Se ti trovi su un sentiero di risveglio spirituale e sei sensibile a quanto esiste oltre l’illusione della realtà consensuale, occorre che fai molta attenzione quando nella sfera terrena la paura, la violenza, l’orrore e la morte diventano più esplicite. La dimensione terrena esiste solo in funzione della paura, della violenza e della morte. Quella che qui si chiama “vita” è solo una lotta precaria e spaventosa per la sopravvivenza. Solo grazie alla violenza e alla morte inferta ad altri corpi è possibile per qualunque corpo fisico restare in “vita” provvisoriamente, prima di subire la stessa violenza e morte da parte di altri corpi. Non ce ne rendiamo conto perché per “vivere” fisicamente ci siamo assuefatti alla violenza e alla morte. Non siamo più in grado di percepire la morte e la violenza che sottende la “vita” e il “piacere”, perché seguitiamo a credere che ci sia distinzione tra morte e “vita”, dolore e “piacere”. Tutta la violenza e la morte esplicita di cui siamo testimoni, che ci causa orrore e spavento, è in funzione della “vita” e del “piacere” fisico. Tutto quello che ci consente di sopravvivere (alimentazione, calore, medicine, ecc) o di godere di particolari piaceri è disponibile solo mediante la violenza e la morte subita da altre entità organiche. Questa sopravvivenza e presenza di “piaceri” è inoltre sempre e solo provvisoria, da cui la paura e l’ulteriore violenza e morte esercitata verso qualunque potenziale avversario al fine di garantire l’estensione di quella che chiamiamo “vita”.
Quando nel mondo ti pare che ci sia un aumento di paura, violenza e morte, non sta accadendo assolutamente niente di diverso da quello che è sempre successo. Il conteggio del numero dei morti è sempre lo stesso dall’inizio della manifestazione di questa realtà. Tutti quelli che nascono muoiono. Punto.
Se ti trovi su un sentiero di risveglio spirituale e sei sensibile a quanto esiste oltre l’illusione della realtà consensuale, è necessario che impari con fermezza a smettere d’identificarti con un corpo fisico separato. Finché credi di essere un corpo fisico separato non c’è via d’uscita dalla violenza e dalla morte. Se non sei un corpo fisico, che cosa sei? Questa è l’unica risposta che ha senso trovare per la propria effettiva sopravvivenza.