9.8 (Sagittario/Scorpione)
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Numero: 104. Gradi: 27½-30° Sagittario. Segni: Sagittario/Scorpione. Case: IX/VIII. Pianeti: Giove/Plutone. Polarità: positiva/negativa. Elementi: fuoco/acqua. Qualità: mutevole/fissa. Aspetto: semi-sestile. Fase: ultimo quarto. Anatomia: fianchi, cosce, fegato; genitali, apparato escretore. Colori: blu/verde-blu. Modulazione: Avventuriero Intenso. HSS: Vanjuli: Iemuriah. Spirito: Nivaya Harassah. PTU: Bielorussia: Minsk. Lettere: I/J – V/W, H/U.
Pregi: beatitudine, estasi. Rancori: allarme, follia, panico, paura. Temi: danza, emergenza multidimensionale, trance.
Individui: Margaret Anderson (Le); John G. Avildsen (Sp); Antonio Bartoccetti (Mu); Hector Berlioz (Mu); Kathryn Bigelow (Sp); Dave Brubeck (Mu); Patrick Chamoiseau (Le); Jules Dassin (Sp); Alexander Dubček (Ep); Assi El Hallani (Mu); Paul Eluard (Le); Uri Geller (Sp); Giorgio VI (Ep); Irene Grandi (Mu); Peter Handke (Le); Imogen Heap (Mu); Ludvig Holberg (Le); Agnieszka Holland (Sp); Emir Kusturica (Sp); Marilynne Robinson (Le); Ridley Scott (Sp); Shivananda (In); Penelope Spheeris (Sp); Steven Spielberg (Sp); Laurens van der Post (Le).
Nel sistema astrologico binario, il Sole in Sagittario (9) e la Luna in Scorpione (8) costituiscono il binario 9.8 o il numero binario 104. Questo binario fonde il fuoco mutevole con l’acqua fissa, integrando l’avventura, l’espansione, l’ottimismo e l’amore per la verità del Sagittario con la passione, l’intensità e il magnetismo dello Scorpione. Questa combinazione stimola una determinazione irremovibile nel perseguire i propri obiettivi e la capacità di investire a questo scopo ogni energia emotiva.
Quando la Luna calante è in Scorpione a 30° dal Sole in Sagittario, questa è la parte finale della fase balsamica, il completamento del ciclo di lunazione che porta alla Luna Nuova. È un momento cruciale per il rilascio e la guarigione, che lascia spazio a qualsiasi necessità in sospeso affinché sia completata o lasciata andare prima di passare a un’altra lunazione. L’obiettivo principale a questo punto è un lavoro di rilascio e resa. In questa fase è possibile sentirsi confusi, sopraffatti e in crisi. È un processo di grande fermentazione, in cui è fondamentale mantenere un senso di scopo, accettando anche l’incertezza e la nebulosità come parte del processo. La domanda qui è: “Che cosa rilascio? Cosa riporto nel prossimo ciclo? “
Il Sole in Sagittario e la Luna in Scorpione hanno un aspetto semi-sestile che include due segni consecutivi, energie molto distinte nell’ordinarietà della realtà separata, ma intimamente collegate e di fatto fuse sul piano multidimensionale. I segni consecutivi sono quelli che maggiormente evincono il processo di separazione, poiché da un lato tendono a occultare la percezione dell’illusorietà dei loro confini, mentre a un livello profondo e segreto operano in completa unità. Con il Sole in Sagittario quest’ultimo sviluppo è più ampiamente promosso, per cui ne deriva che 9.8 offre opportunità esemplari di liberazione e di conseguimento di un’autentica conoscenza.
“Gli esseri umani non sono forse mai più spaventosi di quando sono convinti oltre ogni dubbio che hanno ragione” scrive Laurens Van der Post, scrittore viaggiatore, esploratore, talvolta descritto come sciamano, riuscì a integrare leggenda, sogno e realtà nella sua vita: “Si sentiva come un esploratore che aveva finalmente camminato nel vero sconosciuto comprendendo che il tesoro della scoperta era la consapevolezza che la vera consapevolezza ha bisogno non solo del fatto, ma anche del sogno del fatto” (da The Face Beside the Fire). Questo tema è comune a molti altri viaggiatori e scrittori con 9.8, in cui, seppure in modi assai diversi, fantascienza, fantasia, sogno e realtà si confondono e in vero giustamente fondono, come Peter Kolosimo, Forrest J. Ackerman, Peter Handke, Ludvig Holberg, Uri Geller,Ridley Scott, Steven Spielberg e il poeta surrealista Paul Eluard, per cui “C’è un altro mondo ed è in questo.”
9.8 è un binario di emergenza multidimensionale in cui puoi approdare alle lezioni finali del tuo apprendimento spirituale. Qui puoi agevolmente creare e accettare nella tua mente la migliore dimensione possibile che tu possa concepire per te stesso e gli altri, senza alcun limite riguardo a ciò che ti dà gioia, pace e ogni qualità che apprezzi. Hai il potere di creare una dimensione alternativa, insieme a tutti quelli che sono determinati a recuperare la loro vera natura, la capacità di essere protagonisti e liberare la condizione di vittime.
Per quanto riguarda questo mondo, che i mass media, le ideologie, i dialoghi tra le persone e anche molte religioni descrivono come pieno di conflitti, è possibile scegliere di rilasciarli e cessare di dargli importanza. Dimentica, lascia che svaniscano ogni giorno, come un sogno, che una volta che sei sveglio non ti coinvolge più. La tua attenzione va verso ciò che scegli di creare e manifestare nella vita. Un’emergenza multidimensionale significa che non c’è tempo per rimanere bloccati in un mondo di sogni, perché è il momento di svegliarsi. Si tratta di lasciare andare una vita basata sulle illusioni, dando spazio alla dimensione in cui scegli di vivere e creare. Questo è il motivo per cui sei qui, per dimenticare e lasciar andare. Inizia ora, creando e accettando nella tua mente la migliore dimensione possibile che tu possa concepire per te stesso e gli altri, senza alcun limite riguardo a ciò che ti dà gioia, pace e ogni qualità che apprezzi. Quindi agisci, fai qualcosa, non importa quanto grande o piccolo, che si riferisce a quella dimensione. Fallo ora.
BASE ASTROLOGICA: 9.8 corrisponde a Sole in Sagittario (positivo, Fuoco mutevole) e Luna in Scorpione (negativo, Acqua fissa), Casa 9 (C9) e Casa 8 (C8); Giove, governatore del Sagittario, e Marte, governatore tradizionale dello Scorpione, sono entrambi in domicilio nei rispettivi segni; Plutone è il governatore moderno di S8. La Luna è in caduta in Scorpione; il Sole in Sagittario non possiede dignità essenziale maggiore. S9 orienta espansione, fede, filosofia, insegnamento, viaggio e ricerca di verità verso S8: crisi, trasformazione, morte e rinascita, segreto, sessualità, potere e risorse condivise. Il Fuoco mutevole apre nuove prospettive; l’Acqua fissa concentra, approfondisce e sottopone le convinzioni a prove trasformative. La cooperazione unisce visione e intensità, ricerca e perseveranza; la separazione può produrre dogmatismo, ossessione per il segreto, distruzione delle credenze o fuga filosofica dalla crisi. I segni sono contigui, con distanza zodiacale nominale di 30° (semisestile), ma l’aspetto effettivo dipende dai gradi: la Luna precede il Sole lungo lo zodiaco e appartiene alla parte calante del ciclo, senza essere necessariamente balsamica. C9 riguarda conoscenza superiore, religione, legge e culture lontane; C8 eredità, patrimoni comuni, tabù e processi di rigenerazione: la ricerca di significato si applica a questi ambiti senza ridursi a essi. La relazione Giove–Marte associa orientamento e fiducia ad azione, confronto e trasformazione; Giove–Plutone ne approfondisce la dimensione di potere, perdita e rinnovamento. La Dwadashamsha non è determinabile senza i gradi esatti degli astri.
TEMI ESTESI — 9.8: [0] 9.8: chiave archetipica da cui derivano i temi formulati e potenziali, senza significato fisso né esaustivo, nelle loro espressioni unificanti e separanti. [1] Verità e crisi: la ricerca di verità e significato attraversa crisi, perdita e trasformazione, mettendo alla prova convinzioni e visioni precedenti. La crisi approfondisce la comprensione e apre nuove prospettive. La crisi diventa fine a sé stessa, distruggendo ogni orientamento senza consentire nuova comprensione. [2] Iniziazione e prova: formazione, insegnamento e ricerca spirituale attraversano esperienze di limite, paura e trasformazione, dalle quali può maturare una conoscenza trasmissibile. La prova sviluppa discernimento e competenza, rendendo la guida capace di integrare esperienza e insegnamento. Il culto della sofferenza, l’abuso dell’autorità spirituale o la manipolazione trasformano la prova in strumento di dominio. [3] Fede e trasformazione: convinzioni filosofiche e religiose vengono approfondite, verificate e rinnovate attraverso esperienze che ne mettono in discussione i fondamenti. La fede conserva orientamento e profondità aprendosi al cambiamento. Dogmatismo e fanatismo impediscono ogni revisione, oppure la trasformazione diventa distruzione compulsiva di ogni credenza. [4] Conoscenza dei misteri: la ricerca della verità esplora segreti, tabù, conoscenze riservate e dimensioni escluse dalla coscienza ordinaria. L’indagine amplia il sapere mantenendo discernimento e libertà critica. La fascinazione per il segreto alimenta settarismo, manipolazione e dipendenza da presunte conoscenze esclusive. [5] Giustizia e ingiustizia: principi giuridici, morali e filosofici incontrano perdita, morte, successioni, eredità, patrimoni condivisi, abusi di potere e conseguenze delle azioni. La ricerca della giustizia affronta conflitti e torti, riconoscendo diritti e riparazioni anche nelle situazioni più difficili. Giudizi arbitrari, persecuzioni, vendette o lotte per il controllo trasformano la giustizia in strumento di oppressione. [6] Viaggio e morte: viaggio, pellegrinaggio ed esplorazione di mondi diversi comprendono l’incontro con mortalità, perdita, pericolo e trasformazione, anche simbolica; la ricerca può estendersi alle concezioni filosofiche e religiose della morte e dell’aldilà. L’attraversamento dell’ignoto amplia la coscienza e rinnova il significato dell’esistenza. La ricerca dell’estremo diventa fuga, esposizione compulsiva al rischio o fascinazione distruttiva per la morte. [7] Missione e intensità: la ricerca di verità, Dio, conoscenza o altre mete orienta passioni, desideri, potere e capacità di trasformazione verso uno scopo. L’intensità alimenta il percorso, consentendo di approfondire le esperienze senza perdere la direzione. La fascinazione per il piacere, il segreto, il controllo o la profondità diventa fine a sé stessa, arrestando il cammino; oppure l’ossessione per la meta reprime le energie necessarie a raggiungerla. [8] Spiritualità e inconscio: la ricerca spirituale e filosofica esplora processi psichici profondi, ombra, desideri rimossi e trasformazioni interiori, confrontando significato esistenziale e conoscenza di sé. L’indagine integra esperienza psicologica e orientamento spirituale senza ridurre l’una all’altro. Il riduzionismo nega ogni significato oltre la psiche, mentre l’evasione spirituale evita il confronto con i conflitti interiori. [9] Trascendenza e pulsioni: la ricerca di significato superiore incontra istinti, desiderio, sessualità, energia vitale e trasformazione dell’esperienza incarnata. Le pulsioni vengono riconosciute e integrate in una visione spirituale capace di accogliere la profondità dell’esperienza umana. La trascendenza diventa repressione o negazione degli istinti, oppure giustificazione di dominio, sfruttamento e trasgressione compulsiva. [10] Visione e rilascio: la ricerca di nuovi orizzonti richiede talvolta l’abbandono di interpretazioni, ideologie e credenze esaurite, soprattutto alla conclusione di un ciclo di esperienza. Il rilascio libera energie e consente una visione rinnovata senza negare quanto appreso. L’attaccamento impedisce il cambiamento, oppure l’eliminazione compulsiva distrugge orientamenti ancora vitali. [11] Espansione e risorse condivise: crescita, commercio, scambio e iniziative oltre i confini immediati incontrano capitale comune, debiti, investimenti, tassazione, eredità e gestione del rischio. L’espansione valorizza risorse condivise attraverso cooperazione e scelte consapevoli. La ricerca di crescita degenera in speculazione predatoria, sfruttamento finanziario o esposizione compulsiva al rischio. [12] Fiducia e sospetto: l’apertura verso futuro, verità e nuove possibilità incontra memoria emotiva, vulnerabilità, diffidenza e percezione di ciò che rimane nascosto. La fiducia integra prudenza e consapevolezza profonda, sviluppando una visione più lucida e resistente. L’entusiasmo ignora pericoli e ombre, oppure il sospetto paralizza ogni apertura e trasforma la ricerca di verità in ossessione persecutoria.
TEMI BASE — 9.8: [0] 9.8. [1] Verità e crisi: la ricerca di verità attraversa crisi e perdita, rinnovando le convinzioni; comprensione più profonda contro crisi distruttiva permanente. [2] Iniziazione e prova: formazione e insegnamento maturano attraverso prove trasformative; conoscenza fondata sull’esperienza contro culto della sofferenza e manipolazione. [3] Fede e trasformazione: convinzioni filosofiche e religiose vengono verificate e rinnovate; fede aperta al cambiamento contro dogmatismo o distruzione compulsiva delle credenze. [4] Conoscenza dei misteri: ricerca della verità applicata a segreti, tabù e dimensioni nascoste; discernimento contro settarismo e manipolazione. [5] Giustizia e ingiustizia: principi morali e giuridici affrontano perdita, successioni, abusi e conflitti di potere; riconoscimento dei diritti contro persecuzione e vendetta. [6] Viaggio e morte: esplorazione e pellegrinaggio incontrano mortalità, pericolo e concezioni dell’aldilà; ampliamento della coscienza contro fuga nell’estremo e fascinazione distruttiva. [7] Missione e intensità: passioni, desideri e potere al servizio di una meta spirituale, conoscitiva o esistenziale; intensità che sostiene il cammino contro fissazione nell’esperienza o repressione delle pulsioni. [8] Spiritualità e inconscio: ricerca spirituale e filosofica confrontata con ombra e processi psichici profondi; integrazione contro riduzionismo ed evasione spirituale. [9] Trascendenza e pulsioni: ricerca di significato superiore confrontata con istinti, desiderio e sessualità; integrazione consapevole contro repressione o sfruttamento. [10] Visione e rilascio: apertura a nuovi significati attraverso l’abbandono di credenze esaurite; rinnovamento contro attaccamento o distruzione prematura. [11] Espansione e risorse condivise: crescita e scambio incontrano capitale comune, debiti, investimenti e rischio; cooperazione responsabile contro speculazione e sfruttamento. [12] Fiducia e sospetto: apertura verso verità e futuro confrontata con vulnerabilità e dimensioni nascoste; fiducia prudente contro entusiasmo cieco o sospetto paralizzante.
TASSONOMIA 9.8: Teologia e filosofia della religione → teologia della crisi; mistica della morte e resurrezione; escatologia; gnosi; teodicea del male; apofatismo; misticismo comparato. Diritto successorio e internazionale → diritto successorio internazionale; diritto penale internazionale; giustizia transizionale; tribunali internazionali; arbitrato su patrimoni condivisi. Esoterismo e tradizioni iniziatiche → alchimia spirituale; tantra; sciamanesimo iniziatico; misteri antichi; tradizioni segrete straniere; massoneria; rosacrucianesimo. Psicologia della religione e transpersonale → psicologia analitica junghiana; psicologia transpersonale; tanatologia; psicologia del trauma spirituale; studi su esperienze di premorte. Missiologia e conversione → missionologia; storia delle conversioni religiose; evangelizzazione; apologetica; colonialismo religioso; sette e nuovi movimenti religiosi. Finanza e diritto internazionale del rischio → economia internazionale; gestione del rischio finanziario; fiscalità internazionale; gioco d’azzardo regolamentato; mercati globali; assicurazioni internazionali. Antropologia della morte e pellegrinaggio → tanatologia culturale; pellegrinaggi iniziatici; riti di passaggio comparati; culto degli antenati; viaggi sciamanici. Educazione e trasmissione iniziatica → pedagogia iniziatica; formazione di guide spirituali; scuole misteriche; discepolato; insegnamento tramite prova. Sessualità sacra e mistica → tantra; mistica erotica; teologia del corpo; sacralizzazione della sessualità.
PMF 9.8: 9.8 colloca S9 come dominio dominante e S8 come sua specificazione: la ricerca di significato, verità, fede e orientamento si avvale di crisi, morte-rinascita, ombra, rilascio, passione e trasformazione per perseguire una meta, senza identificarsi con tali esperienze. L’IMC può espandere la propria visione non soltanto acquisendo nuove conoscenze, ma anche dissolvendo identificazioni, credenze e strutture interpretative esaurite. La dinamica centripeta orienta verso il Centro, integrando perdita, fallimento, morte e oscurità nella ricerca di significato, senza considerarli automaticamente espressioni del male o realtà ultime. In 3D, 9.8 può manifestarsi attraverso crisi di fede, conflitti ideologici, perdita, successioni, patrimoni condivisi, debiti, potere, sessualità, morte, segreti e confronto con strutture religiose, culturali o giuridiche. In 4D emergono credenze, memorie emotive, immagini dell’ombra, antenati, lignaggi, dinamiche di controllo e strutture invisibili che condizionano l’esperienza della crisi. In 5D, la trasformazione può aprire una visione più inclusiva, nella quale differenze, perdite e polarità acquisiscono nuovi significati e la fede non dipende dalla conservazione di una singola forma mentale. In 6D e oltre, il rilascio delle identificazioni può aprire l’IMC a configurazioni multidimensionali più vaste, nelle quali nascita, morte, perdita e rinnovamento assumono funzioni relative. La realtà omologata tende a separare crisi e significato, morte e vita, ombra e conoscenza, interpretando la trasformazione soprattutto come perdita di identità e sicurezza. La funzione centripeta utilizza invece l’intensità di S8 per sostenere la direzione di S9: passioni, conoscenze nascoste, contenuti rimossi ed esperienze traumatiche possono essere integrati nel Sacro Cerchio, mentre le credenze esaurite vengono rilasciate affinché l’Intento mantenga il proprio orientamento verso il Centro. La funzione centrifuga emerge quando crisi, passione, segreto o potere diventano fini autonomi, arrestando il percorso oppure producendo controllo, fanatismo e dogmatismo; può manifestarsi anche quando l’ossessione per la meta nega la profondità e le energie di S8. Nei 144 Binari, 9.8 esprime quindi una ricerca multidimensionale nella quale S9 attraversa S8 senza smarrire la propria direzione: l’espansione comprende sia l’approfondimento sia il rilascio di ciò che impedisce nuove possibilità di connessione con IMC, CUA e Centro, mantenendo distinti i livelli dell’esperienza.
TOCCO SUPERNO (TS): questa sezione esplora il corpo multidimensionale con linguaggio specialistico e metaforico e richiede una conoscenza preliminare di TS. In 9.8 anche, cosce e regione glutea, associate a Sagittario, si collegano alle aree genitali, anali e rettali, associate a Scorpione. Giove comprende l’attribuzione del fegato; Marte, governatore tradizionale dello Scorpione, gli organi genitali. L’assegnazione specifica 9.8 è la regione femorale posteriore sinistra; nella mano corrisponde a testa del metacarpo del medio sinistro, sul versante dorsale, ossia la nocca alla base del dito. «Femorale» deriva dal latino femur, «coscia», da cui il nome dell’osso che ne costituisce lo scheletro. Per la localizzazione specifica: lat. regio femoris posterior sinistra (f), ingl. left posterior thigh region, fr. région postérieure de la cuisse gauche (f), ted. linke hintere Oberschenkelregion (f), sp. región posterior del muslo izquierdo (f), rus. задняя область левого бедра, trasl. zadnjaja oblastʹ levogo bedra (f). Quest’area si estende posteriormente dalla piega glutea alla regione del ginocchio e comprende il compartimento muscolare formato da bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Questi muscoli piegano il ginocchio e, con l’eccezione del capo breve del bicipite femorale, contribuiscono a estendere l’anca. Partecipano a cammino, corsa e controllo del movimento, anche rallentando l’avanzamento della gamba prima dell’appoggio. La parte posteriore della coscia sostiene quindi la progressione attraverso un’alternanza di spinta, flessione e controllo: avanzare comprende anche trattenere e modulare il movimento. S9 e S8 condividono il riferimento al bacino, ma svolgono funzioni differenti. La muscolatura delle cosce mobilita gli arti inferiori; il pavimento pelvico sostiene gli organi pelvici e partecipa a continenza, evacuazione e funzioni sessuali. Il loro raccordo corporeo riguarda il sostegno e movimento della regione pelvica, senza identificare la muscolatura posteriore della coscia con quella che regola le aperture del corpo. In 9.8 S9 è il riferimento primario, specificato dal passaggio fra contenimento e rilascio. Nella mano, la testa del terzo metacarpo si articola con la prima falange del medio; sul suo dorso scorre il tendine estensore, mantenuto in posizione da strutture che ne guidano il movimento. Questa organizzazione consente al dito di raddrizzarsi e di coordinarsi con l’apertura della mano. Il collegamento fra una parte posteriore, meno visibile, e il movimento che essa sostiene offre una metafora corporea della continuità fra ciò che rimane nascosto e ciò che avanza nello spazio. Nella tradizione biblica, Genesi 24,2–9 descrive il giuramento compiuto ponendo la mano sotto la coscia di Abramo: il contatto corporeo accompagna un impegno che precede un viaggio. Nello yoga, la Paschimottanasana, descritta in Hatha Yoga Pradipika, I,28, dispone le gambe distese e porta il tronco verso di esse, coinvolgendo l’allungamento della parte posteriore del corpo. Questi riferimenti presentano la coscia come luogo di contatto rituale e come parte di una continuità corporea esplorata attraverso la postura. Un esempio di TS può sviluppare l’attenzione a questa continuità, riprendendo l’unificazione del corpo e l’allineamento fra respiro, intento e movimento proposti da FS. In piedi, con un appoggio stabile, percepire la regione posteriore della coscia sinistra insieme al bacino e al piede. Lasciare che il respiro accompagni piccoli trasferimenti del peso e qualche passo lento, osservando l’alternanza fra sostegno, avanzamento e ritorno all’appoggio. Assumere come intento l’esplorazione di un movimento continuo, nel quale la parte visibile e quella nascosta del corpo partecipino alla stessa presenza. Espirando, lasciare diminuire il movimento fino alla quiete, senza forzare la respirazione. Sostare infine percependo entrambe le gambe e l’intero corpo, dando spazio alla ricezione multidimensionale senza imporre un esito. Nella rappresentazione Handoriana di Iemuriah, il Respiro di Emuria attraverso due direzioni opposte, collega il territorio alle danze: un riferimento simbolico per accompagnare l’alternanza fra movimento e quiete.
PROVISIONALISMO: S9 orienta la ricerca verso conoscenza, significato, verità e ampliamento delle prospettive; S8 introduce crisi delle certezze, confronto con l’ignoto, indagine delle realtà nascoste e trasformazione delle convinzioni. La loro relazione permette di esplorare come esperienze estreme, rivelazioni, incontri con culture differenti, morte, sogni e fenomeni insoliti possano modificare la percezione della realtà e i criteri con cui viene interpretata. Una stessa esperienza può assumere significati religiosi, psicologici, scientifici, simbolici o fantastici, ciascuno con presupposti e conseguenze propri. Anche l’ipotesi di una verità definitiva resta accessibile. La tensione separante emerge quando la ricerca universale di S9 assolutizza una rivelazione, quando l’indagine di S8 interpreta ogni evento come prova di una realtà occulta o quando il dubbio diventa sospetto sistematico. La dinamica unificante consente di attraversare crisi e trasformazioni mantenendo aperta la ricerca, distinguendo esperienza, interpretazione, adesione e azione. William James (10.10.9), in The Varieties of Religious Experience, riconosce agli stati mistici un’autorità soggettiva per chi li sperimenta, lasciando agli altri la libertà di valutarne le pretese di verità; l’intensità della rivelazione diventa materia di indagine e ampliamento della conoscenza. Philip K. Dick (9.11.1), in How to Build a Universe That Doesn’t Fall Apart Two Days Later, scrive: «La realtà è ciò che, quando smetti di crederci, non scompare» (traduzione dall’inglese). La sua esplorazione di mondi instabili, identità mutevoli e rivelazioni contraddittorie porta il confronto con realtà nascoste fino alla questione della loro effettiva esistenza. Laurens van der Post (Le) accosta psicologia junghiana, sogni e tradizioni africane, esplorando la possibilità che forme differenti di conoscenza rivelino aspetti dell’esperienza trascurati dalla visione ordinaria. Ludvig Holberg (Le), attraverso il viaggio sotterraneo di Niels Klim, rovescia convenzioni religiose, politiche e sociali, mostrando come il giudizio cambi con il mondo da cui viene formulato. Agnieszka Holland (Sp), in The Third Miracle, mette a confronto fede, dubbio, testimonianza e indagine su un presunto miracolo, mentre Ridley Scott (Sp), in Blade Runner, esplora i confini fra umano e artificiale, memoria e identità, interrogando i presupposti con cui attribuiamo autenticità all’esistenza. L’indagine di S8 diventa così uno strumento per espandere la visione di S9 attraverso il confronto fra interpretazioni anche incompatibili, conservando la possibilità di scegliere, agire e rivedere le proprie conclusioni.
A COURSE IN MIRACLES: In 9.8, S9 orienta l’esperienza verso verità, significato, fede e ampliamento della coscienza, mentre S8 introduce il confronto con ciò che deve essere attraversato, trasformato o lasciato andare. In ACIM questa dinamica può essere letta come passaggio dalla crisi dell’identificazione separata a una comprensione più ampia dell’Identità: la trasformazione non costituisce il fine autonomo del percorso, ma serve al riconoscimento della verità. Il percorso non propone una ricerca dell’ombra fine a sé stessa, bensì il riconoscimento e il rilascio delle credenze che mantengono paura, colpa, attacco e separazione. La crisi può diventare un punto di revisione delle convinzioni, purché non venga assolutizzata come realtà ultima. Questo corrisponde alla dinamica in cui l’attraversamento di perdita, paura o disorientamento approfondisce la ricerca di significato senza sostituirsi ad essa. Il rapporto fra conoscenza e trasformazione emerge nella distinzione fra percezione e conoscenza e nella necessità di correggere l’interpretazione personale: ciò che sembra una perdita d’identità può diventare il rilascio di un’identificazione limitata. S8 si riconosce nell’intensità con cui ACIM affronta colpa, paura della punizione, morte, corpo, attacco e desiderio di controllo, mentre S9 mantiene la direzione verso una visione universale, una fede non limitata alla crisi e un ampliamento del significato. La trasformazione non consiste nell’accumulare esperienze eccezionali o conoscenze segrete, ma nel lasciare cadere ciò che impedisce il riconoscimento dell’unità. Il pericolo separante sarebbe trasformare il processo spirituale in fascinazione per la sofferenza, drammatizzazione della crisi o ricerca compulsiva di contenuti oscuri: il criterio rimane il superamento della paura mediante il riconoscimento di una realtà più ampia dell’interpretazione egoica. Il perdono svolge una funzione trasformativa centrale: non nega l’esperienza percepita, ma ne modifica il significato, sottraendola alla funzione di prova della colpa e della separazione. Alcuni riferimenti sono la trasformazione della percezione attraverso miracolo e perdono, il rapporto fra paura e amore e il principio secondo cui la correzione non richiede la conservazione dell’errore come identità. Il materiale storico recuperato dal Circle of Atonement nella Complete and Annotated Edition mostra inoltre che le prime trascrizioni di Helen Schucman contenevano materiale poi omesso o modificato nei processi editoriali; offre elementi per studiare le dinamiche personali e profonde del percorso, senza sostituirne il nucleo dottrinale. Lezione 355: «Non c’è fine a tutta la pace, la gioia e tutti i miracoli che darò, quando accetterò la Parola di Dio. Perché non oggi stesso?»; Lezione 356: «La malattia non è che un altro nome del peccato. La guarigione non è che un altro nome di Dio. Il miracolo è dunque un appello a Lui.»; Lezione 357: «La verità risponde a ogni appello che facciamo a Dio, dapprima coi miracoli per ritornare poi a noi per essere se stessa.»
GNOSTICISMO: In 9.8, la ricerca della conoscenza salvifica si confronta con le dimensioni nascoste, la crisi dell’esistenza e il problema della condizione umana. S9 esprime la tensione verso una conoscenza capace di spiegare origine, significato e destino umano; S8 introduce l’interesse per ciò che è nascosto, per caduta, prigionia, morte simbolica, segreto e trasformazione radicale della condizione ordinaria. Molti sistemi descrivono l’esistenza attraverso immagini di smarrimento, dispersione, ignoranza o imprigionamento, alle quali la conoscenza risponde mediante un processo di risveglio. La profondità dell’indagine non diventa un fine separato: la conoscenza dei territori nascosti serve a un orientamento più ampio. Il rischio separante appare quando il segreto viene assolutizzato, la conoscenza è utilizzata come privilegio esclusivo o la trasformazione spirituale si identifica con una contrapposizione rigida fra iniziati e non iniziati. La tensione fra rivelazione universale e conoscenza riservata rappresenta il rapporto fra diffusione della verità e sua concentrazione in forme iniziatiche. Le cosmologie possono attribuire significato alla crisi dell’esistenza attraverso narrazioni di origine, caduta, dimenticanza e ritorno. S8 emerge nella trasformazione radicale e nella morte simbolica dell’identificazione precedente, mentre S9 orienta verso una conoscenza capace di ricollocare l’individuo in un orizzonte cosmico più vasto. L’aspetto costruttivo consiste nella ricerca disciplinata del significato nelle regioni nascoste dell’esperienza; quello disfunzionale emerge quando segreto, dualismo, paura del mondo o convinzione di possedere una conoscenza superiore diventano sistemi chiusi, incapaci di una visione più ampia. La trasformazione delle credenze richiede di mettere in discussione la propria interpretazione della realtà, ma può produrre maggiore apertura o nuovo dogmatismo esoterico. La profondità, il mistero e la trasformazione di S8 rimangono al servizio della ricerca di verità e significato di S9: la crisi non è l’ultima parola e il segreto non coincide con la conoscenza.
Scritti gnostici: l’apostolo tradizionalmente associato con il Sagittario è Giacomo il Maggiore, a cui non è associato alcun scritto. Al Sagittario associamo arbitrariamente L’ Esegesi dell’Anima, uno tra i più antichi scritti gnostici ritrovato tra i manoscritti di Nag Hammadi, di cui riportiamo per ciascun binario alcuni brani: [70] Allora lo ha riconosciuto gradualmente e si è rallegrata ancora una volta, piangendo davanti a lui mentre si è ricordata del disonore della sua vedovanza precedente. [71] Ed si è adornata ancora di più in modo che Egli potesse essere soddisfatto di rimanere con lei. [72] E il profeta dice nei Salmi (Ps 45:10-11): [73] Ascolta Figlia mia, e guarda, e disponi le tue orecchie all’ascolto, e dimentica la tua gente e la casa di tuo Padre, dato che il re ha desidera la tua bellezza, egli è il tuo signore. [74] Per questo Egli chiede di voltare la faccia alla sua gente ad alla moltitudine degli amanti, in mezzo ai quali era una volta, per dedicarsi soltanto al suo re, il suo signore reale e dimenticare la casa del padre terreno, con quale le cose sono andate male per lei, ma di ricordarsi del suo Padre che è nel cielo. [75] Così inoltre fu detto ad (Gn 12:1) Abramo: Vieni fuori dal tuo paese e dalla tua patria e dalla casa di tuo padre [76] Così quando l’anima si sarà adornata nuovamente nella sua bellezza […] gioirà di nuovo nell’essere amata ed Egli anche l’amerà. [78] E quando ella sarà stata con lui, riceverà da lui il seme della vita-dato attraverso lo spirito, di modo che da Lui la renderà gravida di buoni figli e li alleverà. [79] Questa è la meraviglia grande e perfetta, della nascita. [80] E così questa unione è resa perfetta dalla volontà del padre.
SCIAMANESIMO: In 9.8, le pratiche possono essere orientate all’ampliamento dell’esperienza e della conoscenza attraverso il confronto diretto con dimensioni liminali, invisibili o simbolicamente profonde. S9 orienta il percorso verso esplorazione, ricerca di significato, attraversamento dei confini ordinari dell’esperienza e acquisizione di una visione più ampia; S8 introduce intensità, immersione, confronto con crisi, morte simbolica, perdita, paura, potere e trasformazione. In molte tradizioni, il viaggio in mondi non ordinari e l’incontro con spiriti, antenati, animali di potere o figure ostili possono assumere una funzione di conoscenza e guarigione: l’attraversamento delle regioni profonde non è necessariamente il fine ultimo, ma conduce al recupero di orientamento, significato, energia o relazione con la comunità e il cosmo. La discesa serve alla visione, il confronto con la crisi alla trasformazione, il contatto con l’invisibile a una comprensione più estesa della vita. Lo squilibrio emerge quando la ricerca dell’esperienza estrema, del potere, del segreto o della crisi diventa autonoma e sostituisce l’orientamento di S9. Il praticante può rimanere fissato sulla fascinazione per il pericolo, l’occulto, il trauma o l’eccezionalità dell’esperienza. L’attraversamento delle dimensioni profonde amplia invece l’orizzonte senza trasformare l’oscurità in un valore assoluto. La morte simbolica, presente in numerose narrazioni iniziatiche, può rappresentare la dissoluzione di una precedente configurazione dell’identità, purché apra nuove possibilità di comprensione e non produca frammentazione. Anche il potere spirituale segue questa dinamica: capacità, esperienze e conoscenze acquisite attraverso pratiche profonde devono rimanere subordinate a una direzione più ampia, evitando appropriazione personale o controllo sugli altri. Esplorazione e trasformazione restano inseparabili, ma gerarchicamente ordinate: la profondità di S8 sostiene il movimento espansivo e conoscitivo di S9.
SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 9.8 si esprime attraverso la ricerca di orizzonti spirituali più ampi e la disponibilità ad attraversare processi profondi di trasformazione, senza identificare l’esplorazione con la semplice accumulazione di esperienze o conoscenze. S9 orienta verso l’ampliamento della visione, la ricerca di significati universali, il confronto fra tradizioni e il superamento di confini culturali o religiosi; S8 introduce il confronto con ciò che è nascosto, con le dinamiche profonde della psiche, con le crisi dell’identità e con il rilascio di forme esaurite. L’interesse per l’invisibile, l’esoterico, l’iniziatico o il simbolico può favorire la sperimentazione quando è subordinato a una ricerca più vasta di conoscenza e trasformazione. S8 approfondisce l’esperienza attraverso il confronto con paure, desideri, ombre e attaccamenti, mentre S9 impedisce che tale approfondimento rimanga chiuso nella fascinazione per il segreto o l’eccezionalità. Il rischio emerge quando la ricerca dell’occulto, dell’energia o del potere diventa un fine autonomo, le tecniche spirituali vengono accumulate senza integrazione o la conoscenza riservata costruisce identità di superiorità e separazione. S8 può così prevalere mediante controllo, segretezza, dipendenza da esperienze intense e attrazione per ciò che appare proibito o nascosto. La direzione di S9 richiede invece che l’intensità trasformativa favorisca libertà, discernimento, apertura e comprensione. L’esplorazione di territori spirituali non convenzionali si accompagna alla disponibilità a trasformare ciò che viene scoperto, senza fermarsi alla curiosità superficiale o alla fascinazione per la profondità. La ricerca mantiene una direzione di ampliamento, mentre ombra, crisi e trasformazione restano strumenti subordinati a tale direzione.
CRISTIANESIMO: 9.8 si esprime attraverso una tensione fra la proclamazione di una verità universale, l’apertura verso il compimento e la trascendenza, e il confronto con ciò che deve morire, essere trasformato o definitivamente lasciato. Il movimento dominante è quello sagittariano: l’annuncio del Regno, la conversione, la fede, la speranza, la ricerca della verità e l’orientamento dell’esistenza verso Dio; l’elemento scorpionico introduce però la discesa nelle zone della sofferenza, del peccato, della morte, della crisi e della trasformazione radicale. La Croce e la Risurrezione costituiscono una delle espressioni centrali di questa dinamica: non una permanenza nella morte o nel dolore, ma il loro attraversamento in vista di una vita nuova. La dimensione 8 può quindi servire il 9 quando l’intensità emotiva, il senso del mistero, il confronto con il male e l’esperienza della perdita diventano strumenti di conversione e di liberazione; diventa invece disfunzionale quando paura, colpa, controllo, ossessione del nemico o attrazione per la catastrofe sostituiscono la fiducia, la carità e l’apertura universale. Il cristianesimo può esprimere così un movimento di morte e rinascita interiore orientato non verso la fascinazione della crisi, ma verso la libertà e l’ampliamento della vita. La conversione evangelica implica infatti un distacco reale da identità precedenti e da forme di esistenza incompatibili con l’amore, mentre la resurrezione impedisce di assolutizzare qualsiasi condizione di caduta. 9.8 può manifestarsi anche nella dimensione escatologica, nella quale la storia non è considerata un sistema chiuso ma un processo aperto al compimento; tuttavia questo orientamento può degenerare in attese apocalittiche, persecuzioni ideologiche o identificazioni fanatiche con una presunta lotta definitiva fra bene e male. La funzione superiore consiste nel mantenere la direzione verso la verità e il Regno senza trasformare l’intensità della trasformazione in violenza contro sé stessi o contro gli altri. In questa prospettiva la crisi può essere attraversata come passaggio, il peccato riconosciuto senza diventare identità definitiva, e la morte accolta nella fede come limite della condizione presente e non come ultima parola. La dinamica generale di 9.8, caratterizzata nel materiale del Sistema Binario da rilascio, guarigione, emergenza multidimensionale e dalla domanda su ciò che deve essere lasciato andare prima di un nuovo ciclo, trova qui un’applicazione significativa nella conversione, nella morte dell’uomo vecchio e nella vita nuova.
CATTOLICESIMO: 9.8 si sviluppa attraverso l’orientamento universale della Chiesa, la ricerca della pienezza della verità e della comunione e la presenza di una forte tradizione sacramentale nella quale trasformazione, morte e rinascita assumono forme concrete. Il primato del 9 emerge nella cattolicità stessa, nella vocazione universale, nell’annuncio missionario, nella dimensione escatologica e nella tensione verso una verità capace di comprendere l’intera esistenza; l’8 introduce la profondità del mistero, il linguaggio della conversione, della penitenza, della purificazione e della partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo. I sacramenti possono rappresentare una forma particolarmente significativa di questa dinamica: il battesimo segna simbolicamente e spiritualmente il passaggio da una condizione a un’altra, la riconciliazione implica il riconoscimento di ciò che deve essere abbandonato, mentre l’Eucaristia colloca la vita cristiana nel mistero pasquale. Anche la tradizione ascetica e monastica conosce processi di spoliazione, purificazione e distacco, ma la loro finalità non è l’intensificazione della sofferenza: il movimento deve rimanere ordinato alla libertà, alla carità e alla comunione. Il rischio specifico consiste nel lasciare che la componente 8 assuma il controllo mediante colpevolizzazione, paura del castigo, controllo delle coscienze o fissazione morbosa sul peccato; in questi casi il processo di conversione perde il suo orientamento evangelico e la dimensione religiosa può diventare un sistema di allarme permanente. La funzione del 9 è riportare l’intero processo verso l’orizzonte più ampio della salvezza, della misericordia e della speranza. Anche il Magistero e la Tradizione possono essere letti in questa prospettiva quando custodiscono la continuità della fede senza impedire il discernimento e l’approfondimento: la memoria ecclesiale conserva ciò che è essenziale, mentre la vita storica richiede continuamente conversione, purificazione e riforma. 9.8 può quindi esprimersi nella capacità di attraversare crisi personali ed ecclesiali senza identificare la crisi con la totalità della realtà, distinguendo ciò che deve essere custodito da ciò che deve essere purificato o lasciato andare. La direzione rimane quella della comunione universale e del compimento, mentre l’intensità scorpionica è posta al servizio della trasformazione e non della paura.
PROTESTANTESIMO: 9.8 si manifesta nella tensione fra la ricerca di una fede essenziale, direttamente orientata alla verità evangelica, e la necessità di affrontare radicalmente ciò che viene percepito come corruzione, deviazione o perdita dell’autenticità cristiana. Il 9 favorisce l’apertura alla Scrittura, alla coscienza, alla proclamazione e alla responsabilità personale davanti a Dio; l’8 può intensificare il processo critico e rendere possibile una rottura con strutture o pratiche considerate incompatibili con il Vangelo. La forza della dinamica può apparire nella Riforma come volontà di andare alla radice, di affrontare questioni fondamentali e di non evitare il conflitto quando è ritenuto necessario per la coscienza religiosa. Il rischio consiste però nel trasformare il discernimento in polarizzazione permanente, la convinzione religiosa in aggressività confessionale o la ricerca della purezza in frammentazione. Quando prevale la componente inferiore dell’8, la crisi può diventare un’identità e il conflitto con l’altro può sostituire la testimonianza positiva della fede; quando prevale il 9, anche la critica più radicale rimane subordinata alla ricerca della verità, alla libertà della coscienza e all’annuncio della grazia. 9.8 può quindi favorire una fede capace di confrontarsi con zone oscure della storia religiosa, riconoscere errori e lasciare andare forme ormai svuotate, senza trasformare la distruzione in un fine. La centralità della conversione personale può assumere qui un carattere intenso e decisivo: la fede non rimane soltanto appartenenza culturale, ma può essere percepita come passaggio radicale da una condizione precedente a una vita nuova. L’aspetto scorpionico acquista valore quando sostiene questa profondità senza produrre ossessione identitaria; quello sagittariano mantiene l’apertura verso la libertà, la grazia e una verità che non può essere ridotta al possesso esclusivo di una singola comunità. In questa forma 9.8 può contribuire a una testimonianza religiosa capace di attraversare la crisi, riformare ciò che richiede riforma e mantenere la direzione verso un orizzonte spirituale più ampio.
Michael Battle (New Orleans, 12 dicembre 1963) autore, sacerdote episcopale.
ORTODOSSIA: 9.8 può esprimersi attraverso l’incontro fra una forte dimensione contemplativa e misterica e l’orientamento verso la trasformazione dell’intera persona nella comunione con Dio. Il 9 favorisce l’apertura alla pienezza, alla visione, al pellegrinaggio spirituale e alla trascendenza; l’8 introduce la profondità, il silenzio, il mistero, il confronto con le passioni e il processo di purificazione interiore. La tradizione ortodossa offre un campo particolarmente significativo per la relazione fra trasformazione e trascendenza attraverso la vita liturgica, la contemplazione e il cammino ascetico: ciò che deve essere superato non è semplicemente una regola esterna, ma una modalità di esistenza segnata dalla separazione, dalle passioni e dalla dispersione. La componente scorpionica può essere riconosciuta nell’intensità della lotta interiore e nella discesa verso ciò che deve essere purificato; quella sagittariana impedisce che questo processo rimanga chiuso nell’analisi dell’ombra, orientandolo verso la trasfigurazione e la partecipazione alla vita divina. Il rischio è che l’intensità ascetica degeneri in paura, rigidità, controllo o fissazione sull’impurità; la funzione superiore consiste invece nel mantenere la centralità della misericordia, della luce e della comunione. Anche il linguaggio della morte e della rinascita spirituale può assumere qui una particolare forza: non come annullamento della persona, ma come trasformazione delle energie e orientamento dell’intera esistenza verso Dio. 9.8 favorisce quindi una spiritualità capace di entrare profondamente nel mistero senza restarvi imprigionata, di riconoscere le passioni senza identificarvisi e di attraversare la crisi come occasione di purificazione e trasfigurazione. La direzione finale rimane l’espansione della comunione e della conoscenza spirituale, mentre la profondità dell’8 opera come forza di trasformazione subordinata a questo fine.
ISLAM: 9.8 si esprime attraverso orientamento assoluto verso Dio, sottomissione consapevole alla sua volontà e superamento dell’attaccamento a ciò che è transitorio. S9 riguarda unità, verità universale, cammino religioso e apertura dell’esistenza verso giudizio e compimento; S8 introduce invece il confronto con morte, perdita, resa dell’ego, responsabilità delle azioni e ciò che permane oltre la dissoluzione delle forme individuali. L’I. presenta quindi una dinamica di distacco da ciò che pretende di occupare il posto di Dio: ricchezza, potere, identità, sicurezza e possesso sono realtà provvisorie, mentre Dio rimane. S8 può servire S9 attraverso il riconoscimento radicale della precarietà dell’esistenza e la necessità di trasformare la volontà individuale in volontà orientata verso il bene e Dio. Morte e giudizio non sono il centro dell’esperienza religiosa, ma ricordano il limite dell’autosufficienza umana e la responsabilità delle scelte. Il rischio si manifesta quando S8 prende il sopravvento mediante paura, controllo, ossessione normativa o identificazione della religione con la punizione; in questo caso la legge può perdere la propria funzione spirituale e diventare fine a sé stessa. La prevalenza S9 richiede invece che disciplina, regole e responsabilità siano subordinate alla direzione fondamentale verso Dio, giustizia, misericordia e comunità universale dei credenti. La pratica religiosa può così trasformare l’intensità S8 in processo di purificazione: ciò che è egoico, ingannevole o distruttivo è riconosciuto e progressivamente lasciato andare, senza che la coscienza rimanga imprigionata nella paura. Anche la dimensione escatologica assume qui rilievo, poiché la vita presente è inserita in un orizzonte più vasto e le realtà terrene non possiedono carattere definitivo. 9.8 può quindi esprimere una spiritualità ove il confronto con la fine conduce a una più chiara percezione della direzione, e la consapevolezza della perdita conduce a riconoscere ciò che realmente permane. Nome di Dio: 97 Al-Warith (الوارث), The Inheritor of All.
EBRAISMO: 9.8 si sviluppa attraverso la relazione fra orizzonte universale della fede nel Dio unico, storia come cammino dotato di significato e forte presenza di memoria, alleanza, crisi e trasformazione. S9 orienta verso il senso complessivo della storia, promessa, ricerca della giustizia e una relazione con Dio che supera l’interesse immediato; S8 introduce invece il confronto con le fratture dell’esistenza, perdita, esilio, morte e necessità di una trasformazione concreta della vita. La memoria storica e religiosa può assumere qui una funzione importante: ciò che è stato perso non è dimenticato, ma può essere ricordato, elaborato e trasmesso come elemento di continuità. L’esperienza della crisi non costituisce tuttavia un fine in sé, perché la direzione prevalente rimane quella della vita, alleanza, giustizia e speranza. Anche la Torah e l’insieme delle prescrizioni possono essere considerate, in questa prospettiva, come strumenti attraverso cui la dimensione concreta dell’esistenza è ordinata verso una relazione più ampia con Dio. Il rischio S8 consiste nella fissazione sul dettaglio, controllo eccessivo, paura della trasgressione o nella trasformazione della norma in sistema autosufficiente; la funzione S è mantenere visibile l’orizzonte complessivo, affinché la pratica non sostituisca il significato. La regola può servire la vita, la memoria può servire il futuro e il confronto con la perdita può approfondire la fedeltà senza trasformarsi in chiusura. 9.8 può inoltre esprimersi nella capacità di attraversare periodi di crisi collettiva conservando una direzione spirituale e storica, senza negare la profondità della ferita ma senza attribuirle l’ultima parola. La tensione fra esilio e ritorno, distruzione e ricostruzione, perdita e continuità offre una configurazione particolarmente significativa: S8 porta nel confronto con ciò che è stato spezzato, mentre S9 mantiene la prospettiva della promessa e un significato che supera la situazione presente. In questa dinamica la trasformazione non consiste nell’eliminare la memoria del passato, ma nell’impedirle di diventare prigionia, permettendo che ciò che è stato vissuto contribuisca a una comprensione più ampia della responsabilità, giustizia e relazione con Dio.
BUDDISMO: 9.8 si esprime nell’orientamento verso la liberazione e il superamento della sofferenza, passando però attraverso un confronto diretto con impermanenza, morte, attaccamento e dinamiche profonde della mente. S9 prevale come ricerca di una prospettiva più vasta, una via capace di condurre oltre la limitazione individuale e una comprensione universale della condizione umana; S8 introduce la necessità di non evitare ciò che è doloroso, oscuro o destinato a dissolversi. La consapevolezza dell’impermanenza costituisce un punto significativo: forme, stati mentali e identità non possono essere posseduti definitivamente, e il confronto con questa realtà può diventare via di liberazione invece che causa di paura. S8 serve S9 quando permette di vedere direttamente attaccamento, avversione, desiderio e paura, senza costruire un’identità attorno ad essi; diventa disfunzionale quando la contemplazione della sofferenza scivola nel pessimismo, annientamento o fissazione sul vuoto come negazione della vita. La direzione superiore consiste invece nel trasformare la consapevolezza della precarietà in compassione, saggezza e libertà. Anche il tema della morte può assumere funzione trasformativa: non come oggetto di fascinazione, ma di richiamo alla natura transitoria dell’esistenza condizionata e necessità di utilizzare consapevolmente il presente. Nelle tradizioni buddiste la relazione fra morte e rinascita, karma e liberazione amplia ulteriormente la prospettiva oltre il singolo evento immediato. 9.8 può quindi manifestarsi come capacità di attraversare profondamente l’esperienza senza identificarsi con essa, lasciando dissolvere ciò che non può essere trattenuto e orientando questa liberazione verso una visione più ampia.
INDUISMO: 9.8 si sviluppa attraverso una vasta pluralità di vie religiose e filosofiche ove la ricerca della liberazione e conoscenza ultima può passare attraverso processi intensi di trasformazione, distruzione delle identificazioni limitanti e superamento dell’ego. S9 si collega all’espansione della conoscenza, ricerca del dharma, visione cosmica e orientamento verso una realtà più vasta dell’identità individuale; S8 introduce potenze di trasformazione, morte simbolica, dissoluzione e rigenerazione. Nel quadro mitologico indù Shiva costituisce un riferimento per la dimensione trasformativa: la sua funzione di dissoluzione rappresenta la conclusione di forme che devono cessare affinché possano manifestarsi nuovi cicli. Per S9 Brihaspati, associato a Giove nella tradizione astrologica indiana, offre un riferimento più diretto a conoscenza, sapienza e orientamento spirituale; nell’astrologia vedica Guru o Brihaspati è infatti il graha tradizionalmente collegato a Giove. Per S8 possono essere richiamati soprattutto Mangala, associato a Marte e all’intensità dell’azione e del conflitto, e, con maggiore cautela simbolica, Ketu, legato in Jyotish a separazione, distacco e liberazione. 9.8 può essere rappresentato dall’orientamento della conoscenza e liberazione che usa le forze della trasformazione senza lasciarsi dominare da esse: ciò che deve essere dissolto è lasciato andare affinché possa emergere una comprensione più ampia della realtà. La Bhagavad Gita offre inoltre un contesto significativo per il rapporto fra azione, distacco e conoscenza, poiché la realizzazione spirituale non richiede necessariamente la fuga dal mondo ma una trasformazione del modo di agire e identificarsi con i risultati dell’azione. Swami Sivananda può essere ricordato come un maestro moderno particolarmente adatto a questa prospettiva per il suo Yoga della sintesi, che integrava karma yoga, bhakti yoga, jnana yoga e raja yoga; la sua formula «Serve, Love, Give, Purify, Meditate, Realise» mostra una progressione nella quale disciplina e purificazione sono subordinate a un orientamento più ampio verso servizio, amore e realizzazione spirituale.
Shivananda ** (Pathamadai, 8 settembre 1887) maestro spirituale indù. Esponente: integra diverse vie dello yoga in una prospettiva spirituale universale, collegando pluralità di pratiche, trasformazione interiore e trasmissione della conoscenza.
LETTERATURA: S9 orienta la ricerca di senso, il viaggio fra culture, idee e mondi diversi e l’ampliamento della visione; S8 introduce l’esplorazione di ciò che è nascosto, marginale, traumatico o trasformativo. Viaggio reale e interiore, alterità, memoria, identità, crisi e rigenerazione trovano espressione nel romanzo d’esplorazione, nella narrativa fantastica e fantascientifica, nella letteratura postcoloniale, psicologica, autobiografica, spirituale e filosofica e nella poesia surrealista. Mistero, morte, colonialismo, esilio, marginalità e trasformazione psicologica diventano soglie verso una comprensione più vasta dell’esperienza umana. Ludvig Holberg esplora società alternative attraverso il viaggio sotterraneo; Patrick Chamoiseau affronta memoria coloniale e identità creola; Peter Kolosimo indaga misteri archeologici e cosmici; Laurens van der Post intreccia viaggio e alterità culturale; Peter Handke esplora percezione e coscienza; Marilynne Robinson collega memoria, fede e interiorità; Paul Éluard apre il linguaggio poetico a sogno, amore e visione universale. La separazione emerge quando il segreto, il trauma o l’oscurità assorbono la ricerca, o quando l’aspirazione a significati universali evita il confronto con la profondità. L’integrazione trasforma l’esperienza nascosta o dolorosa in conoscenza, memoria, comunicazione e ampliamento della coscienza.
Forrest J. Ackerman * (8) (Los Angeles, 24 novembre 1916) scrittore di fantascienza, curatore editoriale, giornalista, agente letterario statunitense, esperantista, collezionista di libri; versante fantastico e fantascientifico dell’esplorazione dell’ignoto, contribuì a costruzione di memoria culturale di fantascienza e immaginario fantastico.
James Allen * (Leicester, 28 novembre 1864) scrittore inglese, pioniere del self-help movement e di libri di motivazione, As a Man Thinketh (1903) sviluppa l’idea della responsabilità individuale nella formazione del carattere e dell’esistenza: il pensiero viene presentato come principio capace di orientare azioni, abitudini e condizioni di vita. 9.8: l’interiorità diventa il punto di partenza per un ampliamento consapevole dell’esperienza.
Margaret Anderson ** (Indianapolis, 24 novembre 1886) fondatrice, editrice statunitense, rivista d’arte The Little Review, nota per aver introdotto gli insegnamenti di Gurdjieff, Academy Award per il documentario Beyond Imagining: Margaret Anderson. My Thirty Years’ War (1930) è la sua autobiografia e documenta la lunga esperienza editoriale legata a The Little Review, attraversando avanguardie artistiche, modernismo e sperimentazioni culturali. L’interesse per Gurdjieff aggiunge un elemento di ricerca interiore e di trasformazione della coscienza. Esponente: integra avanguardia artistica e ricerca esoterica, attraversando i confini fra sperimentazione culturale, identità e trasformazione della coscienza.
Patrick Chamoiseau *** (5Sr) (Fort-de-France, 3 dicembre 1953) scrittore francese, Gcr (Texaco (1992) ricostruisce la formazione di una comunità creola martinicana attraverso memoria, oralità, colonialismo e resistenza culturale; la storia individuale e collettiva diventa una ricerca delle radici capace di aprirsi verso un’identità plurale. L’esclave vieil homme et le molosse (1997) segue la fuga di uno schiavo anziano attraverso una natura ostile, trasformando la liberazione fisica in un processo di recupero della memoria e dell’identità; coautore di Éloge de la créolité, 1989, sviluppa una concezione dell’identità fondata sulla relazione fra culture, lingue e memorie, in dialogo con il Tout-Monde di Édouard Glissant. Esponente: sviluppa un’identità relazionale e plurale, trasformando memorie coloniali e culture marginalizzate in una visione aperta alla complessità del mondo.
Sandra Cisneros * (Boston, 20 dicembre 1954) scrittrice, poetessa statunitense d’origine messicana; La casa in Mango Street (The House on Mango Street) (1984) presenta, attraverso brevi episodi, la crescita di Esperanza in un quartiere di Chicago; identità, appartenenza, povertà, genere e desiderio di superare i confini dell’ambiente d’origine costituiscono il nucleo dell’opera. Il passaggio dalla condizione locale verso un orizzonte più ampio risuona con il movimento del 9, mentre la marginalità sociale introduce la dimensione più intensa dell’8. “Non puoi mai avere troppo cielo. Puoi addormentarti e svegliarti ubriaco di cielo, e il cielo può tenerti al sicuro quando sei triste. Qui c’è troppa tristezza e poco cielo. Anche le farfalle sono poche, così come i fiori e la maggior parte delle cose belle. Tuttavia, prendiamo ciò che possiamo ottenere e traiamo il meglio da esso”.
Paul Eluard **° (7Uv) (Saint-Denis, 14 dicembre 1895) poeta francese surrealista. Capitale de la douleur (1926) sviluppa una poesia surrealista in cui amore, immagine, sogno e trasformazione percettiva dissolvono i confini ordinari dell’esperienza; L’Amour la poésie (1929) amplia questa ricerca attraverso l’unione fra esperienza amorosa, visione e apertura al mondo. Esponente/Modello: attraverso il surrealismo integra sogno, inconscio, amore e impegno collettivo in una visione poetica universale, superando i confini della percezione ordinaria.
Peter Handke **° (Griffen, 6 dicembre 1942) scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggio, sceneggiatore austriaco, Nobel, Die Angst des Tormanns beim Elfmeter (Prima del calcio di rigore) (1970) srisi percettiva e psicologica che trasforma la realtà quotidiana in un’esperienza di estraneità. Die linkshändige Frau (1976, La donna mancina) separazione, autonomia, ridefinizione dell’identità di una donna. In entrambi i casi l’attenzione si concentra sui processi interiori e sulle zone opache della coscienza. Esponente/Modello: integra viaggi interculturali, simbolismo junghiano e ricerca spirituale, trasformando l’incontro con l’alterità e le profondità dell’inconscio in una visione universale dell’esistenza.
Ludvig Holberg *° (9.8 o 7) (Bergen, 3 dicembre 1684) scrittore, filosofo, drammaturgo, storico norvegese, Nicolai Klimii Iter Subterraneum (1741, I viaggi sotterranei di Niels Klim): il protagonista scivola in una grotta e raggiunge Nazar, un pianeta all’interno della Terra vuota, dove le società e gli esseri sono doppi satirici di quelli esistenti in superficie; viaggio fantastico diventa una satira di morale, religione, scienza, politica e organizzazione sociale. È uno degli esempi più chiari della combinazione fra ampliamento del mondo conosciuto e penetrazione in una realtà nascosta. Modello: il viaggio in un universo sotterraneo trasforma l’incontro con realtà nascoste in esplorazione comparativa di società, culture e sistemi di pensiero.
Gustave Kahn * (11Sb) (Metz, 21 dicembre 1859) scrittore, poeta, critico d’arte francese.
Peter Kolosimo * (Modena, 15 dicembre 1922)scrittore, giornalista, pioniere dell’archeologia misteriosa, Non è terrestre (1968) sviluppa interrogativi sulle origini dell’umanità e sulla possibilità di interventi extraterrestri o civiltà sconosciute, attraverso materiali archeologici e ipotesi non convenzionali. In relazione a 9.8 rappresenta soprattutto l’esplorazione letteraria di confini cosmici e misteri nascosti; le sue interpretazioni vanno distinte dalle conclusioni della ricerca scientifica convenzionale.
Carlo Levi (11Pr) (Torino, 29 novembre 1902) scrittore, pittore, politico italiano. Cristo si è fermato a Eboli (1945) nasce dall’esperienza del confino in Lucania e trasforma l’osservazione di una realtà marginalizzata in una riflessione più ampia su esclusione, storia, cultura e rapporto fra centro e periferia. L’immersione in un mondo periferico serve qui una prospettiva più vasta sulla società italiana.
Nikolai Nosov * (Kiev, 23 novembre 1908) scrittore di letteratura sovietica per bambini.
Andrea Claudio Galluzzo (Firenze, 7 dicembre 1969)scrittore, giornalista italiano.
Edna O’Brien * (6Ni) (Tuamgraney, 15 dicembre 1930) scrittrice romanziere irlandese. The Country Girls (1960) segue due giovani donne irlandesi nel passaggio dall’ambiente provinciale verso esperienze più ampie e conflittuali, affrontando desiderio, identità, sessualità e vincoli sociali. La tensione fra emancipazione e condizionamenti profondi può essere letta in relazione alla dinamica espansione-trasformazione.
Marilynne Robinson ** (Sandpoint, 26 novembre 1943) scrittrice, saggista statunitense, Gilead (2004) assume la forma di una lunga memoria scritta da un anziano pastore al figlio: fede, morte, memoria familiare, storia americana e perdono convergono in una riflessione intima aperta a un orizzonte spirituale più ampio. Il romanzo inaugura il ciclo narrativo ambientato a Gilead, Iowa. Esponente: intreccia esperienza spirituale, memoria e interrogativi sull’esistenza, collegando prospettive individuali, storiche e teologiche.
Jean Rouaud * (7NSiUf) (Campbon, 13 dicembre 1952) scrittore francese, Gcr (Les champs d’honneur).
Laurens van der Post ***° (7UrNf) (Philippolis, 13 dicembre 1906) scrittore, giornalista, ambientalista, viaggiatore, educatore, narratore, esploratore sudafricano, oppositore dell’apartheid. The Lost World of the Kalahari (1958) nasce dall’esperienza di viaggio e dall’incontro con popolazioni dell’Africa australe; l’esplorazione geografica diventa anche confronto con forme diverse di memoria, cultura e umanità. Il rapporto personale e intellettuale con C. G. Jung alimentò la sua ricerca sul simbolismo, sui sogni, sull’inconscio collettivo e sulle corrispondenze fra culture. Jung and the Story of Our Time, 1976, collega psicologia del profondo, esperienza personale e interrogativi spirituali. “Ho sempre nutrito un profondo rispetto per le superstizioni aborigene, non come formulazioni di verità letterali, ma come un modo per mantenere lo spirito umano in rapporto con aspetti della realtà che sfuggono all’articolazione razionale.” “I sogni avevano una volontà d’acciaio e una via propria nel loro ruolo di manifestazioni dirette di quest’altra realtà oggettiva.” “Ciò che oggi minaccia e distrugge maggiormente la società umana è l’essere umano diviso nel proprio nucleo: è la scissione dell’anima moderna a rendere tanto pericolosa la fissione nucleare. Deve guarire se stesso, ritrovare la propria interezza.” Esponente/Modello: integra viaggi interculturali, simbolismo junghiano e ricerca spirituale, trasformando l’incontro con l’alterità e le profondità dell’inconscio in una visione universale dell’esistenza.
MUSICA: 9.8 si esprime attraverso un movimento musicale che unisce apertura, ricerca di significato e ampliamento dell’esperienza con profondità emotiva, trasformazione e confronto con dimensioni meno superficiali dell’esistenza. Il 9 tende verso l’orizzonte, il viaggio, la visione universale e la possibilità di superare confini culturali o interiori; l’8 introduce intensità, mistero, crisi, rigenerazione e immersione in esperienze profonde. La musica può quindi trasformare il dolore, l’amore, la perdita, il desiderio, la ricerca spirituale o l’esperienza dell’ignoto in un percorso capace di condurre oltre una condizione precedente. Il rischio è che l’intensità diventi fine a se stessa o che l’oscurità venga ricercata soltanto per la sua fascinazione; nell’integrazione positiva, invece, la profondità dell’8 sostiene il movimento del 9 verso una visione più ampia. Antonio Bartoccetti costituisce uno dei riferimenti più evidenti dell’elenco per la combinazione fra ricerca musicale, immaginario esoterico e dimensioni visionarie; Imogen Heap rappresenta invece una ricerca sonora capace di trasformare tecnologie e voce in spazi interiori nuovi; Dave Brubeck mostra come la sperimentazione ritmica possa ampliare le forme del jazz; Tracey Thorn sviluppa spesso una scrittura concentrata sulla memoria, sull’identità e sulle trasformazioni dell’esperienza personale. Anche Irene Grandi può offrire un riferimento significativo attraverso canzoni orientate alla ricerca di sé, al cambiamento e all’apertura verso nuove possibilità. Nel complesso, 9.8 trova nella musica una particolare possibilità quando l’intensità emotiva e l’esplorazione dell’interiorità non rimangono chiuse nel soggetto, ma diventano apertura verso un orizzonte più vasto.
Assi El Hallani **° (8/9) (Baalbek, 28 novembre 1970) cantante libanese, interprete tradizione dabke e howara, con formazione oud e canto arabo. “Baheb El Leil” intensità del sentimento amoroso; ha musicato versi di Nizar Qabbani e sostenuto iniziative umanitarie contro povertà e fame, ricevendo riconoscimenti; collega identità culturale, pluralità musicale e responsabilità collettiva. Esponente/Modello: integra tradizione araba, sperimentazione musicale e impegno umanitario, trasformando intensità affettiva, memoria e appartenenza culturale in comunicazione interculturale e apertura universale.
Antonio Bartoccetti ***° (9.7/8) Macerata, 18 dicembre 1946) musicista, compositore italiano (Antonius Rex, Jacula, Dietro Noi Deserto) Anno Demoni, Neque semper arcum tendit rex. con Antonius Rex, Anno Demoni (1979) sviluppa un immaginario oscuro e visionario attraverso sonorità progressive ed elettroniche; Praeternatural (1980) prosegue l’esplorazione di atmosfere misteriose e non ordinarie. La sua produzione con Jacula e Antonius Rex costituisce uno dei riferimenti più diretti dell’elenco al rapporto fra musica, esoterismo e trasformazione dell’esperienza. Esponente/Modello: fonde rock progressivo, elettronica, simbolismo occulto e immaginario rituale, esplorando dimensioni nascoste attraverso una ricerca musicale visionaria.
Hector Berlioz *° (4NvPp) (La Côte-Saint-André, 11 dicembre 1803) compositore francese. Symphonie fantastique (1830) trasformazione visionaria dell’esperienza musicale: amore ossessivo, immaginazione, sogno, allucinazione e morte organizzati in grande percorso narrativo orchestrale con stati psicologici sempre più estremi. Modello: trasforma ossessione amorosa, sogno, allucinazione e morte in viaggio visionario.
Dave Brubeck ** (4SrPi) (Concord, 6 dicembre 1920) pianista, compositore statunitense. Time Out: “Take Five” (1959) composto da Paul Desmond, usa il metro irregolare 5/4 e trasforma sperimentazione ritmica in composizioni jazz più accessibili e celebri; “Blue Rondo à la Turk” (1959) amplia ulteriormente l’orizzonte ritmico attraverso un metro 9/8 ispirato a ritmi ascoltati in Turchia. Esponente: integra tradizioni ritmiche turche, jazz, blues e forme della musica colta occidentale, ampliando il linguaggio musicale attraverso il confronto fra culture.
Bruce Channel * (Jacksonville, 28 novembre 1940) cantante statunitense. “Keep On” (1968) è una delle sue principali pubblicazioni successive al grande successo di “Hey! Baby”; il tema dell’andare avanti introduce un elemento di movimento e perseveranza più vicino all’espansione del 9 rispetto alla semplice dimensione sentimentale.
André Claveau * (8Sb) (Parigi, 17 dicembre 1911) cantante francese.
Miley Cyrus (2SfNvb) (Nashville, 23 novembre 1992) cantante, cantautrice, attrice statunitense, Forgiveness & Love. “Flowers” (2023) sviluppa il tema della ricostruzione personale dopo una relazione e dell’autonomia emotiva: la separazione diventa occasione di recupero della propria identità e apertura verso una nuova fase.
Flo Rida * (NpUv) (Carol City, 16 settembre 1979) rapper statunitense, Jump.
Irene Grandi **° (5) (Firenze, 6 dicembre 1969) cantante, cantautrice, musicista, attrice, conduttrice televisiva italiano “Alle porte del sogno”, “Lasciala andare”. “Fiera di me” (2024) affermazione personale e riconquista di sé; “Universo” (2024) dimensione vasta e contemplativa. Lungoviaggio (2018) progetto musicale e visivo realizzato con fratelli Lanza, integra musica, immagini e contributi di Samantha Cristoforetti e Tiziano Terzani. Io in Blues recupera e rielabora radici blues attraverso repertori differenti. Nel 2011 attraversa viaggio, crisi e rinascita personale, accompagnata da yoga. In un’intervista del 2024 descrive la propria ricerca come integrazione di frammenti, contrasti e molteplici identità artistiche. Esponente/Modello: integra linguaggi musicali e culturali differenti, ricerca fondata su libertà espressiva, trasformazione interiore e armonizzazione opposti, intensità emotiva come via di apertura, rinnovamento e ampliamento visione.
Imogen Heap **° (Np) (Londra, 9 dicembre 1977) cantautrice inglese; ha sviluppato i Mi.Mu Gloves, dispositivi gestuali per controllare e trasformare la musica durante l’esecuzione. “Hide and Seek” (2005) voce trasformata da armonizzatore elettronico per costruire ambiente sonoro sospeso e inquieto; tecnologia parte di espressione emotiva e percezione di realtà frammentata. Esponente/Modello: integra voce, elettronica, sperimentazione tecnologica e comunicazione emotiva, superando i confini fra espressione umana e trasformazione digitale del suono.
Brenda Lee * (2) (Atlanta, 11 dicembre 1944) cantante statunitense.
David Lovering (6) (Burlington, 6 dicembre 1961) batterista statunitense (Pixies).
Vincenzo Spampinato * (Catania, 30 gennaio 1953) cantautore, compositore, paroliere pop-rock italiano, L’amore nuovo. “Madreterra” (2003) sviluppa il rapporto con la terra d’origine e l’identità siciliana; il titolo diventa espressione di appartenenza e di legame con una dimensione collettiva più ampia. La canzone è associata alla sua attività di compositore e alla produzione successiva alla carriera pop-rock iniziale.
Tracey Thorn * (Brookmans Park, 26 settembre 1962) cantautrice inglese. “Sister” (2018) affronta la memoria e il rapporto fra identità, famiglia e tempo; la dimensione personale viene ricondotta a una riflessione più ampia sui cambiamenti della vita. “Disappointing” (2015) di John Grant, tono diretto e disincantato per confrontarsi con aspettative, identità e maturità.
Meg White (Grosse Pointe Farms, 10 dicembre 1974) batterista statunitense (The White Stripes). “Seven Nation Army” (2003) struttura musicale essenziale e immediata, trasformando impulso ritmico e riff minimale in affermazione di forza e resistenza.
SPETTACOLO: S9 orienta cinema e spettacolo verso mondi più vasti, viaggi, incontri interculturali e interrogativi storici, filosofici e universali; S8 introduce crisi, conflitti, morte, sopravvivenza, segreti e trasformazioni profonde. Mondi alternativi, viaggi iniziatici, guerre, catastrofi, dilemmi morali e passaggi fra realtà visibile e dimensioni nascoste diventano strumenti per ampliare la comprensione dell’esistenza. Kathryn Bigelow esplora situazioni estreme e conseguenze della violenza; Emir Kusturica intreccia storia, culture, memoria, assurdo e immaginazione mitica; Ridley Scott costruisce universi storici e fantascientifici attraversati da conflitti radicali e interrogativi sull’identità; Steven Spielberg collega ignoto, immaginazione, storia e superamento dei confini ordinari. La dinamica separante emerge quando violenza, segreto o spettacolarizzazione della crisi prevalgono sulla ricerca di significato, o quando la visione universale elude le contraddizioni profonde. L’integrazione trasforma l’esperienza estrema e il confronto con l’alterità in conoscenza, consapevolezza e apertura verso prospettive più ampie.
John G. Avildsen *° (Oak Park, 21 dicembre 1935)regista statunitense,Oscar Rocky (1976) trasformazione personale di uomo marginale che affronta una prova capace di ridefinire identità e orizzonte. Modello: in Rocky e The Karate Kid trasforma marginalità, disciplina e confronto con la sconfitta in percorsi di formazione e apertura verso nuove possibilità.
Kathryn Bigelow **° (San Carlos, 27 novembre 1951) regista, sceneggiatrice statunitense, genere thriller e guerra, The Hurt Locker (Oscar), Strange Days (1995) memoria e percezione attraverso tecnologia capace di far rivivere esperienze altrui. Zero Dark Thirty (2012), dedicato a ricerca di Osama bin Laden, rapporto fra intelligence, guerra, ossessione investigativa, conflitto internazionale. Esponente/Modello: violenza, identità, tecnologia e conflitti geopolitici, contraddizioni esperienza contemporanea.
Tim Conway (7) (Willoughby, 15 dicembre 1933) attore, comico statunitense. Strange Days
Jules Dassin **° (7UrNf) (Middletown, 18 dicembre 1911) regista statunitense. Celui qui doit mourir (1957; Colui che deve morire), apologo politico-religioso ambientato in comunità greca ove rappresentazione Passione di Cristo si intreccia con conflitti sociali, persecuzione e responsabilità morale; adatta Cristo di nuovo in croce di Nikos Kazantzakis. Du rififi chez les hommes (1955; Rififi) rapina accuratamente preparata che precipita protagonisti in spirale di violenza, tradimento e perdita. Esponente/Modello: intreccia critica sociale, spiritualità, conflitto morale e rappresentazione realtà marginali, trasformando discesa in violenza e ingiustizia in interrogativi universali su responsabilità umana.
Douglas Fairbanks, Jr. * (8) (New York, 9 dicembre 1909) attore statunitense.
Gary Fleder * (Nv) (Norfolk, 19 dicembre 1962) regista statunitense. Kiss the Girls (1997) sviluppa un’indagine attorno a rapimenti e violenza seriale, entrando nel versante più investigativo e oscuro della dinamica 8.
Uri Geller ** (8SPf) (Tel Aviv, 20 dicembre 1946) mentalista israeliano, versante enigma, percezione, interrogazione limiti capacità ordinarie della mente. Esponente: collega spettacolo, illusionismo, parapsicologia e immaginario dell’ignoto, mettendo in discussione percezione umana.
Michael Hoffman (Sp) (Hawaii, 30 novembre 1956) regista statunitense, The Emperor’s Club.
Agnieszka Holland (**° Varsavia, 28 novembre 1948) regista, sceneggiatrice polacca. The Third Miracle (1999) sacerdote incaricato di investigare un presunto miracolo si confronta con fede, dubbio, guarigione, sofferenza e possibilità del soprannaturale. Europa Europa (1990) identità e sopravvivenza, passaggio fra appartenenze contrapposte; Green Border (2023) migrazione, confini e responsabilità morale da prospettive differenti. Esponente/Modello: attraversa storia, religione, psicologia e conflitti interculturali, trasformando persecuzione, fede, dubbio e crisi identitaria in ricerca su dignità umana e responsabilità universale.
Emir Kusturica **° (Sv) (Sarajevo, 24 novembre 1954) regista, musicista, sceneggiatore serbo, surreale e grottesco, Ti ricordi di Dolly Bell?, Papà… è in viaggio d’affari. Gatto nero, gatto bianco. Dom za vešanje (1988; Il tempo dei gitani) giovane rom dotato di capacità paranormali, coinvolto in viaggio attraverso famiglia, amore, marginalità e sfruttamento, rapporto fra cultura nomade, dimensione visionaria e destino. Underground (1995) storia jugoslava, guerra, memoria e rappresentazione allegorica realtà. Esponente/Modello: fonde storia, culture balcaniche, musica, mito, grottesco e immaginario soprannaturale, trasformando marginalità, conflitto e crisi identità in universi narrativi plurali e visionari.
Bette Midler (1) (Honolulu, 1º dicembre 1945) attrice, cantante statunitense.
Katina Paxinou (Pireo, 17 dicembre 1900) attrice greca, Oscar (For Whom the Bell Tolls).
Ridley Scott **° (South Shields, 30 novembre 1937) regista britannico, autore di opere di grande successo e tanti generi; costruzione di grandi mondi e orizzonti si unisce a domande radicali su identità e origine. Alien. Il genio della truffa. Nessuna verità. Il gladiatore. Robin Hood. American Gangster. Thelma & Louise. Black Hawk Down. Sopravvissuto – The Martian. 1492: Conquest of Paradise (1992; 1492 – La conquista del paradiso) viaggio di Cristoforo Colombo e incontro fra mondi e civiltà; The Duellists (1977; I duellanti) rivalità personale si prolunga attraverso sconvolgimenti storici dell’età napoleonica. Blade Runner (1982) futuro multiculturale e tecnologicamente trasformato, caccia agli androidi conduce a interrogarsi sui confini fra umano e artificiale, memoria, identità e mortalità. Kingdom of Heaven (2005) conflitto religioso e storico delle Crociate attraverso incontro-scontro fra civiltà e sistemi di fede. Prometheus (2012) ricerca origini dell’umanità, alterità e creatori stessi. Esponente/Modello: attraversa epoche, culture, mondi futuri e realtà alternative, collegando ricerca delle origini, identità, mortalità e conflitti religiosi in una visione cinematografica di ampiezza universale.
Penelope Spheeris ** (New Orleans, 2 dicembre 1945) regista statunitense, The Boys Next Door. la trilogia documentaria The Decline of Western Civilization (1981–1998) osserva differenti ambienti musicali e sociali. Esponente: attraversa cinema documentario e narrativo esplorando sottoculture musicali, marginalità, conflitto generazionale e identità collettive.
Steven Spielberg ***° (4) (Cincinnati, 18 dicembre 1946) regista, sceneggiatore, A.I. Intelligenza Artificiale (2001, ambientato in una società futuristica post-cambiamento climatico, racconta la storia di un androide infantile programmato in modo univoco con la capacità di amare. Film stimolante che promuove il potere dell’immaginazione e l’accettazione dei propri talenti), Always (1989, lo spirito di un pilota esperto morto da poco fa da mentore a un nuovo pilota, mentre lo guarda innamorarsi della fidanzata che ha lasciato) The BFG (Il GGG – Il grande gigante gentile: 2016: una bambina orfana fa amicizia con un gigante benevolo che la porta nel Paese dei Giganti, dove tentano di fermare i giganti mangiatori di uomini che stanno invadendo il mondo umano). Close Encounters of the Third Kind (Incontri ravvicinati del terzo tipo: un normale operaio dell’Indiana, la cui vita cambia dopo un incontro con un UFO), Oscar (Schindler’s List, Saving Private Ryan), Duel, Jaws, E.T., Jurassic Park, Minority Report, Catch Me If You Can) The Terminal. Empire of the Sun (1987; L’impero del sole), storia di un ragazzo separato dalla famiglia durante la guerra e costretto a confrontarsi con perdita, sopravvivenza e trasformazione; Amistad (1997; Amistad), centrato sulla rivolta degli schiavi africani e sulla lotta per la libertà e la dignità umana; Munich (2005; Munich), sul conflitto fra terrorismo, vendetta, responsabilità morale e spirale della violenza. Sono titoli nei quali l’ampiezza storica e interculturale del 9 incontra direttamente le crisi profonde e le dinamiche estreme dell’8. I più popolari dei suoi film sono quelli su Indiana Jones; SF. Esponente/Modello: integra fantascienza, storia, spiritualità, memoria e immaginazione, trasformando incontri con l’ignoto, perdita, morte e conflitti collettivi in interrogativi universali sull’identità e sull’esistenza.
Tia Texada (Louisiana, 14 dicembre 1971) attrice, cantante statunitense.
Dick Van Dyke (Sv) (West Plains, 13 dicembre 1925) attore, comico statunitense.
POLITICA & ECONOMIA: S9 orienta la visione politica ed economica verso orizzonti collettivi, rapporti fra popoli, prospettive storiche e trasformazioni sociali; S8 introduce il confronto con potere, crisi, controllo delle risorse e riorganizzazione delle strutture esistenti. Riforme istituzionali, conflitti, gestione delle risorse e trasformazioni dei sistemi politici ed economici diventano occasioni per ridefinire i rapporti fra individui, comunità e istituzioni. Alexander Dubček rappresenta il tentativo di trasformare il socialismo cecoslovacco attraverso maggiore libertà e apertura, contrastato dall’intervento militare sovietico e degli alleati del Patto di Varsavia; Giorgio VI incarna la continuità istituzionale durante una crisi internazionale, mentre Lucio Vero richiama l’amministrazione di un impero esteso e culturalmente diversificato. La dinamica separante emerge quando il potere e il controllo delle risorse soffocano la visione collettiva, o quando ideali astratti ignorano i rapporti di forza. L’integrazione collega trasformazione delle strutture e responsabilità verso comunità più ampie.
Alexander Dubček (4Upf) (Uhrovec, 27 novembre 1921) politico cecoslovacco, figura centrale Primavera di Praga 1968, promosse processo di liberalizzazione e riforma del sistema socialista; il programma Primavera di Praga, «socialismo dal volto umano», comprendeva maggiore libertà di stampa, riforme economiche e ampliamento partecipazione pubblica; l’invasione del 21 agosto 1968 ne interruppe l’attuazione. Esponente/Modello: promuove una riforma del socialismo attraverso pluralismo politico, libertà di espressione e trasformazione delle strutture di potere, cercando di conciliare un progetto collettivo con il superamento delle rigidità istituzionali.
Giorgio VI *° (7Uv) (Sandringham, 14 dicembre 1895) re del Regno Unito, segnato soprattutto da Seconda guerra mondiale e necessità di rappresentare continuità istituzionale durante crisi collettiva di portata mondiale; rapporto fra responsabilità verso una comunità ampia e confronto con trasformazioni storiche profonde; soffriva di grave balbuzie, affrontata con l’aiuto del logopedista australiano Lionel Logue, con cui sviluppò una profonda amicizia. La sua lotta per riuscire a parlare pubblicamente, culminata nel discorso radiofonico del 3 settembre 1939, all’inizio della guerra contro la Germania, è raccontata nel film Il discorso del re (The King’s Speech, 2010), interpretato da Colin Firth, vincitore 4 Oscar. Modello: affronta vulnerabilità e limiti personali, trasformandoli attraverso perseveranza e disciplina in capacità di comunicazione e responsabilità verso comunità più ampia.
Lucio Vero (Roma, 15 dicembre 130) co-imperatore romano, condivise il potere con Marco Aurelio da 161 a 169 d.C.; partecipò alla direzione della guerra contro i Parti.
PTU: Bielorussia, ufficialmente Belarus (Беларусь), significa «Rus’ Bianca»: Rus’ indica antiche popolazioni slave orientali; origine di «bianca» incerta, forse legata a territori rimasti fuori dal dominio mongolo. Indipendente dal 1991, confina con Polonia, Lituania, Lettonia, Russia e Ucraina. Territorio pianeggiante, ricco di foreste, laghi, torbiere e paludi. Cultura slava, memoria ebraica, tradizioni baltiche, cristianesimo, riti rurali ed eredità sovietica convivono in società segnata da forte influenza russa. Paludi della Paliessie, pietre sacre e foreste conservano tracce di credenze precristiane. D9-8-1 Minsk (Мінск), capitale: quasi distrutta nella II GM, ricostruita con viali e piazze sovietiche. Trajeckaje Pradmiescie conserva tracce della città antica; memoriale Jama ricorda sterminio ebraico. Museo dei massi: parco di pietre glaciali disposte secondo geografia nazionale, alcune legate ad antichi culti. Calcio: Dinamo Minsk. D9-8-2 Barysaw (Барысаў), Minsk Voblast, sul fiume Biarezina: presso Studzionka avvenne tragico attraversamento napoleonico (1812), tanto che in francese Bérézina indica tuttora disastro. Calcio: BATE. D9-8-3 Salihorsk (Салігорск), Minsk Voblast, sorta (1958) sui giacimenti potassici di Starobin: miniere profonde, enormi cumuli rossastri di scarti minerari, paesaggio artificiale insolito nella pianura bielorussa. D9-8-4 Maladzechna (Маладзечна), Minsk Voblast: nodo ferroviario, festival nazionale di canzone e poesia bielorussa; memorie del periodo polacco e deportazioni sovietiche. D9-8-5 Baranavichy (Баранавічы), Brest Voblast: centro ferroviario sorto (XIX sec.), museo di locomotive storiche; prima della Shoah, vasta comunità ebraica, centrale nella vita commerciale e culturale. D9-8-6 Pinsk (Пінск), Brest Voblast, nella Paliessie: antica città fluviale fra paludi e canali, centro ebraico legato anche al chassidismo e alle dispute religiose. Rete d’acqua circostante conserva tradizioni di pesca, navigazione e vita rurale, sviluppate in territorio a lungo isolato. D9-8-7 Brest (Брэст), Brest Voblast, presso confine polacco: Unione religiosa (1596), origine della Chiesa greco-cattolica rutena; trattato (1918), uscita della Russia bolscevica dalla I GM. Fortezza simbolo di resistenza all’invasione nazista (1941). Sito archeologico Biarescie: case e strade lignee medievali, rara testimonianza di vita urbana slava. D9-8-8 Kobryn (Кобрын), Brest Voblast: antico centro sul Muchaviec, presso canale Dnieper-Bug, teatro di scontro napoleonico (1812); conserva memoria di Aleksandr Suvorov, cui fu assegnata proprietà locale. D9-8-9 Polatsk (Полацк), Vitebsk Voblast, alla confluenza di Palata e Dzvina: antico centro religioso, cattedrale di Santa Sofia (XI sec.; rifatta XVIII sec.). Santa Eufrosina (XII sec.), monaca e promotrice della cultura scritta, commissionò celebre croce-reliquiario (1161), scomparsa nella II GM. Pietra di Boris: masso glaciale inciso con croce e iscrizioni medievali, testimonianza dell’incontro fra sacralità delle pietre e cristianesimo. D9-8-10 Navapolatsk (Наваполацк), Vitebsk Voblast: città petrolchimica sorta (1958) sulla Dzvina, urbanistica sovietica costruita attorno a raffineria e impianti industriali. D9-8-11 Orsha (Орша), Vitebsk Voblast, alla confluenza di Aršyca e Dniapro: battaglia (1514) fra Lituania e Moscovia; città natale di Uladzimir Karatkievič, che trasformò castelli, leggende e segreti nobiliari in narrativa storica e fantastica. D9-8-12 Vitebsk (Віцебск), Vitebsk Voblast, sulla Dzvina: città di Marc Chagall e avanguardia nata attorno alla sua scuola (1918), con Kazimir Malevič, El Lissitzky e gruppo UNOVIS. Nei dipinti di Chagall, case, amanti, violinisti e animali volano sopra la città, trasformando ricordi della vita ebraica in paesaggi visionari. Festival musicale: Slavianski Bazaar.
LINGUA E CULTURA: Lingua: Bielorusso (беларуская мова, bielaruskaja mova), lingua slava orientale autonoma, affine a russo e ucraino, con 32 lettere cirilliche e suoni propri. Molti vocaboli condivisi col russo, ma differenze nette: «дзякуй» (dziakuj, grazie), contro «спасибо» (spasibo); «калі ласка» (kali laska, per favore/prego); «добры дзень» (dobry dzień, buongiorno); «сябар» (siabar, amico), contro «друг» (drug); «каханне» (kachannie, amore romantico); «мова» (mova, lingua), contro «язык» (jazyk). Lettera ў: suono simile alla w inglese; г: di norma fricativa, contro g occlusiva russa. Tipici akannie, pronuncia di molte vocali non accentate come a, e dzekannie, trasformazione di consonanti palatalizzate in affricate. Grammatica con casi, generi e aspetti verbali slavi. Ufficiali bielorusso e russo; quest’ultimo prevale in città e media. Molti cittadini dichiarano primo lingua materna pur usando secondo in famiglia. Trasianka: forme miste delle due lingue; nella Paliessie, parlate di transizione verso ucraino. Due tradizioni ortografiche: norma ufficiale e taraškievica, codificata (1918); presente anche alfabeto latino łacinka. Espressioni: «Будзьма!» (Budzma!, «siamo!»), brindisi e motto culturale; «Жыве Беларусь!» (Žyvie Belarus!, «Viva la Bielorussia!»), saluto patriottico legato anche all’opposizione democratica. Cultura: Società segnata da eredità sovietica, radici rurali, tradizioni slave e baltiche, influssi polacchi e lituani, memoria ebraica. Frontiere mutevoli hanno prodotto identità linguistiche e religiose intrecciate. Simboli storici: cavaliere della Pahonia e bandiera bianco-rosso-bianca, oggi legati soprattutto ai movimenti indipendentisti; bandiera statale rosso-verde. II GM, con villaggi distrutti, Shoah e resistenza partigiana, centrale nella memoria collettiva; Chornobyl (1986) contaminò vaste aree, trasformando ambiente, economia e vita sociale. Folklore: Kaliady, feste invernali con canti, maschere e visite augurali; Kupalle, rito estivo con fuochi, acqua, corone vegetali e ricerca del mitico fiore della felce, capace di rivelare tesori e segreti; Dziady, commemorazione degli antenati con offerte e rituali domestici. Spiriti popolari: damavik (casa), lesavik (bosco), rusalka (acque, spesso legata a morti inquieti). Massi, alberi e sorgenti conservano memorie sacre precristiane, poi assorbite dal cristianesimo. Religione: Prevale ortodossia, con comunità cattoliche, protestanti e greco-cattoliche. Civiltà ebraica, fondamentale nella vita urbana, quasi annientata dalla Shoah; restano cimiteri, sinagoghe, testimonianze di cultura yiddish e chassidica. Letteratura: Francysk Skaryna pubblicò Bibbia slava orientale (1517), fra prime grandi imprese tipografiche dell’area; Francišak Bahuševič difese lingua nazionale; Janka Kupala, Jakub Kolas e Maksim Bahdanovič svilupparono poesia e letteratura moderne. Vasil Bykaŭ esplora guerra, paura, tradimento e responsabilità morale; Uladzimir Karatkievič intreccia storia, gotico e mistero in La caccia selvaggia di re Stach. Svetlana Aleksievič (Nobel 2015), scrittrice di lingua russa, raccoglie testimonianze di sopravvissuti in Preghiera per Černobyl’ e Tempo di seconda mano, dando voce alle catastrofi sovietiche. Arte: Marc Chagall trasforma vita ebraica in visioni di amanti sospesi, violinisti, animali e villaggi fluttuanti; avanguardia di Vitebsk contribuì al suprematismo. Artigianato: lino, ricami geometrici, ceramica, paglia intrecciata; motivi di fertilità e protezione negli ornamenti. Musica: Canti rituali, polifonia, violino e cymbaly; Pesniary fonde folk e rock, N.R.M. valorizza lingua nazionale. Cucina: Patate, funghi, segale, cavoli fermentati; draniki (frittelle di patate), kalduny (ripieni), machanka (salsa con carne). Fiction: Come and See (1985), di Elem Klimov, racconta occupazione nazista attraverso sguardo di ragazzo, con violenza estrema e perdita dell’innocenza; In the Fog (2012), di Sergei Loznitsa, da Bykaŭ, affronta sospetto, tradimento e colpa nella resistenza. La caccia selvaggia di re Stach (film, 1979) unisce castelli, apparizioni e indagine razionale su antiche superstizioni. Risonanza 9.8: Bykaŭ e Aleksievič affrontano crisi morali e collettive attraverso scelte individuali e testimonianze contrastanti; Karatkievič esplora segreti, credenze e potere delle leggende; Chagall amplia spazio quotidiano in universo visionario. Memoria di guerra, persecuzioni e Chornobyl lega perdita, trasformazione e ricerca di significato. Multidimensionalità: Dziady conserva rapporto rituale con antenati; Kupalle unisce cicli naturali, fuoco, acqua e ricerca di conoscenze nascoste. Spiriti domestici, esseri dei boschi, rusalki e pietre sacre testimoniano concezioni di natura abitata da presenze invisibili. Pietra di Boris documenta incontro fra antichi culti e cristianesimo; croce perduta di santa Eufrosina unisce reliquie, sacralità e mistero storico. Figure sospese di Chagall e fantastico di Karatkievič offrono rappresentazioni di realtà oltre esperienza ordinaria.
Sigillo: “Se vai nel flusso libero di energia dell’amore e poi, quando il flusso è finito, inizi a interpretare e giudicare, questo equivale a un abuso di potere. Impiega il cerchio, usa i tuoi strumenti. Entra nel sogno e portalo sulla terra. Agisci come catalizzatore di energia in modo da stimolare il potenziale umano. Sta a te verificare quanto sei disposto a dare forma al tuo intento. Lavori per lo stesso intento o stai manipolando l’altro nel tuo intento afflitto. Trova un intento comune e concentrati costantemente su di esso. L’intento deve essere promosso continuamente mentre il processo di contaminazione è sempre in funzione. Questo intento deve essere coerente e tradotto in forme che tu definisci e crei, collaudi e condividi, in compagnia delle forze. Quando lo lasci fuori, si manipola”.
ATLANTE HANDORIANO: Stato di Vanjuli, Nation of Iemuriah: Sita nell’area centro-meridionale dello Stato, al confine con Yukal, questa Nazione è conosciuta per i suoi venti curativi e sensuali, che soffiano costantemente in due direzioni opposte, come un respiro in entrata e in uscita, chiamato il Respiro di Emuria (Iemuri Vozdukh). Rappresenta il paradiso handoriano, con particolare riferimento alla trinità di Virodh, sede del Jannah. Inoltre, la nazione è nota per le sue danze estatiche, che sottendono e sovrintendono i ritmi quotidiani dei suoi abitanti. La capitale è Ikabu, un’isola città a forma circolare, posta attorno alla vallata che copre l’intera circonferenza del Vulkan Ikah, all’interno del lago di Jungu, di cui occupa solo 1/5 della circonferenza. A Jumanah e Vimalesh si tengono i principali festival danzanti, oltre a quelli tenuti nella capitale. Vozdukh e Jetu Emuriah sono le l’aree in cui maggiormente si esprime il Respiro di Emuria, seguita dai centri precedenti. La nazione comprende le seguenti trinità, chiamate Voblasth. Paesaggio e cerchi: Territorio in gran parte pianeggiante, con campi, villaggi e ampie distese dall’aspetto comune. Grandi piazze accolgono raduni e danze estatiche che durano giorni, talvolta senza interruzione. Cerchi di ogni misura segnano luoghi pubblici, spazi sacri e punti di incontro; altri restano segreti. Molti sono del tutto sepolti: sotto campi o abitazioni giacciono architetture circolari, diamanti e opere complesse, senza ingressi né tracce visibili. La loro forma si rivela solo a chi possiede la facoltà di vederla. Iemuriah ha così due paesaggi: quello ordinario, aperto a tutti, e quello invisibile, che muta senso e valore di ogni luogo. Il Respiro di Emuria fu anche riprodotto in una registrazione durante una trance dance a Findhorn. Sigillo: “Il libero flusso dell’amore non va sottoposto a giudizio o piegato a fini personali. Cerchio e strumenti portano sogno ed energia nella vita concreta, con intento comune, forme create, provate e condivise. Quando intento viene meno, subentra la deriva”. 9-8-1 Jetu Jinesh: area di accesso ai percorsi interni, nota per cerchi di orientamento nei quali partecipanti entrano senza conoscere meta o durata del cammino. Scopo non è raggiungere punto prestabilito, ma riconoscere direzione comune prima di muoversi. 9-8-2 Jetu Vimarsh: sede di assemblee in cui ogni proposta viene prima danzata, poi discussa. Movimento rivela accordi e contrasti che parole possono celare; decisioni nascono solo quando gruppo trova ritmo condiviso. 9-8-3 Iah: grande piazza priva di centro segnato. Durante raduni, centro cambia secondo posizione dei danzatori, senza guida fissa; chi cerca di dominarlo perde contatto col ritmo. 9-8-4 Ishu, Jetu, Josh, Vasu: quattro centri legati a fasi distinte del lavoro rituale: ascolto, scelta, prova e azione. Percorso fra essi è usato per verificare se intento resta lo stesso passando dal sogno alla pratica. 9-8-5 Ikabu, Jugnu: capitale circolare nel lago Jungu, presso Vulkan Ikah. Vie curve e piazze favoriscono processioni danzanti; feste maggiori si svolgono lungo arco urbano, mentre Jugnu custodisce tradizioni legate all’acqua e al riflesso del vulcano nel lago. 9-8-6 Virodh (Jannah), Jalesh, Joseph, Viresh, Vibodh, Vedmah, Vyvikh, Vorokh: cuore paradisiaco della nazione. Jannah è luogo di unione fra estasi e vita comune, non rifugio fuori dal mondo. Virodh accoglie pratiche di riconciliazione fra impulsi opposti; Jalesh è legato all’acqua, Vibodh alla visione, Vyvikh alla dispersione, Vorokh agli accumuli. Qui si studia come forze discordi possano agire senza annullarsi. 9-8-7 Vozdukh, Voronah, Jumanah: Vozdukh è uno dei due poli maggiori del Respiro; Voronah ne segue variazioni e pause. Jumanah ospita immensa piazza dei festival, dove danze collettive proseguono per giorni, con gruppi che entrano ed escono dal cerchio senza fermarne il moto. 9-8-8 Vaikunth, Vimalesh, Vasilokh, Vpustuyu: Vimalesh è altro grande centro dei festival estatici. Vaikunth è legato alla beatitudine, Vasilokh alle forme rituali; Vpustuyu, «senza scopo», ospita pratiche senza meta dichiarata, nelle quali si rinuncia a produrre risultati per osservare quanto nasce spontaneo. 9-8-9 Idilliyah, Vierasieh, Jamillah: luoghi di incontro fra danza, canto e bellezza. Idilliyah è nota per cerimonie silenziose; Vierasieh per canti alternati fra gruppi distanti; Jamillah per danze in cui figure individuali si uniscono in disegni collettivi. 9-8-10 Indradhanu, Jayprakash, Vishwanath: Indradhanu è legato ai colori e alle forme della luce; Jayprakash alle visioni che sorgono durante danza; Vishwanath alla loro traduzione in opere condivise. Qui immagini emerse in trance vengono disegnate, costruite o messe alla prova, senza trattarle come verità assolute. 9-8-11 Vrassypnuyu, Vishvabandhu: Vrassypnuyu, «in tutte le direzioni», è luogo di dispersione rituale: partecipanti lasciano cerchio seguendo vie diverse. A Vishvabandhu tornano a confrontare esperienze, cercando quanto resta comune senza imporre identità di visioni. 9-8-12 Jetu Emuriah: secondo polo maggiore del Respiro, presso confine meridionale. Qui venti opposti sono al centro di pratiche di guarigione e danza in coppia: uno segue corrente entrante, altro quella uscente, poi ruoli si scambiano. Scopo è sostenere relazione senza possesso, mantenendo libertà di ciascuno e intento comune.
Riferimento Handoriano
Stato di Vanjuli, Nation of Iemuriah (JANNAH WARITH)
Sita nell’area centro-meridionale dello Stato, al confine con Yukal, questa Nazione è conosciuta per i suoi venti curativi e sensuali, che soffiano costantemente in due direzioni opposte, come un respiro in entrata e in uscita, chiamato il Respiro di Emuria (Iemuri Vozdukh). Rappresenta il paradiso handoriano, con particolare riferimento alla trinità di Virodh, sede del Jannah. Inoltre, la nazione è nota per le sue danze estatiche, che sottendono e sovrintendono i ritmi quotidiani dei suoi abitanti. La capitale è Ikabu, un’isola città a forma circolare, posta attorno alla vallata che copre l’intera circonferenza del Vulkan Ikah, all’interno del lago di Jungu, di cui occupa solo 1/5 della circonferenza. A Jumanah e Vimalesh si tengono i principali festival danzanti, oltre a quelli tenuti nella capitale. Vozdukh e Jetu Emuriah sono le l’aree in cui maggiormente si esprime il Respiro di Emuria, seguita dai centri precedenti. La nazione comprende le seguenti trinità, chiamate Voblasth.
9-8-1 Jetu Jinesh
9-8-2 Jetu Vimarsh
9-8-3 Iah
9-8-4 Ishu, Jetu, Josh, Vasu
9-8-5 Ikabu, Jugnu
9-8-6 Virodh (Jannah), Jalesh, Joseph, Viresh, Vibodh, Vedmah, Vyvikh (dislocation), Vorokh (heap).
9-8-7 Vozdukh, Voronah, Jumanah
9-8-8 Vaikunth, Vimalesh, Vasilokh, Vpustuyu (to no purpose).
9-8-9 Idilliyah, Vierasieh, Jamillah
9-8-10 Indradhanu, Jayprakash, Vishwanath
9-8-11 Vrassypnuyu (in all directions), Vishvabandhu
9-8-12 Jetu Emuriah
Provisional Territorial Units
D9-8: BELORUS, Minsk City (1); Minsk: Barysaw (2), Salihorsk (3), Maladzechna (4); Brest (7): Baranowichi (5), Pinsk (6), Kobryn (8); Vitsebsk (12), Polotsk (9), Navapolatsk (10), Orsha (11)
D9-8-1 BELORUS, Minsk City [Victory Square monument]
D9-8-2 BELORUS, Minsk Voblast, Barysaw
D9-8-3 BELORUS, Minsk Voblast, Salihorsk
D9-8-4 BELORUS, Minsk Voblast, Maladzechna
D9-8-5 BELORUS, Brest Voblast, Baranowichi
D9-8-6 BELORUS, Brest Voblast, Pinsk
D9-8-7 BELORUS, Brest Voblast, Brest
D9-8-8 BELORUS, Brest Voblast, Kobryn
D9-8-9 BELORUS, Vitsebsk Voblast, Polotsk [Boris stone] SCP231111
D9-8-10 BELORUS, Vitsebsk Voblast, Navapolatsk
D9-8-11 BELORUS, Vitsebsk Voblast, Orsha
D9-8-12 BELORUS, Vitsebsk Voblast, Vitsebsk
