“Sia fatta la Tua volontà!” è un’affermazione spiritualmente assai devota e potente, un’audace resa incondizionata verso Dio, o qualunque altro termine compatibile con la tua fede. Allo stesso tempo è anche un’affermazione molto facile da esternare. Ciò che è molto più arduo è capire qual è effettivamente questa volontà e successivamente metterla in atto.
In primo luogo, si tratta di capire che cos’è questa volontà divina, come orientarsi rispetto alla giungla di opzioni a tale riguardo. Questa è la parte più complessa, che comporta discernere l’unicità del tuo sentiero e i particolari della tua vocazione. Se ci fosse un navigatore o un libretto di istruzioni che indica come procedere in tutti i suoi dettagli, sarebbe tutto molto facile. Basterebbe solo avere fiducia ed essere obbedienti, anche se queste non sono certamente attitudini da poco.
Il problema è che con Dio le cose non funzionano così. Molti si aspettano che, subito o in tempi brevi, una volta esternata la richiesta a Dio di comunicarci la sua volontà, giunga una risposta precisa su tutto quello che bisogna fare nel breve, medio e lungo termine. Per evitare delusioni è preferibile cessare di avere questa aspettativa.
Le risposte da Dio giungono lentamente, in un modo destinato a sfuggirci se siamo presi dalla concupiscenza di volere tutto e subito. La nostra vocazione, ciò per cui siamo davvero chiamati, si rivela solitamente solo passo dopo passo. Quindi si tratta di essere molto pazienti, imparando a cogliere singolarmente ognuno di questi passi, anche se non hai idea di quale sarà quello successivo. Questo è il senso effettivo della resa incondizionata alla volontà divina.
La puoi cogliere in un momento ispirato di meditazione, preghiera, silenzio, o attraverso un accadimento rilevante, spesso assai semplice. Allora puoi capire che è cosa buona e giusta compiere quel piccolo passo, anche se non hai alcuna idea riguardo quello che potrà accadere dopo. Ed è da quel piccolo passo, che ti sposta pure solo di pochi centimetri da dove sei ora, che occorre cominciare. In seguito, forse dopo un momento di smarrimento e confusione, se insisti nel chiedere qual è il passo successivo, anche quello diventerà chiaro. Magari si tratta di un passo ancora più piccolo di quello precedente o molto più grande. Ma è sempre un passo solo. E così via, finché impari a camminare.
In questo percorso, l’atto più potente e sacro che puoi compiere, quello più allineato con la volontà divina, consiste nel continuarlo, non importa quanto inciampi, cadi, sbagli itinerario o addirittura torni indietro.