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Provisional Institute of Astroshamanism

Experiential holistic education and spiritual healing community network and site founded by Franco Santoro.

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1.1 Ariete/Ariete

1.1 (Ariete/Ariete)

Questa pagina è in fase di elaborazione.
I contenuti hanno carattere provvisorio e sono intesi a essere completati e aggiornati.
Per comprendere come consultare e impiegare il testo seguente occore accedere alla Guida alle informazioni sul sistema binario e all’indice generale

Numero: 1. Gradi: 0°-2½° Ariete. Segni: Ariete/Ariete. Case: I/I. Pianeti: Marte/Marte. Polarità: positiva/positiva. Elementi: fuoco/fuoco. Qualità: cardinale/cardinale. Aspetto: congiunzione. Fase: luna nuova. Anatomia: testa, cervello, occhi; testa, cervello, occhi. Colori: rosso/rosso. Modulazione: Guerriero Audace. HSS: dati non forniti. Spirito: Kahe Kahe. PTU: Italia, Lazio; Città del Vaticano. Lettere: A/N, A/N.

Pregi: audacia, autostima, carisma, chiarezza, coraggio, eroismo, iniziativa, innocenza, intuizione, invincibilità, leadership, nascita, onestà, ottimismo, pionierismo, prontezza, risoluzione, risveglio, sincerità, solerzia, solitudine, spontaneità, unicità, vittoria, visione. Rancori: accidia, aggressività, amarezza, annullamento, ansia, antagonismo, antipatia, apatia, attacco, brutalità, contraddizione, delitto, distruzione, efferatezza, egocentrismo, impulsività, insensibilità, prepotenza, primitività, rabbia, rivalità, violenza. Temi: agonismo, armamento, assalto, attività, attrazione, competizione, conflitto, desiderio, eccitazione, energia, esercito, febbre, fuoco, ghianda, guerra, impeto, ingegneria, inizio, lotta, martirio, mascolinità, nascita, partenza, passione, sangue, uccisione, urgenza, velocità. Individui rilevanti: .

Misuratori: madre del padre, padre della madre, partner del terzo fratello o secondo figlio, quinto figlio, ex-partner del partner, padre del padre del partner, amici del primo fratello, primo figlio del terzo figlio, secondo figlio del secondo figlio o terzo fratello, sesto fratello, datore di lavoro della madre, casa del padre. 12-2, 11-3, 10-4, 9-5, 8-6, 7-7, 6-8, 5-9, 4-10, 3-11, 2-12.

Rilevanza: Sole in Ariete e Luna in Ariete natali o in transito; Sole natale in Ariete o prima casa e Luna in transito in Ariete o prima casa e viceversa; collocazione di un pianeta natale o in transito nei gradi del binario; nascita, residenza o spostamenti nell’unità territoriale corrispondente.

Anatomia: testa (1) e testa (2), dalla cima del capo al naso; testa lobo frontale sinistro, ghiandola pituitaria; 1ª falange pollice palmo destro.

Animali: antilope, aquila, ariete, drago, falco rosso, nibbio, pantera, pettirosso, squalo, tasso, tigre. Minerali: acciaio, agata di fuoco, calcedonio rosso, corallo rosso, diaspro rosso, ferro, lepidolite, opale rossa, pirite, rubino, zolfo. Piante: aloe, anemone, arnica, artemisia, banana, biancospino, brionia, cacao, cactus, canapa, cappero, cardo selvatico, fico d’India, garofano rosso, genziana, ghianda, ginestra, mango, mostarda, ontano, ortica, pungitopo, ravanello, rosmarino, sanguinaria, tiglio.

Mansione lunare (Ibn ‘Arabi): أَلِف, 1 Al Sharatain, The Two Signs, 0° Aries, The First Intellect, the Pen, Hamza & Alef, Divine Essence. Nomi di Dio: Allah; 1 الرحمن‎ ar-Raḥmān Il Misericordioso.

UCIM: “Che io riconosca che i miei problemi sono stati risolti” (L-pI:80); “Io sono la luce del mondo”, “Il perdono è la mia funzione come luce del mondo” (L-pI:81).

Abbraccia la tua visione e ciò che ti anima nel profondo. Fallo adesso e muovi il primo passo decisivo verso ciò che vuoi. Ciò è quel che sei e anche chi decidi di essere.

Questo è il doppio Ariete, il binario prototipo, l’amplificazione del fuoco primordiale, portatore di uno spirito rovente, colmo di energia, estroverso, incisivo, predisposto all’azione e a qualsiasi impresa che richieda tempestività e coraggio. 1.1 ispira i pionieri per eccellenza, eroi di pronto intervento, sia per l’unità sia per la separazione, maestri nella difesa e nell’attacco, così come nell’assenza di difese e attacchi. Essendo il capostipite dei binari, rappresenta l’inizio più radicale possibile sul piano orizzontale. Ogni binario con identico valore numerico è in relazione con l’essenza del segno zodiacale in questione, per cui 1.1 configura le caratteristiche pure del segno dell’Ariete e, in quanto primo segno di fuoco, anche quelle più travolgenti di questo elemento.

Sul piano ordinario questa è una combinazione che caratterizza personalità sicure di sé, avvincenti, luminose, positive, colme di una freschezza senza pari, come se si generassero nel preciso momento in cui le incontri. Da ogni suo poro 1.1 emana una carica e una risolutezza incrollabile, insieme a un senso assodato d’infallibilità e maestria. Ciò lo rende oggetto di grande fascino e magnetismo, così come di allarme allorché emerge il timore di essere indotti a compiere sotto pressione imprese azzardate o contrarie alla propria volontà. Per 1.1 è arduo mostrare sensibilità e considerazione per gli altri a meno che non sussista una manifesta sintonia di visione. Qui prevale uno stato generale di emergenza che richiede prontezza e iniziativa immediata, per cui opinioni alternative, dubbi e riserve rappresentano gravi impedimenti e sono di fatto inaccettabili. Questo binario non tollera sia l’aperta opposizione che la sottile divergenza, per cui l’approccio preferito in tali circostanze comporta una reazione drastica ed esplicita senza alcun riguardo per le conseguenze. L’impulsività arietina sale alle stelle con 1.1, operando in modo deflagrante ed estinguendo ogni conflitto anche a costo della propria distruzione.

Il doppio Ariete è in rapporto con la matrice di ogni possibile nascita o inizio, che può innescare un processo di crescita e sviluppo ma anche concludersi nel breve o più lungo termine con aborti e interruzioni. Questo binario è in rapporto con l’essenza del novilunio, uno stadio delicato di transizione in cui il seme è identificato e inizia ad attecchire ma non ha ancora preso una forma definita. A questo punto la capacità di cogliere intuizioni e ispirazioni tramite un’attitudine di ascolto e apertura è determinante, assieme alla vigilanza sulla qualità dei propri pensieri, sogni ed emozioni. La Luna Nuova qui, come in altre occasioni, porta una consapevolezza inedita e un mutamento di prospettiva che richiedono una pronta centratura sulle priorità nella vita.

Sole e Luna congiunti in Ariete raggiungono la massima fusione, una singolarità estrema in ogni variante, da illuminata a dispotica. 1.1 incorpora il primo stadio della separazione, che è solo una fantasia di separazione, poiché di fatto c’è ancora unità. Manca qui l’esperienza concreta del dualismo, di cui è presente solo il sentore, mentre il mondo delle forme autonome ancora non esiste. C’è solo l’uno, ma si tratta di un uno palese, l’emanazione dello zero primordiale, che si autocontempla, mettendo in scena così la distinzione tra soggetto e oggetto: una doppiezza unitaria, che è in effetti 1.1.

Questo primo binario galvanizza ricordi remoti nell’inconscio dormiente, svelando la memoria di un ego genuino, che è egocentrico semplicemente perché non c’è nessun altro là fuori, perché l’idea di altruismo non esiste. 1.1 è la quintessenza sia della separazione sia dell’unità. Ti allinei con i tratti più puri di questo binario attraverso quelli più grossolani, che comportano la semplice espressione di un ego primitivo esclusivamente centrato su sé stesso. Questo implica mettere da parte ogni nozione di affrancamento dall’ego, scagliando un urlo di sfida inteso a evidenziare solo la propria esistenza: ci sono solo io! Mi importa solo di me!

“Se vogliamo risvegliarci,” scrive Timothy Freke “non abbiamo bisogno di sradicare l’ego, dobbiamo semplicemente essere consapevoli anche del sé più profondo”.

L’ego adulterato fa del suo meglio per alimentare confusione creando conflitti infiniti tra ego e non-ego, egoismo e altruismo. Finché le energie si mescolano e scompigliano la separazione continua a prosperare. Quando le energie sono identificate e palesemente separate la struttura dell’ego espone la sua meccanica di base. Il primo passo verso l’unità, lungi dal muoversi verso di essa, implica esagerare la separazione per smascherarla. 1.1 è la pietra angolare della guarigione spirituale, una grande opportunità per elaborare e compostare enormi quantità di emozioni represse.

Il tempo che precede 1.1 è l’ultimo periodo di gestazione, il punto zero che conduce al concepimento finale di 1. Nel ciclo annuale è un momento decisivo di rilascio, che coinvolge l’intero arco del tempo. 1.1 rappresenta l’inizio della primavera e del ciclo annuale, il risveglio definitivo della natura e della coscienza assopita, così come la lunazione, l’inizio del ciclo lunare e di tutti i cicli possibili. Confronta con la fatidica opportunità di restare svegli e consapevoli, senza essere travolti dall’amnesia e dalle convenzioni, ma trattenendo il ricordo arcano della nostra natura.

Il binario 1.1 emerge come l’invadente suoneria di una sveglia che all’improvviso ti desta per richiamare l’attenzione sulla realtà o sull’illusione che avevi messo da parte. Il suo rumore irrompe talvolta con tensione e prepotenza, pertanto può instaurarsi una lotta tra lo spazio precedente, quello in cui ti trovavi prima della sveglia, lo spazio di cui la suoneria è messaggera, che esige a tutti i costi attenzione.

La sveglia può essere una tentazione, un depistaggio, inteso a farti deviare dal retto sentiero, così da risucchiarti nella separazione, o l’esatto opposto, un segnale dell’anima che ricorda le sue priorità, esortandoti a lasciare andare le illusioni dominanti. “È ora di svegliarsi! Hai una missione!” sollecita la psichica Dolores Cannon, “È ora di cominciare. Smettila di sprecare tempo! Il tempo per realizzare ciò che sei venuto a fare sulla terra si sta esaurendo!” [1].

Se 1.1 risuona in questo momento per te, lascia che i propositi più sacri e arditi del cuore siano annunciati apertamente nel profondo del tuo essere, con impeto invadente, proprio come il segnale pungente di una sveglia, prevalendo sopra ogni ansietà, tensione e illusione del mondo. Confida pienamente nella tua visione interiore e non prestare fede a quanto ti mostrano i tuoi occhi fisici. “Credo solo a ciò che non vedo e unicamente a ciò che sento” dichiara il pittore simbolista Gustave Moreau[2].  

Questo binario apre il cancello della primavera e della lunazione, quello del cuore e del trionfo crescente della luce. Di questo portale tu detieni l’accesso. Sii consapevole che le circostanze di 1.1 contengono in parti uguali luce e buio. Accetta pienamente il buio, perché è in queste tenebre che si rivela la luce, è nella notte che nasce il giorno. Concedi a ogni notte e buio di fungere da utero celestiale per l’emergenza dei tuoi intenti luminosi. Permetti ai propositi più sacri e arditi del tuo cuore di essere annunciati apertamente, prevalendo sopra tutte le paure di questo mondo. Tu ne possiedi le chiavi. Le hai ricevute come tuo diritto di nascita, per poterle usare, per entrare nel santuario del cuore, per ritrovare la tua vera luce e condividerla in tutto ciò che fai e sei.

Oltre le idee che hai assorbito sin dall’infanzia, i traumi e le vicende della vita, con tutte le opinioni che tu e gli altri si sono fatti di te, esiste un seme primordiale, che rappresenta il vero motivo per cui tu esisti, la tua natura più autentica, un’immagine innata che non ti abbandona mai. Lo psicanalista James Hillman la descrive con la “teoria della ghianda”, ossia l’idea che “ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta”[3]. Ognuno di noi è emerso in questo mondo con un’immagine innata che ci definisce, per cui non importa quanto insisti a forzare la tua natura, se sei una ghianda il tuo destino è diventare una quercia. Quest’immagine ha un’intenzione angelica, è una scintilla di coscienza che ha “a cuore il nostro interesse perché ci ha scelti per il proprio”[4]. Alla fine dei conti ricorda che tu sei la luce del mondo, per cui ogni volta che rinasci e muovi il primo passo in questa realtà fai attenzione a non oscurare la luce in te non importa quanto sia oscura l’apparenza della vita. “Che la luce del mondo risplenda attraverso questa apparenza. Quest’ombra svanirà di fronte alla luce” (L-pI.81r.2).

BASE ASTROLOGICA: 1.1 relaziona Sole in S1, Ariete, a Luna in S1, Ariete: S1 costituisce il campo archetipico dominante di origine, inizio, emergenza dell’identità, iniziativa, volontà, energia, azione e apertura del ciclo, mentre il secondo S1 ne specifica la manifestazione attraverso una reiterazione integrale dello stesso principio, producendo la massima concentrazione dell’archetipo arietino. Ariete è segno di Fuoco, cardinale, positivo e maschile, governato da Marte; la ripetizione Ariete–Ariete amplifica iniziativa, autonomia, coraggio, impulso, immediatezza, competitività, vitalità e capacità di agire. La direzione S1→S1 indica che l’intero campo dell’identità e dell’azione viene espresso attraverso la medesima matrice arietina: non vi è uno scarto significativo fra principio identitario e risposta emotiva, per cui ciò che viene percepito tende a tradursi rapidamente in intenzione e ciò che viene intenzionato tende a cercare immediata espressione. La doppia polarità positiva e il doppio Fuoco aumentano estroversione, assertività, entusiasmo e capacità di mobilitazione, ma possono accentuare impulsività, impazienza, egocentrismo, aggressività e difficoltà a considerare tempi, esigenze e prospettive differenti. La doppia qualità cardinale concentra l’energia sull’avvio dei processi: 1.1 eccelle nel primo passo, nell’apertura di vie, nella risposta immediata e nell’affrontare l’ignoto, mentre deve sviluppare continuità e capacità di completamento senza perdere lo slancio iniziale. Marte, governatore di entrambi i Settori, esprime azione, volontà, mobilitazione dell’energia, desiderio, conflitto e capacità di superare ostacoli; secondo la direzione del Binario, Marte del primo S1 transita su Marte del secondo S1, configurando un raddoppiamento della funzione d’azione e una forte intensificazione della spinta a intervenire. La congiunzione Sole–Luna rappresenta la massima fusione fra identità cosciente e matrice psicoemotiva: in 1.1 questa fusione assume la forma di una singolarità arietina nella quale pensiero, volontà, emozione e azione tendono a muoversi nella stessa direzione. La Luna Nuova identifica inoltre l’inizio del ciclo sinodico e una condizione di seme: possibilità non ancora sviluppata, intuizione, concepimento e apertura di un nuovo processo; la forza del Binario consiste nel dare immediatamente impulso a ciò che è ancora potenziale, mentre il rischio consiste nell’agire prima che l’intento sia sufficientemente riconosciuto. Sul piano delle Case, la relazione è fra I e I Casa: l’intero campo dell’identità manifesta, del corpo, dell’autonomia, dell’orientamento individuale e dell’ingresso nell’esperienza viene ulteriormente specificato dalla stessa funzione di identità e iniziativa, rendendo 1.1 il prototipo dell’autodeterminazione incarnata. La Dwadashamsha dell’Ariete nel Sole occupa l’intervallo 0°–2°30′ Ariete; la corrispondenza deriva dalla suddivisione del segno in dodici parti di 2°30′ ed è distinta dalla fase di Luna Nuova. Nel complesso, 1.1 esprime la massima concentrazione della funzione S1: origine che diventa impulso, identità che diventa azione e azione che apre un nuovo ciclo; nella forma unificante l’energia viene orientata consapevolmente all’Intento, mentre nella forma separante l’identità si assolutizza nell’ego, l’impulso diventa reazione e la forza si disperde in conflitto, dominio o azione priva di direzione.
TEMI ESTESI — 1.1: [1] Origine e nascita: la funzione S1 viene espressa nella sua forma più concentrata come principio di emergenza, concepimento, risveglio e inaugurazione di un nuovo ciclo. Unificante: riconoscere il momento originario e dare forma al primo impulso secondo un Intento consapevole. Separante: iniziare compulsivamente, confondere ogni impulso con una necessità e interrompere processi prima del loro sviluppo. [2] Identità e unicità: la doppia matrice S1 intensifica l’emergere dell’identità individuale e la necessità di affermare ciò che si è senza dipendere dalla conferma esterna. Unificante: identità autonoma riconosciuta come funzione evolutiva e non come assoluto. Separante: egocentrismo, narcisismo e identificazione esclusiva con il sé separato. [3] Impulso e azione immediata: l’energia disponibile tende a passare rapidamente dalla percezione all’iniziativa, riducendo la distanza fra intenzione e comportamento. Unificante: prontezza nell’agire quando l’Intento è chiaro. Separante: impulsività, precipitazione e azione reattiva. [4] Seme e potenziale: la Luna Nuova concentra nel presente una possibilità ancora informe, che richiede ascolto dell’intuizione e vigilanza prima della piena manifestazione. Unificante: proteggere e alimentare il potenziale fino a renderlo operativo. Separante: forzare prematuramente la nascita del nuovo o abbandonare il processo per impazienza. [5] Coraggio pionieristico: la ripetizione di S1 rafforza la disponibilità ad affrontare territori sconosciuti, assumere rischi e aprire vie non ancora percorse. Unificante: coraggio al servizio della crescita e della scoperta. Separante: ricerca del rischio per affermare superiorità o invincibilità. [6] Forza e conflitto: Marte raddoppiato rende il conflitto una modalità immediata di confronto con gli ostacoli e con ciò che impedisce il movimento. Unificante: utilizzare la forza per liberare energia bloccata e superare impedimenti reali. Separante: aggressività, attacco, rivalità e distruzione fine a sé stessa. [7] Chiarezza e decisione: la concentrazione arietina favorisce una percezione diretta delle priorità e una capacità rapida di scegliere. Unificante: decisione semplice, franca e coerente con l’Intento. Separante: mentalità unidirezionale, rifiuto del dubbio e incapacità di considerare informazioni che contraddicono la propria posizione. [8] Risveglio e vigilanza: 1.1 agisce come una sveglia che interrompe inerzia e amnesia, richiamando l’attenzione su ciò che deve essere iniziato. Unificante: riconoscere il segnale e orientare immediatamente l’energia verso ciò che è essenziale. Separante: reagire al segnale senza discernimento o trasformare ogni urgenza in emergenza permanente. [9] Crescita contro sicurezza: il seme deve perdere la propria forma precedente per svilupparsi, rendendo necessario accettare il rischio implicito in ogni autentico inizio. Unificante: scegliere la crescita anche quando comporta trasformazione dell’identità conosciuta. Separante: aggrapparsi alla sicurezza oppure distruggere ciò che esiste senza una direzione evolutiva. [10] Forza individuale e Intento: la potenza dell’azione diventa realmente efficace quando viene subordinata a una finalità riconosciuta, trasformando volontà personale in strumento operativo. Unificante: energia individuale allineata all’Intento. Separante: forza utilizzata per soddisfare esclusivamente il desiderio dell’ego o, all’opposto, impulso represso fino alla passività. [11] Ritorno all’Uno: l’origine individuale non costituisce il termine del processo, ma il punto attraverso cui la separazione embrionale può essere riconosciuta e ricondotta all’unità. Unificante: affermare l’unicità senza perdere la connessione con l’origine comune. Separante: assolutizzare la propria individualità e trasformare la distinzione funzionale in separazione definitiva.
TEMI BASE — 1.1: [1] Origine e nascita: emergere del nuovo attraverso il primo impulso; generazione consapevole contro precipitazione o interruzione. [2] Identità e unicità: affermazione dell’identità individuale come funzione; autonomia contro egocentrismo. [3] Impulso e azione immediata: passaggio diretto dall’intenzione all’azione; prontezza contro impulsività. [4] Seme e potenziale: possibilità concentrata che richiede sviluppo; maturazione contro forzatura prematura. [5] Coraggio pionieristico: apertura di vie nuove mediante rischio consapevole; esplorazione contro imprudenza. [6] Forza e conflitto: impiego dell’energia per superare ostacoli; forza orientata contro aggressività distruttiva. [7] Chiarezza e decisione: riconoscimento rapido delle priorità; decisione contro rigidità unidirezionale. [8] Risveglio e vigilanza: interruzione dell’inerzia e recupero dell’attenzione; presenza contro emergenza compulsiva. [9] Crescita contro sicurezza: disponibilità a lasciare una forma per permettere lo sviluppo; trasformazione contro attaccamento. [10] Forza individuale e Intento: volontà personale resa strumento di una finalità consapevole; allineamento contro uso egoico o repressione dell’energia. [11] Ritorno all’Uno: individualità riconosciuta senza perdita dell’origine unitaria; distinzione funzionale contro separazione assolutizzata.

TASSONOMIA 1.1: Identità, iniziativa e sviluppo personale → assertività; autodeterminazione; sviluppo dell’autonomia; coaching motivazionale; formazione alla leadership pionieristica; pratiche di decisione e iniziativa. Sport e attività agonistiche → atletica; sport da combattimento; agonismo; allenamento ad alta intensità; competizione individuale; performance fisica. Emergenza, soccorso e intervento → medicina d’urgenza; primo soccorso; soccorso tecnico; vigili del fuoco; intervento rapido; gestione operativa delle emergenze. Medicina chirurgica e traumatologia → chirurgia d’urgenza; traumatologia; medicina dello sport; trattamento delle lesioni acute; riabilitazione motoria iniziale. Ingegneria e tecnologia operative → ingegneria meccanica; metallurgia; meccanica applicata; tecnologie operative; manutenzione d’emergenza; progettazione di sistemi ad alta risposta. Difesa e sicurezza → forze armate; protezione operativa; sicurezza personale; intervento tattico; formazione al combattimento; gestione delle minacce immediate. Esplorazione e pionierismo → esplorazione territoriale; spedizioni; alpinismo esplorativo; ricerca sul campo; attività pionieristiche; apertura di nuove rotte. Leadership e fondazione → leadership diretta; imprenditorialità nascente; fondazione di organizzazioni; direzione operativa; avvio di progetti; mobilitazione di risorse. Arti performative e fisiche → arti marziali performative; danza atletica; stunt; teatro d’azione; performance corporea; narrazione eroica. Psicologia dell’azione e della motivazione → psicologia motivazionale; psicologia dell’assertività; psicologia della decisione; comportamento agonistico; gestione dell’impulsività; sviluppo dell’autoefficacia. Attività tecniche ad alta energia → fabbro; meccanico; armaiolo; tecnico di alta tensione; collaudatore; lavori industriali ad alta intensità. Fondazione, innovazione e avvio dei processi → startup; progettazione pionieristica; innovazione imprenditoriale; prototipazione; lancio di iniziative; sviluppo di nuovi progetti.

PMF — 1.1: 1.1 costituisce la configurazione dell’emergenza della coscienza individuale dalla matrice dell’Unità: il primo movimento della CUA verso l’esperienza di un’identità distinta, nel quale la separazione è ancora allo stato iniziale. Il compito non consiste nel negare l’individualità, ma nel renderla trasparente alla propria origine, affinché l’affermazione dell’io rimanga una funzione della coscienza e non diventi identificazione con l’ego. In questa configurazione l’Intento incontra la Funzione nel momento in cui deve emergere nella manifestazione: l’energia disponibile va riconosciuta e orientata, non semplicemente scaricata nell’azione. Nella realtà omologata questo processo si esprime attraverso nascita, iniziativa, scelta, movimento e apertura di un nuovo ciclo; diventa separante quando la CUA si identifica con corpo, personalità e tempo lineare, assumendo l’identità individuale come realtà autonoma e definitiva. La realtà ieratica offre uno spazio di rappresentazione, rito e simbolo nel quale l’impulso può essere espresso e trasformato prima di consolidarsi come reazione nella realtà omologata; il ruolo assunto rimane distinto dall’identità. La realtà superna consente invece di accedere a un’esperienza creativa, immaginativa e multidimensionale non vincolata alla forma fisica, nella quale l’unicità viene riconosciuta come qualità originaria anziché costruita. Le tre Realtà costituiscono così modalità complementari dell’esperienza: la superna origina la manifestazione, la ieratica la traduce simbolicamente e l’omologata la rende operativa nel campo consensuale; il percorso inverso permette di ricondurre l’esperienza alla sua origine senza negarne la forma. Nella dimensione 3D l’identità è fortemente associata a corporeità, localizzazione, successione temporale e azione; 1.1 vi sperimenta nascita, separazione e primo passo. La dimensione 4D introduce sentimenti, immagini, forme psichiche e linee temporali multidirezionali, permettendo di osservare l’impulso prima che diventi comportamento e di distinguere energia originaria e reazione condizionata. La dimensione 5D organizza l’esperienza attraverso pensieri, credenze, desideri e immaginazione: la visione può orientare l’iniziativa oppure trasformarla in conflitto quando viene assorbita dalla Separazione. Le dimensioni successive ampliano progressivamente la percezione della relazione fra individuo, CUA e realtà multidimensionale, senza richiedere l’abbandono dei livelli inferiori. Il Binario funziona quindi come portale fra configurazioni percettive: non conduce fuori dalla realtà omologata, ma ne rivela la collocazione entro un campo più ampio. Il Doppio di 1.1 rappresenta l’identità parallela attraverso cui la CUA sperimenta l’affermazione individuale; il suo riconoscimento consente di recuperarne l’energia nell’IMC invece di reprimerla o combatterla. La forza individuale è neutra nel suo potenziale: diventa separante quando serve la conservazione dell’ego e unificante quando viene orientata dall’Intento verso creazione, protezione, sviluppo e servizio. La trasformazione richiesta non è quindi la distruzione dell’ego, ma la disidentificazione dalla sua pretesa di costituire l’identità ultima. L’IMC può così osservare impulso, paura, desiderio, rabbia e bisogno di affermazione senza esserne assorbito; l’osservazione apre la possibilità della scelta e interrompe la riproduzione automatica della Separazione. In 1.1 la libertà consiste precisamente nella scelta dell’uso dell’energia: l’intensità che alimenta attacco e dominio può sostenere altrettanto direttamente coraggio, creazione e servizio. Dal punto di vista del Centro, 1.1 è l’esperienza in cui la Totalità sembra diventare individuo senza cessare di essere Totalità; la separazione appartiene alla percezione della CUA, non alla realtà ultima. L’esperienza compiuta integra emergenza, identificazione e riconoscimento, permettendo all’IMC di attraversare la manifestazione senza perdere la connessione con l’origine. Il principio operativo di 1.1 è dunque iniziare senza perdere il Centro, affermare l’unicità senza assolutizzarla e rendere l’energia individuale disponibile all’Intento.

A COURSE IN MIRACLES: 1.1 considera l’inizio come un cambiamento di direzione della mente: il primo impulso non consiste nell’affermare un nuovo ego, ma nel riconoscere che è possibile scegliere un altro modo di vedere, abbandonando la percezione fondata sulla separazione e aprendosi al ricordo della propria vera identità. Il tema della nascita assume quindi nel Corso una forma precisa: il risveglio non crea una nuova realtà, ma rende nuovamente consapevoli di ciò che è già vero. La stessa origine del Corso contiene questa dinamica. Nel giugno 1965 William Thetford propose a Helen Schucman, nel contesto di una relazione professionale segnata da conflitto e competizione, di cercare «un altro modo»; la Foundation for Inner Peace considera quell’impegno condiviso l’evento che condusse alla nascita del Corso. Nell’ottobre dello stesso anno Helen iniziò a prendere nota della voce interiore che le diceva: «Questo è un corso in miracoli. Per favore, prendi nota». La trascrizione durò circa sette anni e produsse prima il Testo, poi il Libro degli esercizi e infine il Manuale per gli insegnanti. La Prefazione, aggiunta all’edizione successiva, organizza questa origine nelle tre parti «Come è venuto», «Cos’è» e «Cosa dice»: nelle prime due Helen racconta la nascita del progetto e la struttura del Corso, mentre la terza introduce il suo insegnamento fondamentale. Il Corso è presentato come un curriculum di autoapprendimento composto da Testo, Libro degli esercizi e Manuale per gli insegnanti, nel quale la teoria deve condurre all’applicazione e l’esperienza ha priorità sulla costruzione di una teologia. In questo quadro 1.1 trova un’espressione diretta nel passaggio dalla decisione alla pratica: il «primo passo» è la disponibilità a cambiare la percezione, mentre il rischio separante consiste nel trasformare l’impulso in una nuova affermazione dell’ego. Il tema dell’identità è centrale perché il Corso distingue il sé costruito nella percezione dalla vera identità del Figlio di Dio; la nascita spirituale consiste dunque nel riconoscere ciò che non è mai realmente andato perduto. Il tema del seme compare nella logica del risveglio: ciò che deve essere riconosciuto è già presente, mentre ciò che ostacola il riconoscimento appartiene all’apprendimento della separazione. Il rapporto fra iniziativa e Intento trova una forma specificamente propria del Corso nella scelta: la mente non è chiamata a creare autonomamente la propria salvezza, ma a scegliere quale sistema di pensiero seguire e quale insegnante ascoltare. Il miracolo è infatti uno spostamento della percezione dalla paura all’amore e il perdono diventa il mezzo attraverso cui la mente abbandona la propria interpretazione separativa. Il movimento di 1.1 non termina quindi nell’affermazione dell’individuo, ma conduce dall’identità separata al riconoscimento dell’unità: l’inizio autentico è il risveglio a ciò che già siamo. Il principio può essere sintetizzato nello slogan introduttivo del Corso: «Nulla di reale può essere minacciato. Nulla di irreale esiste». Solo alla fine, come riferimento puntuale al primo ciclo di ripasso, si possono associare: 81 – «Ripasso (61 e 62)»; 82 – «Ripasso (63 e 64)»; 83 – «Ripasso (65 e 66)».

GNOSTICISMO: 1.1 esplora il risveglio della conoscenza interiore come passaggio dall’oblio al riconoscimento della propria origine, dalla percezione della separazione alla scoperta della realtà divina presente oltre le forme. Le tradizioni gnostiche non costituiscono un sistema unico, ma in diversi testi la salvezza viene descritta come gnosi, cioè conoscenza trasformativa: non semplice acquisizione intellettuale, ma riconoscimento di ciò che l’essere umano è realmente e della sua provenienza. Nel Vangelo della Verità l’ignoranza del Padre produce dimenticanza, paura ed errore, mentre la conoscenza dissolve la dimenticanza e permette a chi viene chiamato di riconoscere da dove viene e verso chi ritorna; la struttura corrisponde al movimento di 1.1 dal risveglio dell’identità alla riscoperta dell’origine. Nel Vangelo di Filippo la stessa dinamica viene espressa attraverso immagini di luce, seme, crescita e rinascita: la luce deve essere ricevuta e incarnata, mentre il passaggio attraverso l’acqua battesimale è associato alla trasformazione e alla liberazione dalla morte. La conoscenza viene inoltre descritta come la luce attraverso cui il seme giunge a maturazione, mentre ciò che è separato viene ricondotto all’unione. 1.1 trova qui una corrispondenza specifica nel rapporto fra seme e risveglio: l’elemento originario non deve essere prodotto dall’esterno, ma portato alla manifestazione attraverso un processo di riconoscimento. Anche l’iniziazione può essere letta in questa direzione quando comporta il passaggio dalla condizione precedente a una nuova identità spirituale, attraverso riti, simboli e rivelazione di una conoscenza precedentemente nascosta. La polarità fra luce e dimenticanza introduce inoltre il problema della vigilanza: l’iniziato deve riconoscere ciò che lo mantiene nell’oblio e orientarsi verso la conoscenza, senza trasformare la scoperta della propria natura in una nuova forma di superiorità. In questa prospettiva l’identità individuale non è il punto terminale della gnosi: il riconoscimento di sé conduce alla fonte da cui l’individuo proviene e alla quale ritorna, facendo della distinzione un passaggio verso l’unità. 1.1 è dunque leggibile nella sequenza origine–dimenticanza–chiamata–risveglio–riconoscimento–ritorno, con il rischio opposto di assolutizzare il sé che si è appena risvegliato invece di riconoscerne l’origine comune.
Timothy Freke* (8 aprile 1959) autore inglese; Jesus and the Lost Goddess (2002), scritto con Peter Gandy, interpreta i racconti cristiani come allegorie dei misteri iniziatici e presenta la gnosi come un processo di trasformazione della coscienza verso l’illuminazione; il libro collega esplicitamente la conoscenza gnostica alla liberazione dall’identificazione ordinaria e alla riscoperta di una realtà più profonda. The Laughing Jesus: Religious Lies and Gnostic Wisdom (2005), anch’esso con Gandy, prosegue questa lettura della sapienza gnostica come risveglio dalla visione letterale e separativa verso una comprensione interiore dei simboli religiosi. Le tesi di Freke e Gandy sulla genesi del cristianesimo e sulla storicità di Gesù sono controverse e non rappresentano il consenso degli studi storici sul cristianesimo antico; per il 1.1 è quindi utile considerarle come una specifica interpretazione moderna della gnosi, non come ricostruzione storica acquisita.
“Un essere illuminato non crede più di essere un corpo. Il corpo appartiene alla Natura, non a lui, e quindi il suo destino non ha importanza. È Uno con tutto. Vede la bontà ovunque. È immerso nella Luce divina”; “Sebbene sembriamo essere individui separati, in realtà siamo tutti espressioni di un’unica immaginazione primordiale. Partiamo dal presupposto di essere molti, ma in realtà siamo uno. E quello che ci facciamo l’un l’altro lo facciamo a noi stessi”.

SCIAMANESIMO: 1.1 considera l’iniziazione, la chiamata e l’ingresso nel ruolo sciamanico come forme nelle quali una nuova identità emerge attraverso una crisi, un attraversamento e l’acquisizione di una capacità operativa. In numerose tradizioni documentate la vocazione non coincide con una semplice scelta professionale: può manifestarsi attraverso sogni, malattia, crisi, visioni o una chiamata percepita come proveniente dal mondo degli spiriti, seguita da un periodo di apprendimento e trasformazione. La struttura iniziatica della morte e rinascita è direttamente pertinente a 1.1 perché la nuova funzione nasce attraverso la dissoluzione della condizione precedente: nelle descrizioni comparative delle tradizioni siberiane e di altre culture, l’iniziato può essere simbolicamente dismembrato, ricomposto e dotato di nuove capacità, mentre l’ordinaria identità umana viene sostituita da una nuova configurazione del corpo e della funzione rituale. Presso gli Yanomami dell’Alto Orinoco, uno studio antropologico descrive l’iniziazione come una trasformazione del corpo umano in corpo cosmico: il neofita attraversa un’esperienza di morte attraverso il dismembramento da parte degli spiriti e una successiva rinascita, diventando un essere capace di incorporare e mobilitare le potenze spirituali associate alla propria funzione. Qui il tema del seme assume la forma di una capacità ancora potenziale che deve essere riconosciuta, protetta e sviluppata attraverso l’apprendistato; la crisi non è quindi semplicemente una distruzione, ma l’apertura di una nuova possibilità operativa. Il coraggio pionieristico di 1.1 trova espressione nel superamento di una soglia pericolosa e nell’ingresso in territori non ordinari, mentre l’impulso all’azione si traduce nella funzione concreta dello sciamano: viaggiare, cercare aiuto, intervenire nella malattia, accompagnare le anime, ristabilire relazioni disturbate fra persona, comunità, ambiente e mondo spirituale. Le cosmologie sciamaniche che articolano un mondo superiore, un mondo umano e un mondo inferiore forniscono inoltre una struttura per il viaggio dell’anima e per il ritorno con una conoscenza o una risorsa destinata alla comunità. L’iniziazione non costituisce dunque un semplice ingresso individuale in uno stato eccezionale: la nuova identità viene verificata attraverso la capacità di agire e di tornare, trasformando l’esperienza acquisita oltre la soglia in cura, protezione, orientamento o ristabilimento dell’equilibrio. Questo rende 1.1 particolarmente leggibile nello sciamanesimo come primo attraversamento: la chiamata interrompe l’inerzia, la crisi dissolve una forma precedente, l’iniziazione inaugura una funzione e il ritorno rende operativa la nuova identità. Il rischio separante consiste invece nel confondere la chiamata con un’affermazione personale di potere, nell’agire senza preparazione o nel trasformare l’esperienza non ordinaria in autoesaltazione; la forma unificante richiede che l’energia acquisita sia subordinata alla funzione e al servizio per cui la trasformazione è avvenuta.

SPIRITUALITÀ ALTERNATIVE: 1.1 esplora l’emergere di nuove forme di ricerca spirituale come riapertura di un ciclo, risveglio di possibilità considerate perdute e ricerca di un modo diverso di vivere la relazione fra coscienza, corpo, natura e dimensione spirituale. Il tema del nuovo inizio è particolarmente evidente nella New Age, il cui stesso nome indica una «nuova era»: non una semplice corrente dottrinale, ma una costellazione di pratiche, visioni e movimenti che, soprattutto dagli anni Settanta, ha riunito elementi esoterici occidentali, tradizioni orientali, psicologia, medicine alternative, ecologia, astrologia e ricerca della coscienza. La sua caratteristica comune è la convinzione che sia in corso un cambiamento fondamentale dell’essere umano e del mondo, spesso interpretato come passaggio dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario. In questa prospettiva 1.1 trova una corrispondenza precisa nella struttura di una spiritualità che si presenta come inizio di una fase storica e interiore differente: ciò che emerge non vuole soltanto aggiungere una pratica alle religioni esistenti, ma inaugurare un paradigma nel quale l’individuo partecipa attivamente alla propria trasformazione. L’idea di una nuova coscienza, di una nuova relazione con il corpo e la natura e di una integrazione fra discipline differenti manifesta il tema dell’identità che si ridefinisce senza limitarsi alla forma precedente. Anche la riscoperta di tradizioni antiche assume una funzione arietina paradossale: il nuovo viene cercato tornando a fonti remote, come se l’inizio richiedesse il recupero di qualcosa di originario rimasto sepolto. La stessa pluralità della New Age favorisce esperimenti individuali, gruppi, comunità intenzionali, meditazione, channeling, pratiche corporee, astrologia, tecniche energetiche e percorsi di sviluppo personale; l’inizio diventa quindi esperienza concreta, non soltanto dichiarazione teorica. La comunità di Findhorn, nata in Scozia nel 1962, costituisce un esempio storico di questa tendenza: una comunità orientata alla trasformazione della vita quotidiana attraverso una visione spirituale della natura, poi divenuta uno dei riferimenti della diffusione internazionale della New Age. Un altro asse di 1.1 è la rinascita personale: molte spiritualità alternative descrivono la trasformazione come risveglio, guarigione, rinascita, nuova incarnazione dell’identità o accesso a livelli più ampi di coscienza. Qui il rischio separante consiste nel confondere la possibilità di un nuovo inizio con la necessità di rifiutare indiscriminatamente tutto ciò che precede, oppure nel trasformare l’autonomia spirituale in una continua ricerca di esperienze senza maturazione e verifica. La forma unificante di 1.1 conserva invece l’energia pionieristica del nuovo senza perdere il discernimento: sperimentare, scegliere, trasformare e assumere una nuova direzione senza confondere ogni novità con una verità. La stessa storia dell’esoterismo moderno mostra come il concetto di nuova era sia stato preparato dalla Teosofia e sviluppato in seguito in forme diverse, fino alla sistematizzazione dell’Era dell’Acquario nelle opere di Alice Bailey; la «nuova era» diventa così non soltanto un futuro atteso, ma un programma di trasformazione della coscienza e della società.
Dolores Cannon* (6NiUp) (St Louis, 15 aprile 1931) autrice, ipnoterapista statunitense. La serie The Convoluted Universe presenta, attraverso le tecniche di ipnosi regressiva sviluppate da Cannon, testimonianze relative a vite precedenti, realtà non ordinarie, incarnazioni e possibilità future dell’umanità. Nei volumi successivi la trasformazione individuale viene collegata a un cambiamento più ampio della coscienza terrestre: The Convoluted Universe – Book One (2001) raccoglie casi nei quali la regressione viene utilizzata per esplorare l’origine della coscienza e le realtà oltre l’esperienza ordinaria; The Convoluted Universe – Book Four (2009) sviluppa il tema di una trasformazione collettiva e di una nuova fase evolutiva dell’umanità. Per 1.1 è pertinente il motivo ricorrente del risveglio a una possibilità già presente ma non ancora riconosciuta e dell’ingresso in un nuovo ciclo evolutivo. Le sue elaborazioni appartengono tuttavia al campo della spiritualità esoterica e della regressione ipnotica, non a una ricostruzione scientificamente accertata delle vite precedenti o delle realtà descritte.
Giuliano Kremmerz** (7Nv) (Portici, 8 aprile 1861) (Ciro Formisano) esoterista, ermetista italiano; la sua attività prese forma negli anni Novanta dell’Ottocento attraverso la divulgazione della magia naturale e divina e attraverso il progetto di riattivazione di una tradizione ermetica organizzata. Nel 1897 iniziò la pubblicazione de Il Mondo Secreto; nel 1899 trasformò il progetto editoriale orientandolo verso la medicina ermetica e nel 1909 la Schola risultava strutturata nella forma della sua Pragmatica Fondamentale. La Porta Ermetica non presenta l’ermetismo come semplice credenza, ma insiste sull’esperimento, sulla verifica e sull’applicazione terapeutica: l’autore rifiuta la credulità e propone di «esperimentare, provare e poi credere» secondo il metodo della propria scuola. La trasformazione del corpo costituisce inoltre un tema centrale della sua terapeutica ermetica: nei testi della Schola il rinnovamento della vita fisica viene collegato al recupero del principio vitale. Per 1.1 risultano quindi significativi l’idea di riattivazione di una tradizione, l’iniziazione come passaggio a una nuova condizione operativa e il rinnovamento come processo concreto, nel quale l’energia spirituale deve tradursi in azione e cura. “Il mondo visibile si alimenta della paura di non avere. L’invisibile ha la certezza eterna di prendere quando si vuole e quando si ha necessità”.

ASTROLOGIA: 1.1 considera il tema dell’inizio a partire dalla stessa formazione storica dell’astrologia, nella quale il rapporto fra cielo e destino umano non nacque originariamente come interpretazione psicologica o individuale. Nella Mesopotamia antica, astronomia, osservazione dei fenomeni celesti e divinazione costituivano ambiti strettamente interconnessi: l’osservazione sistematica dei movimenti del Sole, della Luna, dei pianeti e delle stelle serviva anche a riconoscere configurazioni considerate significative per gli eventi terrestri. Le prime grandi raccolte di presagi celesti riguardavano soprattutto il re, il regno e gli avvenimenti collettivi: un fenomeno celeste poteva essere interpretato in relazione alla vittoria o alla sconfitta del sovrano, alla stabilità dello Stato, alle guerre, alle carestie o alle condizioni del territorio. Il sovrano non era quindi ancora considerato semplicemente come un individuo separato dagli altri, ma come figura rappresentativa dell’ordine politico e cosmico della comunità; l’attenzione astrologica era rivolta alla sorte del corpo collettivo attraverso il suo rappresentante. In questa fase emerge una forma particolarmente pertinente a 1.1: l’individuo non è ancora il centro autonomo dell’interpretazione, perché identità personale e destino collettivo rimangono strettamente uniti. Il passaggio successivo è precisamente la progressiva individualizzazione della lettura celeste. Nel corso del primo millennio a.C. le tradizioni della divinazione celeste si svilupparono fino a comprendere presagi relativi alla nascita e, più tardi, veri e propri oroscopi individuali; entro la fine del V secolo a.C. sono attestati oroscopi destinati a determinare aspetti della vita di una singola persona a partire dalla configurazione celeste al momento della nascita. Si produce così una trasformazione fondamentale: dal cielo come indicatore di eventi riguardanti il re e la comunità si passa al cielo come riferimento per la sorte del singolo individuo. In termini di 1.1, è il passaggio dall’unità originaria del soggetto con il proprio contesto collettivo alla progressiva affermazione dell’identità individuale come centro autonomo di interpretazione. Anche la nascita dell’oroscopo personale rappresenta quindi un vero inizio storico: l’individuo entra esplicitamente nel campo dell’astrologia come soggetto distinto, con un proprio momento d’origine e una propria configurazione celeste. Parallelamente, la crescente elaborazione astronomica rese possibile calcolare con maggiore precisione le posizioni planetarie, collegando osservazione, previsione e interpretazione; astronomia e astrologia continuarono a condividere strumenti, dati e tecniche, mentre la distinzione moderna fra le due discipline si sarebbe consolidata soltanto molto più tardi. Applicata a 1.1, l’astrologia assume dunque un duplice significato: da una parte conserva la memoria di un’origine nella quale il destino individuale era immerso nell’ordine collettivo; dall’altra documenta storicamente l’emergere dell’individuo come soggetto astrologico autonomo. La centralità dell’Ariete e della Luna Nuova rafforza ulteriormente questo tema: Ariete apre il ciclo zodiacale, mentre la congiunzione Sole-Luna inaugura il ciclo sinodico, concentrando in un unico punto origine, potenzialità e impulso verso una nuova manifestazione. 1.1 può quindi essere letto astrologicamente non come semplice esaltazione dell’individualità, ma come processo nel quale un principio ancora indiviso genera una nuova identità e avvia un nuovo ciclo.
Gavin Arthur (3NPiUb) (Colorado Springs, 21 marzo 1901) astrologo, sessuologo statunitense; The Circle of Sex*.
John Booker (3) (Manchester, 23 marzo 1601) astrologo inglese. La sua attività appartiene alla fase storica nella quale l’astrologia è ormai fortemente orientata alla previsione di eventi concreti. La sua pertinenza a 1.1 riguarda quindi il passaggio dall’osservazione dei segni celesti alla formulazione di un giudizio operativo sul possibile sviluppo degli eventi, conservando il carattere iniziatico e predittivo dell’atto astrologico.

CRISTIANESIMO: 1.1 esprime il principio di un nuovo inizio attraverso l’Incarnazione, la morte e la Risurrezione di Gesù Cristo, che costituiscono il centro di una trasformazione radicale della condizione umana e inaugurano una nuova relazione tra Dio e l’umanità. L’Incarnazione manifesta l’ingresso del divino nella storia, mentre la predicazione di Gesù annuncia il Regno di Dio e chiama a una conversione che implica un cambiamento concreto di orientamento, di vita e di appartenenza. La Pasqua porta questa dinamica al suo punto culminante: la morte non rappresenta la conclusione dell’esistenza di Cristo, ma il passaggio alla Risurrezione, attraverso la quale si apre una condizione nuova e la vita risorta diviene principio della futura risurrezione dei credenti. La Pentecoste introduce inoltre una nuova fase della storia della salvezza, con il dono dello Spirito Santo e l’inizio della missione della Chiesa; nella prospettiva cristiana, dunque, il principio non coincide semplicemente con un’origine cronologica, ma con l’irruzione di una realtà nuova nella storia. In rapporto a 1.1, assumono particolare rilievo la chiamata alla conversione, il battesimo come passaggio a una vita nuova, la nascita della comunità apostolica, l’annuncio del Vangelo e l’impulso missionario che conduce i discepoli ad agire immediatamente a partire dall’esperienza della Risurrezione. La dimensione pionieristica emerge nella prima diffusione del cristianesimo, quando gli apostoli portano il nuovo annuncio oltre l’ambiente originario, affrontando opposizioni, rischi e conflitti senza che l’inizio della missione venga separato dalla sua finalità. Il carattere seminale di 1.1 è particolarmente evidente nel rapporto tra Cristo risorto e la Chiesa nascente: ciò che è concentrato nell’evento pasquale genera una comunità, una predicazione e una nuova forma di vita. Allo stesso tempo, il cristianesimo non considera concluso questo processo di rinnovamento, perché la fede apostolica guarda verso la venuta futura di Cristo, la risurrezione dei morti, il giudizio e il compimento della creazione; il ritorno di Cristo costituisce quindi un ulteriore orientamento verso un compimento definitivo, non la semplice ripetizione del primo avvento. La tensione fra un evento già accaduto e una pienezza ancora attesa permette di leggere in modo particolarmente pertinente il rapporto fra origine, trasformazione e futuro proprio di 1.1: il nuovo è già iniziato in Cristo, ma deve ancora manifestarsi nella sua pienezza. Nel cristianesimo, pertanto, il tema del nuovo inizio comprende contemporaneamente conversione personale, rinascita battesimale, Risurrezione, nascita della Chiesa, missione e attesa escatologica, mentre la vigilanza cristiana mantiene l’esistenza orientata verso ciò che deve ancora venire. La tradizione cristiana conserva questa struttura anche nella professione di fede: Cristo è risorto, regna, e la fede attende la risurrezione dei morti e la vita del mondo futuro.

CATTOLICESIMO: 1.1 considera il nuovo inizio cristiano nella continuità organica fra Cristo, la Chiesa, la Tradizione, la liturgia e il Magistero, con particolare rilievo per il Mistero pasquale come principio permanente di rinnovamento. Nella prospettiva cattolica, l’evento di Cristo non viene semplicemente conservato come memoria di un’origine, ma viene reso sacramentalmente presente nella vita della Chiesa: il Battesimo introduce alla vita nuova, l’Eucaristia rende presente il Mistero pasquale e la Pentecoste inaugura il tempo della Chiesa, nel quale lo Spirito Santo continua a operare per la sua edificazione e per la missione nel mondo. Il Catechismo presenta esplicitamente la Risurrezione come culmine dell’Incarnazione e come principio della giustificazione e della futura risurrezione dell’uomo; la vita nuova ricevuta ora anticipa quindi una trasformazione che troverà il proprio compimento alla fine dei tempi. Il tema di 1.1 appare così nel rapporto fra origine e attualizzazione: Cristo è l’origine irripetibile, mentre la Chiesa riceve da lui una missione da esercitare nel presente e una responsabilità di custodia, discernimento e rinnovamento. L’inizio cristiano non autorizza infatti una rottura arbitraria con ciò che precede, perché la Tradizione cattolica interpreta il rinnovamento autentico come sviluppo organico della fede apostolica; l’impulso verso il nuovo deve rimanere subordinato alla verità ricevuta e alla comunione ecclesiale. Anche il Magistero può assumere, in determinate circostanze, una funzione di risposta energica a fenomeni considerati incompatibili con la fede o con la disciplina ecclesiale: Clemente XII, per esempio, intervenne nel 1738 con la costituzione In eminenti contro la Massoneria, inaugurando una linea di pronunciamenti pontifici che sarebbe stata successivamente confermata e rinnovata da altri pontefici. In questa prospettiva, 1.1 si manifesta nella capacità della Chiesa di riconoscere situazioni nuove, assumere decisioni e imprimere un orientamento operativo quando ritiene minacciata l’integrità della fede o della comunità. Il cattolicesimo mantiene tuttavia l’attenzione rivolta verso un futuro che non dipende dall’iniziativa umana: Cristo è già risorto e regna nella Chiesa, ma deve ancora venire nella gloria e portare a compimento la storia e la creazione. Il nuovo inizio cattolico è pertanto insieme originario, sacramentale, ecclesiale e escatologico: nasce dall’evento di Cristo, viene continuamente riattualizzato nella vita della Chiesa e tende verso i cieli nuovi e la terra nuova.
Clemente XII (Lorenzo Corsini) (1NUf) (Firenze, 7 aprile 1652) 246° papa cattolico.
Marco Guzzi vedi Fiolosofia.

PROTESTANTESIMO: 1.1 esplora il principio del nuovo inizio soprattutto attraverso la Riforma, la centralità della Scrittura, la conversione personale, la fede e i successivi movimenti di risveglio e rinnovamento che hanno caratterizzato le diverse tradizioni protestanti. L’impulso originario della Riforma consiste nella convinzione che la vita della Chiesa debba essere ricondotta alla testimonianza apostolica e alla centralità del Vangelo, dando luogo a una trasformazione profonda delle forme ecclesiali, della predicazione e della comprensione della salvezza; le principali correnti storiche comprendono luteranesimo, riformati e calvinisti, anglicanesimo e, successivamente, numerosi altri movimenti, fra cui anabattisti, battisti, metodisti e tradizioni pentecostali. In rapporto a 1.1, il tratto comune più significativo è la possibilità che una riscoperta della fede generi una nuova forma di vita: la conversione non rimane soltanto riconoscimento interiore, ma diventa decisione, testimonianza, predicazione e pratica comunitaria. Nelle tradizioni evangeliche e metodiste questa dinamica assume esplicitamente la forma della nuova nascita e della santificazione: il nuovo inizio ricevuto dalla grazia inaugura un processo di trasformazione che continua nella vita del credente. Nei movimenti di risveglio, revival e pentecostalismo l’accento può spostarsi ulteriormente verso l’esperienza immediata della conversione, dell’azione dello Spirito, della missione e della rinascita della comunità, esprimendo in forme diverse la spinta di 1.1 verso un’esperienza percepita come nuova e originaria. La componente pionieristica emerge nella proliferazione di comunità, missioni e movimenti che cercano di portare il Vangelo in nuovi contesti e di riformare concretamente la vita cristiana. Anche l’escatologia mantiene un ruolo importante: il ritorno di Cristo orienta il presente verso il compimento futuro, ma le diverse tradizioni protestanti ne interpretano in modo differente i tempi, i segni e il rapporto con la vita ecclesiale. Il metodismo, per esempio, afferma il ritorno di Cristo e la nuova creazione, ma insiste sul fatto che l’attesa non debba trasformarsi in speculazione cronologica: essa deve tradursi nella santificazione e nell’amore vissuti nel presente. In tal modo 1.1 trova nel protestantesimo una duplice espressione: ritorno alle fonti come recupero dell’impulso originario e apertura di nuove forme di vita cristiana come risposta concreta a quel recupero. La tensione fra riforma e continuità, conversione personale e comunità, iniziativa missionaria e attesa della nuova creazione rende particolarmente evidente il tema della nascita di una realtà nuova a partire da un principio ritenuto essenziale.

ORTODOSSIA: 1.1 esprime il nuovo inizio soprattutto attraverso il Mistero pasquale, nel quale la morte e la Risurrezione di Cristo introducono l’umanità nella vita del Regno e rendono la trasformazione della persona un processo sacramentale, ascetico e liturgico. La Risurrezione costituisce il centro della proclamazione, del culto e della vita spirituale ortodossa: Cristo non viene concepito come semplicemente ritornato alla vita precedente, ma come entrato nella condizione glorificata della vita eterna, inaugurando nella propria umanità una realtà nuova. In rapporto a 1.1, questo passaggio assume il significato di una trasformazione radicale della condizione umana: l’antica situazione dominata dalla morte non viene semplicemente migliorata, ma attraversata e trasfigurata attraverso la Pasqua. L’Ascensione completa il movimento dell’Incarnazione e della Risurrezione mostrando l’umanità glorificata di Cristo presso il Padre; nella tradizione ortodossa essa è interpretata anche come glorificazione della natura umana e ricongiungimento dell’uomo con Dio. La vita ecclesiale rende questa realtà continuamente presente attraverso la liturgia e i sacramenti, mentre la pratica ascetica, la preghiera e la partecipazione al Mistero pasquale orientano il credente verso una progressiva trasformazione. L’impulso di 1.1 non assume quindi prevalentemente la forma di una rottura istituzionale o di una ricerca di novità, ma quella di un ritorno permanente alla sorgente pasquale, dal quale nasce la vita nuova. Anche la dimensione comunitaria e missionaria scaturisce da questo principio: la Risurrezione ricevuta diviene forza per vivere, testimoniare e partecipare alla vita della Chiesa. L’attesa escatologica mantiene però aperto il processo: la Risurrezione di Cristo è già realtà, mentre la piena manifestazione della vita risorta appartiene alla venuta gloriosa di Cristo e alla risurrezione finale. La liturgia pasquale ortodossa tiene insieme precisamente queste due dimensioni, celebrando una vittoria già avvenuta e orientando il credente verso il compimento futuro; la Risurrezione viene così vissuta come inizio di un cammino che conduce alla seconda venuta e al Regno eterno. In questa prospettiva 1.1 si manifesta come principio di vita nuova che non cancella la tradizione ricevuta, ma la riporta continuamente alla sua sorgente: l’inizio autentico coincide con il Mistero pasquale e ogni rinnovamento della persona e della comunità deriva dalla partecipazione a quella vita.

ISLAM: 1.1 esplora il tema dell’origine attraverso la rivelazione, la chiamata profetica, la formazione della umma e l’inizio di un nuovo ordine religioso e comunitario con Muhammad. La tradizione islamica riconosce nella rivelazione del Corano l’inizio della missione profetica di Muhammad e nella sua predicazione a Mecca l’annuncio di un ritorno radicale al Dio unico, alla responsabilità morale e al giudizio. La Hijra da Mecca a Medina nel 622 assume un valore particolarmente pertinente a 1.1 perché inaugura una nuova fase storica: non è soltanto uno spostamento geografico, ma il passaggio alla costituzione di una comunità organizzata intorno alla fede, tanto che l’era islamica viene fatta iniziare proprio dalla migrazione a Medina. L’impulso originario dell’Islam consiste quindi nel riconoscimento di una chiamata e nella sua traduzione immediata in parola, decisione, comunità e azione. Il tema dell’identità appare però subordinato alla professione dell’unicità divina: l’affermazione dell’identità musulmana nasce dall’orientamento verso Allah e dall’appartenenza alla umma, non dalla semplice esaltazione dell’individuo. Anche l’espansione iniziale dell’Islam manifesta la dimensione pionieristica di 1.1: una comunità relativamente nuova assume una missione universale e attraversa rapidamente nuovi territori e culture. Il rapporto con le tradizioni precedenti è inoltre fondamentale: l’Islam si presenta come continuità e compimento della linea profetica che comprende Adamo, Noè, Abramo, Mosè e Gesù, ma nello stesso tempo come rinnovata proclamazione della fede monoteistica. 1.1 trova così nell’Islam la concentrazione fra rivelazione, origine, chiamata e azione: una parola ricevuta inaugura un nuovo ciclo religioso e la risposta adeguata consiste nell’assumerla concretamente nella vita personale e comunitaria. La prospettiva escatologica mantiene infine aperto il movimento verso il futuro, orientando l’azione presente verso il giudizio e il compimento finale.

EBRAISMO: 1.1 considera l’origine come un processo nel quale una relazione con Dio genera un popolo, una memoria, una legge e una forma storica di esistenza. Il tema dell’inizio attraversa la tradizione ebraica nella creazione, nelle alleanze con i patriarchi, nell’Esodo e nella costituzione di Israele come popolo legato a Dio da una specifica relazione di alleanza. L’Esodo costituisce uno dei paradigmi più evidenti di 1.1: una condizione precedente di schiavitù viene abbandonata, il popolo attraversa una fase di passaggio e riceve una nuova forma di appartenenza e di ordine attraverso la Legge. La tradizione dell’Esodo associa infatti liberazione, cammino, fondazione della comunità e istituzione di norme destinate alla vita futura del popolo. La storia dell’ebraismo mostra inoltre che l’identità non nasce come individualismo isolato: il soggetto fondamentale è anzitutto Israele, con la sua memoria comune, la sua alleanza e la sua responsabilità davanti a Dio. Anche le successive trasformazioni storiche, comprese quelle legate all’esilio babilonese, contribuirono a riformulare concezioni dell’elezione, dell’alleanza e della Legge. In rapporto a 1.1, l’inizio autentico non consiste quindi nel creare continuamente qualcosa di nuovo, ma nel ricevere un’origine e rinnovare concretamente la relazione che da essa deriva. Il tema della chiamata è inseparabile da quello della risposta: Abramo, Mosè e il popolo d’Israele sono figure attraverso le quali l’iniziativa divina diventa movimento, partenza, decisione e responsabilità. L’Esodo rappresenta inoltre un passaggio paradigmatico dalla sicurezza della condizione precedente all’incertezza del cammino, nel quale la promessa deve ancora diventare compimento. L’attesa messianica mantiene aperta questa dinamica: l’origine ricevuta nel passato non esaurisce la storia, ma orienta verso una futura restaurazione e verso il compimento delle promesse divine. 1.1 si manifesta pertanto nell’intreccio fra origine, chiamata, liberazione, identità collettiva, Legge e apertura verso un futuro ancora da compiere.

BUDDHISMO: 1.1 esprime il principio del nuovo inizio attraverso il risveglio del Buddha, inteso come riconoscimento diretto della condizione dell’esistenza e apertura di una via di liberazione. Il termine stesso Buddha, «risvegliato», concentra un elemento fondamentale di 1.1: qualcosa che era in uno stato di inconsapevolezza viene portato alla vigilanza e alla conoscenza. Le Quattro Nobili Verità formulate nel primo insegnamento organizzano questo risveglio come riconoscimento della sofferenza, della sua origine, della possibilità della cessazione e del cammino che conduce alla liberazione; la prima presa di coscienza diviene quindi immediatamente principio di trasformazione. Il carattere inaugurale del Buddha è particolarmente evidente nella fondazione del saṅgha: l’esperienza del risveglio non rimane un evento privato, ma genera un insegnamento, una comunità e una disciplina destinati a trasmettere la via ad altri esseri. 1.1 appare qui come passaggio dalla percezione alla pratica: riconoscere la realtà della sofferenza implica modificare il modo di vivere, coltivare la vigilanza e percorrere concretamente il sentiero. Il tema del seme e del potenziale può essere riferito alla possibilità di risveglio presente nell’essere umano, mentre il coraggio pionieristico riguarda il distacco dalle forme abituali di attaccamento e la ricerca di una via che superi il ciclo del saṃsāra. Nelle diverse tradizioni buddhiste questo principio assume forme differenti: il Theravāda conserva con particolare rilievo il percorso di liberazione fondato sull’insegnamento del Buddha, mentre il Mahāyāna amplia la prospettiva attraverso la via del bodhisattva e l’ideale della liberazione di tutti gli esseri. L’inizio buddhista non equivale dunque a una semplice inaugurazione storica, ma a un risveglio che deve essere continuamente rinnovato nella pratica. In questo senso 1.1 trova una corrispondenza particolarmente precisa nel passaggio dall’ignoranza alla consapevolezza, dall’inerzia alla decisione e dalla visione alla pratica liberatrice.
Tsultrim Gyatso (Litang, 29 marzo 1816) 10° Dalai Lama; appartenente alla scuola Gelug, fu riconosciuto e intronizzato nel 1822, studiò sūtra e tantra e ricevette la piena ordinazione nel 1835 circa. La sua pertinenza a 1.1 è soprattutto legata alla continuità della linea di reincarnazione del Dalai Lama e alla trasmissione di un principio spirituale attraverso una nuova incarnazione.

INDUISMO: 1.1 considera l’origine come un processo di manifestazione, trasmissione e rinnovamento nel quale le forme religiose dell’India si sviluppano senza essere riconducibili a un unico momento fondativo. Le tradizioni vediche costituiscono uno dei principali strati originari dell’induismo storico: rituale, parola sacra e conoscenza trasmessa costituiscono il fondamento di una tradizione che, nel corso dei secoli, sviluppa nuove elaborazioni filosofiche e spirituali. La successiva riflessione delle Upaniṣad porta in primo piano una ricerca più direttamente rivolta alla realtà ultima, all’Ātman, al Brahman e alla conoscenza capace di condurre oltre l’esistenza condizionata; le Upanishad più antiche rappresentano infatti una fase fondamentale dello sviluppo della speculazione metafisica indiana. In rapporto a 1.1, questo sviluppo può essere letto come un passaggio dall’ordine rituale ricevuto alla ricerca di una conoscenza capace di trasformare radicalmente la condizione del soggetto: l’origine non viene abbandonata, ma interiorizzata e reinterpretata. Il tema del seme e del potenziale trova inoltre una forte corrispondenza nella concezione di una realtà spirituale presente nell’essere umano e da riconoscere attraverso disciplina, conoscenza e pratica. La molteplicità delle correnti induiste rende però improprio individuare un’unica forma di «nuovo inizio»: il principio di 1.1 si manifesta piuttosto nella capacità della tradizione di generare continuamente nuove vie, scuole, pratiche e interpretazioni a partire da un patrimonio precedente. Anche le vie della conoscenza, dell’azione e della devozione possono essere comprese come differenti modalità attraverso cui l’essere umano orienta la propria vita verso una trasformazione radicale. L’elemento decisivo non è quindi l’innovazione fine a se stessa, ma il risveglio a una realtà considerata più originaria di quella immediatamente percepita. In questo senso 1.1 nell’Induismo unisce origine cosmica, nascita spirituale, trasmissione della conoscenza e possibilità di liberazione: il nuovo emerge quando ciò che è già presente in potenza viene riconosciuto e portato alla manifestazione attraverso una disciplina adeguata.

MITOLOGIA: 1.1 considera nei miti delle origini, della nascita, della creazione e della trasformazione radicale alcune delle espressioni più immediate del principio di 1.1. Nella mitologia greca, la successione da Caos a Gaia e quindi alla generazione degli dèi rappresenta il passaggio da una condizione primordiale indistinta all’emergere progressivo di forme, potenze e identità; la nascita di Atena dalla testa di Zeus introduce inoltre un’immagine particolarmente concentrata di emergenza improvvisa e di manifestazione immediata. Il mito di Prometeo porta invece il tema dell’iniziativa pionieristica, della trasgressione di un limite e dell’introduzione di una nuova possibilità per l’umanità attraverso il fuoco. Nella tradizione romana, la fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo porta il principio dell’origine sul piano politico e comunitario: un nuovo centro viene inaugurato attraverso un atto fondativo che implica identità, separazione e conflitto. Nella mitologia mesopotamica, l’Enūma Eliš presenta la formazione del cosmo come passaggio da una condizione primordiale delle acque alla costituzione di un ordine nuovo attraverso lo scontro fra Tiamat e Marduk; Marduk, dopo la vittoria, organizza il cielo e la terra, stabilisce le funzioni degli astri e dà forma a un nuovo ordine cosmico. Nella mitologia norrena, il Ginnungagap rappresenta invece uno spazio primordiale nel quale l’incontro fra il gelo di Niflheim e il fuoco di Múspell produce Ymir, il primo essere, dal cui corpo verrà poi costituito il mondo: l’origine nasce dall’incontro dinamico di potenze opposte e la nuova forma emerge dalla trasformazione di una realtà precedente. In diverse tradizioni il motivo ritorna anche nella figura dell’eroe o del dio che inaugura una nuova condizione attraverso nascita straordinaria, morte, rinascita, fondazione o conquista del fuoco. Il tema comune non è quindi semplicemente la «creazione», ma il momento in cui qualcosa che prima non aveva forma propria acquista identità, direzione e capacità di agire. 1.1 comprende così tanto l’origine cosmica quanto l’origine individuale e collettiva: nascere, separarsi, assumere una forma, affrontare il conflitto necessario alla trasformazione e inaugurare un ordine nuovo. Nei miti di fondazione, questo principio può assumere anche un carattere ambivalente: l’atto inaugurale è necessario per creare una realtà nuova, ma può trasformarsi in violenza, rivalità o assolutizzazione dell’eroe fondatore. La mitologia conserva pertanto entrambe le polarità di 1.1, dall’impulso creativo che libera una potenzialità alla forza che, separandosi dalla propria origine, diventa dominio o distruzione.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 1.1 esamina la nascita dell’identità, la liberazione dell’impulso creativo, il riconoscimento di un potenziale originario e il passaggio dalla possibilità alla realizzazione come nuclei convergenti di diverse riflessioni contemporanee sulla persona e sulla società. In questo insieme, Guattari rappresenta uno dei riferimenti più forti perché interpreta il desiderio non come mancanza da colmare, ma come produzione e potenza capace di generare nuove configurazioni individuali, sociali e politiche; la soggettività stessa non è quindi una struttura semplicemente data, ma un processo produttivo attraversato da forze che possono essere liberate o catturate. Hillman porta 1.1 sul piano della singolarità psichica attraverso l’immagine del seme o della ghianda: la vita individuale contiene fin dall’inizio una possibilità propria che chiede di essere riconosciuta e sviluppata, e la vocazione non consiste semplicemente nell’adattarsi a un modello esterno ma nel dare forma a ciò che preme per manifestarsi. Maslow affronta lo stesso movimento in termini umanistici: l’essere umano tende alla crescita, all’autorealizzazione e alla piena espressione delle proprie capacità, mentre le esperienze culminanti possono segnare momenti di intensificazione della vita e di integrazione. In prospettive differenti, anche Guzzi, Harris, Trevi e gli altri autori qui considerati contribuiscono a delineare il problema dell’emergere di una forma nuova di soggettività, della trasformazione dell’orientamento interiore o della liberazione di possibilità precedentemente non espresse. L’insieme mostra tuttavia che 1.1 non equivale alla semplice affermazione dell’io: il nuovo inizio può richiedere una trasformazione della soggettività stessa, una rottura con modalità precedenti di funzionamento e una nuova relazione fra individuo, ambiente e collettività. Il tema della crescita contro la sicurezza appare particolarmente evidente: il passaggio a una forma più compiuta richiede di abbandonare configurazioni ormai insufficienti, mentre l’impulso creativo può essere ostacolato dal bisogno di conservazione. In questo senso la psicologia umanistica di Maslow e la psicologia archetipica di Hillman convergono, pur da prospettive molto diverse, nell’attenzione a una potenzialità che chiede di essere portata alla manifestazione; Guattari radicalizza invece il problema sul piano sociale e politico, interrogando le condizioni che permettono al desiderio di produrre nuove forme di vita. 1.1 diventa così il principio di una soggettività non semplicemente costituita, ma in atto: nasce, si differenzia, prende iniziativa, incontra ostacoli e può trasformare la propria energia in creazione, ricerca, vocazione o rinnovamento collettivo.

ARTE: 1.1 esplora la rappresentazione dell’origine, della nascita, dell’irruzione di una forma nuova e dell’energia che rompe una condizione precedente per avviare un diverso processo creativo. Nell’arte questi temi possono manifestarsi nell’immagine primordiale del seme, dell’uovo, dell’infanzia e della prima forma, ma anche attraverso figure eroiche, gesti fondativi, conflitti, fuoco, luce, movimento, velocità e trasformazione. 1.1 riguarda inoltre lo stesso atto creativo nel suo momento iniziale: l’impulso mediante il quale una possibilità ancora priva di forma acquista direzione e comincia a manifestarsi. Le avanguardie rendono particolarmente evidente questa dinamica quando rifiutano linguaggi consolidati e cercano di inaugurare una diversa percezione della realtà; nel Futurismo, in particolare, movimento, energia, velocità e simultaneità diventano materia dell’opera, mentre in Severini la luce può essere trattata come forza dinamica che si espande nello spazio. Un’altra espressione di 1.1 appare nell’immagine dell’eroe posto davanti a una prova decisiva: in Moreau il confronto fra Edipo e la Sfinge assume la forma di uno scontro dal quale l’eroe deve emergere vincitore, concentrando decisione, confronto con l’ignoto e affermazione di una nuova condizione. Il principio dell’origine può tuttavia essere rappresentato senza esaltare l’individuo separato: nascita e individuazione possono rimanere comprese entro un processo più vasto, nel quale la singola figura emerge da una matrice comune e vi rimane connessa. Questa polarità è particolarmente importante per 1.1, perché permette di distinguere l’affermazione creativa dell’unicità dalla sua degenerazione in isolamento, competizione e dominio. L’arte può mostrare entrambe: la forza che apre una strada e rende visibile ciò che prima era soltanto potenziale, oppure la stessa forza trasformata in aggressione, guerra e distruzione. Il tema del ciclo della vita aggiunge infine una dimensione ulteriore: nascere significa occupare per la prima volta una forma distinta, ma quella forma appartiene a un processo che la precede e la supera. Nell’opera monumentale di Vigeland, per esempio, nascita, crescita, lotta, morte e aspirazione a trascendere la condizione individuale vengono ricondotte a un unico movimento della vita. 1.1 trova così nell’arte tanto l’immagine del primo istante — seme, nascita, luce, apparizione, impulso — quanto quella della forza necessaria per separarsi dalla condizione originaria, assumere un’identità e iniziare un percorso, senza perdere il rapporto con l’unità dalla quale quella forma è emersa.

Mirella Bentivoglio (Klagenfurt, 28 marzo 1922) artista, poetessa visiva italiana; motivi ricorrenti sono l’uovo, il libro, l’albero; L’albero capovolto; L’ovo di Gubbio. Il motivo ricorrente dell’uovo presenta una pertinenza particolarmente diretta a 1.1 come forma originaria che contiene una realtà non ancora sviluppata: unità chiusa, gestazione, potenzialità e nascita coincidono nell’immagine di qualcosa che deve rompere il proprio involucro per manifestarsi.
Henri Cadiou
(8Sr) (Parigi, 26 marzo 1906) pittore realista francese trompe-l’œil; Le déchirure.

Pierluigi Cerri (Sv) (Orta San Giulio, 22 marzo 1939) architetto, designer italiano.
Rolf Harris
(11NbUpv) (Perth, 30 marzo 1930) pittore, cantante, conduttore australiano.

Costantin Meunier (4NbPv) (Etterbeek, 12 aprile 1831) pittore, scultore belga.
Gustav Moreau*** (3Pv) (Parigi, 6 aprile 1826) pittore simbolista francese; Œdipe et le Sphinx; Le Jeune Homme et la mort; La Chimère; L’Apparition (v. immagine); Cantique des Cantiques; IP; “Nessuno potrebbe avere meno fiducia nell’importanza assoluta e definitiva del lavoro creato dall’uomo, perché credo che questo mondo non sia altro che un sogno”. In Œdipe et le Sphinx il confronto è costruito come prova decisiva dalla quale Edipo emergerà vincitore: il Musée Gustave Moreau sottolinea la contrapposizione fra forze spirituali e fisiche e il carattere vittorioso dell’eroe. È un’immagine particolarmente pertinente a 1.1 per il momento in cui l’identità viene affermata affrontando direttamente l’ostacolo e attraversando una soglia dalla quale non si può tornare alla condizione precedente. Anche L’Apparition, fondata sull’irruzione improvvisa della testa luminosa di Giovanni Battista davanti a Salomè, intensifica il motivo dell’apparizione come manifestazione immediata e perturbante di ciò che non può più essere ignorato.

Gino Severini (2Ni) (Cortona, 7 aprile 1883) pittore futurista italiano; Il paradiso terrestre; Espansione sferica della luce centripeta e centrifuga. La fase futurista è fortemente pertinente a 1.1 per la ricerca di un linguaggio capace di rappresentare energia, movimento e trasformazione invece della forma immobile. In Espansione sferica della luce centripeta e centrifuga la luce stessa diventa forza primaria, simultaneamente irradiata verso l’esterno e richiamata verso un centro dinamico: un’immagine particolarmente precisa dell’impulso originario che concentra energia e insieme la proietta nella manifestazione. La polarità separativa di 1.1 appare invece nella partecipazione futurista all’esaltazione della guerra, presente anche in opere di Severini come Armored Train in Action, dove l’energia rigeneratrice viene associata alla violenza militare e alla costruzione di una nuova identità nazionale.
Armando Testa (11Ui) (Torino, 23 marzo 1917) pubblicitario, disegnatore, animatore, pittore italiano.
Gustav Vigeland*** (Npv) (Mandal, 11 aprile 1869) scultore norvegese; autore della medaglia consegnata ai Nobel per la pace; Parco di Vigeland a Oslo, Vigelandsanlegget con 212 sculture in bronzo e granito, culminanti nel Monolito (Monolitten), con 121 figure che lottano per raggiungere la sommità della scultura, il tema di fondo è il ciclo della vita, dalla nascita alla morte, Livshjulet (la ruota della vita) include sette figure umane (quattro adulti e tre bambini) che formano un cerchio, i bordi della fontana del parco hanno 20 sculture a forma di albero intrecciati a figure umane di varie età della vita, dalla nascita alla morte; sviluppa con particolare forza il rapporto 1.1 fra nascita individuale e appartenenza a un’unica corrente vitale. I gruppi della Fontana percorrono esplicitamente la vita umana dalla culla alla tomba, iniziando con neonati intrecciati all’albero, mentre Livshjulet riassume l’intero percorso della vita in una forma circolare. Nel Monolitten 121 figure di diverse età sono riunite in un’unica struttura ascendente, coronata da bambini; il museo stesso segnala tra le sue interpretazioni la resurrezione e l’aspirazione spirituale. Ancora più direttamente pertinente è Resurrection (1900), non presente nel profilo: una moltitudine è rappresentata in un potente movimento ascendente nel passaggio dalla morte alla vita, anticipando motivi che confluiranno successivamente nel Monolitten.

FILOSOFIA & PSICOLOGIA: 1.1 esamina la nascita dell’identità, la liberazione dell’impulso creativo, il riconoscimento di un potenziale originario e il passaggio dalla possibilità alla realizzazione come nuclei convergenti di diverse riflessioni contemporanee sulla persona e sulla società. In questo insieme, Guattari rappresenta uno dei riferimenti più forti perché interpreta il desiderio non come mancanza da colmare, ma come produzione e potenza capace di generare nuove configurazioni individuali, sociali e politiche; la soggettività stessa non è quindi una struttura semplicemente data, ma un processo produttivo attraversato da forze che possono essere liberate o catturate. Hillman porta 1.1 sul piano della singolarità psichica attraverso l’immagine del seme o della ghianda: la vita individuale contiene fin dall’inizio una possibilità propria che chiede di essere riconosciuta e sviluppata, e la vocazione non consiste semplicemente nell’adattarsi a un modello esterno ma nel dare forma a ciò che preme per manifestarsi. Maslow affronta lo stesso movimento in termini umanistici: l’essere umano tende alla crescita, all’autorealizzazione e alla piena espressione delle proprie capacità, mentre le esperienze culminanti possono segnare momenti di intensificazione della vita e di integrazione. In prospettive differenti, anche Guzzi, Harris, Trevi e gli altri autori qui considerati contribuiscono a delineare il problema dell’emergere di una forma nuova di soggettività, della trasformazione dell’orientamento interiore o della liberazione di possibilità precedentemente non espresse. L’insieme mostra tuttavia che 1.1 non equivale alla semplice affermazione dell’io: il nuovo inizio può richiedere una trasformazione della soggettività stessa, una rottura con modalità precedenti di funzionamento e una nuova relazione fra individuo, ambiente e collettività. Il tema della crescita contro la sicurezza appare particolarmente evidente: il passaggio a una forma più compiuta richiede di abbandonare configurazioni ormai insufficienti, mentre l’impulso creativo può essere ostacolato dal bisogno di conservazione. In questo senso la psicologia umanistica di Maslow e la psicologia archetipica di Hillman convergono, pur da prospettive molto diverse, nell’attenzione a una potenzialità che chiede di essere portata alla manifestazione; Guattari radicalizza invece il problema sul piano sociale e politico, interrogando le condizioni che permettono al desiderio di produrre nuove forme di vita. 1.1 diventa così il principio di una soggettività non semplicemente costituita, ma in atto: nasce, si differenzia, prende iniziativa, incontra ostacoli e può trasformare la propria energia in creazione, ricerca, vocazione o rinnovamento collettivo.

Pierre-Félix Guattari*** (1PrSfUpv) (Villeneuve-les-Sablons, 30 aprile 1930) psicanalista, filosofo, semiologo, politico francese, fondatore della schizoanalisi, ecosofia, nomadologia (con G.Deleuze); considera il desiderio come un’energia creativa nella cui liberazione risiede la possibilità di rinnovamento sociale; L’Anti-Œdipe* (L’anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia); Mille plateaux* (Mille piani. Capitalismo e schizofrenia); Psychanalyse et transversalité; La révolution moléculaire; IP; In L’Anti-Œdipe il desiderio viene pensato come produzione di realtà e non come semplice ricerca di un oggetto mancante: è precisamente questa capacità produttiva a rendere Guattari particolarmente rappresentativo di 1.1. La soggettività può infatti produrre nuovi rapporti, nuovi gruppi e nuove forme sociali quando l’energia desiderante non viene ricondotta a modelli già stabiliti. La successiva La révolution moléculaire estende questo principio alla trasformazione sociale dal basso, attraverso processi molteplici e non centralizzati. “La rivoluzione sociale a venire sarà anche molecolare, oppure non sarà”; “l’inconscio non è un teatro, ma un’officina, una macchina per produrre”; “è possibile captare la potenza delle droghe senza drogarsi, senza farsi come uno straccio d’uomo drogato? È la stessa cosa per la schizofrenia”; “Non c’è mancanza nell’assenza; l’assenza è una presenza in me”.
Marco Guzzi (Roma, 25 marzo 1955) filosofo, poeta, conduttore italiano su temi spirituali e cristiani; Darsi pace; La svolta; Per donarsi; Yoga e preghiera cristiana; L’Insurrezione dell’umanità nascente. Darsi pace Guzzi interpreta la crisi contemporanea come una soglia fra una forma storica ormai consumata e una «umanità nascente», rendendo particolarmente evidente il tema 1.1 della transizione verso una configurazione nuova. La sua enfasi sulla trasformazione della soggettività, anziché sulla semplice modifica delle strutture esterne, collega il nuovo inizio alla liberazione dell’energia interiore. “Fratello, se vuoi la pace, | Datti pace. | La pace | È solo il tuo cuore | Sprigionato. | Fratello, se vuoi l’amore, | Diventalo. | Tu sei l’amore: | Tutto l’amore che cerchi. | Non chiedere perciò la pace al mondo. | E non pretendere l’amore da nessuno. | La pace dalla tu. | Falla”.
Sam Harris** (Los Angeles, 9 aprile 1967) filosofo, saggista, neuroscienziato statunitense; The End of Faith: Religion, Terror, and the Future of Reason; Waking Up: A Guide to Spirituality Without Religion*; IP; La pertinenza a 1.1 riguarda soprattutto Waking Up: il risveglio viene proposto come esperienza da verificare direttamente attraverso la pratica meditativa, senza subordinare la ricerca spirituale all’accettazione di dogmi. Il tema del risveglio e della verifica immediata rende Harris un riferimento secondario ma coerente con la dimensione di vigilanza e di apertura a una nuova percezione propria di 1.1. “Non c’è nulla a cui dobbiamo credere con prove insufficienti per avere vite profondamente etiche e spirituali”; “La differenza tra scienza e religione è la differenza tra la volontà di considerare spassionatamente nuove prove e nuovi argomenti e un’appassionata riluttanza a farlo”.
James Hillman*** (3) (Atlantic City, 12 aprile 1926) psicoanalista, filosofo, saggista statunitense, psicologo analista junghiano, fondatore della psicologia archetipica; ogni aspetto dell’esistenza corrisponde a un’immagine archetipica e a un mito che si rivela e richiede di essere riconosciuto e adorato, per cui si tratta di trovare in ogni circostanza la matrice mitica che ne è il fondamento; Archetypal psychology*; The Dream and the Underworld; Healing Fiction; A Blue Fire; The Soul’s Code: In Search of Character and Calling*; Suicide and the Soul; IP; The Soul’s Code è particolarmente pertinente a 1.1 per la teoria della «ghianda»: l’immagine della ghianda indica una potenzialità individuale già presente all’inizio della vita, che non deve essere inventata dall’esterno ma riconosciuta e portata a compimento. Hillman collega questa potenzialità alla vocazione e al daimon, opponendosi a una lettura della persona come semplice prodotto di ambiente e condizionamento. “Le nostre anormalità rispecchiano le anormalità originarie degli dèi le quali, essendo antecedenti, rendono le nostre possibili”; gli archetipi sono “i modelli più profondi del funzionamento psichico, come le radici dell’anima che governano le prospettive attraverso cui vediamo noi stessi e il mondo. Essi sono le immagini assiomatiche a cui ritornano continuamente la vita psichica e le teorie che formuliamo su di essa”; “L’anima ha bisogno di qualcosa di più che giochi linguistici, che parole e linguaggio. Il vivere psicologico significa vivere in una fantasia, in una storia, essere raccontati da un mito”.
György Lukács (Budapest, 13 aprile 1885) filosofo estremista marxista ungherese; Die Seele und die Formen.
Abraham Maslow*** (Sp) (Brooklyn, 1º aprile 1908) psicologo umanista, olistico statunitense, creatore della teoria sulla gerarchizzazione dei bisogni; Motivation and Personality; Religions, Values and Peak Experiences*; Toward a Psychology of Being*; IP; Il rapporto fra crescita e sicurezza rende Maslow particolarmente pertinente a 1.1: l’autorealizzazione implica infatti il passaggio da una modalità centrata sulla soddisfazione e sulla protezione a una modalità orientata alla piena espressione delle capacità. Le peak experiences rappresentano momenti di intensificazione nei quali la persona può sperimentare maggiore integrazione, vitalità e apertura, mentre il movimento verso l’autorealizzazione assume la forma di una progressiva attualizzazione delle proprie potenzialità. “Se il solo strumento che possedete è un martello, vedrete in ogni problema un chiodo”; “O farai un passo avanti nella crescita o tornerai indietro verso la sicurezza”; “Abbiamo paura di conoscere gli aspetti spaventosi e sgradevoli di noi stessi, ma temiamo ancora di più di conoscere il divino in noi stessi”.
Théodore Monod (12PrUf) (Rouen, 9 aprile 1902) naturalista, esploratore, umanista francese.
Mario Trevi (Ancona, 3 aprile 1924) psicoanalista junghiano italiano, Studi sull’ombra. l tema dell’ombra è pertinente a 1.1 perché l’emergere di una nuova consapevolezza richiede di riconoscere anche gli aspetti della personalità rimasti esclusi dall’immagine cosciente di sé. L’inizio di una trasformazione non coincide quindi con l’affermazione unilaterale dell’io, ma con l’ampliamento della coscienza attraverso l’incontro con ciò che era stato rimosso o non riconosciuto.

LETTERATURA: 1.1 esplora la nascita di una nuova identità, il momento della decisione, il passaggio da una condizione precedente a una forma di esistenza diversa e l’impulso che spinge il protagonista oltre i limiti già stabiliti. Il tema può manifestarsi come nascita reale o simbolica, risveglio, vocazione, conversione, fuga, fondazione, ribellione, attraversamento di una soglia o improvvisa presa di coscienza. Particolarmente significative sono le narrazioni nelle quali il personaggio deve abbandonare una sicurezza precedente per assumere un’identità ancora incerta, oppure nelle quali una forza iniziale produce una trasformazione irreversibile. 1.1 comprende anche il conflitto fra l’impulso originario e le strutture che cercano di contenerlo: la nuova energia può liberare una possibilità oppure degenerare in violenza, egocentrismo e distruzione. La letteratura permette inoltre di osservare il passaggio dall’individuo separato alla scoperta di un’appartenenza più ampia, così come il rapporto fra origine personale e memoria collettiva. Nei testi più pertinenti, il principio di 1.1 non è quindi semplicemente «iniziare qualcosa», ma riconoscere ciò che sta nascendo, assumere il rischio del primo passo e trasformare un potenziale ancora informe in una direzione concreta.

Bella Achmadulina (Mosca, 10 aprile 1937) poetessa russa; “Non seguirmi in primavera | lungo le pozzanghere. | Lo so: una volta ancora, nulla | verrà fuori da questo incontro”; “Com’è oscuro, assurdo tutto questo. | Chi è fratello di chi, chi la sorella? | Ognuno – di tutti. Quando arriva, la parola | non conosce parenti lontani”.
Antonio Alamanni (Firenze, 5 aprile 1464) poeta italiano; Il trionfo dei quattro Elementi; Conversione di S. Maria Maddalena.
Gerald Brenan (10Sf) (Silema, 7 aprile 1894) scrittore, ispanista britannico.
Edmonde Charles-Roux (8) (Neuilly-sur-Seine, 17 aprile 1920) scrittrice, giornalista francese; PG: Oublier Palerme (F.Rosi, Dimenticare Palermo). Oublier Palerme (1966; Dimenticare Palermo) è particolarmente pertinente per il contrasto fra identità ricevuta e identità acquisita. Il romanzo mette in opposizione la Sicilia d’origine e la New York dell’assimilazione, seguendo personaggi che cercano di recidere il rapporto con il proprio passato mentre la memoria delle origini continua a riemergere. Carminé Bonnavia, nato in America e apparentemente completamente assimilato, viene progressivamente ricondotto verso la Sicilia che aveva cercato di dimenticare: 1.1 appare qui come conflitto fra una nuova identità individuale e la forza dell’origine che continua ad agire sotto la superficie.
Charles Dobzynski (Uv) (Varsavia, 8 aprile 1929) scrittore, poeta, giornalista francese, PG.
Elena Ferrante (Napoli, 5 aprile 1943) [1] scrittrice italiana; L’amica geniale (S.Costanzo); L’amore molesto (M.Martone); I giorni dell’abbandono (R.Faenza); La vita bugiarda degli adulti; L’amica geniale (2011) è pertinente a 1.1 per la formazione dell’identità attraverso il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Elena e Lila partono dalla stessa realtà sociale ma sviluppano progressivamente percorsi differenti; la separazione delle loro possibilità educative rende evidente il momento nel quale una potenzialità personale può prendere una direzione autonoma. L’inizio della serie coincide quindi con una biforcazione: due identità emergono dalla stessa origine e cominciano a definire se stesse attraverso scelte diverse. “Esistere è questo, pensai, un sussulto di gioia, una fitta di dolore, un piacere intenso, vene che pulsano sotto la pelle, non c’è nient’altro di vero da raccontare”.
Anatole France (François-Anatole Thibault) (3PpSfUv) (Parigi, 16 aprile 1844) scrittore francese, NL; Le lys rouge; Les Dieux ont soif. La Révolte des anges* (1914; La rivolta degli angeli) concentra 1.1 nella ribellione contro un ordine considerato assoluto. Gli angeli scoprono progressivamente la natura del potere che li governa e progettano una nuova rivolta; il passaggio dalla semplice obbedienza alla coscienza critica produce una nuova posizione nei confronti dell’autorità. Il punto più pertinente è però il rifiuto di sostituire semplicemente un dominio con un altro: la vera trasformazione richiede di spezzare il principio stesso della sottomissione. “Se 50 milioni di persone dicono una stupidità, resta ancora una stupidità”; “È con gli atti e non con le idee che le persone vivono”.
Bohumil Hrabal (Brno, 28 marzo 1914) scrittore ceco, Ostře sledované vlaky (Treni strettamente sorvegliati; J.Menzel); Příliš hlučná samota (Una solitudine troppo rumorosa); Postřižiny (La tonsura); Auticko (Io e i miei gatti); “L’unica cosa di cui si può aver terrore al mondo è ciò che si è calcificato, il terrore delle forme rigide, morenti”. Příliš hlučná samota (1976; Una solitudine troppo rumorosa) presenta Haňťa, operaio incaricato di distruggere libri con una pressa, che salva clandestinamente alcuni volumi e costruisce attraverso di essi una propria forma di conoscenza. Il gesto di sottrarre i libri alla distruzione è un atto individuale di resistenza e conservazione di una possibilità che il sistema vorrebbe eliminare; 1.1 emerge nella contrapposizione fra la macchina che schiaccia le forme esistenti e l’individuo che ne salva il potenziale trasformandolo in coscienza.
Edmond Jabès (Il Cairo, 16 aprile 1912) scrittore, poeta francese; Je bâtis ma demeure; Le Livre des questions (1963-1973; Il libro delle domande) è pertinente a 1.1 soprattutto per il rapporto fra origine, identità, parola e assenza. Dopo l’esilio, la scrittura di Jabès assume il deserto e il Libro come luoghi originari nei quali l’identità deve continuamente essere ricercata; la domanda diventa così il gesto iniziale attraverso cui una realtà non ancora definita viene interrogata e fatta emergere. L’opera procede per frammenti, voci, dialoghi e interrogazioni anziché attraverso una narrazione lineare, facendo della ricerca stessa un nuovo inizio continuamente rinnovato. “l’unica cosa che muove il mondo e le persone, in realtà, è la chiarezza”; “Tutti i volti sono il Suo, e questa è la ragione per cui Egli non ha volto”.
Maria Jotuni (Spv) (Kuopio, 9 aprile 1880) scrittrice finlandese.
Kazu Kibuishi (1.1/2) (Tokyo, 8 aprile 1978) autore, illustratore di graphic novel giapponese-statunitense; Flight; Copper. Amulet: The Stonekeeper* (2008; Amulet: Il guardiano della pietra) rappresenta 1.1 in forma narrativa particolarmente diretta. Dopo la morte del padre, Emily entra con il fratello in una realtà sconosciuta per salvare la madre e scopre un amuleto che la trasforma in Stonekeeper: il passaggio dalla condizione di bambina impotente a quella di soggetto capace di agire costituisce il nucleo del primo volume. Il potere ricevuto è però ambivalente e richiede decisione e responsabilità, rendendo evidente anche il tema 1.1 della forza che deve essere orientata consapevolmente.
Morteza Latifi Nezami (Teheran, 4 aprile 1943) scrittore, poeta, pittore iraniano-italiano; Quando giunse a termine la gentilezza…
Anne Lister (Halifax, 3 aprile 1791) diarista, proprietaria terriera inglese; J.Kent, The Secret Diaries of Miss Anne Lister.
Arkady Martine (New York, 19 aprile 1985) storica, urbanista, autrice statunitense di fantascienza; HA: A Memory Called Empire. A Desolation Called Peace.
Flannery O’Connor (Savannah, 25 marzo 1925) scrittrice cattolica statunitense; Wise Blood* (1952; La saggezza nel sangue) porta 1.1 nel conflitto radicale fra l’identità ricevuta e quella che il protagonista tenta di costruire autonomamente: Hazel Motes rifiuta la religiosità della propria educazione e fonda una propria «Chiesa senza Cristo», cercando un nuovo principio assoluto da sostituire a quello rifiutato. La sua iniziativa è però una forma separata e distorta di 1.1, perché l’impulso verso il nuovo non conduce alla liberazione ma a una nuova costruzione ideologica. In The Violent Bear It Away (1960; Il cielo è dei violenti), invece, Francis Tarwater lotta contro la chiamata profetica ricevuta dal prozio e contro la propria stessa vocazione: il romanzo porta il tema dell’inizio a una forma estrema, nella quale l’identità deve essere riconosciuta attraverso un conflitto interiore che culmina nell’accettazione della missione. “la stesura di un romanzo degno di questo nome è una sorta di duello personale”, “Chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia, possiede informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni”, “Caro Dio, non posso amarTi nel modo in cui vorrei. Sei la sottile luna crescente che vedo è il mio io è l’ombra della terra che mi impedisce di vedere; ma quello di cui ho paura, caro Dio, è che l’ombra del mio io cresca a tal punto da oscurare tutta la luna, e che io giudichi me stessa dall’ombra che è nulla”, “Io non Ti conosco Dio, perché sono in mezzo. Ti prego, aiutami a farmi da parte”, “Posso sentire un calore d’amore che mi riscalda quando Ti penso & Ti scrivo. Ti prego non lasciare che le spiegazioni degli psicologi lo raffreddino di colpo. La mia intelligenza è così limitata, Signore, che posso solo affidarmi a Te per preservarmi come dovrei essere”, “Aiutami a realizzare qualcosa, nel mio lavoro, che sia più che naturale- aiutami, con questo, a amare e sopportare il mio lavoro. Se devo faticare per questo, caro Dio, lascia che sia al Tuo servizio. Mi piacerebbe essere santa in modo intelligente”,  “Chi non conosce tutte le cose non può essere ateo. Solo Dio é ateo. Il diavolo é il più grande credente, & ha le sue ragioni”.
James Patterson (Newburgh, 22 marzo 1947) scrittore statunitense di thriller; autore più venduti a livello mondiale; Along Came a Spider.
Éric-Emmanuel Schmitt (10NfSi) (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 marzo 1960) drammaturgo, scrittore, saggista, regista, sceneggiatore franco-belga; La Secte des égoïstes*; L’Évangile selon Pilate* (Il vangelo secondo Pilato); L’homme qui voyait à travers les visages; Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran* (F.Dupeyron); Oscar et la dame rose; Milarepa (1997; Milarepa) è particolarmente pertinente perché costruisce il nuovo inizio attraverso reincarnazione, memoria e liberazione dal ciclo delle rinascite: Simon scopre progressivamente la propria identificazione con un’esistenza precedente e deve raccontare la storia di Milarepa per sciogliere il vincolo che lo lega al passato. Il principio di 1.1 appare qui come trasformazione dell’identità attraverso il riconoscimento di ciò che la precede. In Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran (2001; Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano), Momo passa dall’abbandono familiare alla relazione con un nuovo padre spirituale e attraversa con lui un viaggio che modifica profondamente la sua identità; l’inizio di una nuova vita nasce da un incontro e da una scelta di appartenenza diversa da quella ricevuta. “La mia vita non mi interessa. È la vita in generale che mi interessa”; “L’impazienza è una sete che nessuna giustificazione può placare”; “Dire io sono è dire non sarò più”.
Elizabeth Ann Scarborough (Kansas City, 23 marzo 1947) scrittrice statunitense di fantascienza; NB: The Healer’s War*.
Budd Schulberg (New York, 27 marzo 1914) sceneggiatore, scrittore statunitense; AA: On the Waterfront.
Vauro Senesi (Pistoia, 24 marzo 1955) vignettista, scrittore, opinionista, attore italiano (Il Male); “La satira deve avere dei limiti perché deve superarli continuamente”.
Algernon Swinburne (12Ppv) (Londra, 5 aprile 1837) poeta, drammaturgo inglese; Poems and Ballads; Songs before Sunrise (1871; Canti prima dell’alba) concentra 1.1 nell’immagine della liberazione come nascita di un ordine politico nuovo. La raccolta, dedicata a Mazzini, trasforma la poesia in strumento di sostegno alle lotte repubblicane e associa ripetutamente libertà, insurrezione, nascita e rinnovamento. In Ode on the Insurrection in Candia, contenuta nella raccolta, la liberazione viene esplicitamente figurata come una nascita che emerge dal grembo della pace: un’immagine particolarmente precisa del passaggio da potenzialità a manifestazione propria di 1.1. “Non da fuori di noi, solo da dentro | Viene o può mai venire su di noi la luce”; “Si era dato, non si era venduto | Né a Dio pel Cielo, né a uomo per oro”; “Dal troppo amore della vita, | da ogni speranza o timore affrancati, | noi ringraziamo gli dei, | chiunque essi siano, | che la vita non dura per sempre, | che i morti più non risorgono, | che anche il più affaticato fiume | trovi in qualche parte rifugio nel mare”.
Ewa Szelburg-Zarembina (10) (Bronowice, 10 aprile 1899) scrittrice, poetessa polacca.
Sue Townsend (9NfUb) (Leicester, 2 aprile 1946) scrittrice, commediografa inglese; The Queen and I; serie di Adrian Mole.
Alfred de Vigny (8NiPrUf) (Loches, 27 marzo 1797) poeta, drammaturgo, romanziere francese; Les Destinées.
Alan Weisman
(Minneapolis, 24 marzo 1947) scrittore, giornalista statunitense; The World Without Us* (2007; Il mondo senza di noi) applica 1.1 in modo rovesciato: immagina la scomparsa improvvisa dell’umanità e osserva come, una volta cessata la presenza umana, gli ecosistemi recupererebbero progressivamente gli spazi occupati dalle infrastrutture. Il principio dell’inizio appare qui come possibilità di una nuova fase della Terra generata dalla cessazione di una forma precedente di presenza. Il libro mostra quindi la crescita contro la sicurezza e il rapporto fra distruzione di un ordine e apertura di un altro, senza assumere l’uomo come centro permanente del processo.

Émile Zola (9Ppv) (Parigi, 2 aprile 1840) scrittore, saggista, giornalista, filosofo francese; Les Rougon-Macquart; Teresa Raquin; D.Thompson, Cézanne et moi; “La scienza ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la verità e la domanda è se saremo mai felici della verità”; “Tutto è solo un sogno”. Le Rêve (1888; Il sogno) costituisce un’eccezione significativa nel naturalismo di Zola perché concentra la narrazione sulla fede, sul desiderio e sull’idealismo. Angélique, orfana raccolta dagli Hubert, costruisce progressivamente una nuova identità attraverso il sogno di una vita amorosa e spirituale diversa dalla propria condizione iniziale; la tensione fra realtà materiale e aspirazione ideale rende visibile il potenziale che cerca di assumere forma. La critica recente ha evidenziato proprio il carattere di «esperimento idealista» del romanzo rispetto al naturalismo zolandiano.

MUSICA: 1.1 esprime il principio dell’inizio attraverso il risveglio, l’impulso, il coraggio, la liberazione di un’energia ancora concentrata e il passaggio dalla condizione passiva alla decisione. La musica può dare forma a un momento nel quale qualcosa si desta e chiede di essere espresso, oppure accompagnare l’ingresso in una fase nuova, una partenza, una lotta, una rinascita o l’affermazione di un’identità. Particolarmente pertinenti sono i brani nei quali il movimento musicale sostiene direttamente un gesto di apertura e di superamento: la chiamata a svegliarsi, la decisione di andare avanti, la conquista di una nuova autonomia, l’accettazione di una prova o la trasformazione di una crisi in forza d’azione. 1.1 comprende però anche la polarità opposta: l’impulso può rimanere imprigionato, l’identità può irrigidirsi, la ricerca immediata di qualcosa può diventare sovraccarico o perdita di orientamento. Nella musica contemporanea il tema appare quindi tanto negli inni alla ripartenza e alla perseveranza quanto nelle rappresentazioni di una soggettività che deve rompere una condizione di immobilità per ritrovare una direzione. In questo senso la musica di 1.1 non celebra semplicemente l’energia: mette in scena il momento nel quale l’energia diventa intenzione e l’intenzione si traduce in movimento.

Ali El Haggar (1/2) (4 aprile 1954) cantante, artista, compositore, attore egiziano.
Riccardo Azzurri (4NSrUi) (Firenze, 13 aprile 1953) cantautore pop italiano; “L’immaginario”; “DoniAmo”, “Spirito libero”* (2012, “o madre terra, in te, ritrovo il respiro, luna che veglia e illumina i campi d’arare, e il chiarore di un fuoco, fumo che sale al tuo cielo, sento in me, spirito libero, viaggia la mente cosmica, vibra in me, spirito libero, scoppia in me, spirito libero, nasce un nuovo mondo”)
Luca Barbarossa
(6PUi) (Roma, 15 aprile 1961) cantautore pop rock, conduttore italiano; SR: “Portami a ballare”, “La strada del sole”, “Fino in fondo” (Voglio solo un po’ di pace fare quello che mi va Non avere niente intorno solo una candela accesa E guardarti in fondo agli occhi e con gli occhi attraversarti piano Voglio spegnere il rumore disarmare la mia mente E lasciare fuori il mondo fino quasi a non sentirlo E non cercare sempre un senso a tutto quello che facciamo E andare su su su nel cielo Giù giù giù nel mare Su su su nel sole Giù giù fino in fondo al cuore Voglio prendermi il mio tempo non disperderlo così Sempre dietro a qualche cosa che non serve poi davvero E respirare il tuo respiro fino a sentirmi vivo dentro).
Michael Brecker (Filadelfia, 29 marzo 1949) sassofonista jazz/fusion, compositore statunitense; Timeline. “Peep” (2003), contenuto in Timeline, presenta 1.1 soprattutto sul piano dell’improvvisazione jazz: il materiale musicale viene continuamente trasformato attraverso iniziativa, risposta immediata e invenzione nel presente. L’album Timeline fu l’ultimo lavoro pubblicato da Brecker durante la sua vita e comprende composizioni che attraversano differenti momenti della sua esperienza musicale; il titolo stesso richiama il rapporto fra memoria e sviluppo nel tempo. La pertinenza a 1.1 rimane quindi soprattutto nella capacità dell’improvvisazione di generare una forma nuova a partire dall’istante.

Win Butler** (Truckee, 14 aprile 1980) cantante, cantautore, musicista indie/folk rock statunitense-canadese (Arcade Fire); “Afterlife” (Afterlife, oh my God, what an awful word After all the breath and the dirt and the fires are burnt And after all this time, and after all the ambulances go And after all the hangers-on are done hanging on to the dead lights Of the afterglow I’ve gotta know Can we work it out? We scream and shout ‘till we work it out Can we just work it out? Scream and shout ‘till we work it out?), “Black Mirror”, “Everything Now”* (Every inch of sky’s got a star Every inch of skin’s got a scar I guess that you’ve got everything now Every inch of space in your head Is filled up with the things that you read I guess you’ve got everything now And every film that you’ve ever seen Fills the spaces up in your dreams That reminds me), “Intervention”*, “My Body is a Cage”* (My body is a cage That keeps me from dancing with the one I love But my mind holds the key I’m standing on a stage Of fear and self-doubt It’s a hollow play But they’ll clap anyway… I’m living in an age That calls darkness light Though my language is dead Still the shapes fill my head I’m living in an age Whose name I don’t know Though the fear keeps me moving Still my heart beats so slow), “Neon Bible”, “Signs of Life”, “The Well and the Lighthouse”, “Wake Up”* (Qualcosa ha riempito | Il mio cuore di niente | Qualcuno mi ha detto di non piangere | Ma ora che sono più vecchio | Il mio cuore è più freddo | E posso vedere che è una bugia | Bambini, svegliatevi | Sostenete i vostri errori | Prima che trasformino l’estate in polvere) [6]. Funeral (2004) contiene in “Rebellion (Lies)” un altro momento particolarmente pertinente a 1.1: il brano contrappone la vita autentica alle strutture che impongono paura e passività e invita a non accettare come reale ciò che paralizza. Il tema completa quello di “Wake Up”: il risveglio non è soltanto presa di coscienza, ma rifiuto attivo di una condizione percepita come falsa.  In Reflektor (2013), “We Exist” porta invece 1.1 sul terreno dell’identità: l’affermazione di esistere diventa richiesta di riconoscimento e di piena presenza, trasformando una condizione di esclusione in una dichiarazione esplicita di esistenza. 
Roberto Carrino (Nardò, 13 aprile 1953) cantautore pop italiano.
Kent Cokenstock (Lyon, 31 marzo 1957) cantante, compositore rock punk francese (Starshooter).
Bill Conti (Providence, 13 aprile 1942) compositore statunitense di colonne sonore; AA: The Right Stuff*. Rocky*. “Gonna Fly Now” (1976/1977), tema principale di Rocky, è uno degli esempi più netti di 1.1 nell’ambito della musica cinematografica: la progressione musicale accompagna l’allenamento, la costruzione della forza e il passaggio dalla preparazione alla prova pubblica. Il brano divenne il tema identificativo di Rocky e fu pubblicato come singolo nel 1977. Per Conti, anche The Right Stuff (1983) è particolarmente pertinente attraverso brani come “Breaking the Sound Barrier” e “Yeager’s Triumph”: il volo sperimentale, il superamento del limite e la conquista di una nuova frontiera trasformano l’energia individuale in impresa pionieristica. 
Franco Corelli
(11) (Ancona, 8 aprile 1921) tenore italiano.

Celine Dion (5Sfp) (Charlemagne, 30 marzo 1968) cantante pop soul/soft rock, imprenditrice canadese; GA: “My Heart Will Go On”. “Ashes”* (What’s left to say? These prayers ain’t working anymore Every word shot down in flames What’s left to do with these broken pieces on the floor? I’m losing my voice calling on you ‘Cause I’ve been shaking I’ve been bending backwards till I’m broke Watching all these dreams go up in smoke Let beauty come out of ashesAnd when I pray to God all I ask is Can beauty come out of ashes?), “Shadow of Love”* (Live my life like a runaway I hide my dreams in a special place I’m waiting here for my prince to come To save me from the darkness I count the nights, I count the days The ways, yeah Don’t wanna fight, it would be in vain So in vain, so in vain I can run but I can’t hide It’s because, I’m living in the shadow of love), “I’m Your Angel”, “That’s the Way It Is”, “The Power of Love”, “Courage”* (Courage Don’t you dare fail me now I need you to keep away the doubts I’m staring in the face of something new You’re all I got to hold on to). “Flying on My Own” (2019) è un esempio molto diretto di 1.1: il brano accompagna la conclusione della lunga residenza di Las Vegas e viene presentato dalla stessa Dion come il primo passo verso una nuova fase della propria carriera. Il motivo centrale è il passaggio dalla dipendenza da una situazione precedente alla capacità di procedere autonomamente, con un movimento esplicitamente orientato al futuro. In Courage (2019), inoltre, la canzone omonima mette in primo piano la scelta di continuare davanti a una nuova prova: il coraggio non elimina l’incertezza, ma permette di avanzare nonostante essa.
Eliza Doolittle
(Londra, 15 aprile 1988) cantante, cantautrice pop/folk inglese; “Mr Medicine”, “Pack Up”* (2010; Pack up your troubles in your old kit bag And bury them beneath the sea I don’t care what the people may say What the people may say about me Pack Up your troubles get your old grin back Don’t worry ‘bout the cavalry I don’t care what the whisperers say ‘Cause they whisper too loud for me) liberazione dal peso delle preoccupazioni e del ritorno a una disposizione vitale; non lo riprendo come aggiunta. “Rollerblades”. “Go Home” (2010), dall’album Eliza Doolittle, può essere letta in chiave 1.1 come gesto di riaffermazione dei propri confini e di interruzione di una situazione non più adeguata.  

Dana Gillespie (Woking, 30 marzo 1949) cantante, cantautrice folk/pop rock, attrice britannica; “Tough Love”*.
Duncan James
(Salisbury, 7 aprile 1979) cantante pop, attore, conduttore britannico (Blue); “Sooner or Later”, “Breathing” (2006; Did I die today ‘Cause I can’t tell and I can’t feel Nothing seems real Saw you cry today And deep inside subconcious mind There’s another way So believe, trust in me, I’m alive I’m breathing and I’m learning to survive And I’m finding the way Since you brought me back to life Please don’t walk away Promise me you’ll stay Now I’m breathing). “Sooner or Later” (2006) è pertinente per il motivo dell’attesa trasformata in momento di svolta: ciò che deve accadere non può essere indefinitamente rimandato e il passaggio alla nuova fase richiede disponibilità ad agire. Il collegamento è più circoscritto rispetto agli autori sopra indicati e riguarda soprattutto il tema 1.1 della soglia temporale e della decisione.

Kimbra (Kimbra Lee Johnson) (Hamilton, 27 marzo 1990) cantautrice pop/soul, musicista neozelandese; “Warrior”*.
Aaron Lewis
(7PUi) (Rutland, 13 aprile 1972) cantante, cantautore, musicista alternative metal/post-grunge statunitense (Staind); “So Far Away”, “Believe”, “The Way I Am”* (It’s the way I am You’ll never change The way I am Or rearrange The way I am Just let me be The way I am It’s the way I am).

Lene Lovich (Detroit, 30 marzo 1949) cantante, cantautrice new wave statunitense; “Angels”* (The angels are watching over me, constantly they say The angels are always close to me in every game I play And if I win or lose… I know they’ll see me through The angels watch my every move Confused and lost, like there’s no way out Till I see a light, shining from above So I raise my head, to salute the sky And I feel that light, take my spirit high), “Lucky Number”* (I never used to cry ‘cause I was all alone For me, myself and I is all I’ve ever known I never felt the need to have a hand to hold In everything I do I take complete control That’s where I’m coming from My lucky number’s one). “Say When” (1978) anticipa, nella sua struttura new wave e nel suo stesso titolo, il momento della decisione e della risposta: una situazione ancora aperta richiede un segnale che trasformi l’attesa in azione. Più nettamente, Stateless (1978), album d’esordio, costruisce una figura sonora eccentrica e autonoma, particolarmente coerente con il tema 1.1 dell’identità che rifiuta una forma prestabilita e si manifesta attraverso un linguaggio personale.
Fiorella Mannoia (4Ui) (Roma, 4 aprile 1954) cantante pop italiana; “Che sia benedetta”, “Il peso del coraggio”, “Combattente”* (“Perché è una regola che vale in tutto l’universo / Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso / E anche se il mondo può far male / Non ho mai smesso di lottare), “Io non ho paura” (Il tempo non ti aspetta Ferisce questa terra dolce e diffidente Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure Ed aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti Matura il frutto Il tuo dolore non farà più male e adesso alza lo sguardo Difendi con l’amore il tuo passato Ed io da qui ti sentirò vicino Io non ho paura), “Le parole perdute” (Le parole perdute nascoste in fondo al cuore Aspettano in silenzio un giorno migliore Un lampo di coraggio per tornare in superficie Un tempo felice, un tempo felice Ritrovare te stesso, senza avere vergogna Di ogni tuo sentimento, in questa grande menzogna Dell’uomo reso libero ma schiavo del profitto E intanto il tempo passa, passa). “Siamo ancora qui” (2019) è pertinente a 1.1 per la trasformazione della permanenza in una nuova presa di posizione: dopo le prove attraversate, l’esistenza viene riaffermata nel presente anziché definita dalla perdita. Il tema della resistenza diventa così disponibilità a continuare il cammino e a riprendere posizione nel mondo.
Georg Ots
(Tallinn, 21 marzo 1920) cantante, attore estone; P.Simm, Georg.

Patti Pravo (7Uf) (Venezia, 9 aprile 1948) cantante pop, musicista italiana; “Pensiero stupendo”, “Toccami”, “Pazza idea”, “La bambola”, “La spada nel cuore”, “Il paradiso” (Il paradiso Tu vivrai Se tu scopri Quel che hai Non ti accorgi che Io amo già te).
Kelly Price (1.1/2) (New York, 4 aprile 1973) cantante, cantautrice R&B/soul/gospel statunitense; “Healing” (I need a healing for my soul So give me a healing for my soul Just for my soul Lord, I’m lookin’ for a new life, just for my soul Just for my soul I need it And I’m tired of cryin’ all night just for my soul Just for my soul Lord, I need thee, oh, I need thee To take away this pain and misery ‘Cause, God, I just can’t do this by myself I need help, Lord), “It’s My Time” (It’s my time to rise It’s my time to shine It’s my time to live It’s my time to fly It’s my time). “All I Need” (2000), dall’album Mirror Mirror, porta 1.1 nella dimensione della richiesta di sostegno come condizione per poter riprendere il proprio cammino: l’energia individuale non viene presentata come autosufficienza assoluta, ma come forza che può essere riattivata attraverso un riconoscimento della propria necessità. Il tema è particolarmente coerente con la polarità positiva di 1.1, nella quale la forza personale diventa efficace quando riconosce ciò che realmente la orienta.
Max Richter (Sp) (Hameln, 22 marzo 1966) compositore, musicista classico/ambient britannico. Sleep (2015) introduce 1.1 attraverso il polo apparentemente opposto all’azione: il sonno come condizione di rigenerazione dalla quale può emergere una nuova disponibilità vitale. Richter concepì l’opera come una composizione di circa otto ore corrispondente al ciclo di una notte di sonno e la definì una sorta di ninna nanna per un mondo frenetico. In termini di 1.1, l’inizio non coincide quindi necessariamente con l’attività incessante: anche la sospensione può costituire una fase preparatoria nella quale l’organismo recupera energia prima di una nuova manifestazione.
Arthur B. Rubinstein (Spv) (Brooklyn, 31 marzo 1938) compositore statunitense di colonne sonore.
Jean Sablon (11) (Nogent-sur-Marne, 25 marzo 1906) cantante francese; “C’est le printemps” (Agitée comme un roseau dans la tourmente Tout m’énerve et tout m’irrite en ce moment Le monde me désenchante Par ce beau jour de printemps Fatiguée, désabusée et sans courage Impatiente je ne sais plus ce qui m’attend Je sens arriver l’orage Par ce beau jour de printemps).
Elena Temnikova (Kurgan, 18 aprile 1985) cantante pop (Serebro), stilista russa.
Roch Voisine (12PUb) (Edmundston, 26 marzo 1963) cantautore pop, attore canadese; “Ring of Fire”* (I fell into a ring of fire, I went down down down And the flames went higher and it burns burns burns The ring of fire, the ring of fire I fell into a ring of fire, I went down down down And the flames went higher and it burns burns burns The ring of fire, the ring of fire). “I’ll Always Be There” (1991) porta 1.1 sul versante della presenza e dell’affidabilità: l’impulso individuale non è necessariamente isolamento, ma può diventare decisione di assumere responsabilità verso un’altra persona. È un riferimento secondario, ma coerente con il principio per cui la forza personale trova compimento quando viene orientata verso un’intenzione concreta.
Mark Volman (12) (Los Angeles, 19 aprile 1947) cantautore R&R, chitarrista statunitense (Turtles).

SPETTACOLO: 1.1 esplora attraverso cinema, televisione e teatro i temi della nascita di una nuova identità, della trasformazione, della decisione, della lotta e del passaggio immediato da una condizione a un’altra. Il principio può assumere la forma di un personaggio che abbandona la propria vita precedente, scopre una vocazione, affronta una prova decisiva, si ribella a un ordine imposto o riceve una seconda possibilità; può inoltre riguardare la fondazione di una comunità, la conquista di un territorio, il risveglio di un potere o il passaggio dalla paura all’azione. Particolarmente significative sono le narrazioni nelle quali l’azione costituisce il vero punto di svolta: il protagonista non rimane nella contemplazione della possibilità, ma deve assumere una decisione e affrontarne immediatamente le conseguenze. 1.1 comprende anche il tema della redenzione come nuovo inizio, quando un’identità precedente viene riconosciuta e superata attraverso una scelta concreta, e quello della nascita iniziatica, nel quale una crisi distrugge una forma precedente dell’esistenza e rende possibile una nuova configurazione. La dimensione eroica dello spettacolo permette inoltre di rappresentare con particolare intensità il coraggio pionieristico, il confronto con il nemico, la difesa di altri esseri e la conquista di una libertà ancora da realizzare. La polarità separativa emerge quando la stessa energia si trasforma in violenza, vendetta, dominio o assolutizzazione dell’identità; quella unificante quando la forza individuale viene orientata verso una responsabilità più ampia. 1.1 trova quindi nello spettacolo una forma particolarmente dinamica: il nuovo non viene soltanto raccontato, ma reso visibile attraverso corpi, gesti, conflitti, partenze, trasformazioni e decisioni che fanno dell’azione il luogo concreto nel quale una possibilità diventa realtà.

Tomas Alfredson (Lidingö, 1º aprile 1965) regista svedese; BA: Tinker Tailor Soldier Spy (2011, La talpa: le indagini per trovare un agente doppiogiochista sovietico tra i vertici dei servizi segreti britannici) GR/SA: Låt den rätte komma in (2008; Lasciami entrare) è particolarmente pertinente per il tema dell’identità che nasce attraverso un incontro radicalmente trasformativo. Oskar è un dodicenne vittima di bullismo, isolato e incapace di reagire; l’arrivo di Eli, bambina apparentemente coetanea ma in realtà vampira, introduce nella sua vita una forza completamente estranea al suo mondo. Il rapporto fra i due modifica progressivamente Oskar: dall’impotenza passa alla capacità di affrontare la violenza e di scegliere un legame che comporta un ingresso irreversibile in una realtà nuova. Il film presenta quindi 1.1 anche nella sua ambivalenza: il nuovo inizio può essere liberazione, ma può contemporaneamente aprire una condizione moralmente oscura e pericolosa.
Edward Anhalt (1.1/2) (New York, 28 marzo 1914) sceneggiatore, produttore statunitense; AA: Becket (1964, Becket e il suo re).
Josiane Balasko (7) (Parigi, 15 aprile 1950) attrice, scrittrice, sceneggiatrice, regista francese; CC: Gazon maudit (1995; Peccato che sia una canaglia) presenta 1.1 soprattutto attraverso la rottura di una configurazione affettiva consolidata: l’incontro con Marijo introduce nella coppia di Laurent e Loli una forza imprevista che costringe entrambi a ridefinire desideri e identità. Il nuovo non è però necessariamente evolutivo; il film mostra anche l’impulsività e la destabilizzazione che possono accompagnare un cambiamento non ancora integrato.
Marlon Brando (9Ur) (Omaha, 3 aprile 1924) attore, regista, attivista statunitense; AA/GG: The Godfather, BA On the Waterfront. AN: BA/PI Viva Zapata!*, A Streetcar Named Desire*, BA Julius Caesar, DD Sayonara, Last Tango in Paris, A Dry White Season. EA; Roots: The Next Generations. CO: One-Eyed Jacks. Apocalypse Now*. The Wild One (1953; Il selvaggio) porta 1.1 sul tema dell’identità ribelle: Johnny Strabler arriva in una piccola città alla testa di una banda motociclistica e rappresenta una soggettività che rifiuta l’ordine sociale convenzionale. La sua forza è immediata, fisica e anticonformista, ma il film mostra anche la polarità separativa dell’archetipo: l’autonomia può trasformarsi in aggressività e conflitto con la comunità. (tcm.com) In Viva Zapata! (1952; Viva Zapata!) il medesimo principio assume una forma più collettiva: Zapata passa dalla condizione di contadino sottoposto all’ingiustizia alla leadership della rivolta, trasformando un impulso personale in movimento politico.
Tinto Brass (7) (Milano, 26 marzo 1933) regista, sceneggiatore, scrittore italiano.
Veljko Bulajic (Up) (Vilusi, 22 marzo 1928) regista, sceneggiatore montenegrino; AN: Battle of Neretva*.
Robert Carlyle (12Pb) (Glasgow, 14 aprile 1961) attore, regista scozzese; BA: The Full Monty. Trainspotting.
Carolina Crescentini
(3Nb) (Roma, 18 aprile 1980) attrice italiana; Boris.

Piero De Bernardi (Prato, 12 aprile 1926) sceneggiatore italiano; DD: La stanza del vescovo, Speriamo che sia femmina. NA: Per grazia ricevuta, Guendalina, Amici miei, Al lupo al lupo.
Jango Edwards (Detroit, 15 aprile 1950) attore comico, clown, intrattenitore statunitense.
Barbara Enrichi (Firenze, 14 aprile 1961) attrice, regista italiana; DD: Il ciclone.
Nathan Fillion (Edmonton, 27 marzo 1971) attore canadese-statunitense; SA: Firefly*. Serenity*, The Rookie. Firefly (2002) è pertinente a 1.1 per la scelta di vivere fuori dall’ordine imposto dall’Alleanza: Malcolm Reynolds, veterano della guerra civile, guida la Serenity e costruisce con il proprio equipaggio una forma autonoma di esistenza ai margini del sistema. L’inizio della serie è quindi già fondato su una decisione: dopo la sconfitta militare, Mal non si integra nel nuovo ordine ma trasforma la sconfitta in un nuovo modo di vivere e agire. In Serenity (2005), il conflitto si radicalizza quando Mal decide di proteggere River e di scoprire il segreto che l’Alleanza vuole nascondere: la scelta individuale diventa missione e resistenza contro un potere immensamente superiore. 
John Gielgud (Kensington, 14 aprile 1904) attore inglese; AA/GG: Arthur. BA: Julius Caesar. EA: Summer’s Lease.
Lucy Lawless (1Spv) (Auckland, 29 marzo 1968) attrice, cantante neozelandese; Xena*. Xena: Warrior Princess (1995–2001) costituisce uno dei casi più rappresentativi di 1.1 nel corpus dello spettacolo. Xena parte da un passato di conquista e violenza come signora della guerra e decide di cambiare direzione, mettendo la propria forza al servizio della protezione degli altri. Il principio di 1.1 appare quindi nella trasformazione immediata dell’energia guerriera: non viene eliminata, ma subordinata a un nuovo intento. La serie costruisce la protagonista proprio attraverso questa tensione fra il passato e la scelta presente di redenzione. Anche la relazione con Gabrielle rafforza il tema, perché la giovane donna passa progressivamente da spettatrice e compagna a soggetto capace di combattere e assumere responsabilità proprie.
Xavier Legrand (Melun, 28 marzo 1979) regista, attore, sceneggiatore francese; CC/LA: Jusqu’à la garde (2017; L’affido – Una storia di violenza) è pertinente in senso fortemente drammatico al tema della protezione e dell’azione immediata. Dopo la separazione, Miriam cerca di proteggere il figlio Julien dalla violenza del padre durante l’affido condiviso; il film costruisce progressivamente l’escalation del pericolo fino alla necessità di una risposta urgente. Qui 1.1 appare nella sua forma di emergenza e vigilanza: riconoscere il pericolo, interrompere l’inerzia e agire per proteggere una vita. La sua pertinenza è però limitata alla polarità difensiva del binario, non al tema dell’inizio in senso positivo.
William C. McGann (Pittsburgh, 15 aprile 1893) regista statunitense; When Were You Born (1938) ciascuno dei 12 personaggi del film ha un segno zodiacale diverso; porta direttamente l’astrologia nel dispositivo narrativo: un’astrologa prevede la morte di un passeggero e successivamente utilizza la propria conoscenza astrologica nell’indagine per individuare l’assassino; i dodici personaggi principali sono associati ai dodici segni zodiacali. La pertinenza a 1.1 riguarda soprattutto il tema della nascita come principio di identificazione: il momento e il segno della nascita diventano elementi attraverso cui il personaggio viene definito e interpretato.
Rooney Mara (Bedford, 17 aprile 1985) attrice statunitense; AN: The Girl with the Dragon Tattoo, PI Carol; Mary Magdalene* (2018; Maria Maddalena) presenta una forma particolarmente netta di nuovo inizio: Maria rifiuta il matrimonio organizzato dalla famiglia, abbandona Magdala e sceglie di seguire Gesù e il suo movimento. Il film costruisce questa scelta come passaggio da un’identità imposta a una vocazione personale e spirituale, con un gesto di rottura che comporta l’abbandono della sicurezza precedente. 
Gianfranco Mingozzi (Upv) (Molinella, 5 aprile 1932) regista, sceneggiatore italiano; La taranta.
Mistinguett (8Pb) (Enghien-les-Bains, 17 dicembre 1875) attrice, cantante francese.
Gary Oldman (4) (Londra, 21 marzo 1958) attore, scrittore, regista, produttore inglese; AA/BA/GG: Darkest Hour* (2017; L’ora più buia) concentra 1.1 nella decisione di fronte a un’emergenza storica. Churchill, appena diventato Primo Ministro, deve scegliere in pochi giorni fra la possibilità di negoziare con Hitler e quella di continuare la guerra, mentre l’invasione nazista minaccia la Gran Bretagna. Il film costruisce la leadership come capacità di assumere una decisione immediata sotto pressione e di orientare attraverso di essa l’azione collettiva: la forza individuale diventa efficace quando si subordina a un intento che riguarda una comunità intera. AN: Tinker Tailor Soldier Spy. BA: Nil by Mouth. SA: Bram Stoker’s Dracula.
Sandro Petraglia (Roma, 19 aprile 1947) sceneggiatore, regista, critico italiano; La piovra*.
Ksenia Rappoport (Leningrado, 25 marzo 1974) attrice russa; CV: La doppia ora. DD: La sconosciuta.
Paul Reiser (New York, 30 marzo 1956) comico, attore, scrittore statunitense; Aliens.
Éric Rohmer*** (10Pb) (Tulle, 21 marzo 1920) regista, critico, giornalista, romanziere, sceneggiatore, critico francese; Ma nuit chez Maud (1969; La mia notte con Maud) AN; durante una notte trascorsa nella casa di una donna, un uomo impegnato sentimentalmente e religiosamente si confronta attraverso una lunga conversazione con la tentazione di una scelta diversa; Le rayon vert (1986; Il raggio verde) LO; dopo essere stata lasciata senza programmi per l’estate, una giovane donna attraversa solitudine e indecisione fino a un incontro e alla visione del raggio verde, che segnano una nuova apertura verso la vita; Le genou de Claire (1970; Il ginocchio di Claire) CO; durante una vacanza, un uomo prossimo al matrimonio sviluppa una crescente attrazione per il ginocchio di una giovane ragazza, trasformando un dettaglio apparentemente insignificante in un’esperienza di desiderio e ossessione; La Marquise d’O… (1976; La marchesa von…) GP; nella Prussia del Settecento, una vedova scopre di essere incinta pur non ricordando alcun rapporto sessuale e pubblica un annuncio per ritrovare il padre del bambino; l’ufficiale che l’aveva salvata durante un’aggressione torna a chiedere la sua mano; il film vinse il Grand Prix spécial du Jury a Cannes nel 1976. La collectionneuse (1967; La collezionista) SB; un soggiorno estivo pensato come ritiro viene sconvolto dalla presenza di una giovane donna e dall’irruzione del desiderio; Le signe du lion (1959; Il segno del leone); durante l’estate parigina, un uomo convinto di essere destinato a ricevere un’eredità si ritrova improvvisamente solo e senza denaro, costretto a vivere per strada mentre la fortuna sembra sfuggirgli; Les nuits de la pleine lune (1984; Le notti della luna piena); una donna, pur amando il compagno, decide di mantenere una propria casa e una vita indipendente, ma il tentativo di separare autonomia e relazione conduce alla rottura; Le beau mariage (1982; Il bel matrimonio); una giovane donna decide autonomamente di sposarsi e si mette alla ricerca dell’uomo con cui realizzare il proprio progetto; Triple Agent (2004; Agente speciale); nella Parigi del 1936-37, un generale russo emigrato è coinvolto in una rete di spionaggio internazionale e i suoi continui spostamenti fra ambienti anticomunisti, sovietici e filonazisti rendono sempre più incerta la sua vera identità e le sue intenzioni. L’amour l’après-midi (1972; L’amore il pomeriggio); un uomo sposato vede riaprirsi, attraverso un incontro inatteso, la possibilità di una relazione diversa, ma alla fine conferma la propria scelta familiare; Pauline à la plage (1983; Pauline alla spiaggia); una vacanza al mare diventa il teatro di attrazioni, gelosie, equivoci e prime esperienze sentimentali; Conte d’hiver (1992; Racconto d’inverno); una donna separata casualmente dall’uomo che ama conserva per anni la speranza di ritrovarlo, finché un incontro inatteso riapre quella possibilità; Conte d’été (1996; Un ragazzo, tre ragazze); durante una vacanza, un giovane si trova davanti a diverse possibilità sentimentali senza riuscire inizialmente a scegliere; Conte d’automne (1998; Racconto d’autunno); una donna rimasta sola viene gradualmente riaperta alla possibilità di una nuova relazione; L’Anglaise et le Duc (2001; La nobildonna e il duca); durante la Rivoluzione francese, una donna cerca di salvare un uomo minacciato mentre intorno a lei crolla l’ordine politico; Les Amours d’Astrée et de Céladon (2007; Gli amori di Astrea e Céladon); un equivoco separa due innamorati, che dopo una serie di prove e travestimenti riescono infine a ritrovarsi. Il suo cinema, fondato su ambienti concreti, dialoghi naturali, gesti quotidiani e osservazione minuziosa dei comportamenti, crea una forte impressione di realtà e fa emergere trasformazioni e decisioni senza ricorrere a effetti spettacolari.
Francesco Scianna
(Palermo, 25 marzo 1982) attore italiano; Baarìa.

Max von Sydow (Lund, 10 aprile 1929) attore svedese; AN: Pelle the Conqueror; Extremely Loud & Incredibly Close. The Exorcist, Game of Thrones. Pelle erövraren (1987; Pelle alla conquista del mondo) è centrato fin dal titolo sul tema della conquista di una nuova condizione. Dopo la morte della madre, Lasse porta il dodicenne Pelle dalla Svezia alla Danimarca per costruire una vita migliore; padre e figlio devono affrontare povertà, discriminazione e sfruttamento, mentre Pelle sviluppa progressivamente il desiderio di raggiungere un mondo più ampio e libero. Il tema 1.1 è particolarmente evidente nel passaggio dalla condizione di subordinazione alla decisione di partire verso l’ignoto: l’esperienza delle difficoltà diventa preparazione a un futuro ancora da conquistare.
László Szabó (Budapest, 24 marzo 1936) attore, regista, sceneggiatore ungherese.
Anya Taylor-Joy (Miami, 16 aprile 1996) attrice, modella statunitense-britannica. The Witch: A New-England Folktale (2015; The Witch) porta 1.1 nella forma oscura dell’emancipazione attraverso una rottura radicale con la comunità originaria. Thomasin, adolescente appartenente a una famiglia puritana isolata nella foresta, viene separata dalla famiglia attraverso una successione di perdite, sospetti e conflitti religiosi; alla fine accetta una nuova identità e abbandona l’ordine familiare. È una versione fortemente separativa di 1.1: la liberazione dall’ordine precedente non conduce a un’integrazione, ma a un’identificazione con una forza antagonista. Emma, The Queen’s Gambit (La regina degli scacchi).
Simona Ventura (8NiPUf) (Bentivoglio, 1º aprile 1965) conduttrice televisiva, attrice italiana.
Aleksandr Zbruev (Spv) (Mosca, 31 marzo 1938) attore russo, NU; The Inner Circle.

ECONOMIA & POLITICA: 1.1 considera la politica come spazio di origine, affermazione e separazione dell’identità collettiva, nel quale una comunità, uno Stato o un movimento assume una direzione e traduce un’intenzione in azione. Il tema centrale è la nascita di un ordine politico, la fondazione di un’autorità, l’inaugurazione di un progetto e la capacità di assumere decisioni immediate di fronte a conflitti, emergenze e trasformazioni. L’archetipo dell’iniziativa pionieristica si esprime nella conquista di territori, nella fondazione di istituzioni, nelle rivoluzioni e nei processi di emancipazione, mentre il lato separativo emerge quando autonomia, forza e leadership degenerano in personalismo, aggressività, autoritarismo, rivalità o culto della potenza. Sul piano economico, 1.1 privilegia l’avvio di imprese, investimenti e cicli produttivi, l’assunzione del rischio, l’iniziativa individuale e la trasformazione di una possibilità ancora informe in un’attività concreta; il potenziale del seme può tuttavia essere compromesso dalla pressione a produrre immediatamente o dalla ricerca compulsiva di espansione. In questa prospettiva, nascita, fondazione, decisione, mobilitazione delle risorse, conflitto e rinnovamento costituiscono aspetti convergenti di una stessa dinamica: imprimere una direzione all’energia disponibile senza confondere la forza dell’inizio con l’imposizione della propria volontà.
Enrico II (2PSfUi) (Saint-Germain-en-Laye, 31 marzo 1519) re di Francia. Il suo regno (1547–1559) rappresenta un momento di forte concentrazione dell’iniziativa monarchica francese nel conflitto con gli Asburgo e nelle guerre d’Italia, culminato nella pace di Cateau-Cambrésis del 1559; l’aspetto 1.1 emerge soprattutto nella decisione politica, nell’impiego diretto della forza e nella competizione per affermare la posizione della Francia nello scenario europeo. Il rovescio dell’archetipo appare nell’accumulo dei costi militari, nell’indebitamento della corona e nell’acuirsi delle divisioni religiose che lasciò in eredità al regno successivo.
David Steel (5Sfpv) (Kirkcaldy, 31 marzo 1938) politico britannico.

SCIENZA: 1.1 esplora nella scienza i processi di origine, formazione e individuazione di un principio, di una struttura o di una nuova linea di ricerca, con particolare rilievo per ciò che inaugura un campo, rompe un paradigma o trasforma un’osservazione in un metodo operativo. La genetica, l’embriologia, la biologia dello sviluppo, la medicina sperimentale e le scienze che studiano la nascita e la trasformazione degli organismi presentano affinità particolari con il tema del seme, del potenziale e della differenziazione; analogamente, l’atto scientifico di formulare un’ipotesi, sottoporla a verifica e aprire una nuova direzione di ricerca corrisponde all’impulso inaugurale di 1.1. Il lato unitario riguarda la chiarezza dell’intuizione e la capacità di tradurla in ricerca concreta; quello separativo può manifestarsi nella rigidità del paradigma, nell’assolutizzazione di una teoria o nell’impulsività di conclusioni non sufficientemente verificate. Anche l’anatomia, nella misura in cui rende direttamente osservabile e descrivibile la struttura dell’organismo, appartiene alla dimensione di 1.1 come passaggio dall’indistinto alla definizione delle parti e delle funzioni.
Adriano Buzzati Traverso (12) (Milano, 6 aprile 1913) genetista, biofisico italiano.
Samuel Hahnemann (9Pi) (Meißen, 10 aprile 1755) medico tedesco fondatore dell’omeopatia; “I simili si curino con i simili”. Il riferimento all’anatomia è significativo nel suo percorso medico: prima della formulazione dell’omeopatia Hahnemann si formò nella medicina e nella conoscenza anatomica e fisiologica del proprio tempo, mentre il suo successivo metodo terapeutico cercò di fondare l’individuazione del rimedio sull’osservazione sistematica degli effetti delle sostanze sull’organismo. Nel 1796 formulò il principio della similitudine e nel 1810 lo sistematizzò nella prima edizione dell’Organon der rationellen Heilkunde, ponendo al centro una nuova modalità di osservazione individuale del quadro dei sintomi e di corrispondenza fra sintomi prodotti dal rimedio e sintomi della malattia. In rapporto a 1.1, l’elemento più pertinente è dunque l’impulso a inaugurare un diverso paradigma terapeutico a partire dall’osservazione concreta dell’organismo: il principio similia similibus traduce questa impostazione nella ricerca di una corrispondenza specifica fra la manifestazione osservata e il rimedio.

Binary 1.1 – 070424 – The Binary System: 1.1 è il primo binario, il binario prototipo e il punto di emanazione dell’intera sequenza dei 144 binari. Rappresenta contemporaneamente l’inizio della separazione e l’inizio del ritorno all’unità, mettendo in relazione due “uno”: l’Uno unificato, che comprende tutto, e l’uno separato, identificato con il proprio corpo e distinto dagli altri. I due uno sono radicalmente incompatibili, perché la consapevolezza dell’Uno unificato tende a dissolvere l’identità separata. L’esercizio centrale consiste nel ripetere “Io sono un unico sé. Io sono uno” fino a trasformare le parole in un’esperienza di presenza unificata, includendo corpo, ambiente, emozioni, pensieri e ogni cosa percepita. Parallelamente si osserva il sé separato e le reazioni che emergono nel confronto con l’unità: attrazione, fuga, dimenticanza, indifferenza, conflitto o risentimento. 1.1 rappresenta la fase più iniziale della separazione: la separazione è concepita come possibilità, ma non è ancora concretamente manifestata né frammentata. Per questo 1.1 è paradossalmente sia la quintessenza dell’unità sia quella della separazione, ma di una separazione ancora embrionale, pura e semplice. In rapporto alla Luna Nuova e ad Ariete, 1.1 è il momento del seme: l’inizio di ogni nascita, origine, crescita e sviluppo, ma anche la possibilità di interruzione prima che una forma definitiva venga raggiunta. È una fase delicata nella quale sono fondamentali apertura, ricettività, intuizione e vigilanza sulla qualità di pensieri, sogni ed emozioni. La sua qualità dominante è la massima iniziativa: l’iniziativa di separarsi e quella, opposta, di ritornare all’unità. Ogni inizio comporta quindi una scelta e 1.1 richiede che tale scelta venga accompagnata dalla massima presenza e consapevolezza. La chiarezza è una qualità centrale del binario: una chiarezza dinamica, energetica e spirituale che, una volta accolta, mette immediatamente in movimento. Non è necessario comprenderla mentalmente; occorre permettere alla mente di svuotarsi di ciò che produce confusione, inganno e separazione e lasciare che la chiarezza emerga dall’interno. Anche i sensi vengono invitati a liberarsi dalla loro identificazione esclusiva con il sé separato e a rapportarsi con l’“occhio unificato”. In questo senso 1.1 è il portale della chiarezza e dell’apertura, nel quale la massima fusione fra Sole e Luna viene associata alla possibilità di riconoscere direttamente la propria natura autentica. Il binario confronta inoltre con il contrasto fra il Sé autentico e il sé fasullo: pur essendo un solo Sé, l’essere umano vive l’esperienza di due identità opposte, generando conflitto e continui tentativi di conciliazione. In 1.1, tuttavia, non c’è spazio per una vera riconciliazione dei due opposti: “Solo uno può rimanere”. La trasformazione richiede quindi il dissolvimento dell’identità fasulla e il recupero del Sé autentico. Il tema del seme e della ghianda, associato a James Hillman, esprime questa dinamica: ogni persona porta in sé un’immagine innata, un’unicità già presente che chiede di essere vissuta. La ghianda contiene già la quercia; il compito non è inventare il proprio destino, ma riconoscere e permettere lo sviluppo del seme originario. Il passaggio dal seme alla quercia comporta però una crisi, perché il seme deve perdere la propria forma e la propria identificazione precedente per diventare ciò che è destinato a essere. La trasformazione può essere vissuta come una morte del seme, ma rappresenta in realtà il suo trionfo. Il rischio è rimanere attaccati alla condizione precedente per paura della trasformazione e interpretare come avversità proprio i processi che permetterebbero la crescita. La ricerca della propria vocazione e del proprio destino consiste quindi nel dare spazio a questa unicità, invece di imitare gli altri o aderire alle definizioni ricevute dalla realtà consensuale. Anche la prospettiva di Abraham Maslow viene utilizzata per sottolineare la necessità di scegliere fra crescita e sicurezza: il ritorno alla sicurezza può diventare una sicurezza fatale, perché impedisce la trasformazione e conduce alla perdita della propria natura autentica. 1.1 è inoltre associato alla luce e alla chiarezza che devono attraversare l’oscurità. Il buio non viene semplicemente eliminato, ma può diventare il luogo nel quale gli intenti più luminosi vengono concepiti e rivelati. L’invito alla luce è una scelta attiva: di fronte a qualsiasi oscurità, confusione o condizionamento, occorre invitare la luce a risplendere attraverso l’apparenza, mantenendo lo schieramento con il Sé autentico. L’oscurità più profonda è costituita dalle false idee che l’individuo ha di se stesso, assorbite attraverso condizionamenti, traumi ed esperienze della realtà consensuale; la luce del seme originario deve prevalere su queste identificazioni. Il punto d’origine di 1.1 è quindi l’Uno, l’unico Sé, dal quale tutto procede e al quale tutto ritorna. Anche quando la coscienza attraversa la frammentazione dei successivi binari, è essenziale ricordare il numero uno come punto di emanazione e di ritorno. La pratica consiste nel ricondurre progressivamente all’Uno ciò che è frammentato, permettendo a immagini, sensazioni e pensieri di essere recuperati nell’unità. Il ritorno all’Uno è presentato come una pratica quotidiana e anche come la destinazione inevitabile della coscienza: “L’uno è anche la tua inevitabile destinazione”. Il nucleo di 1.1 è dunque l’inizio come scelta radicale, l’emergere della separazione dalla matrice dell’unità e la possibilità immediata di invertire tale processo attraverso chiarezza, iniziativa, riconoscimento del Sé autentico e ritorno all’Uno. È il binario del seme, dell’origine, della massima apertura e della massima iniziativa; il suo compito fondamentale è riconoscere l’unicità già presente, permetterne la trasformazione, lasciare dissolvere l’identità fasulla e ritornare consapevolmente alla luce e all’unità originarie.

Sigillo astrosciamanico: una V sormontata da una piccola v e da una fiamma. Indica lo strenuo coraggio nel perseguire la Visione, rimuovendo qualunque ostacolo esterno. Nessuna distrazione o indecisione è possibile. Tutto è disperso, e ciò che rimane è l’essenza. Qui fai tabula rasa e rimani in solitudine, partendo da zero. Si tratta di una situazione di emergenza in cui la chiarezza diventa estrema. La forza è bruta e istintiva. 1.1 è il Guardiano della Soglia, che non fa entrare nessuno a parte sé stesso. Non vi sono possibilità di compromesso. Esistono solo due soluzioni: annullare o essere annullati. Non è possibile alcun dualismo: solo uno rimane nella sua totale ed estatica solitudine. Qui inizi un nuovo corso, ti liberi della storia personale, passando a quella collettiva, di cui pure ti liberi per accedere alla storia mitica, oltre il tempo. L’invito è a svegliarsi, a uscire dalla quarantena dell’anima.

Sogno di V nella notte. “Prosegui nel lavoro. Visita regolarmente questi luoghi terreni. Attiva un Albero per ogni ciclo lunare durante questo intero anno solare. Lascia che il Lavoro sprofondi nella Terra così da partecipare pienamente alle operazioni generali. Visita regolarmente quell’Albero durante lo specifico ciclo e svolgi qui i tuoi viaggi. Hazaheroa è la Bandiera Rossa ed è sita nel ventre (intestino)”. Sistemo il Cerchio costeggiandolo con ghiande e poi vi lascio 13 semi. Presso l’Albero ne pongo tre e mentre procedo appare Ragno. A lui affido la custodia del sito, il primo spazio sacro dedicato a Quiumakai e Handor. Tornando a valle passo per il sentiero che scende all’Albero Guida. Dall’alto lo vedo e noto la sua forma unica tra tutte. Il suo ruolo sta cambiando. La conferma la ricevo quando vedo che vi è uno strano palo vicino a esso. Avvicinandomi noto che vi sono delle panchine nuove e un sostegno per un bidone della spazzatura. Accanto al sostegno vi sono alcune frasi indignate per tale atto.

Un corso in miracoli:
Nulla di ciò che vedo … ha alcun significato (L-pI.1). Io ho dato a tutto ciò che vedo … tutto il significato che ha per me (L-pI.2). Io non comprendo nulla di ciò che vedo … (L-pI.3). Non c’è ordine di difficoltà nei miracoli (T-1.I.1:1). La preghiera è lo strumento dei miracoli (T-1.I.11:1). I miracoli sono pensieri (T-1.I.12:1). Lo scopo de tempo è di metterti in grado d’imparare a usare il tempo in modo costruttivo (T-1.I.15:2). I miracoli trascendono il corpo. Sono spostamenti improvvisi nell’invisibile, lontano dal livello corporeo. Ecco perché guariscono (T-1.I.17). I miracoli rappresentano la libertà dalla paura. “Espiare” significa “disfare” (T-1.I.26:1-2). Lo Spirito Santo è il meccanismo dei miracoli. Riconosce sia le creazioni di Dio che le tue illusioni. Separa il vero dal falso con la Sua capacità di percepire totalmente invece che selettivamente (T-1.I.38). L’interezza è il contenuto della percezione dei miracoli (T-1.I.41:1). Uno dei principali contributi dei miracoli è la loro forza nel liberarti dal falso senso di isolamento, privazione e mancanza (T-1.I.42). Il miracolo è uno strumento di apprendimento che riduce il bisogno di tempo. Stabilisce un intervallo di tempo fuori dagli schemi, che non è soggetto alle solite leggi del tempo. In questo senso è senza tempo (T-1.I.47). Il miracolo è l’unico strumento a tua immediata disposizione per controllare il tempo (T-1.I.48:1).

Riferimento handoriano –  Stato di Akirwa, 1.1 Nazione di Akiria

Ogni binario con identico valore numerico è in relazione con l’essenza dello Stato in questione, per cui 1.1 configura le caratteristiche pure dello Stato di Akirwa, pur rappresentandone solo una variante.  Indichiamo dapprima informazioni sullo Stato di Akirwa in generale:

Akirwa (Yawrik in Rodnah), ufficialmente Akirway Rahn Etna, è uno Stato Handoriano situato nella zona centro-meridionale della Configurazione Pahai, delimitato a nord dallo Stato di Harte; a est dal mare Handoriano; a sud dal Grande Mare di Pozdah e ad ovest dal Mare di Hartemian. Comprende, oltre alla terraferma peninsulare di Kirway, le isole Azaréhai, le isole Alsadorvam, le isole Nelfras, l’arcipelago di Armeilan occidentale, il Nalparchipelago, l’Alphard, Anat e altre isole minori. L’area del paese è 1.981.110. La capitale dello stato e la città più grande è Al Kirware, sulla costa orientale nel centro di Kirway.

La maggior parte di Akirwa è un’enorme penisola, costituita da un altopiano elevato e accidentato al sud e al centro, due depressioni di deserto del nord e del sud, una serie di valli aride e catene montuose (Alkofrak Ranges, Akirian Ranges, Nahechoa Ranges) contenenti le vette più alte della penisola. La penisola di Alrafiab Settentrionale è bassa, piatta e ricca di vegetazione.

Akirwa è principalmente uno stato militare, costituito da enormi insediamenti militari e nomadi, che includono anche grandi città e centri metropolitani. Le lingue ufficiali dello stato sono Handoriano e Kirwayrano. Le variazioni nazionali prominenti del Kirvayrano sono Alsadorvayrano, Azareiano e Alkofrakiano. La più alta autorità dello stato di Akirwa è l’emanazione dell’Eroe Santo Kirwayano più famoso, fervido e valoroso, noto come El Akir. L’autorità dominante è l’Akirwa El Suprah Sangah Pahle Etnaies (un consiglio di 24 membri, comprendente 12 Comandanti Sovrani Statali di Akirvayran e 12 Comandanti Supremi dello Stato) guidati dal Kirvay Al Trinah (l’Akirwa, l’Akirwa Al Sangah Pravikara e l’Akirwa Rahk Alto Maresciallo di Apunya). L’Akirwa El Sangah Jenah Etnaies, l’assemblea generale dei rappresentanti dello Stato ha 144 membri.

Sito di civiltà pionieristiche avanzate, la penisola di Kirway fu sotto il dominio di Bodoh per 5000 anni nell’Età 0, prima di raggiungere l’indipendenza all’inizio dell’Età 1 e fornire un importante contributo alla conquista per la creazione degli Stati Handoriani. Akirwa ha continuato a svolgere un ruolo militare eccezionale anche in Età 2 e 3. L’Akirwa Rahl Apunyah (ARA) è la forza militare e di polizia dello Stato di Akirwa. L’ARA protegge gli interessi di Akirwa e Handor attraverso una forza permanente di oltre 10.000.000 combattenti, sostenuta da oltre 3.000.000 nel Sistema di Interforce Handoriano e circa 1.000.000 nell’Akirwa Kunyah Akir (Akir Prime Guard). Queste truppe sono attrezzate per annientare le forze antagoniste e invadere territori minacciosi se necessario. L’ARA lavora in un concerto più intimo con il sistema di Interforce Handoriano. L’Akirwa Pahai Sangahti è la Akirway State Cone League. Nella parte superiore della lega ci sono due divisioni (Premier e First), seguite dalla Seconda Divisione (con due categorie parallele) e dalla Terza Divisione (con quattro categorie parallele). Poi ci sono le Leghe nazionali di Akirwayan con 12 divisioni nazionali parallele, e sotto di loro le Leghe della Trinità di Akirwayan, seguite dalle Leghe Quadrate.
Lo stato di Akirwa è associato con l’Italia, Malta, San Marino e il Vaticano.

Akirwa è diviso, secondo il classico sistema Handoriano, in un Territorio della Capitale e in 12 Nazioni. Sotto il livello nazionale, Akirwa ha un sistema amministrativo e amministrativo piramidale. In ordine decrescente di importanza sono Trinità (144), Marche (1728), Penta (20736) e Hexa (248832).

Situata nel nord della penisola di Kirway, la Nazione di Akiria (Akiria Pradhina) è la più grande dello Stato, di cui incorpora l’intento incontaminato e le prime audaci imprese dell’eroe supremo Akir, l’Alparuttama Alpradhikara. Le dimensioni del territorio di Akiria, così come per alcune aree del resto della penisola di Kirway, si raddoppiano e anche triplicano in alcune zone desertiche a causa di un’anomalia geografica multidimensionale che non consente di ritrarre l’effettiva grandezza di certe zone. Si tratta di un’area in buona parte desertica e selvaggia, caratterizzata spesso da forti venti con un gradevole sapore amaro e dalla presenza dei loro spiriti tutelari, tra cui primeggiano Amun e Aura. Lungo il territorio sono disseminati piccoli villaggi e carovane nomadi in onore dello spirito pionieristico originario del popolo kirwayano. La capitale nell’era più recente è stata trasferita a Alkaidayn (antica capitale della nazione di Alkaidayna), mentre in precedenza era itinerante, identificata con la Nomadia di An e il centro di Akiriarne Horn presso la Rocca di Akirwa, dove è presente la Rocca di Adina, una delle quattro Rocche Superne Handoriane, sormontata dal pilastro rappresentativo della prima Nazione del primo Stato, e del massimo livello pionieristico. La Nazione Aggiunta di Alkaidanya (1.1.2), era in precedenza una nazione poi trasformata in trinità dopo la riforma amministrativa dell’Era 3, pur mantenendo lo status ufficiale di nazione. Nahechoa (1.1.8) è una delle trinità più importanti dell’HSS, sito in cui Handor e Rodnah s’incontrarono. Gli Akiriani sono rappresentativi dello strenuo coraggio nel perseguire la volontà di Handor, rimuovendo qualunque ostacolo esterno o ogni distrazione e indecisione. Le situazioni di emergenza sono un loro habitat naturale, per cui quando cessano nel sito dove si collocano sono inviati altrove. La loro forza è innocente, istintiva e talvolta spietata. Quando sono operativi è assai raro giungere a compromessi, per cui le opzioni sono o eliminare o essere eliminati.

Trinità di Akiria

Nomady of An (1.1.1): ospita l'Handorian Interforces System 1st Command, il quartier generale dell'Akira Alkunya Akir (Akir Prime Guard) e il Sigillo di Akir con il suo Grandtemple. Consiste della capitale Akiriane Horn e dei Quadranti di Amphora, Atena, Alodin, Alotsia, Arjun, Alwota, Adrakapunyan, Nomination An, Seal of Akiria, AAA, HIS Army 1st Command. Le squadre principali sono: Horns & Seals, Nominees, Amphora, An An An.

Adjoined Nation of Alkaidanya (1.1.2): in precedenza era una nazione poi trasformata in trinità in seguito alla riforma amministrativa alla fine dell'Era 3, pur mantenendo lo status ufficiale di nazione. A differenza di altre trinità nazionali, Alkaidanya ha solo due clan nomadi, mentre tutti gli altri suoi centri sono residenziali. Consiste nella capitale, Alkaidayn, che è diventata nell'ultima era la capitale dell'intera nazione di Akiria. Questo evento è un segno di riconoscimento degli Stati Handoriani per il ruolo eroico svolto dalla nazione-trinità di Alkaidanya, che dopo essere stata retrocessa a trinità è ora la prima capitale delle nazioni degli Stati Handoriani, con il suo proprio distretto della capitale. Alkaidayn è inoltre il centro principale di Akiria come estensione e popolazione. I suoi 12 Quadranti sono Alkapenan Ahen, Accordion Ahen, Agrarian Atman, Alfianon Amora, Alrishan Atman, Altiberan Ahen, Almentana Ahen, Adoration Ahen, Alkaidaynan Sea, Arcadian Atman, Alrutondan Mon, Abutilon Atman. La capitale distrettuale risiede nel quartiere di Adoration presso Alkaidayn.

Nomady of Alma (1.1.3): è una rilevante nomadia di transito per la A1. La capitale è l'insediamento nomade di Alm. Tutte le sue piazze e centri hanno una natura nomade. Aja è la squadra principale.

Nomady of Aken (1.1.4): contiene una grande varietà di paesaggi, comprese pianure floride, i deserti di Archon e Alfa e l'area di Awen. La capitale è Aken, che è la seconda città residenziale più grande di Akiria, nota per il sacro pozzo di Aban e per il quartier generale della squadra più popolare e antica di Akirwa, che porta il nome della città. Un'altra squadra rilevante è Aika (unità). Tutte le sue square, a eccezione di Aken e Acer, hanno natura nomade.

Nomady of Aiwarn (1.1.5): situato nella zona centrale di Akiria, questa Nomady comprende l'Aiwarian Empty Area e centri sia nomadi che residenziali. La capitale è Aiwar, che è generalmente l'impostazione predefinita della capitale nazionale di Akiria, in cui è custodito Azima (infinito), il fuoco eterno. Le squadre principali sono Aiwareh, Amura, Archa e gli Akirian Pennons.

Nomady of Anappia (1.1.6): situata nella zona sud-ovest di Akiria, Anappia presenta vari centri marittimi, l'Alatinan Duneland e l'Handorian Interforce System Acquisition Area 1. Le squadre principali sono Armada, Auburn, Ajasta, Akalka, Nappas, Normans. Il suo eroe è Akampa. Abhika (l'impavido), che opera come guardia di sicurezza del Provordo Paramandira, proviene da questo Nomady.

Nomady of Algemon (1.1.7): nel sud-est della nazione, comprende l'area del deserto albano. La capitale è Algernon. Il suo eroe è Almasta.

Nomady of Nahechoa: (1.1.8) una delle trinità più importanti dell'HSS, il luogo in cui si incontrarono Handor e Rodnah, sito nella Grotta di Nahechoa.

Nomady of Albanelson: (1.1.9) sita a sud-ovest è area di gemellaggio con Tanmarg.

Nomady of Apianaltura: (1.1.10) altipiano spina dorsale nazionale, punto di elevazione per eccellenza.

Acornomadia: (1.1.11) tra i territori più mitici di HSS, zona eroica di massima unificazione, paradiso epico di Akirwa e luogo di espiazione e sradicamento della paura. Qui il vuoto dell’annientamento della paura è rimpiazzato dal rilascio incondizionato nel Sacro Cono. In questa trinità trionfa l’unicità che preme per essere attualizzata in ogni possibile livello multidimensionale, ossia il seme originario che è destinato a definirsi in base al suo destino potenziale. Acornomadia ha come emblema la grande quercia imperitura, che domina prominente in vista in buona parte del suo territorio, caratterizzato da una luce di massima limpidezza.

Atalanomadia: (1.1.12) terra di attracco dei pionieri akirwani, area di massima antichità in cui si esemplificò la Grande Fuga dall’Oscurità, articolata in tre stadi, il primo durante il transito nel Mare Alkaidano caratterizzato dal terrore derivato dal riconoscimento che l’oscurità non era più in grado di occultare, il secondo dalla decisione di non nascondere più nulla, che fu conseguita a Nebula Haven, cui seguì finalmente la pace e la gioia al raggiungimento di Atala, la capitale.

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Modello Trinità

 

Code Authority Capital Quadranti/Penta
1.1.1 Nomady An Akiriane Horn 1 Alodin; 2 Amphora; 3 Athena; 4 Alotsia; 5 Arjun; 6 Alwotan; 7 Ardrakapunyan; 8 Seal of A.; 9 AAA; 10 Narman Nirvan (gioco liberazione); 11 Nirala Nirgun (unico assoluto); 12 Nomination A., Altaf-Hussain (gentilezza del bello). Alternative to Projection, Ahimsa
1.1.2 Adjoined Nation ofAlkaidanya  Alkaiadoration  1 Alkapenan Ahen; 2 Accordion Ahen; 3 Agrarian Atman; 4 Alfianon Amora; 5 Alrishan Atman; 6 Altiberan Ahen; 7 Almentana Ahen, 8 Adoration Ahen, 9 Alkaidaynansea, 10 Arcadian Atman, 11 Alrutondan Mon; 12 Abutilon Atman;  Alkampan Amora, Aliim-ul-huda, Alkapenan Ahen, Alponzan Amora, Alrishan Heron. Attrition Ahen.
1.1.3 Nomady Alma  Aln 1 Aha, 2 Aja (raggio di sole), 3 Ain (eye), 4 Ala, 5 Alalfa Barbican, 6 Alalfapianalan, 7 Altiburitna 8 Altilivon Alman, 9 Ana, 10 Ansula Nartan (sole ballerino), 11 Antima Aranya (ultima foresta), 12 Nun; Aga (leader), Apa, Ata, Aya, Ayn (source)
1.1.4 Nomady Aken Aken-Akin (warrior)  1 Acer, 2 Ajan, 3 Alfa, 4 Alan, 5 Alun, 6 Alya, 7 Amin, 8 Anna, 9 Anta, 10 Nain (occhi), 11 Aura, 12 Alka (luogo sacro). Aafa (عَافَة forgiver), Aala (أَعْلى), Abba (father), Abda (أبدا brave), Abha (luce), Abha, Adan (أدان Eden), Afra (gentle), Afsa (transparent), Afza (أفز), Aiwa (yes),  Ahin (ascetic), Aman (senza mente), Amla (puro), Anan, Anfa, Aqwa, Aron, Arta (benedizione), Arun (alba), Arya (coraggioso), Asla, Asra (riparo), Atqa, Aula, Awla, Azra (Virgin), Nura (luce), Aria,  Ayna, Axon, Azha, Naan, Naba (news)
1.1.5 Nomady Aiwarn (Agreement to Join) The Awaken, Aiwra – Amara (tribù)  1 Acupa, 2 Adela, 3 Afron, 4 Agata, 5 Agora, 6 Aisha, 7 Alaya (dimora), 8 Amen, 9 Argal, 10 Apina, 11 Aquin, 12 Azara. Arpia, Nagan;  Aaban (ابن clear), Aayan (أين God’s gift), Aagha (أحج leader), Aamla (أملا hope), Aboda (innocenza), Abwan (أبون), Adaan (أدان happiness), Adeha (senza forma), Adhan, Adima (dall’inizio), Adlan, Adyan, Affan (modest), Afnan (growth), Afsan (tale), Agama (irraggiungibile), Afwen, Ageya (oltre il canto), Ahian, Ahsun, Ajeya (invincibile), Aiman, Akwan, Alhan, Amara (eterno), Amira, Arfan, Arham (il più compassionevole), Arkan, Arman, Azara, Akiva, Alima (potente), Amara, Amima, Amman, Amnan, Amiya (amico), Amoda (gioia), Amola (ineguagliabile), Amura (saggio), Anama (senza nome), Anupa (incomparabile), Arzan (degno), Atila, Atula (incomparabile), Aulla, Naman (saluto), Navin (nuovo), Nipun (abile), Nutan (totalmente nuova)
1.1.6 Nomady Anappia  Auburn  1 Abeona, 2 Adhara, 3 Adrian, 4 Altana, 5 Aranya, 6 Arcana, 7 Armada, 8 Arnika, 9 Niyama, 10 Aurora, 11 Arohan (ascesa), 12 Norman. Aronia, Arsura, Arthan, Avatea, Awliya (saints), Agatha. Aaidhun (عائدون), Aayaan (ايان long night), Abadha (libero), Abhika (senza paura), Adams, Advaya (unico), Afshan, Agenda (re montagne),  Aiwarn, Ajasta, Akampa (inamovibile), Akhdan, Akhira, Ajtaba, Albara, Allama, Andrea, Annata (eterno), Anjana (offerta), Ankura (nuovo germoglio), Anubha (fulmine), Apurva (unico), Aranya (foresta), Arhana (meritevole), Armaan (desiderio), Arpita (dono), Arshan, Arshia, Asmita (orgoglio), Asupta (allerta), Avaran (coperchio), Avesta, Nadiya (fiume), Nadeen (oceano), Nageen (pietra preziosa), Nandan (delizia), Navala (nuovo), Nigama (via), Nilaya (residenza), Nilima, Anbiya (prophets), New Interpretation
1.1.7 Nomady Algernon



Algernon (Alghern)  1 Afraska, 2 Alchiba, 3 Aldeban, 4 Alrobin, 5 Althorn, 6 Anbiyaa (prophets), 7 Archana (preghiera), 8 Azmakan, 9 Nirjana, 10 Antima (ultimo), 11 Ansula (sole), 12 Almasta (estatico). Arnican,  Atandra (allarme), Aadhiin (اذن obedient), Abadiya, Abidain (أبيضين), Algemon,  Aladdin, Alhasan, Alibaba, Anunaya (richiesta), Adarsha (specchio), Arsalan, Arteban, Artepan, Anahata, Nillman
1.1.8 Nahechoa  Alasuran 1 Ablution, 2 Abutilon, 3 Akalpita (impossibile da immaginare), 4 Alamaran, 5 Alarbuda, 6 Alamaran, 7 Alareola, 8 Alcolumn, 9 Alreitia, 10 Nechelon, 11 Nirvatan (ritorno alla fonte), 12 Northfern. Al-Hasan, Alaaldin, Alauddin
1.1.9 Nomady Albanelson Nelson 1 Albastion, 2 Albenzoin, 3 Aldemarin, 4 Alechelon, 5 Amorrigan,  6 Avitorben, 7 Avon A., 8 Annamaria. Abu-Talha, Abul-Alaa, Abul-Yumn (بوليمن), Alaaudeen, Alparslan, Amanuddin, Azududdin
1.1.10 Nomady Apianaltura Assumption 1 Akacikalta, 2 Alairohana, 3 Alalkalana, 4 Alaituran, 5 Albarbican, 6 Altakalana, 7 Altavikana, 8 Apianthorn,  9 Nomadraven, 10 Abd-Al-Ala (عبداللة), Alamulhuda
1.1.11 Acornomadia  Acorn 1 Abellakampa, 2 Adjunection, 3 Ajebaraitan, 4 Akacimarina, 5 Al Adhafera, 6 Alkonalpina, 7 Alteranalta, 8 Anchaikampa, 9 Narchdeacon, Abul-Hassan, Abul-Husain, Afif-ud-din.
1.1.12 Atalanomadia Atala 1 Aka A., 2 Alatalakampa, 3 Alpontiansia, 4 Annunciation, 5 Atalanensign, 6 Atalanhaven, 7 Navalathaven, 8 Nomadaihaven, 9 North Atalan. Abul-Mahasin (بعلمهسن), Afsar-ud-din
1.1.0 Alkaidayn    

 

 


Unità territoriale: ITALIA, LAZIO: Roma centro (1); Roma nord (2); Roma est (3); Roma nordovest (4); Frosinone (5); Latina (6); Roma sud (7); Rieti (8); Viterbo (9); Latina: Isole Ponziane (12). CITTÀ DEL VATICANO: Basilica e edifici (10); Giardini (11).

PTU REGION D1-1:
ITALY, Lazio, VATICAN CITY
Binary 1 – Kahe Kahe, 0-2½° Aries

Unità territoriali provvisorie:
PTU REGION D1-1: ITALIA,
Lazio, CITTÀ DEL VATICANO
D1-1: ITALIA, LAZIO, Roma Cc / Pm / gs; Nord, Valle del Tevere: Campagnano di Roma, Capena, Castelnuovo di Porto, Civitella S.Paolo, Fiano Romano ,; Filacciano, Magliano Roman ,; Mazzano Romano, Mentana, Montelibretti, Monterotondo, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, S.Oreste, Torrita Tiberina (2); Est, Tiburtina Sublacense: Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Articoli Corrado, Arsoli, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Capranica Prestinense, Casape, Castel Madama, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Siciliano, Cineto Romano, Fon, Gerano, Guidonia Montecelio , Jenne, Licenza, Mandela, Marano Equo, Marcellina.

D1-1: ITALIA, LAZIO, Roma [Cc/Pm/gs] (1); Nord, Valle del Tevere: Campagnano di Roma, Capena, Castelnuovo di Porto, Civitella S.Paolo, Fiano Roman,; Filacciano, Magliano Roman,; Mazzano Romano, Mentana, Montelibretti, Monterotondo, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, S.Oreste, Torrita Tiberina (2); Est, Tiburtina Sublacense: Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Articoli Corrado, Arsoli, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Capranica Prestinense, Casape, Castel Madama, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Siciliano, Cineto Romano, Fon, Gerano, Guidonia Montecelio, Jenne, Licenza, Mandela, Marano Equo, Marcellina, Monteflavio, Montorio Romano, Morione, Neroli, Olevano Romano, Palombara Sabina, Percile, Pisoniano, Poli, Rifreddo, Rocca Canterano, Rocca S.Stefano, Roccagiovine, Roiate, Roviano, Sambuci, S.Gregorio Sassola, S.Paolo Cavalieri, S.Angelo Romano, S.Vito Romano, Saracinesca, Subiaco [Cc], Tivoli [Cc/gs], Vallepietra, Vallinfreda, Vicovaro, Vivaro Romano (3); Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monteranno, Cerveteri [Cc], Civitavecchia, [Cc] Fiumicino, Ladispoli, Manziana, Santa Marinella, Tolfa, Trevignano Romano (4); Frosinone [Cc]: Alatri [Ccc], Anagni [Ccc], Aquino [Ccc], Fermentino [Ccc], Pontecorvo [Ccc], Sora [Cc],, Veroli [Ccc] (5); Latina [Cc]: Fondi [Cfc], Formia [Cfc]. Gaeta [Cc/T], Minturno [Cfc], Priverno [Ccc], Sezze [Ccc], Terracina [Ccc/T] (6); Roma: Litorale Sud, Castelli Romani, Prenestina Monti Lepini: Albano Laziale [Cc], Anzio, Ardea, Ariccia [T], Artena, Castel Gandolfo, Castel San Pietro Romano, Cave, Ciampino, Colleferro Colonna, Frascati [Ccc], Gallicano Lazio, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gorga, Grottaferrata [Cc], Lanuvio [T], Labico; Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Montelanico, Nemi, Nettuno, Palestrina [Cc], Pomezia, Rocca Priora, Rocca di Cave, Rocca di Papa, S. Cesareo, Segni [Ccc], Valmontone; Velletri [Cc], Zagarolo (7); Rieti [Cc]: Borgorose, Corvaro [gs], Magliano Sabina [Ccc], Poggio Mirteto [Cc] (8); Viterbo [Cc]: Acquapendente [Ccc], Bagnoregio [Ccc], Bolsena, Bomarzo, Capodimonte, Civita Bagnoregio, Civita Castellana [Cc], Gallese [Ccc] Marta; Montalto di Castro, Montefiascone [Cfc], Nepi [Ccc], Orte [Ccc], Sutri [Ccc], Tarquinia [Ccc], Tuscanica [Ccc] (9). VATICAN CITY, Vatican City (10), Vatican Gardens [gs] (11). Latina: Isole Ponziane (12).
0-2½°Aries; Aries/Aries; Aries/Mars; 1°Aries12’: Tau Pegasi, Kerb.
Italie Pradesia: Rome Metr. Samaya. AKIRWA, Akiria: Aiwar, Aken, Nelson.

D1-1-1 Lazio, Rome: (comune), IT-RM (LZ)
Rome [1st: state capital city; Prelatial Church of Santa Maria della Pace cathedral Opus Dei RC; San Giovanni in Laterano, Archbasilica, RC patriarchal cathedral, bishop of Rome; Cathedral of the Ordinariato Militare (St Catherine of Siena); Santa Maria Maggiore, Basilica; San Lorenzo fuori le Mura; Santa Croce in Gerusalemme; SCS/G Foro Romano; 2nd: Catacombs of Callixtus; Campo di Verano, cemetery; Coliseum; Isola Sacra Necropolis; Porta Alchemica, Piazza Vittorio Emanuele II, gateway; St Paul Outside the Walls, Basilica; San Martino ai Monti; Santi Quattro Coronati; Santa Maria sopra Minerva; Santa Maria dell’Orazione e Morte; 3rd: Piramide; Pantheon; SCS/G Roma EUR; San Clemente, Mithra] [Julius Evola b; All Roman Catholic popes; John Keats rdt] [6.10.8RB, 1.11.7AF, 5.2.3PP, 7.8.1BP b; 12.7.9AC r]
Lago Regillo [2nd: Battle of Lago Regillo, 499BC]
Ostia [1st: Ostia Cathedral (St Aurea) RC Suburbicarian Diocese Ostia, Dean of the College of Cardinals; Porto Cathedral (Sacred Hearts Jesus/Mary) RC Suburbicarian Diocese Porto-Santa Rufina; Porto Cathedral (St Hippolytus/Lucy) co-cathedral; SCS/G]
Veio [1st: Etruscan city, catacombs, temple of Apollo, 10th BC, 42° 1′ 26″ N, 12° 24′ 5″ E (Municipio XX)]

D1-1-2 Lazio, Rome: Valle del Tevere (20 comuni North of Rome), IT-RM (LZ)
Campagnano di Roma; Capena; Castelnuovo di Porto; Civitella San Paolo; Fiano Romano; Filacciano; Magliano Romano; Mazzano Romano; Mentana; Montelibretti; Monterotondo [12.11.5RC b]; Morlupo; Nazzano; Ponzano Romano; Riano; Rignano Flaminio; Sant’Oreste; Torrita Tiberina

D1-1-3 Lazio, Rome: Tiburtina Sublacense (50 comuni East of Rome), IT-RM (LZ)
Affile; Agosta; Arcinazzo Romano; Articoli Corrado; Arsoli; Bellegra; Camerata Nuova; Canterano; Capranica Prestinense; Casape; Castel Madama; Cerreto Laziale; Cervara di Roma; Ciciliano; Cineto Romano; Fon; Gerano;
Guidonia Montecelio [1st: city 71];
Jenne; Licenza; Mandela; Marano Equo; Marcellina; Monteflavio; Montorio Romano; Moricone; Neroli; Olevano Romano; Palombara Sabina; Percile; Pisoniano; Poli; Rifreddo; Rocca Canterano; Rocca Santo Stefano; Roccagiovine; Roiate; Roviano; Sambuci; San Gregorio da Sassola; San Polo dei Cavalieri; Sant’Angelo Romano; San Vito Romano; Saracinesco;
Subiaco [1st: St Andrew’s Abbey, Subiaco Cathedral (St Scholastica) RC Territorial Abbey co-cathedral];
Tivoli [1st: city 130; Tivoli Cathedral (St Lawrence) RC Diocese; Hadrian’s Villa; Temple of Vesta SCS/G] [St Lawrence of Rome p; Tiburtine Sybil r]; Vallepietra; Vallinfreda; Vicovaro; Vivaro Romano

D1-1-4 Lazio, Rome: Nord-Ovest (12 comuni North-West of Rome), IT-RM (LZ)
Allumiere; Anguillara Sabazia; Bracciano; Canale Monteranno;
Fiumicino [1st: city 93]
Ladispoli; Manziana; Santa Marinella; Tolfa; Trevignano Romano
Cerveteri [1st: Cerveteri Cathedral (St Mary Major) former cathedral RC Diocese; 2nd: Etruscan city, Necropolis, 900BC, 42° 0′ 0″ N, 12° 6′ 0″ E] [St Michael p]
Civitavecchia [1st: city 133; Civitavecchia Cathedral (St Francis Assisi) RC Diocese; Templar site; 2nd: Megaliths]

D1-1-5 Lazio, Frosinone: (91 comuni), IT-FR (LZ)
Frosinone [1st: province capital town; Frosinone Cathedral (St Andrew) RC Diocese]
Alatri [1st: Alatri Cathedral (St Paul) co-cathedral RC Diocese; Chiostro of St Francis, Christ in labyrinth; Acropolis] [St Sixtus I p]
Anagni [1st: Anagni Cathedral (St Mary) co-cathedral RC Diocese; 2nd: Popes Palace; on-YinL61-62] [St Magnus p; Boniface VIII r]
Aquino [1st: Aquino Cathedral (St Thomas Aquinas) co-cathedral RC Diocese]
Cassino [1st: Templar site; megaliths]
Ferentino [1st: Ferentino Cathedral (St John/Paul) co-cathedral RC Diocese]
Fiuggi [1st: Fiuggi Springs, Templar site, on-YinL61-62]
Fontana Liri [Marcello Mastroianni b]
Montecassino [1st: Montecassino Abbey (Assumption Blessed Virgin) cathedral RC Territorial Abbey]
Pontecorvo [1st: Pontecorvo Cathedral (St Bartholomew), co-cathedral RC Diocese]
Sora [1st: Sora Cathedral (Assumption Blessed Virgin) RC Diocese] [Vittorio De Sica b]
Veroli [1st: Veroli Cathedral (St Andrew) co-cathedral RC Diocese]

D1-1-6 Lazio, Latina: (31 comuni), IT-LT (LZ)
Latina [1st: province capital city 36; Latina Cathedral (St Mark) RC Diocese]
Aprilia [1st: city 87]
Fondi [1st: Fondi Cathedral (St Peter) former cathedral RC Archdiocese Gaeta]
Formia [1st: Formia Cathedral (St Erasmus) former cathedral RC Archdiocese Gaeta]
Gaeta [S7] [1st: Gaeta Cathedral (Assumption Blessed Virgin) RC Archdiocese; 2nd: Sanctuary of the Holy Trinity, split mountain, earth temple] [St Erasmus p]
Minturno [1st: Minturno Cathedral (St Peter) former cathedral RC Dioces]
Priverno [1st: Priverno Cathedral (St Mary) co-cathedral RC Diocese; Fossanova Abbey, on-YinL61-62] [St Thomas Aquinas p]
Roccasecca [St Thomas Aquinas b]; San Felice Circeo [1st: Templar site]
Sermoneta [1st: Valvisciolo Abbey, 700, well]
Sezze [1st: Sezze Cathedral (St Mary) co-cathedral RC Diocese]
Terracina [1st: Terracina Cathedral (St Caesarius) co-cathedral RC Diocese; Temple of Jupiter; 3rd: Capitolium; on-YinL61-62] [St Caesarius p]

D1-1-7 Lazio, Rome: Litorale Sud, Castelli Romani, Prenestina Monti Lepini: (38 comuni South of Rome), IT-RM (LZ)
Albano Laziale [1st: Albano Cathedral (S. Pancrazio), RC Diocese]
Anzio; Ardea; Ariccia [1st: Diana’s temple]; Artena; Castel Gandolfo; Castel San Pietro Romano; Cave; Ciampino; Colleferro; Colonna;
Frascati [1st: Frascati Cathedral (St Peter) co-cathedral RC Diocese] [St James the Lesser p]
Gallicano nel Lazio; Gavignano; Genazzano; Genzano di Roma; Gorga;
Grottaferrata [1st: Grottaferrata Cathedral (St Mary) RC Diocese]
Lanuvio [1st: Juno’s Temple]; Labico; Lariano; Marino; Monte Compatri; Monte Porzio Catone; Montelanico; Nemi; Nettuno;
Palestrina [1st: Palestrina Cathedral (St Agapitus) RC Diocese]
Pomezia [1st: city 115]
Rocca Priora; Rocca di Cave; Rocca di Papa; San Cesareo;
Segni [1st: Segni Cathedral (Assumption Blessed Virgin) co-cathedral RC Diocese]
Valmontone;
Velletri [1st: city 136; Velletri Cathedral (St Clement I) RC Archdiocese]
Zagarolo

D1-1-8 Lazio, Rieti: (73 comuni), IT-RI (LZ)
Rieti [1st: province capital town; Rieti Cathedral (St Mary/Gregory) RC Diocese; 2nd: Piazza San Rufo, Umbilicus Italiae, 42° 24′ 8.3″ N, 12° 51′ 46.3″ E] [St Barbara p]
Borgorose: Corvaro [1st Corvaro Castle, 42° 14′ 38.7″ N, 13° 9′ 3.6″ E; 2nd: Roman Well, Tunnel; 3rd: Stone Circle; SCS/G] [Niccolò V antipope b]
Magliano Sabina [1st: Magliano Cathedral (St Liberator) co-cathedral RC Diocese]
Poggio Mirteto [1st: Poggio Cathedral (Assumption Blessed Virgin) RC Diocese]
[1st: Monte Gorzano, D1-1 highest peak, 245 m]
D1-1-9 Lazio, Viterbo: (60 comuni), IT-VT (LZ)
Viterbo [S3] [1st: province capital city 98; Viterbo Cathedral (St Lawrence) RC Diocese] [St Rose of Viterbo p]
Acquapendente [1st: Acquapendente Cathedral (Holy Sepulchre) co-cathedral RC Diocese Viterbo]
Bagnoregio [1st: Bagnoregio Cathedral (St Bonaventure) co-cathedral RC Diocese of Viterbo; Templar site]
Bolsena [2nd: St Christine Basilica, 1078]
Bomarzo [2nd: SCS/G Boscosacro]
Capodimonte [2nd: Isola Bisentina]
Civita di Bagnoregio [1st: power town]
Civita Castellana [1st: Civita Cathedral (St Mary Major) RC Diocese]
Gallese [1st: Gallese Cathedral (Assumption Blessed Virgin) co-cathedral RC Diocese Civita]
Marta [1st: Templar site; 2nd: Torre dell’Orologio]; Montalto di Castro [1st: Templar site]
Montefiascone [1st: Montefiascone Cathedral (St Margaret Antioch) former cathedral RC Diocese; wine Est! Est! Est!]
Nepi [1st: Nepi Cathedral (Assumption Blessed Virgin) co-cathedral RC Diocese]
Orte [1st: Orte Cathedral (Assumption Blessed Virgin) co-cathedral RC Diocese Civita]
Sutri [1st: Sutri Cathedral (Assumption Blessed Virgin) co-cathedral RC Diocese; Templar site] [St Dulcissima p]
Tarquinia [1st: Tarquinia Cathedral (St Margaret/Martin) co-cathedral RC Diocese; Etruscan city, 900BC, 42° 14′ 57″ N, 11° 45′ 22″ E; Templar site]
Tuscania [1st: Tuscania Cathedral (St Mary Major) co-cathedral RC Diocese; Templar site; 2nd: St Peter’s Church, astrological elements, Etruscan acropolis; Bagno della Regina]

D1-1-10 VATICAN CITY, Vatican City (excluding Vatican City Gardens), VA
[1st: St Peter’s Basilica, 1626, Vatican Hill, 41° 54′ 8″ N, 12° 27′ 12″ E; St Peter’s Square; Sistine Chapel; 2nd: St Peter’s Tomb; Vatican Necropolis; Vatican Library; Vatican’s Railway Station]


D1-1-11 VATICAN CITY, Vatican City Gardens, VA
[33d: SCS Courtyard of the Pine, 41° 54′ 11″ N, 12° 27′ 2″ E]

D1-1-12 Lazio, Latina: Isole Ponziane, IT-LT (LZ)
Ponza [1st: Blue Grottos; 2nd: Roman Tunnel]
Ventotene [2nd: Santo Stefano Island

VATICAN CITY, Vatican City (excluding Vatican City Gardens), VA
[1st: St Peter’s Basilica, 1626, Vatican Hill, 41° 54′ 8″ N, 12° 27′ 12″ E; St Peter’s Square; Sistine Chapel; 2nd: St Peter’s Tomb; Vatican Necropolis; Vatican Library; Vatican’s Railway Station]
D1-1-11 VATICAN CITY, Vatican City Gardens, VA
[33d: SCS Courtyard of the Pine, 41° 54′ 11″ N, 12° 27′ 2″ E]
D1-1-12 Lazio, Latina: Isole Ponziane, IT-LT (LZ)
Ponza [1st: Blue Grottos; 2nd: Roman Tunnel]
Ventotene [2nd: Santo Stefano Island

 

NOTE
[1] Dolores Cannon, The Three Waves of Volunteers & the New Earth, Huntsville, Ozark Mountain, 2011.
[2] G. Dorfles, A. Vettese, E. Princi, Arte e artisti. Vol. 3: Dall’Ottocento ad oggi, Bergamo, Atlas, 2011.
[3] James Hillman, Il codice dell’anima: carattere, vocazione, destino, Milano, Adelphi, 1997, p. 21.
[4] Ibid., p. 27.
[5] Data di nascita presunta riportata dalle principali fonti. L’identità legale dell’autrice è ancora ignota.
[6] Arcade Fire, Wake Up, in Funeral, Merge, 2005; TdA, vers. orig. “Somethin’ filled up / My heart with nothin’ / Someone told me not to cry / Now that I’m older / My heart’s colder /And I can see that it’s a lie / Children, wake up / Hold your mistake up / Before they turn the summer into dust”.

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