Nuovamente ci ritroviamo nel passaggio da un anno all’altro. Raggiunta la fine del 12° mese, tutto ricomincia con il mese numero 1, gennaio.
Il primo mese dell’anno prende il nome da Giano, la divinità più antica delle tradizioni italiche, associato con le soglie, i portali, i passaggi da un punto a un altro, sia fisici, che più sottili, come il transito da una dimensione all’altra, e anche con gli inizi di nuove imprese di qualunque natura, sia fisica sia spirituale.
Il passaggio da un anno all’altro può essere la ripetizione dello stesso ciclo o uno spostamento radicale in un’altra dimensione. Forse, più realisticamente, è una combinazione di entrambi. Le fasi di passaggio sono le più delicate del processo di guarigione. Parti luminose prendono forma e si preparano a nascere, tuttavia la loro gestazione avviene nell’oscurità, mentre nell’ambiente esterno continuano a dominare le dinamiche del passato.
Nei momenti di passaggio una pratica utile è la ricapitolazione. Il suo presupposto è che gli eventi passati bloccano energia vitale finché non sono definitivamente elaborati e rilasciati. In caso contrario il passato continua a essere trattenuto e diventi la condensazione di memorie che sono costantemente riciclate e riattivate nel presente. Come esseri umani siamo propensi a investire energie enormi in queste memorie fino a che, proprio come in un computer, lo spazio della memoria si esaurisce, e le nostre vite crollano, si sgretolano o si bloccano.
Lasciar andare il passato può non essere un compito facile. Molte persone giustificano la loro vita solo sulla base passato. Dicono cose come, “Sono stato abusato”, “Ho subito violenze”, “Mi hanno abbandonato” o “Sono stato tradito”, e le usano per convalidare ciò che accade nel presente.
Altre persone prendono una posizione totalmente diversa. Essendo consapevoli di come il passato limiti la loro libertà, decidono di cancellarlo con un’istantanea pulizia. Iniziano un’accurata impresa di cancellazione di tutto ciò che si riferisce al passato, persone, cose, luoghi, situazioni, ecc. La relazione con il proprio partner è finita! Allora bruci tutti i suoi regali, cancelli foto, e-mail e messaggi, e così via, finché puoi dire che hai finalmente ripulito il tuo passato.
Poiché il passato come lo percepiamo è un’illusione, cancellarlo può essere facile come cancellare dei documenti da un computer. Nel momento in cui ti svegli dal sogno, sarà tutto finito. E tuttavia, a meno che tu non sia riuscito a padroneggiare l’arte di non addormentarti ancora, il passato trapelerà di nuovo e l’unica differenza saranno gli attori e gli scenari.
Lasciar andare il passato non è necessariamente cancellare il passato. Lungi dall’essere cancellato, il passato ha prima di tutto bisogno di essere riconosciuto e onorato, poi guarito e, se davvero non serve, rilasciato. Rilasciare non è gettare il passato nella pattumiera e poi confidare che l’autorità locale se ne sbarazzi. Il rilascio è liberazione, è permettere al passato di fluire nel presente, cancellare la paura e supportare luminosi elementi, così da apportare benedizioni al presente e al futuro.
Il rilascio è perdono, e come dice Un Corso in Miracoli, “Perdonare è semplicemente ricordare solo i pensieri d’amore che hai dato nel passato e quelli che ti sono stati dati. Tutto il resto deve essere dimenticato. Perdonare è ricordare in modo selettivo, non basato sulla tua selezione.” (UCIM, T378).
Il problema non è nel passato, è rimanere bloccati nel passato. E questo accade quando consideri soltanto il passato, così come quando lo neghi.
Puoi fingere che una persona ostile non sia mai esistita, e cancellare tutte le prove della sua presenza. Questo può essere efficace temporaneamente se non riesci a far fronte alla situazione, tuttavia se ci sono problemi irrisolti con quella persona si ripresenteranno in un modo o nell’altro fintanto che scegli di lasciarli andare davvero. E se non rilasci quei problemi durante la tua vita, beh, quei problemi probabilmente saranno trasportati nella tua “prossima vita” o raccolti dalle generazioni seguenti.
Sottolineo queste due opzioni perché credo che l’ostacolo principale nel rilasciare il passato non è la natura del passato stesso ma il modo in cui lo percepiamo. Puoi considerarti come individuo separato che deve affrontare problemi personali durante la vita, e perfino nelle vite passate e future, o puoi riconoscerti come parte del collettivo, un essere planetario più grande, che include tutta l’umanità, passata, presente e futura.
Nello sciamanesimo esiste la nozione di “cancellare la storia personale”, ma questo non è il passato, è il passato illusorio creato dalle nostre menti separate. La cancellazione si applica quindi al coinvolgimento dell’ego con il passato e la sua realtà separata. La percezione della separazione dagli altri e dal mondo è la configurazione arbitraria che necessita essere abbandonata per sperimentare la tua vera identità e accedere a una realtà molto più vasta.
E non è una pulizia istantanea; è un processo continuo e duraturo, che gradualmente permette al passato collettivo di emergere, un regno in cui tutte le menti sono unite. In questo caso i pensieri personali, essendo separati, non esistono o sono mere allucinazioni. Gli sciamani, più o meno universalmente, ricevono la maggior parte delle loro indicazioni da quel regno e lavorano intensivamente con gli antenati. Sperimentano passato, presente e futuro come un continuum temporale attraverso il quale viaggiano per ottenere conoscenza e perseguire i loro intenti sciamanici.
In molte tradizioni l’intera vita è basata su questo continuum temporale, in cui gli antenati rappresentano il riferimento principale nei culti e nelle pratiche sociali. Qualsiasi tipo di conflitto che si sviluppa nel presente è riconosciuto in relazione con il passato, che è il livello della matrice.
Che tutti noi possiamo essere benedetti dal luminoso passato che risplende nel più gioioso presente, si irradia nell’estatico futuro, e ritorna nel passato, in un circolo eterno di beatitudine e amore.
Felice Anno Nuovo!
© Franco Santoro