È tempo di ritornare a onorare finalmente i termini chiave che hanno caratterizzato questo spazio sin dalle origini, ossia “interspiritualità” e “multidimensionalità”. Queste parole, in fondo, sottintendono anche il significato effettivo di un’altra parola assai più esplicita, tanto da comparire persino nel nome di dominio di questo sito, che da molto tempo ho scelto di lasciare sullo sfondo a causa dei numerosi fraintendimenti, resistenze e reazioni che tende a provocare.
Non intendo però occultarne l’esistenza, né rinnegare il contesto da cui questo lavoro ha preso forma nel corso degli anni. Alcuni termini, per varie ragioni culturali, religiose o simboliche, finiscono col generare pregiudizi immediati, spesso indipendentemente dal loro significato effettivo o dal modo in cui vengono realmente vissuti e impiegati. Eppure, anche quando un linguaggio diventa scomodo, controverso o perfino ingombrante, esso continua talvolta a custodire tracce importanti della propria origine.
È legittimo, credo (e forse persino paradossalmente coerente), parlare oggi in modo esplicito di multidimensionalità e interspiritualità proprio dopo un lungo periodo di intenzionale “monodimensionalità” e “monospiritualità”. Non si è trattato di un errore, né di una deviazione, né tantomeno di una censura imposta dall’esterno.
PS: Chi ha già attraversato con me, in passato, parti di questo percorso e sente che qualcosa sia rimasto aperto, sospeso o semplicemente in attesa del momento giusto, così come chi percepisce affinità con questo tipo di ricerca, può contattarmi privatamente.