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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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1.2 Ariete/Toro

1.2-copy-207x3001.2 (Ariete / Toro)

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Numero: 2. Gradi: 2½°-5° Ariete. Segni: Ariete/Toro. Case: I/II. Pianeti: Marte/Venere. Polarità: positiva/negativa. Elementi: fuoco/terra. Qualità: cardinale/fissa. Aspetto: semisestile. Fase: luna nuova/umida. Anatomia: testa, cervello, occhi; gola, collo, tiroide. Colori: rosso/rosso-arancione. Modulazione: Guerriero Appagato. HSS: dati non forniti. Spirito: Kahe Rata. PTU: Italia, Emilia-Romagna; Repubblica di San Marino. Lettere: A/N, B/O.

Pregi: audacia metodica, appagamento, capacità di godere delle proprie conquiste, consolidamento, determinazione, fascino, forza, pazienza, perseveranza, riposo del guerriero, risolutezza, temperamento. Rancori: abbandono, aggressività, antagonismo, attaccamento, brama, indisponibilità, invadenza, ostinazione, possessività, prepotenza, rudezza, testardaggine. Temi: determinazione, dilemma, fiducia, possessività. Individui rilevanti: .

Misuratori: risorse, beni e capitali; fonti di guadagno e spese; quinto fratello della madre, partner del secondo fratello, amici della madre, datore di lavoro del primo figlio, secondo fratello del padre o della madre del partner, madre o casa degli amici. 1-2, 12-3, 11-4, 10-5, 9-6, 8-7, 7-8, 6-9, 5-10, 4-11, 3-12.

Rilevanza: Sole in Ariete e Luna in Toro natali o in transito; Sole natale in Ariete o prima casa e Luna in transito in Toro o seconda casa e viceversa; collocazione di un pianeta natale o in transito nei gradi del binario.

Anatomia: testa (1) e bocca, gola, collo (2); lobo frontale destro, telencefalo, mesencefalo; 1ª falange pollice dorso destro.

Animali: cinghiale, ghiottone, ippopotamo, tasso, toporagno.

Minerali: avventurina, diamante, diaspro rosso, eliotropio, lepidolite, magnetite, malachite, smeraldo.

Piante: assenzio, brunella, primula, zenzero.

Mansione lunare (Ibn ‘Arabi): أَلِف, 1 Al Sharatain, The Two Signs, 0° Aries, The First Intellect, the Pen, Hamza & Alef, Divine Essence. Nomi di Dio: 2 الرحيم‎ ar-Raḥīm Il Compassionevole 

 

La manifestazione di ciò che vuoi prende forma dapprima nell’immaginazione. Poi si trasferisce nella realtà fisica mediante azioni costruttive. Qui la tua iniziativa è indispensabile. Allora comincia subito a immaginare e poi con calma poggia la prima pietra e poco dopo la seconda.

Il Sole in Ariete e la Luna in Toro espongono la prima differenziazione di Settore del sistema binario, per cui da 1.1 si passa a 1.2. I due luminari sono uno accanto all’altro, per certi versi ignari della loro minima distanza tanto sono ancora infiammati dalla loro precedente unione. Da un lato quindi la prossimità è solo estensione dell’unità, per cui non esiste distinzione di forma tra le parti, dall’altro è esplicita contiguità intesa a esaltare la distinzione e a evidenziare che la previa unità era solo provvisoria.

Nella sua espressione ordinaria, 1.2 attenua la veemenza impulsiva del precedente binario integrandola con un’esplicita consapevolezza delle circostanze pragmatiche. Lo slancio pionieristico seguita a essere assai impavido e pronunciato, sebbene in questo caso è presente pure la tendenza al contenimento dei rischi. L’interesse qui inoltre non è solo rivolto all’iniziativa avanguardista, all’invasione e alle relative operazioni di conquista, ma anche al consolidamento di quanto è stato assoggettato e al processo di edificazione. Il temperamento combattivo e irruente è moderato dall’emergenza periodica di una natura serena e premurosa che consente all’azione impavida di essere seguita da momenti di rilassamento e piacere. In particolare, si riduce qui l’impazienza a vantaggio della tenacia e della capacità di sostenere per maggiore tempo gli sforzi per la realizzazione di obiettivi a più lungo termine.

1.2 è associato allo stadio lunare crescente, che si evidenzia due giorni dopo il novilunio con il principio della Luna Umida, allorché i primi dettagli del potenziale della lunazione iniziano a emergere. Si tratta di una fase ricettiva, intesa a consolidare informazioni e a prepararsi per l’azione in armonia con l’intento luminoso emerso nei giorni precedenti. La domanda qui può essere: come posso dare forma alla mia visione in modo tangibile e riconoscibile per la realtà ordinaria? In che modo posso irradiarne ed estendere la luce? Questa luce è apportatrice di pace e gioia allorché lascia andare l’illusione della separazione.

Ariete e Toro sono in semisestile, un aspetto astrologico minore che, pur passando spesso inosservato, sottilmente riveste il potenziale del più grande riscatto. Il semisestile connette due segni conseguenti, per cui la sua successione immediata enfatizza il carattere più allucinante della separazione. Una linea arbitraria sancisce il confine inesistente tra un segno e l’altro. In virtù della sua irrealtà non è affatto possibile vedere questo confine, ma tuttavia è plausibile immaginarlo fino a credere fermamente che ci sia, tanto da renderlo poi reale pur nella sua inesistenza. Ecco allora che laddove prima c’era solo l’unità di un cerchio, adesso c’è l’Ariete e poi il Toro e così via. Così si dipana la separazione, all’uno segue il due e il viaggio del virus della frammentazione ha inizio. Da un lato c’è l’unità del cerchio nella sua interezza, dall’altro si delineano delle singole entità al suo interno che rivendicano una loro autonomia, che anelano a svilupparsi e realizzarsi separatamente.

In 1.2 ti trovi di fronte a un bivio, che celebra il confronto tra unità e separazione. Allora, in che modo procedere? Qui ti confronti con un dilemma radicale. “Il nostro dovere è cercare di diventare un essere realizzato e completo, un tutto autosufficiente, o al contrario quello di non essere altro che una parte del tutto, l’organo di un organismo?” domanda il sociologo Émile Durkheim[1].

1.2 rende esecutiva la separazione, attivando al contempo anche il suo processo di rilascio, il riconoscimento della presenza prioritaria del tutto. L’impulso dualistico di manifestazione prende piede con risolutezza e determinazione, sebbene mantenga un’andatura paziente e pacata, consapevole della coabitazione nella singolarità. Qui si esalta soprattutto la capacità riflessiva, il libero e metodico esercizio del dubbio rispetto a quanto s’impone come assoluto e scontato, per cui, usando le parole di Cartesio, “il dubbio è l’origine della saggezza” e cogito ergo sum, ossia poiché sono in grado di pensare, di riflettere, allora sono ed esisto.

La prima constatazione è che a livello materiale tutto è provvisorio, per cui non esiste alcuna certezza. Sebbene incessantemente siamo illusi dal mondo delle forme, riconosciuto come l’unica realtà possibile, siamo in grado di dubitare di esistere solo come materia. Da questa capacità di rendere oggettiva la dimensione fisica, di riflettere e dubitare sulla sua natura, così come su ogni altro aspetto della vita, deriva la constatazione di esistere a un altro livello, quello della mente, del pensiero.

1.2 da un lato è la chiave di volta per il recupero della tua identità extra-corporea e multidimensionale, dall’altro innesca il processo di separazione e l’isolamento nella realtà fisica. Qui la mente dualistica si mette all’opera e inizia a costruire in modo sistematico, senza sosta, mentre allo stesso tempo rimane indisturbata l’unità del piano precedente, che nemmeno si accorge della separazione in atto, appunto perché di fatto non è reale. L’immaginazione resta ancora libera e da qui l’invito del binario a usarla strenuamente.

In questo binario le condizioni per la manifestazione sono ottimali, poiché la Luna si trova assai a suo agio in Toro, il segno della sua esaltazione. Quindi, su quest’onda puoi agevolmente individuare sogni e obiettivi che ti stanno a cuore. Da un lato divampa l’entusiasmo per qualcosa di appassionante mentre dall’altro ci sono i limiti della realtà fisica e ordinaria. Qui si tratta di non permettere a questi ultimi di prevalere. Con 1.2 le restrizioni del mondo non possono soffocare i tuoi desideri ed occorre che tu trovi un modo per realizzare subito ciò che vuoi. Lo puoi fare senza indugi quando scegli di dare via libera all’immaginazione. In seguito, puoi con semplicità compiere un’azione dimostrativa a livello fisico. Per esempio, potresti assumere delle posture che rappresentano la realizzazione del tuo intento. Lascia che l’immaginazione si muova attraverso il respiro, il battito del cuore e ogni espressione del tuo corpo. Puoi anche fare un semplice disegno del tuo obiettivo, in maniera realista o astratta, o descriverlo a parole, trasformandolo in una canzone, un racconto, una poesia. Ciò che conta qui è dare forma a qualcosa che hai dentro rendendolo visibile fuori. Tutto inizia con una prima pietra, ricorda. Una volta che c’è la prima pietra, la seconda saprà dove inserirsi e così via. Qui è ancora una volta fondamentale ricordare che il fuoco arietino ha priorità sulla sfera materiale del Toro, per cui la costruzione sul piano fisico è solo una proiezione provvisoria e precaria di ciò che esiste nella sfera interiore e spirituale dell’immaginazione. L’espressione materiale della bellezza, della felicità e dell’amore servono a cogliere la visibilità e la percezione della realtà multidimensionale.

“Esiste una sola specie di amore,” scrive Ernst Jünger “al di là dello spazio e del tempo; tutti gli incontri sulla terra sono immagini, sono colori dell’unica e indivisibile luce”[2]. Compito dell’individuo è preservare a tutti i costi il rapporto con questa luce inscindibile. Tale proposito diventa purtroppo vano allorché l’umanità è ingoiata integralmente dalla gabbia fisica e ideologica della realtà consensuale. L’astrologia, come spiega Jünger nelle sue “riflessioni di un non astrologo sull’astrologia”[3], ha il pregio di porre al centro della sua indagine il rapporto tra ogni singolo uomo e il cosmo. Il momento di nascita di un essere umano rappresenta qui il sorgere di un nuovo mondo, indipendente da ogni ordine o cultura preesistente. “Qualsiasi dottrina affermi che l’uomo a priori nasce per lo Stato o per la società è una falsa dottrina. L’uomo nasce per vivere il proprio destino”[4].

L’intento di unità si disintegra sovente in Ariete, senza radicarsi nelle fondamenta del Toro. Ci sono forze finalizzate a impedire l’accesso a ciò che sembra minacciare la realtà separata. È raro che un intento luminoso riesca a raggiungere il secondo segno. Quando lo fa, giunge spesso ferito o immemore del contatto con l’intento originario. La quantità di paura e terrore che ha assorbito induce l’abbandono della sua vera motivazione, per cui non costituisce più una minaccia per la realtà consensuale.

1.2 comprende i segreti del passaggio da 1 a 2, ed è dotato di forte volontà e determinazione, che esemplifica anche con il rallentamento dell’attività del guerriero, quando il suo intento scende pazientemente a patti con la realtà fisica. Questa è una fase che richiede iniziativa, vigilanza, indulgenza e un’attitudine che si riassume nella locuzione latina festìna lente (affrettati lentamente), ossia la capacità di agire con prontezza e iniziativa, ma senza impulsività e con cautela. Scrive Ernst Jünger:

La caccia alla felicità conduce nel folto della boscaglia. La felicità vi deve entrare. Essa non si trova a suo agio fra gli impazienti; dovrebbe assomigliare alla preparazione che diviene sempre più bella. La vita non può avere fretta; deve rallentare, come avviene per i grandi fiumi che scorrono verso il mare [5].

 

BASE ASTROLOGICA: 1.2 relaziona Sole in S1, Ariete, a Luna in S2, Toro: S1 costituisce il campo archetipico dominante di origine, iniziativa, identità, volontà, energia, azione, conquista e apertura del ciclo, mentre S2 specifica questa funzione attraverso materializzazione, stabilizzazione, corpo, risorse, valori, sicurezza, piacere, continuità e costruzione. Ariete è segno di Fuoco, cardinale, positivo e governato da Marte; Toro è segno di Terra, fisso, negativo, governato da Venere; la relazione Fuoco–Terra unisce impulso e sostanza, mobilitazione e radicamento, iniziativa e consolidamento. La direzione S1→S2 indica che l’energia arietina costituisce il principio agente e il Toro ne determina il modo di manifestarsi: ciò che Ariete avvia, conquista o mette in movimento deve trovare nel Toro una forma stabile, concreta e abitabile. La qualità cardinale del primo Settore introduce il movimento, mentre la qualità fissa del secondo ne sostiene la durata; la polarità positiva del Sole tende all’estroversione, all’affermazione e all’intervento, mentre la polarità negativa della Luna riceve, contiene, assimila e stabilizza ciò che viene attivato. Marte governa S1 e Venere S2: secondo la direzione del Binario, Marte del primo Settore agisce su Venere del secondo, configurando il passaggio dalla volontà di agire alla capacità di valorizzare, possedere, proteggere e rendere durevole ciò che l’azione ha prodotto. Il semisestile fra Ariete e Toro, costituito da segni adiacenti, esprime una transizione sottile dalla prima individuazione alla sua prima concretizzazione: il confine fra i due segni è convenzionale, ma simbolicamente rappresenta il passaggio dall’Uno alla prima distinzione e dalla distinzione alla formazione di una realtà separata e riconoscibile. Le Case I e II corrispondono rispettivamente all’identità manifesta, al corpo, all’autonomia e all’orientamento individuale e alla gestione di corpo, beni, risorse, valori, denaro e sicurezza; la relazione I→II mostra quindi come l’identità e l’iniziativa debbano trasferirsi nella gestione concreta delle risorse necessarie alla loro manifestazione. La Luna in Toro è in esaltazione e rende particolarmente favorevole la ricezione, il consolidamento e la concretizzazione del potenziale lunare: l’urgenza arietina viene rallentata senza essere annullata, mentre la risposta emotiva tende a cercare stabilità, sostanza e soddisfazione. La fase lunare è quella della Luna Nuova umida, nei primi giorni successivi alla congiunzione: il potenziale appena concepito comincia a mostrare le proprie prime caratteristiche e richiede ricettività, attenzione e preparazione alla manifestazione. La Dwadashamsha del Sole occupa l’intervallo 2°30′–5° Ariete, cioè la seconda delle dodici suddivisioni di 2°30′ del segno, e va distinta dalla fase lunare; essa colloca il Sole oltre la prima emanazione del segno e introduce precisamente la prima differenziazione interna dell’Ariete. Il passaggio 1.1→1.2 conserva quindi la memoria dell’unità precedente ma inaugura la distinzione fra uno e due: la separazione viene sperimentata concretamente, mentre la sua realtà ultima rimane provvisoria. Sul piano multidimensionale, Ariete riconquista il territorio, prende posizione, affronta l’invasione e afferma il proprio no; Toro rende quel territorio stabile, lo costruisce e lo rende nuovamente abitabile. La collisione fra impulso e realtà materiale non deve essere eliminata, perché può diventare il punto di contatto attraverso cui la separazione viene riconosciuta e progressivamente ricondotta all’unità. L’immaginazione precede la forma: ciò che viene concepito interiormente può trasferirsi nel corpo e nella realtà attraverso postura, respiro, movimento, voce, arte, costruzione e altre forme concrete di espressione. La funzione unificante consiste nel trasformare iniziativa, coraggio e volontà in realizzazioni stabili senza perdere il rapporto con l’Intento; la funzione separante consiste nel trasformare l’iniziativa in aggressione, l’autonomia in egocentrismo e il bisogno di stabilità in possessività, ostinazione o identificazione con la materia. 1.2 è quindi il Binario della prima azione che diventa costruzione: l’Ariete inaugura, conquista e mobilita; il Toro riceve, consolida, valorizza e rende durevole.

TEMI ESTESI — 1.2: [1] Iniziativa e consolidamento: S1 esprime l’impulso ad agire e S2 la necessità di dare continuità e consistenza all’azione, trasformando l’avvio in una costruzione stabile. Unificante: l’iniziativa produce una forma concreta capace di durare. Separante: l’azione può arrestarsi nella rigidità del consolidamento o trasformarsi in attaccamento al risultato. [2] Coraggio e prudenza: il coraggio pionieristico di S1 incontra la cautela terrestre di S2, che contiene l’impulsività senza annullare la capacità di avanzare. Unificante: il rischio viene assunto con consapevolezza dei limiti e delle condizioni concrete. Separante: la prudenza diventa paura di procedere oppure il coraggio si trasforma in ostinazione. [3] Visione e costruzione: l’immaginazione e l’intento di S1 cercano in S2 una forma riconoscibile nella realtà fisica, secondo il processo per cui la prima pietra rende visibile il progetto interiore. Unificante: la visione si incarna senza perdere la propria origine. Separante: la costruzione materiale sostituisce la visione e diventa fine autonomo. [4] Conquista e radicamento: S1 conquista e recupera territorio, mentre S2 lo stabilizza, lo rende abitabile e ne consolida la presenza. Unificante: la conquista apre uno spazio che può essere custodito e sviluppato. Separante: la conquista degenera in invasione o il radicamento in possessività e immobilità. [5] Azione e continuità: l’impulso iniziale di S1 viene sostenuto dalla perseveranza di S2, creando il passaggio dall’inizio alla durata. Unificante: energia e resistenza cooperano nel mantenimento della direzione. Separante: l’alternanza fra impulso e arresto produce il movimento “vai-fermati-vai” e interrompe la continuità. [6] Forza e pazienza: la forza marziale di S1 viene modulata dalla lentezza, dalla resistenza e dalla pazienza di S2. Unificante: la forza acquista durata e capacità di sostenere il processo fino al risultato. Separante: la forza diventa aggressività oppure la pazienza si trasforma in inerzia e ostinazione. [7] Autonomia e possesso: l’autodeterminazione di S1 si confronta con la dimensione del possesso e delle risorse propria di S2. Unificante: l’autonomia permette di amministrare responsabilmente ciò che è stato conquistato e costruito. Separante: l’autonomia diventa egocentrismo e il possesso attaccamento, gelosia o controllo. [8] Prestazione e corpo: l’energia, la competitività e la capacità d’azione di S1 si esprimono attraverso il corpo concreto di S2, che diventa strumento di manifestazione e continuità. Unificante: il corpo sostiene l’azione e rende tangibile l’intento. Separante: la prestazione viene identificata con il valore personale o il corpo diventa oggetto di controllo e possesso. [9] Impulso e risorsa: l’impulso di S1 genera un movimento verso l’acquisizione e l’utilizzazione delle risorse di S2. Unificante: l’energia iniziale viene convertita in risorse concrete e disponibili per lo sviluppo. Separante: l’acquisizione delle risorse diventa accumulazione, avidità o dipendenza dalla sicurezza materiale. [10] Collisione e integrazione: la collisione fra S1 e S2 rappresenta l’incontro diretto fra separazione e unità, nel quale il conflitto può diventare punto di contatto e di ricomposizione. Unificante: l’urto rende possibile riconoscere ciò che era separato e trasformarlo in connessione. Separante: la collisione viene vissuta esclusivamente come opposizione e rafforza la separazione. [11] Separazione e appartenenza: S1 realizza la differenziazione e S2 costruisce un territorio nel quale l’identità differenziata può riconoscere nuovamente la propria appartenenza. Unificante: la separazione diventa una fase provvisoria attraverso cui si recupera la relazione con il tutto. Separante: l’isolamento viene considerato definitivo e il territorio costruito diventa un confine chiuso.

TEMI BASE — 1.2: [1] Iniziativa e consolidamento: trasformazione dell’impulso iniziale in realizzazione stabile; avvio contro dispersione e immobilizzazione. [2] Coraggio e prudenza: azione arietina regolata dalla verifica concreta; audacia contro precipitazione, prudenza contro inibizione. [3] Visione e costruzione: trasferimento dell’immaginazione nella forma; creazione concreta contro subordinazione della visione alla materia. [4] Conquista e radicamento: riconquista del territorio e sua stabilizzazione; sovranità contro appropriazione. [5] Azione e continuità: mantenimento della direzione nel tempo; perseveranza contro alternanza impulsiva o ostinazione. [6] Forza e pazienza: energia capace di durare e produrre; determinazione contro aggressività o irrigidimento. [7] Autonomia e possesso: gestione autonoma di beni e risorse; sovranità contro possessività. [8] Prestazione e corpo: incarnazione della capacità d’azione attraverso un corpo stabile e resistente; efficacia contro identificazione con la prestazione. [9] Impulso e risorsa: mobilitazione di risorse materiali a sostegno dell’iniziativa; impiego contro dispersione o accumulo sterile. [10] Collisione e integrazione: trasformazione del confronto in punto di contatto e ricomposizione; integrazione contro conflitto permanente o irrigidimento. [11] Separazione e appartenenza: esperienza della distinzione attraverso la costruzione di un territorio proprio; appartenenza senza perdita dell’unità contro isolamento e attaccamento.

TASSONOMIA 1.2: Esplorazione → esplorazione territoriale; ricognizione e sviluppo di nuovi territori. Conquista → acquisizione e consolidamento territoriale; acquisizione di risorse. Fondazione → costituzione di strutture stabili e insediamenti. Costruzione → costruzione materiale; realizzazione di strutture e infrastrutture. Protezione → protezione fisica di persone; protezione di beni e risorse. Intervento operativo → soccorso fisico; riparazione e ripristino materiale. Mobilitazione → mobilitazione di risorse materiali; organizzazione logistica di mezzi ed equipaggiamenti. Forza → applicazione della forza al corpo; attività fisiche di forza e resistenza. Combattimento → combattimento fisico; arti marziali. Medicina d’urgenza → stabilizzazione dei pazienti; trattamento dei traumi. Chirurgia → chirurgia traumatologica; trattamento e riparazione delle lesioni corporee. Ingegneria operativa → progettazione e costruzione di macchine; manutenzione di sistemi meccanici. Attività militare → gestione operativa di equipaggiamenti e materiali; logistica militare. Leadership → direzione di attività produttive; gestione operativa delle risorse.

PMF — 1.2: 1.2 esprime nel PMF il passaggio dall’impulso alla manifestazione concreta: S1 attiva l’Intento e S2 ne sostiene l’incarnazione nella CUA, trasformando l’energia iniziale in esperienza stabile senza confondere la forma con l’identità. Nella realtà omologata questo riguarda soprattutto corpo, territorio, risorse e costruzione di condizioni materiali; nella realtà ieratica tali contenuti possono essere rappresentati, trasformati e integrati simbolicamente, mentre nella realtà superna l’Intento può essere compiuto come creazione libera senza necessità di manifestazione fisica. Il movimento evolutivo consiste nel mantenere l’azione collegata all’IMC: la conquista diventa acquisizione consapevole, il possesso diventa gestione, la forza diventa capacità di sostenere il processo e la stabilità diventa continuità senza attaccamento. Sul piano dimensionale, l’esperienza può emergere nella dimensione corporea e sensoriale, essere elaborata attraverso emozione, sentimento e pensiero e aprirsi progressivamente a configurazioni multidimensionali; il passaggio fra realtà e dimensioni non implica abbandono della realtà omologata, ma integrazione delle diverse modalità dell’esperienza. La difficoltà specifica di 1.2 consiste nell’identificazione con la forma, con il corpo o con ciò che è stato conquistato; l’integrazione consiste nel riconoscere che la forma è manifestazione transitoria dell’Intento e che la stabilità autentica appartiene al Centro. Il lavoro del Binario conduce quindi dall’azione alla presenza, dalla separazione all’integrazione e dalla gestione della manifestazione al riconoscimento dell’Unità.

A COURSE IN MIRACLES: 1.2 esamina il passaggio dall’impulso iniziale alla sua traduzione concreta, ma nel linguaggio del Corso questo movimento non riguarda la costruzione materiale come fine in sé: riguarda la scelta di quale scopo attribuire a ciò che sembra accadere nel mondo. L’impulso arietino trova quindi nel perdono il modo di diventare stabile: non basta riconoscere l’errore, occorre mantenere la disponibilità a reinterpretarlo finché la percezione della separazione viene corretta. Il Corso presenta infatti il perdono come pratica concreta che libera dalla paura e dall’illusione, mentre lo Spirito Santo utilizza proprio ciò che appare nel mondo come mezzo per condurre dalla percezione alla conoscenza. In questa prospettiva, la coppia iniziativa–consolidamento trova una corrispondenza nella disponibilità iniziale a scegliere nuovamente e nella continuità dell’esercizio: il primo atto è la decisione di ascoltare un’altra guida, il secondo è lasciare che quella scelta trasformi progressivamente percezioni, relazioni e reazioni. La collisione con ciò che appare come attacco, minaccia o invasione non viene risolta mediante una controffensiva, ma riportata nella mente affinché possa essere perdonata; il conflitto esterno diventa così occasione per riconoscere la separazione come una costruzione percettiva. Anche il rapporto con il corpo assume una funzione precisa: il Corso considera il corpo una forma percettiva che può essere utilizzata diversamente quando ne viene modificato lo scopo; ciò che sembrava testimoniare separazione può diventare, attraverso il perdono, un mezzo di comunicazione e apprendimento. La relazione speciale offre un’applicazione ancora più concreta: una relazione fondata su possesso, bisogno e specialità può essere trasformata in relazione santa, senza necessariamente eliminarne la forma esterna. Il cambiamento consiste nello scopo che le viene attribuito. Così la stabilità di 1.2 non è attaccamento alla forma, ma perseveranza nel mantenere una scelta mentale: l’azione iniziale consiste nel rivolgersi allo Spirito Santo; la costruzione consiste nel permettere che quella nuova percezione si estenda alle relazioni e alle situazioni concrete. “L’Amore mi ha creato come se stesso”, “L’Amore non serba rancori” (L-pI:84) e 85

GNOSTICISMO: 1.2 considera nella gnosi il passaggio dalla separazione percepita alla ricerca concreta della propria origine spirituale. Nei sistemi gnostici la condizione umana è spesso descritta come una presenza del principio spirituale in un cosmo materiale segnato da ignoranza e limitazione; la conoscenza salvifica consiste nel riconoscere questa condizione e nel risvegliare la memoria dell’origine superiore. In molte cosmologie gnostiche, la formazione del cosmo materiale è collegata al Demiurgo, mentre la gnosi permette all’essere umano di riconoscere la propria estraneità rispetto all’ordine cosmico inferiore e di orientarsi nuovamente verso il Pleroma. Il movimento 1.2 emerge quindi nel rapporto fra riconoscimento e reintegrazione: la differenziazione diventa esperienza concreta, ma il territorio della materia non costituisce necessariamente la destinazione ultima. La conoscenza non rimane una semplice intuizione: diventa un processo di liberazione dalla dimenticanza, nel quale il soggetto recupera ciò che considera la propria autentica provenienza. Il tema della costruzione assume qui una forma ambivalente: il cosmo è una struttura ordinata e concreta, ma proprio questa struttura può diventare prigione quando viene scambiata per la realtà ultima. La tensione fra forma e origine, fra corpo e principio spirituale, fra appartenenza cosmica e provenienza trascendente rende 1.2 leggibile come esperienza della prima separazione: l’identità si riconosce distinta, entra nella condizione materiale e deve poi recuperare consapevolezza della propria appartenenza al tutto. Questa interpretazione riguarda alcune correnti gnostiche e non può essere applicata indistintamente a tutte le tradizioni chiamate “gnostiche”, che presentano cosmologie e antropologie differenti.

SCIAMANESIMO: 1.2 esplora nello sciamanesimo il recupero di un territorio, la sua protezione e il ristabilimento di una relazione operativa fra individuo, comunità, ambiente e dimensione spirituale. In molte tradizioni sciamaniche il praticante opera attraverso relazioni con spiriti, antenati e altre potenze, utilizzando stati alterati di coscienza per guarigione, orientamento, protezione o ristabilimento dell’equilibrio; le forme concrete variano considerevolmente fra culture e non costituiscono un sistema unico. La dinamica 1.2 emerge nel passaggio dall’esperienza di perdita o intrusione alla riconquista e stabilizzazione: il viaggio, l’incontro con la potenza alleata, il recupero di una componente perduta o l’allontanamento di ciò che viene percepito come nocivo non sono conclusivi finché il risultato non viene reintegrato nella vita ordinaria. Il tema della collisione trova una forma concreta nelle pratiche di confronto con potenze ostili o disordinate, mentre quello dell’appartenenza riguarda il ristabilimento dei legami con territorio, antenati, comunità e mondo spirituale. L’iniziazione sciamanica offre inoltre una configurazione forte del rapporto fra forza e pazienza: prove, crisi, morte simbolica e rinascita possono condurre alla costituzione di una nuova capacità operativa, che deve poi essere mantenuta e utilizzata per la guarigione e la protezione della comunità. La specificità di 1.2 sta quindi nel fatto che l’azione di recupero non termina con la conquista: ciò che è stato riconquistato deve essere reintegrato, custodito e reso nuovamente abitabile.

SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 1.2 esplora nelle spiritualità alternative il passaggio dall’intuizione o dal risveglio iniziale a una pratica capace di incarnare e consolidare l’esperienza. La ricerca spirituale non si esaurisce nell’apertura a una realtà diversa: richiede disciplina, continuità, trasformazione delle abitudini e capacità di dare una forma concreta a ciò che è stato riconosciuto interiormente. La tensione fra impulso e radicamento appare nella ricerca di un equilibrio fra esperienza immediata e pratica stabile, fra apertura a dimensioni non ordinarie e attenzione al corpo, al respiro, alla vita quotidiana e alle condizioni materiali dell’esistenza. Il tema della resa non implica passività, ma la rinuncia a imporre alla realtà un’immagine preconcetta, affinché l’esperienza possa trovare una forma più autentica. La tradizione teosofica offre un esempio di questo passaggio attraverso lo studio, la disciplina personale e l’applicazione della conoscenza spirituale alla vita concreta; la ricerca gnostica ed esoterica introduce inoltre il tema del recupero di una conoscenza perduta e della sua progre
Reshad Feild (3PrUp) (Hascombe, 15 aprile 1934) mistico, maestro spirituale, musicista inglese (The Springfields). “Allora qual è il passo che tutti i veri cercatori devono fare? È un passo incondizionato di resa. Prima o poi, se vogliamo veramente conoscere la verità, dobbiamo rinunciare a tutte le nostre nozioni precondizionate di ciò che pensiamo di volere”. Breathing Alive sviluppa il rapporto fra respirazione, presenza e trasformazione interiore: il respiro diventa una pratica concreta attraverso cui il ricercatore passa dall’aspirazione spirituale all’esperienza incarnata. La sua enfasi sulla resa alle proprie preconcepcioni si accorda con il movimento di 1.2 dall’impulso alla ricezione e dalla ricerca alla pratica.
T.C. Lethbridge (10) (Timberscombe, 23 marzo 1901) archeologo, parapsicologo, esploratore inglese; Ghost and Ghoul; ESP: Beyond Time and Distance; The Power of the Pendulum e ESP: Beyond Time and Distance testimoniano una ricerca orientata a rendere esplorabili fenomeni non ordinari mediante strumenti e procedure concrete. T.Welbourn, The Man Who Saw the Future.  
G.R.S. Mead (NpPv) (Londra, 22 marzo 1863) autore, editore inglese, membro della Società Teosofica; Plotinus; Pistis Sophia. La sua opera costituisce un ponte fra Teosofia, Ermetismo e Gnosticismo. In Pistis Sophia la caduta, il pentimento e la redenzione di Sophia forniscono una dinamica di separazione, riconoscimento e reintegrazione; Mead insiste inoltre sul carattere etico e trasformativo della gnosi, nella quale conoscenza, pentimento e liberazione sono collegati.
Montague Summers (Clifton, 10 aprile 1880) occultista, sedicente prete cattolico inglese; The History of Witchcraft and Demonology.
Constance Wachtmeister(contessa Wachtmeister) (28 marzo 1838) teosofa, amica intima di Helena Blavatsky. “H. P. B. and the Present Crisis in the Theosophical Society”, “Theosophy in Every-Day Life”, “Spiritualism in the Light of Theosophy”, “Practical Vegetarian Cookery”. La sua esperienza teosofica mostra il passaggio dalla ricerca di fenomeni spirituali alla loro interpretazione e integrazione in una disciplina di vita. Dopo avere studiato lo Spiritualismo, trovò nella Teosofia una cornice interpretativa e dedicò successivamente la propria attività alla diffusione pratica dell’insegnamento teosofico. Theosophy in Every-Day Life è particolarmente pertinente per il trasferimento della ricerca spirituale nella vita quotidiana; Spiritualism in the Light of Theosophy affronta invece il rapporto fra esperienza spiritica e interpretazione teosofica.

ASTROLOGIA: 1.2 considera l’astrologia come passaggio dall’impulso alla concretizzazione: l’iniziativa della prima Casa deve trovare nella seconda Casa continuità, risorse, valori e una forma stabile. La relazione Ariete–Toro mostra quindi il trasferimento dell’identità e dell’azione nella gestione del corpo, dei beni, del denaro e delle capacità necessarie a sostenere ciò che è stato avviato. La prima Casa inaugura, mentre la seconda consolida: l’energia non viene più soltanto mobilitata, ma conservata, utilizzata e resa produttiva. In questa prospettiva, la prudenza taurina non nega l’audacia arietina, ma la rende sostenibile; il rischio opposto è che la stabilizzazione diventi attaccamento, possessività o identificazione con ciò che è stato conquistato. L’astrologia delle Case offre quindi un linguaggio particolarmente preciso per descrivere il passaggio dall’identità all’autosufficienza materiale e dalla conquista alla gestione delle risorse.
Howard Sasportas (10) (Hartford, 12 aprile 1948) astrologo statunitense; The Twelve Houses (1985; Le dodici case) approfondisce le Case come campi concreti dell’esperienza individuale e distingue le Case angolari, succedenti e cadenti secondo differenti funzioni dell’energia; alle Case succedenti attribuisce precisamente la funzione di stabilizzazione e concretizzazione. La trattazione della II Casa, collegata a risorse, valori, denaro, corpo e capacità di costruire sicurezza, offre un riferimento diretto per la dinamica I→II di 1.2.

CRISTIANESIMO: 1.2 esplora il passaggio dalla fede nella rivelazione alla sua incarnazione nella vita concreta, secondo una dinamica già inscritta nel Nuovo Testamento: il Verbo si fa carne (Gv 1,14), Gesù non separa l’ascolto dalla pratica della sua parola, come nella parabola della casa costruita sulla roccia (Mt 7,24-27; Lc 6,46-49), e la Lettera di Giacomo afferma che la fede senza le opere è morta (Gc 1,22; 2,14-26). L’unità cristica trova quindi la propria verifica nella molteplicità delle azioni, delle relazioni e delle opere di misericordia: la parola ricevuta deve diventare comportamento, servizio e trasformazione dell’esistenza. La stessa dinamica appare nel comandamento dell’amore, che unisce l’amore di Dio e quello del prossimo (Mt 22,37-40), e nella lavanda dei piedi, dove Cristo traduce concretamente il proprio amore in un gesto di servizio (Gv 13,12-15). L’Incarnazione costituisce così il punto teologico decisivo: ciò che viene da Dio entra nella realtà corporea e storica senza cessare di essere divino; la fede non rimane un principio astratto, ma assume forma nella vita. Anche la tradizione cristiana antica insiste su questa coerenza fra confessione e condotta: la Didaché organizza la vita del credente intorno alle “due vie”, quella della vita e quella della morte, mentre la Lettera di Giacomo lega esplicitamente la fede all’azione concreta verso chi è nel bisogno. In 1.2 il cristianesimo può quindi essere letto come unità cristica che diviene forma praticabile dell’esistenza, senza separare interiorità e azione, contemplazione e servizio, fede e opere.

CATTOLICESIMO: 1.2 considera il cristianesimo cattolico come passaggio dall’unità originaria in Cristo alla sua incarnazione nella concretezza sacramentale, ecclesiale e quotidiana. Il punto centrale è l’Incarnazione: il Verbo non rimane principio trascendente, ma assume una natura umana reale (Gv 1,14), entra nella storia, nel corpo, nel lavoro, nella sofferenza e nella morte. La logica dell’Incarnazione prosegue nell’Eucaristia, nella quale Cristo non viene soltanto ricordato ma reso sacramentalmente presente e comunicato concretamente ai fedeli: il Catechismo definisce l’Eucaristia “fonte e culmine di tutta la vita cristiana” e la presenta come il punto nel quale l’azione santificante di Dio e il culto umano si incontrano. La dinamica di 1.2 emerge quindi con particolare chiarezza nel rapporto fra Parola e sacramento: la Parola ascoltata diventa realtà liturgica, il sacramento diventa comunione e la comunione deve diventare vita. La contemplazione stessa non viene concepita come evasione dall’azione: il Catechismo afferma che la preghiera contemplativa partecipa al mistero di Cristo affinché la carità si manifesti negli atti. La tradizione cattolica costruisce perciò una continuità fra interiorità e comportamento attraverso un insieme concreto di pratiche: Messa domenicale, Liturgia delle Ore, preghiera personale, confessione, comunione, digiuno, penitenza, opere di misericordia, servizio ecclesiale e carità. I precetti della Chiesa rendono esplicita questa trasformazione della fede in una disciplina concreta del tempo e del corpo: partecipazione all’Eucaristia, riconciliazione, comunione pasquale, santificazione delle feste, digiuno e sostegno materiale della Chiesa. La tradizione monastica costituisce un’altra espressione radicale di questa dinamica: la contemplazione dell’unità divina viene tradotta in una forma stabile di vita mediante regola, orario, lavoro, preghiera, obbedienza e servizio. La stessa struttura appare negli ordini mendicanti, nelle confraternite, nelle opere educative e assistenziali e nelle forme moderne di apostolato dei laici. Con il Vaticano II questa dimensione viene estesa esplicitamente alla vita ordinaria: Lumen gentium afferma che i laici cercano il Regno di Dio “trattando le cose temporali” e ordinandole secondo Dio, operando dall’interno del mondo come lievito; famiglia, professione, cultura, attività sociale e responsabilità civili diventano quindi luoghi di santificazione. La santità cattolica non consiste pertanto soltanto nell’unione contemplativa con Dio, ma nella trasformazione progressiva dell’esistenza attraverso tutte le sue dimensioni: la carità ricevuta deve diventare carità praticata, la grazia deve informare le opere, la comunione con Cristo deve produrre servizio. In questa prospettiva anche la figura dei santi esprime concretamente 1.2: l’esperienza dell’unione con Dio viene tradotta in regole, istituzioni, opere di misericordia, educazione, assistenza, missione e trasformazione dell’ambiente umano. La formula cattolica della fede vissuta assume così una struttura dinamica nella quale l’unità cristocentrica non viene dispersa nella molteplicità delle attività, ma trova proprio nelle attività concrete il proprio campo di manifestazione.
Cristina di Lagopesole (Calitri, 18 aprile 1942) poetessa, scrittrice, religiosa, eremita italiana; I canti di Lagopesole. La sua produzione spirituale comprende una dimensione liturgica e contemplativa nella quale la preghiera viene organizzata secondo un ritmo quotidiano e la riflessione eucaristica porta la contemplazione nel vissuto concreto.
Angela Merici (Desenzano del Garda, 21 marzo 1474) religiosa italiana, fondatrice della Compagnia delle dimesse di sant’Orsola, santa cattolica; la Regola, i Ricordi e il Testamento traducono l’unione con Cristo in una disciplina concreta di vita; la Regola insiste sulla perseveranza, sulla prudenza e sulla traduzione della carità in comportamenti misurati, mentre il Testamento affronta anche bisogni spirituali e materiali della comunità e il loro governo pratico. Julien Ries: la sua ricerca sullo gnosticismo è storico-religiosa e comparativa, non gnostica; nel suo studio sui rapporti fra gnosticismo e cristianesimo analizza precisamente il problema della formazione e dell’interpretazione delle correnti gnostiche, collocandole nel confronto storico con il cristianesimo.
Julien Ries (Arlon, 19 aprile 1920) storico delle religioni, cardinale belga, Gnose, gnosticisme, manichéisme.
Henri Stéphane (André Gircourt) (Nancy, 15 aprile 1907) sacerdote cattolico francese, Introduction à l’ésotérisme chrétien; la sua prospettiva collega esoterismo cristiano, metafisica e simbolismo, con influenze esplicite di René Guénon e Frithjof Schuon e con un interesse per l’Ortodossia e la teologia delle icone; la sua ricerca costituisce quindi un caso significativo di elaborazione simbolico-metafisica del cristianesimo dall’interno della biografia sacerdotale cattolica, pur senza identificarsi con il magistero cattolico.

PROTESTANTESIMO: 1.2 esplora nel protestantesimo il rapporto fra fede ricevuta, Parola ascoltata e vita trasformata, con una particolare attenzione al passaggio dalla giustificazione alla santificazione e alla vocazione concreta del credente. La Riforma parte dalla centralità della Parola e della fede, ma non interpreta la fede autentica come semplice adesione teorica: la fede viva produce necessariamente frutti nella vita. La Lettera di Giacomo fornisce il riferimento biblico più diretto, opponendo alla fede puramente dichiarata una fede che si manifesta nelle opere (Gc 2,14-26); Paolo, nello stesso tempo, afferma che i credenti sono creati in Cristo “per le opere buone” (Ef 2,10). La caratteristica protestante consiste però nel mantenere distinta la causalità: le opere non producono la giustificazione, ma scaturiscono dalla fede già ricevuta. La Confessione di Augusta e la tradizione luterana insistono precisamente su questa successione: la fede riceve la grazia e dalla fede rinnovata procedono le opere; la Formula di Concordia afferma che fede e opere sono inseparabili, pur non avendo la stessa funzione nella salvezza. Questo costituisce una declinazione molto precisa di 1.2: l’unità della fede non viene sostituita dalle opere, ma diventa operativa attraverso di esse. Un secondo campo fondamentale è quello della vocazione. La Riforma valorizza il lavoro quotidiano, la famiglia, la professione e le responsabilità civili come luoghi nei quali il cristiano esercita la propria vocazione davanti a Dio. L’azione concreta non è quindi un livello inferiore rispetto alla vita spirituale, ma il luogo ordinario nel quale la fede produce i suoi frutti. Nel luteranesimo questo principio si collega alla dottrina della vocazione e al servizio del prossimo: il cristiano non deve cercare necessariamente una separazione dal mondo per vivere la fede, ma può servire Dio precisamente attraverso i compiti ricevuti nella vita ordinaria. Nell’anglicanesimo la stessa dinamica assume una forma liturgico-sacramentale molto evidente: il principio lex orandi, lex credendi lega inseparabilmente il modo di pregare al modo di credere, mentre il Book of Common Prayer organizza la fede attraverso una pratica regolare di preghiera, lettura biblica, confessione, comunione e vita ecclesiale. Anche i sacramenti vengono descritti come segni esteriori e visibili di una grazia interiore e spirituale, dunque come realtà nelle quali l’invisibile viene effettivamente tradotto in un atto corporeo e comunitario. L’articolo anglicano sulle buone opere formula con particolare chiarezza la dinamica: le opere non eliminano il peccato né acquistano la giustificazione, ma sono frutti della fede e rendono riconoscibile una fede viva come un albero dai suoi frutti. Nei diversi rami protestanti, dunque, 1.2 si manifesta attraverso la trasformazione della fede in condotta: predicazione che diventa conversione, lettura biblica che diventa discernimento, culto che diventa vita, vocazione che diventa servizio, fede che diventa opera. Anche i movimenti evangelici e pietisti accentuano questo passaggio attraverso conversione personale, disciplina della vita, studio biblico, preghiera, comunità fraterna, missione e assistenza sociale. La dimensione missionaria porta poi la fede fuori dall’assemblea: evangelizzazione, scuole, ospedali, società bibliche, opere filantropiche e movimenti di riforma sociale costituiscono forme nelle quali la convinzione religiosa viene trasferita nella realtà storica. In questo senso il protestantesimo sviluppa 1.2 attraverso una forte responsabilizzazione del singolo: l’unità della fede deve diventare una forma verificabile dell’esistenza, non attraverso l’accumulo di opere meritorie, ma attraverso la loro necessità come frutto della grazia.
William Ellery Channing (Newport, 7 aprile 1780) teologo statunitense predicatore dell’unitarianismo. “proclamare un Dio da temere. Ci viene sì detto di amare e imitare Dio, ma anche di riconoscere che Egli fa le cose che considereremmo più crudeli in qualsiasi genitore umano, se lui portasse in vita i suoi figli totalmente depravati e poi li perseguitasse con una punizione eterna”.

ORTODOSSIA: 1.2 considera nell’Ortodossia il passaggio dall’Incarnazione di Cristo alla trasfigurazione concreta dell’essere umano, secondo una dinamica nella quale il divino entra realmente nell’umano senza annullarne la natura. L’Incarnazione è qui il fondamento assoluto: il Figlio è veramente Dio e veramente uomo, con una piena natura divina e una piena natura umana; la tradizione ortodossa lega questa unione alla possibilità stessa della salvezza e della deificazione dell’uomo. Il punto decisivo di 1.2 è quindi la continuità fra ciò che Cristo è e ciò che l’essere umano è chiamato a diventare: l’Incarnazione non rimane un evento isolato nel passato, ma apre la partecipazione dell’uomo alla vita divina. La dottrina della theosis esprime precisamente questo processo: attraverso Cristo e nello Spirito Santo l’essere umano viene realmente trasformato e reso partecipe della vita di Dio, senza cessare di essere creatura. La tradizione di san Massimo il Confessore, san Simeone il Nuovo Teologo e san Gregorio Palamas sviluppa questa concezione della deificazione come esperienza concreta della comunione con Dio. La liturgia costituisce il luogo privilegiato nel quale questa dinamica viene resa corporea e comunitaria: l’Incarnazione viene celebrata attraverso immagini, canto, gesto, processione, incenso, pane, vino, acqua, olio, prosternazioni e partecipazione fisica dei fedeli. L’iconografia costituisce un’espressione particolarmente precisa del rapporto fra unità spirituale e manifestazione concreta: proprio perché il Verbo è realmente diventato carne, Cristo può essere raffigurato; il VII Concilio ecumenico difende quindi la venerazione delle icone in rapporto diretto con la realtà dell’Incarnazione. La liturgia ortodossa non separa inoltre culto e trasformazione personale: digiuno, preghiera, vigilanza, elemosina e disciplina ascetica costituiscono una preparazione concreta alla partecipazione sacramentale e alla progressiva purificazione dell’essere umano. L’ascetismo non è dunque rifiuto del corpo, ma esercizio attraverso il quale corpo, desiderio, volontà e comportamento vengono ricondotti all’orientamento verso Dio. Un elemento particolarmente significativo è la concezione della synergia: la grazia divina non annulla la libertà umana, ma richiede la cooperazione dell’uomo. La tradizione ortodossa interpreta l’Annunciazione stessa attraverso il libero consenso di Maria, il suo “fiat”, come partecipazione umana all’evento dell’Incarnazione. Questo introduce una dinamica molto precisa di 1.2: l’iniziativa divina entra nella realtà umana e diventa efficace attraverso una risposta concreta della volontà. La stessa struttura si ripresenta nella vita sacramentale, nella preghiera e nella pratica delle virtù. La tradizione esicasta porta questa dinamica fino alla preghiera del cuore: l’invocazione del nome di Gesù, la vigilanza sui pensieri, la respirazione, la postura corporea e la disciplina ascetica convergono verso una trasformazione integrale della persona. Anche la venerazione delle icone, il calendario liturgico e il ciclo delle feste traducono la fede in una struttura concreta del tempo e dello spazio. L’Ortodossia sviluppa quindi 1.2 non tanto attraverso una separazione fra dottrina e pratica, quanto attraverso la trasformazione della dottrina in esperienza liturgica, ascetica e sacramentale: l’unità divina e cristica viene continuamente incarnata nel corpo, nella preghiera, nella comunità e nella materia, fino alla partecipazione dell’essere umano alla vita divina.

ISLAM: 1.2 esamina nell’Islam il passaggio dalla fede nell’unità di Dio alla sua traduzione concreta nella condotta, nella legge, nel culto e nella vita comunitaria. Il riferimento coranico più preciso è al-Baqara 2,177, dove la rettitudine non viene identificata con un solo atto rituale o con un orientamento esteriore, ma con una configurazione integrale della persona: fede in Dio, nell’Ultimo Giorno, negli angeli, nel Libro e nei profeti, elemosina, preghiera, zakat, mantenimento delle promesse e perseveranza nelle difficoltà. La fede viene quindi immediatamente collegata a corpo, denaro, relazioni, responsabilità, parola data e capacità di perseverare. Anche al-Mā’ida 5,2 ordina di cooperare nella rettitudine e nella pietà e di non cooperare al peccato e all’aggressione, introducendo una dimensione comunitaria e operativa della religione. I cinque pilastri strutturano ulteriormente questo passaggio: shahāda come affermazione dell’unità divina, ṣalāt come sua attuazione ritmica nel corpo e nel tempo, zakāt come traduzione della fede nel rapporto con i beni e con i poveri, ṣawm come disciplina concreta del desiderio e ḥajj come trasformazione rituale dello spazio, del movimento e della comunità. La nozione di islām, nella sua stessa radice semantica di consegna e sottomissione a Dio, trova così una forma pratica nella ʿibāda, mentre la taqwā non consiste soltanto in una disposizione interiore ma informa le decisioni e gli atti. Nel sufismo questa dinamica viene ulteriormente interiorizzata attraverso tazkiya al-nafs, dhikr, disciplina spirituale e formazione del carattere: l’unità divina viene assunta come principio di trasformazione dell’ego e deve produrre comportamenti, relazioni e qualità morali corrispondenti. La tradizione sufi può quindi accentuare proprio il movimento dall’esperienza interiore alla trasformazione concreta, senza separare sharīʿa, ṭarīqa e ḥaqīqa: la pratica esteriore costituisce il fondamento, il percorso spirituale ne approfondisce l’assimilazione e la realtà divina ne costituisce il compimento. In questa prospettiva 1.2 appare anche nella relazione fra ʿilm e ʿamal, conoscenza e azione: sapere ciò che è vero deve modificare il modo di vivere. Aggiunta: Laurence Galian: Beyond Duality: The Art of Transcendence sviluppa una prospettiva sufi centrata sul superamento delle polarizzazioni concettuali e sull’apertura all’incertezza come condizione di trasformazione; la sua appartenenza all’Ordine Halveti-Jerrahi e la sua attività di divulgazione del sufismo rendono pertinente a 1.2 il rapporto fra trascendenza della dualità e reintegrazione dell’esperienza concreta. Aggiunta: Habib Umar bin Hafiz: la formazione di Dār al-Mustafā organizza esplicitamente l’insegnamento intorno a tre dimensioni, ʿilm (conoscenza), sulūk (percorso e disciplina spirituale) e tablīgh (trasmissione e predicazione), integrandole nella formazione degli studenti. La scuola di Tarim presenta quindi una forma particolarmente pertinente a 1.2: conoscenza religiosa, disciplina dell’anima e trasmissione nella comunità vengono mantenute in continuità. La ricerca sul movimento di Habib Umar mostra inoltre l’importanza di recitazioni collettive, poesia sufi, celebrazioni profetiche, pellegrinaggi ai luoghi dei santi e formazione morale; lo stesso Habib Umar avrebbe descritto il sufismo impartito ai discepoli primariamente come morale e autodisciplina spirituale, evitando di farne una speculazione metafisica.

Laurence Galian (5PiSr) (New York, 5 aprile 1954) derviscio statunitense dell’Ordine Halveti-Jerrahi; Beyond Duality: The Art of Transcendence; Alien Parasites: 40 Gnostic Truths To Defeat The Archon Invasion! “È meglio vivere in uno stato di perplessità e fluidità, come l’acqua, che vivere in uno stato indurito e dottrinale di credere di sapere tutto”; L’incertezza, il vuoto, è il luogo perfetto da cui creare. È il posto dove puoi reinventarti”.
Habib Umar bin Hafiz (عمر بن حفيظ) (27 maggio 1963) insegnante sufi yemenita, fondatore del Dar al-Mustafa Islamic seminary.

EBRAISMO: 1.2 considera l’ebraismo come una tradizione nella quale l’unità di Dio viene tradotta in una forma concreta di alleanza, comandamento e vita quotidiana. Lo Shemà (Dt 6,4-9) stabilisce l’unicità di Dio e immediatamente collega questa confessione all’amore, alla memoria, all’insegnamento ai figli e all’incorporazione della Torah nella vita domestica e quotidiana. La Torah non rimane quindi una conoscenza teorica: l’alleanza viene resa operativa attraverso le mitzvot, che organizzano il tempo, l’alimentazione, il corpo, il lavoro, la famiglia, le relazioni economiche e la giustizia sociale. La dinamica è particolarmente evidente nel Deuteronomio, dove ascolto, amore e osservanza sono costantemente associati: conoscere la volontà divina implica metterla in pratica. Anche il profeta Michea sintetizza la religione in termini concreti: praticare la giustizia, amare la misericordia e camminare umilmente con Dio (Mi 6,8). La dimensione rituale e quella etica non sono quindi due ambiti separati: lo Shabbat traduce nel tempo la santità, la tzedakah traduce nella gestione delle risorse la responsabilità verso il prossimo, le norme alimentari traducono l’appartenenza religiosa in pratiche corporee e le feste trasformano la memoria della storia sacra in esperienza comunitaria ricorrente. La tradizione rabbinica porta questa logica a una grande precisione casistica: il principio generale viene continuamente trasferito nelle circostanze particolari della vita. La pratica delle mitzvot diventa così una forma di santificazione del quotidiano. La tradizione chassidica aggiunge una dimensione interiore nella quale anche l’azione ordinaria può diventare avodah, servizio di Dio: il compito non consiste nell’abbandonare il mondo, ma nel ricondurre le attività concrete alla consapevolezza della presenza divina. Una formulazione contemporanea della tradizione ebraica descrive proprio il processo mediante il quale le mitzvot, integrate nelle abitudini quotidiane, modificano relazioni, casa, lavoro e comportamento, fino a trasformare la pratica religiosa in servizio. 1.2 si manifesta quindi nell’ebraismo attraverso il passaggio dall’unità dell’Alleanza alla molteplicità dei comandamenti: un unico Dio, un’unica Torah e un’unica relazione di alleanza vengono articolati in una rete concreta di atti ripetuti, responsabilità e scelte. La tensione fra principio unitario e molteplicità normativa non costituisce una contraddizione, ma il modo stesso nel quale l’ebraismo rende presente l’alleanza nella vita.

BUDDHISMO: 1.2 esamina il buddhismo attraverso il passaggio dalla comprensione della natura della sofferenza alla pratica concreta capace di interromperne le cause. Le Quattro Nobili Verità stabiliscono una struttura nella quale diagnosi, causa, cessazione e via sono inseparabili: comprendere dukkha conduce all’individuazione della brama e dell’ignoranza, mentre la cessazione richiede un percorso effettivamente praticato. Il Nobile Ottuplice Sentiero costituisce quindi una delle espressioni più nette di 1.2: una visione corretta viene tradotta in intenzione corretta, parola corretta, azione corretta, retta sussistenza, retto sforzo, consapevolezza e concentrazione. Non si tratta semplicemente di possedere una dottrina sul risveglio, ma di trasformare progressivamente pensiero, parola, corpo, professione, attenzione e stati mentali. Il rapporto fra visione e pratica è ulteriormente espresso dalla paṭiccasamuppāda, l’origine dipendente: i fenomeni sorgono in relazione a condizioni e possono essere modificati intervenendo sulle condizioni che li alimentano. La pratica buddhista assume quindi una forma processuale: osservare il sorgere della brama, riconoscere l’attaccamento, interrompere le reazioni automatiche e coltivare intenzioni non nocive. Anche i precetti morali costituiscono un passaggio dalla comprensione alla condotta: non uccidere, non prendere ciò che non è dato, evitare la condotta sessuale dannosa, la menzogna e l’intossicazione diventano esercizi concreti di trasformazione. La meditazione, a sua volta, non è separata dall’azione etica: attenzione e concentrazione modificano progressivamente il modo in cui il praticante percepisce e reagisce alla realtà. Nel Mahāyāna, la bodhicitta porta ulteriormente questa dinamica verso l’azione compassionevole: il risveglio personale viene inseparabilmente associato al beneficio degli esseri senzienti e alla pratica delle pāramitā, nelle quali saggezza e compassione diventano condotte concrete. Zen, Theravāda e tradizioni Vajrayāna sviluppano modalità differenti di questa integrazione, ma conservano la struttura fondamentale: la comprensione deve essere verificata nella pratica e la pratica modifica progressivamente la comprensione. 1.2 assume dunque nel buddhismo una forma meno centrata sulla relazione fra un principio divino e la sua incarnazione e più centrata sulla trasformazione verificabile della mente e dell’agire: dalla visione alla disciplina, dalla disciplina alla consapevolezza, dalla consapevolezza alla liberazione.

INDUISMO: 1.2 considera nell’induismo il rapporto fra principio spirituale, dharma e azione concreta, con una particolare evidenza nella Bhagavad Gītā. Il problema di Arjuna è precisamente come tradurre una comprensione spirituale in una decisione e in un’azione: Krishna non gli propone l’inattività, ma un modo diverso di agire, nel quale il dovere viene compiuto senza attaccamento ai frutti. Il Karma Yoga costituisce quindi una formulazione esemplare di 1.2: l’azione non viene abbandonata, ma trasformata mediante il distacco, la consapevolezza e l’offerta a Dio. La Gītā sviluppa inoltre la relazione fra karma, jñāna e bhakti, evitando di ridurre la realizzazione spirituale a una sola modalità; la tradizione esegetica evidenzia il carattere complementare di azione, conoscenza e devozione. Nel capitolo III la necessità dell’azione viene contrapposta all’inazione: il problema non è agire o non agire, ma agire secondo il dharma senza essere dominati dal desiderio del risultato. Questo rende particolarmente precisa la relazione 1.2 fra impulso e consolidamento: l’energia deve trovare una forma disciplinata, appropriata e sostenibile. Il svadharma collega inoltre l’azione alla situazione concreta dell’individuo: il compito spirituale non consiste necessariamente nell’abbandonare il proprio posto nel mondo, ma nel trasformare il modo in cui lo si occupa. Il seva, servizio disinteressato, porta questa impostazione nella pratica quotidiana, trasformando il lavoro e il servizio agli altri in disciplina spirituale. Il Bhakti Yoga sviluppa la stessa dinamica sul piano devozionale: ricordare, ascoltare, cantare, pregare, adorare, servire e dedicarsi al divino trasformano la devozione in una serie di atti concreti. Anche il Patañjali Yoga organizza il passaggio dal principio alla pratica attraverso disciplina (tapas), studio di sé e delle Scritture (svādhyāya), devozione a Īśvara (īśvara-praṇidhāna), posture, respiro, controllo dei sensi, concentrazione e meditazione. L’induismo presenta quindi numerose forme di 1.2: la conoscenza del principio deve diventare disciplina; il dharma deve diventare azione; la devozione deve diventare servizio e rituale; la conoscenza dell’ātman deve produrre una trasformazione del rapporto con l’azione e con i suoi frutti. Nella Gītā, infine, il punto decisivo è che l’azione non viene semplicemente opposta alla liberazione: può diventare precisamente il luogo nel quale la liberazione viene perseguita, quando viene compiuta con conoscenza, disciplina, devozione e distacco.

MITOLOGIA: 1.2 esplora il tema della prima differenziazione come passaggio dall’unità originaria alla separazione, alla prova e alla ricomposizione in una forma nuova. Numerosi miti di tradizioni differenti rappresentano questa dinamica attraverso discesa e ritorno, perdita e recupero, morte e rigenerazione, oppure attraverso l’acquisizione di una conoscenza che deve poi essere tradotta in una nuova condizione dell’esistenza. Nel mito mesopotamico di Inanna, la discesa nel mondo infero comporta la progressiva spoliazione della dea, la morte rituale e la successiva restituzione alla vita: l’attraversamento della separazione produce una trasformazione irreversibile e richiede un nuovo equilibrio fra mondi. Nel mito egizio di Osiride, la distruzione del dio e la ricomposizione del suo corpo da parte di Iside aprono una continuità fra morte, successione, fecondità e restaurazione dell’ordine cosmico e politico attraverso Horus. Il ciclo greco di Demetra e Persefone lega invece la separazione materna, la permanenza nel mondo infero e il ritorno periodico alla superficie al ciclo concreto della vegetazione: la perdita diventa condizione di una nuova forma di vita e la discesa nel mondo sotterraneo viene collegata ai misteri eleusini e alla trasformazione dell’esistenza agricola. Orfeo esprime una variante nella quale il tentativo di riportare Euridice dal mondo dei morti fallisce per un atto prematuro di verifica: l’unità desiderata non può essere ristabilita senza rispettare una condizione concreta del percorso; il mito orfico associa inoltre discesa, purificazione e liberazione dal ciclo delle generazioni. Dioniso, nella tradizione orfica, porta all’estremo il motivo della frammentazione e ricomposizione: il dio viene smembrato e rinasce, mentre il mito lega morte, rinascita e origine dell’umanità. Nella mitologia nordica, Odino ottiene la conoscenza delle rune attraverso una prova autoinflitta e sospesa fra vita e morte, mentre Yggdrasil unisce concretamente i diversi mondi attraverso un unico organismo cosmico, con radici nei domini della morte, della sapienza e degli dèi. Nella tradizione mesoamericana, Quetzalcoatl discende nel Mictlan per recuperare le ossa delle generazioni precedenti e, attraverso il proprio sangue, dà loro nuova vita: la creazione dell’umanità nasce quindi dal recupero di ciò che appartiene al mondo dei morti e dalla sua trasformazione. Attraverso queste tradizioni ricorre una struttura comune: ciò che è uno viene separato, ciò che è stato perduto viene ricercato, ciò che viene incontrato nel mondo dell’ombra o della morte viene trasformato e infine riportato nella manifestazione. 1.2 trova così nella mitologia una delle sue espressioni più antiche: la separazione non costituisce soltanto una perdita, ma l’inizio di un processo nel quale l’esperienza attraversata deve diventare nuova forma, nuova relazione e nuova stabilità.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 1.2 esamina il passaggio dal principio alla sua determinazione concreta, dalla possibilità alla realizzazione, dall’unità concettuale alla molteplicità delle esperienze e delle forme. In filosofia questo rapporto riguarda la trasformazione di un’intuizione in metodo, criterio, conoscenza e costruzione della realtà: il pensiero non si limita a contemplare l’essere, ma stabilisce procedure attraverso cui distinguere, verificare, ordinare e agire. Il problema della conoscenza emerge quindi come rapporto fra unità e differenziazione: una certezza o un principio devono confrontarsi con il dubbio, con l’esperienza e con la pluralità dei fenomeni. La dimensione pratica assume un ruolo altrettanto importante: etica, politica e filosofia sociale traducono concezioni dell’uomo e della realtà in norme, istituzioni e comportamenti. In psicologia, 1.2 riguarda invece la trasformazione dell’esperienza globale in funzioni, processi e comportamenti osservabili, mantenendo il rapporto fra organismo e ambiente, individuo e totalità, interiorità e azione. Il corpo diventa il luogo nel quale processi psichici e condizioni materiali si incontrano; l’attenzione seleziona, la volontà orienta, l’abitudine consolida e l’azione verifica. La dinamica comprende quindi anche il rapporto fra individuo e collettività: la persona si differenzia dal gruppo ma contemporaneamente costruisce la propria identità attraverso relazioni, norme e pratiche condivise. La conoscenza può nascere dal dubbio e dalla separazione, ma deve poi produrre una nuova integrazione; l’analisi scompone una totalità per renderne possibili comprensione e ricostruzione. Hubert Benoît mostra questo movimento attraverso il distacco dagli automatismi dell’io e l’apertura a una modalità di coscienza non dualistica; Descartes attraverso il passaggio dal dubbio metodico alla certezza del cogito; Durkheim attraverso la trasformazione delle rappresentazioni collettive in rituali e istituzioni sociali. Aggiunta: Hubert Benoît: La Doctrine suprême selon la pensée Zen approfondisce il lâcher-prise come abbandono della presa egocentrica sulla realtà; la pratica consiste nel modificare concretamente il modo di percepire e reagire, non nell’aggiungere una nuova dottrina all’intelletto. Aggiunta: Carlo Cellucci: la sua epistemologia euristica concepisce la conoscenza come attività di ricerca, nella quale problemi, ipotesi, metodi e procedure conducono progressivamente alla soluzione; è pertinente a 1.2 per la trasformazione di una possibilità conoscitiva in risultato attraverso un processo operativo. Aggiunta: René Descartes: le Meditationes de prima philosophia (1641) costruiscono la certezza attraverso una sequenza metodica di dubbio, individuazione del cogito, dimostrazione di Dio e ricostruzione della realtà; le Passions de l’âme (1649) trasferiscono il problema nel rapporto concreto fra anima, corpo, passioni e volontà. Aggiunta: Émile Durkheim: Les Formes élémentaires de la vie religieuse (1912) interpreta rito e rappresentazione religiosa come pratiche attraverso cui una collettività rende concreta e periodicamente rinnova la propria unità; la religione diventa così un processo di costruzione sociale della coesione. Aggiunta: Ernst Jünger: Der Waldgang (1951; Trattato del ribelle) individua nel ritiro interiore e nella decisione individuale una possibilità di resistenza davanti alla crescente organizzazione tecnica della società; Gläserne Bienen (1957; Api di vetro) mette in scena il conflitto fra automazione, tecnica e autonomia dell’individuo. Aggiunta: Enzo Melandri: La linea e il circolo (1968) sviluppa l’analogia come forma di mediazione fra il particolare e l’universale, mostrando come il pensiero possa stabilire corrispondenze senza ridurre le differenze; è quindi direttamente pertinente alla costruzione di relazioni fra livelli distinti della realtà.

FIL/PSIC.
Hubert Benoit**
(Nancy, 21 marzo 1904) psicoterapeuta francese, pioniere dell psicologia integrale e della spiritualità integrale, integra la prospettiva psicoanalitica con intuizioni derivate dalle discipline spirituali orientali e dal buddhismo Zen; La Doctrine Suprême, Lâcher Prise, Théorie et Pratique du Détachement Selon le Zen. “Il mio organismo è un anello dell’immensa catena di causa ed effetto cosmico, e posso percepirne il vero senso solo considerandolo nel suo posto reale, nella sua reale connessione con tutto il resto, vale a dire considerandolo dal punto di vista dell’Universo, nella mia qualità di uomo universale e non di uomo particolare, in quanto sono simile a tutti gli altri uomini e non in quanto sono diverso”. 
Carlo Cellucci (Santa Maria Capua Vetere, 9 aprile 1940) filosofo italiano.
René Descartes (10PUp) (Descartes, 31 marzo 1596) filosofo, matematico, scienziato, scrittore francese; Discours de la Méthode et Essais; Meditationes de prima philosophia; Principes de la philosophie; Les Passions de l’âme*; “natura abhorret a vacuo”; “cogito ergo sum”; “dubium sapientiae initium”.
Émile Durkheim (10Prv) (Épinal, 15 aprile 1858) sociologo, filosofo, storico delle religioni francese; Le Suicide; De la division du travail social; Les Formes élémentaires de la vie religieuse; “Da solo, l’uomo ha la facoltà di concepire l’ideale e di aggiungerlo al reale”; “Le passioni umane si fermano solo dinanzi a una potenza morale che rispettino. Se manca una qualsiasi autorità di questo tipo, la legge del più forte regna e, latente o acuto, lo stato di guerra è necessariamente cronico”.
Ernst Jünger (4) (Heidelberg, 29 marzo 1895) scrittore, filosofo tedesco; espone la visione di una catastrofe planetaria da cui si può scampare solo tramite l’accesso a una spiritualità interiore; Feuer und Blut*; In Stahlgewittern*; Der Waldgang; Gläserne Bienen; An der Zeitmauer* (Al muro del tempo); Heliopolis*, Der Waldgang (Trattato del ribelle); IP; “Il gioco lascia presagire ciò che può accadere in un altrove remoto, tra spiriti divini, in mondi sconosciuti”; “ogni forma di vita è durissima lotta per la luce e per il nutrimento, ogni albero e ogni pianta che cresce schiaccia altre vite”.
Enzo Melandri (Genova, 14 aprile 1926) filosofo italiano; La linea e il circolo: Studio logico-filosofico sull’analogia.

ARTE: 1.2 considera l’arte come passaggio dall’impulso creativo alla sua stabilizzazione in una forma concreta. L’atto artistico parte da un’immagine, un’intuizione o una visione ancora indifferenziata e la trasferisce nella materia attraverso tecnica, corpo, strumenti e disciplina: dipingere, scolpire, fotografare, progettare o illustrare significa dare consistenza a qualcosa che prima esisteva soltanto come possibilità. La relazione fra Ariete e Toro si manifesta quindi nella tensione fra immediatezza dell’invenzione e pazienza della realizzazione, fra gesto inaugurale e costruzione progressiva dell’opera. Pittura e illustrazione possono trasformare un impulso visivo in una configurazione stabile; fotografia e cinema fissano nel mondo materiale una percezione momentanea; architettura rende abitabile uno spazio mediante una concezione formale tradotta in strutture, proporzioni e materiali. 1.2 riguarda inoltre il rapporto fra corpo e ambiente: l’artista non opera nel vuoto, ma interviene su una materia, un territorio o una superficie, modificandoli e organizzandoli. L’opera può quindi assumere anche una funzione di conquista e appropriazione dello spazio, di fondazione, protezione o trasformazione dell’ambiente. La stabilità non coincide però con immobilità: la forma nasce dall’energia e continua a conservarne la traccia. Nell’arte moderna questo rapporto appare nella grafica pubblicitaria, dove un’immagine deve condensare rapidamente un impulso in una forma visiva efficace; nella fotografia, dove luce, paesaggio e materia vengono fissati in un’immagine; nell’architettura, dove una visione spaziale diventa edificio; nell’illustrazione fantastica, dove mondi immaginari vengono costruiti con precisione visiva. Aggiunta: Leonetto Cappiello: Force motrice (1907) mostra bene la trasformazione di energia e movimento in una forma pubblicitaria immediatamente concreta, sintetica e dinamica. Aggiunta: Edward Steichen: The Pond—Moonlight (1904) costruisce un paesaggio fotografico nel quale acqua, alberi, nebbia e luce lunare diventano una forma materiale della percezione, attraverso un procedimento complesso di stampa e intervento cromatico. Aggiunta: Giuseppe Terragni: Casa del Fascio (1932-1936) traduce un principio geometrico e spaziale in un organismo architettonico concreto, articolando struttura, luce, trasparenza e funzione in una costruzione rigorosamente integrata. Aggiunta: Jim Burns: la sua illustrazione fantascientifica è pertinente quando costruisce visivamente ambienti tecnologici, astronavi e mondi futuri attraverso una forte attenzione alla struttura materiale e alla progettazione dello spazio.

ARTE
Jim Burns
(Cardiff, 10 aprile 1948) illustratore gallese di fantascienza; BS.
Leonetto Cappiello
(11PvUb) (Livorno, 9 aprile 1875) pubblicitario, illustratore, pittore italiano; Force  motrice.
Joe Orlando
(Bari, 4 aprile 1927) disegnatore, fumettista italo-statunitense.
Edward Steichen (1PvSip) (Bivange, 27 marzo 1879) pittore, fotografo lussemburghese-statunitense; The Pond-Moonlight.
Dorothy Tennant
(Londra, 22 marzo 1855) pittrice neoclassica inglese; L’Amour Blessé.
Giuseppe Terragni (Meda, 18 aprile 1904) architetto italiano.

LETTERATURA: 1.2 esplora la letteratura come trasformazione di un’immagine, di un conflitto o di una possibilità in una forma narrativa capace di organizzare concretamente esperienza, territorio, corpo, relazioni e destino. Il nucleo letterario di 1.2 emerge nei racconti di fondazione e rifondazione, nelle fiabe in cui un personaggio esce dal proprio ambiente e deve attraversare prove per conquistare una nuova condizione, nei romanzi di formazione e di avventura, nelle utopie e distopie, nelle narrazioni di sopravvivenza, nelle storie di trasformazione dell’ambiente e nei racconti nei quali un progetto individuale viene progressivamente realizzato nella realtà. Un motivo particolarmente significativo è quello della costruzione: costruire una casa, una comunità, un territorio, una nuova vita o un’identità significa dare stabilità a qualcosa che inizialmente esiste soltanto come intenzione. Complementare è il motivo della riconquista: un luogo perduto, una persona scomparsa, una memoria, una comunità o una condizione originaria vengono ricercati e riportati nella manifestazione. La letteratura fantastica e mitica rende spesso questo processo visibile attraverso viaggi, prove, metamorfosi, combattimenti e ritorni; la fantascienza lo trasferisce nella costruzione di mondi, tecnologie e società alternative; la letteratura sociale lo colloca nella trasformazione materiale delle condizioni di vita. Anche il rapporto con la natura è centrale: l’essere umano può devastare un ambiente oppure rigenerarlo attraverso un’azione lenta e perseverante. La forma narrativa stessa risponde a 1.2 perché organizza una molteplicità di eventi dentro una sequenza coerente, trasformando l’esperienza in struttura. Hans Christian Andersen è particolarmente pertinente per la fiaba come attraversamento di prove e trasformazione dell’identità: in Den standhaftige Tinsoldat (1838; Il soldatino di stagno) il protagonista attraversa caduta, acqua, pericolo, inghiottimento e fuoco senza abbandonare la propria posizione, fino alla trasformazione finale del soldatino e della ballerina in un piccolo cuore di stagno. Aggiunta: Peter S. Beagle: The Last Unicorn (1968; L’ultimo unicorno) costruisce un percorso di riconquista nel quale l’unicorno abbandona il proprio luogo protetto per cercare i suoi simili, affronta il Toro Rosso e infine libera gli unicorni prigionieri; la ricerca dell’origine si traduce in un intervento concreto sul mondo. Aggiunta: Carlo Dossi: La colonia felice (1874; La colonia felice) sviluppa in forma utopica il tentativo di fondare una comunità alternativa e di trasformare condizioni materiali e sociali attraverso un progetto collettivo. Aggiunta: Bonvi: Cronache del dopobomba (1974-1975) porta 1.2 nel terreno della sopravvivenza e della ricostruzione dopo una catastrofe, mostrando una società costretta a riorganizzare concretamente la propria esistenza in un ambiente radicalmente trasformato. Aggiunta: Jean Giono: L’homme qui plantait des arbres (1953; L’uomo che piantava gli alberi) è uno degli esempi più netti di 1.2: Elzéard Bouffier riforesta metodicamente per decenni una valle devastata, trasformando attraverso azioni minime, ripetute e pazienti un territorio arido in un ambiente nuovamente abitabile. Aggiunta: Maxim Gorky: Макар Чудра (1892; Makar Čudra) contrappone la libertà nomade all’attaccamento e alla stabilizzazione, mentre Песня о Буревестнике (1901; Canto della procellaria) condensa in un’immagine naturale l’energia che precede il cambiamento; sono pertinenti per la relazione fra impulso, movimento e trasformazione. Aggiunta: Edward Page Mitchell: The Tachypomp (1874; Il tachipompo) mette in scena la traduzione di un’ipotesi matematica in un dispositivo capace teoricamente di produrre movimento a velocità illimitata; è una forma precoce di fantascienza centrata sulla concretizzazione tecnica di un’idea astratta. Aggiunta: James Herbert: The Secret of Crickley Hall (2006; Il segreto di Crickley Hall) lega la riconquista della sicurezza familiare alla scoperta e alla risoluzione di un passato traumatico radicato materialmente nella casa; la struttura abitativa diventa il luogo concreto nel quale passato e presente devono essere ricomposti. Aggiunta: D.C. Fontana: il lavoro su Star Trek è pertinente nella misura in cui la fantascienza diventa costruzione concreta di mondi, società, tecnologie e forme di convivenza alternative, trasferendo problemi morali e politici in scenari materialmente e culturalmente organizzati. Aggiunta: Karen Blixen: Out of Africa (1937; La mia Africa) sviluppa il rapporto fra persona, territorio e costruzione di una forma di vita attraverso l’esperienza della fattoria africana, dove lavoro, terra, animali e organizzazione quotidiana diventano elementi di una realtà progressivamente edificata e poi perduta. Aggiunta: Franco Scaglia: Il custode dell’acqua (1999) utilizza il viaggio e la ricerca come strumenti di ricostruzione di una verità perduta, legando luoghi concreti, memoria, fede e responsabilità alla progressiva ricomposizione della vicenda. Aggiunta: Roberto Sardelli: L’orecchio di Dioniso porta la dimensione sacerdotale e sociale dentro realtà concrete di emarginazione e di comunità, con particolare attenzione alla trasformazione della vita attraverso presenza, ascolto e azione. Aggiunta: Lanford Wilson: The Rimers of Eldritch (1966; Gli abitanti di Eldritch) costruisce una piccola comunità teatrale come spazio concreto nel quale pregiudizio, isolamento e responsabilità collettiva determinano il destino dei singoli. Aggiunta: Leif Panduro: la sua narrativa e il suo teatro sono pertinenti nei testi in cui la pressione delle convenzioni sociali viene trasferita nelle relazioni e nelle situazioni quotidiane, mostrando come l’identità individuale venga concretamente condizionata dall’ambiente sociale. Aggiunta: Jo Nesbø: la narrativa poliziesca è pertinente a 1.2 nei casi in cui l’indagine trasforma progressivamente un insieme frammentario di indizi in una ricostruzione concreta dei fatti; la ricerca diventa quindi un processo di conquista della realtà attraverso verifica, collegamento e azione. Aggiunta: Johannes Mario Simmel: Es muß nicht immer Kaviar sein (1960; Non deve essere sempre caviale) trasforma l’azione clandestina e la sopravvivenza durante la guerra in una sequenza di iniziative pratiche, adattamento e costruzione di soluzioni concrete in condizioni instabili.

LETT.
Hans Christian Andersen (9Uf) (Odense, 2 aprile 1805) autore di fiabe, poeta danese; Den standhaftige tinsoldat*; La sirenetta; I cigni selvatici; C. Vidor, Hans Christian Andersen.
Peter S. Beagle (New York, 20 aprile 1939) scrittore statunitense di fantasy; HA/NB: Two Hearts*. LC: The Innkeepers’s Song*. The Last Unicorn* (L’ultimo unicorno) “L’Unicorno si avventura nel mondo esterno per salvare i suoi simili imprigionati dal malvagio Toro Rosso”; “Non c’è mai stato un tempo senza unicorni. Viviamo per sempre! Possiamo essere cacciati, intrappolati; possiamo anche essere uccisi se lasciamo le nostre foreste, ma non svaniamo”; “La nostra vera casa è spesso dietro l’angolo, se solo aprissimo gli occhi – e le orecchie – per trovarla”.  
René Benjamin (5Nv) (Parigi, 20 marzo 1885) scrittore francese, PG (Gaspard).
Karen Blixen (6NPvSfUi) (Rungsted, 17 aprile 1885) autrice danese; Out of Africa; Babette’s Feast.
Bonvi (Franco Bonvicini) (SUv) (Modena, 31 marzo 1941) (Franco Bonvicini) fumettista italiano; Cattivik; Cronache del dopobomba; Sturmtruppen.
Catherine Carswell (3PvSp) (Glasgow, 27 marzo 1879) scrittrice scozzese.
Sophie Cooke (Callander, 3 aprile 1976) romanziera, poetessa scozzese.
Carlo Dossi (Zenevredo, 27 marzo 1849) scrittore, archeologo italiano; La colonia felice: Utopia*.
D.C. Fontana (Sussex, 25 marzo 1939) sceneggiatrice, scrittrice statunitense; Star Trek*; SF.
Jean Giono (2Ub) (Manosque, 30 marzo 1895) scrittore, saggista francese; L’homme qui plantait des arbres*.
Maxim Gorky (Макси́м Го́рький) (10NpPrvUb) (Nižnij Novgorod, 28 marzo 1868) scrittore, attivista russo sovietico; Макар Чудра (Makar Chudra); Мать (La madre); Песня о Буревестнике* (Canto della procellaria); Песня о Соколе* (Canto del falco); Старуха Изергиль* (La vecchia Iserghil); “Ognuno sia sacro a sé stesso. Ecco. Appunto così: ogni uomo sia per se stesso sacrosanto!”; “La follia dell’audacia è la saggezza della vita”; “L’amore per una donna somiglia alla melanconica opera di Dio; anche Lui ha cercato, senza riuscirvi, di creare col vuoto e dal nulla uno splendido universo”, “Gli uomini sono abituati a vivere come se Dio li avesse messi in terra perché si prendessero beffe l’uno dell’altro”, “Ogni uomo è servo di diverse cose; il diavolo della sua cattiveria, e il Signore Iddio, se esiste, lo è delle sue opere, incomprensibili per la ragione umana. Ecco che cosa penso della libertà”, “L’amore è una malattia dell’immaginazione”, “Coi pensieri bisogna avere qualche riguardo, perché nessuno sa quali siano i giusti e quali no”.
James Herbert (2Uiv) (Londra, 8 aprile 1943) scrittore britannico di horror, The Fog; Shrine; The Secret of Crickley Hall; Ash.
Winifred Holtby (Rudston, 23 giugno 1898) scrittrice inglese.
Washington Irving (8) (New York, 3 aprile 1783) autore statunitense.
Tama Janowitz
(9) (San Francisco, 12 aprile 1957) scrittrice statunitense; Slaves of New York.
Edward Mitchell (SUv) (Bath, 24 marzo 1852) scrittore di fantascienza statunitense; The Tachypomp.
Yann Moix (10Sp) (Nevers, 31 marzo 1968) autore, poeta, regista francese; Jubilations vers le ciel.
Henri Murger
(11Pp) (Parigi, 27 marzo 1822) poeta, scrittore francese.
Jo Nesbø
(Oslo, 29 marzo 1960) scrittore, musicista, attore norvegese.
Leif Panduro (Copenhagen, 18 aprile 1923) scrittore, drammaturgo danese.
Roberto Sardelli (Pontecorvo, 5 aprile 1935) presbitero, scrittore italiano; L’orecchio di Dioniso; F.Grimaldi, Non Tacere.
Franco Scaglia (Camogli, 27 marzo 1944) scrittore, giornalista italiano; PC (Il custode dell’acqua).
Eugenio Scalfari (7Si) (Civitavecchia, 6 aprile 1924) giornalista, scrittore, filosofo italiano (La Repubblica).
Johannes Mario Simmel (8Ur) (Vienna, 7 aprile 1924) scrittore, sceneggiatore austriaco; Es muß nicht immer Kaviar sein; “La felicità non è nelle cose che abbiamo, ma nelle cose che crediamo di avere”.
Lanford Wilson (1) (Lebanon, 13 aprile 1937) drammaturgo statunitense.

 

MUSICA: 1.2 considera la musica come trasformazione di un impulso in una forma organizzata, corporea e ripetibile: ritmo, pulsazione, frase musicale e struttura trasformano energia e movimento in una configurazione stabile. La dimensione performativa rende particolarmente evidente il rapporto fra impulso e concretizzazione, perché l’energia viene trasferita nel corpo, nella voce e negli strumenti e diventa suono condiviso. La ripetizione ritmica introduce inoltre continuità e consolidamento, mentre la costruzione melodica e armonica organizza progressivamente una materia sonora inizialmente fluida. I temi musicali più pertinenti riguardano quindi iniziativa, movimento, resistenza, superamento di una crisi, riconquista di sé, costruzione di una nuova identità, radicamento, viaggio e ritorno, trasformazione del dolore in forza operativa e passaggio da una condizione instabile a una forma più definita. Nella canzone questo processo può manifestarsi anche attraverso una narrazione nella quale un’esperienza viene elaborata fino a produrre una decisione, una liberazione o una nuova posizione esistenziale.

Aggiunta: Aleandro Baldi: “Sarajevo” (1994) affronta la devastazione della guerra attraverso la memoria della città e il desiderio di una ricostruzione dopo la distruzione; il motivo della città ferita e della possibilità di tornare a vivere rende il brano pertinente alla dimensione di 1.2 legata a territorio, sopravvivenza e ricostruzione.

Aggiunta: Ernesto Bassignano: “Quella notte che” (2019), contenuta nell’album Il mestiere di vivere, nasce dalla memoria del terremoto del 2016 e immagina un paese nuovamente abitabile dopo dieci anni; la ricostruzione del luogo e la resistenza degli abitanti costituiscono una manifestazione molto concreta di 1.2.

Aggiunta: Richard Blackmore: “Highway Star” (1972) trasforma velocità, potenza meccanica e desiderio di movimento in un’espressione musicale fortemente propulsiva, centrata sull’energia che prende immediatamente forma nell’azione.

Aggiunta: Matt Cardle: “Starlight” (2011) sviluppa il passaggio dalla fragilità alla liberazione attraverso immagini di movimento, luce e rottura dei vincoli; il soggetto accetta la propria vulnerabilità e continua ad avanzare verso una nuova condizione.

Aggiunta: Herbert Grönemeyer: Mensch (2002) nasce da un’esperienza di lutto e da un lungo processo di elaborazione nel quale il musicista ritorna progressivamente alla produzione musicale; l’album diventa quindi una forma concreta di ricostruzione dopo una perdita radicale. “Der Weg” (2002) ne costituisce il centro più esplicito, trasformando il lutto per la morte della moglie in memoria, continuità e prosecuzione del cammino. “Leichtsinn und Liebe” (2018) contrappone paura e audacia, insistendo sulla capacità di gettarsi nell’esperienza e nella realtà senza separare intensità e presenza.

Aggiunta: Roger Hodgson: “Take the Long Way Home” (1979) utilizza il ritorno a casa come metafora di un percorso di autoriconoscimento: il protagonista attraversa alienazione e perdita di identità fino alla ricerca di una casa interiore, facendo del viaggio un processo di riconquista e stabilizzazione. “The Logical Song” (1979) sviluppa invece il conflitto fra l’esperienza originaria della vita e la progressiva imposizione di modelli sociali che trasformano la persona in un individuo “razionale”, funzionale e accettabile; la domanda finale sull’identità riapre il processo di riconquista del sé.

Aggiunta: Elton John: “Don’t Let the Sun Go Down on Me” (1974) mette in scena il tentativo di non soccombere alla perdita e di mantenere una relazione mentre la propria identità attraversa una fase di disorientamento; la richiesta di aiuto diventa un gesto concreto contro l’isolamento e la dissoluzione del legame.

Aggiunta: Diana Ross: “You Can’t Hurry Love” (1966) sviluppa il tema della pazienza necessaria alla maturazione dell’amore: il desiderio immediato deve confrontarsi con il tempo della costruzione e dell’attesa, introducendo direttamente la polarità impulso, continuità e consolidamento.

Aggiunta: Gil Scott-Heron: “The Bottle” (1974) affronta la dipendenza come progressiva perdita di autonomia e di controllo della propria vita, mostrando concretamente la degradazione di una condizione personale e sociale; è pertinente al lato negativo di 1.2, nel quale una risorsa destinata a sostenere l’esistenza diventa vincolo e perdita di autodeterminazione.

Aggiunta: Brian Setzer: “Stray Cat Strut” (1981) costruisce la figura del vagabondo urbano che rivendica autonomia e movimento fuori dalle strutture convenzionali; la strada diventa territorio di autodeterminazione, mentre l’identità viene definita attraverso l’azione e l’indipendenza.

Aggiunta: Pharrell Williams: “Freedom” (2015) collega la libertà a immagini concrete della natura, del corpo, del respiro e della materia vivente: la libertà non viene presentata come concetto astratto, ma come forza incarnata e originaria che attraversa ogni essere.

Aggiunta: Franco Tozzi: “Magica tensione” (1967) mette in scena la relazione amorosa come conflitto dinamico nel quale l’energia del rapporto assume la forma concreta della contrapposizione e della conquista reciproca; è pertinente al versante più combattivo e relazionale di 1.2.

Aggiunta: Norah Jones: “Sunrise” (2004) costruisce il risveglio come passaggio graduale verso una nuova condizione, usando il sorgere del sole come immagine di continuità, presenza e rinnovamento concreto.

Aggiunta: Diana Ross: “I’m Coming Out” (1980) trasforma l’identità interiormente riconosciuta in una dichiarazione pubblica e operativa: uscire dalla condizione precedente, mostrarsi e assumere apertamente ciò che si è costituiscono una forma diretta di passaggio dall’identità alla manifestazione. Il brano è inoltre storicamente associato alla liberazione e all’autodeterminazione della comunità LGBTQ+.

MUSICA
Aleandro Baldi
(7Sr) (Greve in Chianti, 11 aprile 1959) cantautore pop italiano; SR: “Passerà” (2002; le canzoni sono lucciole che cantano nel buio passerà prima o poi questo piccolo dolore che c’è in te che c’è in me, che c’è in noi e ci fa sentire come marinai in balia del vento e della nostalgia a cantare una canzone che non sai come fa ma quel piccolo dolore che sia odio, o che sia amore passerà); “Non amarmi”.
Ernesto Bassignano (Roma, 4 aprile 1946) cantautore, giornalista italiano; “Il mestiere di vivere” (2019).
Lou Bega (7PiSf) (Monaco di Baviera, 13 aprile 1975) cantante pop latino tedesco; “Mambo No. 5”.
Richard Blackmore (Weston-super-Mare, 14 aprile 1945) chitarrista hard rock/heavy metal/folk rock inglese (Deep Purple, Blackmore’s Night); “Smoke on the Water”; “Fireball” (1971; The golden light above you Shows me where you’re from The magic in your eye bewitches All you gaze upon You stand up on your hill And be bop all around you They wonder where you’re from, oh yeah They wonder where I found you Oh, my love, it’s a long way Where you’re from, it’s a long way I tried to understand you I tried to love you right The way you smile and touch me Always sets my heart alight … You’re racing like a fireball Dancing like a ghost You’re Gemini and I don’t know Which one I like the most); “Smoke on the Water” (2009; We all came out to Montreux On the Lake Geneva shoreline To make records with a mobile, yeah We didn’t have much time now Frank Zappa and the Mothers Were at the best place around But some stupid with a flare gun Burned the place to the ground Smoke on the water, a fire in the sky (Smoke) on the water, you guys are great They burned down the gambling house It died with an awful sound Funky Claude was running in and out He was pulling kids out the ground now When it all was over Find another place Swiss time was running out It seemed that we would lose the race Smoke on the water, a fire in the sky Smoke on the water Burn it down We ended up at the Grand Hotel It was empty, cold and bare The Rolling truck Stones thing just outside Huh, making our music there now With a few red lights and a few old beds We made a place to sweat No matter what we get out of this I know, I know we’ll never forget Smoke on the water, a fire in the sky Smoke on the water (I can’t hear anything) one more time (Smoke on the water) hey!)
Julia Boutros (عِلَيْهَا بُتْرَ) (1° aprile 1968) cantante libanese.

Matt Cardle (Southampton, 15 aprile 1983) cantautore pop inglese; “Amazing”* (2011; How did you find me? You came out of nowhere like lightning It’s kind of amazing how you found me Through all the noise somehow … I was down, but somehow an angel heard my sound And brought me ‘round); “When We Collide”* (2010; When we collide we come together / If we don’t we’ll always be apart / I’ll take a bruise I know you’re worth it / When you hit me, hit me hard); “Starlight” (2011); “Higher Power” (2018; So just let go If you want to leave this life But hold on If you want me by your side Just close your eyes If you want to call it time Or hold on, hold on, hold on tight I’ll be your higher power Your higher power Hold on tight I’ll be your higher power Your higher power); “The Fire”; “Amazing” (I had to look inside this fragile heart of mine, To find exactly what it was you saw, I had to put myself back in the firing line, To take the shot that knocked me to the floor. I was down, losing faith, Oh I was lost in the crowd, You brought me ‘round. How did you find me? You came out of nowhere like lightening, It’s kind of amazing how you found me, Through all the noise somehow. I was pulling empty pales out of the wishing well, Only holy water breaks the spell, I had to pinch myself, ‘cause I knew all too well, The stairway to heaven always starts in hell. I was down, But somehow an angel heard my sound, And brought me ‘round. How did you find me? You came out of nowhere like lightening, It’s kind of amazing how you found me, Through all the noise somehow. Oh, and how did you see me? Broke through the darkness, And you reached me, It’s kind of amazing how you found me, Through all the strangers somehow. Faith and little patience for this heart of mine, Though I would stay here waiting ‘til the end of time. How did you find me? You came out of nowhere like lightening, It’s kind of amazing how you found me, Through all the noise somehow. Oh, how did you see me? Broke through the darkness, And you reached me, It’s kind of amazing how you found me, Through all the strangers somehow, Through all the strangers somehow, oh, somehow).
Angelo Cavallaro (Catania, 11 aprile 1967) cantautore italiano di canzoni napoletane; “A pugni in faccia”.
Lucy Diakovska (Pleven, 2 aprile 1976) cantante pop bulgara (No Angels).
Grido (Luca Paolo Aleotti) (Milano, 30 marzo 1979) cantautore pop rap italiano; “Ad un passo dal sole”; “Gravità zero”.
Herbert Grönemeyer (Gottinga, 12 aprile 1956) cantautore, musicista rock/pop rock tedesco; “Bist du da”; “Doppelherz” (Jeder braucht seinen Fluchtpunkt Seinen Platz, ‘ne zweite Heimat Sehnsuchtsort unter Palmen Hochplateau oder Meer satt In jedem schlägt ein Doppelherz Einmal hier und dann da zuhause Der Kopf fliegt schon mal voraus Der Atem bekommt seine Pause Gönn dir ‘ne weitere Seele Tapetenwechsel als Ausgleich Schick deinen Kopf in die Wüste Oder deinen Bauch nach Frankreich Erzähl von deiner zweiten Welt Mit der dazugehörigen Portion Gefühle Und flieg und tanz Reisen ist wie neubetankt Und schweb und fahr woanders wird der Kopf so klar Kein Sinn und Zweck Es zählt nur der Seiteneffekt Mach dich einfach mal rar); “Männer”; “Der Weg”; “Warum”; “Leichtsinn und Liebe”*; “Zeit, dass sich was dreht”.
Hamada Helal (20 marzo 1980) cantante, attore e compositore egiziano.

Roger Hodgson (4SrUi) (Portsmouth, 21 March 1950) cantante, musicista pop rock britannico (Supertramp); “Aries”* (‘Cause I just do what I please / And whenever I got problems / I just call upon Aries); “Had a Dream”; “Take the Long Way Home”.
Elton John (9NfUb) (Londra, 25 marzo 1947) cantautore pop, compositore inglese; “Rocket Man” (1972; She packed my bags last night pre-flight Zero hour 9:00 a.m. And I’m gonna be high As a kite by then I miss the Earth so much I miss my wife It’s lonely out in space On such a timeless flight And I think it’s gonna be a long, long time ‘Til touchdown brings me ‘round again to find I’m not the man they think I am at home Oh, no, no, no I’m a rocket man Rocket man, burning out his fuse up here alone Mars ain’t the kind of place to raise your kids In fact it’s cold as hell And there’s no one there to raise them If you did And all this science I don’t understand It’s just my job five days a week A rocket man A rocket man And I think it’s gonna be a long, long time…); “Ego”*; “Healing Hands”; “Sacrifice”; “Sleeping With the Past”; “Circle of Life”* (1994; From the day we arrive on the planet And, blinking, step into the sun There’s more to see than can ever be seen More to do than can ever be done There’s far too much to take in here More to find than can ever be found But the sun rolling high Through the sapphire sky Keeps great and small on the endless round It’s the circle of life And it moves us all Through despair and hope Through faith and love ‘Til we find our place On the path unwinding In the circle The circle of life); “The One”; “D. Fletcher”.
Norah Jones (9) (New York, 30 marzo 1979) cantautrice pop, polistrumentista, attrice statunitense; GA (Don’t Know Why); “Happy Pill”* (I gotta get ya out of my head/Get out!); “Sunrise”.
Filippo Marcheggiani (Marino, 3 aprile 1976) chitarrista rock progressivo, cantautore italiano.
Aziz Mian Qawwal (عزیز میاں قوال) (17 aprile 1942) cantante pakistano di qawwal e ghazals.
Nick P. (Friesach, 6 aprile 1962) (Nikolaus Presnik) cantante schlager austriaco; “Der Mann im Mond”.
Carl Perkins (Up) (Tiptonville, 9 aprile 1932) cantante R&R/rockabilly statunitense.
Diana Ross (8) (Detroit, 26 marzo 1944) cantante R&B, produttrice, attrice statunitense (Supremes); “No Matter What Sign You Are” (1969; No matter what sign you are You’re gonna be mine you are Can’t let astrology chart our destiny No matter what sign you are You’re gonna be mine you are The beat of the heart my love Baby, baby Is stronger than the charts my love Good vibration); “I’m Coming Out”* (1980; I’m coming out I want the world to know Got to let it show I’m coming out I want the world to know Got to let it show There’s a new me coming out And I just have to live And I want to give I’m completely positive I think this time around I am gonna do it Like you never knew it Oh, I’ll make it through The time has come for me To break out of the shell I have to shout That I am coming out I’m coming out I want the world to know I got to let it show I’m coming out I want the world to know I got to let it show I’m coming out (coming) I want the world to know (out) Got to let it show (I’m coming I’m coming out (coming) I want the world to know (out) Got to let it show I’ve got to show the world All that I want to be And all my abilities There’s so much more to me Somehow, I’ll have to make them Just understand I got it well in hand And, oh, how I’ve planned I’m spreadin’ love There is no need to fear And I just feel so good Every time I hear I’m coming out I want the world to know I got to let it show I’m coming out (coming) I want the world to know (out) Got to let it show (I’m coming) I’m coming out (coming) I want the world to know (out) Got to let it show I’m coming out I want the world to know Got to let it show I’m coming out I want the world to know Got to let it show (want the world to know) (I got to let it show) I’m coming out I want the world to know Got to let it show I’m coming out (I’m coming) I want the world to know (out) Got to let it show (I want the world to know, gotta let it show) I’m coming out (I’m, I’m, I’m) I want the world to know (I’m coming out) Got to let it show (watch out, I’m coming out) I’m coming out I want the world to know I got to let it show I’m coming out (coming, coming out) I want the world to know Got to let it show (want the world to know) (Got to let it show) I’m, I’m coming out I have to shout that I’m comin’ out I want the world to know, I gotta let it show I’m coming, I’m coming out); “You Can’t Hurry Love”*.
Gil Scott-Heron (Chicago, 1º aprile 1949) poeta, musicista soul, autore statunitense; “Me and the Devil” (2010).
Brian Setzer (Massapequa, 10 aprile 1959) chitarrista, cantante rockabilly, compositore statunitense; “Let’s Shake”; “My Baby Only Cares for Me”*; “Red Hot”*; “Rockabilly Blues”*; “Stray Cat Strut”*.
Nikos Skalkottas (Calcide, 21 marzo 1904) compositore classico greco.
Grigorij Sokolov (Leningrado, 18 aprile 1950) pianista classico russo.
Rachel Stevens (Southgate, 9 aprile 1978) cantante pop, attrice inglese.
Franco Tozzi (1.1/2) (Rodi Garganico, 26 marzo 1944) cantante di musica leggera/pop rock italiano; “I tuoi occhi verdi” (1965; È notte È notte ma non dormo Penso ai tuoi occhi verdi Che non mi guardano più E piango Nel buio tutto solo So che tu non mi senti Ma forse piangi anche tu Le nostre parole Sembravano raggi di sole Laggiù dove ieri Tu eri felice con me Ora tutto è un ricordo Nient’altro che un ricordo Come i tuoi occhi verdi Che non mi guardano più E piango Nel buio tutto solo So che tu non mi senti Ma forse piangi anche tu Le nostre parole Sembravano raggi di sole Laggiù dove ieri Tu eri felice con me Ora tutto è un ricordo Nient’altro che un ricordo Come i tuoi occhi verdi Che non mi guardano più Come i tuoi occhi verdi Che non mi guardano più); “Magica tensione” (“questo nostro stare insieme è una guerra e vinci tu”).
Pharrell Williams (4Pr) (Virginia Beach, 5 aprile 1973) cantautore, compositore R&B/funk statunitense (The Neptunes), sinestesico (suono/colore); “Freedom”.

SPETTACOLO: 1.2 esplora lo spettacolo come trasformazione dell’impulso in azione visibile, corpo, spazio, narrazione e forma compiuta. Cinema, televisione e teatro rendono particolarmente evidente il rapporto fra iniziativa e concretizzazione: un’intenzione narrativa diventa personaggio, gesto, conflitto, ambiente e sequenza di eventi. I temi più pertinenti sono quindi conquista e riconquista, sopravvivenza, costruzione di una nuova condizione, trasformazione dell’identità, radicamento, rapporto con il territorio e con il corpo, resistenza di fronte a una minaccia e passaggio dalla crisi a una forma di stabilità. Anche il viaggio assume spesso una funzione di 1.2 quando non è semplice spostamento, ma attraversamento di una condizione che conduce alla riconquista di un luogo, di una relazione o di sé stessi. La materia cinematografica rende inoltre concreta la relazione fra interno ed esterno: un conflitto psichico viene incarnato in azioni e circostanze, mentre un ambiente può diventare il luogo nel quale il personaggio deve costruire o ricostruire la propria esistenza. Aggiunta: Lindsay Anderson: O Lucky Man! (1973; Un uomo da marciapiede) segue un giovane venditore che attraversa un mondo sociale corrotto e violento, trasformando progressivamente la propria esperienza in consapevolezza e autonomia. Aggiunta: Élodie Bouchez: La Vie rêvée des anges (1998; La vita sognata degli angeli) mette due giovani donne di fronte alla precarietà materiale e affettiva, mentre il desiderio di costruire una vita autonoma entra in collisione con dipendenza e perdita. Aggiunta: Antonio Capuano: Pianese Nunzio, 14 anni a maggio (1996) concentra il conflitto fra formazione religiosa, desiderio e ambiente sociale in un adolescente napoletano, facendo del territorio concreto il luogo della collisione e della trasformazione. Aggiunta: Kaurismäki: The Man Without a Past (2002; L’uomo senza passato) segue un uomo che, dopo aver perso memoria e identità, ricostruisce progressivamente la propria vita attraverso lavoro, relazioni e comunità. Aggiunta: Vanessa Kirby: Pieces of a Woman (2020; Pieces of a Woman) racconta il percorso di una donna che deve ricostruire la propria esistenza dopo una perdita devastante, attraverso lutto, conflitto familiare e progressiva riappropriazione di sé. Aggiunta: Aleksandr Mitta: Air Crew (1979; Equipaggio) costruisce la sopravvivenza di un equipaggio durante una catastrofe aerea attraverso decisioni rapide, coraggio operativo e cooperazione; l’emergenza trasforma immediatamente l’energia individuale in azione collettiva. Aggiunta: Walter Salles: Central do Brasil (1998; Central do Brasil) segue un viaggio attraverso il Brasile nel quale una donna e un bambino cercano il padre del ragazzo; la ricerca diventa progressivamente un processo di formazione, cura e costruzione di un nuovo legame. Aggiunta: Jean-Paul Rappeneau: Cyrano de Bergerac (1990; Cyrano de Bergerac) traduce l’enorme energia vitale del protagonista in azione, combattimento, poesia e sacrificio, fino alla trasformazione dell’amore non posseduto in fedeltà e realizzazione personale. Aggiunta: Gregory Peck: The Keys of the Kingdom (1944; Le chiavi del regno) segue un sacerdote missionario che costruisce pazientemente la propria opera in Cina, affrontando isolamento, conflitti culturali e difficoltà materiali attraverso perseveranza e servizio. Aggiunta: Marcel Marceau: Resistance (2020; Resistance) ricostruisce l’esperienza di Marcel Marceau nella Resistenza francese e il suo aiuto ai bambini durante l’occupazione, trasformando la propria arte e capacità mimica in strumento concreto di salvezza. Aggiunta: Quentin Tarantino: Inglourious Basterds (2009; Bastardi senza gloria) costruisce una storia alternativa della Seconda guerra mondiale nella quale gruppi diversi organizzano azioni di vendetta e sabotaggio contro il regime nazista; la riconquista passa attraverso iniziativa, strategia e intervento diretto sulla storia. Aggiunta: Quentin Tarantino: Django Unchained (2012; Django Unchained) segue uno schiavo liberato che attraversa il territorio statunitense per liberare la moglie, trasformando il desiderio di libertà in un’azione concreta di conquista e liberazione. Aggiunta: William Shatner: Star Trek IV: The Voyage Home (1986; Rotta verso la Terra) mette l’equipaggio dell’Enterprise davanti a una crisi ecologica terrestre e richiede un intervento concreto nel passato per recuperare le balene necessarie alla sopravvivenza del pianeta. Aggiunta: Kenny Ortega: High School Musical (2006) costruisce la trasformazione di un ambiente scolastico attraverso la rottura delle identità e dei ruoli prestabiliti, mentre i protagonisti imparano a rendere compatibili aspirazioni diverse attraverso un’azione condivisa.

 

SPETTACOLO
Lindsay Anderson
(Bangalore, 17 aprile 1923) regista, documentarista, critico britannico; PO (If…*); Britannia Hospital; O Lucky Man!
Élodie Bouchez (7Ui) (Montreuil-sous-Bois, 5 aprile 1973) attrice francese; CC (Wild Reeds); CC/PI (La Vie rêvée des anges).
Alice Braga (San Paolo, 15 aprile 1983) attrice brasiliana; Queen of the South.
Jean-Claude Brialy (2Sf) (Aumale, 30 marzo 1933) attore, regista francese; CC (Les innocents).
Antonio Capuano (Sv) (Napoli, 9 aprile 1940) regista, scenografo, pittore italiano; Pianese Nunzio; 14 anni a maggio.
Corinne Clery (7Pf) (Parigi, 23 marzo 1950) attrice francese; Histoire d’O.
Giuliana De Sio (2Ur) (Salerno, 2 aprile 1957)[6] attrice italiana; DD/NA (Io, Chiara e lo Scuro); DD (Cattiva).
Robert Downey (5) (New York, 4 aprile 1965) attore, produttore statunitense; An (BA Charlot; Tropic Thunder*); GG (Ally McBeal*; Sherlock Holmes); SA (Heart and Souls; Iron Man*; Avengers: Endgame*); The Avengers*.
Trine Dyrholm (Odense, 15 aprile 1972) attrice, cantante danese; Sb (Kollektivet).
Sidney Franklin
(San Francisco, 21 marzo 1893) regista, produttore statunitense; AN (The Good Earth); AA.

Pierre Fresnay (Parigi, 4 aprile 1897) attore francese; CV (Monsieur Vincent); NA (Dieu a besoin des hommes).
Andy García (L’Avana, 12 aprile 1956) attore, regista, produttore cubano-statunitense; An (The Godfather Part III).
Alberto Grimaldi (Napoli, 28 marzo 1925) produttore italiano.
Michael Imperioli (Mount Vernon, 26 marzo 1966) attore, sceneggiatore statunitense; EA (The Sopranos); Goodfellas.
Aki Kaurismäki (4Pr) (Orimattila, 4 aprile 1957) regista, sceneggiatore, produttore finlandese; An/GP (The Man Without a Past*); Le Havre.
Vanessa Kirby (Londra, 18 aprile 1988) attrice britannica; An/CV (Pieces of a Woman); BA (The Crown).
Keira Knightley (1.2/3) (Londra, 26 marzo 1985) attrice britannica; An (The Imitation Game; Pride & Prejudice); Bend It Like Beckham*; Atonement.
Karl Malden (6PfSv) (Chicago, 22 marzo 1912) attore statunitense; AA (A Streetcar Named Desire); An (On the Waterfront); Patton*.
Marcel Marceau (3) (Strasburgo, 22 marzo 1923) mimo francese; J. Jakubowicz, Resistance.
Aleksandr Mitta (1.1/2) (Mosca, 28 marzo 1933) regista sovietico; Air Crew; The Story of Voyages.
Kenny Ortega (Palo Alto, 18 aprile 1950) produttore, regista, coreografo statunitense; EA (High School Musical); Descendants.
Gregory Peck (3Uf) (San Diego, 5 aprile 1916) attore statunitense; AA/GG (To Kill a Mockingbird); GG (An The Yearling; EA Moby Dick); An (The Keys of the Kingdom; Gentleman’s Agreement; Twelve O’Clock High); Arabesque*.
Jean-Paul Rappeneau (4NrUp) (Auxerre, 8 aprile 1932) regista, sceneggiatore francese; An/CC (Cyrano de Bergerac*).
Gigi Reder (Up) (Napoli, 25 marzo 1928) attore italiano.
Walter Salles (Rio de Janeiro, 12 aprile 1956) regista, sceneggiatore, produttore brasiliano; An/GB (Central do Brasil).
Maria Schneider (7Ni) (Parigi, 27 marzo 1952) attrice francese; Ultimo tango a Parigi.
Annabella Sciorra
(New York, 29 marzo 1960) attrice statunitense.

William Shatner (11) (Notre-Dame-de-Grâce, 22 marzo 1931) attore, regista, produttore canadese; SA (James T. Kirk/Star Trek IV: The Voyage Home*); EA (Boston Legal).
Innokenty Smoktunovsky
(Tatyanovka, 28 marzo 1925) attore russo, NK.

Quentin Tarantino (Knoxville, 27 marzo 1963) regista, sceneggiatore, attore, produttore statunitense; AA/GG/BA/DD (Pulp Fiction*; Django Unchained); An/GG (Once Upon a Time in… Hollywood); An/DD (Inglourious Basterds); Death Proof*.
Paola Tedesco (Roma, 28 marzo 1952) attrice italiana; Il segno del comando.
Claudia Zanella (Firenze, 30 marzo 1979) attrice italiana.

POLITICA & ECONOMIA: 1.2 considera la politica e l’economia come il passaggio dall’intenzione collettiva alla sua organizzazione concreta: un principio politico diventa istituzione, una rivendicazione diventa legge, un progetto economico diventa impresa, infrastruttura, sistema produttivo o distribuzione di risorse. La dinamica riguarda quindi fondazione, amministrazione, consolidamento, gestione del territorio e trasformazione delle condizioni materiali. Sul piano politico, 1.2 comprende la costruzione di coalizioni, l’organizzazione del consenso, la negoziazione fra interessi differenti e la traduzione di programmi generali in riforme effettivamente applicabili. Sul piano economico, riguarda invece l’acquisizione e la gestione delle risorse, il lavoro, la produzione, il capitale, il commercio e la capacità di rendere durevole un progetto. È particolarmente pertinente anche alla costruzione di sistemi cooperativi e sovranazionali, quando un principio di unità politica o economica deve essere trasformato in strutture operative. Il lato conflittuale di 1.2 appare nelle lotte per il controllo delle risorse e del territorio, mentre quello costruttivo emerge nella ricostruzione, nelle riforme sociali, nella tutela dell’ambiente e nella creazione di istituzioni capaci di mantenere nel tempo una trasformazione. Aggiunta: Léon Blum: la sua esperienza al governo del Fronte Popolare nel 1936 costituisce un esempio molto netto di trasformazione di un programma politico in misure concrete: accordi collettivi, settimana di 40 ore, ferie pagate, aumenti salariali e riforme economiche modificarono materialmente la condizione dei lavoratori. Aggiunta: Nicholas Butler: la sua attività per il diritto internazionale, l’arbitrato e il Patto Briand-Kellogg mostra 1.2 nella costruzione di strumenti istituzionali destinati a trasformare l’aspirazione alla pace in meccanismi concreti di cooperazione internazionale. Aggiunta: Corbin Harney: attraverso lo Shundahai Network trasformò la difesa spirituale della terra e dei popoli indigeni in organizzazione, educazione, campagne nonviolente e opposizione concreta ai test nucleari e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi; il rapporto fra territorio, protezione e azione collettiva è fortemente 1.2.

SCIENZA: 1.2 esplora la scienza come trasformazione di un’intuizione o di un problema in conoscenza verificabile, tecnica, procedura e applicazione concreta. Il rapporto fra teoria e realizzazione è centrale: l’ipotesi deve essere sottoposta all’esperimento, il calcolo deve produrre un modello operativo e la conoscenza deve poter intervenire sulla realtà attraverso strumenti e tecnologie. La dinamica comprende quindi ricerca, progettazione, costruzione, sperimentazione, correzione degli errori e consolidamento dei risultati. L’ingegneria rende particolarmente evidente questo processo perché trasferisce direttamente un principio fisico o matematico nella costruzione di una macchina, di un veicolo o di un’infrastruttura. Anche l’esplorazione scientifica e spaziale esprime 1.2 attraverso la conquista di territori fisici sconosciuti e la necessità di trasformare ambienti ostili in condizioni concretamente abitabili e gestibili. Aggiunta: Wernher von Braun: la progettazione del Saturn V costituisce un caso esemplare di passaggio dall’ambizione dell’esplorazione lunare alla costruzione di una tecnologia capace di renderla possibile; come direttore del Marshall Space Flight Center guidò lo sviluppo del vettore che portò Apollo 11 sulla Luna nel 1969. Aggiunta: Jim Lovell: Apollo 13 (1970) è un esempio eccezionale di 1.2 sul piano operativo: dopo l’esplosione di un serbatoio di ossigeno, Lovell e l’equipaggio dovettero trasformare immediatamente una missione lunare compromessa in un problema di sopravvivenza, usando il modulo lunare come “scialuppa” e realizzando soluzioni improvvisate per il ritorno sicuro sulla Terra.

 

POLIT/ECON.
Leon Blum (4NpUi) (Parigi, 9 aprile 1872) politico, primo ministro francese.
Nicholas Butler (4Sr) (Elizabeth, 2 aprile 1862) filosofo, diplomatico, politico, pedagogista statunitense, NP.
Guido Carli (9Sb) (Brescia, 28 marzo 1914) dirigente pubblico, economista, politico italiano.
Rudolf Dassler (Herzogenaurach, 29 marzo 1898) imprenditore tedesco, fondatore della casa d’abbigliamento sportivo Puma; O.Dommenget, Duell der Brüder.
Corbin Harney (Bruneau, 24 marzo 1920) anziano, leader spirituale dei Newe, attivista, ambientalista statunitense (Shundahai Network), The Nature Way.
Craig Rosebraugh (Portland, 15 aprile 1972) scrittore, regista, attivista, ambientalista statunitense.
Mary Tudor (5SfpUb) (Greenwich, 18 febbraio 1516) regina consorte di Francia.
Jan Zumbach (Ursynow, 15 aprile 1915) pilota da caccia, mercenario polacco-svizzero; D. Blair, Hurricane.

SCIENZA
Wernher von Braun
(3Pi) (Wirsitz, 23 marzo 1912) scienziato, ingegnere tedesco; J. Lee Thompson, I Aim at the Stars.
Jim Lovell (10Up) (Cleveland, 25 marzo 1928) astronauta statunitense; R. Howard, Apollo 13.

 

VARI: Chris Costner Sizemore (5Ni) (Edgefield, 4 aprile 1927) donna statunitense con multiple personality disorder; N.Johnson, The Three Faces of Eve.

ME030422-1.2, Incontri multidimensionali: 1.2, con il Sole in Ariete e la Luna in Toro, si colloca immediatamente dopo la Luna Nuova in Ariete e sviluppa la dinamica fra l’iniziativa arietina e la capacità taurina di stabilizzare, costruire e consolidare ciò che è stato conquistato. Il lavoro del seminario parte dalla distinzione fra mondo esterno e mondo interiore attraverso un esercizio nel quale si osserva un oggetto dell’ambiente fisico, lo si porta nell’immaginazione mantenendolo inizialmente fedele all’originale e poi si permette che, entrando nello spazio multidimensionale, si liberi dalla fissità della forma e possa cambiare, adattarsi e integrarsi. Il passaggio mostra la differenza fra una realtà esterna nella quale le forme sono rigidamente vincolate e una realtà interiore nella quale esiste una maggiore libertà di trasformazione. Da qui emerge il tema centrale dell’invasione del mondo interiore da parte della realtà esterna: pensieri, emozioni, paure, sensi di colpa, preoccupazioni e immagini relative a ciò che accade fuori possono entrare nell’interiorità senza essere stati scelti, imponendo anche dentro uno spazio di sovranità personale le limitazioni della realtà esterna. Il compito consiste nel riconoscere il confine oltre il quale comincia il proprio spazio interiore sacro e assumere una posizione di sovranità, rappresentata anche attraverso una postura corporea che esprima un netto “NO” e “STOP”. La componente arietina di 1.2 interviene quindi come forza di iniziativa e riconquista: il confine viene spostato in avanti e i territori interiori precedentemente occupati dalle influenze esterne vengono recuperati. Si invocano guide e alleati multidimensionali e, attraverso il respiro, si invia energia vitale al territorio occupato, risvegliandone la memoria originaria e ristabilendone l’appartenenza. Le energie invasive non devono necessariamente essere combattute direttamente: quando viene rivendicato il diritto di sovranità, esse perdono potere e arretrano, perché “non hanno alcun potere a meno che noi non glielo diamo”. La riconquista arietina viene quindi seguita immediatamente dal principio taurino: una volta recuperato il territorio, occorre costruirvi sopra qualcosa che ne renda stabile e riconoscibile la nuova appartenenza, come una bandiera, una fortezza o qualsiasi altra struttura simbolica. Ariete prende l’iniziativa, avanza e riconquista; Toro si stabilisce, costruisce e consolida. Questa operazione deve essere ripetuta ogni volta che si avverte un’invasione del mondo esterno nell’interiorità. La consapevolezza stessa costituisce già una forma di resistenza: anche quando la persona non riesce a modificare immediatamente le emozioni o le condizioni interiori, il semplice riconoscimento dell’invasione dimostra che una parte della coscienza rimane libera. “Finché c’è consapevolezza, non saremo mai completamente invasi.” Nei momenti di difficoltà è inoltre fondamentale chiedere aiuto alle proprie parti e guide multidimensionali che si trovano in spazi di sicurezza, senza pretendere di affrontare tutto autonomamente; il supporto viene richiesto per la liberazione interiore, non per combattere una guerra nel mondo esterno. Le esperienze condivise dai partecipanti mostrano diverse modalità di applicazione della pratica, tra cui una postura a forma di X, la richiesta di sostegno alle guide, una cupola trasparente protettiva, un enorme essere di luce con qualità guerriere simile ad Atena e la visualizzazione di un paesaggio interno rigenerato nel quale ricompaiono alberi, piante, draghi e creature fatate. Un’altra esperienza mette in evidenza la possibilità di riconoscere una parte di sé collocata in uno spazio di sicurezza dal quale osservare la scena terrestre, mentre una mano proietta un flusso di energia capace di arrestare l’avanzata dell’invasione. Questi strumenti, pur semplici, vengono considerati estremamente potenti perché nel mondo esterno l’individuo opera in condizioni di forte limitazione e compromesso, mentre nell’immaginazione dispone di un rapporto di potere molto più favorevole. Per questo ogni risposta a una difficoltà esterna dovrebbe essere accompagnata da una risposta interiore ancora maggiore: quando tutte le energie vengono investite nel mondo esterno, la “retrovia” interiore rimane scoperta e diventa più vulnerabile all’invasione. Il secondo grande nucleo di 1.2 riguarda la collisione fra Ariete e Toro, interpretata come collisione fra uno e due, quindi fra unità e separazione. La separazione produce conflitto e ambiguità, perché nella realtà duale anche parole apparentemente univoche, come “pace”, possono essere utilizzate da posizioni opposte; occorre quindi guardare oltre le affermazioni e riconoscere ciò che realmente vi è dietro. L’esercizio consiste nell’identificare qualcosa o qualcuno percepito come radicalmente opposto, minaccioso, incompatibile o capace di suscitare una forte reazione emotiva, collocarlo davanti a sé a una certa distanza e poi procedere verso di esso con la massima forza fino alla collisione. Lo scontro viene deliberatamente trasferito dal piano esterno a quello interiore, perché le forme fisiche del mondo esterno sono state create nella separazione e non possono fondersi; nel mondo interiore, invece, la collisione può diventare un punto di unione. Si accolgono anche le conseguenze dello scontro, rappresentate come “lividi” sui corpi multidimensionali: proprio da questi punti di contatto dolorosi può iniziare a svilupparsi la connessione e l’unità. Il principio centrale viene espresso nella formula “Quando entriamo in collisione interiormente, ci uniamo”. Ciò che viene percepito come nemico può quindi essere fatto entrare volontariamente nel mondo interiore, non perché l’invasione venga subita, ma perché si sceglie consapevolmente di confrontarla e di entrare in collisione con essa in uno spazio nel quale lo scontro può trasformare la separazione in relazione e unità. La collisione interiore permette inoltre di spostare nella propria realtà autentica le forze che si oppongono nel mondo esterno, esponendo ciò che nella realtà ordinaria rimane occultato e permettendo alle forze stesse di confrontarsi nella loro matrice senza servirsi di conflitti proiettati attraverso “burattini” nel mondo esterno. La responsabilità personale consiste nel prendere l’iniziativa e raggiungere il punto della collisione interiore; una volta compiuta questa azione, occorre lasciare spazio agli effetti che non dipendono più dalla volontà individuale, permettendo che un livello superiore di consapevolezza conduca lo scontro verso guarigione e unità. La collisione può quindi continuare anche nei giorni successivi, come processo interiore di trasformazione. Il nucleo specifico di 1.2 Ariete–Toro è pertanto costituito dalla sequenza iniziativa–riconquista–consolidamento e dalla trasformazione della collisione in unità: Ariete rompe l’inerzia, prende posizione, avanza e recupera il territorio interiore; Toro lo stabilizza, lo struttura e ne ristabilisce l’appartenenza. Parallelamente, ciò che nel mondo esterno appare come opposizione e separazione viene volontariamente portato nello spazio interiore, dove la collisione può diventare un punto di contatto, guarigione e ricomposizione dell’unità.

Un corso in miracoli: Questi pensieri non significano nulla. Sono come le cose che vedo… (L-pI.4).  Non sono mai turbato per la ragione che penso io (L-pI.5).
La rivelazione è intensamente personale e non può essere tradotta significativamente. Questo è il motivo per cui qualsiasi tentativo di descriverla a parole è impossibile. La rivelazione induce solo esperienza. I miracoli, d’altro canto, inducono azioni. Essi sono più utili ora a causa della loro natura interpersonale (T-1.II.2:1-6). Lo Spirito Santo fa da mediatore tra la comunicazione superiore e quella inferiore, mantenendo aperto il canale diretto da Dio a te così che avvenga la rivelazione (T-1.II.5:3). Il miracolo minimizza il bisogno del tempo (T-1.II.6:1). Il miracolo accorcia il tempo collassandolo, eliminando così alcuni intervalli al suo interno (T-1.II.6:9). 

Sigillo: comprende un quadrato con al suo interno un cono. Concede il potere di manifestare quanto è stato ricevuto tramite ispirazione con audacia e risolutezza inflessibile. La realizzazione sul piano fisico è qui solo strategica e rappresentativa, priva di attaccamento, intesa a rendere visibile provvisoriamente nell’illusorietà della percezione separata ciò dimora nell’effettiva realtà. Nella visione una bandiera rossa è piantata su una roccia in un paesaggio desertico. La bandiera attira molti guerrieri attivando in loro un senso di emergenza. L’intento alchemico comporta la costruzione di un collegamento tra il visibile e l’invisibile, il contenitore e l’essenza.

Riferimento handoriano: 1.2 corrisponde alla Nazione di Alrafiab (Rafiah Pradhinah) sita nell’area sudovest dello Stato di Akirwa e comprendente la penisola di Alkrob, luogo dei primi insediamenti e della più antica città portuale, la capitale Al Rafio, che prende il nome dal santo eroe Rafio, noto per il suo tamburo di guarigione donatogli da Rata Sahe Pah, spirito supremo di Brento. Rafio è particolarmente famoso per le sue qualità curative e potenzianti, poiché è stato benedetto dall’aspetto incontaminato di Rata Sahe Pah Sadoh, lo spirito totem del settore 2. Amauroto è la città santa della capitale, un luogo di evanescenza radicale in rappresentanza della finalità ultima della cultura di Akirwa. Il confine terreno della nazione è delimitato dal fiume Anidro (senza acqua). Gli alrafiabani sono particolarmente noti per le loro doti di veloci ed efficenti costruttori di strutture semplici, solide e assai graziose, che possono inoltre essere facilmente spostate da un luogo all’altro. I centri e i villaggi della nazione sono assai affascinanti sia per il carattere degli edifici che per la loro distribuzione in armonia con l’ambiente naturale. Questa nazione detiene le chiavi dei misteri riguardanti tutte le questioni primordiali sull’essere umano. Quindi questo è il luogo ideale per viaggiare per coloro che intendono ricevere una guida senza fronzoli, diretta e non purificata sull’argomento. Nel ruvido scenario climatico akirwano, A. è benedetta da un clima mite e da vegetazione abbondante. Quando i Pionieri raggiunsero Kirway, incontrarono ogni tipo di difficoltà, ma giunti in Alrafiab si assestarono e fondarono le prime colonie. A. detiene le chiavi dei misteri sulle questioni primarie di sopravvivenza ed è il sito ideale ove viaggiare per chi vuole ricevere indicazioni chiare e senza fronzoli. 

Trinità e Arciducati di Alrafiab

Code
Autorità
Capitale
Quadri rilevanti
1.2.1
Archduke Lower Alkrob (Ahl Asfalkraub)
Arch of Rafib
1 Alrafrarenorob, 2 Arch of Thumb, 3 Arco of Arco, 4 Arch of Bardo, 5 Arch of Cameo, 6 Arch of Comco, 7 Arch of Squab, 8 A.Nogidoro, 
1.2.2
Archduke Higher Alkrob (Aleali Alkraub)
Arch of Alkrob
1 Ablution Shrub, 2 A.Azarol, 3 A.Capriccio, 4 A.Duodecimo, 5 A.Honeycomb, 6 A.Presdo, 7 A.Spiderweb, 8 Albonoli Thumb, 9 Arco di Venazo, 10 Argo di Galero, 11 Neighing Carob, 12 Northern Carob. A.Ascalkio, A.Imarco, A.Parono, A.Oviolo, A.Toleo.
1.2.3
Nalparchipelago - Azb (sweet) 
Naplar Doorknob
1 Apo, 2 Aso, 3 Neb, 4 Ago, 5 Aho, 6 Avo, 7 Ado, 8 Nub, 9 Nib, 10 Nab, 11 Alb, 12 Aib. Azb
1.2.4
Arvo - Adab (أدب hope)
Ammo
1 Auto, 2 Nero, 3 Ambo, 4 Atmo, 5 Nado, 6 Nazo, 7 Numb, 8 Asso, 9 Albo, 10 Agro, 11 Nexo, 12 Alco. Adib (cultured), Ahab (strong), Ajab (wonder), Ajiib, Amro, Arab, Arib, Niro, Nabo
1.2.5
Aggro, Ahzab (coalition)
Adlib
1 Aneto, 2 Nimbo, 3 Ageho, 4 Amano, 5 Astho, 6 Amiyo, 7 Adatto, 8 Anado, 9 Adito, 10 Arava, 11 Acoro, 12 Acerb. Aaqib (عقيب replacement), Aarib (عريب handsome), Aftab (sun), Aghlab (أغلب), Ahsab, Amito, Arbab
1.2.6
Albedo
Nunzio
1 Arioso, 2 Nugolo, 3 Abarco, 4 Niravo, 5 Nitamo, 6 Nadano, 7 Nutano, 8 Nirado, 9 Nirupo, 10 Advito, 11 Arhato, 12 Arroyo. Aceseb, Nisimo.
1.2.7
Algenib
Algenib
1 Ailanto, 2 Allegro, 3 Abituro, 4 Anurago, 5 Anuvino, 6 Nirmalo, 7 Nartano, 8 Agitato, 9 Alpiaco, 10 Animato, 11 Anandeo, Alamzeb, 12 Alrehio.
1.2.8
Nalrafib
Al Rafio
1 Nuntiato, 2 Alfresco, 3 Abbinavo, 4 Atikramo,  5 Avinasho, 6 Nalceleb, 7 Nalscrub, 8 Alrinimo, 9 Nairhomb, 10 Achambho, Altayyib
1.2.9
Albononio
Alrhubarb
1 Alrelatio, 2 Alrapamib, 3 Antipasto, 4 Nightbulb, Abu-Talib, Abu-Turab, Ana Aktub (I'm writing)
1.2.10
Alrafikalb
Alkommando
1 Afisionado, 2 Aira Nacho
1.2.11
Albireobodo (Ahlul Kitab)
Abd Alkurub
1 Almansaronib
1.2.12
Admiral Krob
Apern Ambuko
1 Admiral Echo, 2 Admiral Kerb, 3 A.Stub, 4 A.Kerb, 5 A.Hero
1.2
ALRAFIAB
Al Rafio
Amauroto
Alrafiaban: Arvo, Albedo, Alkrob, Aggro, Algenib, Nalrafib, Rafio, Amiro (ricco), Ademo (senza popolo)

Provordo Names: Abbinavo (always new), Achambho (struck by wonder), Adito (Sun), Advito (matchless), Ageho (with no abode), Ailanto (alone), Amano (no mind), Amito (endless), Amiyo (friend), Anado (without sound), Anandeo (lord of bliss), Acanto (without limit), Adatto (without self), Anugito (resonance), Anupamo (unique), Anurago (devotion), Anuvino (small flute), Apantho (without path), Arbindo (lotus), Aranyo (wild), Arhato (conquerer), Astho (trust), Atikramo (transcendence), Atmo (innermost), Atulyo (incomparable), Avinasho (eternal), Nado (sound), Namito (humbleness), Nandano (happiness), Nartano (dancer), Navino (new), Nayano (eyes), Nazo (gracious), Neeravo (silence), Ninado (nature music), Niravo (silence), Nirguno (beyond qualities), Nirmalo (innocence), Nirupo (without form), Nisimo (without limit), Nitamo (everlasting), Nutano (totally new).

Unità territoriali provvisorie:
REGIONE PTU D1-2 ITALIA,
Emilia-Romagna, SAN MARINO
D1-2: ITALIA, EMILIA-ROMAGNA, Bologna [Cc / T / Pm / gs]: Bentivoglio, Casalecchio di Reno [gs], Castel Maggiore, Galliera, Lizzano in Belvedere, Riola di Vergato [gs], Minerbio, Ozzano Emilia , Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Tolé [gs], Zola Predona, tutti i comuni tranne D1-2-10. (2), Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola [Cc], Mordano (10); Ferrara [Cc]: Codigoro, Comacchio, Mezzana, S.Vito Ostellato (1); Reggio Emilia [Cc]: Brescello [Cfc], Canossa [gs], Guastalla [Ccc] (3); Modena [Cc]: Carpi [Cc], Lama Mocogno, Nonantola [Cfc] (4); Ravenna [Cc], Brisighella [gs], Cervia [Ccc], Faenza [Cc], Modigliana [Ccc] (5); Forlì [Cc], Cesena [Cc], Bertinoro [Ccc], Cesenatico [gs], Civitella di Romagna [gs], Longiana, Sarsina [Ccc] (6); Piacenza [Cc], Aguzzano, Bobbio [Ccc], Fiorenzuola (7); Rimini [Cc], San Leo [Ccc], Torriana (8); Parma [Cc], Bardi, Capriolo, Chiaravalle Colomba, Colecchio, Fidenza [Cc], Fontanellato, Fontevivo, Fornivo, Langhirano, Noceto, Salsomaggiore, S.Nicomede, S.Secondo, Soragna, Talignano (9). SAN MARINO, Città di San Marino [Cc / gs] (11), altri Castelli (12).

NOTE:
[1] Emile Durkheim, De la division du travail social, Parigi, Felix Arcan, 1893, p. 4, TdA, vers. orig. “Notre devoir est-il de chercher à devenir un être achevé et complet, un tout qui se suffit à soi-même, ou bien au contraire de n’être que la partie d’un tout, l’organe d’un organisme?” 
[2] Ernst Jünger, Heliopolis, Milano, Guanda, 2006, p. 93.
[3] Junger, Tempo misurabile e tempo del destino: Riflessioni di un non astrologo sull‘astrologia.
[4] Ernst Jünger, Al muro del tempo, p. 92
[5] Heliopolis, p. 110.
[6] Discrepanza tra alcune fonti, tra cui quelle astrologiche, che indicano come anno di nascita il 1957 e altre che riportano il 1956

 

 

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