4.5 (Cancro/Leone)
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Aspetto: semi-sestile. Elementi: acqua/fuoco. Fase: luna nuova/umida. Gradi: 2½ -5° Cancro. Numero: 41. Qualità: cardinale/fissa. Spirito: Quiu Surahim. PTU: Spagna: Comunidad de Madrid. Riferimento Handoriano: State of Quald: Domain Charlonsmere.
Pregi: compassione, dedizione, arte, sensibilità, intuizione, fiducia, affidabilità, magnetismo, ospitalità, dignità, devozione, determinazione. Rancori: arroganza, vanità, arroganza, sciovinismo, dominio.
Piante: melissa.
Mansione lunare: 8, ك Kâf (k), Al Nathra, The Gap or Crib, 0° Cancer, The Footstool, The Grateful. Nome di Dio: 41 الحسيب al-Ḥasīb, Colui che valuta. 69 Al-Qadir (القادر) The All Powerful. 15 Al-Qahhar (القهار) The Subduer. 15 الْقَهَّارُ AL-QAHHAR The All-Prevailing One, 4.5. UCIM: 174-176.
Temi fondamentali: Origine: custodia, nutrimento, memoria, radici, famiglia, lignaggio spirituale. Identità: intenzo originario, rivelazione dell’identità, autoespressione, autenticità, individualità nell’appartenenza. Relazione: cooperazione Sole-Luna, dialogo tra coscienza e anima, integrazione femminile-maschile, protezione reciproca, ospitalità, leadership compassionevole. Qualità: fiducia, dignità, magnetismo, creatività, generosità, riconoscimento. Spiritualità: desiderio, rapporto diretto con Dio, discernimento, unificazione dei desideri, realtà multidimensionale, mondo del desiderio compiuto, pratica spirituale, Sé autentico. Ombra: arroganza, vanità, dominio, sciovinismo, orgoglio ferito, dipendenza dall’approvazione, illusione di eccezionalità.
Nel sistema astrologico binario Sole in Cancro (4) e Luna in Leone (5) costituiscono il binario 4.5 o il numero binario 41. Questo binario evidenzia l’intento di custodire e nutrire i propri valori innati, permettendo loro di essere condivisi e quindi di nascere nel mondo. L’energia del Settore 4 (Cancro), tenera e sensibile, è chiamata a rivestirsi di una corazza che permette di contenere e dispensare le sue qualità oltre i confini sicuri della sua dimora. Attraverso l’espressione all’esterno s’innesca un processo di crescita e apprendimento che in effetti comporta la rivelazione di ciò che è già conosciuto da un’altra prospettiva. 4.5 mescola facilmente l’energia femminile e maschile, esprimendo potere e leadership, pur preservando sensibilità e compassione.
Sole in Cancro e Luna in Leone sono in aspetto semi-sestile (30°), che collega due segni consecutivi, spontaneamente complementari. I segni coinvolti possono funzionare bene insieme finché mantengono la loro integrità. Il contesto ideale è quello in cui il segno del Sole, il Cancro, definisce e realizza il suo intento, mentre il segno della Luna (il Leone) lo sostiene soddisfacendo al tempo stesso i suoi veri bisogni.
Una caratteristica del binario 4.5 consiste nel rapporto reciproco tra i due luminari e i loro domicili astrologici. Il Sole si trova nel Cancro, segno governato dalla Luna, mentre la Luna si trova nel Leone, segno governato dal Sole. Ciascun luminare opera quindi all’interno del dominio dell’altro, dando origine a una relazione di cooperazione piuttosto che di predominio. L’identità solare non può manifestarsi senza accogliere le qualità lunari della ricettività, della memoria e del nutrimento; allo stesso modo la funzione lunare non rimane confinata nella sola interiorità, ma viene chiamata a esprimersi attraverso la creatività, la dignità e la forza irradiatrice del Sole. Si crea così una sorta di dialogo permanente tra coscienza e anima, tra volontà e ricettività, nel quale ciascun principio riconosce il valore dell’altro senza perdere la propria natura.
Due giorni dopo l’esatta Luna Nuova in Cancro, inizia la fase di Luna Umida. La Luna diventa visibile a occidente dopo il tramonto e si trova tra i 30° e i 60° dal Sole, mentre l’esatta Luna Umida, ha luogo quando il Sole e la Luna distano 45° tra loro. I primi dettagli del potenziale della Luna Nuova cominciano a emergere. Si tratta di una fase ricettiva, intesa a raccogliere informazioni e prepararsi all’azione. In questo stadio la visione o l’intento multidimensionale colto con la Luna Nuova gradualmente si integra con la realtà ordinaria. La domanda qui è “Come posso tradurre la mia visione in un obiettivo comprensibile nella realtà terrena?” Durante la Luna Umida, puoi fare crescere la consapevolezza del tuo intento, chiarificandoti e pianificando i prossimi passi. A questo scopo si tratta di uscire allo scoperto, di essere identificati per quello che si vuole, di uscire gradualmente fuori dallo spazio di protezione, senza tuttavia lasciarlo completamente. Una risposta armonica a questo binario produce un profondo senso di fiducia, rispetto, orgoglio e apertura verso le proprie tradizioni, antenati, lignaggi spirituali e talenti ereditati.
Una caratteristica di 4.5 consiste nella capacità di trasformare il calore dell’interiorità in una presenza che ispira fiducia e attrae spontaneamente gli altri. L’affetto, la protezione e la cura proprie del Cancro tendono a irradiarsi attraverso la dignità e la forza espressiva del Leone, generando un magnetismo naturale che non dipende dalla ricerca di consenso, bensì dalla coerenza tra ciò che si custodisce interiormente e quanto si manifesta esteriormente. Più questa corrispondenza è autentica, maggiore è la capacità di influenzare positivamente l’ambiente circostante. L’espressione creativa costituisce un’esigenza fondamentale di questo binario, in qualsiasi attività che permetta di dare forma visibile ai propri valori, affetti, intuizioni e talenti. La creatività diventa il mezzo attraverso cui l’identità interiore si rende riconoscibile senza perdere la propria autenticità. Quando questa possibilità viene ostacolata, ne può derivare un senso di frustrazione, come se fosse impedita la naturale espansione della propria energia vitale. Il bisogno di riconoscimento assume in 4.5 una forma particolare. Non nasce tanto dal desiderio di superiorità o prestigio, quanto dall’aspirazione che la propria dedizione, generosità e fedeltà siano realmente comprese e accolte. Il vero nutrimento del Leone, in questo contesto, consiste nel vedere riconosciuto il valore di ciò che il Cancro custodisce e offre. Per questo motivo una delle prove caratteristiche del binario riguarda la capacità di continuare a donare senza dipendere costantemente dall’approvazione esterna. Nel 4.5 la protezione assume una natura reciproca. Chi risuona con questo binario tende spontaneamente a prendersi cura delle persone, degli ambienti e dei valori che ama, ma sente anche il bisogno di poter abitare spazi nei quali si percepisce accolto, rispettato e interiormente al sicuro. Da questa reciprocità nasce la capacità di creare luoghi di autentica ospitalità, nei quali casa, famiglia o comunità diventano centri di accoglienza e non semplici rifugi separati dal mondo. Un ulteriore elemento caratteristico consiste nella capacità di conservare la propria individualità pur rimanendo profondamente legati alle proprie radici, famiglia, comunità o tradizione. Il Leone non dissolve l’identità nel gruppo, né il Cancro trasforma l’appartenenza in dipendenza: i due principi cooperano affinché l’unicità personale possa emergere proprio grazie alla forza delle proprie origini. Infine, una delle sfide più caratteristiche del binario riguarda il rapporto con l’orgoglio. Quando la dignità interiore è fondata sul riconoscimento della propria origine spirituale, essa diventa forza tranquilla, generosità e capacità di incoraggiare gli altri. Quando invece dipende esclusivamente dall’immagine personale o dall’approvazione ricevuta, può trasformarsi in suscettibilità, bisogno di conferme o senso di ferita ogni volta che il proprio valore non viene riconosciuto.
«Ogni segno è un volto di Dio… ciascuno di noi evolve secondo una via unica. L’astrologia, usata con chiarezza, può riflettere questo cammino.» Marcus Allen (4.5.1), Astrology for the New Age: An Intuitive Approach (1979).
Navigando sull’onda di 4.5 puoi accedere alla chiave di molti tuoi desideri, a condizione che tu sia disposto a onorarli per quello che essi sono davvero. Questo può accadere solo se li riconduci alla loro Fonte originaria che con cautela potresti chiamare “Dio”. Questa cautela comporta discriminare tra il Dio effettivo e i surrogati prodotti dagli esseri umani. Una delle caratteristiche di tali surrogati è precludere ogni rapporto diretto con Dio, poiché la volontà divina è predefinita da norme e prescrizioni indiscutibili o sancita da autorità religiose. La cautela si accompagna a un atto di massimo ardore, ossia la decisione di rapportarsi direttamente con Dio, incuranti di ogni surrogato e intermediazione. Quando compi questa scelta ogni desiderio nella tua vita si trasforma in un unico desiderio, che è quello di rapportarti con Dio. In questo contesto, qui strategicamente associato al binario 4.5, emana un particolare attributo di Dio che si riassume nella pura espressione di tutti i desideri e di ogni possibile volontà nell’intera esistenza, per cui nulla può essere scollegato da Dio. Tale consapevolezza evidenzia il tuo diritto incontestabile di rapportarti con Dio e una comprensione profonda del tuo massimo valore, che ti consente di ricevere e dare qualsiasi dono.
Puoi soddisfare ogni tuo desiderio e intenzione, non perché disponi di poteri speciali personali, ma perché sei consapevole che se hai un desiderio, e lo esplori pienamente, questo desiderio, anche nel caso sia falso o sbagliato, ti riconduce alla realtà di ciò che effettivamente rappresenta. Una parte di te, che è forse proprio l’opposto della parte che credi di essere, può fare accadere tutto quel che vuoi. Quel che desideri che accada nella tua vita è molto più vero di ciò che ti sembra stia accadendo nella tua vita. Quel che desideri fare accadere nella tua vita sta già avendo luogo in un mondo che continuerà a esistere quando il mondo che credi essere reale sarà sparito o dimenticato per sempre. Quando riconosci quel mondo in cui ciò che desideri accade già, la soddisfazione che ne provi si riversa nel mondo ordinario e fa accadere pure lì cose meravigliose, inclusi molti dei tuoi desideri e spesso tutti. Il beneficio è mutuo. Ma prima di tutto devi trovare quel mondo in cui i tuoi desideri sono già soddisfatti. Quel mondo è il più importante dei mondi possibili. Trovarlo è molto semplice, richiede solo pochi minuti della tua attenzione, poi si tratta di frequentarlo regolarmente e anche questo non ti porterà via tanto tempo. Però, fai attenzione, puoi soddisfare ogni desiderio nella misura in cui ti rendi conto che, laddove ad altri livelli i desideri seguitano a essere soddisfatti, nella realtà terrena essi a un certo punto non lo saranno più.
Talvolta c’è l’arroganza di credere di potere avere un trattamento diverso dal resto dell’umanità. In questa vita fisica tutte le persone, belle e brutte, ricche e povere, intelligenti e ignoranti, oneste e disoneste, buone e cattive, sul piano umano stanno male con una certa frequenza e poi a un certo punto stanno così male che muoiono. Ma chi pensi di essere per avere in questa vita umana un trattamento speciale, diverso dagli altri? La crisi, la malattia, la morte ti aspettano senza preavviso ogni secondo della tua vita umana. Ma chi pensi di essere per restarne immune? Quindi cessa di lamentarti perché non hai e non sei questo e quello, o perché ti è successo questo e quell’altro. Similmente cessa di pavoneggiarti perché hai questo e quello, o perché ti è successo questo e quell’altro. Sii consapevole che a un certo punto perderai tutto e di quello che hai pensato di essere non rimarrà più niente, nemmeno chi pensi di essere. E a quel punto smetterai di pensare e rimarrà solo quel che sei davvero.
La vita è come un albergo in cui soggiornano tanti ospiti. Verso di loro presti più o meno attenzione. Alcuni si trattengono a lungo, altri per soggiorni a medio o breve termine. Ogni ospite, senza esclusioni, a un certo punto se ne va. Poi succede che partono tutti e non arriva più nessuno. Allora comprendi chi sei tu, forse.
RELIGIONE & SPIRITUALITÀ
Cristianesimo
Nel cristianesimo il binario 4.5 si esprime anzitutto come progressiva rivelazione dell’identità filiale dell’essere umano. La memoria non riguarda soltanto il passato, ma il ricordo della propria origine in Dio, che fonda la dignità della persona e orienta ogni autentico cammino di conversione. L’intera vita cristiana può essere letta come un ritorno alla casa del Padre, nel quale il desiderio umano viene gradualmente purificato fino a coincidere con la volontà divina.
Cattolicesimo
Nel cattolicesimo il binario 4.5 trova una particolare espressione nella relazione tra la maternità della Chiesa e la dignità della persona come figlio di Dio. La custodia della Tradizione non rappresenta una semplice conservazione del passato, ma la trasmissione vivente di una memoria che conduce continuamente all’incontro con Cristo. I sacramenti, la liturgia e la vita ecclesiale costituiscono il luogo nel quale la memoria della salvezza diventa presenza operante, permettendo al credente di riconoscere progressivamente la propria identità più profonda. La leadership cristiana assume così il carattere del servizio e della cura, secondo il modello di Cristo buon pastore, mentre ogni autentica autorità è chiamata a favorire la crescita dell’altro piuttosto che l’affermazione di sé.
David Steindl-Rast (Vienna, 12 luglio 1926), monaco benedettino statunitense, rappresenta uno degli esempi più significativi di come la tradizione cattolica possa aprirsi al dialogo interspirituale senza rinunciare alla propria identità. Opere come The Ground We Share, Gratefulness, the Heart of Prayer e The Music of Silence mostrano come la gratitudine, il silenzio e l’esperienza contemplativa costituiscano un terreno comune capace di ricondurre le diverse tradizioni religiose alla loro sorgente. Emblematica è la sua osservazione secondo cui «le religioni partono dal misticismo… poi il magma si raffredda… dobbiamo spingere attraverso questa crosta e andare al fuoco che è al suo interno», immagine che richiama il movimento del 4.5 verso il recupero della sorgente originaria al di là delle sole forme esteriori. (La sua prospettiva è sviluppata più ampiamente nella sezione Interspiritualità.)
Ortodossia
Nella tradizione ortodossa il binario 4.5 si manifesta soprattutto attraverso il tema della divinizzazione (theosis), intesa come progressiva partecipazione dell’essere umano alla vita divina. La memoria della Chiesa si conserva nella continuità della liturgia, della preghiera e della successione spirituale, mentre la trasformazione interiore prevale su ogni concezione puramente giuridica della salvezza. L’identità del credente si rivela nella comunione con Dio e con la comunità ecclesiale, secondo una prospettiva nella quale la bellezza della liturgia, la venerazione delle icone e la vita contemplativa diventano espressioni della presenza del Regno già operante nel mondo. Per il momento non emergono, nel materiale raccolto, figure ortodosse particolarmente significative da sviluppare in relazione specifica al binario 4.5.
Protestantesimo
Nel protestantesimo il 4.5 mette in particolare evidenza il rapporto personale con Dio, la centralità della fede vissuta e la responsabilità individuale nell’accogliere la Parola. L’identità cristiana non deriva principalmente dall’appartenenza istituzionale, ma dalla risposta personale alla chiamata divina, che trasforma interiormente l’esistenza. La memoria biblica diventa così una realtà viva che continua a parlare al presente, mentre il rapporto diretto con Dio, uno dei temi centrali del 4.5, trova una naturale corrispondenza nell’accento protestante sulla relazione personale con Cristo.
Frederick Buechner (New York, 11 luglio 1926) teologo, predicatore, poeta e scrittore statunitense, ha sviluppato una riflessione nella quale la fede nasce dall’incontro fra esperienza personale, memoria e Vangelo. In opere come The Book of Bebb, Godric e Telling the Truth: The Gospel as Tragedy, Comedy, and Fairy Tale il cristianesimo viene presentato come una realtà capace di illuminare l’intera esistenza umana. Particolarmente vicina al simbolismo del 4.5 è la sua riflessione: «Forse la funzione più sacra della memoria è proprio questa: rendere in definitiva priva di significato la distinzione tra passato, presente e futuro; per consentirci a un certo livello del nostro essere di abitare quella stessa eternità in cui si dice che Dio stesso abita». La memoria diventa così il luogo nel quale l’identità ritrova la propria origine e il tempo si apre alla presenza di Dio. Inoltre la sua esortazione «Ecco il mondo. Succederanno cose belle e terribili. Non aver paura» richiama la fiducia che nasce dall’abbandono alla provvidenza, mentre il suo invito ad avere compassione per i diversi “sé” che hanno attraversato la nostra vita riflette il tema della riconciliazione dell’identità lungo il cammino dell’esistenza.
Gnosticismo
Nella prospettiva gnostica il binario 4.5 trova una delle sue espressioni più profonde nel tema del ritorno alla propria origine divina. L’identità autentica non viene costruita dall’esterno né definita dall’ego, ma progressivamente riconosciuta attraverso la gnosi, la conoscenza diretta della propria realtà spirituale. La memoria assume così un significato radicale: non consiste semplicemente nel ricordo del passato, ma nell’anamnesi della propria origine, nella riscoperta di ciò che l’essere umano è da sempre prima di ogni identificazione con il mondo della separazione. La rivelazione dell’identità coincide con il risveglio della scintilla divina presente nell’essere umano, mentre il desiderio, attraversando le sue molteplici manifestazioni, tende progressivamente a ricomporsi nell’unico desiderio del ritorno alla Fonte. In questa prospettiva il mondo materiale non rappresenta la realtà ultima, ma il luogo nel quale l’essere umano vive una temporanea dimenticanza della propria origine. La liberazione non deriva quindi dall’acquisizione di nuovi privilegi, poteri o conoscenze esteriori, bensì dal riconoscimento della verità già presente nell’interiorità. Il movimento fondamentale del 4.5, che conduce dalla custodia dell’origine alla piena manifestazione dell’identità, trova qui una particolare consonanza: ciò che viene rivelato non è qualcosa di nuovo, ma ciò che era stato dimenticato. La conoscenza gnostica non è principalmente intellettuale, ma trasformativa. Essa comporta un cambiamento dell’essere che permette di distinguere la realtà autentica dalle sue imitazioni. Anche il discernimento assume quindi un ruolo centrale: occorre riconoscere la differenza fra la Fonte e le immagini sostitutive che pretendono di prenderne il posto, evitando di confondere il simbolo con la realtà, la dottrina con l’esperienza, l’autorità esterna con la conoscenza interiore. In questo senso il tema del rapporto diretto con Dio, caratteristico del 4.5, trova una significativa corrispondenza nella prospettiva gnostica, nella quale la salvezza coincide con il risveglio della coscienza spirituale più che con l’adesione puramente esteriore a un sistema religioso. Un altro elemento di particolare rilievo riguarda il desiderio. Nella misura in cui esso rimane rivolto agli oggetti della realtà separata genera dispersione e continua insoddisfazione; quando invece viene ricondotto alla propria origine, rivela il suo significato più profondo come nostalgia della pienezza perduta. I molteplici desideri non vengono semplicemente repressi, ma progressivamente unificati fino a riconoscere che ogni autentica ricerca tende verso la stessa realtà originaria. Anche il tema della realtà multidimensionale trova una significativa corrispondenza nello gnosticismo. La vera patria dell’essere umano non coincide con il mondo visibile, ma con una dimensione spirituale che permane oltre la realtà ordinaria. Il cammino gnostico consiste nel vivere già ora alla luce di questa appartenenza, lasciando che la consapevolezza della propria origine trasformi progressivamente il modo di percepire il mondo e di rapportarsi agli altri. L’ombra del binario assume infine la forma della pretesa di possedere una conoscenza riservata che alimenti il senso di superiorità personale. La vera gnosi non accresce l’ego né giustifica privilegi spirituali, ma dissolve progressivamente ogni identificazione separativa, conducendo all’umiltà, alla libertà interiore e alla permanenza del Sé autentico, che precede ogni costruzione dell’identità personale.
A Course in Miracles
Nel binario 4.5 il desiderio non viene represso né idolatrato, ma ricondotto progressivamente alla sua origine. Ogni desiderio autentico rappresenta una via attraverso la quale l’essere umano può risalire alla Fonte da cui proviene. L’apparente molteplicità dei desideri tende così a unificarsi in un unico movimento fondamentale: il desiderio di Dio. In questa prospettiva il valore della persona non dipende da ciò che possiede, realizza o riceve dal mondo, ma dalla sua identità originaria, che precede ogni esperienza e rimane immutata nonostante le vicende dell’esistenza. Questa dinamica trova una particolare consonanza con l’insegnamento di Un corso in miracoli, nel quale il ritorno a Dio non avviene mediante pratiche esteriori o l’accumulazione di meriti, bensì attraverso il riconoscimento della propria realtà originaria. Le lezioni 174-176, utilizzate nel Sistema Binario come riferimento privilegiato per il 4.5, sviluppano proprio questo itinerario. «Voglio entrare ora alla Sua Presenza» (Lezione 157) esprime il desiderio di un rapporto diretto con Dio, senza sostituti né mediazioni; «Oggi imparo a dare come ricevo» (Lezione 158) e «Offro i miracoli che ho ricevuto» (Lezione 159) mostrano come ricevere e donare costituiscano un unico movimento dell’Amore, in piena sintonia con il diritto originario di ricevere e offrire che caratterizza questo binario. La consapevolezza di essere già nella propria dimora spirituale («Sono a casa. La paura è un’estranea qui», Lezione 160) richiama il tema della casa interiore, delle radici e dell’appartenenza, mentre «Dammi la tua benedizione, santo Figlio di Dio» (Lezione 161) introduce il riconoscimento della santità presente in ogni fratello, culminando nell’affermazione «Io sono come Dio mi ha creato» (Lezione 162), che sintetizza il riconoscimento dell’identità autentica, non costruita dall’ego ma semplicemente ricordata. In questa prospettiva anche il discernimento assume un ruolo decisivo. Il Corso invita infatti a distinguere costantemente Dio da tutte le immagini sostitutive prodotte dall’ego. Ogni forma di idolatria, compresa quella religiosa, nasce quando si attribuisce realtà autonoma a ciò che pretende di sostituire la relazione diretta con la Fonte. Il rapporto con Dio non viene quindi mediato da privilegi, appartenenze o condizioni particolari, ma rimane aperto a chiunque sia disposto a riconoscere la propria origine divina. Il tema del desiderio assume qui un significato particolarmente profondo. Non si tratta di soddisfare indefinitamente i desideri dell’ego, ma di scoprirne il nucleo autentico, poiché ogni desiderio, se seguito fino alla sua radice, conduce al desiderio fondamentale di ricongiungersi con Dio. Quando tale unificazione si realizza, la molteplicità delle aspirazioni perde il suo carattere conflittuale e diventa espressione di un’unica volontà orientata verso la Fonte. Questa prospettiva illumina anche uno degli aspetti più originali del 4.5: la realtà nella quale il desiderio autentico è già compiuto. Pur utilizzando un linguaggio differente, Un corso in miracoli descrive il mondo reale come una dimensione già presente, non ancora pienamente riconosciuta dalla coscienza ordinaria. La pratica spirituale consiste allora nello spostare progressivamente la propria attenzione da ciò che l’ego considera reale a quella dimensione nella quale la separazione è già stata superata. L’esperienza di tale realtà non rappresenta una fuga dal mondo, bensì una trasformazione del modo di percepirlo, permettendo che ciò che viene riconosciuto interiormente si rifletta gradualmente anche nell’esistenza quotidiana. Il riconoscimento della propria identità originaria dissolve infine una delle principali ombre del binario: la convinzione di costituire un’eccezione. Il Corso smaschera costantemente ogni pretesa di privilegio personale, ricordando che nessuno può essere separato dall’Amore di Dio né ricevere un destino diverso da quello degli altri. L’umiltà non consiste nello sminuire se stessi, ma nel rinunciare all’illusione dell’ego e riconoscere che la propria vera identità rimane quella con cui Dio ha creato ogni essere. Da questa consapevolezza nasce una dignità che non ha bisogno di conferme esterne, una generosità libera dalla ricerca di approvazione e una creatività che diviene spontanea manifestazione del Sé autentico.
Ebraismo
Nell’ebraismo il binario 4.5 trova una delle sue espressioni più caratteristiche nel valore dell’Alleanza come memoria vivente tra Dio e il suo popolo. L’identità non nasce dall’individualismo, ma dall’appartenenza a una storia sacra che attraversa le generazioni, custodita nella famiglia, nella comunità e nella trasmissione della Torah. La memoria (zikkaron) non rappresenta il semplice ricordo di eventi passati, bensì la loro continua attualizzazione nella vita del credente, così che ogni generazione possa riconoscersi parte della medesima relazione con Dio. Il desiderio dell’uomo trova il suo compimento nella fedeltà all’Alleanza, mentre la dignità personale si manifesta come risposta alla chiamata divina più che come affermazione dell’ego.
Islam
Nell’Islam il 4.5 si esprime attraverso il tema dell’abbandono fiducioso a Dio (islām), della misericordia divina e della responsabilità dell’essere umano quale custode della creazione. L’identità del credente nasce dal riconoscimento della propria totale dipendenza da Dio, mentre la comunità dei fedeli (Umma) rappresenta una famiglia spirituale unita dalla memoria della Rivelazione. La preghiera quotidiana, il digiuno, la carità e il pellegrinaggio costituiscono strumenti attraverso i quali il desiderio viene progressivamente orientato verso Dio, favorendo una disciplina interiore che conduce dall’attaccamento alle realtà transitorie alla fiducia nella volontà divina. In particolare la tradizione mistica del sufismo sviluppa ulteriormente questo itinerario, ponendo al centro il ricordo costante di Dio (dhikr) come via di trasformazione dell’intera persona.
Buddhismo
Il buddhismo interpreta il desiderio da una prospettiva differente rispetto alle religioni teistiche, ma offre numerosi punti di contatto con il nucleo del 4.5. Il cammino spirituale consiste infatti nel discernere i desideri che alimentano l’attaccamento da quelli che conducono al risveglio, trasformando progressivamente la coscienza attraverso la pratica, la meditazione e la compassione. La vera identità non coincide con le costruzioni dell’ego, destinate a mutare continuamente, ma con una consapevolezza che si libera dall’identificazione con ciò che è impermanente. Anche il tema dell’umiltà, del superamento dell’orgoglio e dell’abbandono delle pretese personali trova una significativa consonanza con l’ombra e il processo evolutivo del 4.5, pur sviluppandosi all’interno di una visione profondamente diversa da quella cristiana.
Induismo
Nell’induismo il binario 4.5 trova una particolare corrispondenza nell’idea che l’identità più profonda dell’essere umano (Ātman) abbia origine nella Realtà assoluta (Brahman) e che il cammino spirituale consista nel riconoscere questa unità fondamentale. Il desiderio viene progressivamente purificato fino a trasformarsi nella ricerca della liberazione (mokṣa), mentre la pratica spirituale, la devozione (bhakti), la conoscenza (jñāna) e la disciplina dello yoga costituiscono differenti vie attraverso le quali l’essere umano può ritornare alla propria origine. La memoria assume qui il significato del ricordo della propria natura eterna, oscurata dall’identificazione con la personalità e con il ciclo delle rinascite. Il 4.5 richiama in particolare la progressiva rivelazione del Sé autentico e la manifestazione esteriore di una realtà già presente interiormente.
Sciamanesimo
Nella prospettiva sciamanica il binario 4.5 si manifesta come riconoscimento della continuità tra il mondo visibile e le realtà invisibili. L’identità dell’essere umano non è limitata alla personalità ordinaria, ma si estende a una rete di relazioni che comprende antenati, spiriti, animali di potere, forze della natura e dimensioni non ordinarie della coscienza. La memoria coincide spesso con il recupero dell’origine spirituale dell’individuo e del suo lignaggio, mentre il viaggio sciamanico rappresenta un ritorno consapevole a quella sorgente dalla quale derivano guarigione, conoscenza e orientamento. Uno dei temi più caratteristici del 4.5 è il riconoscimento di una realtà nella quale ciò che appare incompiuto nel mondo ordinario è già presente a un livello più profondo. Il lavoro sciamanico consiste proprio nell’entrare in relazione con questa dimensione, lasciando che quanto viene sperimentato nei mondi spirituali trasformi progressivamente la vita quotidiana. Il desiderio non viene represso, ma interrogato come possibile messaggero dell’Intento originario, distinguendo le aspirazioni dell’ego da quelle che esprimono la funzione autentica dell’anima. Anche la figura dello sciamano riflette diversi aspetti del 4.5. Egli non esercita il proprio ruolo per affermare un potere personale, ma come custode della comunità e mediatore fra i mondi. La sua autorevolezza deriva dalla fedeltà alla propria funzione e dalla disponibilità a porsi al servizio della guarigione, della memoria e dell’equilibrio collettivo. In questa prospettiva la leadership diventa una forma di responsabilità compassionevole, mentre il rapporto con la realtà multidimensionale permette di riconoscere che la vera origine dell’identità precede e trascende la vita ordinaria.
Mitologia
Nella mitologia il binario 4.5 si manifesta soprattutto nei racconti che riguardano la continuità del lignaggio, la trasmissione dell’eredità spirituale, la rivelazione della vera identità e il passaggio dalla protezione familiare all’assunzione della propria funzione nel mondo. Molti miti descrivono infatti un protagonista la cui origine rimane inizialmente nascosta o incompleta e viene progressivamente rivelata attraverso un cammino di prove, riconoscimenti e trasformazioni. La memoria non costituisce soltanto il ricordo del passato, ma il recupero di un’identità originaria senza la quale il destino dell’eroe non può compiersi. L’appartenenza alla famiglia, alla stirpe o alla comunità non limita l’individualità, bensì le fornisce il fondamento da cui può emergere una leadership autentica, esercitata come servizio e responsabilità piuttosto che come dominio.
Nella tradizione romana il mito di Enea rappresenta uno degli esempi della continuità tra memoria e missione. L’eroe porta con sé il padre Anchise e i Penati di Troia, custodendo concretamente la memoria della propria civiltà mentre si dirige verso una terra destinata a diventare la culla di un nuovo popolo. La sua leadership non nasce dalla ricerca della gloria personale, ma dalla fedeltà a una missione ricevuta e alla responsabilità verso le generazioni future, esprimendo in modo particolarmente efficace il passaggio dal patrimonio ereditato alla sua piena realizzazione.
Un altro mito da segnalare è quello di Telemaco, che nell’Odissea cresce all’ombra dell’assenza del padre Ulisse. Il suo viaggio non consiste principalmente nella conquista di gloria personale, ma nella ricerca delle proprie radici e nel recupero della memoria familiare. Soltanto riconoscendo il padre e la propria appartenenza alla casa di Itaca può maturare la propria identità e prepararsi ad assumere il ruolo che gli compete. La ricerca dell’origine precede quindi la manifestazione della propria individualità.
Infine, il tema della regalità legittima ricorre frequentemente nella mitologia classica. Il sovrano autentico non è colui che conquista il potere per ambizione personale, ma chi riconosce di aver ricevuto una funzione da esercitare nell’interesse della comunità. Il 4.5 sottolinea proprio questo passaggio: la vera autorità nasce dalla memoria dell’origine, dalla fedeltà al proprio intento e dalla capacità di manifestare esteriormente una dignità che affonda le proprie radici nell’interiorità.
Interspiritualità
L’interspiritualità interpreta il binario 4.5 come il riconoscimento di un’origine spirituale comune che precede le differenze dottrinali e confessionali. L’identità non viene costruita contrapponendo una religione alle altre, ma approfondendo la propria tradizione fino a scoprirne il nucleo universale. La fedeltà alle proprie radici non è in contrasto con l’apertura al dialogo: quanto più una persona abita autenticamente la propria casa spirituale, tanto più può riconoscere nelle altre tradizioni la presenza di un’unica ricerca della Verità. Il dialogo interreligioso non nasce quindi dal relativismo, bensì dalla convinzione che ogni autentico cammino spirituale possa diventare occasione di incontro con Dio e di reciproco arricchimento.
David Steindl-Rast (Vienna, 12 luglio 1926), monaco benedettino e tra i principali promotori contemporanei dell’interspiritualità, ha dedicato gran parte della sua opera alla ricerca di un terreno comune fra le tradizioni religiose. In libri come The Ground We Share, Gratefulness, the Heart of Prayer, The Music of Silence e Words of Common Sense and Belonging to the Universe mostra come la gratitudine, il silenzio contemplativo e l’esperienza diretta del sacro costituiscano un linguaggio condivisibile ben oltre i confini confessionali. Emblematica è la sua osservazione: «Le religioni partono dal misticismo. Non c’è altro modo per iniziare una religione… dobbiamo spingere attraverso questa crosta e andare al fuoco che è al suo interno». L’immagine del fuoco nascosto sotto la crosta delle istituzioni religiose richiama efficacemente il movimento del 4.5 verso il recupero dell’origine vivente che precede ogni formulazione dottrinale.
Un’analoga apertura emerge anche nelle riflessioni di Wole Soyinka (Abeokuta, 13 luglio 1934), drammaturgo, poeta e Premio Nobel per la Letteratura. Pur non essendo un autore propriamente appartenente all’interspiritualità, la sua visione del pluralismo religioso è profondamente affine a questo approccio: «Per lo più, con poche eccezioni, nel continente africano, i sistemi di credenze non fanno alcun tentativo di fare proseliti… pensano piuttosto che l’altro debba poter trovare il proprio modo di rapportarsi con il Principio Superiore o la Divinità o Dio». Questa prospettiva valorizza la pluralità dei cammini spirituali senza negare la realtà del Principio trascendente, mostrando come la fedeltà alla propria tradizione possa convivere con il rispetto della ricerca religiosa altrui.
FILOSOFIA
Dal punto di vista filosofico il binario 4.5 pone al centro il rapporto tra identità, memoria e coscienza. La domanda fondamentale non riguarda semplicemente che cosa sia l’essere umano, ma come possa riconoscere la propria origine e tradurla in una forma di vita autentica. La memoria non coincide con il ricordo psicologico del passato, bensì con il riconoscimento di ciò che fonda l’identità personale e collettiva. La ricerca filosofica diventa così un itinerario di chiarificazione, nel quale l’individuo è chiamato a distinguere l’essenziale dall’accessorio, la realtà dalle sue rappresentazioni, l’essere dall’apparire. Un altro tema centrale del 4.5 è il rapporto fra individuo e comunità. L’identità non si sviluppa nell’isolamento né nell’omologazione, ma attraverso una relazione creativa con le proprie radici, la cultura e la storia. Da qui nasce anche una riflessione sulla responsabilità, sulla trasmissione della memoria e sul significato della tradizione, intesa non come semplice conservazione del passato ma come principio vivente capace di rigenerarsi continuamente. Il binario invita inoltre a interrogarsi sul desiderio e sulla sua trasformazione. La filosofia non viene intesa come esercizio puramente speculativo, ma come ricerca di una forma di vita nella quale il desiderio ritrovi il proprio orientamento originario. La vera conoscenza non consiste nell’accumulare informazioni, bensì nel riconoscere progressivamente la realtà più autentica dell’essere umano e del mondo. Fra i pensatori contemporanei che esprimono con particolare intensità questi temi emergono Gaston Bachelard, Herbert Marcuse, Edgar Morin, Alain Finkielkraut e, per alcuni aspetti, Carl Schmitt, ciascuno da prospettive profondamente diverse ma accomunate dalla volontà di interrogare criticamente la realtà, l’identità e il destino della civiltà.
Gaston Bachelard (Bar-sur-Aube, 27 giugno 1884), filosofo della scienza e della poesia francese, ha dedicato gran parte della sua opera all’immaginazione, agli elementi naturali e agli spazi interiori dell’essere umano. In L’Eau et les rêves (L’acqua e i sogni) l’acqua diventa simbolo della memoria, della profondità psichica e della contemplazione, mentre in La Poétique de l’espace (La poetica dello spazio) la casa, l’intimità e i luoghi abitati assumono un valore archetipico, mostrando come lo spazio custodisca la storia e l’identità della persona. La sua affermazione «È vicino all’acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione» richiama efficacemente la dimensione dell’interiorità e della memoria, mentre l’osservazione secondo cui «la conoscenza del reale è una luce che proietta sempre da qualche parte delle ombre» ricorda che ogni autentica conoscenza comporta anche discernimento e umiltà.
Una critica radicale della civiltà contemporanea viene sviluppata da Herbert Marcuse (Berlino, 19 luglio 1898), filosofo e sociologo tedesco-statunitense, una delle figure centrali della Scuola di Francoforte. In One-Dimensional Man (L’uomo a una dimensione) denuncia il conformismo prodotto dalla società tecnologica e dai meccanismi di consumo, mentre in Eros and Civilization (Eros e civiltà) rilegge Freud in chiave emancipatrice, individuando nella creatività e nell’eros una forza capace di trasformare l’esistenza. Il suo invito a «distruggere tutto ciò in cui avete creduto finora» non costituisce un’esaltazione del nichilismo, ma la richiesta di verificare criticamente ogni costruzione ideologica che impedisca all’essere umano di ritrovare una forma di vita più autentica. Allo stesso modo, quando afferma che «la verità dell’arte risiede nel suo potere di spezzare il monopolio della realtà convenzionale di definire cos’è reale», riconosce all’immaginazione e alla creatività una funzione liberatrice che apre l’uomo a possibilità ancora inesplorate.
Edgar Morin (Parigi, 8 luglio 1921), filosofo e sociologo francese, ha elaborato una filosofia della complessità che supera le separazioni rigide fra discipline, culture e modi di conoscere. Opere come Comment vivre en temps de crise? (Come vivere in tempo di crisi?), L’Esprit du Temps (Lo spirito del tempo) e Où va le monde? (Dove va il mondo?) riflettono costantemente sulla necessità di integrare individuo, società e pianeta in una visione unitaria. Particolarmente significativa è la sua osservazione secondo cui «qualunque sia il fenomeno studiato, occorre innanzitutto che l’osservatore studi se stesso», richiamando il legame inscindibile tra conoscenza e trasformazione personale. Ugualmente importante è la riflessione sulla «Terra-Patria», nella quale l’umanità viene invitata a riconoscersi parte di una medesima comunità di destino, capace di coniugare appartenenza, memoria e responsabilità universale.
Il rapporto fra identità, memoria e responsabilità etica viene affrontato da Alain Finkielkraut (Parigi, 30 giugno 1949), filosofo e saggista francese, soprattutto in La Sagesse de l’amour (La saggezza dell’amore). La sua riflessione insiste sull’amore come esperienza che supera la semplice opposizione fra dare e ricevere. L’osservazione secondo cui «c’è una parola in molte lingue che denota sia l’atto del dare che l’atto del prendere… questa è la parola: amore» richiama efficacemente il movimento reciproco del dono, nel quale generosità e accoglienza si sostengono a vicenda senza contrapporsi.
Su un piano differente si colloca Carl Schmitt (Plettenberg, 11 luglio 1888), giurista e filosofo politico tedesco, autore di Politische Theologie (Teologia politica) e Theorie des Partisanen (Teoria del partigiano). La sua riflessione affronta il problema dell’autorità, della sovranità e del conflitto come elementi costitutivi dell’ordine politico. Pur muovendosi in una prospettiva molto diversa rispetto agli altri autori qui considerati, le sue opere rappresentano una testimonianza significativa del dibattito filosofico del Novecento sul rapporto fra identità collettiva, decisione e responsabilità storica.
LETTERATURA
La letteratura esprime il binario 4.5 soprattutto attraverso opere che mettono al centro la ricerca dell’identità, il rapporto con le proprie origini, la memoria, il desiderio, la trasformazione interiore e il ritorno a una dimensione più autentica dell’esistenza. L’individuo non viene presentato come un eroe isolato, ma come una persona che scopre progressivamente il proprio posto nel mondo attraverso relazioni, prove, perdita, speranza e riconciliazione. Ricorrono frequentemente immagini della casa, dell’infanzia, del viaggio, della famiglia, della patria e della comunità, insieme alla ricerca di un significato che trascenda la semplice esperienza materiale. Anche quando affronta la crisi, la guerra, la morte o il cambiamento, la letteratura riconducibile al 4.5 tende a conservare una fiducia nella possibilità di ritrovare una verità più profonda capace di ricomporre le fratture dell’esistenza.
Fra gli autori che incarnano più chiaramente questi temi figura Antoine de Saint-Exupéry (Lione, 29 giugno 1900), scrittore e aviatore francese. In Le Petit Prince (Il piccolo principe), una delle opere più tradotte e amate della letteratura mondiale, il viaggio diventa un itinerario di riscoperta dell’essenziale, dell’amicizia, della responsabilità e dello sguardo del cuore. Celebre è l’affermazione: «Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione», che esprime il tema della relazione come comunione di intento. Ugualmente significativa è la frase: «Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio», nella quale il silenzio e il vuoto diventano luogo di rivelazione dell’essenziale.
Una prospettiva affine, seppure sviluppata in un contesto profondamente diverso, emerge nell’opera di Richard Bach (Oak Park, 23 giugno 1936), aviatore e scrittore statunitense. Romanzi come Jonathan Livingston Seagull (Il gabbiano Jonathan Livingston) e Illusions: The Adventures of a Reluctant Messiah (Illusioni. Le avventure di un messia riluttante) propongono un percorso di crescita fondato sulla libertà interiore, sul superamento dei limiti imposti dalle convenzioni e sulla scoperta della propria autentica vocazione. Le sue parole «Non importa quanto siamo qualificati o meritevoli, non raggiungeremo mai una vita migliore finché non saremo in grado di immaginarlo da soli e permettere a noi stessi di averla» richiamano la necessità di riconoscere interiormente ciò che si desidera manifestare, mentre l’invito «Se ami qualcuno lascialo libero» sottolinea come l’amore autentico non possa fondarsi sul possesso ma sul rispetto della libertà dell’altro.
L’esplorazione del cambiamento come principio fondamentale della realtà costituisce invece il nucleo della narrativa di Octavia Butler (Pasadena, 22 giugno 1947), una delle maggiori autrici della fantascienza contemporanea. Nei cicli Patternmaster, Xenogenesis (Xenogenesi) e soprattutto in Parable of the Talents (La parabola dei talenti), la trasformazione non rappresenta soltanto una condizione storica o biologica, ma una vera dimensione spirituale. «Il cambiamento è la sola inevitabile, irresistibile, costante realtà dell’universo. Per noi, ciò la rende la realtà più potente, e un’altra parola per Dio» e ancora «Tu cambi tutto ciò che tocchi. Tutto ciò che cambi cambia te. La sola verità durevole è il cambiamento. Dio è cambiamento». Pur sviluppandosi in un contesto fantascientifico, questa visione invita a riconoscere una realtà più ampia nella quale identità, desiderio ed evoluzione partecipano a un processo continuo di trasformazione.
Il tema della ricerca spirituale attraversa anche Yann Martel (Salamanca, 25 giugno 1963), scrittore canadese noto soprattutto per Life of Pi (Vita di Pi). Il romanzo utilizza il linguaggio della parabola per interrogarsi sul rapporto tra fede, immaginazione, sofferenza e significato dell’esistenza. La sua riflessione sulla paura — «Solo la paura può sconfiggere la vita… Devi lottare duramente per far brillare la luce delle parole su di essa» — mette in evidenza come il vero combattimento si svolga innanzitutto nella coscienza, dove la parola e la consapevolezza permettono di trasformare ciò che altrimenti rimarrebbe oscurità.
Una meditazione ancora più radicale sulla fragilità dell’esistenza caratterizza l’opera di Erich Maria Remarque (Osnabrück, 22 giugno 1898). Romanzi come Im Westen nichts Neues (Niente di nuovo sul fronte occidentale), Der Weg zurück (La via del ritorno), Der schwarze Obelisk (L’obelisco nero) e Schatten im Paradies (Ombre in paradiso) raccontano le conseguenze umane della guerra, della perdita e dell’esilio, mostrando come la dignità dell’essere umano sopravviva anche nelle condizioni più drammatiche. «La vita è una malattia, fratello, e la morte inizia già alla nascita» non costituisce una semplice affermazione pessimistica, ma il riconoscimento dell’impermanenza della condizione umana, mentre l’osservazione «Puoi trasformarti in un arcangelo, uno sciocco o un criminale: nessuno lo vedrà. Ma quando manca un pulsante, lo vedono tutti» denuncia la superficialità con cui la società giudica spesso le persone.
La prospettiva interculturale trova una voce autorevole in Wole Soyinka (Abeokuta, 13 luglio 1934), drammaturgo, poeta e Premio Nobel per la Letteratura. Opere come The Lion and the Jewel (Il leone e il gioiello) mettono in dialogo tradizione africana e modernità, mentre la sua riflessione religiosa sottolinea il rispetto della pluralità dei cammini spirituali: «Con poche eccezioni, nel continente africano i sistemi di credenze non fanno alcun tentativo di convertire gli altri con la forza… ciascuno deve poter trovare il proprio modo di rapportarsi al Principio Superiore». Una prospettiva che richiama il valore del dialogo, dell’appartenenza e della dignità di ogni ricerca autentica.
Anche la tradizione letteraria indiana trova un posto significativo attraverso Bankim Chandra Chatterjee (Naihati, 26 giugno 1838), romanziere, poeta e giornalista bengalese. Il suo celebre Vande Mataram (Ti saluto, Madre) è divenuto uno dei testi simbolo dell’identità culturale dell’India moderna. L’invocazione «Madre, ti lodo!… Madre di forza, Madre libera» unisce il sentimento della patria alla dimensione materna, esprimendo con particolare intensità il legame fra terra, appartenenza, memoria e identità collettiva.
Infine, una riflessione originale sul rapporto tra percezione, immaginazione e conoscenza emerge nell’opera di Rudolf Arnheim (Berlino, 15 luglio 1904), storico dell’arte, scrittore e psicologo tedesco. La sua affermazione «Ogni percezione è anche pensiero, tutto il ragionamento è anche intuizione, ogni osservazione è anche invenzione» supera la tradizionale contrapposizione fra razionalità e immaginazione, mostrando come la comprensione della realtà nasca dall’incontro dinamico tra esperienza, intuizione e creatività. È una prospettiva che si accorda con l’idea del 4.5 secondo cui l’identità autentica emerge attraverso un dialogo continuo fra interiorità ed espressione esteriore.
ARTI
Nel binario 4.5 l’arte diventa il luogo nel quale l’interiorità assume una forma visibile senza perdere il proprio mistero. Più che rappresentare semplicemente il mondo esterno, l’opera artistica rivela una realtà nascosta, facendo emergere la memoria, il simbolo, il sogno e l’identità profonda. Ricorrono così immagini sospese tra reale e immaginario, paesaggi interiori, metamorfosi della luce e dello spazio, mentre colore, forma e movimento diventano strumenti attraverso cui l’invisibile prende corpo. L’arte non ha soltanto una funzione estetica, ma costituisce una via di conoscenza capace di mettere in relazione esperienza sensibile, immaginazione e coscienza.
Fra gli interpreti più significativi di questa prospettiva si distingue Giorgio de Chirico (Volo, 10 luglio 1888), pittore e scrittore italiano, fondatore della pittura metafisica. Opere come Il canto d’amore, Le muse inquietanti e I bagni misteriosi costruiscono uno spazio enigmatico nel quale gli oggetti quotidiani assumono un significato simbolico e sembrano alludere a una realtà ulteriore. Piazze silenziose, prospettive impossibili, statue, manichini e architetture sospese invitano l’osservatore a oltrepassare l’apparenza delle cose per coglierne il significato nascosto. In questo senso la pittura metafisica rappresenta uno dei linguaggi artistici che più intensamente evocano il rapporto tra mondo visibile e dimensione interiore, tema centrale del 4.5.
Una ricerca molto diversa, ma ugualmente orientata a esplorare la percezione e la coscienza, caratterizza David Hockney (Bradford, 9 luglio 1937), pittore, scenografo e fotografo britannico. Opere come Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), The Road to York through Sledmere e il libro Spring Cannot Be Cancelled (La primavera non può essere cancellata) mostrano un costante interesse per il modo in cui lo sguardo costruisce la realtà. Di particolare rilievo è la sua sinestesia, cioè la capacità di percepire spontaneamente corrispondenze tra suoni e colori, esperienza che contribuisce alla ricchezza cromatica della sua produzione e alla ricerca di una percezione più unitaria del reale. La sua opera suggerisce che vedere non significa semplicemente registrare il mondo, ma partecipare creativamente alla sua continua rivelazione.
Il dinamismo della vita quotidiana viene invece reinterpretato da Giacomo Balla (Torino, 18 luglio 1871), uno dei principali esponenti del Futurismo italiano. In Dinamismo di un cane al guinzaglio il movimento non viene rappresentato come una successione di istanti separati, ma come un flusso continuo che dissolve la rigidità delle forme. Pur appartenendo a un’estetica profondamente diversa da quella di De Chirico, anche la sua ricerca mostra come la realtà non sia statica ma continuamente attraversata da energia, trasformazione e vita.
La comunicazione visiva assume una dimensione artistica nell’opera di Paul Colin (Nancy, 27 giugno 1892), illustratore, cartellonista e grafico francese, considerato uno dei maggiori innovatori del manifesto del Novecento. Attraverso l’uso essenziale del colore, della linea e della composizione, i suoi manifesti dimostrano come anche la grafica possa condensare un’identità culturale e trasmettere, con pochi elementi, un forte contenuto simbolico.
Un linguaggio ancora differente emerge nel fumetto satirico di Gébé (Georges Blondeaux) (Villeneuve-Saint-Georges, 9 luglio 1929), autore e direttore di Charlie Hebdo, e di Marcel Gotlib (Parigi, 14 luglio 1934), fra i più influenti fumettisti francesi del secondo Novecento. Attraverso ironia, paradosso e umorismo surreale, entrambi utilizzano il disegno come strumento di critica culturale e sociale, mostrando come anche il linguaggio apparentemente leggero del fumetto possa interrogare convenzioni, identità e sistemi di pensiero consolidati.
Completa il quadro Ingeborg Lüscher (Freiberg, 22 giugno 1936), artista tedesco-svizzera attiva nella pittura, nella scultura, nella fotografia e nell’installazione. La sua ricerca unisce materiali naturali, immagini e processi di trasformazione, esplorando il rapporto tra memoria, tempo, percezione e metamorfosi. Le sue opere invitano a contemplare il continuo dialogo tra natura e coscienza, suggerendo che ogni forma visibile custodisca una realtà più profonda, in sintonia con la ricerca interiore caratteristica del binario 4.5.
Cinema
Nel cinema e nello spettacolo il binario 4.5 trova una delle sue espressioni più efficaci nelle opere che mettono al centro il rapporto fra memoria e identità, il ritorno alle proprie origini, la trasformazione interiore, la fedeltà ai propri valori e la ricerca di un significato che sopravviva alla perdita, alla sofferenza e al trascorrere del tempo. Molti dei film riconducibili a questo archetipo raccontano personaggi apparentemente ordinari che, attraverso prove profonde, scoprono progressivamente la propria autentica vocazione oppure imparano a custodire ciò che conta davvero.
Fra gli interpreti più rappresentativi emerge Tom Hanks (Concord, 9 luglio 1956), protagonista di alcuni dei film più significativi del cinema contemporaneo. In Forrest Gump (1994) la vicenda di un uomo semplice attraversa alcuni dei principali eventi della storia americana mostrando come sincerità, fedeltà e amore possano incidere sulla realtà più della brillantezza intellettuale. In Saving Private Ryan (Salvate il soldato Ryan, 1998) il valore della responsabilità reciproca e del sacrificio diventa il centro dell’intera narrazione. Apollo 13 (1995) racconta invece la capacità di affrontare una crisi estrema attraverso cooperazione, fiducia e creatività, mentre A Beautiful Day in the Neighborhood (Un amico straordinario, 2019) propone una riflessione sulla gentilezza, sul perdono e sulla possibilità di guarire le ferite interiori.
Una prospettiva più contemplativa caratterizza il cinema di Krzysztof Kieślowski (Varsavia, 27 giugno 1941), uno dei maggiori registi europei del Novecento. Dekalog (Decalogo) esplora le grandi domande morali dell’esistenza attraverso dieci racconti ispirati ai comandamenti biblici, evitando ogni moralismo e privilegiando la complessità delle scelte umane. Nella trilogia Trois couleurs (Tre colori), e in particolare in Rouge (Film Rosso), vengono affrontati il destino, gli incontri che trasformano la vita e le misteriose connessioni che uniscono le persone. Anche No End (Senza fine) riflette sul rapporto fra memoria, morte e permanenza dei legami oltre la dimensione visibile.
Il rapporto fra coscienza, identità e trasformazione costituisce invece il nucleo di Ken Russell (Southampton, 3 luglio 1927). In Altered States (Stati di allucinazione, 1980), ispirato alle ricerche di John C. Lilly sulla deprivazione sensoriale e sugli stati modificati di coscienza, uno scienziato esplora livelli sempre più profondi della mente fino a mettere in discussione i confini stessi dell’identità umana. Pur utilizzando il linguaggio della fantascienza, il film affronta interrogativi filosofici e spirituali sul rapporto fra coscienza, evoluzione e origine dell’essere.
Il tema della memoria assume un’intensità straordinaria nell’opera di Florian Zeller (Parigi, 28 giugno 1979). The Father (The Father – Nulla è come sembra, 2020), tratto dalla sua stessa opera teatrale, racconta dall’interno l’esperienza della demenza senile, facendo vivere allo spettatore la progressiva dissoluzione dei punti di riferimento del protagonista. Il film diventa così una meditazione sul rapporto fra memoria, identità e dignità della persona, mostrando come il nucleo più profondo dell’essere umano continui a cercare relazione e amore anche quando la memoria si frantuma.
Una diversa ricerca dell’identità attraversa alcuni dei film interpretati da Tom Cruise (Syracuse, 3 luglio 1962). Born on the Fourth of July (Nato il quattro luglio, 1989), diretto da Oliver Stone, racconta la trasformazione del reduce di guerra Ron Kovic, che passa dall’entusiasmo patriottico a una profonda revisione della propria vita e dei propri valori. In Vanilla Sky (2001) il confine fra realtà, memoria, sogno e desiderio diventa invece sempre più incerto, trasformando il film in una riflessione sulla coscienza e sull’identità personale.
Merita infine una particolare menzione Anand Tucker (Bangkok, 24 giugno 1963), regista del film Saint-Ex (2024), dedicato alla figura di Antoine de Saint-Exupéry. L’opera, pur scegliendo una narrazione romanzata, mette in risalto il legame fra esperienza vissuta, immaginazione e nascita de Il piccolo principe, creando un naturale ponte con la prospettiva letteraria del binario 4.5.
Musica
Nel binario 4.5 la musica diventa una delle espressioni più dirette del rapporto tra interiorità e manifestazione. Il sentimento non rimane confinato nell’intimità, ma cerca una forma capace di comunicarlo e condividerlo. Ricorrono così i temi dell’amore come luogo di trasformazione, della luce come simbolo di rivelazione, della fedeltà al proprio desiderio più autentico, della nostalgia per una casa interiore, dell’incontro che cambia la vita e della speranza che continua a brillare anche nell’oscurità. Molti brani appartenenti a questo binario alternano delicatezza e intensità, raccoglimento e slancio, mostrando come la vulnerabilità possa diventare una sorgente di forza e di autentica creatività.
Fra gli interpreti italiani spicca Gaetano Curreri (Bertinoro, 26 giugno 1952), cantautore, compositore, arrangiatore e fondatore degli Stadio. Nei brani La luce del sole e Ballando al buio l’amore assume il carattere di una forza capace di guarire, sostenere e restituire identità. Espressioni come «dammi fiato in questa notte buia» oppure «con la tua benedizione amami» trasformano la relazione in uno spazio di rinascita, mentre il ritornello «La luce del sole che commuove mentre muore» utilizza la luce come simbolo della speranza che continua a vivere anche nel momento del tramonto. Allo stesso modo Ballando al buio sviluppa il tema della fiducia reciproca attraverso immagini di intimità, protezione e permanenza: «Perché siamo due destini che si uniscono» e «le paure che hai… non le scorderò mai» esprimono efficacemente il desiderio di custodire la relazione oltre il tempo e le difficoltà.
Una riflessione molto diversa, ma ugualmente intensa, emerge nell’opera di Lana Del Rey (New York, 21 giugno 1985), fra le figure più rappresentative del cantautorato contemporaneo. In Born to Die (Nati per morire) convivono amore, vulnerabilità e consapevolezza dell’impermanenza: «Sometimes love is not enough» («A volte l’amore non basta») e «We were born to die» («Siamo nati per morire») non rappresentano una rinuncia alla vita, ma la coscienza della sua fragilità. In 13 Beaches (Tredici spiagge) riaffiora invece la ricerca di uno spazio autentico nel quale poter finalmente essere se stessi: «I’ve been dying for something real» («Ho un disperato bisogno di qualcosa di vero»). È proprio questa tensione verso una realtà più vera che rende la sua produzione particolarmente vicina ai temi del 4.5.
La centralità del rapporto umano ritorna anche nella produzione di Federico Zampaglione (Roma, 29 giugno 1968), cantautore dei Tiromancino. Per me è importante e soprattutto Due destini descrivono l’incontro come un evento che trasforma profondamente l’identità personale. «Siamo due destini che si uniscono» sintetizza efficacemente il tema della cooperazione tra individualità e appartenenza, mentre il desiderio di «cercare sempre quelle cose vere che ci fanno stare bene» richiama la continua ricerca dell’essenziale propria del binario. In Immagini che lasciano il segno l’altro diventa addirittura «la ragione che mi muove», trasformando la relazione in un principio creativo e generativo.
Una dimensione più raccolta e riflessiva caratterizza Milva (Goro, 18 luglio 1939), una delle maggiori interpreti della canzone italiana. Brani come Nel silenzio splende, I processi del pensiero e Io chi sono affrontano temi di identità, introspezione e ricerca di sé, mostrando come la musica possa diventare uno spazio privilegiato di indagine interiore, nel quale il silenzio non rappresenta un’assenza ma una condizione necessaria per ascoltare ciò che rimane essenziale.
Anche George Michael (Londra, 25 giugno 1963) sviluppa una concezione della relazione che supera il semplice sentimentalismo. Father Figure (Figura paterna) utilizza la metafora della protezione e della guida per descrivere un amore che desidera prendersi cura dell’altro, richiamando il tema del nutrimento affettivo e della responsabilità reciproca, particolarmente significativo nel 4.5.
Il rapporto tra spiritualità e musica trova un’espressione originale in Kris Kristofferson (Brownsville, 22 giugno 1936), autore di Jesus Was a Capricorn (Gesù era del Capricorno), brano che utilizza la figura di Gesù per criticare l’ipocrisia religiosa e ricordare la distanza fra il messaggio evangelico e molte sue interpretazioni storiche. La provocazione poetica della canzone invita a riconoscere il valore dell’autenticità rispetto alle convenzioni esteriori.
Fra i grandi interpreti della musica strumentale meritano inoltre una particolare menzione Claudio Abbado (Milano, 26 giugno 1933), il cui modo di dirigere l’orchestra era fondato sull’ascolto reciproco e sulla valorizzazione dell’insieme più che del protagonismo individuale; Carlos Santana (Autlán de Navarro, 20 luglio 1947), che in album come Abraxas, Shaman, Supernatural e Shape Shifter ha costantemente intrecciato rock, jazz, musica latina e ricerca spirituale; Brian May, Jeff Beck e Giuliano Carmignola, ciascuno capace, in linguaggi molto diversi, di trasformare il virtuosismo tecnico in una forma di espressione profondamente personale. Di particolare interesse è anche David Hockney… (questo va tolto: Hockney appartiene alle arti visive, non alla musica; quindi qui non compare). Ugualmente significativa è Bloem de Ligny, cantautrice, artista visiva e sinesteta, la cui esperienza di corrispondenza spontanea fra suoni, colori e percezioni costituisce una testimonianza originale dell’unità dell’esperienza sensibile e creativa.
GEOGRAFIA
PTU – Regione D4-5: Spagna, Comunidad de Madrid
La Regione D4-5 comprende la Comunidad de Madrid, comunità autonoma situata al centro della Penisola Iberica e coincidente con l’area metropolitana della capitale spagnola. Madrid costituisce il principale centro politico, amministrativo e simbolico della Spagna, sede della monarchia, del governo, delle Cortes Generales e delle principali istituzioni nazionali. Nel Sistema Binario la posizione di Madrid in 4.5 richiama efficacemente la dinamica del Cancro-Leone: il centro che custodisce la memoria storica, l’identità e le tradizioni della nazione (Cancro), irradiandole attraverso la funzione rappresentativa, culturale e istituzionale della capitale (Leone). La città riunisce infatti le principali funzioni di protezione, governo, rappresentanza e produzione culturale del Paese, fungendo da punto d’incontro tra la dimensione familiare e storica della Spagna e la sua proiezione pubblica e internazionale.
Dal punto di vista amministrativo, la Comunidad de Madrid costituisce una delle 17 Comunità Autonome della Spagna ed è articolata in 179 comuni (municipios), organizzati in numerose aree funzionali e comarche storiche. Nel PTU essa viene ulteriormente suddivisa in dodici settori: D4-5-1 Cuenca del Henares (Rivas-Vaciamadrid); D4-5-2 Área Metropolitana Sur (Getafe); D4-5-3 Comarca de Las Vegas (Aranjuez); D4-5-4 Comarca Sur (Valdemoro); D4-5-5 Madrid; D4-5-6 Área Metropolitana Norte; D4-5-7 Sierra Oeste (San Martín de Valdeiglesias); D4-5-8 Cuenca del Guadarrama (Collado Villalba); D4-5-9 Cuenca Alta del Manzanares (Colmenar Viejo); D4-5-10 Sierra Norte (Torrelaguna); D4-5-11 Cuenca del Medio Jarama (Algete); D4-5-12 Corredor del Henares (Alcalá de Henares).
Madrid esprime inoltre uno dei principali poli culturali dell’Europa occidentale. Il cosiddetto Paseo del Arte, formato dal Museo del Prado, dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e dal Museo Thyssen-Bornemisza, costituisce uno dei più importanti complessi museali del mondo e riflette la capacità del binario 4.5 di custodire l’eredità del passato rendendola continuamente visibile e creativa nel presente. La città ospita inoltre il Palacio Real, la Plaza Mayor, la Puerta del Sol e numerose istituzioni accademiche e culturali che rafforzano il suo ruolo di centro identitario della nazione.
Sul piano religioso Madrid è sede dell’Arcidiocesi di Madrid, eretta nel 1885 e oggi una delle principali sedi della Chiesa cattolica spagnola. Tra i luoghi sacri più significativi figurano la Cattedrale di Santa María la Real de la Almudena, dedicata alla patrona della città, il Monastero dell’Escorial, strettamente legato alla monarchia cattolica e alla memoria storica della Spagna, e Alcalá de Henares, città natale di Miguel de Cervantes e sede di una storica diocesi, importante anche per il suo patrimonio universitario e religioso. Nel loro insieme questi luoghi esprimono la stretta relazione tra tradizione, identità collettiva, cultura e rappresentazione pubblica che caratterizza il binario 4.5.
Dal punto di vista simbolico, la Comunidad de Madrid rappresenta uno dei luoghi in cui la memoria storica e culturale della Spagna viene custodita, organizzata e continuamente riproposta nello spazio pubblico. In essa convergono le qualità tipiche del Cancro — radici, protezione, appartenenza e continuità — con quelle del Leone — centralità, rappresentanza, creatività e dignità istituzionale — facendo della capitale uno dei principali esempi geografici della dinamica archetipica propria del binario 4.5.
Un ruolo centrale nel simbolismo del binario 4.5 è svolto dalla monarchia spagnola e dai suoi principali luoghi rappresentativi. Il Palacio Real de Madrid, una delle maggiori residenze reali d’Europa, continua a costituire il principale simbolo della continuità storica della Corona spagnola e della funzione rappresentativa dello Stato, pur non essendo la residenza privata della famiglia reale. Il complesso, insieme alla Plaza de Oriente, al Teatro Real, ai monumenti dedicati ai sovrani spagnoli e ai numerosi palazzi storici della capitale, richiama efficacemente la cooperazione tra il principio del Cancro, custode della memoria dinastica e dell’identità collettiva, e quello del Leone, che rende visibile l’autorità, la dignità e la funzione pubblica della regalità.
Accanto a questa dimensione luminosa della regalità, Madrid ospita anche uno dei monumenti più singolari della cultura europea: la Fuente del Ángel Caído, situata nel Parque del Retiro e dedicata all’istante della caduta di Lucifero, scolpita da Ricardo Bellver nel 1878 e ispirata al Paradise Lost di John Milton. La scultura raffigura il momento della ribellione e dell’espulsione dal Paradiso, rappresentando simbolicamente l’ombra del principio leonino quando la dignità degenera in orgoglio, l’autorità in dominio e la coscienza della propria unicità si separa dalla Fonte originaria. Proprio per questo motivo il monumento costituisce un interessante contrappunto simbolico rispetto alla funzione regale della città: da un lato la regalità ordinata al servizio e alla continuità della comunità, dall’altro la regalità che, separandosi dal proprio principio spirituale, si trasforma in affermazione autonoma dell’io. La fontana è una delle opere monumentali più note del Parco del Retiro ed è spesso ricordata come uno dei monumenti più insoliti di Madrid.
Individui 4.5
ARTE
Giacomo Balla (2Up) (Torino, 18 luglio 1871) pittore italiano; Dinamismo di un cane al guinzaglio.
Paul Colin (Nancy, 27 giugno 1892) pubblicitario, grafico francese.
Giorgio de Chirico (Sv) (Volo, 10 luglio 1888) pittore, scrittore italiano, Canto d’amore, Le muse inquietanti, I bagni misteriosi.
Gébé (Georges Blondeaux) (3Pp) (Villeneuve-Saint-Georges, 9 luglio 1929) fumettista francese, direttore di Charlie Hebdo.
Marcel Gotlieb (7Pp) (Parigi, 14 luglio 1934) fumettista francese.
David Hockney (Pv) (Bradford, 9 luglio 1937) pittore, scenografo, fotografo inglese; sinestesico (suono/colore); Portrait of an Artist; The Road to York through Sledmere; Spring Cannot be Cancelled.
Ingeborg Lüscher (5) (Freiberg, 22 giugno 1936) scultrice, pittrice, fotografa, autrice tedesca-svizzera
ASTR/ESOT.
Marcus Allen (11Pb) astrologo statunitense, Astrology for the New Age: An Intuitive Approach (1979), uno dei primi testi a presentare l’astrologia come strumento di esperienza interiore e sviluppo della coscienza più che come sistema deterministico di previsioni, propone una visione profondamente intuitiva e spirituale dell’astrologia, nella quale ogni segno rappresenta una particolare modalità di manifestazione del divino e ogni tema natale costituisce un percorso unico di crescita. Particolarmente originale è la sua distinzione fra qualità “non evolute”, “in evoluzione” ed “evolute” di ciascun segno, interpretate come differenti livelli di espressione della medesima energia e non come categorie rigide o moralistiche. Il suo metodo privilegia l’esperienza diretta, la meditazione sui simboli, l’equilibrio fra intuizione e ragione e una comprensione dell’astrologia come linguaggio archetipico capace di favorire trasformazione, consapevolezza e realizzazione del proprio intento originario. Risultano inoltre significative le sue pratiche esperienziali, come le Planet Walks (“camminate planetarie”), nelle quali le qualità simboliche dei pianeti vengono esplorate attraverso il movimento del corpo, evidenziando l’unità tra esperienza fisica, immaginazione e coscienza.
FIL/PSIC.
Gaston Bachelard (6SfUi) (Bar-sur-Aube, 27 giugno 1884) filosofo della scienza e della poesia francese; L’Eau et les Rêves; La Poétique de l’espace; “È vicino all’acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione, un soffio di odori che fuoriesce dalle cose per mezzo di una persona che sogna”; “la conoscenza del reale è una luce che proietta sempre da qualche parte delle ombre”.
Alain Finkielkraut (1SPvUp) (Parigi, 30 giugno 1949) filosofo, giornalista, opinionista politico francese; La Sagesse de l’amour; “C’è una parola in molte lingue che denota sia l’atto del dare che l’atto del prendere, la carità e l’avidità, la beneficenza e la lussuria – questa è la parola: amore”.
Herbert Marcuse (7) (Berlino, 19 luglio 1898) filosofo tedesco-statunitense, sociologo, One-Dimensional Man, Eros and Civilization; “La verità dell’arte risiede nel suo potere di spezzare il monopolio della realtà convenzionale di definire cos’è reale”. “Distruggete tutto ciò in cui avete creduto finora, buttate a mare tutto ciò che fino a ieri rappresentava il fondamento della vostra vita: vi sembrava granito e non era che pietra pomice, vi sembrava eterno ed è invece friabile e inutile”; “La follia del tutto giustifica le follie particolari e trasforma i delitti contro l’umanità in un’impresa razionale. Quando il popolo, stimolato ad arte dalle autorità pubbliche e private, si prepara a vivere in regime di mobilitazione generale, esso mostra d’esser ragionevole non soltanto a causa della presenza del Nemico, ma pure a causa delle possibilità di investimento e d’occupazione offerte dall’industria e dalle attività di divertimento. Anche i calcoli più folli appaiono razionali: annientare cinque milioni di persone è preferibile che non annientarne dieci milioni, o venti, e così via. È futile obbiettare che una civiltà che giustifica la propria difesa con un calcolo del genere proclama la propria fine”.
Edgar Morin (4NvPi) (Parigi, 8 luglio 1921) filosofo, sociologo francese; Comment vivre en temps de crise?; L’Esprit du Temps; Où va le monde?; “La (ricerca della) felicità è davvero la religione dell’individuo moderno, illusoria come tutte le religioni. È una religione senza sacerdoti, che funziona industrialmente”; “Qualunque sia il fenomeno studiato, occorre innanzitiutto che l’osservatore studi se stesso, poiché l’osservatore o turba il fenomeno osservato, o vi si proietta in qualche misura”; “La planetizzazione significa ormai comunità di destino per tutta l’umanità. Le nazioni consolidavano la coscienza delle loro comunità di destino con la minaccia incessante del nemico esterno. Ora, il nemico dell’umanità non è esterno. È nascosto in essa. La coscienza della comunità di destino ha bisogno non solo di pericoli comuni, ma anche di un’identità comune che non può essere la sola identità umana astratta, già riconosciuta da tutti, poco efficace a unirci; è l’identità che viene da un’entità paterna e materna, concretizzata dal termine patria, e che porta alla fraternità milioni di cittadini che non sono affatto consanguinei. Ecco che cosa manca, in qualche modo, perché si compia una comunità umana: la coscienza che siamo figli e cittadini della Terra-Patria. Non riusciamo ancora a riconoscerla come casa comune dell’umanità.
Carl Schmitt (11) (Plettenberg, 11 luglio 1888) giurista, filosofo, politico, politologo tedesco, Politische Theologie; Theorie des Partisanen; “Maledire la guerra come assassinio e poi pretendere dagli uomini che essi facciano la guerra e in guerra uccidano e si lascino uccidere, affinché ‘non vi sia mai più una guerra’ è un inganno manifesto”; “La guerra dell’inimicizia assoluta non conosce alcuna limitazione. Trova il suo senso e la sua legittimità proprio nella volontà di arrivare alle estreme conseguenze. La sola questione è dunque questa: esiste un nemico assoluto, e chi è in concreto?”
LETT.
Stefan Andres (5) (Treviri, 26 giugno 1906) scrittore tedesco.
Rudolf Arnheim (9Ui) (Berlino, 15 luglio 1904) scrittore, storico dell’arte, psicologo tedesco; “Ogni percezione è anche pensiero, tutto il ragionamento è anche intuizione, ogni osservazione è anche invenzione”.
Richard Bach (7) (Oak Park, 23 giugno 1936) aviatore, scrittore statunitense, Jonathan Livingston Seagull, Illusions: The Adventures of a Reluctant Messiah. “Non lasciarti sgomentare dagli addii. Un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici”; “Se ami qualcuno lascialo libero. Se torna da te, sarà per sempre tuo, altrimenti non lo è mai stato”; “Non esisto per impressionare il mondo. Esisto per vivere la mia vita in un modo che mi renderà felice”; “Se la tua felicità dipende da quello che fa qualcun altro, immagino che tu abbia un problema”; “Non importa quanto siamo qualificati o meritevoli, non raggiungeremo mai una vita migliore finché non saremo in grado di immaginarlo da soli e permettere a noi stessi di averla”.
Anatole Broyard (New Orleans, 16 luglio 1920) scrittore, critico letterario, editore statunitense, Intoxicated by My Illness: and Other Writings on Life and Death (1992; La morte asciutta), Il paziente visita il dottore.
Octavia Butler (4UpNr) (Pasadena, 22 giugno 1947) autrice di fantascienza afro/statunitense, Patternmasters, Xenogenesis, NB (Parable of the Talents); SF. “Il cambiamento è la sola inevitabile, irresistibile, costante realtà dell’universo. Per noi, ciò la rende la realtà più potente, e un’altra parola per Dio”; “Tu Cambi tutto ciò che tocchi. Tutto ciò che Cambi Cambia te. La sola verità durevole è il Cambiamento. Dio è Cambiamento”.
Francis Carco (3NPiSp) (Numea, 3 luglio 1886) scrittore francese di opere sui bassifondi e vita bohèmienne; Perversité.
Bankim Chandra Chatterjee (11NiSf) (Naihati, 26 giugno 1838) novellista, poeta, giornalista indiano-bengalese; Vande Mataram; “Madre, ti lodo! Ricca dei tuoi torrenti impetuosi, splendente di bagliori di frutteto, Fresca con i tuoi venti di gioia, Campi oscuri che ondeggiano Madre di forza, Madre libera”.
Eleanor Clark (5) (Los Angeles, 6 luglio 1913) scrittrice statunitense.
Roberto Gervaso (Roma, 9 luglio 1937) giornalista, scrittore, aforista italiano, PB (Cagliostro).
Caroline Graham (Pp) (Nuneaton, 17 luglio 1931) scrittrice, sceneggiatrice, attrice, agente teatrale, produttrice inglese.
James P. Hogan (Londra, 27 giugno 1941) autore di fantascienza britannico, Paths to Otherwhere. “Sulla Terra si sono dimenticati di fare ogni cosa ad eccezione.
Kathryn Lasky (Pv) (Indianapolis, 24 giugno 1944) scrittrice statunitense,di libri per ragazzi; Guardians of Ga’Hoole.
Jerome Lawrence (1) (Cleveland, 14 luglio 1915) drammaturgo statunitense, autore.
Yann Martel (Uv) (Salamanca, 25 giugno 1963) scrittore canadese, BP (Life of Pi). “Solo la paura può sconfiggere la vita. […] Non ha decenza, non rispetta leggi o convenzioni, non mostra pietà. Mira al tuo punto più debole, che trova con snervante facilità. Inizia nella tua mente, sempre. […] Devi lottare duramente per far brillare la luce delle parole su di essa. Perché se non lo fai, se la tua paura diventa un’oscurità senza parole che eviti e riesci forse anche a dimenticare, ti apri a ulteriori attacchi di paura perché non hai mai veramente combattuto l’avversario che ti ha sconfitto”.
Giorgio Montefoschi (Roma, 2 luglio 1946) scrittore, critico letterario italiano, PS (La casa del padre).
Sławomir Mrożek (Borzęcin, 29 giugno 1930) drammaturgo, scrittore polacco.
Erich Maria Remarque (9Np) (Osnabrück, 22 giugno 1898) autore tedesco, Im Westen nichts Neues (D.Mann; L.Milestone); Schatten im Paradies; Der schwarze Obelisk; Der Weg zurück; Zeit zu leben und Zeit zu sterben (D.Sirk); “La vita è una malattia, fratello, e la morte inizia già alla nascita. Ogni respiro, ogni battito cardiaco, è un momento di morte – una piccola spinta verso la fine”; “Puoi trasformarti in un arcangelo, uno sciocco o un criminale: nessuno lo vedrà. Ma quando manca un pulsante, lo vedono tutti”.
Antoine de Saint-Exupery (6) (Lione, 29 giugno 1900) scrittore francese; Le Petit Prince; A.Tucker, Saint-Ex. “Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”; “Ho sempre amato il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende in silenzio”.
Wole Soyinka (Pp) (Abeokuta, 13 luglio 1934) drammaturgo, poeta, scrittore nigeriano, NL, The Lion and the Jewel; “per lo più con poche eccezioni, nel continente africano, i sistemi di credenze, di fede in generale non fanno alcun tentativo di fare proseliti, di convertire gli altri con la forza, pensano piuttosto che l’altro che non condivide la tua fede deve poter trovare il proprio modo di rapportarsi con il Principio Superiore o la Divinità o Dio”.
Simon Vinkenoog (6) (Amsterdam, 18 luglio 1928) poeta, scrittore olandese. “Avere dei soldi. Ma a che serve di buono, se non c’è niente che vale la pena comprare?”.
Robert Sheckley (Uv) (New York, 16 luglio 1928) autore di fantascienza statunitense.
MUSICA
Claudio Abbado (2Pr) (Milano, 26 giugno 1933) direttore d’orchetra italiano.
Kris Allen (Jacksonville, 21 giugno 1985) cantante, compositore pop rock statunitense.
Jeff Beck (Sp) (Sutton, 24 giugno 1944) chitarrista hard rock, cantante britannico.
Amel Bent (8Pi) (Joué-lès-Tours, 21 giugno 1985) cantante pop francese; “1,2,3”
Bernie Bonvoisin (Uv) (Nanterre, 9 luglio 1956) cantante, regista francese.
Cali (Bruno Caliciuri) (3) (Perpignan, 28 giugno 1968) cantante, cantautore pop/rock francese.
Giuliano Carmignola (Pv) (Treviso, 7 luglio 1951) violinista italiano.
Chayanne (Elmer Figueroa Menale) (Rio Piedras, 28 giugno 1968) cantante, attore, ballerino portoricano.
Peter Cincotti (New York, 11 luglio 1983) cantante, cantautore jazz/pop rock statunitense.
Gaetano Curreri (10PvUp) (Bertinoro, 26 giugno 1952) cantautore, tastierista, arrangiatore italiano (Stadio) “La luce del sole” (2000; Se resti qui con due lacrime di gioia bagnami poi scaldami cullami col tuo respiro sfiorami se resti qui dai rimorsi e dai rimpianti slegami poi stringimi nel profondo del tuo cuore tienimi guarda dietro ai miei occhi e racconta e dimmi quello che vedi e chi c’è dammi fiato in questa notte buia ed io vivrò La luce del sole che commuove mentre muore la luce dell’alba che ti accende che t’incanta Poi sentimi col calore del tuo bacio scottami poi salvami con la tua benedizione amami nella pioggia nascondi il mio pianto e col vento raccogli il mio canto alza la tua fiamma perchè possa esplodere La luce del sole che commuove mentre muore e splende sui prati con i fiori abbronzati e dammi più luce non vedi che sete che ho Non ricordo più i motivi che mi hanno fatto andare via ma c’è che sarà più dolce per me sognare di te nella luce che c’è La luce del sole che commuove mentre muore è la luce dell’alba che ti accende che t’incanta e corre sui prati con i fiori abbronzati e splende sul viso quando nasce il tuo sorriso che sete di luce siamo soli spegni la luce); “Ballando al buio” (1999; Pensi all’amore Pensando a me Ti batte il cuore Dimmi perché Le paure che hai I sogni incerti Non confonderti mai Saran tuoi sempre Senti l’amore Stringiti a me Ti batte il cuore Dimmi il perché Questo tempo per noi È poco e prezioso Passerà prima o poi E non tornerà Se ti stringo un po’ di più Ballando al buio in silenzio Il tempo, il tempo sorriderà Ballando al buio In silenzio, in silenzio Ti bacio piano Piccola mia Bacio il respiro Che porta via Le paure che hai I sogni incerti Non li scorderò mai Saran per sempre Se ti stringo un po’ di più Ballando al buio in silenzio Il tempo, il tempo sorriderà Ballando al buio In silenzio, in silenzio In silenzio, in silenzio In silenzio, in silenzio In silenzio, in silenzio).
Glenn Danzig (Pv) cantante, cantautore heavy metal statunitense.
Rick Davies musicista britannico (Supertramp).
Lana Del Rey (5Uv) (New York, 21 giugno 1985) cantautrice, modella statunitense, “Born To Die” (2012): Why? (Got that?) Who, me? (Louder) Why? (Got that?) Feet don’t fail me now Take me to the finish line Oh, my heart it breaks every step that I take But I’m hoping that the gates, they’ll tell me that you’re mine Walking through the city streets Is it by mistake or design? I feel so alone on the Friday nights Can you make it feel like home if I tell you you’re mine? It’s like I told you, honey (louder) Don’t make me sad, don’t make me cry Sometimes love is not enough And the road gets tough, I don’t know why Keep making me laugh Let’s go get high The road is long, we carry on Try to have fun in the meantime Come and take a walk on the wild side Let me kiss you hard in the pouring rain You like your girls insane, so (louder) Choose your last words, this is the last time ‘Cause you and I, we were born to die Lost but now I am found I can see that once I was blind I was so confused as a little child Tryna take what I could get Scared that I couldn’t find All the answers, honey (louder) Don’t make me sad, don’t make me cry Sometimes love is not enough And the road gets tough, I don’t know why Keep making me laugh Let’s go get high The road is long, we carry on Try to have fun in the meantime Come and take a walk on the wild side Let me kiss you hard in the pouring rain You like your girls insane, so (louder) Choose your last words, this is the last time ‘Cause you and I, we were born to die We were born to die (We were born to die, we were born to die, we were born to die) We were born to die Come and take a walk on the wild side Let me kiss you hard in the pouring rain You like your girls insane So, don’t make me sad, don’t make me cry Sometimes love is not enough And the road gets tough, I don’t know why Keep making me laugh Let’s go get high The road is long, we carry on Try to have fun in the meantime Come and take a walk on the wild side Let me kiss you hard in the pouring rain You like your girls insane, so (louder) Choose your last words, this is the last time ‘Cause you and I, we were born to die We were born to die (We were born to die, we were born to die, we were born to die) We were born to die Why? (Got that?) Who, me? (Louder) (We were born to die, we were born to die, we were born to die) Why? (Got that?); “13 Beaches” (2017; I don’t belong in the world, that’s what it is Something separates me from other people Everywhere I turn, there’s something blocking my escape It took 13 beaches to find one empty But finally, it’s mine With drippin’ peaches, I’m camera-ready Almost all the time But I still get lonely And, baby, only then Do I let myself recline Can I let go? And let your memory dance In the ballroom of my mind Across the county line It hurts to love you But I still love you It’s just the way I feel And I’d be lying If I kept hiding The fact that I can’t deal And that I’ve been dying For something real That I’ve been dying For something real It took 13 beaches to find one empty But finally, I’m fine Past Ventura and lenses plenty In the white sunshine But you still can find me If you ask nicely Underneath the pines With the daisies Feeling hazy In the ballroom of my mind Across the county line It hurts to love you But I still love you It’s just the way I feel And I’d be lying If I kept hiding The fact that I can’t deal And that I’ve been dying For something real That I’ve been dying For something real It hurts to love you But I still love you It’s just the way I feel And I’d be lying If I kept hiding The fact that I can’t deal The fact that I can’t deal); “High by the Beach”, “Snow on the Beach”, “Dark Paradise”, “Lust for Life”.
Kenza Farah cantante R&B francese, “Coup de coeur”.
Ana Free (Ana Gomes Ferreira) (Cascais, 29 giugno 1987) cantante, cantautrice, musicista portoghese.
Jim Kerr (6Piv) (Glasgow, 9 luglio 1959) cantante new wave scozzese (Simple Minds); “Alive and Kicking”.
Lil Kim (Sp) (New York, 11 luglio 1974) rapper statunitense.
Kris Kristofferson (8) (Brownsville, 22 giugno 1936) attore, cantante, musicista country statunitense, “Jesus was a Capricorn”.
Jena Lee (10) (Cile, 29 luglio 1987) cantante pop rock francese.
Bloem de Ligny (Apeldoorn, 7 luglio 1978) cantautrice, produttrice, artista visiva, musicista olandese, sinestesica (multipla).
Brian May (Twickenham, 19 luglio 1947) chitarrista, cantautore, compositore rock britannico (Queen).
Mark Medlock (Francoforte sul Meno, 9 luglio 1978) cantante pop/soul tedesco. “Sweat (A La La La La Long)”
George Michael (4) (Londra, 25 giugno 1963) cantante, compositore pop, soul, R&B britannico, “Father Figure”.
Milva (Maria Ilva Biolcati) (1Pp) (Goro, 18 luglio 1939) cantante, attrice teatrale italiana, “Nel silenzio splende”, “I processi del pensiero”, “Io chi sono”.
Irma Pany (Douala, 15 luglio 1988) cantante, cantautrice folk/pop camerunense.
Benoît Poher (Mantes-la-Jolie, 27 giugno 1979) cantante, cantautore pop rock francese (Kyo) “Dernière dance”.
Alberto Rabagliati (9) (Milano, 27 giugno 1906) cantante, attore italiano.
Raffi (8 luglio 1948) cantautore per bambini, autore, saggista, conferenziere canadese di origine armena.
Teddy Reno (7) (Trieste, 11 luglio 1926) cantante, attore italiano.
Robbie Robertson (Toronto, 5 luglio 1943) chitarrista, cantante, compositore rock/blues canadese (The Band).
Jorge Ruiz Flores (Murcia, 10 luglio 1975) cantante, compositore, terapeuta del linguaggio, scrittore spagnolo (Maldita Nerea); “Hecho con tus sueños”.
Carlos Santana (2SPr) (Autlán de Navarro, 20 luglio 1947) chitarrista, compositore rock messicano-statunitense, “Supernatural”, “Shape Shifter”, “Shaman”, “Abraxas”.
Marie Serneholt (Stoccolma, 11 luglio 1983) cantante pop svedese.
Ali Aziz Sethi (2 luglio 1984) cantante, cantautore, compositore, autore pakistano.
Phoebe Snow (4NrPv) (New York, 17 luglio 1950) cantante, cantautrice blues statunitense.
Ringo Starr (12PvNb) (Liverpool, 7 luglio 1940) batterista, cantautore, compositore britannico, “Octopus Garden”, “No No Song”.
Alessandro Stradella (Nepi, 3 luglio 1639) compositore barocco italiano; G.Gentilomo, Amanti in fuga.
Kiely Williams (Alexandria, 9 luglio 1986) cantante pop, attrice statunitense.
Federico Zampaglione (Roma, 29 giugno 1968) cantautore pop rock, regista, sceneggiatore italiano (Tiromancino) “Per me è importante”, “Immagini che lasciano il segno” (2014; rivedo me stesso Ti addormento e nel silenzio Del tuo cuore sento il battito Ora che sei diventata la ragione che mi muove Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo Tu, della mia esistenza sei l’essenza E così Sei riuscita a cambiarmi Ritrovandomi Forse un uomo migliore Ti proteggerò dal vento Poi ti guarderò sbocciare Sei la mia motivazione La passione che mi muove Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo Tu, della mia esistenza sei l’essenza Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo Tu, della mia esistenza sei l’essenza); “Due destini” (2014; Ti ricordi i giorni chiari dell’estate Quando parlavamo fra le passeggiate Stammi più vicino ora che ho paura Perché in questa fretta tutto si consuma Mai non ti vorrei veder cambiare mai Perché siamo due destini che si uniscono Stretti in un istante solo Che segnano un percorso profondissimo dentro di loro Superando quegli ostacoli Se la vita ci confonde Solo per cercare di essere migliori Per guardare ancora fuori Per non sentirci soli Ed è per questo che ti sto chiedendo Di cercare sempre quelle cose vere Che ci fanno stare bene Mai, io non le perderei mai Perché siamo due destini che si uniscono Stretti in un istante solo Che segnano un percorso profondissimo Dentro di loro Superando quegli ostacoli Che la vita non ci insegna Solo per cercare di essere più veri Per guardare ancora fuori Per non sentirci soli Superando quegli ostacoli Se la vita ci confonde Solo per cercare di essere sinceri Per guardare ancora fuori Per non sentirci soli Per non sentirci soli Per non sentirci soli Per non sentirci soli)
POLIT/ECON.
Giorgio Almirante (6Pp) (Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914) politico italiano. Chris Argyris (Newark, 16 luglio 1923) teorico economico statunitense. Carlo VIII (3) Amboise, 30 giugno 1470) re di Francia. Hassan II del Marocco (8NvPp) (Rabat, 9 luglio 1929) re del Marocco. Giacomo I (6) (Edimburgo, 19 giugno 1566) re di Scozia. Nicola I (6Ui) (Carskoe Selo, 6 luglio 1796) imperatore di Russia. Edmund Phelps (Evanston, 26 luglio 1933) economista statunitense. Nancy Reagan (7Pp) (New York, 6 luglio 1921) attrice, first lady statunitense. Bartolomeo Vanzetti (9) (Torremaggiore, 22 aprile 1891) anarchico italo/statunitense.
SCIENZA:
Richard Axel (New York, 2 luglio 1946) neuroscienziato statunitense. Alexis Carrel (12) (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 giugno 1873) chirurgo francese, biologo.
SPETTACOLO
Maria Conchita Alonso (Uv) (Cienfuegos, 29 giugno 1957) attrice, cantante cubano-venezuelana. Mauro Bolognini (NvPp) (Pistoia, 28 giugno 1922) regista, sceneggiatore italiano; La corruzione; DD. Andrea Bosca (Canelli, 14 luglio 1980) attore italiano; NA: Noi credevamo, A tutto tondo. Bryan Brown (4Up) (Sydney, 23 giugno 1947) attore australiano. Cesare Cadeo (Milano, 2 luglio 1946) giornalista, conduttore italiano. Martina Colombari (7Sp) (Riccione, 10 luglio 1975) attrice, conduttrice italiana. Chace Crawford (Lubbock, 18 luglio 1985) attore statunitense. Tom Cruise (6SrNi) (Syracuse, 3 luglio 1962) attore statunitense, AN/GG: Born on the Fourth of July*, Jerry Maguire, Magnolia; SA: Vanilla Sky; DD. William Dieterle (12Nr) (Ludwigshafen am Rhein, 15 luglio 1893) attore tedesco, regista, AA: The Life of Emile Zola. The Devil and Daniel Webster. Robert Evans (New York, 29 giugno 1930) produttore statunitense. Christos Gage (New York, 17 luglio 1977) sceneggiatore, fumettista statunitense, Paradox. Gabriel Garko (Torino, 12 luglio 1972) attore, modello italiano. Thomas Gibson (Charleston, 3 luglio 1962) attore statunitense; Dharma & Greg. Sabina Guzzanti (3Sf) (Roma, 25 luglio 1963) attrice italiana. Tom Hanks (6Uv) (Concord, 9 luglio 1956) attore statunitense, AA/GG: Forrest Gump*, SB Philadelphia. AN: A Beautiful Day in the Neighborhood, GG Big, GG Cast Away, Saving Private Ryan. EA: Band of Brothers, From the Earth to the Moon, Game Change, John Adams, The Pacific, Olive Kitteridge. Apollo 13*; Splash*; That Thing You Do!*.
Krzysztof Kieslowski (Pv) (Varsavia, 27 giugno 1941) regista polacco; AN: Trois couleurs: Rouge. LO: Trois couleurs: Bleu. SB: Trois couleurs: Blanc. Dekalog, No End.
Michael Mayer (Uv) (Washington, 27 giugno 1960) regista statunitense; TA: Spring Awakening. Isa Miranda (Np) (Milano, 5 luglio 1909) attrice italiana; PI: Au-delà des grilles. Silvio Orlando (Napoli, 30 giugno 1957) attore italiano. CV: Il papà di Giovanna. DD: Aprile, NA Il caimano. NA: Preferisco il rumore del mare. The Young Pope, The New Pope. Tahar Rahim (9NiPf) (Belfort, 4 luglio 1981) attore francese. CC: Un prophète. Kelly Reilly (Surrey, 18 luglio 1977) attrice britannica. Michael Rosenbaum (Oceanside, 11 luglio 1972) attore, regista statunitense. Geoffrey Rush (Up) (Toowoomba, 6 luglio 1951) attore australiano, AN/BA/GG: Shine. AN: BA The King’s Speech, Quills, Shakespeare in Love. EA/GG: The Life and Death of Peter Sellers. TA: Exit the King.
Ken Russell (Southampton, 3 luglio 1927) (12NvPp) regista inglese, The Devils, Gothic, Lisztomania, Women in Love, Altered States (1980, USA, film horror di fantascienza diretto basato sul romanzo omonimo di Paddy Chayefsky. Sia il romanzo che il film sono basati sulla ricerca sulla deprivazione sensoriale di John C. Lilly condotta in vasche d’isolamento sotto l’influenza di droghe psicoattive come mescalina, ketamina e LSD).
Eva Marie Saint (9UrNvPp) (Newark, 4 luglio 1924) attrice statunitense, AA (On the Waterfront). EA: People Like Us. Emmanuelle Seigner (Parigi, 22 giugno 1966) attrice, modella, cantante francese. Ron Silver (New York, 2 luglio 1946) attore, regista statunitense; TA: Speed-the-Plow. Béla Tarr (Pécs, 21 luglio 1955) regista, sceneggiatore ungherese. Anand Tucker (Bangkok, 24 giugno 1963) regista, produttore thailandese-britannico; Saint-Ex. Forest Whitaker (6Uv) (Longview, 15 luglio 1961) attore statunitense, regista, AA/BA/GG: The Last King of Scotland. PI: Bird. Patrick Wilson (Norfolk, 3 luglio 1973) attore statunitense. Florian Zeller (Parigi, 28 giugno 1979) scrittore, drammaturgo, regista francese, AA: The Father. Harald Zwart (Amsterdam, 1º luglio 1965) regista olandese-norvegese.
SPIRIT/REL.
Frederick Buechner (New York, 11 luglio 1926) scrittore, poeta, predicatore, teologo statunitense, The Book of Bebb; Godric; Telling the Truth: the Gospel as tragedy, comedy, and fairy tale; “Ecco il mondo. Succederanno cose belle e terribili. Non aver paura”; “Ci è stato comandato di amare i nostri vicini come noi stessi, e credo che amare noi stessi significhi estendere a quei vari sé che siamo stati lungo la strada lo stesso grado di compassione e preoccupazione che estenderemmo a chiunque altro”; “Forse la funzione più sacra della memoria è proprio questa: rendere in definitiva priva di significato la distinzione tra passato, presente e futuro; per consentirci a un certo livello del nostro essere di abitare quella stessa eternità in cui si dice che Dio stesso abita”.
Chidvilasananda (6Pp) (Mangalore, 24 giugno 1955) guru del Siddha Yoga, Sadhana del cuore.
Jakob Lorber (Kaniža, 22 luglio 1800) mistico, scrittore, musicista, chiaroveggente sloveno.
David Steindl-Rast (Vienna, 12 luglio 1926) monaco benedettino statunitense, interfaith, The Ground We Share; Gratefulness, the Heart of Prayer, The Music of Silence; Words of Common Sense and Belonging to the Universe. “Le religioni partono dal misticismo. Non c’è altro modo per iniziare una religione. Ma lo paragono a un vulcano che sgorga … e poi … il magma scorre lungo i lati della montagna e si raffredda. E quando raggiunge il fondo, sono solo rocce. Non immagineresti mai che ci fosse del fuoco. Quindi, dopo un paio di centinaia di anni, o duemila anni o più, ciò che una volta era vivo è roccia morta. La dottrina diventa dottrina. La morale diventa moralista. Il rituale diventa ritualistico. Cosa ne facciamo? Dobbiamo spingere attraverso questa crosta e andare al fuoco che è al suo interno”.
Sigillo: una forma a “V” sormontata da una linea verticale, un piccolo cerchio e barra orizzontale. La visione mostra una spada che emerge da una bocca ed è tenuta da una mano destra. La bocca si chiude e la spada rimane dentro, poi si apre e il portatore della spada si muove nel buio con cautela, occultando la spada con un mantello. Poi raggiunge un cerchio sacro nel bosco, si avvicina a un albero e tira fuori la spada. La spada brilla nell’oscurità, ed è possibile vedere tutto ciò che non era visibile prima.
Riferimento epico: State of Quald: Domain Charlonsmere.
Si tratta di un vasto territorio situato nella zona occidentale di Quald, ammirato per le sue rinomate località balneari e per le sue 13 magnifiche spiagge di sabbia bianca e arancione e gli incantevoli campi di margherite. Charlonsmere è inoltre una delle nazioni più potenti degli Stati con una tradizione di dominio e forza che la caratterizza sin dall’antichità, allorché assunse il controllo della Goberlandia, da cui era stata sottomessa in precedenza. La capitale, Charlonsmer, presenta una lunghissima e affascinante passeggiata dominata dalla Torre di Gober e dal De Merkale, un ottovolante multidimensionale, il più alto di Handor. Don Merkale è anche l’eroe nazionale di Charlons. Un elemento tipico delle tradizioni sciamaniche è la nozione dello spirito tutelare o dello sposo sciamanico. In quanto tale, Don Merkale è uno dei più grandi partner celesti. Il suo battito cardiaco è sincronizzato con la pulsazione dell’utero e con i movimenti ritmici del bacino. Merkale è l’eroico guardiano del rapporto dell’anima e dello spirito, la Luna e il Sole. Questo impulso di amore del cuore è descritto epicamente come Charlons. Don Merkale è il guardiano di Charlons. Le sue imprese eroiche, che forse racconterò in un’altra occasione, implicano il viaggio dalla devota confutazione della passione erotica, come parte delle sue funzioni di guardiano, ai diversi livelli di manifestazione di Charlons come sua sposa, che alla fine porta all’estasi erotica tra Merkale e Charlons stessi. Capisco che questo possa sembrare un po’ criptico. In termini pratici, l’energia di Charlons permette la rievocazione di miti romantici ed erotici ordinari a livello multidimensionale della loro matrice. Ciò significa che, aprendoti a questa nazione, puoi tradurre l’erotismo ordinario personale in eventi collettivi e mitici multidimensionali. Questo è il primo passo in ogni processo di guarigione: collegare la storia personale o separata ai miti collettivi.
Il secondo passo riguarda il rapporto con il regno multidimensionale, che è la sfera delle guide e dell’unità. Quindi, la possibilità durante questi giorni binari è di riferirsi alle tue normali imprese di amore romantico o estatico – non importa se appartengono al passato o se sono presenti o future – alla loro originale matrice multidimensionale. È una forma di ricapitolazione in cui, dopo aver analizzato uno specifico evento romantico o di amore ordinario, e onorando o benedendo completamente le parti coinvolte, le consegni al Sacro Cono. Ciò significa che, invece di tenere l’evento nella tua memoria come l’hai percepito secondo la tua normale prospettiva condizionata, lo lasci fluire e definire nella sua essenza originaria. Lo proietti sullo schermo multidimensionale e gli permetti di svelare la sua essenza mitica. A questo punto le parti coinvolte saranno riallineate ai loro ruoli primitivi, e questo svelerà il sublime rapporto multidimensionale degli dei. E gli dei ridacchieranno nella loro nudità. E sarai convertito nel Re e nella Regina Nudi.
La squadra principale è Doctor Cone. Quanavenne è uno tra i luoghi più antichi degli Stati.
Nomi: Doge, Duende, Decor, Dee, Demesne, Daino; Damodar (coscienza), Digamber (privo di personalità), Dilvar (amato), Dinkar (sole), Divakar (sole), Dwar (porta)
Le Trinità del Dominio Charlosmere (QADIR QAHHAR)
| Code | Trinity | Head City | Squares |
| 4.5.1 | Quartermaster | Duque Defense | Quadrumvirate, Duque Debandade, Defensorville, Domain Douane, Defense Caster, Defense Ronde, Duque Demeure, Dayen Rapture, Dorsnaicaster, Decolscaster, Dinde sur Mer, Data Transfer. |
| 4.5.2 | Duque Delegate | Duque Delegate | Duque Debugger, Deplaindeville, Devic Decanate, Diosa Triplice, Duque Defender. |
| 4.5.3 | Doe | Dee | Dar, Qur, Dre, Que. |
| 4.5.4 | Doge | Doge; Darr | Doge, Deer, Door, Dwar, Qadr (fate), Dear, Dice, Duke, Dune, Quse, Dace, Door Charlosmere. |
| 4.5.5 | Queen (QADIR) | Decor (Dhikr) | Dhuhr (Deene), Qadar (Dague), Qamar (Daloe), Donor, Diver, Dance, Drone, Dante, Dique, Dione, Davie, Drake, Determined to See |
| 4.5.6 | Duende (QAHHAR) | Duende | Dilvar, Dinkar, Doctor, Deeper, Dancer, Daphne, Decree, Deluxe, Deluge, Desire, Divine, Daftar. |
| 4.5.7 | Demesne | Destape | Damodar, Divakar, Diviner, Drummer, Defense, Deserve, Quarter, Questor, Diantre, Daurade, Deirdre, Demeter. |
| 4.5.8 | Demiurge | Dormouse | Digamber, Dhameer (conscience), Dadouche (Delegate), Dressage, Danseuse, Domedude (Disposer), Defilade, Diaspore, Deepdale, Diskette (Quartier), Dispater (Doctrine), Denotter (Database). |
| 4.5.9 | Dalliance (Depositor) | Queenmater (Deliverer) | Dominator (Deldeluge), Decantage (Decalogue), Qualdazar (Deference), Quendiver (Detective), Duque Dude (Diligence), Doctorate (Dedicator), Dalliance (Dominance), Qualifier (Denspider), Quickfire (Dalegosse), Demarrage, Dovesmere, Decoupage. |
| 4.5.10 | Quanavenne (Quadrangle) | Dumbledore | Daydreamer, Duplicator, Quizmaster, Questioner, Quarantine, Dumble Roars, Disc Cache, Dorecaster, Dorsmore, Decaracale, Doyenelope, Decolstier. |
| 4.5.11 | Directorate | Don Merkale | Distributor, Deliverance, Quicksilver, Deansoyster, Charlcaster, Degobertour, Charauberge, Dedale Dore, Dhire Dhire, Duque Diacre, Doriandrove, Dedaleridge. |
| 4.5.12 | Quiure Saike | Quiure Saike | Quadrangular, Quintessence, Danse Handor, Dekristaridge, Q.Maple, Quiurean Lake, Qusuta Lake, Domer Qusuta, Quiet Answer |
| 4.5.0 | Charlonsmere | Deep Purple, Doctor Cone, Arkivikarie, Dar Charlonse |
Unità territoriale provvisoria:
REGIONE D4-5: SPAGNA, Comunidad de Madrid
D4-5: SPAGNA, MADRID, Madrid (5), Cuenca del Henares: Rivas-Vaciamadrid (1), Área metropolitana di Madrid Sur: Getafe (2), Comarca di Las Vegas: Aranjuez (3) , Comarca Sur: Valdemoro (4), Área metropolitana de Madrid Norte (6), Sierra Oeste: San Martín de Valdeiglesias (7), Cuenca del Guadarrama: Collado Villalba (8), Cuenca Alta del Manzanares: Colmenar Viejo (9), Sierra Norte: Torrelaguna (10), Cuenca del Medio Jarama: Algete (11), Corredor del Henares, Alcalà (12).
