Se siamo davvero onesti con noi stessi, il motivo per cui ci troviamo in un corpo fisico umano, destinato con certezza assoluta a morire, e con molta probabilità ad ammalarsi e soffrire, in un ambiente di conflitti e ostilità, dove occorre lottare incessantemente per la propria salute e sopravvivenza a scapito di quella di altre creature, non lo sappiamo con precisione.
Ci sono tante spiegazioni a proposito. Quelle più prevalenti sono in relazione con il grande amore di qualcuno, sia che si tratti di un sommo Dio Creatore o di semplici genitori, o con il valore e la bellezza che, malgrado tutto, l’incessante propaganda politica, religiosa e sociale attribuisce alla vita umana. In questo caso lo slogan dominante e indiscutibile è che “la vita è un dono”.
Data l’amara e cruda natura pragmatica della vita terrena la credenza in questi motivi causa grande confusione nella coscienza di molti individui, che da un lato si sentono responsabili e colpevoli per non essere in grado di apprezzare e godere il “dono della vita”, mentre dall’altro possono trovare giustificazione tramite una motivazione opposta. In questo caso la vita fisica sarebbe una maledizione o punizione divina, o l’opera di entità malefiche, una condanna o un sacrificio da scontare per garantire l’accesso a una futura ipotetica liberazione. Vi sono molte altre spiegazioni di natura filosofica, religiosa e scientifica.
Per favore, metti da parte tutto quello che ti è stato raccontato riguardo la vita fisica.
Apri la tua coscienza e domandati:
Qual è il motivo della tua vita fisica?
Forse questa è l’unica domanda che conta finché sei vivente.