nella ricerca di radici, comunità e continuità con le origini; S9 domina tramite diffusione, predicazione, traduzione e circolazione delle idee. La Bibbia nelle lingue volgari e i movimenti missionari esprimono questa dinamica. P. ha favorito la diffusione mondiale del cristianesimo tramite predicazione, traduzione, istruzione e comunità locali, talvolta intrecciandosi con colonialismo e imposizione culturale. 9.4 richiede quindi discernimento su potere e libertà. La capacità di adattamento e moltiplicazione comunitaria comporta anche rischio di frammentazione: libertà di movimento e interpretazione favoriscono nuove forme cristiane ma possono indebolire riferimenti comuni. Il dialogo ecumenico assume così rilievo come ricerca di unità, conoscenza reciproca e collaborazione. P. esprime un ritorno alle fonti che genera espansione, verificando la tradizione sulle origini e cercando nuove vie, lingue, comunità e contesti.

ORTODOSSIA: 9.4 lega continuità con origini, liturgia, Padri, concili e memoria ecclesiale all’apertura oltre i confini ricevuti. O. concepisce la tradizione come continuità vivente, in cui la fede è celebrata, trasmessa e incarnata nelle comunità. S4 sostiene appartenenza, memoria, stabilità liturgica e comunità ecclesiale; S9 orienta questo patrimonio verso nuovi contesti culturali e geografici. Diaspora, diffusione in paesi non tradizionalmente ortodossi e interesse occidentale per la spiritualità orientale mostrano una tradizione capace di attraversare nuovi ambienti conservando identità. I rischi opposti sono ridurla a identità culturale o nazionale oppure esportarla fuori contesto come consumo religioso. 9.4 custodisce l’origine perché generi oltre il proprio ambiente storico. La pluralità delle Chiese locali mostra come appartenenza concreta e vocazione universale possano coesistere. Il dialogo ecumenico approfondisce le radici cristiane comuni senza equiparare unità e uniformità. La missione diventa comunicazione di una tradizione spirituale tramite incontro con persone e culture, anziché conquista religiosa. O. esprime così custodia delle origini al servizio di dialogo, testimonianza, ospitalità e futuro.

ISLAM: 9.4 pone tradizione e continuità al servizio dell’espansione universale della fede. L’Islam si è diffuso tramite espansione politica, commerci, migrazioni, reti culturali, confraternite, istruzione e daʿwa, assumendo forme diverse secondo i contesti. Corano, Sunna e tradizione interpretativa forniscono continuità nell’incontro con nuovi territori e condizioni storiche. In Occidente convivono orientamenti tradizionali e tentativi di contestualizzazione e dialogo interculturale. Il sufismo, diffuso tramite ṭuruq e interpretazioni universalistiche o interculturali, mostra il passaggio della spiritualità islamica fra culture diverse e richiede di distinguere trasmissione tradizionale e reinterpretazione contemporanea. La daʿwa esprime la comunicazione della fede mediante linguaggi adatti a nuovi ambienti. 9.4 usa quindi la continuità con l’origine come base per l’espansione. Nomi di Dio: 47 Al-Wadūd (الودود), The Loving One; 64 Al-Wājid (الواجد), The Finder; 66 Al-Wāḥid (الواحد), The Unique, The Single.

EBRAISMO: 9.4 lega continuità di Torah, memoria, pratica e trasmissione allo sviluppo di nuove interpretazioni e applicazioni. Studio, commento e discussione mantengono viva la tradizione adattandola a nuove condizioni; la diaspora ha prodotto molte forme culturali dell’identità ebraica conservando un patrimonio comune. Il rinnovamento contemporaneo del Musar ne offre un esempio: Alan Morinis ha recuperato insegnamenti e pratiche tradizionali rendendoli accessibili a contesti moderni e fondando nel 2004 The Mussar Institute.
Alan Morinis * (Toronto, 8 dicembre 1949) antropologo, regista e scrittore canadese, tra i principali promotori del rinnovamento contemporaneo del Musar; fondatore del The Mussar Institute (2004), ha adattato questa tradizione etico-spirituale ebraica a contesti contemporanei.

BUDDISMO: 9.4 pone insegnamenti, discipline, testi e lignaggi al servizio della liberazione e diffusione del Dharma. Il patrimonio viene studiato, praticato, trasmesso e reinterpretato secondo popoli ed epoche. Dall’India a Sri Lanka, Asia centrale, Cina, Tibet, Giappone e Occidente, il nucleo dottrinale ha generato forme culturali, linguistiche e spirituali diverse. S9 espande conoscenza e liberazione; S4 assicura continuità tramite Sangha, testi, pratiche e trasmissioni. Oggi ciò appare nella diffusione mondiale della meditazione e nel dialogo con psicologia, scienza e cultura occidentale. Il punto critico è mantenere il rapporto con le tradizioni originarie evitando sia l’immobilismo sia la riduzione del Dharma a tecniche isolate dal contesto etico-spirituale. 9.4 esprime così continuità al servizio dell’espansione.

INDUISMO: 9.4 mostra un vasto patrimonio religioso, filosofico e rituale capace di conservarsi, differenziarsi e diffondersi oltre il contesto originario. Veda, Upaniṣad, Bhagavadgītā, Purāṇa, scuole filosofiche, yoga, bhakti e tradizioni devozionali formano una memoria plurale che continua a generare sintesi, maestri e movimenti. La diffusione mondiale di yoga, meditazione e filosofie indiane ha prodotto forme radicate nella tradizione e interpretazioni universalistiche, interculturali o separate dal contesto originario. 9.4 distingue quindi conservazione e immobilismo: la tradizione sostiene lo sviluppo senza imporre al presente le condizioni culturali del passato. Sathya Sai Baba ne esprime la dimensione moderna e universalistica, integrando riferimenti induisti, unità delle religioni e valori di verità, retta condotta, pace, amore e nonviolenza in un movimento internazionale. Le sue organizzazioni sottolineano inoltre servizio, educazione e apertura a seguaci di fedi diverse.  Prem Rawat, proveniente da un ambiente religioso indiano e dalla Divine Light Mission, ha invece sviluppato un insegnamento internazionale centrato su esperienza personale, “Knowledge” e pace interiore, progressivamente meno identificato con una specifica corrente induista. prem-rawat-bio.org
Sathya Sai Baba **° (8NfPpvSi) (Puttaparthi, 23 novembre 1926) guru e maestro spirituale indiano, fondatore di un vasto movimento internazionale; ha promosso unità delle religioni, valori umani e servizio sociale, combinando tradizione induista e messaggio universalistico. Esponente/Modello: integra radicamento nella tradizione e forte multidimensionalità religiosa in una diffusione universalistica e internazionale.
Prem Rawat **° (Haridwar, 10 dicembre 1957) maestro spirituale e oratore indiano-statunitense, già noto come Guru Maharaj Ji e Maharaji; succeduto giovanissimo al padre nella Divine Light Mission, ha sviluppato su scala internazionale un insegnamento centrato su esperienza personale e pace interiore. Esponente/Modello: trasferisce un insegnamento di origine indiana oltre il contesto ricevuto, trasformandolo in una proposta spirituale internazionale.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 9.4 espande la conoscenza oltre strutture consolidate, usando memoria, esperienza e forme ricevute come basi, non come limiti. La ricerca della verità prevale su dogmatismo, tradizionalismo e assiomi considerati intoccabili, mettendone in luce contraddizioni, falsità e presupposti che ostacolano un’indagine onesta, sincera e autentica. Filosofia e psicologia possono così interrogare convinzioni, valori e strutture sociali ricevute senza essere obbligate a conservarle. D. Z. Phillips e Peter Wessel Zapffe sono espressioni lodevoli e modelli d’integrità di questa funzione, seppure in modi diversi: Phillips sottopone concezioni consolidate di Dio, fede, male e sofferenza all’indagine filosofica senza separarle dall’esperienza concreta; Zapffe contesta l’assunto che vita, procreazione e continuità biologica siano valori indiscutibili, sottoponendoli al giudizio della coscienza. Robert Sternberg amplia i modelli d’intelligenza e relazioni; Guy Hocquenghem critica strutture sessuali e sociali normative. 9.4 afferma così il primato della ricerca della verità sulla conservazione di convinzioni ricevute.
Guy Hocquenghem (2) (Parigi, 10 dicembre 1946) sociologo, scrittore francese, teorico dei diritti degli omosessuali.
D. Z. Phillips ***° (Morriston, 24 novembre 1934) filosofo gallese Wittgensteiniano, noto per pubblicazioni religiose. Philosophy’s Cool Place (1999; su meriti “filosofia contemplativa”). The Problem of Evil & the Problem of God critica separazione astratta fra problema logico e esistenziale del male e interroga rapporto fra sofferenza e concezione di Dio (2005, sfida di riconciliare fede in Dio onnipotente, onnibenevolo e onnisciente, con esistenza di male e sofferenza; problema indissolubilmente legato a nostra concezione di Dio, che è problematico, persino dannoso; questa eredità intellettuale, afferma, tenta di distinguere tra problemi logici ed esistenziali del male e offre resoconti distorti dell’onnipotenza e volontà di Dio. Di conseguenza, Dio viene messo in ridicolo e ritenuto inadatto davanti alla sbarra della decenza, seppure una tradizione trascurata raggiunge una diversa comprensione della presenza di Dio in mezzo alla sofferenza). Death and Immortality (1970; esamina morte, immortalità, sopravvivenza e vita eterna), Faith after Foundationalism (1988; critica l’assunzione di criteri epistemologici esterni come fondamento della fede), Wittgenstein and Religion (1993; sviluppa il rapporto fra linguaggio, esperienza religiosa, rituale, male e miracoli), Recovering Religious Concepts (2000), Religion and the Hermeneutics of Contemplation (2001), Religion and Friendly Fire (2004). Esponente/Modello: sviluppa una filosofia contemplativa che oltrepassa le spiegazioni riduttive della religione interrogando fede, sofferenza, morte e trascendenza nel loro rapporto con le forme concrete dell’esistenza.
 Robert Sternberg **° (New Jersey, 8 dicembre 1949) psicologo, psicometrico statunitense, studioso dell’intelligenza e sviluppo cognitivo, sviluppatore Triarchic Theory of Intelligence (l’intelligenza analitica: la capacità di analizzare, scendendo nei dettagli, di valutare, esprimere giudizi, operare confronti tra elementi diversi; l’intelligenza creativa, legata all’intuizione, si realizza nella capacità d’inventare, scoprire, immaginare, affrontare con successo situazioni nuove per cui conoscenze e abilità esistenti si mostrano inadeguate; l’intelligenza pratica comprende invece la capacità di utilizzare strumenti, applicare procedure e porre in atto progetti) e Triangular Love Scale (con tre componenti: passione, che caratterizza l’attrazione fisica e l’innamoramento; intimità, che definisce lo stadio di attaccamento e legame emotivo reciproco; impegno, proprio della fase razionale in cui ciascuno s’impegna a vivere con la persona amata e decide di non prendere in considerazione altre opzioni. “La passione è la più rapida a svilupparsi e la più rapida a svanire. L’intimità si sviluppa più lentamente e l’impegno ancora più gradualmente”. Esponente/Modello: supera concezioni unitarie e consolidate dell’intelligenza e delle relazioni, riconoscendo la pluralità delle capacità umane e integrando dimensioni cognitive, creative, pratiche, affettive e decisionali in modelli più ampi della persona.
Peter Wessel Zapffe ***° (Sp) (Tromsø, 18 dicembre 1899) scrittore, filosofo antinatalista, scalatore norvegese, Den sidste Messias (L’ultimo messia, 1933; breve e radicale diagnosi del carattere tragico della coscienza umana e critica della perpetuazione inconsapevole dell’esistenza) anticipa temi sviluppati ampiamente in Om det tragiske (Sul tragico, 1941); l’essere umano possiede una coscienza e una capacità di interrogazione che eccedono le possibilità di soddisfazione offerte dalla realtà biologica; interpreta la condizione umana come sproporzione tragica fra coscienza, esigenza di significato e realtà dell’esistenza; l’antinatalismo deriva quindi da un interrogativo filosofico ed etico radicale sulla legittimità di imporre l’esistenza a un nuovo essere senza il suo consenso; massimo rilievo in 9.4 perché mette direttamente in discussione l’identificazione automatica fra continuità biologica e valore: conservazione della specie e riproduzione non costituiscono un bene assunto come indiscutibile; il futuro non è automaticamente giustificato dal semplice fatto di produrre nuove generazioni; esso deve essere sottoposto a interrogazione; rappresenta così una delle formulazioni più radicali della possibilità che l’espansione della coscienza conduca non alla perpetuazione automatica dell’esistente, ma alla critica delle sue premesse fondamentali. La sua centralità consiste precisamente nell’aver trasformato la domanda sull’esistenza in domanda su responsabilità di generare altra esistenza: una posizione estrema e controversa, ma filosoficamente rilevante perché sottrae la procreazione all’automatismo biologico e sociale e la sottopone al giudizio della coscienza. La sua celebre conclusione in L’ultimo messia propone infatti, in forma volutamente radicale, l’estinzione volontaria attraverso l’astensione dalla riproduzione. “Fare nascere dei figli in questo mondo è come portare la legna in una casa in fiamme”, “La depressione, l’angoscia, il rifiuto di mangiare e così via sono considerati senza eccezioni segni di una condizione patologica e vengono trattati di conseguenza. In molti casi, però, questi fenomeni sono indizi di un’esperienza più profonda, più immediata di ciò che è la vita, frutti amari del genio della mente o dell’emozione, che è alla radice di ogni tendenza antibiologica. Non è l’anima a essere malata, ma il suo meccanismo di difesa che o fallisce o viene abiurato perché considerato – giustamente – come un tradimento del dono più potente dell’uomo”, “Quando un essere umano si toglie la vita in depressione, questa è una morte naturale per cause spirituali. La moderna barbarie di ‘salvare’ il suicida si basa su una un equivoco da far rizzare i capelli sulla natura dell’esistenza”, “Veniamo da un nulla inconcepibile. Rimaniamo per un po’ in qualcosa che sembra ugualmente inconcepibile, solo per svanire di nuovo nell’inconcepibile nulla”, “secondo la mia concezione della vita, ho scelto di non portare al mondo figli. Una moneta è esaminata, e solo dopo un attento esame data a un mendicante, mentre un bambino è gettato nella brutalità cosmica senza esitazione”, “Finché l’umanità procede incautamente nella fatale illusione di essere biologicamente destinata al trionfo, nulla di essenziale cambierà”, “Ogni nuova generazione si chiede – Qual è il senso della vita? Un modo più fecondo di porsi la domanda sarebbe – Perché l’uomo ha bisogno di un senso alla vita?”, “L’uomo è un animale tragico. Non per la sua piccolezza, ma perché è troppo ben dotato. L’uomo ha desideri ed esigenze spirituali che la realtà non può soddisfare. Abbiamo aspettative di un mondo giusto e morale. L’uomo richiede significato in un mondo senza senso”, “Il seme di una sconfitta metafisica o religiosa è in tutti noi. Per l’interrogatore onesto, tuttavia, che non cerca rifugio in qualche fede o fantasia, non ci sarà mai una risposta”, “L’umanità dovrebbe porre fine alla propria esistenza di propria volontà”. Esponente/Modello: radicalizza la tensione fra espansione della coscienza e condizione biologica, sottoponendo significato, procreazione e continuità della specie al giudizio della coscienza fino all’esito antinatalista.

MITOLOGIA: 9.4 associa sovranità, espansione, ordine universale, viaggio, conoscenza e trascendenza a generazione, memoria, protezione, terra, nutrimento e continuità. S9 orienta il movimento; S4 lo sostiene, contiene e rende possibile. Nella mitologia greca Zeus rappresenta sovranità celeste e ordine cosmico, superando le generazioni precedenti; Era, Demetra e Artemide esprimono diverse funzioni familiari, generative e protettive. A Roma Giove assume sovranità universale, mentre Giunone e altre divinità custodiscono continuità civica e familiare. Nell’induismo conoscenza spirituale, ordine cosmico e insegnamento si intrecciano con maternità, fertilità e protezione, senza equivalenze astrologiche rigide. Nel buddhismo l’universalizzazione del Dharma dipende anche dalla continuità di comunità, insegnamenti e figure protettive. Le tradizioni celtiche e nordiche associano sovranità, cielo e viaggio a terra, genealogia e appartenenza. Il nucleo 9.4 è la continuità al servizio dell’espansione: memoria e protezione sostengono conoscenza, trasformazione e ampliamento della coscienza. Il conflitto emerge quando la conservazione blocca il movimento o l’espansione distrugge le proprie basi. Le origini sostengono lo sviluppo senza imporsi come limiti assoluti.

ARTE: 9.4 espande la visione attraverso memoria, sensibilità, immaginazione e patrimonio culturale. Simboli religiosi, mitologici, popolari, familiari e storici vengono rielaborati in nuovi linguaggi, pubblici e contesti. La continuità diventa trasmissione creativa anziché ripetizione. William Blake occupa una posizione eminente, come Esponente/Modello: la sua integrità visionaria unisce poesia, immagini, profezia, mitologia personale e critica culturale, trasformando simboli biblici e tradizioni ricevute in una cosmologia originale; il profilo è sviluppato in Letteratura. Charles Filiger esplora spiritualità e simbolismo pittorico; Albert Gleizes passa dalla sperimentazione cubista alla pittura sacra. Marie Bashkirtseff intreccia arte, autorappresentazione e memoria autobiografica; Hervé Di Rosa attraversa culture e linguaggi popolari. Iz the Wiz rappresenta l’espansione dell’espressione visiva attraverso i graffiti. 9.4 usa così la memoria come risorsa per innovazione, rigenerazione e diffusione culturale.
Marie Bashkirtseff * (8) (Havrontsi, 23 novembre 1858) pittrice, scultrice, scrittrice ucraina; Journal de Marie Bashkirtseff (1885).
William Blake, ***° vedi Letteratura.
Hervé Di Rosa * (11) (Sète, 17 dicembre 1959) pittore francese, figura chiave nel movimento “Figuration Libre”, con opere spesso divertenti e sfacciate.

Charles Filiger ** (7Si) (Thann, 28 novembre 1863) pittore francese, parte della Scuola di Pont-Aven, opere originale e mistiche, tese alla ricerca della spiritualità; Paysage du Pouldu, Le jugement dernier, La Vierge et deux anges, Notations chromatiques. Esponente: rielabora simboli cristiani e forme pittoriche tradizionali attraverso una ricerca mistica e spirituale originale.
Albert Gleizes * (7) (Parigi, 8 dicembre 1881) pittore, disegnatore, incisore francese cubista, nei suoi ultimi dipinti si dedicò alla pittura sacra, illustrando i Pensées di Blaise Pascal, e si convertì al cattolicesimo.
Iz the Wiz (Rockaway Beach, 8 novembre 1958) artista di graffiti statunitense.

LETTERATURA: 9.4 espande la coscienza attraverso memoria, origini, appartenenza e tradizione. S9 orienta ricerca, viaggio e conoscenza; S4 offre radicamento, continuità e patrimonio affettivo e culturale. Romanzi di formazione, viaggio, esilio e migrazione, memorie, diari, poesia e letteratura spirituale trasformano esperienze personali e collettive in prospettive universali. William Blake occupa una posizione eminente per l’integrità della sua visione: trasforma tradizioni bibliche e profetiche in una cosmologia originale, contestando dogmi e convenzioni morali. Joseph Conrad incarna il passaggio fra lingue, culture e appartenenze, facendo del viaggio un’indagine sulla coscienza e sulla responsabilità. Rafael Alberti trasforma memoria della patria, lontananza e crisi interiore in ricerca poetica; Edmond Fleg unisce identità ebraica e dialogo interreligioso; Jacques Lacarrière collega viaggio, radici culturali, spiritualità e conoscenza. Italo Svevo esplora memoria e autoanalisi; Nikolaj Nekrasov amplia l’indagine individuale alla società; Maria Luisa Spaziani rielabora memoria e tradizione in poesia. La continuità diventa così base di trasformazione, non vincolo alla ripetizione.
 Rafael Alberti *° (12UpfPr) (El Puerto de Santa María, 16 dicembre 1902) poeta spagnolo; “Attraverso i secoli, | per il nulla del mondo, | io, insonne, ti cerco”. Marinero en tierra (1924; poesia segnata dal rapporto fra il mare, la patria perduta e il desiderio di ritorno) è pertinente alla tensione fra radicamento e lontananza. Sobre los ángeles (1929; crisi personale e ricerca visionaria attraverso immagini angeliche e simboliche) mostra invece l’espansione dell’esperienza interiore oltre le forme più immediate della realtà. Modello: trasforma memoria della patria, mare e lontananza in ricerca poetica di orizzonti più ampi, unendo radicamento affettivo e rinnovamento visionario.
William Blake ***° (4) (Londra, 28 novembre 1757) poeta, pittore, incisore inglese, misconosciuto o considerato folle durante la sua vita, è ora considerato uno tra i più grandi artisti inglesi, produsse una collezione di opere ricche di simboli; ebbe visioni per tutta la vita, spesso in forma di piacevoli immagini religiose, sostenendo di ricevere personalmente istruzioni e incoraggiamento dagli Arcangeli per creare le sue opere, che gli Arcangeli stessi leggevano e ammiravano. Songs of Innocence (1789; visione dell’infanzia, della natura, della gioia e della presenza divina) e Songs of Experience (1794; confronto con sofferenza, repressione, ingiustizia e perdita dell’innocenza) costituiscono una delle espressioni più significative del passaggio fra stati differenti della coscienza, concepiti come contrari ma complementari; l’unione delle raccolte amplia la visione oltre ciascuna prospettiva isolata. Songs of Innocence and of Experience (1794; integrazione dei «due stati contrari dell’anima umana») è quindi particolarmente pertinente a 9.4 per il movimento dalla condizione originaria verso un’esperienza più vasta senza cancellare il valore dell’origine. The Marriage of Heaven and Hell (1790–1793; opera visionaria che rielabora radicalmente simboli religiosi e opposizioni morali convenzionali) sviluppa ulteriormente la capacità blakeana di assumere materiali della tradizione e trasformarli in una nuova cosmologia poetica. Nel profilo è inoltre significativo ricordare che Blake concepiva testo e immagine come parti inseparabili della propria opera attraverso il metodo dei libri miniati, nel quale poesia, incisione e pittura concorrono alla costruzione di un unico universo visionario. Il suo rapporto fra innocenza ed esperienza è centrale per comprendere il carattere dinamico della sua immaginazione poetica; elenca diversi Proverbi dell’Inferno, tra i quali: “le prigioni sono costruite con le pietre della Legge, i bordelli con i mattoni della Religione”, “Come il bruco [sic] sceglie le foglie più belle su cui deporre le uova, così il sacerdote lancia la sua maledizione sulle gioie più belle”. L’Inferno per Blake non è un luogo di punizione, ma uno spazio di energia non repressa, opposta alla percezione autoritaria e regolata del Paradiso, per cui Blake intende una “fantasia memorabile” onde rivelare la natura repressiva della moralità convenzionale e della religione istituzionale, che descrive così: “Gli antichi Poeti animavano tutti gli oggetti sensibili con Dei o Geni, chiamandoli con nomi e adornandoli con le proprietà di boschi, fiumi, montagne, laghi, città, nazioni e tutto ciò che i loro sensi allargati e numerosi potevano percepire. E in particolare studiarono il genio di ogni città e paese, ponendolo sotto la sua divinità mentale. Finché non si formò un sistema del quale alcuni approfittarono e schiavizzarono il volgare tentando di realizzare o astrarre le divinità mentali dai loro oggetti: così ebbe inizio il Sacerdozio. Scegliendo forme di culto da racconti poetici. E alla fine dichiararono che gli Dei avevano ordinato tali cose. Così gli uomini dimenticarono che tutte le divinità risiedono nel seno umano.” Una delle sue obiezioni più forti al cristianesimo ortodosso è di sopprimere i desideri naturali e scoraggiare la gioia terrena. In A Vision of the Last Judgement, afferma che: “Gli uomini sono ammessi in Cielo non perché hanno frenato e governato le loro passioni o non hanno passioni, ma perché hanno coltivato le loro comprensioni. I Tesori del Cielo non sono Negazioni della Passione, ma Realtà dell’Intelletto da cui tutte le Passioni emanano sfrenate nella loro eterna gloria”. (E564) Per Blake, Gesù simboleggia il rapporto vitale e l’unità tra divinità e umanità: “Tutti avevano originariamente una lingua e una religione: questa era la religione di Gesù, il Vangelo eterno. L’antichità predica il Vangelo di Gesù”. Blake credeva che la gioia dell’uomo innalzasse la gloria di Dio e che la religione praticata nel mondo fosse in realtà un culto di Satana. Era convinto che i cristiani ortodossi, anche a causa del loro rifiuto della gioia terrena, in realtà stessero adorando Satana e pensava a Satana come a un errore e uno Stato di morte. Vedeva il concetto di peccato come una trappola per incatenare i desideri degli uomini e credeva che costringersi a obbedire a un codice morale imposto dall’esterno fosse contrario allo spirito della vita. Non credeva alla dottrina che vedeva Dio come un padrone, un’entità distinta dall’umanità e a essa superiore. “L’immaginazione è il mondo reale ed eterno di cui questo universo vegetale è solo una debole ombra”, “Non cercar mai di dire il tuo amore | Amore che giammai può essere detto | Perché il vento gentile trascorre | Silente, invisibile”,  “Amor non cerca di compiacer se stesso | Né per se stesso ha cura | Ma per un altro ogni favor rassegna | E il Cielo erige in un oscuro inferno”, “L’uomo non ha un corpo separato dall’anima. Quello che chiamiamo corpo è la parte dell’anima che si distingue per i suoi cinque sensi”, “Reprimono il desiderio solo quelli che lo hanno tanto debole da poterlo reprimere”, “Il cibo sano lo si prende senza reti né trappole”. Esponente/Modello: integra visioni spirituali, poesia e arte in una cosmologia originale, trasformando tradizioni bibliche e mitologiche in strumenti di liberazione della coscienza dai dogmi ricevuti.
  Joseph Conrad **° (3) (Berdyčiv, 3 dicembre 1857) scrittore britannico di origine polacca, considerato uno dei più grandi romanzieri in lingua inglese, sebbene non parlasse inglese fluentemente fino a vent’anni e l’inglese fosse soltanto la sua terza lingua, dopo polacco e francese), scrisse storie e romanzi d’avventura, in genere con ambientazione nautica, che descrivono la tragedia e i processi oscuri dello spirito umano in mezzo a un universo impassibile e imperscrutabile; Il negro del narcissus (The Nigger of the “Narcissus“, 1897; sul tema della solidarietà e dell’isolamento), Lord Jim (1900; “Non esiste nulla che alletti, disincanti e renda schiavi quanto la vita di mare, in nessun altro tipo di vita l’illusione è più distante dalla realtà, in nessun altro l’inizio è soltanto illusione e il disincanto è più rapido e la sottomissione più totale”; un marinaio cerca di ricostruire la propria identità dopo un fallimento morale) presenta il viaggio e il mare come spazi nei quali l’individuo è costretto a confrontarsi con la propria coscienza e con possibilità di trasformazione. La linea d’ombra (1917; il passaggio di un giovane marinaio verso una nuova maturità attraverso responsabilità, prova e comando) è particolarmente pertinente per il tema del superamento di una soglia esistenziale. Nostromo (1904; conflitti politici, interessi economici e destino individuale in una società immaginaria sudamericana) amplia invece l’esperienza individuale verso dimensioni collettive e storiche. Nel profilo può essere aggiunto che la sua esperienza biografica di emigrante polacco naturalizzato britannico e la lunga vita marinara contribuirono profondamente alla centralità letteraria del viaggio, della distanza, dell’appartenenza e dell’incontro con mondi diversi.; film: Richard Brooks, 1965; ominima canzone di Vinicio Capossela (9.6) nell’album Marinai, profeti e balene, 2011), Cuore di tenebra (Heart of Darkness, 1899; “Ho lottato con la morte. È la contesa meno eccitante che si possa immaginare. Avviene in un grigiore impalpabile, con nulla sotto i piedi, con nulla intorno, senza spettatori, senza clamore, senza gloria, senza il grande desiderio della vittoria, senza la grande paura della sconfitta, in un clima malsano di tiepido scetticismo, senza molta fede nella propria causa, e ancor meno in quella dell’avversario”; film: Francis Ford Coppola, Apocalypse Now, 1979), Al limite estremo (The End of the Tether, 1902), Tifone (Typhoon, 1902), Nostromo (Nostromo: A Tale of the Seaboard, 1904), L’agente segreto (The Secret Agent: A Simple Tale, 1907; un libraio è sia una spia dei servizi segreti russi che un informatore della polizia britannica; film: Alfred Hitchcock, Sabotage, 1936; Christopher Hampton, The Secret Agent, 1996), La linea d’ombra (The Shadow Line: A Confession, 1917; “La strada sarebbe stata lunga. Sono lunghe tutte le strade che conducono a ciò che il cuore brama. Ma questa strada l’occhio della mia mente la poteva vedere su una carta, tracciata professionalmente, con tutte le complicazioni e difficoltà, eppure a suo modo sufficientemente semplice. O si è marinaio o non lo si è. E io di esserlo non avevo dubbi”; film: Andrzej Wajda, 1976), Il pirata (The Rover, 1923; film: Terence Young, 1967). “La credenza in una fonte soprannaturale del male non è necessaria; solo gli uomini sono capaci di ogni malvagità”, “Di solito ci si sente molto importanti a vent’anni, ma in realtà si diventa utili solo quando ci si rende conto di quanto sia invece insignificante l’individuo nello schema generale dell’universo”, “Pochi uomini si rendono conto che la loro vita, l’essenza stessa del loro carattere, le loro capacità e le loro audacie, sono solo l’espressione della loro fede nella sicurezza di ciò che li circonda”, “attraverso il potere della parola scritta, di farvi ascoltare, di farvi sentire… ma prima di tutto di farvi vedere. Questo è tutto, e nulla più. Se ci riuscirò, troverete qui, secondo i vostri desideri: incoraggiamento, consolazione, paura, fascino – tutto quello che domandate – e, forse, anche quello scorcio di verità che avete dimenticato di chiedere”, “Il mondo dei vivi, quale è, non è certo privo di meraviglie e misteri; meraviglie e misteri che influenzano le nostre emozioni e la nostra intelligenza in modi così inspiegabili da giustificare quasi il concetto della vita come di una condizione incantata. No, sono troppo saldo nella mia consapevolezza del meraviglioso per essere sedotto dal preternaturale, che (prendetelo come volete) è qualcosa di artefatto, costruito da menti insensibili agli intimi piaceri del nostro rapporto con i morti e con i vivi, nella loro incalcolabile moltitudine; una dissacrazione delle nostre più tenere memorie; un’offesa alla nostra dignità”, “La vera pace di Dio comincia in qualunque punto a mille miglia dalla terra più vicina; e quando Egli vi manda i messaggeri della Sua potenza, non è in un impeto d’ira terribile contro il delitto, la presunzione e la follia, ma paternamente, per purificare dei cuori semplici; dei cuori ignoranti che non sanno nulla della vita e che palpitano senza essere disturbati dall’invidia o dall’avidità”. Esponente/Modello: attraversa lingue, nazionalità e culture, trasformando migrazione ed esperienza marinara in una letteratura universale sul rapporto fra appartenenza, viaggio, coscienza e responsabilità morale.
 Edmond Fleg **° (Ginevra, 26 novembre 1874) scrittore, pensatore, romanziere, saggista, drammaturgo francese ebreo, fautore del dialogo tra ebrei e cristiani, in Écoute, Israel (1913-48) celebra la perenne vocazione d’Israele a campione del Dio unico e “unificante”.  Pourquoi je suis juif (1928; riflessione sull’identità ebraica e sul suo significato spirituale) e Jésus raconté par le Juif errant (1935; rilettura narrativa della figura di Gesù attraverso una prospettiva ebraica) sono pertinenti al rapporto fra fedeltà alle radici e apertura al dialogo. La sua produzione è inoltre caratterizzata da un frequente rapporto creativo con la tradizione midrashica e da un interesse specifico per l’incontro fra ebraismo e cristianesimo. “Ed ora entrambi siete in attesa. Tu che Egli venga e tu che Egli ritorni; ma a Lui domandate la stessa pace. E le vostre mani, che Egli venga o che ritorni, a Lui tendete nello stesso amore! E dunque cosa importa? Dalle vostre due rive, fate che Egli venga, fate che Egli venga!”. Esponente/Modello: recupera memoria, testi e identità ebraica per sviluppare una visione spirituale aperta al dialogo fra ebraismo e cristianesimo, unendo fedeltà alle origini e ricerca di comprensione universale.
 Jacques Lacarrière ***° (Limoges, 2 dicembre 1925) scrittore, saggista francese, grande viaggiatore, fortemente influenzato dalla sua passione per la civiltà greca, prolifico autore, noto per i suoi diari di viaggio e le esplorazioni profonde del mondo esterno e interno. Les Hommes ivres de Dieu. Essai sur le christianisme et les Pères du désert d’Égypte et de Syrie, (1961), Les Gnostiques (1973), Chemin faisant, mille kilomètres à pied à travers la France d’aujourd’hui (1974, resoconto filosofico-bucolico del suo itinerario dai Vosgi al Corbières; “Con questo libro non desidero altro che restituire al lettore il gusto per le erbe e i sentieri, la necessità d’indugiare nell’imprevisto, di ritrovare le proprie radici, nel grande messaggio degli orizzonti); L’Été grec (1976), Marie d’Égypte (1980), En suivant les dieux. Essai de mythologie comparée (1984), Dictionnaire amoureux de la mythologie (2006). “Ci aspetta il nostro vero volto”, “Le parole greche hanno un carico, un peso storico dovuto all’antichità della lingua. Sono cariche di mille messaggi specifici”, “Meglio cadere liberi nel cielo infinito che vivere in catene nella rinuncia”, “Se vogliamo trovare certi aspetti vivi dell’antica Grecia, non dobbiamo cercarli nei monumenti, e nemmeno nei luoghi, ma nel modo di essere o di vivere, in una tradizione, una festa, a volte anche una favola”, “Nella mitologia gnostica, Cristo era idealizzato come un essere che mangiava e beveva ma non defecava. Tale era la forza della sua continenza che i cibi non si corrompevano in lui, per lui non c’era corruzione“. Esponente/Modello: unisce viaggio geografico e ricerca interiore, attraversando culture, mitologie e tradizioni spirituali per recuperare le radici e trasformarle in conoscenza aperta a nuovi orizzonti.
 Philippe Delerm (6) (Auvers-sur-Oise, 27 novembre 1950) scrittore francese, La Première Gorgée de bière et autres plaisirs minuscules (1997).
 Georges Feydeau (Parigi, 8 dicembre 1862) drammaturgo francese.
 Ba Jin (Nv) (Chengdu, 25 novembre 1904) scrittore cinese, anarchico. 
 Hans Hellmut Kirst
(Ostróda, 5 dicembre 1914) scrittore tedesco, di romanzi satirici, umoristici di argomento militare. 

 Nikolaj Nekrasov *° (Nemirov, 10 dicembre 1821) poeta russo, Chi è felice in Russia? (Кому на Руси жить хорошо, 1866-1877; sette contadini vagabondano in tutta la Russia per trovare i motivi della propria tristezza; viaggio come struttura narrativa per trasformare una domanda individuale in un’indagine sull’intera società russa. Il movimento attraverso territori e classi sociali permette un progressivo ampliamento della prospettiva). Modello: trasforma il viaggio attraverso territori e comunità russe in una ricerca collettiva della felicità e della giustizia, ampliando una domanda esistenziale fino all’indagine sull’intera società.
 Maria Luisa Spaziani *° (Torino, 7 dicembre 1922) poetessa, traduttrice, aforista italiana. Utilità della memoria (1966; poesia centrata sul rapporto fra esperienza, ricordo e identità) è particolarmente pertinente al ruolo della memoria come materia attiva della coscienza. La stella del libero arbitrio (1986; riflessione poetica sulla libertà e sull’orientamento dell’esistenza) amplia invece la dimensione personale verso interrogativi più universali. Giovanna d’Arco (1990; romanzo popolare in versi dedicato alla figura della santa francese) recupera una grande figura della tradizione storica e religiosa mediante una rielaborazione poetica moderna. Modello: trasforma memoria personale e culturale in ricerca poetica della libertà e del significato, rielaborando figure storiche e religiose per ampliare la coscienza oltre l’esperienza individuale.
 Botho Strauß
* (5) (Naumburg, 2 dicembre 1944) autore tedesco, Der Junge Mann (1984) romanzo composito che segue crisi individuali e trasformazioni della coscienza nel mondo contemporaneo) può essere collegato al tema della ricerca di orientamento personale attraverso una realtà frammentata e mutevole.

 Italo Svevo *° (Aron Hector Schmitz) (Trieste, 19 dicembre 1861) scrittore, drammaturgo italiano, protagonisti dei suoi romanzi sono degli antieroi, incoerenti, falliti, apatici o mediocri, Una vita (1892), Senilità (1898), La coscienza di Zeno (1923)  attraverso memorie e confessioni il protagonista ricostruisce in modo discontinuo la propria vita, i rapporti familiari, la malattia e il tentativo di comprendersi) è particolarmente pertinente a 9.4 per la funzione della memoria come punto di partenza di un processo di autoanalisi e ampliamento della coscienza. Il passato non viene semplicemente conservato, ma continuamente reinterpretato dal presente. Nel profilo può essere aggiunto il ruolo innovativo della struttura non cronologica e della narrazione soggettiva, attraverso cui gli eventi vengono organizzati secondo la memoria e le associazioni della coscienza piuttosto che secondo una successione lineare. Modello: usa memoria familiare, autobiografia e autoanalisi per superare le rappresentazioni convenzionali dell’identità, rivelando contraddizioni e limiti della coscienza attraverso una narrazione innovativa.

MUSICA: 9.4 tende a unire espansione, ricerca di senso, apertura verso orizzonti più vasti e dimensione spirituale con memoria, radicamento, appartenenza e interiorità. Il movimento principale non è la semplice conservazione del passato: ciò che viene ricevuto dalla tradizione viene riattraversato, reinterpretato e portato oltre. Musicalmente questo può manifestarsi nel viaggio, nella ricerca, nella trascendenza, nel rapporto fra cielo e terra, nella nostalgia di una dimora originaria, nell’incontro fra culture e nella trasformazione dell’esperienza individuale in linguaggio universale. La musica 9.4 può quindi mantenere un forte legame con identità locali, tradizioni popolari, memoria religiosa o culturale, ma senza restare chiusa in esse. Tra i riferimenti più rappresentativi dell’elenco figurano Alfio Antico, per la trasformazione della tradizione siciliana in ricerca musicale contemporanea; Jimi Hendrix, per l’espansione radicale del linguaggio musicale e la tensione visionaria; Mark Jansen, per l’apertura a cosmologia, religione, filosofia e interrogazione sulla realtà; Bill Nelson, per la dimensione gnostica, luminosa e multidimensionale; Tom Waits, per il viaggio attraverso margini, oscurità, redenzione e ricerca della strada; Bob Lind, per la figura della ricerca di qualcosa che continuamente sfugge. In questo quadro 9.4 la musica conserva una memoria, ma la mette in movimento.
Alfio Antico **° (Sp) (Lentini, 22 novembre 1956) cantautore, musicista, attore italiano, Anima ‘Ngignusa (2000), Supra Mari (2002), Viaggio in Sicilia (2005), Guten Morgen (2011), Antico (2016), Trema la Terra (2020); “Anima“, “Cunta li jurnati” rapporto fra memoria, racconto del tempo, tamburo e ricerca della propria via (con Fiorella Mannoia; Cunta li jurnati cunta li sirati Cuntati tu stissu scrivilu stu tempu Sona lu tamburu trova la to via Cantala sta notti senza fari sgrusciu), “Dialicu d’amuri”, “La rosa”, “Silenzio d’amuri”, “Di cu sugnu” interrogazione sull’origine e appartenenza, collegando identità individuale a elementi naturali, animali, cielo e comunità (Ju sugnu di l’acqua quannu chiovi Di l’erba strazzijata sutta li peri Sugnu di l’armunia chi lu cori teni E di lu disideriu chi si canta Ju sugnu di na cosa nica, antica Di l’armaluzzi c’ abbuccunu li testi Sugnu di lu celu quann’ è in festa E di la gioia di nenti dopu a fatica Di cu sugnu E chi ci fazzu Chi ci fazzu ’Nna stu munnu pazzu). Esponente/Modello: trasforma memoria, lingua e tradizione musicale siciliana in una ricerca originale che unisce radici popolari, identità, natura e apertura spirituale.
Alain Bashung
**° (9Ub) (Parigi, 1º dicembre 1947) cantautore rock francese, “Immortels” continuità oltre la mortalità e tensione verso dimensione che supera il limite immediato (2009; Je ne t’ai jamais dit Mais nous sommes sommes immortels Pourquoi es-tu parti avant que je te l’apprenne? Le savais-tu déjà? Avais-tu deviné? Que des dieux se cachaient sous des faces avinées Mortels, mortels, nous sommes immortels Je ne t’ai jamais dit Mais nous sommes immortels), “Osez Joséphine” (1991). Esponente/Modello: supera i confini della canzone rock attraverso sperimentazione poetica e musicale, interrogando memoria, mortalità e continuità dell’esistenza oltre i suoi limiti.
Booba (Élie Yaffa) (4Np) (Sèvres, 9 dicembre 1976) rapper francese di origine senegalese.
Naimee Coleman (Dublino, 8 dicembre 1976) cantautrice irlandese.
Jimi Hendrix *° (9) (Seattle, 27 novembre 1942) chitarrista, cantautore statunitense, considerato il più grande chitarrista di tutti i tempi, “Angel” (1971; Angel came down from heaven yesterday She stayed with me just long enough to rescue me And she told me a story yesterday About the sweet love between the moon and the deep blue sea And then she spread her wings high over me She said she’s gonna come back tomorrow And I said “Fly on my sweet angel Fly on through the sky Fly on my sweet angel Tomorrow I’m gonna be by your side), “Fire” (1967; I have only one a-burnin’ desire Let me stand next to your fire), “La conoscenza parla, ma la saggezza ascolta”, “Devi dimenticare ciò che dicono gli altri, quando si suppone che tu muoia, o quando tu Dovresti essere amorevole. Devi dimenticare tutte queste cose. Devi andare avanti e essere pazzo. La pazzia è come il paradiso”.  Modello: espande radicalmente il linguaggio della chitarra elettrica e trasforma immagini di cielo, fuoco e presenza angelica in espressioni musicali visionarie.
Ferlin Husky (St Francois, 3 dicembre 1925) cantante country statunitense, “Gone”, “Wings of a Dove”. 
Mark Jansen **°
(Reuver, 15 dicembre 1978) chitarrista, cantante, compositore olandese (Epica, MaYaN), laureato in psicologia, si interessa di filosofia, politica, attualità, civiltà maya, meccanica quantistica, pensiero buddhista e mindfulness; esplicita connessione fra musica e interrogazione filosofica, cosmologica e spirituale.  sono particolarmente rilevanti per il rapporto fra apertura oltre i limiti immediati e ricerca di una comprensione più profonda della realtà.
Design Your Universe (2009; “ha a che fare con nuove scoperte nel campo della fisica quantistica. Dimostra che siamo tutti legati l’uno all’altro a livello subatomico. Dimostra anche che possiamo creare o almeno influenzare la materia coi nostri pensieri. È una rivoluzione, la visione del mondo crolla una volta accettati questi dati e integrati nelle proprie vite): “Design Your Universe” (We’re blind and eager Avarice will set us back to blank Those who wager all will have to name a reason (If you can’t let go) You will end up empty handed If you can’t control You’ll live your life in vain Who decides about my time to come? Who is able to break through the circle of life and doom? Don’t look back Keep on track to break the curse Take the chance Design your universe), “Kingdom of Heaven”, “Resign to Surrender”, “Semblace of Liberty”; The Divine Conspiracy (2007; “riguarda la teoria che il protagonista ha rivelato: come prova, Dio creò tutte le diverse religioni e le diede agli uomini per vedere se fossero in grado di comprenderne la vera natura, capendo che tutte le religioni sono da ricondurre a una sola. L’umanità lo capirà o continuerà a uccidere le persone che lo comprendono?”): “The Obsessive Devotion”; The Holographic Principle (2016; “Si occupa di un futuro prossimo in cui la realtà virtuale è decollata e permette alle persone di creare i propri mondi virtuali, indistinguibili dalla “realtà come la conosciamo”. Questo solleva il dubbio se la nostra realtà attuale sia una sorta di realtà virtuale di sé stessa, un ologramma. Ciò implica l’esistenza di una realtà superiore, che al momento è inaccessibile. I testi sfidano a pensare fuori dalla scatola, a riconsiderare tutto ciò che credevamo certo e ad essere di mentalità aperta verso le recenti rivoluzioni scientifiche”): “Beyond the Matrix” (Shine through the sky Beyond the matrix Feel what it’s like To have attained Nirvana Shine past the sky Open your mind Then you will be Balanced and free Be the master over your own energy), “The Holographic Principle” (Discemus gubernaculum esse movendum Quod verum putaver am esse particulam Pro viribus agendum est Vim totam adhibebimus Ad haec nos paremus Our brave soul is crying Our soul is lost Our brave is dying Our soul is lost We don’t know how we can Decode this anagram We have lost our true selves Within this hologram Nothing is what it seems Our soul is lost We challenge illusions Created by us all Cube sphere Wipe all the dust from your eyes Burn your lies Dare to trash your own paradise Doubt your eyes We challenge illusions Created by us all), “Universal Death Squad”; The Quantum Enigma (2014; “È una parte della fisica quantistica: la ricerca sulla percezione della realtà. Quello che vedo io e quello che vedi tu è diverso perché ciò che vediamo è influenzato dalla nostra mente. Quindi questa non è davvero la realtà, ma solo ciò che tu pensi che sia reale. Quindi, in un certo senso, è un tema filosofico e insieme scientifico. […] Ciò di cui ci stiamo occupando è fondamentalmente il funzionamento del cervello umano”): “The Essence of Silence”, “Unchain Utopia”; Requiem for the Indifferent (2012); Omega (2021): “Abyss of Time – Countdown to Singularity”, “Freedom – The Wolves Within”,   The Divine Conspiracy (2007) affronta l’idea di una possibile unità sottostante alle diverse religioni; Design Your Universe (2009) sviluppa il tema della trasformazione e della possibilità di orientare la propria realtà; The Quantum Enigma (2014) riflette sulla percezione della realtà; The Holographic Principle (2016) interroga il rapporto fra realtà, illusione e una possibile dimensione superiore. Esponente/Modello: integra musica, filosofia, religione e interrogazione cosmologica, mettendo in discussione le concezioni consolidate della realtà e proponendo prospettive spirituali e multidimensionali.
Anna Maria Jopek (Varsavia, 14 dicembre 1970) cantante polacca (Mazowsze). 
Myles Kennedy (Boston, 27 novembre 1969) cantautore, chitarrista hard rock statunitense (Alter Bridge, Slash)
Abbe Lane (New York, 14 dicembre 1932) cantante, attrice statunitense.
Bob Lind **° (Baltimora, 25 novembre 1942) cantante, compositore folk statunitense; “Elusive Butterfly” immagine della ricerca di qualcosa che appare, sfugge e continua a richiamare il soggetto oltre gli orizzonti già raggiunti: una ricerca di amore, significato e possibilità non definitivamente possedute (1966; You might wake up some mornin’ To the sound of something moving past your window in the wind And if you’re quick enough to rise You’ll catch a fleeting glimpse of someone’s fading shadow Out on the new horizon You may see the floating motion of a distant pair of wings And if the sleep has left your ears You might hear footsteps running through an open meadow Don’t be concerned, it will not harm you It’s only me pursuing somethin’ I’m not sure of Across my dreams with nets of wonder I chase the bright elusive butterfly of love You might have heard my footsteps Echo softly in the distance through the canyons of your mind I might have even called your name As I ran searching after something to believe in You might have seen me runnin’ Through the long-abandoned ruins of the dreams you left behind If you remember something there That glided past you followed close by heavy breathin’ Don’t be concerned, it will not harm you It’s only me pursuing somethin’ I’m not sure of Across my dreams with nets of wonder I chase the bright elusive butterfly of love Across my dreams with nets of wonder I chase the bright elusive butterfly of love). Esponente/Modello: trasforma la ricerca amorosa in un viaggio simbolico verso un significato sfuggente, collegando memoria, sogno e desiderio di superare gli orizzonti conosciuti.
Bill Nelson ***° (Wakefield, 18 dicembre 1948) cantante, chitarrista, cantautore, produttore, pittore, videoartista, scrittore, musicista sperimentale inglese (Be Pop Deluxe), uno dei chitarristi più sottovalutati, incompresi e ignorati del movimento art rock, autore di opere multidimensionali con temi esplicitamente gnostici; “Love Is Swift Arrows” (1974), “Crying To the Sky” (1976), “Ships in the Night” (1976), “Panic In the World” (1978); “Angel in my System”, Chance Encounters in the Garden of Lights (1987) include canzoni con titoli evocativi di concetti gnostici: “Clothed in Light Amongst the Stars”, “Consolamentum”, “”Day of Eternity”, “Ecclesia Gnostica”, “Evening Adoration”, “Finis Gloria Mundi”, “Katharos”, “Mysterium”,  “Set Me As A Seal Upon Thine Heart”, “The Spirit Cannot Fail” (The individual who has the most power is the one who has the greatest realisation of the divine presence and to whom the most as an active principle in his life), “Young Angels by an Ancient River”; Luminous (1991): “Telepathic Cats”; Blue Moons and Laughing Guitars (1992): “Angel In My System”, “God Man Slain” (I’ve been listening to shining serpents I’ve been dazzled by snakes with wings I’ve been haunting ancient churches In search of you I’ve been taking a lot of chances Still receiving the strangest glances I’m always doing the oddest dances In praise of you I stumble ‘round like a god man slain Crucified by the sound of your name I stumble ‘round like a god man slain For you The mind forgets, the heart remembers The will resists, the soul surrenders I’m in the world of dying embers In search of you), “New Moon Rising”, “Spinnin’ Around”; Practically Wired (Or How I Became Guitar Boy) (1995); My Secret Studio Vol. 1 (1996); “Enlightenment”, “Hold on to Your Heart”, “The Spark”, “Sweet Is the Mystery”; Noise Candy: A Creamy Centre in Every Bite! (2002): “Being and Nothingness Land” (Everyday gets washed away like footprints in the sand Gone to ground, safe and sound in being and nothingness land Ten thousand thoughts in one split second Silver bells ring true Feel the trace of luminescence Incandesence deepest blue In being and nothingness land Here today and gone tomorrow), “A Hat Like This” (I saw an angel on a bicycle, speeding through the evening traffic Neon halo spinning overhead, I said “That’s cool” she said “Seraphic” You can’t go wrong with a hat like this I saw a cat in an aeroplane, sky writing in the blue I saw a mermaid in a submarine, she was playing peek-a-boo She said “You can’t go wrong with a hat like this”), “Stars Will Shine Again” (You have lived a wonderful life I could write a book on the life you have lived. I am legend, I am rumour I am memory lost by myth Another ripple on your river A moment somehow missed And when all is done And when all is done We will overcome We will shine like stars again So lay beside me now Stay close beside me now Stars will shine again); Satellite Songs (2004): “Garden in the Sky” (Hold my hand and here we go We’re floating away now Over rooftops, over trees We’re floating away now Garden in the sky Spinning round and round Garden in the sky Way above the ground Close your eyes and count to ten You’re climbing my stairs now Leave your dress and drop it there And slide in to bed now Garden in the sky Garden in the clouds Garden in the sky Way above the ground); Arcadian Salon (2006). Esponente/Modello: sviluppa un universo artistico multidimensionale attraverso musica, pittura, immagini e scrittura, integrando simbolismo gnostico, memoria spirituale e ricerca di realtà trascendenti.
Beth Orton (East Dereham, 14 dicembre 1970) cantautrice inglese, Dice, Moon.
Donny Osmond
(6) (Ogden, 9 dicembre 1957) cantante, attore statunitense.
Giacomo Puccini
(7) (Lucca, 22 dicembre 1858) compositore italiano, O dolci mani, E lucevan le stelle, Una furtiva lagrima.
Stacey Q
(Fullerton, 30 novembre 1958) cantante statunitense.

Brettina Robinson (Nassau, 8 dicembre 1980) cantautrice bahamiana.
Taylor Swift (SUNi) (Reading, 13 dicembre 1989) cantautore statunitense, Blank Space, Wildest Dreams.
Tom Waits **° (9UvNf)) (Pomona, 7 dicembre 1949) cantante, compositore, attore statunitense, “Downtown Train” (Outside another yellow moon Has punched a hole in the night time mist I climb through the window and down to the street I’m shining like a new dime The downtown trains are full Full of all them Brooklyn girls They try so hard to break out of their little worlds You wave your hand and they scatter like crows They have nothing that’ll ever capture your heart They’re just thorns without the rose Be careful of them in the dark), “Time”; “Way Down In The Hole” (If you walk through the garden You better watch your back Well I beg your pardon Walk the straight and narrow track If you walk with Jesus He will save your soul You gotta keep the devil Down in the hole He’s got the fire and the fury At his command Well you don’t have to worry If you hold on to Jesus hand We’ll all be safe from Satan When the thunder rolls You gotta keep the devil Way down in the hole All the angels sing about Jesus’ mighty sword And they’ll shield you with their wings Keep you close to the lord Don’t pay heed to temptation For his hands are so cold You gotta keep the devil Way down in the hole); “Jesus Gonna Be Here”, “Long Way Home” (2002; Well I stumbled in the darkness I’m lost and alone Though I said I’d go before us And show the way back home Is there a light up ahead? I can’t hold on very long Forgive me pretty baby but I always take the long way home Money’s just something you throw Off the back of a train Got a handful of lightening A hatful of rain And I know that I said I’d never do it again And I love you pretty baby but I always take the long way home I put food on the table And a roof overhead But I’d trade it all tomorrow For the highway instead Watch your back if I should tell you Loves the only thing I’ve ever known One thing for sure pretty baby I always take the long way home You know I love you baby More than the whole wide world You are my woman I know you are my pearl Let’s go out past the party lights We can finally be alone Come with me and we can take the long way home Come with me, together we can take the long way home) sviluppa direttamente il motivo della strada lunga, della perdita e del ritorno; “Way Down in the Hole” colloca il percorso umano fra tentazione, pericolo e riferimento religioso. Esponente/Modello: trasforma esperienze marginali, memoria popolare e immagini religiose in una ricerca musicale e poetica di redenzione, appartenenza e orientamento attraverso viaggio e oscurità.

SPETTACOLO: 9.4 sviluppa il rapporto fra espansione dell’immaginario e radicamento nella memoria, nell’identità, nella coscienza e nelle grandi questioni umane. Cinema e teatro diventano particolarmente significativi quando il viaggio verso l’altrove non coincide con una semplice fuga, ma conduce a una comprensione più profonda dell’esperienza umana. I temi più pertinenti comprendono il viaggio geografico o interiore, l’incontro fra culture, la ricerca della verità, la trasformazione della coscienza, il rapporto fra realtà e immaginazione, memoria e identità, tradizione e cambiamento. Fra i profili indicati emergono soprattutto Peggy Ashcroft, attraverso A Passage to India, importante per l’incontro problematico fra mondi culturali differenti; Maximilian Schell, particolarmente rilevante per opere incentrate su responsabilità storica, giustizia e coscienza morale; e Iain Softley, il cui cinema affronta in modo ricorrente musica, alterità, immaginazione e rapporto fra mondi differenti.
Peggy Ashcroft *° (Croydon, 22 dicembre 1907) attrice britannica, Oscar (A Passage to India). Modello: attraverso A Passage to India interpreta il confronto fra appartenenza culturale, pregiudizio e apertura all’altro, mostrando le tensioni fra identità ricevuta e comprensione universale.
Verónica Forqué (Madrid, 1º dicembre 1955) attrice spagnola.
Conleth Hill (Ballycastle, 24 novembre 1964) attore britannico, Game of Thrones.
Max Linder ° (7) (Saint-Loubès, 6 dicembre 1883) pioniere francese del film muto. Modello: supera le convenzioni teatrali precedenti contribuendo alla nascita di un linguaggio comico cinematografico capace di raggiungere pubblici internazionali.
Harpo Marx ° (7) (New York, 23 novembre 1888) attore americano. Modello: supera i confini del linguaggio verbale attraverso una comicità visiva e musicale che trasforma convenzioni sociali e comunicative in libertà espressiva.
Maximilian Schell **° (4SbPiv) (Vienna, 8 dicembre 1930) attore, regista, sceneggiatore austriaco, Oscar. Judgment at Nuremberg (Vincitori e vinti, 1961; processo ai responsabili della giustizia nazista, responsabilità individuale, rapporto fra legge, coscienza e colpa storica) è l’aggiunta più significativa al profilo. La sua interpretazione gli procurò l’Oscar e il film continua a essere considerato un importante dramma storico e morale, proprio per la complessità delle questioni che pone senza ridurle a risposte semplicistiche. Esponente/Modello: affronta attraverso l’interpretazione drammatica responsabilità storica, giustizia e coscienza morale, interrogando il rapporto fra legge, verità e colpa collettiva.
Michael Shanks (Vancouver, 15 dicembre 1970) attore canadese.
Iain Softley **° (Londra, 30 novembre 1956) regista britannico, Backbeat – Tutti hanno bisogno d’amore (Backbeat, 1994; la storia del quinto Beatles, Stuart Sutcliffe), K-PAX – Da un altro mondo (K-PAX, 2001), The Skeleton Key (2005; un’assistente che si occupa di malati terminali per guadagnare i soldi per diventare infermiera, rimane impigliata in un mistero soprannaturale), Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro (Inkheart, 2008; “Dall’alba dei tempi, i cantastorie hanno incantato il pubblico con le loro parole, ma c’è un dono ancora più straordinario: ci sono persone che, se leggono ad alta voce, riescono a portare alla vita i personaggi fuori dai libri, nel mondo reale. Quasi tutte le Lingue di Fata, così vengono chiamate, tengono segreta questa loro capacità. Altre scoprono di avere questo dono quando è troppo tardi”). Esponente/Modello: esplora attraverso generi cinematografici diversi il rapporto fra realtà e immaginazione, identità e alterità, trasformando memoria culturale e narrazione in apertura verso mondi sconosciuti.
Robert Towne ** (Los Angeles, 23 novembre 1934) sceneggiatore, regista statunitense, Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1975 per Chinatown, (1974; indagine privata che conduce alla scoperta di una rete di potere, corruzione, segreti familiari e manipolazione delle risorse collettive); tre nomination agli Oscar: migliore sceneggiatura non originale, 1974, L’ultima corvé e 1985, Greystoke – La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie, alla migliore sceneggiatura originale, 1976, Shampoo. Chinatown. Esponente: trasforma l’indagine individuale in rivelazione di strutture occulte di potere, corruzione e manipolazione, collegando segreti familiari e responsabilità collettive.
Tommy Wirkola
(Alta, 6 dicembre 1979) regista, sceneggiatore norvegese; commedia horror Dead Snow.

POLITICA & ECONOMIA: 9.4 combina espansione politica ed economica, progettualità e trasformazione con continuità istituzionale, appartenenza e protezione della comunità. Può favorire riforme, sviluppo infrastrutturale, apertura economica e progetti di lungo periodo. Nella sua espressione negativa, identità nazionale, sicurezza e ordine sociale diventano strumenti di controllo, mentre modernizzazione e crescita consolidano il potere anziché ampliare libertà e pluralismo. Augusto Pinochet rappresenta questa contraddizione attraverso liberalizzazione economica, autoritarismo e repressione.
Augusto Pinochet (3Sv) (Valparaíso, 25 novembre 1915)  militare e dittatore cileno, guidò il golpe dell’11 settembre 1973 e il regime militare fino al 1990; il suo governo combinò profonda trasformazione economica neoliberale con autoritarismo politico e gravi violazioni dei diritti umani. 

SCIENZA: 9.4 espande la conoscenza attraverso osservazione, sperimentazione e rielaborazione del sapere acquisito. S9 orienta esplorazione, innovazione e superamento dei limiti; S4 sostiene continuità metodologica, concretezza e attenzione alla condizione umana. Francesco Lana de Terzi anticipa nuove possibilità tecniche del volo; Sherwin Nuland affronta la morte attraverso conoscenza medica, esperienza concreta e riflessione sul significato dell’esistenza.
Francesco Lana de Terzi **° (Brescia, 10 dicembre 1631) matematico, naturalista, gesuita italiano, Prodromo. «Hor’io che sempre habbi genio di ritrouare inventionhi di cose le più difficili […] stimo hauere ottenuto l’intento di fare una machina più leggiera in specie dell’aria», «Fabricare una nave, che camini sostentata sopra l’aria a remi, e a vele; quale si dimostra poter riuscire nella prattica». Esponente/Modello: supera i limiti tecnici del proprio tempo elaborando un progetto pionieristico di navigazione aerea, unendo conoscenze matematiche e naturali a una visione innovativa delle possibilità umane.
Sherwin Nuland **° (Bronx, 8 dicembre 1930) chirurgo, scrittore statunitense. How We Die (Come moriamo) “L’arte di morire è l’arte di vivere. L’onestà e la grazia degli anni di vita che stanno finendo sono la vera misura di come moriamo. Non è nelle ultime settimane o giorni che componiamo il messaggio che sarà ricordato, ma in tutti i decenni che li hanno preceduti. Chi ha vissuto con dignità, muore con dignità”, “Come scettico convinto, ritengo che dobbiamo mettere tutto in discussione ed essere disposti a credere che tutto sia possibile”. Esponente/Modello: integra esperienza chirurgica, conoscenza scientifica e riflessione umanistica, superando rappresentazioni idealizzate della morte e collegando la comprensione dei processi biologici alla dignità dell’intera esistenza.

PROSPETTIVA GEOMANTICA & GEOGRAFICA (PTU): D9-4 – POLSKA, LUBELSKIE, MAŁOPOLSKIE, ŚWIĘTOKRZYSKIE, PODKARPACKIE. Comprende quattro voivodati (regioni amministrative) fra valle della Wisła, altopiani calcarei, Góry Świętokrzyskie e Karpaty. Territorio segnato da confini storici fra Małopolska, Ruś, monarchia asburgica e Confederazione polacco-lituana; tradizioni cattoliche, ebraiche, ortodosse e greco-cattoliche, città mercantili, monasteri, pellegrinaggi, comunità multilingui e memoria delle deportazioni. D9-4-1 Lublin, województwo lubelskie: città con funzioni amministrative provinciali; castello con cappella della Santissima Trinità, affreschi ruteno-bizantini del 1418 commissionati da Władysław II Jagiełło; Unia Lubelska (1569), origine della Confederazione polacco-lituana; Brama Grodzka, passaggio storico fra quartieri cristiani ed ebraici, oggi centro di memoria; Yeshiva Chachmei Lublin, fondata nel 1930; campo nazista di Majdanek, oggi museo. D9-4-2 Chełm, województwo lubelskie: alture gessose, Góra Chełmska, santuario mariano e antica sede episcopale rutena; sotterranei di gesso e leggenda dello spirito Bieluch; tradizione ebraica dei saggi di Chełm, protagonisti di racconti yiddish; eredità cattolica, ortodossa e greco-cattolica. D9-4-3 Zamość, województwo lubelskie: città fondata nel 1580 da Jan Zamoyski, progettata da Bernardo Morando secondo modelli rinascimentali italiani; Rynek Wielki, portici, accademia, cattedrale e fortificazioni; centro mercantile multietnico e pluriconfessionale; centro storico patrimonio mondiale UNESCO. D9-4-4 Biała Podlaska, województwo lubelskie: bacino della Krzna, antica frontiera fra culture polacche, lituane e rutene; residenza Radziwiłł, resti fortificati e parco; patrimonio cattolico, ortodosso, greco-cattolico ed ebraico; vie commerciali verso Brest. D9-4-5 Kraków; Ojcowski Park Narodowy, województwo małopolskie: antica capitale del regno, Wawel con cattedrale delle incoronazioni e sepolture reali; Uniwersytet Jagielloński (1364); Kazimierz, centro storico ebraico; Nowa Huta, quartiere socialista e luogo di mobilitazione cattolica e operaia; teatro di Stanisław Wyspiański e Tadeusz Kantor; valle del Prądnik, grotte carsiche, falesie calcaree, castello di Pieskowa Skała, Maczuga Herkulesa ed eremi. D9-4-6 Tarnów, województwo małopolskie: centro rinascimentale, ratusz, cattedrale con tombe Tarnowski; bimah (pulpito rituale) della sinagoga distrutta dai nazisti; patrimonio rom documentato dal Muzeum Etnograficzne; storia ferroviaria galiziana e memoria delle deportazioni ad Auschwitz. D9-4-7 Nowy Sącz, województwo małopolskie: confluenza Dunajec-Kamienica, antica città mercantile; Sądecki Park Etnograficzny, architetture e tradizioni di Lachy, Pogórzanie, Górale Sądeccy, Łemkowie, rom e coloni tedeschi; Miasteczko Galicyjskie, ricostruzione di centro urbano galiziano; pittore autodidatta lemko Nikifor Krynicki. D9-4-8 Kielce; Jędrzejów; Końskie; Skarżysko-Kamienna; Włoszczowa, województwo świętokrzyskie: fascia centro-ovest fra montagne, Nida e antiche aree metallurgiche; palazzo dei vescovi di Kraków, riserva geologica Kadzielnia con calcari fossiliferi e grotte; abbazia cistercense legata al cronista Wincenty Kadłubek; patrimonio siderurgico; santuario Matki Bożej Ostrobramskiej e storia industriale bellica; tradizioni agricole e religiose. D9-4-9 Busko-Zdrój; Kazimierza Wielka; Pińczów; Opatów; Ostrowiec Świętokrzyski; Sandomierz; Starachowice; Staszów, województwo świętokrzyskie: sorgenti sulfuree e terme; pianure agricole; centro storico della Riforma protestante con accademia calvinista; collegiata romanica di San Martino e sotterranei mercantili; miniere neolitiche di selce striata di Krzemionki, patrimonio mondiale UNESCO; città medievale sulla Wisła con cattedrale gotica e gallerie sotterranee; archeologia siderurgica e altoforni; patrimonio ebraico e mercantile. Łysa Góra conserva terrapieni associati a culti precristiani, leggende di raduni di streghe e monastero di Święty Krzyż, con reliquie della Croce: continuità e trasformazione dei luoghi sacri. D9-4-10 Rzeszów; Brzozów; Łańcut; Przeworsk; Ropczyce; Strzyżów, województwo podkarpackie: bacino del Wisłok e Pogórze Dynowskie; castello Lubomirski, sinagoghe e vie commerciali verso est; patrimonio ecclesiastico e artigianale; castello Potocki, collezioni aristocratiche e sinagoga settecentesca; complesso monastico del Santo Sepolcro e storia mercantile; valle Wielopolka; colline, fortificazioni e infrastrutture ferroviarie e militari. D9-4-11 Dębica; Kolbuszowa; Leżajsk; Nisko; Przemyśl, województwo podkarpackie: pianure della Wisłoka e bacino del San; industria novecentesca e memoria della Shoah; museo all’aperto delle culture rurali della foresta di Sandomierz; tomba del rabbino chassidico Elimelech, meta di pellegrinaggi internazionali, basilica bernardina con organo monumentale; vie fluviali e attività industriali; città di frontiera con fortezza austro-ungarica, cattedrali latina e greco-cattolica, monasteri e patrimonio polacco, ucraino, armeno ed ebraico. D9-4-12 Bieszczady County; Jarosław; Krosno; Lubaczów; Mielec; Przemyśl; Sanok; Tarnobrzeg, województwo podkarpackie: fascia montana dei Bieszczady, bacini del San e Wisłok e pianure a nord; memoria di Bojkowie e Łemkowie, spopolamenti e trasferimenti forzati del dopoguerra; case mercantili rinascimentali, fiere e abbazia benedettina; industria vetraria e commerci transcarpatici; patrimonio ruteno e chiese lignee di rito orientale, fra cui Radruż, patrimonio mondiale UNESCO; industria aeronautica di Mielec; museo all’aperto di architetture popolari a Sanok, con edifici cattolici, ortodossi, greco-cattolici ed ebraici; santuario mariano di Dzików; chiese lignee di Smolnik e Turzańsk, patrimonio mondiale UNESCO.

LINGUA & CULTURA: Lingua polacca: nell’area di Kraków, Tarnów e campagne vicine persistono tratti dialettali della Małopolska, fra cui il mazurzenie (pronuncia semplificata di alcune consonanti sibilanti), oggi più frequente fra parlanti anziani e comunità rurali. Nei Beskid Sądecki e zone montane vicine, le parlate dei Górale conservano lessico pastorale e forme locali; nei Beskid Niski, il lemko, lingua slava orientale distinta dal polacco, sopravvive fra comunità colpite dai trasferimenti forzati del 1947. Nell’area di Lublin e territori di confine con l’Ucraina, il polacco presenta contatti storici con parlate rutene e ucraine; lo yiddish appartiene alla memoria linguistica delle comunità ebraiche distrutte durante la Shoah. Cultura: l’incontro fra cristianesimo latino, tradizioni orientali ed ebraismo ha prodotto forme diverse di vita religiosa, studio, arte e trasmissione familiare. Il chassidismo, movimento mistico ebraico sviluppato dal XVIII secolo, attribuisce valore a gioia, canto e relazione fra discepolo e tzaddik (maestro spirituale); la tradizione cristiana orientale considera l’icona uno strumento di contemplazione, non una semplice raffigurazione. La szopka krakowska trasforma il presepe in teatro figurativo con architetture fantastiche, personaggi storici e satira sociale. Migrazioni, deportazioni e scomparsa di comunità hanno lasciato tracce in racconti familiari, canti e arti popolari. Fra le specialità regionali figurano obwarzanek krakowski (pane ad anello), proziaki (focaccine cotte su piastra) e żurek (zuppa di segale fermentata). Letteratura e filosofia: Stanisław Lem, vissuto a Kraków, in Solaris affronta l’impossibilità di comprendere una coscienza aliena attraverso categorie umane; Cyberiada esplora intelligenza artificiale, creazione di mondi e limiti del sapere. Wisława Szymborska, legata alla stessa città, contrappone dubbio, ironia e pluralità delle prospettive alle verità assolute. Adam Zagajewski, anch’egli vissuto a Kraków, intreccia esilio, memoria, viaggio e ricerca spirituale; Sławomir Mrożek, nato a Borzęcin, usa l’assurdo per smascherare conformismo, automatismi sociali e ideologie. Isaac Bashevis Singer, cresciuto anche a Biłgoraj, nel Mago di Lublino affronta desiderio, fede, appartenenza e responsabilità morale; nella sua narrativa, credenze popolari e presenze soprannaturali convivono con conflitti psicologici e religiosi. Arte e teatro: Stanisław Wyspiański, nato a Kraków, in Wesele trasforma una festa nuziale in confronto fra classi sociali, memoria nazionale e apparizioni di figure storiche e leggendarie. Tadeusz Kantor, nato a Wielopole Skrzyńskie e attivo a Kraków, fonda Cricot 2; in Umarła klasa manichini, oggetti d’infanzia e figure dei defunti costruiscono uno spazio scenico dove passato e presente, vita e morte si sovrappongono. Nikifor Krynicki, pittore lemko vissuto a Krynica-Zdrój, rappresenta città, chiese e paesaggi attraverso una visione autonoma, estranea ai canoni accademici. Musica: Krzysztof Penderecki, nato a Dębica e legato alla vita musicale di Kraków, passa dalla sperimentazione d’avanguardia alla rilettura di forme sacre: Pasja według św. Łukasza combina tecniche contemporanee e racconto evangelico; Polskie Requiem unisce liturgia e memoria storica. I repertori dei Górale e delle comunità lemke conservano melodie, danze e canti legati a vita pastorale, feste, ritualità e trasmissione orale; la tradizione klezmer, musica strumentale ebraica, testimonia scambi fra culture dell’Europa centro-orientale. Cinema: Wojciech Jerzy Has, nato a Kraków, in Rękopis znaleziony w Saragossie, da Jan Potocki, intreccia racconti, sogni, cabala e incontri enigmatici, rendendo incerti i confini fra realtà e illusione; in Sanatorium pod Klepsydrą, da Bruno Schulz, esplora memoria, morte e tempo non lineare. Multidimensionalità: la cabala, tradizione mistica ed esoterica ebraica, elabora concezioni di emanazione divina, livelli della realtà e rapporti fra mondo visibile e invisibile; costituisce un sistema religioso e simbolico, non una prova di realtà multidimensionali. Il folklore ebraico conserva racconti di angeli, demoni e spiriti; quello slavo comprende figure di streghe, esseri invisibili e luoghi associati ad antichi culti. Nelle opere teatrali e cinematografiche citate, apparizioni, identità mutevoli e sovrapposizioni temporali offrono rappresentazioni artistiche di esperienze che superano la percezione ordinaria, senza imporre un’unica interpretazione metafisica.

ATLANTE STATI HANDORIANI — 9.4 IZIGLAMAROD (Iziglad, Wadud Wahid Wajid) Riferimento Handoriano: Nazione dello Stato Imperiale di Vanjuli, situata nel nord-est dello Stato, affacciata a nord e nord-ovest sul Vanjuli More (Mare Oscuro del Nord), confinante a est con Iruktarx e a sud con Inivayarc. La costa presenta insenature, promontori e isole, con due principali aperture marittime verso nord. Importante centro portuale e base per spedizioni verso le regioni del nord, costituisce da tradizione un approdo sicuro per esploratori e viaggiatori, luogo di ristoro dopo lunghe imprese e preparazione a nuove avventure. Centro di ritiro, conforto e conoscenza, offre riposo, accoglienza e rigenerazione sul piano fisico e multidimensionale, sia al ritorno da viaggi impegnativi sia prima di nuove partenze. Morfologia: Spiagge sabbiose di vari colori, ampie dune con cespugli, altipiani collinari, vaste foreste e pianure coltivate. Cultura: Lingue ufficiali: handoriano, kortexo e vanjulo soyuzo, diffuso anche in Ilyno, Vanvanarc e Isankarn. Suddivisione: 12 Trinità (troitsa), 144 Square (kvadrat), 1728 Penta (pyatiugolnik). 9.4.1 Iziglamarasad: Trinità insulare del nord-ovest, nel Vanjuli More, al largo della costa nazionale. Comprende Voice for God e I Rest in God. 9.4.2 Vishad Zigalad: Trinità costiera del nord-ovest, affacciata sul mare presso la capitale. Square: Justice of God. 9.4.3 Ved: Trinità costiera del nord-est, affacciata sul Vanjuli More, presso la foce dell’insenatura che separa la nazione da Ikaraz. Capoluogo Iod. 9.4.4 Vezd: Trinità del sud-ovest, lungo il confine con Inivayarc, tradizionale punto di ingresso terrestre da sud. Square: Jird, Void, Wood, Wild. 9.4.5 Vozhd: Trinità del nord, comprendente il distretto della capitale, con accesso B e capienza 400. Capoluogo e unico punto di ingresso alla città, collegato mediante strada e linea di trasporto. Altre Square: Vinod, Javed, Wajid, Wahid, Vrind. 9.4.6 Vpered: Trinità del centro-est, nell’entroterra presso il confine con Iruktarx. Capoluogo Jofrid. Square: Junayd, Wizard, Jocund. 9.4.7 Vodopad: Trinità costiera del nord-est, affacciata sul Vanjuli More, a ovest di Volnovod. Capoluogo Ichabod. Square: Welford, Way to Remember God. 9.4.8 Volnovod: Trinità costiera del nord-est, a est di Vodopad, presso l’insenatura di Ved. Capoluogo Winifred. Square: Jacquard. 9.4.9 Inveigled: Trinità del centro-nord, nell’entroterra a sud-ovest della capitale. Capoluogo Whitewood, caratterizzato dalla presenza di alberi bianchi. 9.4.10 Jako Narod: Trinità del sud, estesa lungo il confine con Inivayarc, tra Vezd e le aree prossime a Iruktarx. 9.4.11 Jako Barlug: Trinità costiera del nord-est, a est della capitale e a sud di Volnovod. Capoluogo Word of God. 9.4.12 Iziglamarasad: Trinità del nord-ovest, comprendente territori insulari del Vanjuli More. Capoluogo Vishadamarod, situato presso la costa a sud-ovest della capitale. 9.4.0 Wadud: Capitale nazionale, accesso B, capienza 300, situata sulla costa nord, affacciata sul Vanjuli More. Celebre per l’estrema amorevolezza dei residenti, che accolgono e ospitano i visitatori con massimo riguardo, prodigandosi in gesti talvolta esagerati di gentilezza e cura. Centro di accoglienza, riposo e preparazione ai viaggi, raggiungibile solo attraverso Vozhd.

Unità Territoriali Provvisorie:
REGIONE D9-4: POLONIA
D9-4: POLONIA, LUBLINO, Lublino (1); Chełm (2); Zamość (3); Biała Podlaska (4). Piccola Polonia, Cracovia (5); Tarnow (6); Nowy Sącz (7). Świętokrzyskie, Kielce; Jędrzejów; Końskie; Skarżysko-Kamienna; Włoszczowa (8); Busko-Zdroj; Kazimierza Wielka; Pińczów; Opatów; Ostrowiec Świętokrzyski; Sandomierz; Starachowice; Staszów (9). Precarpazi, Rzeszów; Brzozów; Łańcut; Przeworsk; Ropczyce; Strzyżów (10); Dębica; Kolbuszowa; Leżajsk; Nisko; Przemyśl (11); Subcarpazia, contea di Bieszczady; Jarosław; Krosno; Lubaczów; Mielec; Przemyśl; Sanok; Tarnobrzeg (12).

 

Binary 9.4, 281123 — Il Binario 9.4 apre uno spazio fondato su un contrasto radicale fra protezione e movimento, dimora e ricerca, permanenza e trascendenza. Il punto di partenza è la concezione di «uno spazio di massima protezione», di cura, amore, conforto e libertà, sempre disponibile e accessibile, ma che non limita la possibilità di allontanarsi per esplorare territori dinamici, imprevedibili e rischiosi. «Il tuo luogo di diritto», il luogo originario al quale puoi ritornare, costituisce contemporaneamente rifugio e punto di partenza. 9.4 rappresenta infatti il contrasto fra «una zona di massima intimità, protezione, comodità» e ogni altro possibile luogo, con le sue sfide, i conflitti, i cambiamenti e le avventure. Il Binario combina il fuoco mutevole del Sagittario e l’acqua cardinale del Cancro, due principi profondamente diversi collocati in aspetto di quinconce, un angolo di 150 gradi che produce paradossi e slittamenti rispetto alle convenzioni della realtà separata. Il risultato può essere il passaggio improvviso fra realtà parallele, interiori o stati di coscienza differenti, con conseguente confusione rispetto a ciò che la realtà ordinaria considera normale e stabile. In 9.4 convivono due grandi sistemi di credenza. Il primo trova protezione nella realtà fisica e umana, nella famiglia, nelle tradizioni, nella cultura, nella patria e nel mondo così come è conosciuto. Questa prospettiva giustifica la permanenza, il sacrificio e perfino la sofferenza in nome di uno scopo superiore o di un piano più grande. L’altro sistema considera invece la realtà ordinaria come qualcosa da trascendere: la vera casa non è qui e il vero sé non dimora definitivamente in questo mondo. Da qui nasce «il desiderio di recuperare questo luogo originario, di ritornare a casa», insieme alla ricerca costante di un segnale della propria dimora autentica all’interno dell’esperienza presente. Il contrasto è quindi fra una coscienza che continua a identificarsi con il corpo e con la realtà convenzionale, accettandone ogni limite perché ritiene che tutto serva a uno scopo, e una coscienza che sospetta in questa realtà qualcosa di profondamente ingannevole e persegue il risveglio e la liberazione. 9.4 mette radicalmente in discussione valori tradizionali e credenze incontestate. È «un binario assai filosofico», orientato verso la ricerca della verità senza compromessi. Non chiede di sostituire un dogma con un altro, ma di pensare attraverso la propria esperienza diretta: «No, hai da pensare con le tue risorse, fondandoti sulla tua esperienza diretta.» Le provocazioni filosofiche, spirituali o letterarie hanno quindi una funzione di stimolo, non di autorità. Possono mettere in movimento la mente, ma nessuno può indicare dall’esterno quale realtà sia illusoria e quale autentica: «Nessuno te la può indicare.» La questione centrale riguarda il contrasto fra la condizione fisico-umana, dipendente da un corpo separato, mortale e soggetto alla sofferenza, e la possibilità di una natura spirituale o di un corpo alternativo ed eterno. Di fronte all’inevitabilità della malattia e della morte, il seminario pone una domanda volutamente radicale: quale significato possiede semplicemente stare bene oggi, sapendo che ogni corpo umano è destinato a deteriorarsi e morire? In questa prospettiva, «l’unica utilità di essere in un corpo umano in buona salute in 9.4 consiste nell’impegnarti in ogni modo a trovare un corpo e un mondo alternativo», non soltanto per sé ma per i propri cari e per l’intera umanità. La filosofia di Peter Wessel Zapffe è introdotta come provocazione estrema, non come prescrizione: le sue parole permettono di confrontarsi con pensieri normalmente esclusi dalla realtà consensuale e di verificare quali convinzioni emergano quando si pensa senza transenne ideologiche. Il punto non è adottare le sue conclusioni, ma esercitare la libertà del pensiero e chiedersi cosa si riconosce realmente riguardo a Dio, al bene, al male e all’esistenza. Il seminario affronta poi il problema del male e le teodicee che lo interpretano come mezzo necessario per un bene superiore. Una critica fondamentale riguarda l’idea che la sofferenza possa essere giustificata semplicemente perché inserita in un piano futuro. «Per quanto splendida sia la prospettiva, non sei giustificato nel perseguirla con ogni mezzo. I tuoi mezzi devono essere morali quanto i tuoi fini.» L’esempio dei Fratelli Karamazov serve precisamente a mettere in crisi l’idea che un fine grandioso possa rendere moralmente accettabile qualsiasi mezzo. Un’altra prospettiva, associata a D. Z. Phillips, considera Dio soprattutto attraverso l’onnipotenza dell’amore e della compassione. La vita umana può essere un dono libero ma imperfetto; la sofferenza non deve necessariamente essere trasformata in uno strumento utile a un piano. L’amore può assumere la forma della compassione per la creatura vulnerabile. Anche nell’esperienza della violazione estrema rimane la domanda sulla persistenza dell’amore: «Nello stridore della violazione dell’amore dimora l’amore.» Il seminario non utilizza queste riflessioni per fornire una risposta definitiva, ma per permettere alla mente di attraversare idee contrastanti e osservare le proprie reazioni. William Blake rappresenta un’altra figura significativa per 9.4. La sua opera visionaria mette in discussione la realtà convenzionale, le istituzioni che trasformano l’esperienza spirituale in sistemi di controllo e la percezione ristretta dell’essere umano. La sua affermazione secondo cui, se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe infinita, conduce direttamente al tema della caverna dell’ego: «questa caverna è l’ego, l’io separato identificato con il corpo fisico». La percezione ordinaria è quindi considerata una strettoia attraverso la quale l’essere umano osserva soltanto una parte della realtà. L’immaginazione costituisce una facoltà essenziale per oltrepassare questa limitazione. Blake è citato: «L’immaginazione non è uno stato, è l’esistenza umana stessa.» L’immaginazione volontaria permette di articolare pensieri scelti consapevolmente invece di limitarsi a riprodurre quelli imposti dal condizionamento. Il lavoro pratico consiste nel discriminare fra pensieri che arrivano automaticamente e si imprimono nella mente e pensieri che nascono da una scelta creativa. «I pensieri che pensi sono davvero i tuoi pensieri?» Questa domanda deve rimanere attiva. L’ego è presentato come il sé separato identificato con un corpo «condannato a soffrire e a terminare la propria vita nella morte». La realtà costruita da questa identificazione è destinata a dissolversi; riconoscere la sua natura illusoria permette di cercare il vero sé, lo spirito o l’essenza. Il processo non richiede necessariamente una lotta contro ogni pensiero, ma un uso intenzionale dell’immaginazione: «Lascia che si dissolva tutto, quindi, già in questo momento, usando la tua immaginazione.» Oltre le parole e i sistemi di credenza esiste uno spazio di massimo silenzio e solitudine. Dopo avere attraversato tutte le possibili parole sulla verità, le convinzioni, le dispute e i conflitti, si può raggiungere uno spazio nel quale rimane la purezza della coscienza. «Lo spirito non può fallire.» Le parole restano tuttavia necessarie come strumenti provvisori per mettere alla prova la mente e liberarla dalle convinzioni automatiche. 9.4 è quindi anche un portale di auto-iniziazione. «Come ogni binario, è un portale di iniziazione. Auto-iniziazione. Iniziazione nel sé.» Si attraversa questo portale da soli, ma il paradosso è che «nella tua solitudine ti porti dietro tutti»: il viaggio individuale non esclude la totalità. Il contrasto fra le due realtà diventa una pratica continua di discernimento. Una può apparire come finzione, separazione e illusione, ma la discriminazione deve maturare attraverso l’esperienza personale. La mente è invitata a liberarsi dal semplice funzionamento automatico e a generare pensieri dalla «matrice del tuo essere». Il movimento simbolico è verso la luce alla fine della caverna o del tunnel: si può apparire perduti e soli, ma continuare a procedere nella direzione giusta. Il Sagittario è definito «un viaggio verso la verità, un viaggio verso la propria dimora originaria», un viaggio che prende la via più lunga, gira attorno all’intero cerchio e permette di portare con sé ciò che conta mentre lascia cadere l’illusione. La metafora del ritorno a casa attraversa tutta l’esperienza di 9.4. Si cammina da soli e contemporaneamente insieme al vero sé, che può essere chiamato Cristo, Gesù, Spirito, Guida o Angelo. Procedendo, si lascia andare il falso sé, la separazione e l’illusione. Il linguaggio simbolico di «tenere il diavolo nel buco» indica il rilascio della separazione mentre il movimento continua verso casa. Il paradosso conclusivo è che il viaggio verso casa si svolge mentre, a un livello più profondo, «sei già arrivato a casa». Ciò che accade ora può essere l’esercizio della memoria del viaggio: «ricordalo e ricordati di ricordarlo». 9.4 conserva quindi le chiavi del vero viaggio verso la dimora originaria. Il contrasto fra la casa fisica e la casa autentica non deve necessariamente essere risolto con una formula ideologica: il Binario chiede di attraversarlo, sentirne il paradosso e verificare direttamente ciò che emerge. La protezione non coincide soltanto con la permanenza nella realtà conosciuta; può essere anche la certezza di poter esplorare l’ignoto e ritornare a un centro che non dipende dalle condizioni esteriori. Alla fine rimane «un angelo nel tuo sistema», una finestra attraverso la quale puoi vedere dove sei e ricordare che, al livello più profondo, la casa cercata è già presente. Il movimento di 9.4 è quindi simultaneamente radicale e protettivo: mettere in discussione ogni certezza che imprigiona, attraversare il contrasto fra corpo e spirito, realtà ordinaria e ricerca dell’oltre, pensiero condizionato e pensiero autentico, ma continuare il viaggio con la consapevolezza di una protezione originaria che non deve essere cercata soltanto nel mondo esterno.

6PSM231121-9.4, Pronto soccorso multidimensionale — Il 23 novembre 2021 il Sole si trova già pienamente nel Sagittario mentre la Luna è in Cancro, configurazione collegata al Binario 9.4. L’incontro ha una natura particolare perché prende come punto di partenza materiale condiviso dai partecipanti, ma lo libera dai riferimenti personali per rivolgersi direttamente all’essenza dell’esperienza. «Quando noi condividiamo, diamo luogo a un rilascio», e questo rilascio implica anzitutto la liberazione dall’identificazione con ciò che abbiamo vissuto. Esistono infatti almeno due livelli di identità: da un lato l’identità fondata sulla storia personale, sul corpo e sulle sue relazioni; dall’altro un’identità transpersonale e multidimensionale che non coincide con il corpo fisico, con il corpo emotivo né con l’anima individuale e si estende attraverso dimensioni molteplici. Il lavoro di 9.4 riguarda il conflitto fondamentale presente nell’esperienza umana finché rimaniamo sul piano fisico e astrale. La vita è attraversata da comportamenti, attitudini ed esperienze radicalmente contraddittorie; bene e male, luce e buio, desiderio e rifiuto, parti opposte di noi stessi coesistono. «Occorre accettare questo dualismo perché è la realtà della nostra esistenza finché ci troviamo su questo piano.» La mancata accettazione del conflitto, insieme alla colpevolizzazione di sé e degli altri per la sua esistenza, alimenta una parte essenziale della sofferenza. Il respiro è usato per riconoscere questa dualità: inspirazione ed espirazione diventano l’espressione dei due poli e permettono di abitare la contraddizione senza doverla risolvere immediatamente. L’incontro si rivolge in modo particolare alla parte più vulnerabile, confusa e disperata, quella che ritorna con paure, ossessioni e malesseri anche quando sembra temporaneamente sostituita da una parte coraggiosa, potente ed entusiasta. «Permettiamo a questa parte di essere al centro della nostra attenzione perché abbiamo udito il suo grido di aiuto.» L’invito è a non nascondere ciò che imbarazza e a non cercare di apparire migliori davanti a presunte forze spirituali: la parte umana che soffre ha diritto di essere rappresentata apertamente. Il gruppo è invitato a rispondere al suo grido e a chiamare l’intero universo visibile e invisibile come testimone empatico della sua confusione. Il Binario 9.4, Sagittario-Cancro, corrisponde al quinconce, l’aspetto di 150 gradi. Quando Sole e Luna entrano in questa relazione, il conflitto diventa particolarmente acuto perché le parti opposte non possono più essere facilmente separate o represse: coesistono simultaneamente. «La frattura diventiamo noi.» Il quinconce confronta con la presenza simultanea di realtà parallele e con comportamenti che possono apparire contrari a ciò che crediamo di essere. Possiamo fare o dire qualcosa che la nostra parte cosciente non desidera e che tuttavia sentiamo di non poter evitare; questo produce vergogna, colpa, rimozione e confusione. Il primo passo consiste nel riconoscere questi paradossi e permettere loro di esistere senza giudizio. Il Sagittario svolge qui una funzione fondamentale: libera progressivamente da giudizi, credenze e interpretazioni. Occorre distinguere ciò che è accaduto dall’interpretazione che noi e gli altri abbiamo costruito su ciò che è accaduto. Spesso l’interpretazione si fonde completamente con l’esperienza e diventa così profonda da non essere più riconosciuta come pensiero: è sentita come emozione e perfino come realtà fisica. Il lavoro consiste quindi nel osservare pensieri, emozioni e sensazioni collegati alle interpretazioni e riportarli alla loro origine. Il respiro rappresenta spirito e mente e può attraversare il corpo liberando credenze e giudizi che si sono condensati nell’esperienza. Non è necessario cambiare ciò che è successo: «L’esperienza non viene affatto cambiata, rimane così com’è, ma da essa viene spurgata l’interpretazione.» Questo è presentato come un passo basilare della guarigione. Il lavoro affronta anche le esperienze più imbarazzanti, disperate e oscure. Il buio non deve essere combattuto perché una parte di noi può averne bisogno come forma di protezione. La chiave consiste nell’accettarlo e permettergli di esistere in uno spazio privo di giudizio. Quando l’esperienza è riconosciuta senza interpretazione, può emergere qualcosa che prima rimaneva nascosto. Tuttavia il buio può ritornare e anche questo fa parte della condizione umana. Il Sagittario è fuoco e il suo fuoco può attraversare l’oscurità. Per questo è invocata la Tigre, collegata anche alla poesia di William Blake, come presenza ardente che non modifica i fatti ma attraversa l’esperienza bruciando interpretazioni, colpe e giudizi. «Quando la tigre passa, non sono più le vostre esperienze, sono esperienze pure, prive di giudizio.» La Tigre ardente può muoversi «nel buio delle nostre esperienze più conflittuali». Il punto non è eliminare artificialmente la sofferenza ma permettere che il fuoco attraversi ciò che è stato vissuto fino a separare l’esperienza dal sistema interpretativo che la mantiene imprigionata. La pratica può essere immaginata anche come un film dal quale è eliminata la colonna sonora mentale: rimangono immagini, eventi e presenze, ma si sospende il commento continuo dei giudizi. Le difficoltà non sono affrontate soltanto come eventi fisici o emotivi; possono essere riconosciute come forme-pensiero e credenze. Una lotta che sembra svolgersi contro corpi o circostanze può avere una struttura più profonda nel piano delle idee. Il lavoro multidimensionale cerca quindi di spostare la sofferenza dalla sua identificazione esclusiva con il corpo e di osservarne la componente mentale e immaginativa. Questo non significa negare il dolore ma sottrarlo alla convinzione che esso costituisca l’intera realtà. Dopo il rilascio delle interpretazioni, il lavoro conduce verso il centro e il vuoto. Il vuoto non rappresenta necessariamente un’assenza negativa: può essere lo spazio che precede la creazione consapevole. Senza questo spazio, ogni nuova costruzione rischia di riprodurre semplicemente condizionamenti precedenti. Il partecipante è invitato a diventare testimone di pensieri, emozioni e sensazioni senza identificarsi completamente con essi. L’incontro distingue inoltre tre grandi aree dell’esperienza: un livello alto, luminoso e spirituale; un livello medio, collegato alla vita ordinaria e consensuale; e un livello basso, oscuro, vulnerabile o disfunzionale. Questi livelli possono coesistere. Il problema non consiste nell’eliminare una parte a favore delle altre ma nel riconoscere lo spazio specifico di ciascuna senza permettere che una domini completamente l’intera identità. Anche gli aspetti difficili possono essere affrontati deliberatamente e ritualmente. Invece di essere invasi da un’esperienza oscura, possiamo decidere quando darle spazio e quando terminarla. «In questo contesto decidiamo quando iniziamo e quando terminiamo.» Situazioni difficili possono essere teatralizzate e contenute nel tempo; è possibile dare spazio consapevole anche a ciò che normalmente si vorrebbe reprimere. La proposta pratica è riflettere su cosa possiamo fare ogni giorno nel livello ordinario, in quello alto e luminoso e in quello basso, dedicando a ciascuno uno spazio delimitato. Il processo si collega poi all’anima, al corpo emotivo e alla quarta dimensione. L’anima è considerata strettamente connessa con credenze e corpo mentale e può modificare la propria espressione quando cambiano pensieri e sistemi di convinzione. Il lavoro chiede: «Anima, dove sei?» Occorre riconoscere ciò che sembra essere stato perduto nel percorso della vita, le emozioni che non sono più presenti, le credenze che sono cambiate e l’insoddisfazione che continua a dimorare interiormente. Il dialogo interiore può essere percepito come un vulcano che in alcuni momenti esplode e in altri rimane sotterraneo. L’intenzione è sottrarre l’anima a questo spazio di lamento e confusione e permetterle di muoversi verso un luogo nel quale non domina più la parola compulsiva. Il lavoro si sposta quindi nel futuro imminente. Ogni partecipante è invitato a concepire una possibile esperienza futura di forte impatto e a incontrarla anticipatamente, non per predire ciò che accadrà ma per preparare una modalità di partecipazione e rilascio. L’esperienza futura può essere vissuta contemporaneamente come evento concreto e come realtà inserita in un universo alternativo. In quel momento il partecipante è insieme protagonista e testimone. Attraverso un atto di volontà può dichiarare che ciò che sta vivendo è liberato nell’altra realtà: «Non è mia, seppur io sia colui che la rappresenta.» La pratica è descritta come pragmatica: si entra nell’esperienza, la si vive e la si lascia andare affinché possa trasformarsi. Il futuro può essere anticipato usando ciò che già conosciamo del passato, pur riconoscendo che l’evento reale potrebbe essere diverso. Lo scopo non consiste nel controllare il futuro ma nel preparare una traccia di rilascio e una memoria operativa da richiamare quando una situazione difficile si presenta. L’essere umano limitato, identificato con il corpo e con la sua vulnerabilità, non deve negare i propri limiti; può riconoscerli e rilasciarli in una realtà alternativa di maggiore potere e libertà. Il linguaggio del seminario parla di trasformarsi da mortali identificati con la vittimizzazione in «immortali con potere», non nel senso di una semplice negazione della morte fisica, ma come apertura a una dimensione non interamente definita dai limiti del corpo. Si concepisce la possibilità di un corpo di luce e di una realtà alternativa nella quale dolore e sofferenza non costituiscono l’unico orizzonte possibile. È importante però non pretendere che la realtà fisica cambi immediatamente per conformarsi a questa immaginazione. Si rivendica il diritto di creare mondi alternativi di bellezza e gioia lasciando che la realtà fisica rimanga ciò che è. Le due realtà possono coesistere senza che le leggi dell’una debbano essere imposte all’altra. «La maggior parte delle nostre difficoltà derivano da questa idea folle di creare armonia fra due parti incompatibili.» Non è necessario ottenere un compromesso permanente: per il momento possono esistere simultaneamente il corpo terreno e un corpo immaginativo o luminoso, l’identità fisica e quella multidimensionale. Le esperienze della vita fisica non sono quindi eliminate; possono essere trasformate nella loro controparte luminosa. Il seminario propone anche una revisione teatrale dell’intera vita. Si possono selezionare momenti di potere, luminosità, amore e vitalità e, perfino attraverso un ottimismo deliberatamente esagerato, riconoscere: «Hai vissuto una vita meravigliosa.» La vita dolorosa può continuare apparentemente per conto proprio, mentre un’altra prospettiva riconosce la vita meravigliosa che è stata vissuta e continua a esistere. Non si tratta di falsificare i fatti ma di esercitare la capacità immaginativa di riconoscere anche ciò che è luminoso. Ogni situazione oscura può essere guardata fino a individuarne una possibile controparte luminosa. «Dietro le maschere di pena, dolore, abbandono, sofferenza ci sono divinità luminose.» L’immagine è quella di un carnevale che permette di intravedere ciò che si trova dietro le maschere. Questo lavoro non richiede necessariamente sacrificio, sangue o dolore come condizioni inevitabili della creazione: l’immaginazione è invitata a concepire forme diverse di esistenza e nascita. La condivisione ha una funzione essenziale. Quando un’esperienza è condivisa, è liberata dall’associazione esclusiva con la persona che l’ha vissuta e può diventare patrimonio collettivo. «Le vostre esperienze non sono più vostre quando sono condivise.» Allo stesso modo, l’esperienza di un altro può essere accolta e trasformata creativamente. Come un autore o un regista prende esperienze e le reinterpreta attraverso il proprio linguaggio, così il gruppo può permettere alle esperienze di circolare e trasformarsi senza mantenerle imprigionate nell’identità personale. La fase conclusiva introduce il principio dell’ologramma. L’ologramma è un processo immaginativo che utilizza ciò che esiste nello spazio visibile e sensoriale della realtà riconosciuta per sviluppare una realtà alternativa. «L’ologramma è il portale che dalla realtà separata ci porta in quella multidimensionale.» Le esperienze fisiche sono importanti perché, trasformate nella loro componente multidimensionale, possono costituire la base di un’altra realtà. Tuttavia questa realtà richiede alimentazione. Ciò che si sperimenta fisicamente tende a esaurirsi sul piano fisico, mentre può continuare in altre dimensioni. Il problema è che gli aspetti oscuri — malessere, abbandono, desideri disturbanti e sofferenza — possono riciclarsi spontaneamente, mentre quelli luminosi richiedono uno sforzo creativo e volitivo. «In modo spontaneo si riciclano quelli oscuri; in modo invece volontario, volitivo, si riciclano quelli luminosi.» Per questo l’ologramma superno deve essere alimentato attraverso attenzione, immaginazione e volontà. Il lavoro finale affronta l’anima perduta e confusa, la sensazione di avere perso il vero io all’interno di un «ologramma perverso». L’invito è a mettere in discussione illusioni e apparenze, «burn your lies», «doubt your eyes», a non identificarsi automaticamente con ciò che sembra reale e a sviluppare una percezione più profonda. La paura non deve necessariamente dominare l’intera esperienza: «Sii libero dalla paura, apri il tuo cuore.» Il passato può essere lasciato andare e può essere concepita una nuova creazione, una «stella completamente nuova». L’incontro termina quindi lasciando coesistere ancora per un certo tempo paradossi e conflitti, ma dando spazio alla luce. Il lavoro di 9.4 non risolve artificialmente il dualismo: lo riconosce, permette alle parti incompatibili di esistere, libera l’esperienza dall’interpretazione e usa immaginazione, volontà, respiro e condivisione per creare un passaggio dalla realtà separata a una percezione multidimensionale. Il corpo terreno continua la propria esperienza secondo le sue leggi, mentre un’altra parte può già muoversi in una realtà luminosa. Non occorre attendere la fine del corpo per iniziare questo movimento. La pratica consiste nel riconoscere il conflitto, accogliere la parte vulnerabile, lasciare esistere il buio senza giudizio, permettere al fuoco di attraversarlo, liberare le credenze che condensano la sofferenza, recuperare l’anima dalla sua confusione, preparare il rilascio delle esperienze future e alimentare volontariamente un ologramma luminoso. In questa prospettiva, ciò che sembra soltanto una vita di conflitto può diventare il materiale stesso per un processo creativo multidimensionale nel quale, senza negare l’esperienza umana, si apre progressivamente spazio a una realtà alternativa di luce, potere, libertà e immaginazione.

Sigillo: il sigillo raffigura due gradini, uno ascendente e l’altro discendente, uniti tra loro. È un veicolo di transiti per anime morte e nate. Gli assistenti celesti si prendono cura di tutte le anime. Il sigillo celebra la gioia dei viaggiatori a tutti i livelli.

Riferimento Handoriano
IZIGLAMAROD, detta anche Iziglad, o WADUD WAHID WAJID, 9.4, Nazione dello Stato di Vanjuli, sita nell’area settentrionale dello Stato, bagnata a ovest e nord dal Mare Oscuro del Nord, confinante a est con Iruktarx e a sud con Inivayarc. La capitale è Wadud, luogo caratterizzato dall’estrema amorevolezza dei suoi abitanti.
 Morfologia: Lungo la costa si trovano spiagge sabbiose di diverse colorazioni e ampie dune con cespugli. All’interno il paese presenta altipiani collinari con vaste estensioni boschive e aree pianeggianti adibite alla coltivazione.
  Cultura: Le lingue ufficiali sono l’handoriano, il kortexo e il vanjulo soyuzo (impiegato anche dalle nazioni di Ilyno, Vanvanarc e Isankarn).
  Suddivisione: consiste in 12 trinità (troitsa), 144 square (kvadrat) e 1728 penta (pyatiugolnik):

9-4-0 WADUD, capitale della Nazione di Iziglamarod, Stato di Vanjuli, con accesso B e capienza 300, sita sul Vanjuli More nel nord della nazione, celebre per l’estrema amorevolezza dei suoi residenti, che accolgono e ospitano i visitatori con massimo riguardo, prodigandosi in imprese talvolta esagerate di gentilezza e cura. La capitale è raggiungibile solo mediante una strada e linea collegata a Vozhd, capoluogo della Trinità, che rappresenta l’unico punto di entrata nella città.
9-4-1 Iziglamarasad, Voice for God, I rest in God
9-4-2 Vishad Zigalad, Justice of God
9-4-3 VED; Iod,
9-4-4 VEZD: Trinità della Nazione di Iziglamarod, Stato di Vanjuli, tradizionale punto di entrata meridionale nazionale. Square rilevante: Jird, Void, Wood, Wild
9-4-5 VOZHD, (9.4.5.0) capoluogo della Trinità di Wadud, Nazione di Iziglamarod, Stato di Vanjuli, con accesso B e capienza 400, unico punto di accesso alla capitale. Altre Square: Vinod, Javed, Wajid, Wahid, Vrind.
9-4-6 VPERED, Jofrid, Junayd, Wizard, Jocund
9-4-7 V9-4-2





 

Code Authority Capital Squares
9.4.1 Iziglamarasad   Voice for God, I rest in God
9.4.2 Vishad Zigalad   Justice of God
9.4.3 VED Iod   
9.4.4 VEZD   Jird, Void, Wood, Wild
9.4.5 VOZHD   Vinod, Javed, Wajid, Wahid, Vrind
9.4.6 VPERED Jofrid, Junayd, Wizard, Jocund
9.4.7 VODOPAD Ichabod Welford, Way to Remember God  
9.4.8 VOLNOVOD Winifred Jacquard
9.4.9 INVEIGLED Whitewood  
9.4.10 JAKO NAROD    
9.4.11 JAKO BARLUG Word of God  
9.4.12 Iziglamarasad Vishadamarod  
9.4.0 WADUD    


Unità Territoriali Provvisorie:
REGIONE D9-4: POLONIA
D9-4: POLONIA, LUBLINO, Lublino (1); Chełm (2); Zamość (3); Biała Podlaska (4). Piccola Polonia, Cracovia (5); Tarnow (6); Nowy Sącz (7). Świętokrzyskie, Kielce; Jędrzejów; Końskie; Skarżysko-Kamienna; Włoszczowa (8); Busko-Zdroj; Kazimierza Wielka; Pińczów; Opatów; Ostrowiec Świętokrzyski; Sandomierz; Starachowice; Staszów (9). Precarpazi, Rzeszów; Brzozów; Łańcut; Przeworsk; Ropczyce; Strzyżów (10); Dębica; Kolbuszowa; Leżajsk; Nisko; Przemyśl (11); Subcarpazia, contea di Bieszczady; Jarosław; Krosno; Lubaczów; Mielec; Przemyśl; Sanok; Tarnobrzeg (12).

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