“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti…! Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geenna?” (Matteo 23, 13.33)
Ciò che maggiormente colpisce nelle parole di Gesù è il contrasto tra la sua pazienza, comprensione e generosità riguardo ogni tipo di peccatore e malfattore, con l’unica eccezione degli ipocriti. Verso questi ultimi egli va su tutte le furie, condannandoli in modo irremovibile, senza concedere alcuna attenuante. L’uso del potere a proprio esclusivo vantaggio, lo sfoggio di azioni e parole esemplari per occultare trame ingannevoli e profitti personali, l’osservanza ostentata di norme oppressive al fine di garantire i propri privilegi, così come altri comportamenti ipocriti, sono oggetto del massimo livello di condanna. Qui in particolare è stigmatizzato il malvivente che nega di essere tale e che addirittura si erge come modello di sapienza e virtù, incapace di procedere ad alcuna autocritica o di prestare ascolto a qualunque obbiezione al suo operato.
“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità” (Matteo 23, 27-32)
Tale condanna traspare massima e inequivocabile nelle parole di Gesù, così come in quelle di Maometto e molti ispiratori originari d’ideologie e movimenti luminosi. Il paradosso è che nel corso della storia è proprio in questi contesti che l’ipocrisia maggiormente ha preso piede, devastando in modo radicale la matrice della loro fonte originaria.
Ogni ideale luminoso si corrompe irreparabilmente quando prevale la salvaguardia dei propri interessi egoistici camuffata come difesa di valori universali. Ogni attaccamento a norme e prescrizioni esteriori degenera fatalmente quando va a scapito della considerazione amorevole verso il prossimo. Non serve a niente pagare “la decima della menta, dell’aneto e del comino”, e trascurare “le cose più importanti della legge: il giudizio, la misericordia, e la fede” (Matteo 23, 23). A nulla vale essere riconosciuti come cittadini esemplari se non si risponde alla voce della propria coscienza.