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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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Una svolta nella continuità

 
Come alcuni di voi avranno notato, il mio orientamento è da tempo cambiato, e questo si è riflesso online in lunghi periodi di silenzio, nella sospensione degli eventi e in pochi scritti. In realtà non credo sia mutato nulla di sostanziale, poiché nel profondo i miei valori restano gli stessi, così come le visioni che mi animano. È però cambiato in modo significativo il modo in cui li esprimo nella forma.
 
Non è questa la sede per raccontare nel dettaglio ciò che è accaduto, ma desidero almeno offrire qualche accenno, per rispetto e trasparenza verso chi mi ha seguito con fiducia nel corso del tempo. Lo faccio solo per quanti possono concedersi il tempo di leggere quanto segue, che non ha nulla di particolarmente eccezionale o importante, e che potrebbe risultare inoltre più lungo del necessario.
Vorrei in primo luogo esprimere profonda gratitudine per il cammino che ho condiviso con molti di voi nel corso degli anni, per gli scambi luminosi, le parole e le intuizioni preziose, i gesti di gentilezza e autentica cura reciproca. Vi ringrazio di cuore, uno per uno, per tutto ciò che mi avete donato.
 
Da oltre un decennio il mio percorso spirituale ha attraversato una trasformazione che mi ha progressivamente allontanato dalle spiritualità alternative e sincretiche del movimento New Age, nelle quali ho militato attivamente per quasi mezzo secolo. Parallelamente, questo processo mi ha condotto sempre più vicino alle religioni tradizionali, verso cui avevo in realtà sempre nutrito rispetto, e in particolare alla fede cattolica, alla quale sono infine ritornato pienamente.
 
Rimane immutato in me, dopo questo ritorno, il valore della tolleranza e del rispetto per ogni cammino spirituale, qualunque forma assuma. Con umiltà riconosco che ogni essere umano avanza verso la Verità secondo vie che solo Dio conosce pienamente, e che ciò di cui ciascuno ha davvero bisogno è comprensione, ascolto e rispetto.
 
Proprio la fede cattolica, a cui sono tornato con gratitudine e stupore, mi ha aiutato a riconoscere che lo Spirito soffia ovunque vi sia una ricerca sincera del vero e del bene. Allo stesso tempo, ho imparato a distinguere tra la santità della Chiesa, che viene da Cristo ed è più grande delle nostre fragilità, e i limiti inevitabili di coloro che la compongono, che possono talvolta sbagliare anche gravemente.
 
Questo sguardo insieme realistico e misericordioso mi accompagna e mi sostiene nel mio percorso.
La mia svolta ha comportato la scelta di lasciare alle spalle insegnamenti e pratiche di cui ero stato promotore nel passato, per orientarmi liberamente verso un cammino fondato sull’accettazione della dottrina della Chiesa, sulla comunione ecclesiale e sull’obbedienza che ne deriva, insieme a una vita improntata alla preghiera, al discernimento, alla sobrietà spirituale e alla carità.
 
Desidero precisare che per me è prematuro condividere i motivi più profondi di questa scelta. Il cammino che sto vivendo è delicato, a tratti luminoso e a tratti oscuro, e richiede silenzio, ascolto e una maturazione interiore che ancora appare distante. Per questo preferisco operare nelle retrovie e, pur non escludendo interventi pubblici, potrò farlo con integrità solo qualora vi sia un chiaro e legittimo mandato, o un’indicazione equivalente.
 
In questa fase sento soprattutto il bisogno di esplorare con onestà le zone d’ombra, di riconoscere gli errori del passato, di lasciarmi guarire e trasformare, così come di rendermi utile per quel poco che sono in grado di fare. È un processo che richiede semplicità, pazienza, discrezione e tempo. Il mio itinerario spirituale sin dalla nascita partì dalla Chiesa cattolica, con il Battesimo e in seguito gli altri sacramenti fondamentali, e dopo un lungo pellegrinaggio attraverso molteplici percorsi mi ha ricondotto al luogo da cui ero partito, assai arricchito e allo stesso tempo piuttosto provato.
 
Sono consapevole che per alcuni questo cambiamento possa apparire inaspettato, incomprensibile, contraddittorio o persino folle. Riconosco anche che per alcuni possano esistere resistenze, riserve o ferite legate alla fede cristiana o alle sue istituzioni religiose. Tutto questo è comprensibile, legittimo e degno del massimo rispetto. Ognuno è chiamato a onorare il proprio cammino, con i suoi tempi, le sue domande e le sue fedeltà interiori.
 
Anch’io, lungo il mio percorso, ho conosciuto passaggi che a prima vista potevano sembrare incoerenti. Ma la varietà delle scelte, come mostrano molti autorevoli testimoni della fede, fa parte della complessità e della turbolenza del cammino umano. Ciò che conta è la meta, non la linearità del percorso.
 
Sono convinto che nessuna tradizione religiosa sia perfetta, perché è sempre vissuta da esseri umani imperfetti. E tuttavia, molti pensatori hanno riconosciuto che scegliere una via concreta, invece di restare in una posizione indefinita, può essere un gesto di maggiore integrità interiore. Il teologo Karl Rahner, ad esempio, preferiva un cristianesimo che potesse essere realmente vissuto nel quotidiano, nonostante le sue inevitabili contraddizioni, piuttosto che un ideale astratto e irrealizzabile. Blaise Pascal ricordava che la fede è un modo per accedere alla verità; evitarla per paura di sbagliare significa rinunciare a una dimensione essenziale dell’esistenza, rimanendo sospesi nel vuoto.
 
Altri autori, pur non entrando formalmente nella Chiesa, hanno riconosciuto che restare per sempre “fuori” può diventare, talvolta, una forma sottile di orgoglio spirituale. Il rischio di tenersi lontani da ogni tradizione religiosa è quello di costruirsi una spiritualità su misura, selezionando solo ciò che non mette in discussione i propri limiti e autoinganni. Simone Weil, pur nella sua posizione unica, intuiva che la scelta di una tradizione concreta è spesso più umile della pretesa di una purezza assoluta.
 
Queste riflessioni non intendono insegnare nulla a nessuno, né suggerire che il mio cammino debba essere quello di altri. Vogliono solo esprimere una parte fondamentale del poco che ho compreso: che ogni ricerca autentica merita ascolto, che ogni posizione è degna di considerazione, e che la mia scelta attuale nasce non da rifiuto o giudizio, ma da un bisogno interiore di radicamento, coerenza e verità.
 
A tutti voi va il mio saluto più sincero e riconoscente. Ripenso alle esperienze profonde condivise con molti di voi, ai dialoghi, ai cammini intrecciati, ai momenti di luce e a quelli più faticosi: in tutto questo siete stati per me maestri, ciascuno a suo modo, e il dono della vostra fiducia rimane una delle grazie più preziose che abbia ricevuto. Domando perdono per gli errori di cui sono consapevole e anche per quelli che ancora non vedo, ma che hanno comunque lasciato un segno. Grazie per ciò che è stato, per ciò che rimane e per ciò che, in modi che ancora non conosciamo, continuerà a generare luce.
 
Vi porto nel cuore con rispetto, con affetto e con una forza che non viene da me solo, ma da ciò che ci ha uniti fin dall’inizio.

Franco Santoro

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