Il viaggio continua. Del resto, non si è mai interrotto e ci sono sufficienti ragioni e riscontri esperienziali per ritenere, con un discreto grado di certezza, che non lo farà mai.
Anche quando crediamo di fermarci o cambiamo radicalmente direzione, il cammino prosegue in modi che ci sfuggono.
La multidimensionalità sembra funzionare proprio così.
Per questo, quando l’influenza di una data realtà diventa eccessiva, può essere utile simulare un arresto o un temporaneo cambio di direzione.
Talvolta è proprio questo che permette di diventare più consapevoli di ciò che accade nelle dimensioni alternative.
Il viaggio continua.
E continua quindi per me anche da queste parti, dove di tanto in tanto i nostri cammini tornano a incrociarsi, nel corpo, online o in qualunque altra modalità renda possibile un incontro.
Quando accade, possiamo percorrere insieme un tratto di strada. Oppure limitarci a un saluto, prima che ciascuno riprenda il proprio cammino.
Del resto, esistono dimensioni nelle quali non ci incontriamo affatto, altre in cui condividiamo solo un breve tratto di strada, altre ancora in cui il viaggio comune dura molto più a lungo.
E poi ce n’è una, forse quella più ambita e decisiva, nella quale, semplicemente, proprio non è possibile separarsi. Quanto alla natura di quella particolare dimensione, credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro.