Sviluppare una coscienza multidimensionale significa in primo luogo diventare consapevoli della propria simultanea presenza in diverse realtà. La maggiore difficoltà nel riconoscere altre realtà, oltre a quella terrestre, è dovuta al fatto che esistono numerose, e pressoché infinite, versioni della Terra, di cui abbiamo continue esperienze, ma che seguitiamo a confondere con una sola versione a cui diamo esclusivamente credito. Da un lato c’è la Terra ordinaria, corrispondente alla realtà consensuale, dall’altro esistono tante altre sue versioni, dove viviamo regolarmente senza avvedercene. In effetti, passiamo molto più tempo in queste terre parallele che nella realtà consensuale.
Il mondo ordinario è un ologramma su cui trasferiamo i contenuti di esperienze che hanno luogo altrove mediante un processo invasivo di trance collettiva finalizzato a imporre esclusivamente una sola realtà. Questa realtà è il mondo in cui crediamo di vivere, una dimensione separata e predatoria, un rigido monopolio della coscienza che si nutre dei contenuti esperienziali di altre realtà, rendendone inconscia l’esistenza.
Ci sono altri modi in cui è possibile descrivere o argomentare quanto sopra, e questa è una delle caratteristiche tipiche della coscienza multidimensionale. Questo significa che non esiste mai una sola versione dei fatti, un’unica spiegazione o verità. Al contrario, ci sono infinite varianti, sia molto simili che radicalmente diverse tra loro e con tutte le relative vie di mezzo. Finché sussiste libertà di movimento tra una variante e l’altra, ci troviamo in uno spazio multidimensionale.
Uno dei modi più semplici per risvegliare la propria coscienza multidimensionale consiste nel prestare attenzione scrupolosa ai propri processi immaginativi. In genere distinguiamo tra qualcosa che immaginiamo come pura fantasia o sogno, ossia irreale, e ciò che immaginiamo in relazione al mondo ordinario (per esempio, lavoro, politica, relazioni, casa, salute, ecc.), quindi reale. Da una prospettiva multidimensionale non esiste alcuna distinzione di valore tra fantasie o sogni, e ciò che immaginiamo o pensiamo riguardo la realtà ordinaria. Si tratta sempre d’immaginazione, così come di realtà. Tuttavia l’immaginazione può essere passiva, invasiva e arbitraria, ovvero possiamo essere costretti a immaginare qualcosa, così come impediti a immaginare qualcos’altro. In questo caso diventiamo vittime dell’immaginazione, ingranaggi di una realtà separata. Ed è questa l’evenienza che si tratterebbe di evitare a tutti i costi.