Quando vai in profondità lungo il sentiero spirituale alla ricerca del tuo vero Sé, di Dio o di Chi vuoi incontrare, poco importa come lo chiami, arrivi prima o poi a un punto in cui non è più possibile seguitare la ricerca. Dovunque ti sposti, ovunque guardi, qualunque cosa fai, chiunque incontri diventa Chi vuoi incontrare, il Ricercato. Di certo proverai una beatitudine ed estasi senza pari, poiché questo è il massimo traguardo della vita.
Ma qui potrebbero insorgere dei problemi. Il Ricercato, che finalmente hai trovato, diventa pure il Cercatore. Non esiste più differenza tra i due, tu e il Ricercato siete Uno. Non hai più bisogno d’identificarti con un io separato. Qui ci sono varie opzioni, per esempio:
1) sparisci e ti fondi con il Ricercato.
2) fai finta di niente e/o dimentichi questa esperienza e ritorni a essere il Cercatore del Ricercato.
3) sparisci e ti fondi con il Ricercato, e imprimi in modo indelebile questa esperienza nella mente, così che ogni volta che ti accorgi di fare finta di niente o d’iniziare a dimenticare, tu la possa sempre ricordare. Inoltre ti eserciti con questo ricordo strenuamente e ne fai la priorità della tua vita.
Se ancora non hai conseguito l’opzione 1 e proprio ti sei stufato di perseguire l’opzione 2, rilassati. Ci sono tanti altri amici come te e pure io, se mi permetti. In questo caso puoi coltivare l’opzione 3. Puoi farlo sin da ora.
Durante la giornata, ricordati che tutto e tutti quelli che vedi sono il Ricercato, Dio, il tuo vero Sé, ecc. A questo scopo puoi evitare di usare nomi. Se vedi un tuo amico, non identificarlo con il suo nome. Impiega invece il nome di Dio, ecc. Lo stesso per chiunque o qualunque cosa incontri sia nel mondo esterno che nella tua mente. Saluta tutti e tutto come il Ricercato. Poi fondi il Cercatore con il Ricercato, e diventi il Tutto, Dio, ecc. Basta farlo anche per qualche minuto ogni giorno. Ma è necessario essere costanti, determinati, implacabili, perché la separazione non è uno scherzo, s’insinua in ogni forma e in particolare in ogni parola.
La separazione è creata in primo luogo dal linguaggio, dall’analisi grammaticale e dalle relative parti del discorso. In italiano ci sono ben nove parti del discorso, di cui cinque, tanto per creare ancor più separazione, sono pure variabili (Articolo, Nome, Aggettivo, Pronome, Verbo) e quattro sono invariabili (Avverbio, Congiunzione, Preposizione). Ne deriva che l’esperienza dell’incontro con il Ricercatore, Dio, il Tutto, ecc. non può essere descritta a parole. Non può nemmeno essere descritta da immagini o da qualsiasi tipo di corpo o forma. Essa dimora nel silenzio e nel vuoto assoluto, che dissolve ogni linguaggio o forma, ma che paradossalmente contiene ogni linguaggio o forma.