La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa delle illusioni (Paul Watzlawick)
Non esiste alcuna speranza per la specie umana finché seguita a vivere nell’illusione di esistere esclusivamente nel mondo definito dalla realtà consensuale. Il consenso è alla fine dei conti unicamente verso la sofferenza e condanna a morte di ogni singolo individuo sia presente che futuro.
Questa illusione di esistere in una realtà separata è l’unica effettiva pandemia da cui nessuno si libererà mai, a meno che non si risvegli e recuperi il ricordo di chi era prima di essere intrappolato nella specie umana.
“Penso che siamo una specie in amnesia” scrive Graham Hancock “penso che abbiamo dimenticato le nostre radici e le nostre origini. Penso che siamo persi in molti modi. E che viviamo in una società che investe enormi somme di denaro e vaste quantità di energia per fare sì che rimaniamo persi. Una società che opera per creare incoscienza, per tenere le persone addormentate in modo che siamo solo consumatori o prodotti passivi e non ci poniamo veramente alcuna domanda”.
Su quest’onda, Jean Luc Nancy aggiunge: “Ciò di cui questo mondo ha bisogno è verità, non consolazione. Deve ritrovarsi nel suo calvario e attraverso la sua inquietudine, non nel conforto di discorsi edificanti che non fanno altro che accumulare ulteriori testimonianze della sua miseria”.
Se questa realtà è un’illusione o proprio non ti piace si tratterebbe di frequentare realtà alternative. In che modo? Non si tratta di andare in un altro spazio e nemmeno indietro o avanti nel tempo. Lo spostamento è lungo le linee simultanee e alternative del tempo.
Scrive Clifford Simak “Viaggi lungo la linea del tempo e non trovi il passato, ma un altro mondo, un’altra fascia di consapevolezza. La terra rimane la stessa, che tu vedi, o quasi la stessa. Gli stessi alberi, gli stessi fiumi, le stesse colline, ma non sono il mondo che conosciamo. Perché ha vissuto una vita diversa, si è sviluppato in modo distinto. Il secondo passato non è affatto il secondo che è passato per noi, ma un altro secondo, un settore totalmente separato del tempo. Viviamo sempre nello stesso secondo. Ci muoviamo lungo la fascia di quel secondo, quel minuscolo frammento di tempo che è stato assegnato al nostro mondo specifico”.