Forse, senza cercarlo e senza ragionarci sopra, potrebbe tornarti alla memoria un momento in cui è accaduto qualcosa di totalmente incredibile, di cui non sapresti dire con certezza se ne eri protagonista o solo testimone. Quel che appare invece chiaro è che, nonostante lo stupore suscitato dall’evento, quanto è accaduto ti è sembrato assolutamente naturale. Ossia, proprio come se avesse risvegliato una memoria assopita, portandoti inoltre all’immediata consapevolezza che quella stessa esperienza si era verificata molte altre volte.
In quell’episodio tutto sembrava svolgersi in una condizione di sospensione la cui durata non poteva essere quantificata. Da un lato pareva trattarsi di un solo istante, dall’altro di un tempo interminabile. Entrambe le percezioni erano simultaneamente vere.
Poi è avvenuto qualcosa di assai sottile, ma decisivo. Nel momento in cui hai ricondotto la tua esperienza al tempo e al luogo preciso in cui ti trovavi, essa ha iniziato lentamente a ritirarsi.
Non si è interrotta di colpo, né è svanita bruscamente; è accaduto piuttosto come in una dissolvenza incrociata, per cui ciò che fino a poco prima appariva limpido, evidente e straordinariamente reale ha progressivamente perduto consistenza, rarefacendosi sempre di più fino a trasformarsi in una traccia sottile, in una scia appena percepibile destinata anch’essa a dissolversi.
E infine tutto è tornato come prima.
Ma la tua vita non lo potrà essere più, come prima. Questo perché hai scoperto che esiste un altro prima, forse.