I giudizi, le colpe e i mali che attribuiamo agli altri alla fine dei conti diventano quelli che attribuiamo a noi stessi. Questa pare essere la triste verità della nostra realtà separata. Ci identifichiamo con corpi separati per cui vediamo gli altri come distinti da noi. Il problema è che da una prospettiva multidimensionale gli altri sono semplicemente le parti frammentate del nostro essere che ci rifiutiamo di accettare e riconoscere a causa dell’ostinazione a identificarci con l’ego, la parte di noi che concepisce solo la separazione.
Ogni situazione spiacevole che esperiamo nell’esistenza pare essere la conseguenza dei giudizi, delle colpe e dei mali che attribuiamo agli altri, tanto che in certi momenti si ritorcono su di noi. Allora succede che giudichiamo e colpevolizziamo noi stessi, per cui ci sentiamo molto male.
Sembra non esserci via di uscita. Finché seguitiamo a giudicare e colpevolizzare gli altri, stiamo giudicando e colpevolizzando noi stessi, e seppure non ce ne rendiamo conto, questa colpa e giudizio a un certo punto si farà sentire e ne dovremo pagare gli interessi.
In definitiva, è la colpa che tiene insieme questo strano mondo separato in cui conflitti, malattia e morte dominano incontrastati sin dalla sua creazione. E per cessare di subire il suo dominio occorre dimostrare e sostenere la propria innocenza, così come quella di tutti coloro che ci attorniano.
Magari quanto sopra è una gran bufala. Tuttavia se hai passato la vita a giudicare e attribuire colpe, così come a essere giudicato e colpevolizzato, e niente di buono ne è mai venuto fuori, non sarebbe il caso di provare un’altra strategia?
Quindi, sforzati anche solo per un giorno a guardare e considerare gli altri come innocenti, cessa di pensare e parlare male degli altri, di criticare e giudicare, e fai lo stesso nei tuoi confronti. Poi prendi atto di come ti senti e se ne sei soddisfatto continua a farlo per i giorni seguenti.