In questa sezione forniamo brevi cenni sui fondamenti di pensiero del lavoro astrosciamanico, come espansione della sezione Cosmologia. Si tratta di credenze e visioni strategiche talvolta in apparente contraddizione. A questo scopo abbiamo selezionato alcune voci e articoli, che non sono tuttavia rappresentativi dell’intero sistema di lavoro astrosciamanico.Tutte le informazioni fornite hanno una natura strategica e non sono presentate in alcun modo come verità assolute. La loro funzione è stimolare la consapevolezza del praticante e la sua ricerca ed esperienza diretta. Non appoggiamo necessariamente le idee di questo testo, che consideriamo solo nella misura in cui funzionano e sono confermate dall’esperienza diretta.
Intento: indica l’espressione del proprio scopo nella vita a breve, medio o lungo termine, in relazione con il Basso, il Medio e l’Alto.
L’Intento permette di chiarire la motivazione nell’intraprendere una o più azioni. È ciò che, allo stato della tua attuale consapevolezza, senti onestamente di volere. Per garantire trasparenza, consideriamo tre tipi di Intento associati ai tre mondi (alto, medio, basso). Il basso riguarda ciò che vuoi per te stesso, per la tua soddisfazione personale, è esplicitamente egoistico, senza riguardo per gli altri o le circostanze della vita. L’alto ha una visione espansa, luminosa, che apporta una soddisfazione elevata e spirituale. Il medio è una mediazione tra gli altri due intenti, l’adattamento di ciò che vogliamo alle circostanze della vita. Quel che conta è determinare quali sono questi intenti, anche se in conflitto tra loro.
Quando sei chiaro e onesto riguardo l’Intento e t’impegni a considerarlo, i risultati non si fanno attendere. L’ego non s’impegna mai perché non sa cosa vuole, ma solo ciò che non vuole. L’aderenza all’Intento permette di confrontare la tua operatività, agire e accettare di fare errori per poi correggerli eventualmente. Essere operativi riguardo gli intenti non significa necessariamente manifestarli nella vita pratica. La prima fase di manifestazione concerne la realtà superna, il piano dell’immaginazione e del viaggio sciamanico, della dimensione alternativa; la seconda è la realtà ieratica, piano teatrale e rituale, in cui lo esprimi fisicamente, come finzione e simbolicamente, senza condizionare la vita ordinaria; la terza fase comporta la manifestazione nella realtà omologata, quella considerata effettiva. Spesso un intento si esaurisce nella prima o seconda fase, e non necessita manifestazione sul piano fisico della realtà ordinaria. Ciò consente di soddisfare ogni intento indipendentemente dalle circostanze della vita e anche quando queste non lo permettono. V. Tre realtà: superna, ieratica e omologata
L’Intento è lo strumento di base per la trasformazione interiore quando si allinea con la Funzione.
Funzione: è l’allineamento totale con il Centro, la volontà divina dell’esistenza, il massimo fine perseguibile a livello umano. L’Intento è l’applicazione specifica della Funzione: il contributo creativo, periferico, apparentemente individuale, in rapporto diretto con il Centro, in armonia con la realizzazione della volontà divina. L’Intento ha ad essere collegato alla Funzione, che può essere identificata a grandi linee con il perdono, inteso come rilascio, disfacimento o guarigione delle illusioni di separazione create dall’ego e dalla percezione separata dell’esistenza.
Perdono: significa correggere l’idea che qualcuno o noi stessi abbiamo fatto qualcosa di male o sbagliato, riguarda ciò che non è stato fatto; gli strumenti usati dall’ego per intrappolare nella separazione, sono impiegati per liberare. Attraverso la proiezione all’esterno su persone o situazioni, vedi la colpa esterna per renderti conto che è dentro e che non esiste separazione tra interno ed esterno. Il processo del perdono si articola in tre stadi:
1) richiami la proiezione dall’esterno per riportarla all’interno, usando il processo inverso dell’ego, riconoscendo che il problema non è esterno, ma dentro.
2) accetti la responsabilità e riporti la colpa nella mente, riconoscendo che è dentro, la osservi e ti rendi conto di avere fatto un errore di percezione. La tua mente ha creato il mondo che percepisci come reale e può scegliere di cambiarlo. Quando sei disposto a lasciare andare passato, paura e idee distorte sulla vita, il sistema dell’ego cede.
3) di questo stadio non sei responsabile. Ti occorre un aiuto multidimensionale, spirituale, derivato dal Centro e dai suoi diretti emissari, che risponde con la rimozione della colpa e il rilascio dei suoi effetti.
Il Sistema dell’Ego: ruota attorno a tre concetti chiave: peccato, colpa e paura. Il peccato è definito come mancanza di amore. Un corso in miracoli (UCIM) descrive come segue questo processo: amore e unità sono la sola realtà, il peccato non è un’azione negativa da punire, ma un errore o allucinazione da correggere; è il senso di separazione, la credenza di essere separati dagli altri, dal Tutto, dal Centro.
La conseguenza inevitabile del peccato è la colpa: un’esperienza di malessere dovuta a qualcosa di sbagliato che hai fatto o giusto che non hai fatto; una sensazione di forte disagio che ti fa ritenere sbagliato e immeritevole, un’inadeguatezza di base derivante dalla credenza nel principio di scarsità, la convinzione che ti manca qualcosa di fondamentale. Quando senti la colpa e ci credi, ti convinci che riceverai una punizione. Ciò causa paura. Se credi nel peccato (separazione) passi direttamente alla colpa e poi alla punizione, per arrivare alla paura. Poiché credi di aver peccato contro il Centro, temi che ti punirà.
Il ciclo di peccato, colpa e paura crea una ripetizione continua, da cui l’ego trae nutrimento. Sembra non esistere via d’uscita e per liberartene occorre aiuto. Finché rimani in questo ciclo non puoi chiedere aiuto al Centro, perché nel sistema dell’ego è proprio di questo che hai paura. L’unica strada aperta rimane l’ego, che soccorre solo per garantire la sua esistenza. L’ego è la parte della mente che crede nella separazione. Il suo lavoro consiste nel farti credere che la separazione e il ciclo peccato-colpa-paura sono reali. Da questa credenza dipende la sopravvivenza dell’ego. Finché credi nella colpa, l’ego può esistere e qualsiasi aiuto che ti giungerà servirà sempre a perpetuare la stessa colpa da cui ti vuoi liberare.
La repressione è il primo aiuto dell’ego, che consiste nel prendere ogni sensazione negativa, spingerla giù nell’inconscio, e poi far finta che non ci sia. Non facendo apparire il problema, dimostri che non esiste. È la soluzione più popolare, anche se regge poco. Una parte di te continua a rendersi conto che il problema è rimasto, perché di tanto in tanto tutto ciò che hai represso viene a galla e ti fa stare molto male.
Per evitare l’inconveniente, l’ego fornisce un altro strumento: la proiezione, che consiste nel prendere la colpa e rovesciarla all’esterno. Così la colpa che non vuoi vedere in te, la vedi fuori. È come scaricare i rifiuti nella casa del vicino, per poi accusarlo di essere sporco. La proiezione è un sistema di smaltimento così istantaneo e segreto da farti dimenticare che sei tu ad aver prodotto ciò che vedi altrove. Qualcun altro diventa responsabile per la miseria, sofferenza, dolore. Non ha alcuna importanza chi sia, ciò che conta è riuscire a trovare qualcuno su cui scaricare la responsabilità per quel che hai dentro. La proiezione è il metodo più efficace per disfarsi della colpa, e pure il modo migliore per trattenerla ed esaltarla. In realtà, quando accusi altri di essere causa dei tuoi dolori nel profondo ti avvedi che stai sfuggendo da ciò che provi dentro, mettendo in moto il ciclo peccato-colpa-paura. Più ti senti in colpa, più forte sarà il bisogno di negare la colpa in te, per proiettarla all’esterno attaccando qualcuno. Più attacchi, più forte sarà la colpa, perché intimamente sai che l’attacco non è giustificato, che stai solo aggredendo te stesso.
Una forma più insidiosa di proiezione è la relazione di amore speciale. L’uomo nel sistema dell’ego non può rivolgersi al Centro e alle sue emanazioni per ricevere aiuto. Ciò lo fa sentire incompleto e genera il bisogno di trovare una persona speciale, stabilire accordi per cui se qualcuno fa qualcosa per me, allora io lo amo e in cambio faccio qualcosa per lui. Da un lato, questo rapporto fa sentire bene, dall’altro rinforza la dipendenza, il bisogno esclusivo del partner e la paura di perderlo, per cui si ravviva il ricordo della colpa che causò la nascita della relazione stessa. Poiché è proprio la colpa che più spaventa, e il partner la fa ricordare, allora finirai con attaccare e odiare anche lui. A causa della colpa, tutte le relazioni speciali possiedono componenti di paura. Quando esiste paura, non c’è spazio per l’amore e rimane la colpa. Così, nelle relazioni sia di amore sia di odio, colpa si ricicla di continuo, e ciò permette all’ego di sopravvivere.
Da una prospettiva astrosciamanica la colpa che provi verso di te o che attribuisci agli altri è frutto di una proiezione distorta, intesa a evitare il confronto con qualcuno o qualcosa che non osi affrontare. Dare la colpa a te stesso e agli altri per quel che accade nella vita è una forma di vigliaccheria, perché sottende la paura e l’incapacità di imputare il Creatore e/o eventuali emissari, per preservare l’eventuale lusinga della sua bontà o la finzione della loro inesistenza.
Amore e Odio: secondo un’altra prospettiva, derivata dalla teologia greca, il dualismo e divenire dell’universo si deve all’interazione di quattro elementi, il cui movimento dipende da due forze cosmiche, simmetriche e contrarie, prive di connotazioni morali e necessarie per generare la vita separata: Amore (ciò che unisce gli elementi) e Odio (ciò che li separa). Percepiamo Amore e Odio perché sono presenti in noi, e sono necessari per realizzare la vita sul piano fisico. L’Amore non è quindi il principio che ha creato l’universo visibile e non è concepibile autonomamente. Amore e Odio costituiscono insieme il principio dell’esistenza fisica, creandola, distruggendola, trasformandola ciclicamente. Amore e Odio non sono qui intesi come aspetti dualistici inconciliabili, bensì come principi fisici della realtà. L’effettiva natura dell’essere è eterna, unificata e incorruttibile, non può essere né creata né distrutta, laddove la realtà fisica è in continua mutazione e riguarda solo la sfera della realtà apparente.
Tre realtà: superna, ieratica e omologata: nel lavoro specificatamente astrosciamanico facciamo riferimento a tre tipi di realtà, riconosciute come strumenti strategici per operare il perdono e risolvere i principali problemi che ci affliggono.
Realtà Superna: suprema, prioritaria a tutte le altre, esistente a livello mentale e capace di creare e scegliere senza alcun limite e compromesso con la realtà fisica, con quanto è già stato creato e scelto. È una realtà interiore, visionaria, sciamanica, esercitata mediante l’uso cosciente dell’immaginazione. Qui puoi immaginare quel che vuoi, esercitare il massimo potere, così come essere vittima dell’immaginazione, vivere esperienze interiori svincolate dal controllo cosciente, sia elevate sia basse, luminose oscure, come nei sogni, negli stati di trance o in momenti assillanti di entusiasmo o crisi.
La realtà superna intrinseca si riferisce alla relativa cosmologia, derivata dall’esperienza diretta, visionaria e pragmatica del singolo ricercatore; è vissuta individualmente, in forma intima e privata, mediante l’uso personale dell’immaginazione, autonoma e non necessariamente condivisibile o estendibile ad altri, fondata su un proprio preciso intento. In questo caso esiste solo la tua coscienza unificata e il mondo esterno sparisce o è irrilevante. Ti rapporti con realtà multidimensionali, instauri una connessione fine a se stessa con spiriti e dimensioni alternative, provando soddifazione e motivazione senza necessariamente ambire a estendere tali esperienze esternamente. Può essere volontaria, quando sei cosciente della tua scelta (o sei in grado di comprendere tramite discernimento degli spiriti chi sceglie) di considerare quanto si sviluppa, o involontaria allorché sei passivo o invaso; unificante quando operi per il recupero dei 12 Settori, o separante, allorché eserciti il loro antagonismo; bassa, media e alta, in base alla coerenza espressiva di ciascun Mondo.
La realtà superna curiale è gestita con una o più persone, un gruppo di individui che immaginano insieme intenzionalmente, un’alleanza e complicità nel frequentare gli stessi spazi interiori. Qui esiste un consenso riguardo cosa immaginare e in che modo. Implica condividere le proprie realtà superne intrinseche, permettendo ad altri di navigare in esse, così come spostandosi in quelle altrui. Ciò comporta scegliere di frequentare spazi interiori comuni, con precisi intenti e fini a se stessi, senza necessariamente ambire a estendere tali esperienze esternamente. Può essere volontaria, quando il gruppo è cosciente della scelta (o è in grado di comprendere chi sceglie) di considerare quanto si sviluppa, o involontaria allorché è passivo o invaso; unificante quando opera per il recupero dei 12 Settori, o separante, allorché esercita il loro antagonismo; bassa, media e alta, in base alla coerenza espressiva di ciascun Mondo.
La realtà superna misterica comporta l’emergenza di uno spazio multidimensionale espanso, che trascende o sottende la coscienza umana individuale e di gruppo, in allineamento con la Funzione e il suo mistero.
Realtà omologata: la realtà esteriore e consensuale, la vita ordinaria, percezione collettiva della realtà fisica, il CUA, l’identificazione legale con un corpo fisico e la sua storia personale basata sul tempo lineare, l’insieme dei codici, costumi e linguaggi arbitrari convenuti nella società di appartenenza. È una realtà esterna, materiale, biologica, dove ti confronti con circostanze imprevedibili e non necessariamente in armonia con i tuoi intenti o bisogni, in cui non è offerta alcuna garanzia sull’esito degli eventi, laddove esiste inevitabilmente decadenza e morte.
Nella realtà omologata individuale operi in modo autonomo, per soddisfare bisogni o realizzare intenti personali, rapportandoti con altri individui al fine di raggiungere i tuoi scopi, senza un particolare interesse nel soddisfare quelli altrui, a meno che non ne derivi un tornaconto.
Nella realtà omologata istituzionale agisci nel mondo per soddisfare bisogni o realizzare intenti collettivi, operando insieme ad altri per raggiungere scopi comuni, con cui puoi essere allineato o meno, che sei concorde o obbligato a esercitare.
Nella realtà omologata misterica accadono sviluppi straordinari sul piano fisico che trascendono o sottendono la vita ordinaria individuale e collettiva, in allineamento con la Funzione e il suo mistero.
Realtà Ieratica: la realtà rituale, scenica, cerimoniale, artistica e teatrale, la più importante ai fini di guarigione, è interiore-esteriore, ponte tra interno ed esterno, ordinario e non-ordinario. È intenzionalmente provvisoria. In essa puoi mettere in scena aspetti della realtà superna e omologata, usando il corpo fisico come attore in un dramma o commedia, interpretando un ruolo senza identificarti con esso e senza influenzare in modo diretto la realtà omologata.
La realtà ieratica individuale comporta ritualità e teatralizzazioni relative agli intenti specifici di un individuo, della sua realtà superna o omologata. Similmente alla realtà superna può essere volontaria, se continua inoltre il rapporto con la realtà superna, o involontaria e cessi di relazionarti con la realtà superna; unificante o separante, bassa, media e alta. La realtà ieratica curiale riguarda la rappresentazione di intenti o bisogni collettivi, ispirati a miti, ideologie, religioni, ecc. Può essere, come sopra, volontaria, involontaria, unificante o separante, bassa, media e alta. La realtà ieratica misterica concerne sviluppi straordinari sul piano rituale e teatrale che trascendono o sottendono gli intenti rappresentati a livello individuale o collettivo, in allineamento con la Funzione e il suo mistero.
Ogni realtà possiede varietà di espressione, che si articolano in base ai tre Mondi (Alto, Basso e Medio), ai 12 Settori e a 144 Binari matrice. In particolare è enfatizzata l’importanza di operare nella realtà superna e ieratica facendo il possibile per esprimere, talvolta anche forzatamente, le componenti del Basso, per poi procedere spontaneamente verso quelle del Medio e dell’Alto.
Emozioni, sensazioni, sentimenti, pensieri: le emozioni derivano dal corpo di 2° dimensione, strettamente connesso al corpo fisico (3° dimensione) e di 4° dimensione, istintive, immediate, fuori dal controllo della coscienza come le sensazioni; identificate materialmente da flusso sanguigno, espressioni somatiche, postura del corpo, attività cerebrale; gestite dal sistema limbico cerebrale, distinto dalla neocorteccia dove dimorano le funzioni di apprendimento, memoria, linguaggio e gestione dei pensieri. Fondamentalmente esistono due tipi base di emozioni: amore e paura. Sono affini seppure distinte dai sentimenti (4° dimensione). Le sensazioni derivano dal corpo fisico (3° dimensione), sono la percezione mediata dal sistema nervoso di stimoli provenienti dall’ambiente o dall’interno del corpo fisico. I sentimenti derivano dal corpo di 4° dimensione, strettamente legate al corpo fisico (3° dimensione) con cui hanno un diretto rapporto, integrazione tra emozioni (2° dimensione) e pensieri (5° dimensione), come le emozioni sono interpretate, associazioni e reazioni mentali che cambiano in base a cultura, condizionamenti, temperamento, esperienza di vita del soggetto. I pensieri derivano dal corpo di 5° dimensione e sono strettamente connesse con sentimenti e corpo di 4° dimensione; attività mentali, processi che si attuano nella formazione di idee, giudizi, valutazioni, concetti, credenze, coscienza, immaginazione, desideri, critiche e ogni rappresentazione della realtà, conscio e inconscia; per definirsi impiegano modelli, simboli, immagini, diagrammi, astrazioni, iterazioni, comunicazione con altre menti e loro programmazione. Fondamentalmente esistono due tipi base di pensieri e sentimenti: unificanti e separanti. A ciascuna emozione, sensazione, sentimento e pensiero sono associati particolari entità di 2°, 3°, 4° e 5° dimensione, operanti con fini unificanti o separanti.
Proiezioni: un meccanismo di difesa che comporta spostare emozioni, pensieri e altri aspetti di se stesso su altri oggetti o persone. È un fenomeno naturale per tutti i possessori di un corpo fisico. Ciò che conta è l’uso che se ne fa. Tutto ciò che percepisci nel mondo, non importa quanto apparentemente bello o brutto, è uno schermo, o misuratore, riguardo quel che esiste dentro te o a un altro livello di coscienza. Questo crea una rete di proiezioni che è in vero la rete della vita. Siamo tutti connessi da una rete invisibile. Ogni forma esistente, dall’atomo all’intero organismo umano e fino all’universo stesso, vi è collegata.
Tutte le persone e situazioni che si animano nello schermo della vita hanno una precisa collocazione. Il modo in cui le percepisci rivela la qualità della relazione con specifici Spiriti Totem e Settori. I contenuti di uno Spirito sono proiettati su esseri umani o situazioni del mondo esterno. Vedi qualcosa che esiste dentro di te o in un’altra dimensione attraverso la proiezione su qualcosa che c’è fuori nella realtà ordinaria. Quando la proiezione è piacevole e utile, ne deriva benessere e soddisfazione. Se perdi di vista la fonte di emanazione di tale stato e limiti la consapevolezza al mondo esterno, sei destinato a provare dolore e miseria quando la proiezione cambia o giunge al termine.
Misuratori energetici: sono categorie di proiezioni e corrispondenze basate sul sistema delle case derivate, che forniscono informazioni sullo stato di ciascun Settore e le sue associazioni. La loro funzione è mostrare dall’esterno lo stato di particolari aree della vita riferibili a ciascun Settore.
Questi misuratori sono esperiti nella realtà esterna e anche in sogni, fantasie, pensieri; operano come collegamenti con specifici Settori e comprendono tutto: dalle relazioni più intime fino a una persona incontrata per qualche secondo. I misuratori apportano consapevolezza sulle proiezioni e aiutano la mente a familiarizzarsi con la rete della vita. Il modo in cui percepisci i misuratori di un Settore mostra la qualità della relazione con i relativi Spiriti Totem e tutte le associazioni corrispondenti. In astrologia, le persone, oggetti, e tutte le categorie della realtà fisica che operano come misuratori energetici, sono rintraccibili attraverso le case derivate. I misuratori attribuiti a ciascuna casa fungono da indicatori sulle condizioni di quella particolare area della vita.
Onde cerebrali: riguardano l’attività elettrica ritmica del sistema nervoso centrale, che consente di identificare gli stati di coscienza. In base ai cambiamenti delle onde cerebrali la coscienza e percezione dell’esistenza muta radicalmente. Esistiamo a ogni livello di coscienza, ma tendiamo a riconoscere come realtà solo uno di essi, in genere il Beta.
Le onde cerebrali consistono in:
Delta: da 0,1 a 3,9 hertz; stato di sonno profondo, passaggio ad altre dimensioni. Centro.
Theta: da 4 ai 7,9 hertz, stadi 1 e 2 del sonno REM, simultaneità degli stati di coscienza. Quadrante 1 (Asc-IC).
Alpha: da 8 a 13,9 hertz, stato di meditazione profonda, veglia a occhi chiusi e momenti prima di dormire.
Beta: da 14 a 30 hertz, stato di veglia e attività mentale intensa, coscienza ordinaria, realtà consensuale. Quadrante 2 (IC-Dsc).
Gamma: da 30 a 42 hertz, stati di alta tensione, iperattività. Quadrante 4 (MC-Asc)
Emergenza multidimensionale: è una situazione in cui l’identità e la percezione separata si frantumano, rivelando ciò che esiste oltre; comporta rilasciare il CUA e accedere ad altre realtà. Lasci questo mondo in modo definitivo quando muori e provvisoriamente nel sonno, sogni, stati alternativi di coscienza, visioni e situazioni di forte crisi psicologica e spirituale. Il CUA si arresta costantemente, almeno una volta al giorno, quando ti addormenti.
La lezione da imparare consiste nel lasciare andare e dire addio al CUA. In vero non stai lasciando niente e nessuno, e niente e nessuno ti sta lasciando, sebbene in termini fisici questo è quel che accadrà e, a meno che non sei preparato, sarà assai arduo andare oltre. Siamo tutti insieme in questa impresa, e c’è abbondante aiuto disponibile. Accetta il sostegno di quanti ti accettano per quel che sei, che non temono le tue paure e dolori, che viaggiano insieme a te. Allo stesso tempo, sii consapevole che queste persone possono pure cambiare per effetto delle proiezioni, che potrai sentirti ferito o tradito. Accetta ciò come parte del tuo training. Ci sono tante persone da cui puoi ricevere doni luminosi, così come ce ne sono tante a cui puoi offrire i tuoi doni.
Guarigione astrosciamanica: Il termine indica pratiche con lo scopo di risvegliare la consapevolezza della tua identità multidimensionale. La guarigione si riferisce alla connessione con chi realmente sei oltre ciò che credi essere. Il termine “healing” (guarigione) deriva dall’inglese arcaico “hælan” che significa rendere intero o unire; la guarigione è il recupero dell’unità. Ciò che la guarigione sana è la percezione separata, causa di tutte le malattie. La malattia non riguarda le condizioni del corpo fisico, ma è connessa all’incapacità di percepire l’associazione con la rete della vita. La guarigione non si occupa di infermità e malattie ordinarie. Una malattia può essere un sintomo di guarigione, mentre uno stato ordinario di benessere può essere una grave malattia.
Relazioni a due e relazioni multidimensionali: l’elemento che determina la multidimensionalità della relazione è la presenza di un terzo polo, che possiamo definire come lo spazio vuoto o invisibile tra le altre due polarità. Questo spazio rappresenta il Centro alla base dell’unione di due polarità, il portale tra la realtà di terza dimensione fondata su rapporti strettamente binari e ogni altra possibile dimensione. Poiché la consapevolezza umana ordinaria è fondata sulla separazione e negazione di altre dimensioni, il terzo polo rimane inaccessibile. È proprio l’aspirazione e desiderio inconscio di accedere a esso, che crea gli aspetti più luminosi, eccitanti e gradevoli di una relazione a due. Tuttavia poiché ciò non è consapevole, ne deriva un’inevitabile frustrazione che provoca tutti gli aspetti oscuri, dolorosi e spiacevoli della relazione.
Una relazione multidimensionale permane in ogni momento, anche quando il partner non è più presente fisicamente. Quando incontri qualcuno nei pensieri o immaginazione, si tratta di un incontro reale. Mentre ti rapporti, o credi di rapportarti con un’altra persona, esiste un intero universo con cui ti relazioni. Onora la presenza fisica di un partner, sii integro negli accordi che stabilisci, ma evita di attaccarti a essa. Possiede un immane valore nello stadio postembrionale della tua identità multidimensionale, come la crisalide che permette alla farfalla di crescere e diventare consapevole che può volare.
Guarire le relazioni: finchè percepisci il corpo umano come te stesso non c’è via di uscita dalla separazione. L’ipotesi fondamentale dell’astrosciamanesimo è che siamo uniti al tutto e questa unità riguarda ogni aspetto dell’esistenza, incluso il regno fisico. Dalla falsa percezione del corpo fisico come separato deriva dolore e ingiustizia ed è qui che è necessaria prima di tutto una guarigione. Poiché nella realtà consensuale puoi vedere solo corpi separati, la mente è facilmente confusa con il corpo e diventa molto vulnerabile. Tutti sembrano risiedere nei limiti dei loro corpi fisici, e quando questi corpi se ne vanno, morendo o lasciandoci in qualche modo, dolore e separazione tronfano. La confusione tra livello mentale e fisico è la causa di tutti i problemi nelle relazioni. Per questo errore di percezione la mente è costretta a usare il corpo fisico per essere riconosciuta. La mente dell’ego è fondata sull’assioma di essere contenuta in un corpo fisico.
La mente non ha bisogno del corpo per comunicare e creare relazioni. Anche quando usa il corpo, ciò che percepisce del corpo accade nella mente. Dai per scontato che la forma fisica di chi vedi sia colui che ti parla e ascolta; ma è una supposizione arbitraria, ciò che hai deciso di credere. Con la mente puoi credere a qualsiasi cosa, poco importa se falsa o irreale. Qualunque cosa pensi produce un effetto nel mondo e nelle tue relazioni, conosciute e sconosciute. La mente non è vittima del corpo. In contrasto, è la mente dell’ego che crea il corpo che vedi, strappandolo dall’unità collettiva, costringendolo a vivere nella paura e nell’isolamento, condannandolo a una morte inevitabile. Quando due individui s’incontrano, c’è prima di tutto l’incontro di due menti che usano il corpo per comunicare, mentre la comunicazione avviene effettivamente al livello dei loro pensieri, consci o inconsci. Nel mondo separato la realtà è definita dalle forme fisiche che vedi con i tuoi occhi, che alla fine sono la rappresentazione pittorica di pensieri di attacco, paura e morte.
Nulla si conserva nel mondo fisico, tutto è provvisorio. I corpi delle persone che ami hanno un termine, come pure il tuo corpo. Questi corpi sono in circolazione per un po’ e poi, spesso senza preavviso, muoiono, lasciando il più delle volte sofferenza, perdita e rabbia. Tutti i corpi fisici delle persone che ami sono destinati a sparire perché sono parte di una realtà provvisoria. Coloro che ami restano tuttavia nelle emozioni e pensieri. Tutto è destinato a dissolversi fisicamente in questo mondo separato, mentre continua a vivere su altri livelli.
Occorre diventare consapevoli della confusione che l’identificazione con la realtà fisica genera nelle relazioni, capire l’importanza di ciò che pensi, perché determina la natura delle tue relazioni. Ogni pensiero crea unità o separazione, amore o paura, pace o guerra. Il fattore più importante è il rapporto che hai con la mente, che è la mente che esiste ovunque. C’è una libera circolazione tra menti. I pensieri non sono bloccati nella mente individuale. Il concetto di una mente individuale è basato sulla separazione. Non ci sono pensieri privati, tutti i pensieri sono pubblici.
Per guarire le relazioni, occorre dedicare tempo A pratiche che comportano una focalizzazione della mente, incrementando pensieri di unità e rilasciando pensieri di separazione. Questo non significa comportarsi come un cane da guardia. Essere in costante controllo genera tensione e hai bisogno di imparare a essere compassionevole verso i pensieri di separazione, perché non possono essere guariti reprimendoli. Li guarisci quando comprendi la loro funzione e li esprimi consapevolmente per riconoscere dove ti portano. Paradossalmente questi pensieri finiscono col portarti proprio nell’unità, nella sfera della mente libera e amorevole. Solo quando li conosci puoi lasciarli andare e trasformarli. La loro conoscenza non te la può comunicare nessuno, necessita dell’esperienza diretta, di una relazione e atto di amore.
Ci sono due attitudini riguardo l’amore: espressioni d’amore e richieste d’amore. I pensieri di separazione sono richieste d’amore. Se rispondi a un pensiero di separazione con un pensiero di unità, rispondi a una richiesta da una parte della mente intrappolata nella separazione e questo le permette di essere liberata, guarita, così che alla fine c’è soltanto una mente. Il lavoro di unificazione non consiste nell’eliminare la separazione, non comporta una dittatura dell’unità. Si tratta di rispondere a separazione con unità.
Lavorare a livello mentale può essere difficile perché i pensieri spesso passano inosservati e ne percepisci solo gli sviluppi fisici ed emozionali. La guarigione comporta scoprire da dove vengono i pensieri, la matrice della loro origine, che dimora nei 12 Settori. Se rimani ai livelli fisici ed emozionali, sarai sempre più confuso perché tratti gli effetti e trascuri la causa.
La forma principale di guarigione comporta il riconoscimento dei pensieri di separazione, la loro espressione e soddisfazione, fino a giungere alla matrice, che risiede nei 12 Settori. Ciò avviene mediante l’uso dell’immaginazione, la Realtà Superna, e l’uso eventuale di teatralizzazioni e rituali, la Realtà Ieratica, uno spazio di finzione, in cui quanto immaginato è rappresentato a livello fisico, e distinto dalla Realtà Omologata, la vita fisica ordinaria. La struttura impiegata fa riferimento alla cosmologia astrosciamanica dei 12 Settori, 144 binari, dei tre Mondi, ecc.
144 relazioni: da una prospettiva astrosciamanica, se sei (o sei stato) in una relazione intima con qualcuno, in termini strategici fai esperienza di 144 relazioni distinte che hanno luogo simultaneamente tra te e il tuo partner. Ci sono 12 Settori, identità basilari, parti dell’anima o realtà parallele operanti nella vita, che combinate a quelle di un partner fanno un totale di 144 modelli di relazione diverse. Quindi, seppure in apparenza ti relazioni con una sola persona, da una prospettiva dell’anima, stai avendo 144 relazioni.
Tempo ordinario e tempo multidimensionale: Il tempo ordinario si fonda su due polarità opposte, inizio e fine, nascita e morte, e una serie di eventi, distribuiti in modo lineare, che creano una storia. Nel tempo multidimensionale, queste due polarità, così come ogni evento e storia, esistono simultaneamente. Ciò che causa confusione e dolore, è che solo il tempo ordinario è riconosciuto come reale. Le esperienze del tempo multidimensionale sono incorporate da quello ordinario, limitato solo alla Dimensione 3 (D3). In D3 è permesso solo il movimento nello spazio, laddove altrove è possibile spostarsi anche nel tempo, avanti o indietro. Se hai provato gioia due giorni fa con qualcuno, il fatto che ti senti oggi depresso perché quella persona se ne è andata, non vuol dire che la gioia non c’è più. La gioia continua a esistere da qualche parte, ma questa parte non è in relazione con la realtà e il tempo ordinario, bensì con altre dimensioni che come essere umano non sei in grado di vedere e riconoscere.
Liberare emozioni multidimensionali: significa comprendere che siamo multidimensionali e che tutto fa parte della stessa unità, avere la consapevolezza mentale che non esistono dualismi e che ogni cosa che percepisci è un aspetto di te, consente già di muoverti oltre i sistemi di credenze fondati sulla separazione. Ti mette in grado di affrontare il lavoro effettivo di guarigione, che non è intellettuale e avviene su un altro piano: quello emozionale. Il termine “emozione” deriva da ex (fuori) e movere (muovere), e significa letteralmente “movimento all’esterno”, o in altri termini “energie in movimento”. Le emozioni sono movimenti che procedono verso l’esterno, energie che fluiscono. Le emozioni di una realtà fondata sulla separazione non possono procedere all’esterno perché sono orchestrate da sistemi di credenza dualistici, che decretano quali emozioni sono permesse e proibite. Le emozioni non fluiscono, sono impossibilitate a uscire fuori e manipolate in modo da asservire i sistemi di credenza imperanti.
Il primo stadio per consentire alle emozioni di uscire è la comprensione mentale, la scelta intellettuale di svolgere tale processo, ossia l’Intento. A ciò segue un secondo stadio, una prassi operativa imprescindibile: l’accettazione incondizionata di ogni emozione. Non è possibile liberare le emozioni se non esiste accettazione totale delle emozioni, soprattutto di quelle che non sono state accettate dai sistemi di credenza fondati sulla separazione. Il lavoro consiste nel procedere all’accettazione effettiva delle emozioni. Quali sono le emozioni che non accetti in te stesso e negli altri?
Le emozioni sono energie in movimento, che si muovono solo quando sono accettate. Non esiste alcuna distinzione tra emozioni positive e negative. Tutte le emozioni sono energia. La definizione di emozioni positive e negative è prerogativa dell’identità separata. Se giudichi le emozioni secondo modelli di polarità, questo è un segnale che il tuo corpo mentale è corrotto. Allora si tratta di riflettere, focalizzare, fare una scelta di unità, attivare il primo stadio, per poi passare all’operatività del secondo.
Il primo stadio è un intento di unità. Il secondo stadio è l’accettazione di ogni emozione e loro libera espressione. Chiediti: Quali sono le emozioni che non accetto in me stesso? Quali sono le emozioni che non accetto negli altri? Quali sono le emozioni che gli altri non accettano in me? Quali sono le emozioni che non esprimo? Quali sono le emozioni che non permetto agli altri di esprimere?
Poi segue una prassi operativa che consiste nell’immaginare specifiche scene in cui succede quanto hai considerato (realtà superna). Successivamente puoi esprimere le emozioni in totale accettazione, in situazioni di sicurezza, tra persone che stanno facendo lo stesso lavoro (realtà ieratica), uno spazio rituale di teatralizzazione.
Nudità multidimensionale: Il corpo fisico è stato creato per nascondere quello emotivo, nato per occultare quello mentale, generato per celare il corpo spirituale. Tutto questo occultamento è conseguenza del processo di separazione. Il corpo spirituale è unità pura. Per separarsi dall’unità occorre creare un corpo prodotto da un pensiero di separazione, che occulta il corpo spirituale basato sull’unità, che diventa invisibile. Allorché la separazione nega l’unità e si impone come unica realtà possibile, ecco che abbisogna di un corpo aggiuntivo inteso a occultare la sua nudità mentale. Dapprima il corpo mentale, per nascondere le parti di collegamento con l’unità, si ricopre di un vestito mentale fondato su pensieri di separazione. I pensieri di unità, emananti dal corpo spirituale, sono vitali per la sopravvivenza del corpo mentale, il quale è mantenuto in vita dal corpo spirituale stesso.
Il vestito mentale ricopre i pensieri di unità, così come sul piano fisico l’abbigliamento intimo occulta parti del corpo considerate tabù. Paradossalmente le parti considerate tabù sono quelle che generano la vita fisica separata, così come le parti mentali tabù mantengono in vita il corpo mentale separato. Il vestito mentale rimane sempre un vestito, e non è in grado di occultare completamente quel che c’è sotto, così come un paio di mutande possono essere tolte da chi le indossa. Il processo di separazione, per potere sopravvivere, necessita di un occultamento ben più radicale e a tale scopo si espande mediante la creazione di un corpo a sé stante: il corpo emotivo.
Lo scopo del corpo emotivo è nascondere il corpo mentale. Nel corpo emotivo sei cosciente delle emozioni, ma non del pensiero da cui derivano. Per evitare che le parti tabù del corpo mentale, fondate sull’unità, possano essere esibite, il corpo mentale crea un altro corpo che copre totalmente sia i pensieri di separazione sia quelli di unità. Il corpo emotivo rimane tuttavia collegato al mentale in alcuni punti vitali, che sono in effetti i punti tramite cui il corpo emotivo è mantenuto in vita dal mentale.
Un corpo emotivo interamente nudo può rivelare i collegamenti con il corpo mentale, rendendo vana la funzione di occultamento del corpo emotivo stesso. A tale scopo il corpo emotivo è ricoperto da vestiti emotivi, intesi a nascondere le parti di collegamento con il corpo mentale, con la stessa funzione dei vestiti fisici. A sua volta il corpo emotivo, per occultare in maniera più radicale, genera un corpo alternativo, quello fisico.
Similmente nella realtà separata umana vi sono parti del corpo fisico considerate tabù e occultate da vestiti fisici. Queste parti nascoste rivelano i collegamenti con il corpo emotivo, che a sua volta espongono quelli del corpo mentale e spirituale. Quindi quelle parti fisiche vanno coperte, e le loro attività controllate. Ora è in atto nel CUA la gestazione di un corpo ulteriore di separazione attraverso l’emergenza crescente dei social network. Queste identità internetsono destinate a rimpiazzare i corpi fisici. Laddove il corpo fisico è di terza dimensione, quello telematico è di seconda dimensione.
Da notare che il corpo fisico era originariamente un social network del corpo emotivo, e che a sua volta il corpo emotivo lo era per il corpo mentale. Il corpo fisico è una complessa organizzazione telematica robotizzata di terza dimensione collegata a una realtà di quarta dimensione.
Sei in un momento di transizione? In questo caso sta avvenendo il passaggio graduale di separazione tra un corpo a un altro. Il vantaggio di questa transizione è che, se la consideri con attenzione, ti può consentire di identificare i processi delle precedenti transizioni. Quindi laddove da un lato possiamo separarci ulteriormente e rendere ancora più remota la possibilità di ritornare all’unità originaria, dall’altro possiamo anche svolgere il processo opposto.
Il lavoro parte dalla trasparenza del corpo fisico, il suo affrancamento totale da ogni tabù riguardo ogni sua parte e le loro attività, inteso a denudare in seguito il corpo emotivo, quello mentale e spirituale. Trattasi di nudo multidimensionale integrale. Nella realtà separata il processo seguita all’inverso ed è destinato a incrementare l’occultamento, fino a produrre un ulteriore corpo separato.
Contratti astrosciamanici: la liberazione dalla realtà separata, il recupero dell’interezza dell’anima o la risoluzione dei problemi che ti affliggono non è possibile finché non recuperi la memoria delle condizioni contrattuali che determinano la situazione in cui ti trovi.
Nella realtà ordinaria una firma è vincolante per la validità di un contratto, poco importa se ti sei dimenticato o pentito di averla fatta. Similmente ciò accade a un livello multidimensionale. Se hai autorizzato un contratto con addebito automatico in cambio di un determinato servizio questa situazione continuerà finché non invii una disdetta. Talvolta è possibile disdire immediatamente, in altri casi occorre un preavviso. Qualunque siano le norme contrattuali, se non sei più a conoscenza del contratto, non riuscirai a venirne fuori. Ne consegue che si tratta di recuperare la memoria, operazione di solito resa assai difficile da uno spesso strato di amnesia. Questa perdita di memoria può essere promossa sia intenzionalmente dal beneficiario dei pagamenti automatici o inconsciamente da noi stessi onde evitare il confronto con aspetti rimossi della realtà, causa di immane imbarazzo, paura, vergogna e altre emozioni indicibili.
Il recupero della memoria è il primo passo. Un modo potente e sacro per compiere questo passo consiste nell’usare rituali che, mediante la ripetizione incessante di ritmi musicali, invocazioni e passi, favoriscono stati profondi di trance ed espansione della coscienza.
In base al risveglio della memoria e la conoscenza delle norme contrattuali che regolano l’esistenza, puoi comprendere cosa stai ricevendo e dando in cambio, riconoscendo se ciò è in armonia con il tuo scopo primario e la volontà divina. In caso contrario puoi annullare il contratto ottemperando alle condizioni per farlo. E questo è il secondo passo, che richiede precise formalità, spazi e tempi.
Questa visione della vita secondo la prospettiva del contratto è un espediente strategico per descrivere il lavoro sciamanico da una prospettiva pragmatica, priva di romanticismi, effetti speciali e mistificazioni.
Il termine contratto deriva dal latino contractus, participio passato del verbo contrahĕre, “trarre insieme, riunire’. Attraverso la consapevolezza e comprensione del contratto, norme e applicazioni, possiamo liberarci legittimamente da questa realtà separata, attuando un effettivo recupero dell’anima, riunendoci con il Tutto e aprendoti alla tua vera natura multidimensionale.
Adorcismo ed esorcismo: l’esorcismo identifica pratiche e riti impiegati per estirpare entità demoniache o malefiche da persone o luoghi. Adorcismo implica un processo opposto, con pratiche e riti considerati efficaci per favorire l’ingresso e l’integrazione di entità ritenute benefiche. Secondo una prospettiva propriamente adorcistica non esiste una divisione effettiva tra entità benefiche e malefiche. Questa distinzione dipende dal sistema di credenza in questione. Nell’adorcismo il rapporto con l’entità può inizialmente manifestarsi con espressioni negative e oscure intese come stadio iniziale di un processo di trasformazione e guarigione, inteso a integrare potenziali positivi e luminosi. Il termine “adorcismo” fu coniato da Luc de Heusch per indicare pratiche finalizzate a placare o installare armonicamente entità presso luoghi e individui, con finalità positive. Implica instaurare un atteggiamento di apertura verso quanto è percepito come disturbo, malattia, negatività, per conoscerne la sua effettiva natura e motivazione. Qui ogni processo di crescita, trasformazione e ampliamento della coscienza richiede una catarsi, in cui una parte muore o si degrada, favorendo la nascita e lo sviluppo di una parte nuova. L’adorcismo è la pratica per eccellenza impiegata dallo sciamano per acquisire alleati. È un processo simile alla gravidanza, mentre potremmo definire l’esorcismo come un aborto di una forza che potrebbe potenzialmente nascere e integrarsi, laddove l’adorcismo ne rappresenta la gestazione e la nascita. Talvolta, quando la persona in questione, non è in grado di gestire per vari motivi l’impatto di un’entità, l’esorcismo (aborto) può essere necessario, ma da una prospettiva adorcistica ciò non implica che l’entità sia malefica. Il paradosso è che le pratiche esorcistiche e adorcistiche non sono molto diverse tra loro, cambia è solo l’intenzione. Ne consegue che se lo sciamano opera in una società dualistica, può fare passare una pratica adorcistica come esorcistica. Molte pratiche adorcistiche sono riuscite a sopravvivere in culture ortodosse grazie a questa capacità di occultamento.
Recupero dell’anima: è un’antica pratica basata sulla premessa che l’anima era in origine intera e poi si è frammentata. Alcune delle sue parti si sono perse, allontanate, smarrite, o sono state rubate o prese in prestito da altri. Tradizionalmente la pratica del recupero dell’anima, si basa sulla consapevolezza che i problemi più dolorosi della vita sono dovuti alla perdita di importanti parti dell’anima. Il compito dello sciamano è identificare e recuperare queste parti, restaurandole nell’integrità della persona e del suo ambiente. A questo scopo lo sciamano viaggia in realtà alternative per localizzare le parti mancanti, recuperarle e reintegrarle. Nello sciamanesimo convenzionale sono usate tecniche che generalmente coinvolgono un cliente passivo e inconsapevole, mentre lo sciamano svolge il lavoro di recupero. Nell’astrosciamanesimo il cliente è protagonista attivo del recupero dell’anima e lo “sciamano” opera come facilitatore. Il suo scopo è aiutare i clienti a identificare un’area di potere, con la quale procederà egli stesso al recupero con l’assistenza del faclitatore.
Ogni parte dell’anima è strategicamente identificata con uno dei 12 Settori, che costituiscono la matrice originale della tua Identità Multidimensionale Centrale. Lo scopo strategico dei 12 settori è rendere l’Identità Multidimensionale Centrale comprensibile alle menti condizionate dall’illusione della separazione.
Sesso e comunità: per secoli i conflitti su questioni di sesso sono stati la principale causa di sofferenza sul pianeta. Se sei su un cammino di risveglio spirituale è vitale riconoscere queste ferite e promuovere mezzi per guarirle. Ogni essere umano, anche se condizionato o inconsapevole, fa parte della rete della vita; insieme alla personalità separata sperimenta pure l’interazione con un’identità multidimensionale, che è il suo vero sé. Quando più individui si riuniscono con l’intento di dare spazio creativo alla loro vera natura, amplificano l’accesso alla rete della vita e all’unità della coscienza umana, creando le condizioni per una guarigione radicale che si trasferisce nei valori umani.
Il primo passo richiede il riconoscimento dei conflitti che vivi nei tuoi rapporti interiori ed esteriori. La trasparenza e disponibilità al rilascio sono i primi passi per la guarigione, insieme alla capacità di trasformare la storia personale in collettiva, ossia pensare in termini di comunità globale invece che di personalità.
Dalla prospettiva sciamanica il sesso è la rappresentazione simbolica dell’energia che pervade la rete della vita, spesso descritta come un coito multidimensionale continuo tra terra e cielo, visibile e invisibile. Guaritori, sciamani e altre persone sensibili stanno sulla soglia di questa copulazione, nel punto dove le polarità s’incontrano, tra ordinario e non-ordinario, giorno e notte, vita e morte. Ciò implica la guarigione della frammentazione dell’anima, risultato di sistemi di credenze basati sulla separazione e causa di tutte le paure esistenti. Coloro che sono consapevoli di questo processo operano a livello olistico o archetipico, opposto a quello personale e separato. Essi percepiscono l’energia sessuale nella sua essenza, oltre le considerazioni convenzionali. A causa dei condizionamenti e dei tabù esistenti a tale riguardo, ciò può causare notevoli dolori e fraintendimenti. Allo stesso tempo le persone ordinarie possono anch’esse trovarsi senza preavviso in stati di coscienza sciamanici allorché sono coinvolte in attività sessuali.
A differenza del tantra o l’erotismo taoistico, che comportano una manipolazione consapevole dell’energia sessuale, nell’approccio astrosciamanico sono gli aspetti multidimensionali di ciò che percepiamo come sesso che conducono a stati alterati di coscienza, piuttosto che l’espressione fisica sessuale.
Quello che conta qui è il coinvolgimento dell’anima, la relazione con i molteplici aspetti del tuo essere, la comprensione dell’ampia sfera di rapporti che si sviluppano durante l’interazione sessuale e soprattutto il riconoscimento delle connessoni sessuali multidimensionali che hai con entità invisibili.
Secondo una prospettiva astrosciamanica le passioni sessuali, gli innamoramenti, i drammi dell’abbandono e della gelosia, e ogni accadimento della tua vita di relazione, così come la percepisci nella realtà ordinaria fondata sulla separazione, è solo un frammento di quanto esiste effettivamente a un livello più ampio di coscienza.
La percezione ordinaria della sessualità e ogni rapporto umano può essere definita come una forma di autismo cronico multidimensionale, la conseguenza degli effetti allucinogeni di una realtà separata che ci ostiniamo da tempi ancestrali a considerare come l’unica realtà possibile. Tale autismo se da un lato permette di escludere dalla consapevolezza quanto è estraneo al piccolo mondo in cui ci siamo confinati, dall’altro non impedisce alla realtà più vasta di cui facciamo parte di continuare la sua esistenza.
L’attività sessuale umana ordinaria è, con tutto il rispetto, una forma di masturbazione in cui il corpo fisico è asservito agli stimoli di una fantasia autistica articolata secondo le modalità di programmazione biologica e culturale definite dalla realtà separata. Due o più individui coinvolti in uno scambio sessuale o sensuale, sia che si tratti di un rapporto puramente fisico o di natura molto più profonda, da una prospettiva multidimensionale si stanno relazionando con un’infinita rete di connessioni che comprendono universi paralleli, realtà invisibili e visibili di ogni grado e natura. Queste presenze ed energie sono intimamente coinvolte nelle tue relazioni anche se non sei disposto a riconoscerle. In effetti, fino a quando rimani ancorato nella percezione separata derivata dalla realtà consensuale continuerai a mettere in scena ciclicamente gli stessi copioni nella vita sessuale e affettiva.
L’esperienza dell’energia sessuale in chiave sciamanica è in grado di frantumare la percezione ordinaria della realtà, generando un’esperienza estatica milioni di volte più potente dell’orgasmo più convenzionalmente ambito. Il sesso può essere un varco per superare la realtà separata, nella misura in cui non è intrappolato nella percezione ordinaria. Per questo motivo la sfera sessuale è così oggetto di repressione, fraintendimento, manipolazione e trauma.
Qui quando parlo di energia sessuale e sciamanesimo non mi riferisco necessariamente ai rapporti sessuali, poiché per certi sciamani il lavoro con tale energia implica spesso castità sul piano fisico e una condotta impeccabile. Il sesso cui mi riferisco implica l’esperienza estatica e la consapevolezza della natura multidimensionale. Il più gran tabù nella nostra cultura non è il sesso, una pratica costante in tutte le epoche; è piuttosto l’esperienza dell’estasi, il mistero della morte, il rilascio della realtà umana separata e la rivelazione della tua natura multidimensionale.
Protezione: viaggiando in altre dimensioni, così come muovendoti nella vita ordinaria, incontri zone di estasi e bellezza, ma anche aree di disagio e rancore. Il vantaggio delle zone d’ombra è tenerti lontano da situazioni che non sei ancora in grado di affrontare. Lo svantaggio è che spesso la paura dell’ombra impedisce di accedere a esperienze importanti e decisive. Qui occorre prestare attenzione a non rimanere intrappolati nel clima di contrattazione, conflitto e confusione che l’ego tende ad attivare a questo stadio. È cosa buona rischiare, ma è anche importante non forzare le cose. In certi momenti è meglio fermarsi e valutare cosa accade. Se in una situazione avverti forti disagi o ti senti privo di protezione, sii cauto ed evita inutili azzardi.
Una prima lezione da imparare è la protezione. Quando lasci il mondo della realtà consensuale per avventurarti altrove, il corpo fisico ed emotivo diventa più vulnerabile. Ciò rappresenta una minaccia per l’ego. In questi casi può essere saggio attribuire potere provvisorio a qualcosa di esterno. Celebrando un atto di protezione con un rituale o l’impiego di specifici strumenti, impedisci all’ego di precipitare nel panico. Inoltre, eviti di essere influenzato da energie che non sei ancora in grado di gestire e che potresti percepire erroneamente a causa della paura.
Vi sono diversi modi e strumenti per chiedere e ricevere protezione. Lo Spirito Guida e lo stesso Cerchio svolgono questa funzione. Quando prendi pienamente coscienza della loro presenza, allora non ha più alcun senso chiedere protezione. Il fatto è che questa consapevolezza viene facilmente a mancare. Per questo motivo usa specifiche procedure di protezione, senza diventare troppo rigido, dogmatico o dipendente, poiché ciò potrebbe creare l’effetto opposto.
Una pratica spirituale regolare, ripetuta almeno tre volte al giorno (mattino, metà giornata e sera), è la chiave per garantire un minimo di protezione spirituale e liberarsi dalle intrusioni e interferenze principali cui siamo soggetti come conseguenza della permanenza in una realtà fondata sulla separazione. Il modo migliore per proteggersi è svolgere una pratica spirituale con la stessa frequenza con cui assumi i pasti, in genere tre volte al giorno.
Vi sono inoltre situazioni in cui necessiti di maggiore protezione, perché ti trovi in situazioni o ambienti difficili da gestire o in presenza di forti intrusioni e attacchi. In questo caso occorre usare delle pratiche più dirette e instaurare una specie di stato di emergenza, in cui eserciti la massima cautela. In particolare si tratta di chiedere esplicitamente protezione tenendo conto che le forze che possono aiutarti hanno bisogno del tuo consenso per ntervenire. A differenza delle entità infestanti, finalizzate a preservare la separazione, che invadono in continuazione, abusando senza alcun riguardo e spacciandosi per i tuoi stessi pensieri ed emozioni, le guide spirituali hanno bisogno di ricevere il permesso per entrare in rapporto con noi.