La credenza più bella risiede probabilmente nella sicurezza di un lieto fine, garantito per tutti dalla volontà divina. Questo significa che non importa quale piega la nostra vita abbia preso o potrà prendere, l’esito conclusivo sarà inevitabilmente felice. Ci potrebbero essere indubbiamente molti motivi per contestare tale atto di fede, che tra l’altro evoca certi slogan controversi di un paio di anni fa. Forse si tratterebbe di mettere delle condizioni per il conseguimento di un esito felice. Alla fine dei conti tuttavia credo sia meraviglioso avere la garanzia divina che la felicità sarà l’esito finale per ogni cosa. Così come credo sia doveroso aggiungere, parafrasando Un corso in miracoli, che “dipende da noi quando questo esito si realizzerà”. Finché crederemo che esiste una volontà estranea a quella divina e fino a quando crederemo che questa volontà sia reale, non troveremo la conclusione divinamente stabilita “come esito di tutti i problemi che percepiamo, di tutte le traversie che vediamo e di ogni situazione che incontriamo”. Quindi, a tale riguardo, risulta doveroso chiedere l’aiuto divino così che impariamo “a non interferire e quindi a non ritardare gli esiti felici” promessi “per ogni problema che possiamo percepire, per ogni traversia che ancora pensiamo di dover incontrare”.