Quando ti rendi conto di trovarti prigioniero in una realtà separata, dove il tuo unico destino certo è la morte, preceduta nella maggioranza dei casi da eventi dolorosi, malattie e sofferenze, cosa fai?
Fai finta di niente e pensi ad altro, così come la maggior parte degli esseri umani?
O soffri in silenzio, aspettando che le cose cambino, che i colpevoli di questa situazione siano smascherati e sconfitti?
O attendi che giunga la morte, così che potrai andartene altrove?
In effetti, tutti coloro che muoiono spariscono da questa realtà. Ne deriva che questa potrebbe essere un’opzione ideale per uscire da una realtà separata. Tuttavia, se non sei riuscito ad andartene quando eri vivo che garanzie puoi avere di riuscirci dopo la morte? Potresti essere nuovamente riciclato in questo mondo, per cui punto e a capo, o finire in un’altra realtà separata, magari peggiore.
Un’altra opzione è morire mentre sei ancora in vita.
In questo caso non muore il corpo fisico, bensì la mente che s’identifica con quel corpo, l’età, il genere sessuale, il nome e cognome, la patria, ecc. La fai morire tu, senza aspettare che lo decida nessun altro. Più propriamente non la fai morire in modo totale. La lasci vivere solo il minimo indispensabile che ti consente di gestire i rapporti con il mondo ordinario e le relative pratiche burocratiche, avendo cura di ridurre il più possibile tutto ciò. In breve, non permetti più alla tua identità ordinaria di avere il monopolio assoluto della tua coscienza. Ogni giorno riduci il suo potere fino a quando esso sparirà completamente.
Finché hai bisogno d’identificarti esclusivamente con un corpo separato, con una singola polarità sessuale, con una cultura, un paese, una parte in lotta con un’altra parte, seguiterai a stare in questo mondo e proprio non potrai andare altrove. In effetti, è proprio questo che permette commercialmente a una realtà separata di sopravvivere: il fatto che ci sia interesse per essa. Nel momento in cui non c’è più interesse per una realtà separata essa cessa di esistere. A quanto pare, almeno in questo mondo, siamo ben lontani da questa evenienza. Ma tu, probabilmente, sei diverso dalla maggioranza, e vuoi uscire da questa realtà o, più propriamente, vuoi avere la libertà di andare dove vuoi, senza essere costretto a stare in una solo luogo.
Allora occorre che impari a morire mentre sei vivo, che in questo caso significa esistere simultaneamente in due realtà: quella separata e quella multidimensionale.
Nel mondo separato sei identificato con un pezzo di carne, un nome e cognome, un codice fiscale, un passaporto e altre certificazioni che mi viene da vomitare solo a scrivere il loro nome (per cui non lo scrivo). Nella realtà multidimensionale NO!
Sei capace di non identificarti con la tua identità separata anche per solo pochi minuti?
Se vuoi uscire da questa realtà occorre che cominci a farlo, un pochino alla volta, finché passo dopo passo qui non ci sei più, anche se sembra che tu ci sia, oppure ci sei solo quando lo decidi tu.
Buon lavoro!
PS: Tutte le informazioni fornite in questo sito sono presentate unicamente per stimolare la consapevolezza e le intuizioni del lettore, e non sono intese a sostituire la sua ricerca ed esperienza diretta. I miei scritti non costituiscono l’enunciazione di verità assolute, bensì di punti di vista limitati, che fanno parte di una visione olistica più ampia, o di messaggi strategici intesi a scuotere la coscienza dall’assuefazione a pregiudizi e idee fisse. Questo significa che esprimendo un mio punto di vista riconosco e accetto simultaneamente il suo esatto opposto, così come ogni possibile diversità.